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San Francesco raccontato dall’arte: alla Casa di Piero una conferenza con Rosa Giorgi

Un viaggio tra arte, spiritualità e storia per raccontare una delle figure più amate della tradizione cristiana. In occasione delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco, la Fondazione Piero della Francesca promuove un incontro di approfondimento storico-artistico in programma martedì 12 maggio alle ore 17.30 alla Casa di Piero, a Sansepolcro.

L’appuntamento, dal titolo “Come l’arte ha raccontato San Francesco: la sua storia e la sua spiritualità attraverso le opere di ogni tempo”, vedrà protagonista la storica dell’arte Rosa Giorgi, tra le più autorevoli esperte di iconografia e iconologia cristiana.

Nel corso della conferenza, Rosa Giorgi accompagnerà il pubblico in un percorso attraverso i secoli, mostrando come la figura di San Francesco d’Assisi sia stata interpretata dagli artisti di ogni epoca e come proprio l’arte abbia contribuito a diffondere il suo messaggio spirituale e umano.

L’iniziativa si inserisce nel programma di eventi dedicati all’ottavo centenario francescano ed è realizzata con la partecipazione del Comitato per gli 800 anni di Francesco, del Comune di Sansepolcro e della Parrocchia di San Giovanni Evangelista.

L’ingresso è libero.

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Controlli straordinari dei Carabinieri tra Città di Castello, Umbertide e San Giustino

Nel weekend identificati 54 soggetti e ispezionati 5 locali: 6 segnalati per droga, un 33enne multato per guida senza patente

Città di Castello (PG): i Carabinieri intensificano i controlli nel fine settimana.
Nel quadro delle attività di prevenzione generale e di controllo del territorio disposte dalla
Compagnia Carabinieri di Città di Castello, è stato svolto un servizio straordinario nei comuni di
Città di Castello, Umbertide e San Giustino, con particolare attenzione alle aree maggiormente
esposte al rischio di furti in abitazione e ai fenomeni di criminalità diffusa.
Il dispositivo, articolato su più pattuglie dell’Arma tifernate, è stato pianificato al fine di assicurare
una presenza capillare e visibile sul territorio, mediante l’attuazione di posti di controllo e servizi di
pattugliamento dinamico lungo le principali arterie stradali e nei luoghi di aggregazione.
L’attività ha consentito di effettuare verifiche mirate sia sulla circolazione stradale sia
sull’identificazione di persone di interesse operativo.
Nel corso del servizio sono stati controllati complessivamente 5 locali pubblici, 23 veicoli e 54
persone.
In materia di prevenzione all’assunzione di sostanze stupefacenti, 6 persone, di età compresa tra i
21 e i 46 anni, sono state segnalate alla Prefettura di Perugia quali assuntori di droghe, poiché
trovate in possesso di modiche quantità di cocaina e hashish, detenute per uso personale.
È stata inoltre elevata una sanzione amministrativa al codice della strada, a carico di un 33 enne di
origine tunisina, sorpreso alla guida di un’auto senza aver mai conseguito la patente.
L’attività si inserisce in una più ampia strategia di prevenzione e contrasto alle condotte illecite,
finalizzata a garantire un presidio costante del territorio e a rafforzare il senso di sicurezza percepito
dalla collettività.
L’Arma dei Carabinieri proseguirà anche nelle prossime settimane con analoghi servizi straordinari,
assicurando un controllo attento e sistematico, volto a fornire risposte concrete alle esigenze di
sicurezza espresse dalla cittadinanza.

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Montezemolo in visita a Pieve Santo Stefano: incontro alla Camiceria Gherardi tra impresa e territorio

Una visita che non è passata inosservata quella di Luca Cordero di Montezemolo a Pieve Santo Stefano, ospite della Camiceria Alessandro Gherardi, una delle realtà produttive simbolo del territorio valtiberino.

Nel corso dell’incontro, Montezemolo ha visitato l’azienda pievana, potendo conoscere da vicino la qualità delle produzioni e il modello imprenditoriale che da anni caratterizza la famiglia Gherardi: una realtà fondata sulla tradizione manifatturiera, sulla valorizzazione delle maestranze locali e su un forte legame con il territorio.

Alla visita erano presenti anche Francesco Macrì, già presidente di Leonardo Spa, e Claudio Bigi, a testimonianza dell’importanza dell’incontro anche sul piano economico e imprenditoriale.

A rappresentare il Comune di Pieve Santo Stefano è stato il sindaco Claudio Marcelli, che ha espresso soddisfazione per la visita e ha ringraziato la famiglia Gherardi per l’invito e per l’opportunità di accogliere nel territorio una delle figure più note dell’industria italiana.

Nel suo intervento, il primo cittadino ha inoltre rivolto i complimenti a Francesco Macrì per i nuovi incarichi assunti, sottolineando il valore di incontri capaci di mettere in dialogo impresa, istituzioni e territorio.

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Sansepolcro e la “Resurrezione” di Piero protagoniste di un docufilm internazionale

Non solo tecnologia e conservazione artistica. Le giornate dedicate alla scansione ad altissima risoluzione della “Resurrezione” di Piero della Francesca hanno portato a Sansepolcro anche un importante progetto cinematografico internazionale.

Per tutta la durata delle attività al Museo Civico, una troupe ha lavorato tra le sale del museo e i luoghi più rappresentativi della città per realizzare un docufilm dedicato al capolavoro di Piero della Francesca e al legame profondo con Sansepolcro.

Il progetto, curato dalla casa di produzione BauBaufilm, documenterà non soltanto il delicato processo di digitalizzazione dell’opera attraverso le tecnologie di ultima generazione, ma anche il valore storico, identitario e culturale che la Resurrezione continua ad avere per il territorio.

Un ruolo centrale è stato svolto da Marco Antonio Soriano, CEO di Arius Technology Europa Italia Srl, che ha coordinato il progetto seguendo le relazioni internazionali e i rapporti con Ministero della Cultura e UNESCO.

Fondamentale anche il lavoro della produttrice Laura Tirassa e del regista Andrea Castoldi, che hanno seguito passo dopo passo tutte le riprese dentro e fuori dal museo.

L’obiettivo del docufilm sarà quello di raccontare non solo l’aspetto tecnico della scansione ad altissima definizione, ma soprattutto la visione culturale che accompagna il progetto: preservare il patrimonio artistico mondiale attraverso strumenti innovativi senza perdere il valore umano e simbolico delle opere.

Le riprese hanno coinvolto il Museo Civico, il centro storico e alcuni degli scorci più identitari della città, con l’intento di promuovere Sansepolcro su scala internazionale come luogo di incontro tra arte, storia e innovazione.

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Povertà sanitaria, a Città di Castello cresce il bisogno di cure: oltre 500 prestazioni in un anno all’ambulatorio solidale Caritas

C’è chi rinuncia al dentista perché non riesce a pagarlo. Chi rimanda una visita ai figli, chi convive con dolori e problemi di salute per mesi, a volte anni. A Città di Castello la povertà sanitaria ha sempre più un volto concreto e racconta storie di famiglie fragili, lavoratori precari e persone sole che non riescono a sostenere nemmeno le cure più essenziali.

È da questa realtà che è partito il convegno “Povertà e vulnerabilità sanitaria: una nuova sfida”, promosso dalla Caritas diocesana tifernate per celebrare il primo anno di attività dell’ambulatorio odontoiatrico solidale “Santa Margherita”, nato per offrire cure dentistiche di base a chi non può permettersele.

Ad aprire l’incontro è stato il vescovo della diocesi tifernate, Luciano Paolucci Bedini, che ha richiamato il valore della cura e della vicinanza alle fragilità come responsabilità condivisa tra Chiesa e comunità civile. Presenti anche il sindaco di Città di Castello Luca Secondi e l’assessora ai Servizi sociali del Comune di Umbertide Lara Goracci.

