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A Cronache dal Palazzo Valeria Noferi

Torna Cronache dal Palazzo. Ospite del programma condotto da Michele Tanzi, l’assessore a politiche giovanili, pari opportunità e anagrafe, del Comune di Sansepolcro, Valeria Noferi

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Particelle immobiliari: Vendere una casa ricevuta in donazione: è possibile senza rischi?

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Acquistare o ricevere una casa in donazione può sembrare un’opportunità allettante, ma vendere questo immobile comporta alcuni cautele da considerare. La prima sfida è rappresentata dalle eventuali clausole testamentarie o da limitazioni imposte dal donante. È fondamentale verificarne la libertà di vendita e assicurarsi che non vi siano diritti di prelazione o vincoli legali.

Inoltre, il contratto di donazione potrebbe prevedere imposizioni fiscali, come imposte sulle donazioni che potrebbero influenzare la transazione. Prima di procedere, consultare un notaio o un avvocato specializzato in diritto immobiliare è essenziale per garantire una vendita serena e priva di sorprese. Con le giuste cautele, è possibile realizzare una vendita sicura e vantaggiosa.

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La nuova caserma dei Carabinieri di Città di Castello sorgerà nel quartiere Madonna del Latte: il consiglio comunale approva a maggioranza la donazione modale all’Agenzia del Demanio dell’area prescelta

La nuova caserma dei Carabinieri di Città di Castello sorgerà nel quartiere Madonna del Latte. Il semaforo verde al progetto è arrivato ieri sera dal consiglio comunale, che ha deliberato a maggioranza (14 voti favorevoli di PD, PSI, Lista Civica Luca Secondi Sindaco, Lega, un voto contrario dell’Unione Civica Tiferno e sei astensioni di Castello Cambia, Gruppo Misto-Azione, FDI, Castello Civica, Lista Civica Marinelli Sindaco) la donazione modale in favore dell’Agenzia del Demanio di un’area di circa 7.215 metri quadrati, che ricomprende parte di una proprietà comunale e parte di una proprietà privata acquisita dal Comune, con accesso diretto dalla rotatoria posta all’incrocio tra via Togliatti e via De Gasperi. Con il proprio voto, l’assemblea elettiva ha dato attuazione, senza alcuna variante, alla destinazione a servizi pubblici dell’intera zona interessata, che è classificata dalla Parte Operativa del Piano Regolatore Generale vigente come “Area per dotazioni e verde pubblico – 02 Capoluogo” ed è, quindi, conforme alle finalità dell’operazione urbanistica. Nel rispetto delle norme dettate dallo stesso PRG, il consiglio comunale ha stabilito di riconoscere ai proprietari dell’area acquisita dal Comune una compensazione per la cessione, che prevede di esercitare la capacità edificatoria a cui avevano diritto in precedenza su una superficie utile coperta di pari estensione, collocata su un terreno di proprietà comunale che si trova all’estremità del quartiere Madonna del Latte, in prossimità di via Lorenzo Ghiberti. Con la deliberazione, il consiglio comunale ha, inoltre, provveduto alla revoca dell’autorizzazione risalente aprile 2022 della cessione del diritto di superficie all’Agenzia del Demanio dell’area di proprietà comunale antistante lo stadio comunale Bernicchi, precedentemente individuata per la realizzazione della caserma dei Carabinieri, che, a seguito di approfondimenti tecnici da parte degli Uffici demaniali, è risultata non più idonea allo scopo. In aula il sindaco Luca Secondi ha ringraziato i vertici dell’Arma dei Carabinieri per “la tenacia e la determinazione a realizzare la nuova caserma a Città di Castello, che hanno permesso di non perdere questa importante opportunità per la nostra comunità”. “La scelta del luogo dove sorgerà è stata fatta in pieno accordo con la volontà espressa proprio dai vertici dell’Arma, che l’amministrazione comunale ha assecondato come era doveroso fare”, ha chiarito il primo cittadino, nel rivolgere particolare riconoscenza per la concretizzazione di questo obiettivo al generale brigata Luca Corbellotti, comandante della Legione Carabinieri Umbria, “che ha condotto personalmente il sopralluogo per individuare l’area dove costruire e ha voluto fortemente investire nel nostro territorio”. Il vice sindaco con delega all’Urbanistica Giuseppe Stefano Bernicchi ha ripercorso l’iter tecnico che ha portato alla definizione della scelta dell’area per la nuova caserma, puntualizzando come il terreno inizialmente prescelto nei pressi dello stadio comunale, sul quale l’amministrazione comunale aveva concesso un diritto di superficie all’Agenzia Demanio, non sia stato più ritenuto idoneo per questioni tecniche connesse alla vicinanza del fiume Tevere, che avrebbe comportato particolari autorizzazioni e soluzioni strutturali più dispendiose, ma anche per l’esigenza di dare una migliore collocazione logistica non solo della caserma, ma anche agli alloggi per il personale. “Il Comune si è messo a disposizione delle esigenze dell’Arma dei Carabinieri, proponendo una serie di terreni di proprietà dell’ente per arrivare a una conclusione positiva della vicenda, anche in considerazione della tempistica ristretta per beneficiare dei finanziamenti necessari”, ha spiegato Bernicchi, che ha dato conto dei sopralluoghi e degli incontri effettuati con i tecnici del corpo militare e dell’Agenzia del Demanio che hanno portato alla scelta finale e delle modalità attraverso le quali la questione è stata poi definita dal punto di vista urbanistico, anche nei confronti del privato, per rendere disponibile l’intera area individuata. “L’area del quartiere Madonna del Latte – ha ulteriormente precisato Bernicchi – soddisfa le esigenze del Demanio e quelle dei Carabinieri, sia per la caserma che per gli alloggi collegati”. La capogruppo di Castello Cambia Emanuela Arcaleni ha preannunciato la propria astensione, sostenendo di non condividere quanto fatto dall’amministrazione comunale e ammettendo di nutrire perplessità sull’area prescelta per la caserma. “Se si parla di corretta gestione dei beni comuni, secondo me ci abbiamo perso due volte”, ha detto la rappresentante della minoranza, che ha spiegato: “la prima, quando abbiamo ceduto il diritto di superficie al Demanio su un’area come quella di viale Europa a rischio esondabilità, quindi con un’edificabilità soggetta ad accorgimenti tecnici, andando a effettuare delle migliorie sul terreno con risorse pubbliche, che, alla luce della decisione finale, non recupereremo mai. La seconda, andando