Una povertà che cresce anche nella salute

A delineare il quadro è stata Franca Proietti della Fondazione Banco Farmaceutico, che ha ricordato come la povertà sanitaria sia spesso il riflesso diretto della povertà economica.

I numeri raccontano una situazione sempre più delicata: oggi in Italia quasi il 10% della popolazione vive in povertà assoluta, pari a circa 5,7 milioni di persone. In Umbria il rischio di povertà o esclusione sociale riguarda circa il 14% dei cittadini, ovvero quasi 119mila persone.

Nel frattempo, la spesa sanitaria privata continua ad aumentare. Le famiglie italiane spendono direttamente circa 40 miliardi di euro l’anno per curarsi, con costi che pesano sempre di più soprattutto sulle fasce più deboli. E proprio le cure odontoiatriche sono tra quelle a cui si rinuncia più facilmente.

I numeri dell’ambulatorio “Santa Margherita”

A un anno dall’apertura, l’ambulatorio solidale della Caritas ha già dato una risposta concreta a un bisogno spesso invisibile.

Sono state 531 le prestazioni erogate tra visite, prevenzione e cure odontoiatriche, con circa 100 pazienti presi in carico. Il dato che colpisce è l’Isee medio degli utenti: appena 4.448 euro.

L’età media dei pazienti adulti è di poco superiore ai 40 anni e oltre il 66% dell’utenza è composta da cittadini stranieri. Tra i piccoli pazienti, invece, sono stati seguiti 63 bambini tra 0 e 6 anni, molti dei quali nati proprio nel territorio altotiberino.

Secondo le stime illustrate durante il convegno, il valore economico delle cure erogate gratuitamente oscilla tra i 60mila e i 100mila euro, se confrontato con i costi medi di mercato di uno studio dentistico privato.

«Curare significa restituire dignità»

Il direttore della Caritas tifernate, Gaetano Zucchini, ha parlato di un servizio importante ma anche doloroso da osservare nella sua crescita: «Quando questi ambulatori si riempiono di persone significa che qualcosa non funziona».

A sottolineare il valore umano del progetto è stato anche Guido Lombardo, direttore sanitario dell’ambulatorio e docente universitario: «Abbiamo visto situazioni di salute orale molto compromesse. L’indigenza economica si riflette direttamente sulla salute della bocca. Il nostro obiettivo non è solo curare, ma accompagnare le persone da una condizione di malattia a una di salute».

Nel corso dell’incontro è stato proiettato anche il video realizzato per la campagna nazionale “Firmato da te” della Chiesa cattolica, dedicato proprio all’esperienza dell’ambulatorio tifernate sostenuto grazie ai fondi dell’8xmille.

A distanza di un anno, “Santa Margherita” si conferma così non solo come un presidio sanitario, ma come un luogo di ascolto e prossimità. Un posto dove, come è stato ricordato durante il convegno, «i pazienti non pagano con la moneta, ma con la gratitudine».

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Sansepolcro, la storica fontana torna a Porta Fiorentina: via al restauro e alla ricollocazione

Un pezzo di storia cittadina tornerà al suo posto originario. Nei prossimi giorni prenderanno il via a Sansepolcro i lavori di ricollocazione e restauro dello storico fontanile in pietra serena, oggi situato nei pressi di Porta del Ponte, che sarà riportato nella sua sede storica di Porta Fiorentina.

Si tratta di un intervento di recupero che punta a restituire alla città un elemento identitario fortemente legato alla memoria urbana del Borgo. Secondo quanto riportato nella relazione tecnica del progetto, la fontana compare già nelle cartoline storiche di fine Ottocento proprio nell’area di Porta Fiorentina, dove è rimasta fino alla metà del Novecento prima di essere trasferita.

Il progetto, promosso dal Comune, prevede lo smontaggio del manufatto, il restauro conservativo e la successiva reinstallazione, con operazioni di pulitura delle superfici in pietra, revisione dell’impianto idraulico e recupero estetico complessivo della struttura. I lavori saranno eseguiti dall’azienda Pecorelli, specializzata nel settore.

L’investimento complessivo ammonta a circa 14.800 euro, coperti attraverso fondi comunali e grazie al contributo del Comitato per la Fontana, nato dall’iniziativa spontanea di cittadini e sostenuto anche da aziende sponsor del territorio.

Un progetto che unisce tutela del patrimonio e partecipazione civica. “Si tratta di un intervento dal forte valore simbolico e storico – sottolinea l’amministrazione comunale – perché restituisce alla città un elemento identitario nel luogo che per decenni lo ha caratterizzato”.

La ricollocazione della fontana rappresenta così un nuovo tassello nel percorso di recupero e valorizzazione del patrimonio storico urbano di Sansepolcro, restituendo decoro a uno degli accessi più caratteristici del centro storico.

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Arcaleni: «In Altotevere più attenzione alle truffe agli anziani. Serve un protocollo tra Comune e Prefettura»

A seguito delle numerose notizie di cronaca riguardanti casi di truffe in Altotevere e soprattutto nei più estesi Comuni di Città di Castello, San Giustino e Umbertide, ho presentato un’interpellanza al fine di favorire le modalità di contrasto delle stesse.

Il fenomeno delle truffe agli anziani sta aumentando con il verificarsi di raggiri, spesso con bottini ingenti: si sono registrati casi eclatanti, come una truffa da 50.000 euro ai danni di due anziani della zona o situazioni in cui i malintenzionati utilizzano il “trucco del finto parente” o si spacciano per forze dell’ordine, avvocati o postini per convincere le vittime a consegnare denaro o gioielli.

Spesso le truffe assumono connotati digitali in quanto reiterate attraverso le piattaforme di messaggistica, siti on line, app e social: alcuni tentativi recenti, come ad  Umbertide, sono stati segnalati e sventati grazie alla prontezza dei cittadini. A tale proposito,  risulta di fondamentale importanza  l’informazione e la conoscenza delle modalità con cui tali truffe vengono attivate, come le iniziative e gli incontri di sensibilizzazione, organizzati da associazioni e volontari, per insegnare a riconoscere i raggiri. 

Per un’azione compiuta e complessiva, si propone all’amministrazione di attivarsi per la firma di un “Protocollo d’Intesa per la prevenzione e il contrasto delle truffe agli anziani“, congiuntamente alla Prefettura, come già avvenuto in altri Comuni, in particolare a Perugia nel marzo scorso.

Aiuterebbe a  coordinare e facilitare il dialogo con le Forze dell’Ordine, in cui la Polizia Municipale sia parte attiva, affinché siano organizzati incontri nei quartieri in collaborazione con le realtà territoriali; promuovere la costituzione di un punto di ascolto e supporto per le vittime, sollecitando l’attivazione da parte delle associazioni del territorio di sportelli dedicati e di numeri telefonici di riferimento; valorizzare e rafforzare le reti di vicinato solidale e volontariato, incoraggiando iniziative di prossimità e sorveglianza attiva da parte della cittadinanza; favorire la collaborazione tra associazioni di consumatori, istituti bancari e postali, affinché vengano adottate misure condivise per la tutela finanziaria degli anziani, come l’individuazione di operazioni sospette, l’adozione di procedure più sicure e campagne informative sui rischi legati alle frodi.

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Sansepolcro al centro dell’innovazione culturale mondiale: conclusa la scansione hi-tech della “Resurrezione” di Piero della Francesca

Uno dei capolavori assoluti del Rinascimento entra nell’era del digitale avanzato. Si sono concluse al Museo Civico di Sansepolcro le giornate di lavoro dedicate alla scansione ad altissima risoluzione della “Resurrezione” di Piero della Francesca, simbolo identitario della città e opera tra le più celebri della storia dell’arte mondiale.