a permutare un’area comunale edificabile, e quindi di pregio, con quella destinata a servizi scelta dal Demanio per la caserma, perdendoci dal punto di vista economico e facendo fare un buon affare al privato”. “Dopodiché – ha concluso Arcaleni – mi viene da eccepire sulla collocazione molto in mezzo alle case di una caserma che prima era su una viabilità principale e in un luogo apparentemente migliore, ma non dico più di tanto perché il Demanio ha fatto la propria scelta, anche se bisognerebbe capire quali possibilità alternative ci fossero”. Anche il capogruppo della Lega Valerio Mancini ha espresso perplessità sulla soluzione prescelta. “E’ un luogo irragionevole, perché intorno ci sono attività sportive, attività educative, c’è una vocazione urbanistica abitativa, quindi voterei contro, ma come faccio a dire di no ai Carabinieri, che ora sono in una caserma vetusta, in condizioni indegne per un corpo dello Stato così importante per i cittadini?”, ha affermato il consigliere di minoranza, evidenziando che in 23 anni di gestazione della questione si sarebbero potute trovare altre soluzioni migliori. “L’auspicio – ha concluso – è che resti questo il luogo dove verrà realizzata la nuova caserma e che non escano fuori altre questioni che impediscano questo obiettivo, perché dopo 23 anni sarebbe ridicolo”. La capogruppo di FDI Elda Rossi è intervenuta: “è stato giustamente sottolineato che il Comune ci rimette con questa scelta, ma la perplessità più grande dopo 23 anni è la zona prescelta”. “L’area si trova in un contesto urbanistico a forte vocazione abitativa, è circondata dalle case, da un centro commerciale, dalle scuole, quindi appare particolarmente chiusa e non visibile rispetto alle funzioni che la caserma dei Carabinieri deve svolgere”, ha spiegato la consigliera, aggiungendo: “certamente non siamo contrari all’istituzione di questa nuova caserma, però, tra tutte le scelte che potevamo fare, questa non sembra la migliore”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la consigliera Luciana Bassini (Gruppo Misto-Azione), che ha eccepito: “lo spazio scelto non è dei migliori, ma credo che i tecnici abbiano comunque individuato l’area con cognizione di causa”. “Mi preoccupa un po’, sia per la collocazione, sia perché in realtà non sarà per niente visibile”, ha aggiunto Bassini. “E’ vero – ha proseguito la consigliera – che l’attuale caserma sia da cambiare ormai, ma ho molte perplessità sulla scelta del luogo”. Anticipando il proprio voto contrario, il capogruppo dell’Unione Civica Tiferno Filippo Schiattelli ha chiarito: “La mia non è una posizione contro l’Arma dei Carabinieri, che ringrazio per il grande lavoro che sta svolgendo, testimoniato dalle notizie quasi quotidiane degli interventi importanti per il nostro territorio, anche con organici ridotti e con una sede non adeguata, che non va bene per la quarta città dell’Umbria”. “Ma la quarta città dell’Umbria non può trovare una destinazione come questa, a mio avviso perché la caserma dei carabinieri della nostra città deve essere ben visibile, in una zona di passaggio, non congestionata e non nascosta dietro altri palazzi, sebbene in una via principale”, ha continuato Schiattelli, concludendo: “voterò contro nella speranza che questa caserma si faccia in un luogo più appropriato per quella che è la quarta città dell’Umbria e per un’istituzione così importante per il nostro territorio come l’Arma dei Carabinieri”. Il sindaco Secondi ha tirato le somme del dibattito, ribadendo: “La collocazione non è stata scelta dal Comune, ma direttamente dal generale Corbellotti, che è venuto personalmente a Città di Castello perché ha voluto fortemente investire sul nostro territorio e che ringrazio di nuovo per la priorità che ha accordato alla nostra comunità”. Il primo cittadino ha ripercorso le tappe che si sono susseguite negli anni, precisando che “esigenze diverse, dopo tre anni, hanno portato a cambiare le valutazioni e ci siamo messi a disposizione della necessità di individuare una nuova area”. “Il Comune non ci rimette se persegue un bene superiore come quello della sicurezza della collettività”, ha eccepito Secondi, che ha spiegato come “gli interventi nell’area antistante lo stadio inizialmente prescelta siano comunque andati a beneficio della collettività, perché hanno migliorato quella zona, tra l’altro utilizzando terra proveniente dagli scavi effettuati per altri lavori, che avremmo dovuto comunque collocare: quindi non c’è stato un dispendio inutile”. “Il Comune per scegliere la sicurezza dei cittadini non ci rimette nemmeno se, pur di mantenere la caserma dei Carabinieri a Trestina, rinuncia da 15 anni al pagamento di un canone da parte del Ministero e sceglie di non trarre un valore da patrimoni pubblici come il terreno anche l’edificio che la ospitano. Il Comune non ci rimette nemmeno scegliendo, come facciamo ora per la nuova caserma dei Carabinieri, la donazione modale al Demanio di un terreno di proprietà che ha individuato la Guardia di Finanza per la sua nuova caserma”.

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Il cordoglio del sindaco per la scomparsa della 44enne tifernate Sara Scarabicchi, nel giorno del funerale.

Profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia della 44enne tifernate Sara Scarabicchi, scomparsa lunedi della scorsa settimana, sono stati espressi dal sindaco Luca Secondi e dalla giunta comunale. Nel giorno dei funerali, presso la chiesa di San Pio X, a cui hanno partecipato il sindaco ed assessori comunali, fra cui Benedetta Calagreti, il primo cittadino ha espresso “le più sincere condoglianze alla famiglia e vicinanza anche a coloro che conoscevano ed apprezzavano le doti umane di Sara, una donna solare, altruista, benvoluta da tutti”. “Conoscevo personalmente Sara – ha detto il sindaco – una amica cara di cui porterò sempre vivo un ricordo affettuoso nel solco del suo agire e dei suoi insegnamenti”.

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E’ scomparsa all’età di 73 anni, Annamaria Floridi, professionista dei “capelli” e non solo, oggi i funerali a Promano

La “regina” delle acconciature e della bellezza c’ha lasciati. E’ scomparsa ieri all’età di 73 anni, Annamaria Floridi, professionista dei “capelli” e non solo, dalle mani d’oro ed il sorriso contagioso. Annamaria e’ stata per tanti anni una figura luminosa che ha arricchito la comunità Tifernate con la sua energia e professionalità e verrà ricordata per l’arte delle sue mani.

Ha attraversato le mode, le tendenze, le ha gestite in maniera abile e creativa. In 50 anni di attività Annamaria ha dato con passione un contributo determinante alla moda a livello locale, e a livello nazionale partecipando alle maggiori manifestazioni tra cui il festival di Sanremo, e formando con generosità giovani che volevano fare di questo mestiere il proprio futuro. La sua presenza però non si e’ limitata al mondo del lavoro. Per anni, ha profuso il suo impegno a sostegno all’ACC, e del volontariato sociale.

“La sua vita – ricordano in tanti che l’hanno conosciuta – è stata un esempio di dedizione al lavoro: metteva in ogni cosa un rigore e una passione rari. Era un punto di riferimento non solo per l’eccellenza del suo lavoro di parrucchiera, ma anche per il calore e l’attenzione che riservava a chiunque entrava nelle sue attività”. Numerosi i messaggi di cordoglio in queste ore sono giunti ai familiari, i figli Luciano, Davide e Leonardo Besi, fra cui quelli del sindaco Luca Secondi e della giunta con particolare vicinanza alla nuora, Michela Botteghi. I funerali si svolgeranno oggi alle ore 14,30 presso la chiesa di Promano.

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Belongevity Festival 2025: Città di Castello diventa la prima “città della longevità”

Arriva il BeLONGEVITY Festival 2025: Città di Castello diventa la prima “Città della Longevità”. È stata presentata questa mattina, nella Sala del Consiglio comunale tifernate, la prima edizione di questa nuova kermesse. Presenti il co-ideatore e direttore scientifico Enrico Guerra, la direttrice del progetto e del Festival Valentina Guerra, il Sindaco di Città di Castello Luca Secondi, gli assessori al sociale e al commercio e turismo, Benedetta Calagreti e Letizia Guerri. In platea presente anche il il coordinatore del settore alberghiero dell’ISS Patrizi-Baldelli-Cavallotti, Emanuele Ascani. Sono intervenuti anche titolari, dirigenti e collaboratori in rappresentanza di note aziende dell’Altotevere, vision partner dell’evento, che sin dalla prima ora hanno creduto con convinzione nel progetto e che saranno anche parte attiva del medesimo: Supermercati Gala, Generali Assicurazioni, Top Quality Group, Laboratorio Chimico Tiferno, Media Salutis e Bikeland.

Sabato 22 e domenica 23 novembre 2025, quindi, Città di Castello si trasformerà in un laboratorio aperto sul futuro del benessere, della salute e della prevenzione, dove scienza, esperienza e socialità si incontreranno per ispirare un nuovo modo di vivere più a lungo e meglio. Ideato e organizzato da ELAV Medical School e Clinique, con il patrocinio del Comune di Città di Castello, il Festival animerà gli spazi storici de Il Quadrilatero e Sala degli Specchi di Palazzo Bufalini, nel cuore della città, trasformandoli in un vivace ecosistema dedicato alla cultura della longevità.

“Occorre ridefinire la salute come punto di partenza, e non di arrivo, per esaltare e mantenere nel tempo le capacità dell’uomo – così esordisce il direttore scientifico Enrico Guerra – e con il BeLONGEVITY Festival vorremmo provare a cambiare il paradigma della salute, portando la scienza della longevità fuori dai laboratori e dentro la vita quotidiana.
In queste due giornate, si potrà scoprire, in modo semplice e coinvolgente – prosegue Guerra – come mente, nutrizione, movimento, rigenerazione, relazioni e scienza possano diventare strumenti concreti per vivere meglio e più a lungo”.