Un progetto dal valore internazionale che ha portato nel cuore della Valtiberina tecnologie all’avanguardia applicate alla tutela del patrimonio culturale. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra il Comune di Sansepolcro e Arius Technology, azienda canadese specializzata nella digitalizzazione di opere d’arte, sotto la supervisione della Soprintendenza.

La “Resurrezione” come mai vista prima

L’intervento ha consentito di acquisire immagini e dati ad altissima definizione del celebre affresco, aprendo nuove prospettive sul fronte della conservazione, dello studio scientifico e della valorizzazione dell’opera.

Non si tratta di semplici fotografie. L’obiettivo della tecnologia utilizzata è quello di acquisire il vero e proprio “DNA” dell’opera, registrando dettagli microscopici, materia, texture e cromie con una precisione estrema: fino a frazioni del diametro di un capello umano.

Durante le operazioni, molti visitatori hanno potuto assistere dal vivo alle delicate fasi di scansione, osservando da vicino il dialogo tra arte e innovazione.

Dalla Gioconda a Sansepolcro

Il progetto affonda le radici in una lunga esperienza internazionale. Tutto iniziò a Parigi con l’analisi forense della Gioconda, primo banco di prova della tecnologia sviluppata da Arius Technology.

Da allora, il sistema di scansione laser 3D si è evoluto fino a diventare uno degli strumenti più avanzati al mondo nella digitalizzazione delle opere d’arte.

A seguire personalmente il progetto a Sansepolcro erano presenti Paul Lindahl e Patrick Robinson, fondatori di Arius Technology con sede a Vancouver, insieme a Marco Antonio Soriano, amministratore di Arius Technology Europa Italia, protagonista dello sviluppo del progetto europeo.

L’azienda collabora con realtà di primo piano come UNESCO, Ministero della Cultura e Musei Vaticani, in quello che viene definito un vero e proprio “Rinascimento Digitale”.

Sansepolcro laboratorio internazionale

Determinante nel progetto anche il ruolo di Luca Baroni, direttore della Rete Museale Marche Nord e profondo conoscitore dell’opera di Piero della Francesca, che ha contribuito a portare l’attenzione internazionale su Sansepolcro.

La “Resurrezione” è diventata così la prima opera al mondo protagonista di questa sperimentazione tecnologica, confermando Sansepolcro come punto di riferimento internazionale nella tutela del patrimonio artistico.

Nel corso della settimana è stata inoltre presente una troupe impegnata nella realizzazione di un docufilm dedicato alla città e al capolavoro pierfrancescano.

Oltre alla Resurrezione, sono state sottoposte a scansione anche il San Giuliano e il Polittico di San Giovanni in Val d’Afra, custoditi all’interno del museo.

Per l’amministrazione comunale, il progetto rappresenta «un motivo di grande orgoglio» e una concreta occasione per valorizzare ulteriormente l’identità culturale di Sansepolcro nel panorama internazionale.

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Ad In Primo Piano Riccardo Marzi

A poco più di un anno dalla fine della consiliatura guidata dal sindaco Fabrizio Innocenti, riflettori puntati su uno degli assessorati più esposti e discussi: lavori pubblici e urbanistica. Ospite della nuova puntata di In Primo Piano sarà il vicesindaco Riccardo Marzi, che farà il punto senza filtri su ciò che è stato fatto, sulle critiche ricevute e sui grandi progetti ancora aperti.

Dai 23 milioni di euro investiti tra PNRR, fondi comunali e regionali al nuovo volto della città tra parcheggi, asfaltature, scuole e riqualificazioni urbane. Dal confronto acceso sulla variante Ciapanella fino alla notizia politica destinata a segnare il finale di mandato: l’acquisizione dell’ex Magazzino Tabacchi, pronta ad approdare in consiglio comunale.

«Preferisco essere criticato perché faccio, piuttosto che perché non faccio», dice Marzi. Una frase che racconta bene il clima di questi anni e il senso di una puntata che entrerà nel merito di scelte, risultati e prospettive.

Una conversazione diretta, concreta, senza slogan. Per capire dove sta andando Sansepolcro.

https://youtu.be/zJgkOmXWB4Y
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Pallavolo: Biffi, il capitano dal cuore biancazzurro: “Il premio più bello? Essere ricordato come persona”

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Il regista dell’ErmGroup Altotevere racconta il riconoscimento ricevuto dai tifosi, il percorso vissuto a San Giustino e una stagione chiusa senza rimpianti: “Belluno? Se è andata così, voleva dire che doveva andare così”

Ci sono premi che finiscono in una bacheca e altri che restano dentro. Per Jacopo Biffi, capitano dell’ErmGroup Altotevere, il riconoscimento ricevuto dai tifosi biancazzurri nella conviviale di fine stagione a Citerna appartiene decisamente alla seconda categoria.

Consegnato dai fedelissimi della curva con una motivazione semplice ma profonda – “per la guida, la grinta e il cuore biancazzurro” – il trofeo assegnato al palleggiatore lombardo racconta qualcosa che va oltre il gesto tecnico o il rendimento in campo. Racconta il rapporto costruito in tre anni con un territorio, una squadra e una tifoseria che in lui ha trovato non solo un giocatore, ma un punto di riferimento.

“È un riconoscimento che mi ha fatto davvero piacere – racconta Biffi – perché significa che siamo riusciti a trasmettere alle persone cosa rappresenti la pallavolo qui a San Giustino. È stata una soddisfazione dal punto di vista sportivo, ma soprattutto umano”.

E proprio l’aspetto umano emerge subito nelle parole del capitano, che mette davanti tutto il resto una convinzione ricevuta in famiglia.

“I miei genitori me lo hanno sempre detto: prima di essere un bravo giocatore bisogna essere una bella persona. Questo premio mi ha fatto pensare che forse il percorso che sto facendo, non solo come atleta ma anche come uomo, sta lasciando qualcosa”.

Parole che spiegano bene il legame creatosi in questi anni con l’ambiente altotiberino. Arrivato nell’estate del 2023, Biffi ha visto crescere progressivamente il proprio peso tecnico e caratteriale all’interno dello spogliatoio, fino a ricevere in stagione la fascia di capitano.

Una responsabilità che non nasconde di aver accolto con entusiasmo.

“Quando mi è stato proposto di fare il capitano ero felicissimo. Sentivo di poter dare tanto al gruppo, soprattutto nei momenti più delicati dell’anno. Poi sui risultati ognuno può avere la propria opinione, ma una cosa posso dirla con serenità: per questa squadra ho dato davvero tutto”.

Una stagione intensa, chiusa sul filo di lana con l’eliminazione nella semifinale playoff contro Belluno, maturata dopo due sfide combattutissime e quel doppio 15-13 tra tie-break e golden set che ancora brucia ai tifosi biancazzurri.

Ma non a Biffi, almeno non nel senso del rimpianto.

“Se è andata così, significa che doveva andare così – spiega con lucidità – non ho riguardato gara 2 e probabilmente non lo farò. Perdere in quel modo significa che il verdetto era quello: Belluno meritava di continuare il percorso. Noi però dobbiamo essere orgogliosi di quanto costruito”.

Nessuna recriminazione, dunque, ma la consapevolezza di aver vissuto un’annata importante, sia per il gruppo che per la società, capace ancora una volta di confermarsi protagonista.

E mentre il futuro sportivo resta tutto da scrivere, il regista biancazzurro ha già deciso come utilizzare i mesi estivi.

Niente spiagge infinite o relax assoluto: tempo di libri e università.

“L’obiettivo dell’estate è laurearmi in informatica – racconta sorridendo – quindi mi aspetta un periodo intenso, ma diverso dalla palestra”.

In attesa di capire dove lo porterà la prossima stagione, una cosa però è già certa: a San Giustino, Jacopo Biffi qualcosa l’ha lasciata davvero. Non solo assist, palloni distribuiti e leadership in campo, ma quel modo autentico di vivere lo sport che spesso, alla lunga, vale anche più delle vittorie.