Il BeLONGEVITY Festival offrirà un percorso esperienziale aperto a tutti, costruito attorno ai cinque pilastri della longevità – Mentalness, Nutrition, Exercise, Regeneration, Socialness – a cui si aggiunge il pilastro Science, cuore pulsante del progetto e della ricerca che lo sostiene. Talk scientifici e divulgativi, consulenze personalizzate, test e check-up, workshop interattivi, spazi esperienziali e momenti di intrattenimento coinvolgeranno cittadini e curiosi in un dialogo tra scienza e quotidianità, pensato per stimolare consapevolezza e cambiamento. Il Festival si articola in due percorsi pensati per rispondere alle diverse esigenze del pubblico: BeLONGEVITY Experience, con accesso gratuito a talk, workshop e aree esperienziali, e BeLONGEVITY Check-up, un percorso guidato e personalizzato (29,00 € in prevendita) che include valutazioni individuali, test e consigli pratici nei diversi ambiti della longevità.

“Un evento che accende i riflettori sul futuro del benessere, della salute e della prevenzione, attraverso un percorso fra scienza, esperienza e socialità che trovano una sintesi per elaborare un nuovo modo di vivere bene e più a lungo. Un plauso agli organizzatori per aver scelto la nostra città spesso presa ad esempio quale laboratorio di buone pratiche sportive e salutari”- ha dichiarato il Sindaco Secondi assieme agli assessori Calagreti e Guerri.

A rendere unico l’evento sarà la presenza di un team multidisciplinare composto da oltre 40 professionisti: medici, scienziati, nutrizionisti, trainer, psicologi e specialisti del benessere saranno a disposizione del pubblico per incontri, consulenze e attività pratiche. Una squadra di eccellenza pronta a tradurre la scienza in strumenti concreti per migliorare la vita quotidiana di ciascuno.

Tra gli appuntamenti più attesi, sabato 22 novembre alle ore 21:00 nella Sala degli Specchi di Palazzo Bufalini, andrà in scena “Il Teatro della Longevità”, uno spettacolo emozionale tra parole, musica e visioni, capace di accendere una nuova consapevolezza sul valore del vivere bene e a lungo. Un momento di arte e riflessione aperto a tutti, per unire cuore, mente e futuro, accompagnato al pianoforte dal M° Francesco Fancelli, presente anche questa mattina in conferenza.

Il comune a livello comprensoriale – ha poi aggiunto l’assessore Calagreti – sta portando avanti iniziative di sensibilizzazione ad un corretto stile di vita che prevedono il coinvolgimento della popolazione in diverse fasce di età, anche attraverso camminate ed iniziative di varia natura.

Essere presenti al BeLONGEVITY Festival significa partecipare alla nascita di una nuova cultura della longevità, che da Città di Castello si proietta verso tutta l’Italia. Un evento che unisce cittadini, professionisti e istituzioni in un ecosistema innovativo dedicato alla salute, alla prevenzione e al miglioramento della qualità della vita.

Attraverso questo festival vogliamo diffondere una nuova cultura della longevità – conclude Enrico Guerra – non come traguardo lontano, ma come scelta consapevole di ogni giorno. Il festival è un ponte tra ricerca, esperienze e comunità: un invito ad agire e a prenderci cura di noi stessi e del mondo, perché la vera longevità è un bene collettivo.

Il Festival sarà dunque un’occasione unica per conoscere e sperimentare in prima persona le buone pratiche del vivere meglio, attraverso un approccio scientifico ma accessibile, capace di coinvolgere chiunque desideri prendersi cura di sé in modo consapevole, sostenibile e positivo.

BeLONGEVITY Festival 2025 – 22 e 23 novembre 2025, Palazzo Bufalini
Piazza Matteotti 2 – Città di Castello (PG). Ingresso gratuito.
www.belongevity.eu
+39 075 8522 152.
BeLONGEVITY Check-up: 29,00 € in prevendita.

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Il Comune di Montone entra nel Distretto di Economia Civile dell’Alta Valle del Tevere

Ufficiale l’adesione al percorso condiviso di sviluppo sostenibile promosso da Fondazione Progetto Valtiberina. Il borgo umbro parteciperà inoltre alla X edizione del Festival dei Cammini di Francesco

Il Comune di Montone entra ufficialmente a far parte del Distretto di Economia Civile dell’Alta Valle del Tevere, il progetto promosso dalla Fondazione Progetto Valtiberina che coinvolge enti locali, imprese e realtà sociali dei territori umbri e toscani in un percorso condiviso di crescita e sostenibilità. Con questa adesione, il borgo altotiberino si unisce alle amministrazioni comunali che hanno deciso di contribuire alla costruzione di un modello di sviluppo fondato sulla collaborazione, l’innovazione sociale e la valorizzazione dei beni comuni, secondo i principi dell’economia civile.

Contestualmente, l’amministrazione rafforza la propria collaborazione con la Fondazione partecipando all’edizione 2026 del Festival dei Cammini di Francesco, la manifestazione itinerante che da dieci anni unisce i territori dell’Alta Valle del Tevere attraverso camminate, incontri e momenti culturali ispirati al messaggio francescano di pace, sostenibilità e fraternità. Un doppio impegno che testimonia la volontà dell’amministrazione comunale di partecipare attivamente ai processi di sviluppo territoriale condiviso, contribuendo alla costruzione di reti e progettualità comuni tra enti, imprese e cittadini.

“Con l’ingresso di Montone nel Distretto di Economia Civile dell’Alta Valle del Tevere, confermiamo la nostra volontà di costruire un futuro fondato su collaborazione, sostenibilità e innovazione sociale – dichiara il sindaco di Montone, Mirco Rinaldi – Crediamo in un modello di sviluppo che metta al centro le persone, le comunità e la cura dei beni comuni, in rete con gli altri territori della Valtiberina. La partecipazione alla decima edizione del Festival dei Cammini di Francesco sarà un’occasione per raccontare questo impegno e per valorizzare la nostra identità di borgo che cammina verso il futuro con spirito aperto, solidale e sostenibile.

“L’adesione di Montone rappresenta un passo importante per tutto il territorio – sottolinea David Gori, presidente della Fondazione Progetto Valtiberina – È la conferma di un’adesione convinta al modello di collaborazione che stiamo costruendo insieme ai Comuni della nostra valle, dove ogni amministrazione contribuisce con la propria identità e le proprie competenze a un progetto comune di innovazione. Siamo inoltre molto felici di inserire Montone all’interno del circuito del Festival dei Cammini alla vigilia di un’edizione speciale, dedicata agli 800 anni dalla morte di Francesco.”

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Al via i lavori di manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza delle strade nel capoluogo e nelle frazioni

Il Comune di Sansepolcro informa che sono partiti gli interventi di manutenzione straordinaria finalizzati alla messa in sicurezza delle strade del capoluogo e delle frazioni per l’anno 2025.

L’obiettivo dell’intervento è quello di migliorare la sicurezza e la percorribilità della rete viaria comunale, intervenendo su quei tratti di viabilità pubblica maggiormente danneggiati e che negli ultimi mesi hanno richiesto frequenti e onerosi interventi manutentivi da parte del personale comunale.

I lavori sono stati affidati alla ditta Italposa s.r.l., con sede a Forlì, e interesseranno le seguenti arterie stradali:

Via T. Nord

Via Sinj

Strada Comunale della Montagna

Via della Costituzione

Via C. Vigo

Via F. Brunelleschi

Via B. della Gatta

Via G. La Pira

L’importo complessivo delle opere ammonta a € 207.665,46 (costi per la sicurezza compresi, oltre IVA) e sarà finanziato attraverso mutuo concesso dalla Cassa Depositi e Prestiti e fondi propri comunali.

La progettazione e la direzione dei lavori sono a cura dell’Ufficio Manutenzione del Comune di Sansepolcro, mentre la durata complessiva prevista per l’esecuzione delle opere è di circa 20 giorni.

“Con questi interventi – dichiara l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Marzi – prosegue l’impegno per la sicurezza e la qualità della nostra rete stradale. La manutenzione delle infrastrutture viarie è una priorità costante, sia per garantire la sicurezza dei cittadini, sia per preservare l’efficienza del patrimonio pubblico. Insieme all’impegno che riguardano le grandi opere, vedi la viabilità del secondo ponte sul Tevere, la zona industriale/commerciale di Santa Fiora e il maxi progetto del PNRR che coinvolge tutto il centro storico della città, manteniamo alta l’attenzione per quanto riguarda quei lavori ordinari e/o straordinari che sono utili a migliorare la vivibilità e la sicurezza del nostro territorio”.

Gli interventi, una volta ultimati, consentiranno di restituire alla cittadinanza strade più sicure, funzionali e durature, riducendo nel contempo i futuri costi di manutenzione ordinaria.