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Gricignano apre le porte ai pellegrini: nasce la “piccola accoglienza” dei Cammini di Francesco

Domenica 10 maggio il via ufficiale nella sede della Pro Loco. Martedì 12 maggio alla Casa di Piero la conferenza della storica dell’arte Rosa Giorgi sul racconto di San Francesco attraverso le opere dei secoli

C’è un piccolo borgo che continua a fare grandi passi nel segno dell’accoglienza e della spiritualità francescana. A Gricignano, frazione di Sansepolcro, tutto è pronto per l’apertura ufficiale della nuova “piccola accoglienza” dedicata ai pellegrini dei Cammini di Francesco, un luogo pensato per offrire ristoro, orientamento e un punto di riferimento a chi attraversa la Valtiberina seguendo le orme del Santo di Assisi.

L’appuntamento è fissato per domenica 10 maggio alle ore 16, quando la sede della Pro Loco di Gricignano diventerà ufficialmente un presidio di ospitalità per chi, lasciata Sansepolcro, prosegue il proprio cammino verso Citerna. Una tappa semplice ma significativa, che racconta bene lo spirito di una comunità che negli ultimi anni ha scelto di investire energie, passione e tempo nel grande progetto dei Cammini di Francesco.

Non un semplice servizio logistico, ma qualcosa di più profondo: un gesto concreto di vicinanza verso chi sceglie di viaggiare lentamente, spesso alla ricerca non solo di luoghi, ma anche di significati.

A Gricignano, infatti, l’accoglienza diventa occasione per condividere storie, soste e momenti di incontro. E non mancheranno elementi legati alla spiritualità francescana: in concomitanza con l’apertura sarà infatti possibile visitare anche la mostra presepiale e l’esposizione fotografica dedicata ai pellegrini, testimonianze di un percorso collettivo che continua a crescere.

L’iniziativa si inserisce nel calendario delle celebrazioni dell’Ottocentenario francescano, promosso dal comitato di Sansepolcro, che nelle prossime settimane continuerà a proporre momenti di approfondimento culturale e spirituale.

Tra questi spicca un appuntamento di grande rilievo previsto per martedì 12 maggio alle ore 17.30, quando l’attenzione si sposterà nella suggestiva Casa di Piero della Francesca per una conferenza affidata a un’ospite di assoluto prestigio: la storica dell’arte Rosa Giorgi, da quasi vent’anni direttrice del Museo dei Cappuccini di Milano.

Il titolo dell’incontro – “Con l’arte ha raccontato San Francesco: la sua storia e la sua spiritualità attraverso le opere di ogni tempo” – lascia già intuire il taglio dell’appuntamento: un viaggio attraverso l’immagine del Santo così come è stata interpretata nei secoli dagli artisti, tra fede, simbolismo e bellezza.

L’evento, organizzato in collaborazione con la Fondazione Piero della Francesca, porterà a Sansepolcro una figura autorevole nel panorama storico-artistico italiano. Rosa Giorgi vanta infatti un lungo percorso professionale che l’ha vista impegnata nella Civica Raccolta delle Stampe Bertarelli, nell’Associazione Amici di Brera e dei Musei Milanesi e, dal 2006, alla guida del Museo dei Beni Culturali Cappuccini di Milano, di cui è direttrice e conservatrice.

Studiosa apprezzata e divulgatrice capace di rendere accessibile la complessità dell’arte, Giorgi ha dedicato numerose pubblicazioni non solo alla figura di San Francesco, ma anche a grandi protagonisti della storia dell’arte come Raffaello e Leonardo da Vinci, approfondendo in particolare il tema iconografico delle Madonne.

L’arrivo a Sansepolcro rappresenta dunque un’opportunità preziosa per chi ama l’arte e desidera comprendere meglio quanto la figura del Poverello di Assisi abbia influenzato pittori, scultori e narratori di ogni epoca.

Tra cammini, cultura e spiritualità, il mese di maggio conferma così il forte impegno del territorio nel valorizzare il legame con San Francesco, trasformando piccoli luoghi e grandi storie in occasioni di incontro e crescita condivisa.

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“Racchette” solidali: a Città di Castello parte il tennis in carrozzella. Sport, inclusione e una nuova sfida per il Circolo Tennis

Sabato 16 maggio open day agli impianti Polisport di via Engels: in arrivo anche la donazione di una nuova carrozzella agli atleti del wheelchair tennis grazie all’associazione “I Fiori di Lillà”

CITTÀ DI CASTELLO – Lo sport che unisce, abbatte ostacoli e crea opportunità. Parte da qui la nuova stagione del Circolo Tennis Città di Castello, che sabato 16 maggio accenderà i riflettori su un progetto destinato a lasciare il segno: il tennis in carrozzella, promosso in collaborazione con FITP (Federazione Italiana Tennis e Padel) e CIP (Comitato Italiano Paralimpico).

Una mattinata dal forte valore sportivo e umano, quella in programma presso gli impianti Polisport di via Engels, dove dalle 10 alle 12 si terrà un open day gratuito dedicato alla scoperta del wheelchair tennis, disciplina paralimpica capace negli anni di trasformare il tennis in un linguaggio universale di inclusione.

Non sarà soltanto una prova in campo. Sarà soprattutto un messaggio. Chiunque potrà avvicinarsi, conoscere il progetto, osservare da vicino gli allenamenti e capire quanto lo sport possa diventare strumento di autonomia, relazione e crescita personale.

Alle ore 12, poi, spazio a un momento dal forte significato simbolico: l’associazione “I Fiori di Lillà” donerà ufficialmente una nuova carrozzella ai soci del settore wheelchair, un gesto concreto di vicinanza e sostegno a chi vive lo sport come occasione di rinascita, libertà e sfida quotidiana.

Alla cerimonia parteciperanno il sindaco Luca Secondi, l’assessore allo sport Riccardo Carletti, la presidente dell’associazione “I Fiori di Lillà” Elena Signorelli, i rappresentanti di FITP e CIP, insieme al presidente di Polisport Stefano Nardoni.

Dietro l’organizzazione dell’evento c’è il lavoro del Circolo Tennis Città di Castello, che continua a crescere sotto la guida della presidente Gioia Calagreti, sempre più determinata a trasformare il club in un punto di riferimento non soltanto sportivo ma anche sociale per il territorio.

E i numeri sembrano darle ragione.

Dopo un 2025 record con oltre 120 tesserati, il 2026 si è aperto con risultati incoraggianti anche dal punto di vista agonistico, soprattutto nel settore giovanile.

Siamo partiti con il piede sull’acceleratore – racconta con entusiasmo la presidente Gioia Calagreti –. I campionati umbri giovanili ci hanno regalato soddisfazioni enormi, con i fratelli Tavernelli protagonisti di un percorso importante. Diego ha lottato fino ai sedicesimi, mentre Giulio ha raggiunto gli ottavi nell’Under 15, fermandosi solo contro un avversario di categoria superiore dopo tre grandi vittorie. Ma forse la soddisfazione più bella è stata vedere per la prima volta due nostri piccoli atleti difendere i colori del circolo nell’Under 8, sia nel maschile che nel femminile”.

Segnali concreti di un movimento che continua ad allargarsi e a investire sul futuro.

Anche il calendario estivo è già definito e promette mesi intensi. A giugno tornerà infatti il tradizionale Open di Terza Categoria, maschile e femminile, uno degli appuntamenti più attesi del territorio. Confermati anche i tornei TPRA, ormai diventati un appuntamento fisso per tanti appassionati, insieme alle competizioni a squadre, con ben quattro formazioni pronte a rappresentare il circolo nei campionati D1, D2, D3 maschile e Under 18.