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Il Vizio Perugia brilla nella Guida Sushi: confermate le 3 Bacchette del Gambero Rosso

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Il ristorante Il Vizio di Corciano (Perugia) ottiene nuovamente il massimo riconoscimento nella Guida Sushi del Gambero Rosso — le Tre Bacchette — confermando la propria presenza nell’élite dei locali italiani dedicati al sushi. Questo risultato si affianca ai già conseguiti Tre Mappamondi assegnati da Gambero Rosso per la cucina etnica, riconoscimento che sottolinea la duplice anima del locale: sushi di alta scuola e un’offerta etnica creativa e di qualità. 

La proposta gastronomica de Il Vizio è guidata dallo chef Marco Gargaglia, chef perugino che ha fatto della tecnica giapponese e della contaminazione mediterranea la cifra del suo lavoro: la sintesi fra materie prime locali e metodologie orientali è fra le ragioni che hanno convinto la critica di settore a selezionare il locale fra i migliori.

La Guida Sushi del Gambero Rosso premia i locali che più hanno investito in qualità delle materie prime, tecniche di preparazione e coerenza con la cultura del sushi; Il Vizio rientra in questa categoria, riconfermando un posizionamento di vertice tra i ristoranti del Centro Italia.

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Pietro Leopoldo Innovatore: Un progetto per le Celebrazioni dei 260 anni dall’insediamento di Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena come Granduca di Toscana

Laboratori Permanenti è risultata tra i vincitori del bando della Regione Toscana per le Celebrazioni dei 260 anni dall’insediamento di Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena come Granduca di Toscana.

L’associazione ha presentato un progetto dal titolo PIETRO LEOPOLDO INNOVATORE volto a mettere in risalto l’operato di Pietro Leopoldo e illustrare come con la sua figura e le sue opere ogni ramo della vita e delle istituzioni sia stato rinnovato.

La Toscana di Leopoldo fu all’avanguardia del progresso nell’Italia del XVIII secolo. Con lui fu il primo stato europeo ad abolire la tortura e la pena di morte, i vecchi residui del feudalesimo, le servitù di stampo feudale e le vecchie corporazioni, adottando una politica liberista.

Il Granduca bonificò anche grandi estensioni di terreni paludosi in Maremma e favorì la nascita di un vasto ceto di piccoli proprietari terrieri coltivatori diretti. Quando nel 1790 abbandonò il trono di Toscana per assumere quello asburgico, le riforme attuate continuarono a lasciare il segno nell’intera Toscana, che si mantenne un’oasi di floridezza e soprattutto di progresso civile.

Il progetto prevede:

• Venerdì 14 novembre alle ore 17.00 presso la Biblioteca Comunale “Dioniso Alberti” di Sansepolcro la conferenza dal titolo Pietro Leopoldo e la Valtiberina: episodi di storia tra Toscana e Romagna tenuta dallo studioso di storia di questi territori Don Andrea Czortek.

La conferenza metterà in luce alcuni aspetti delle riforme di Pietro Leopoldo che hanno interessato il territorio della Valtiberina negli anni ’70 e ’80 del XVIII secolo, presentando le descrizioni del territorio e dei suoi abitanti redatte dal granduca ed evidenziando gli effetti locali delle riforme nell’ambito della vita religiosa e dell’organizzazione scolastica. All’interno delle riforme legate alla vita religiosa, un aspetto del tutto peculiare è quello che coinvolge la diocesi di Sansepolcro la quale, fra 1779 e 1785, è utilizzata da Pietro Leopoldo come perno per la riorganizzazione delle circoscrizioni ecclesiastiche dell’area più orientale del granducato. L’esito delle riforme leopoldine si rivela particolarmente efficace e duraturo, generando fenomeni sociali e culturali destinati a perdurare per circa due secoli.

• Giovedì 27 novembre alle ore 10.30 presso il Teatro G. Papini di Pieve Santo Stefano avrà luogo Pietro Leopoldo raccontato ai ragazzi una lettura teatrale delle gesta di Pietro Leopoldo dedicata alle scuole, con la partecipazione del Coro Altotiberino di Pieve Santo Stefano.