Senza dimenticare il Memorial “Peli-Belli”, torneo estivo nato per ricordare soci storici e figure che hanno contribuito a costruire negli anni l’identità del club.

Ma prima delle classifiche e dei risultati, c’è una data cerchiata in rosso: sabato 16 maggio.

Venite a fare il tifo per la solidarietà – conclude Calagreti –. Sarà una mattinata di sport ma anche di festa, staremo insieme e condivideremo un momento importante per tutta la comunità. Chiedo alla città di partecipare e sostenerci, perché questi progetti rappresentano l’anima più autentica del nostro circolo. Il tennis a Città di Castello sta crescendo e insieme a Polisport vogliamo continuare a farlo diventare sempre più inclusivo. Venite a vedere quanto può essere potente lo sport quando riesce davvero ad abbattere ogni barriera”.

E forse è proprio questo il punto. Perché dietro una racchetta, una rete e una carrozzella, a volte si nasconde qualcosa di molto più grande di una semplice partita.

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Premio Letterario Castello, libri e storie protagonisti al Circolo del Libro: presentate le opere vincitrici

CITTÀ DI CASTELLO – Libri, idee, racconti e la voglia di fermarsi ad ascoltare. In un tempo che corre veloce, il pomeriggio di sabato alla Sala degli Stucchi del Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati ha avuto il sapore di una pausa preziosa, fatta di parole, cultura e confronto. È da qui che è ripartita la nuova stagione del “Circolo del Libro – III Edizione 2026”, con il primo appuntamento collaterale dedicato alle opere vincitrici del Premio Letterario Castello XIX Edizione – 2025.

Un incontro partecipato, costruito attorno ai libri ma anche al senso più profondo della cultura come occasione di dialogo e crescita collettiva. Un legame, quello tra il Circolo del Libro e il Premio Letterario Castello, che si rinnova anno dopo anno e che oggi guarda già a un traguardo importante: la ventesima edizione del Premio, ormai diventato un riferimento ben oltre i confini locali.

Ad accogliere il pubblico è stata la curatrice del programma Catia Cecchetti, che ha aperto l’incontro ricordando il valore di una manifestazione nata per promuovere la scrittura e la lettura di opere inedite nei campi della narrativa, della poesia e della saggistica. Un lavoro paziente e spesso silenzioso, ma capace di portare il nome di Città di Castello in un contesto culturale di respiro nazionale e internazionale.

Dietro al Premio c’è infatti una giuria composta da personalità di primo piano del mondo culturale e giornalistico italiano. Sabato erano presenti due dei dieci giurati: Osvaldo Bevilacqua, storico giornalista e profondo conoscitore dei borghi italiani, e Andrea Pancani, vice direttore del TG La7 e volto del programma Coffee Break. Insieme al direttore generale del Premio Antonio Vella, hanno condiviso riflessioni ed esperienze, raccontando un percorso definito da entrambi come autenticamente arricchente, capace di mettere al centro il valore delle idee e della scrittura.

Il pomeriggio è stato anche l’occasione per ribadire il ruolo culturale del Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati, che continua a investire in iniziative aperte alla città. Il presidente Gregorio Anastasi ha ricordato come tra le finalità statutarie del Circolo vi sia proprio la promozione culturale della comunità locale, attraverso appuntamenti capaci di creare partecipazione e confronto.

A testimoniare la collaborazione con le istituzioni cittadine è stata la presenza del vice sindaco Giuseppe Bernicchi, che ha sottolineato il valore della sinergia tra Comune e realtà culturali del territorio, riconoscendo al Premio Letterario Castello la capacità di promuovere cultura ben oltre l’ambito locale. Presente anche la consigliera regionale Letizia Michelini, che ha portato il sostegno della Regione Umbria alle attività culturali capaci di valorizzare l’identità del territorio.

Poi spazio ai veri protagonisti del pomeriggio: i libri e i loro autori.

A guidare il pubblico tra storie, temi e suggestioni delle opere premiate è stata Alice Forasiepi, responsabile editoriale della casa editrice LuoghInteriori.

Per la sezione saggistica, il primo posto è andato a Salvatore Di Bartolo con “Eretici”, un lavoro definito raffinato e intenso, attraversato da riflessioni di carattere sociale e politico. Seconda posizione per Francesco Berni con “India e altri Orienti”, viaggio tra culture, tradizioni e spiritualità lontane.

Nella narrativa, a conquistare il primo premio è stata Anna D’Avino con “Agatella”, romanzo dalle atmosfere dense e dal forte profumo partenopeo. Secondo posto per Irene Conca e il suo “All’ombra dell’acero rosso”, apprezzato per la forza della trama e la ricchezza narrativa.

Spazio anche alla poesia, con la presentazione in video di Ilenia Sara Perra, seconda classificata con “Padre Natura”, raccolta nella quale emergono con forza le radici e le suggestioni della terra sarda.

A chiudere il pomeriggio è stata ancora Catia Cecchetti, ricordando i prossimi appuntamenti del Circolo del Libro, che già nei prossimi giorni tornerà a proporre incontri, autori e occasioni di confronto.

Segno che, almeno a Città di Castello, c’è ancora voglia di ritrovarsi attorno alle storie, alle parole e ai libri. E di farlo insieme.

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La serata perfetta: Città di Castello Pallavolo piega Monteluce 3-1 e si prende gara 1 davanti a 800 tifosi

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Pala Andrea Joan infuocato, cori incessanti e un’atmosfera da categorie superiori: i biancorossi rimontano dopo il primo set perso e volano sull’1-0 nella semifinale playoff di Serie C.

CITTÀ DI CASTELLO – La serata perfetta esiste. Ha il rumore dei cori che rimbombano nel palazzetto, il biancorosso sugli spalti, un pubblico in piedi ad accompagnare ogni pallone e quell’abbraccio finale tra squadra e tifosi che racconta più di mille parole. Città di Castello Pallavolo si prende gara 1 della semifinale playoff di Serie C, supera la Promovideo Strike Team Monteluce per 3-1 (23/25, 25/15, 25/14, 25/21) e si regala una notte che difficilmente verrà dimenticata.

Al Pala Andrea Joan, davanti a circa 800 persone, è andato in scena qualcosa che è sembrato andare ben oltre una partita di Serie C. Atmosfera da categorie superiori, da volley importante, con una città intera che si è stretta attorno alla squadra di Andrea Radici, trascinata da una Curva Nord Seconda Giovinezza autentica anima del tifo tifernate, capace di cantare e sostenere i biancorossi dal primo all’ultimo pallone.

Una lunga giornata di passione sportiva per tanti tifosi, iniziata nel pomeriggio con la gara della formazione femminile, proseguita con la Festa Biancorossa e culminata nella sfida della squadra maschile, chiusa in un clima da grande evento sportivo.

Eppure la serata non era iniziata nel migliore dei modi.

Prima del fischio d’inizio il pensiero di tutti è andato a Caterina Biagioni, ex giocatrice della pallavolo tifernate prematuramente scomparsa, ricordata con un minuto di raccoglimento e dai biancorossi scesi in campo con il lutto al braccio.

Poi il match. E l’inizio sembrava sorridere ai padroni di casa. Radici schiera Casella in regia in diagonale con Rumori, Conti e Cesari schiacciatori, Merlino e Stoppelli al centro, con Lensi libero, e il Castello parte forte, portandosi subito avanti 8-4.

Monteluce, però, non si scompone e reagisce trascinata da Leonardo Dazzini, riuscendo a restare sempre agganciata al match. Il primo set scivola via sul filo dell’equilibrio fino al 23-20 per i tifernati, quando qualcosa si inceppa. Troppi errori – ben 13 nel solo parziale – riaprono completamente i giochi e consentono alla squadra di Nicola Lalleroni di completare la rimonta e prendersi il vantaggio sul 23-25.

Una doccia fredda. Ma anche il momento in cui il Città di Castello mostra davvero il proprio carattere.

Nel secondo set arriva la reazione rabbiosa dei biancorossi. Il pubblico alza il volume, il Pala Andrea Joan diventa una bolgia e il Castello cambia marcia. Dal 11-8 iniziale si passa rapidamente al 16-9, con Merlino protagonista assoluto sotto rete e un sistema muro-difesa che manda fuori giri gli ospiti. Il pareggio arriva netto: 25-15 e partita di nuovo in equilibrio.

Da lì in avanti il match cambia volto.

Nel terzo set i tifernati sembrano padroni assoluti del campo. Il parziale iniziale di 7-1 indirizza subito il set, mentre Lalleroni prova a mischiare le carte senza riuscire a invertire l’inerzia della partita. Cesari, Stoppelli e Conti salgono in cattedra, il muro funziona e Monteluce fatica a trovare continuità. Sul 20-9 il Pala Andrea Joan già sente il profumo del sorpasso, che arriva puntuale con il 25-14.

La Promovideo Strike Team, però, non molla e nel quarto set torna a far vedere tutta la qualità di una squadra arrivata fin lì con pieno merito. La gara ritrova equilibrio, con il punteggio che resta incollato fino all’11-10.

È il momento più delicato della partita.

Sul 21-20, con tutto ancora apertissimo, il Castello trova il break che vale una fetta enorme di semifinale. Conti e Stoppelli piazzano i colpi pesanti, il muro regge e il tabellone segna 23-20. Poi è capitan Cesari a mettere giù il pallone del definitivo 25-21, facendo esplodere il palazzetto nel tripudio biancorosso.

Il resto è un’immagine che resterà impressa negli occhi di chi c’era: squadra e tifosi insieme sotto la curva, abbracci, applausi e la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di speciale.

Perché la vera vittoria, oltre al 3-1, è stata l’atmosfera. Ottocento persone per una gara di Serie C, una coreografia spettacolare, cori incessanti e un coinvolgimento emotivo che ha trasformato il Pala Andrea Joan in un’arena da volley di alto livello, quasi da Serie A2.

Merito dei protagonisti in campo, che non si sono risparmiati su ogni pallone. Merito della Seconda Giovinezza, cuore pulsante del tifo biancorosso. Merito di una città che continua a dimostrare quanto amore abbia per la pallavolo.

Ma nulla è ancora deciso.

La Promovideo Strike Team Monteluce proverà infatti a riaprire tutto nella gara di ritorno, in programma giovedì 14 maggio alle ore 21.00, nella palestra di Monteluce, dove i tifernati avranno il primo match point per conquistare la finale playoff. E, nel caso servisse una “bella”, il vantaggio del fattore campo riporterebbe tutto ancora una volta al Pala Andrea Joan.

Intanto, però, Città di Castello si gode una notte da ricordare. Una di quelle che fanno innamorare ancora di più di questo sport.

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Biliardo, Città di Castello vola in finale di Coppa Campioni A1: battuta New Team Piroga 3-1

Grande impresa per la squadra tifernate del biliardo: superata in semifinale la vincitrice del campionato regionale. Decisivi Morini, Ribani e la coppia Cardone-Baldini. Il 19 maggio la finalissima contro i Grifoni Perugia.

CITTÀ DI CASTELLO – Una vittoria di carattere, maturata punto dopo punto, colpi di esperienza e nervi saldi nei momenti decisivi. Il Città di Castello conquista la finalissima della Coppa Campioni A1 umbra, superando con il punteggio di 3-1 la New Team Piroga, squadra vincitrice del campionato regionale, al termine di una semifinale intensa e combattuta disputata mercoledì 6 maggio alla Polisportiva di Case Nuove di Perugia.

Un successo costruito davanti a una bella cornice di pubblico, con tanti sostenitori tifernati arrivati nel capoluogo per accompagnare e sostenere la squadra in una delle sfide più importanti della stagione.

La formula della competizione, articolata tra singoli e coppie suddivisi in due tempi di gioco, ha regalato un confronto equilibrato fin dalle prime battute.

A rompere gli equilibri è stato il campione bolognese Denis Morini, autentico trascinatore della formazione tifernate nel primo tempo. Morini ha disputato una prova di grande spessore contro il perugino Alessandro Naderi, conquistando il primo punto della serata e portando avanti il Città di Castello sull’1-0.

La risposta della New Team Piroga, però, non si è fatta attendere. Nella prova a coppie, i folignati Leonardo Guidobaldi e Tonino Brandi sono stati superati da Fucchi e Tabarrini, ristabilendo immediatamente la parità e chiudendo il primo tempo sull’1-1.

Nel secondo tempo la tensione è salita ancora. A prendersi la scena è stato l’altro campione bolognese del roster tifernate, Andrea Ribani, autore di una prestazione praticamente perfetta contro il forte ascolano Sandro Celani. Una partita dominata, giocata con precisione e lucidità, che ha riportato avanti il Città di Castello sul 2-1, facendo crescere entusiasmo e fiducia tra i tifosi arrivati a Perugia.

Da lì in avanti, tutto si è deciso nelle coppie, in un finale che ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo tiro. La New Team Piroga era obbligata a vincere entrambe le sfide rimaste per ribaltare il risultato, mentre al Città di Castello sarebbe bastato conquistare un solo punto per staccare il pass verso la finale.

E il colpo decisivo è arrivato dalla coppia più esperta. Il capitano Valerio Cardone, insieme ad Altero Baldini, ha trovato il punto che vale una stagione, superando Vittorio Brandi e Massimo Angeletti e facendo esplodere la gioia dei tifosi tifernati presenti sugli spalti.

A testimonianza dell’equilibrio della sfida, anche l’altra coppia del Città di Castello, composta dai giovani della cantera tifernate Nicola Cavazzi e Mattia Massetti, era in perfetta parità nel confronto contro Pavoni e Sposini, in un match rimasto apertissimo fino alle battute finali.

Per il Città di Castello si tratta di un risultato che va oltre le aspettative. Al primo anno dal ritorno in Serie A1, raggiungere immediatamente la finalissima della Coppa Campioni rappresenta un traguardo straordinario e il segnale evidente della crescita di un gruppo che ha saputo unire esperienza, qualità e spirito di squadra.

Un percorso che porta anche la firma della società e del lavoro quotidiano costruito attorno al movimento del biliardo tifernate, con il presidente del Bar Millefiori e dirigente Gianluca Pietropaolo che continua a investire energie, passione e dedizione per mantenere alto il livello competitivo della squadra e dare continuità a una tradizione sportiva storica per la città.

Adesso manca solo l’ultimo passo. La finalissima della Coppa Campioni A1 è in programma martedì 19 maggio alle ore 21, ancora una volta alla Polisportiva di Case Nuove di Perugia, dove il Città di Castello affronterà i Grifoni Perugia, una delle realtà più blasonate del biliardo umbro.

Novanta minuti – o forse qualcosa di più – per provare a scrivere una pagina speciale. Dopo questa impresa, il sogno non sembra più così lontano.

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Titolo:
Biliardo, Città di Castello vola in finale di Coppa Campioni A1: battuta New Team Piroga 3-1

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Grande impresa per la squadra tifernate del biliardo: superata in semifinale la vincitrice del campionato regionale. Decisivi Morini, Ribani e la coppia Cardone-Baldini. Il 19 maggio la finalissima contro i Grifoni Perugia.

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CITTÀ DI CASTELLO – Una serata da ricordare, fatta di precisione, sangue freddo e colpi decisivi nei momenti più delicati del match. Il Città di Castello del biliardo conquista la finalissima della Coppa Campioni A1 umbra, superando con il punteggio di 3-1 la New Team Piroga, squadra vincitrice del campionato regionale, al termine di una semifinale intensa e spettacolare disputata mercoledì 6 maggio alla Polisportiva di Case Nuove di Perugia.

Un risultato importante, arrivato davanti a un pubblico numeroso e caloroso, con tanti tifosi tifernati presenti sugli spalti per sostenere la squadra in una sfida che metteva in palio l’accesso all’ultimo atto della competizione regionale più prestigiosa del biliardo a squadre umbro.

La formula della Coppa Campioni A1 di biliardo prevede due incontri di singolo e tre sfide a coppie, suddivise in due tempi: nel primo vengono disputati un singolo e una coppia, nel secondo un singolo e due coppie.

Ed è stato subito il campione bolognese Denis Morini a dare il primo segnale forte della serata. Con una prestazione di altissimo livello, Morini si è imposto sul perugino Alessandro Naderi, regalando al Città di Castello il vantaggio iniziale e portando il punteggio sull’1-0.

La risposta della New Team Piroga è arrivata però poco dopo. La coppia tifernate composta dai folignati Leonardo Guidobaldi e Tonino Brandi è stata superata da Fucchi e Tabarrini, consentendo alla formazione perugina di riportare immediatamente il match in equilibrio e chiudere il primo tempo sull’1-1.

Nel secondo tempo la sfida si è fatta ancora più intensa e combattuta. A riportare avanti il Città di Castello del biliardo è stato l’altro grande protagonista della squadra, il bolognese Andrea Ribani, autore di una prova praticamente perfetta contro il campione ascolano Sandro Celani. Una gara dominata dall’inizio alla fine, che ha riportato avanti i tifernati sul 2-1.

A quel punto tutto si è deciso nelle coppie, in un finale al cardiopalma. La New Team Piroga aveva bisogno di vincere entrambe le sfide rimaste per ribaltare il risultato, mentre al Città di Castello bastava un solo punto per centrare la finale.

Il colpo decisivo lo ha trovato la coppia formata dal capitano Valerio Cardone e da Altero Baldini, protagonisti del match che ha chiuso definitivamente i conti. I due hanno avuto la meglio su Vittorio Brandi e Massimo Angeletti, conquistando il punto del 3-1 e facendo esplodere la gioia del pubblico tifernate arrivato a Perugia.

A testimonianza di quanto la semifinale sia stata equilibrata fino all’ultimo, anche l’altra coppia del Castello, composta dai giovani della cantera tifernate Nicola Cavazzi e Mattia Massetti, era ancora in perfetta parità nel confronto contro Pavoni e Sposini, in una partita rimasta apertissima fino alle ultime battute.

Per il Città di Castello del biliardo si tratta di un traguardo di enorme valore sportivo. Al primo anno dal ritorno in Serie A1, riuscire ad arrivare immediatamente in finale di Coppa Campioni rappresenta qualcosa di straordinario e conferma il grande lavoro svolto dalla società, dai giocatori e da chi continua a investire nel movimento biliardistico locale.

Un risultato che porta anche la firma del presidente del Bar Millefiori e dirigente Gianluca Pietropaolo, figura centrale nella crescita della squadra e nella valorizzazione del biliardo tifernate.

Ora resta soltanto l’ultimo atto. La finalissima della Coppa Campioni A1 di biliardo è in programma martedì 19 maggio alle ore 21, ancora alla Polisportiva di Case Nuove di Perugia, dove il Città di Castello sfiderà i Grifoni Perugia, storica formazione del capoluogo umbro.

Dopo una semifinale così, il sogno è più vivo che mai.

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Piscina comunale, parcheggi, ZTL e sanità: lunedì consiglio comunale ad alta tensione a Città di Castello

CITTÀ DI CASTELLO – Si preannuncia una seduta particolarmente intensa e ricca di temi destinati ad alimentare il confronto politico quella del consiglio comunale convocato per lunedì 11 maggio nella residenza municipale di piazza Gabriotti. Una giornata divisa in due momenti distinti: il question time alle ore 16.45 e, a seguire, la seduta ordinaria delle ore 18.00, chiamata ad affrontare alcuni dei dossier più sensibili per la città.

Sul tavolo dell’assemblea presieduta da Luciano Bacchetta finiranno questioni che toccano direttamente la quotidianità dei cittadini: tassa di soggiorno, parcheggi e gestione della ZTL nel centro storico, lavori alla piscina comunale, viabilità, urbanistica, Polizia Locale, sanità, mobilità territoriale e politiche sociali.

Ad aprire il question time sarà il tema della tassa di soggiorno, con la risposta dell’assessore al Bilancio Mauro Mariangeli all’interrogazione presentata dal capogruppo di Forza Italia Tommaso Campagni, che chiede chiarimenti sull’applicazione del tributo.

Uno dei confronti più attesi riguarda però il centro storico, dove l’assessore alla Viabilità e Polizia Locale Rodolfo Braccalenti dovrà rispondere alle interrogazioni dei consiglieri di Fratelli d’Italia Elda Rossi e Riccardo Leveque sulle criticità segnalate dai residenti, in particolare sulla carenza di parcheggi nei rioni Prato e Mattonata e sulla gestione delle autorizzazioni ZTL, tema da tempo al centro del dibattito cittadino.

Grande attenzione anche sul fronte sportivo e infrastrutturale con il capitolo piscina comunale, uno degli argomenti più discussi degli ultimi mesi. L’assessore ai Lavori Pubblici e allo Sport Riccardo Carletti sarà chiamato a rispondere all’interrogazione della capogruppo di Castello Cambia Emanuela Arcaleni, che punta l’attenzione sia sulla programmazione dei servizi sportivi di Polisport sia sull’andamento del cantiere dell’impianto natatorio di via Engels.

Sempre Carletti dovrà intervenire sulle condizioni manutentive di via Romolo Murri, tema sollevato dal capogruppo del Partito Democratico Gionata Gatticchi, e sulle criticità del collegamento stradale tra Lerchi e Monte Santa Maria Tiberina, interrogazione presentata dal consigliere della Lega Valerio Mancini.

Spazio anche alle politiche sociali, con l’assessore Benedetta Calagreti chiamata a fornire chiarimenti al consigliere di Castello Civica Andrea Lignani Marchesani sull’impatto economico che il crescente costo delle rette delle comunità per minori sta avendo sul bilancio comunale.

La seduta ordinaria entrerà poi nel vivo con il tema dell’urbanistica, attraverso l’illustrazione da parte del vicesindaco Giuseppe Stefano Bernicchi delle proposte di adozione della variante PRG-PO n.2 e della modifica al Piano di classificazione acustica.

In agenda anche questioni legate alla viabilità locale e alla toponomastica. L’assessore Braccalenti presenterà la proposta di declassificazione del tratto di strada vicinale “da Morra a Toppo”, mentre il sindaco Luca Secondi risponderà all’interpellanza dei consiglieri Roberto Marinelli e Filippo Schiattelli sulla possibilità di attivare una gestione associata dei servizi di Polizia Locale con i Comuni limitrofi.

Altro punto destinato a far discutere riguarda la sanità, con il primo cittadino chiamato a replicare alla consigliera del Gruppo Misto-Azione Luciana Bassini sull’ipotesi di acquistare una macchina per la risonanza magnetica utilizzando parte del Lascito Mariani, scelta definita dalla stessa consigliera “in apparente contrasto con lo spirito delle donatrici”.

Sempre il sindaco risponderà alla consigliera Arcaleni sul tema della mobilità territoriale, regionale e interregionale, altro argomento che negli ultimi mesi ha alimentato il dibattito soprattutto sul fronte dei collegamenti ferroviari e del trasporto pubblico.

Il consiglio sarà poi chiamato a discutere e votare alcune mozioni politiche: quella del consigliere Gatticchi sul Progetto di vita per le persone con disabilità, quella della Lega sulla messa in sicurezza dell’incrocio tra via Europa e via Francesco Tifernate, nella zona del bivio per Lama, e infine la mozione della consigliera PD Monia Paradisi dedicata alla solitudine come emergenza sociale, con l’obiettivo di promuovere iniziative legate al benessere relazionale.

Tra i temi più particolari anche l’interrogazione di Lignani Marchesani sull’ipotesi di intitolare una via a Giovanni Gentile, destinata probabilmente a riaccendere il confronto politico e culturale in aula.

Una seduta, insomma, che si annuncia lunga e densa di confronti su questioni molto concrete, tra opere pubbliche, servizi, mobilità, centro storico e temi sociali. Come di consueto, i lavori potranno essere seguiti anche in diretta streaming sul portale istituzionale del Comune e attraverso il canale YouTube ufficiale dell’ente.

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Controlli sull’Apecchiese, fermate 30 moto a Fraccano: due sanzioni per velocità non adeguata

Polizia Locale in azione lungo la SR257 per prevenire incidenti e comportamenti pericolosi. Verifiche su velocità, condizioni dei motocicli e consumo di alcol. I controlli proseguiranno per tutta l’estate.

CITTÀ DI CASTELLO – Controlli mirati lungo i tornanti dell’Apecchiese per prevenire incidenti stradali e contrastare comportamenti di guida pericolosi. Nel pomeriggio di oggi pattuglie della Polizia Locale di Città di Castello hanno effettuato un servizio straordinario di monitoraggio lungo la strada regionale 257 “Apecchiese”, all’altezza della frazione di Fraccano, con particolare attenzione al traffico motociclistico.

L’attività, disposta dal comandante Emanuele Mattei, aveva l’obiettivo di aumentare la sicurezza su una delle arterie più amate dagli appassionati delle due ruote ma, allo stesso tempo, storicamente teatro di incidenti anche gravi.

Nel corso dei controlli sono state fermate circa 30 motociclette, con verifiche mirate non soltanto sulla velocità, ma anche sul rispetto delle caratteristiche tecniche dei mezzi e sull’eventuale assunzione di sostanze alcoliche da parte dei conducenti.

Al termine delle verifiche, gli agenti hanno elevato due sanzioni per velocità non commisurata alle caratteristiche della strada, contestando violazioni al Codice della Strada legate in particolare alla condotta di guida.

L’obiettivo dichiarato è quello di prevenire il verificarsi di sinistri e garantire una convivenza sicura tra motociclisti, automobilisti e residenti della zona.

“I controlli proseguiranno in maniera sempre più serrata – spiegano dal comando – per garantire la sicurezza di tutti gli utenti della strada ed evitare incidenti che negli anni passati hanno avuto conseguenze anche molto gravi”.

Le pattuglie saranno presenti lungo il tratto per tutto il periodo estivo, compatibilmente con gli altri servizi operativi, con monitoraggi soprattutto nei giorni festivi, quando il traffico aumenta sensibilmente.

A sottolineare l’importanza dell’attività è anche l’assessore alla Polizia Locale Rodolfo Braccalenti, che ringrazia gli agenti per il lavoro svolto e richiama tutti al rispetto reciproco.

“La strada 257 è una direttrice stupenda che permette di ammirare la bellezza delle nostre colline – sottolinea Braccalenti – ed è giusto che sia percorsa da tutti in sicurezza e nel rispetto reciproco degli utenti e degli abitanti della zona”.

L’assessore evidenzia inoltre come il monitoraggio rientri in un piano più ampio di controllo della viabilità disposto dal comandante Mattei, soprattutto lungo i tornanti dell’Apecchiese, particolarmente frequentati da motociclisti e automobilisti.

L’Apecchiese rappresenta una delle principali direttrici di collegamento tra Umbria e Marche: oltre 53 chilometri di percorso tra Città di Castello e Acqualagna, passando per Apecchio e Piobbico. Solo il tratto umbro, interamente compreso nel territorio tifernate, si sviluppa per quasi 20 chilometri ed è caratterizzato da ben 141 curve e 12 rettilinei, elementi che rendono il percorso affascinante ma anche particolarmente delicato sotto il profilo della sicurezza stradale.

Lungo questa arteria, da anni, vengono organizzati servizi coordinati tra forze dell’ordine e polizie locali di Umbria e Marche, con controlli condivisi tra i territori interessati per limitare comportamenti rischiosi e aumentare la sicurezza di chi la percorre.

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Città di Castello, al via la nuova fase del PEBA: il 21 maggio incontro aperto ai cittadini


Dopo l’approvazione del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, il Comune rilancia la progettazione partecipata: focus su Trestina e Cerbara con un investimento da 28.400 eur

CITTÀ DI CASTELLO – Una nuova fase di progettazione condivisa per rendere il territorio più accessibile e inclusivo. Dopo l’approvazione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) avvenuta nel 2025, il Comune di Città di Castello si prepara ad avviare il secondo step del percorso partecipativo, coinvolgendo direttamente cittadini, associazioni, professionisti e realtà del territorio.

Il primo appuntamento pubblico è fissato per giovedì 21 maggio alle ore 16.00, nella Sala Rossi Monti della Biblioteca Comunale Carducci, dove prenderà il via il nuovo percorso di confronto aperto alla comunità.

Se nella prima fase il lavoro si era concentrato principalmente sul capoluogo, questa volta il PEBA allargherà il proprio raggio d’azione alle frazioni di Trestina e Cerbara, due aree considerate strategiche per densità abitativa e presenza di servizi pubblici.

L’obiettivo è individuare e programmare interventi concreti per eliminare ostacoli fisici e sensoriali che ancora limitano l’accessibilità di persone con disabilità, anziani, famiglie con passeggini e cittadini con difficoltà motorie temporanee o permanenti.

Per questa nuova stagione di progettazione il Comune ha stanziato un investimento complessivo di 28.400 euro, di cui 10 mila euro finanziati dalla Regione Umbria e 18.400 euro cofinanziati dall’ente tifernate.

L’attenzione si concentrerà in particolare sui centri civici, vale a dire strutture e spazi pubblici che rappresentano punti di riferimento per la vita sociale, culturale e amministrativa delle comunità locali.

L’incontro del 21 maggio sarà aperto a tutta la cittadinanza con un obiettivo preciso: raccogliere idee, segnalazioni, esigenze e contributi già nella fase iniziale della ricognizione. Il Comune punta infatti a costruire un piano il più possibile condiviso, coinvolgendo attivamente cittadini, scuole, associazioni, professionisti, Terzo Settore e portatori di interesse.

Chi vorrà arrivare preparato all’appuntamento potrà consultare online tutte le informazioni sul Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche del Comune di Città di Castello attraverso la pagina dedicata presente sul sito istituzionale dell’ente.

Il PEBA tifernate, approvato all’unanimità dal consiglio comunale oltre un anno fa, aveva inizialmente preso in esame un’ampia porzione del capoluogo, concentrandosi soprattutto sull’area scolastica e sportiva della città: dalla zona di via Aldo Bologni e La Tina fino alla cittadella sportiva lungo via Engels, includendo anche il parco della Madonna del Latte, via Togliatti e altre arterie urbane strategiche.

Tra le strutture analizzate nella prima fase figuravano il Palazzo Comunale, il Palazzetto dello Sport, la piscina comunale e il centro sportivo Belvedere. Per ciascuna area erano stati individuati interventi specifici e una stima economica dei costi necessari all’abbattimento delle barriere architettoniche, per un investimento complessivo quantificato in circa 2 milioni di euro.

La nuova fase punta ora ad allargare lo sguardo oltre il centro urbano, con l’idea di costruire una città sempre più accessibile anche nelle frazioni, partendo dall’ascolto diretto di chi vive quotidianamente il territorio.

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