• Venerdì 28 novembre alle ore 21.00 presso il Teatro G. Papini di Pieve Santo Stefano avrà luogo Pietro Leopoldo e il Granducato di Toscana letture teatrali realizzate dagli attori di Laboratori Permanenti inframmezzate da esecuzioni musicali dell’epoca realizzate dal vivo dal Coro Altotiberino di Pieve Santo Stefano.

Saranno eseguiti canti popolari toscani come “Maremma amara”, “L’amore è come l’ellera”, “Vieni vieni vien ricciolino d’amor”, “La mamma ‘un vòle”, e “La Veneranda” che costituiscono unpatrimonio musicale e poetico di straordinario valore. La maggior parte di questi canti risale al XIX secolo, nati dalla voce del popolo, tramandati oralmente per generazioni, questi brani raccontano la vita, l’amore, il dolore e la resistenza con una sincerità che li rende universali.

Sono stati scelti per la loro profonda connessione con il contesto storico in cui sono nati e per la loro semplicità disarmante, che riesce a toccare il cuore senza artifici. 

Sono canti che parlano di noi, anche oggi: dell’amore che resiste, della bellezza che nasce dal dolore, della libertà che si cerca cantando.

Tutti gli eventi proposti sono realizzati con il sostegno della Regione Toscana e sono a ingresso gratuito.

INFO E PRENOTAZIONI:

cell. 379 125 3567 

(tramite whatsapp o chiamando dal lun. al ven. dalle 9.00 alle 13.00)

info@laboratoripermanenti.com

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13 novembre, la chiesa Tifernate celebra i suoi patroni, santi Florido e Amanzio

La Diocesi di Città di Castello si prepara a vivere, giovedì 13 novembre, la solennità dei santi patroni Florido, vescovo, e Amanzio, sacerdote. La celebrazione culminerà con la Solenne Eucaristia delle ore 18 nella Basilica Cattedrale, presieduta da mons. Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Città di Castello, e animata dalla Schola Cantorum “Anton Maria Abbatini”.

Le celebrazioni liturgiche hanno avuto inizio già domenica 9 novembre, con le Sante Messe della mattina e la Messa vespertina con l’offerta dei ceri da parte delle Confraternite della diocesi, segno di devozione e di continuità della fede popolare tifernate.

Le radici della fede tifernate

Ogni anno la città rinnova la memoria di san Florido e sant’Amanzio, figure che hanno segnato profondamente la storia e l’identità spirituale di Città di Castello. San Florido nacque proprio in questa terra intorno al 520. Rimasto orfano in giovane età, si dedicò con impegno agli studi di lettere e teologia, distinguendosi per la sua pietà e il suo desiderio di servire la Chiesa. Ordinato diacono nel 542, visse un periodo difficile segnato dalle guerre gotiche: insieme ai suoi compagni Amanzio e Donnino fuggì a Perugia, dove ricevette l’ordinazione sacerdotale dal vescovo Ercolano.

Miracoli e testimonianza di fede

Durante un viaggio a Todi, Florido e Amanzio si imbatterono in un indemoniato, che fu guarito per intercessione del futuro vescovo: un segno della potenza della fede e della preghiera, capace di liberare e restituire speranza. Dopo la morte di Ercolano, Florido tornò nella sua città natale, trovandola distrutta dall’assedio di Totila.

Fu allora che emerse la sua forza spirituale e pastorale: nominato vescovo da papa Pelagio, Florido divenne guida della comunità, promuovendo non solo la ricostruzione materiale della città, ma soprattutto la rinascita morale e religiosa del popolo tifernate.

Un cammino condiviso: Florido, Amanzio e Donnino

Accanto al vescovo Florido operarono Amanzio, sacerdote umile e animato da profonda carità, e Donnino, laico ed eremita. Insieme testimoniarono una santità “comunitaria”, fatta di fraternità e servizio reciproco. Il loro esempio dimostra come la santità possa essere un’esperienza condivisa: una Chiesa viva nasce dove le persone si aiutano come fratelli, fondando la loro vita sulla certezza dell’amore di Dio.

La memoria nei secoli

I “Dialoghi” di san Gregorio Magno ci restituiscono un ritratto vivo dei due santi: Florido come «vescovo di vita venerabile», e Amanzio come «uomo di grande semplicità», dotato di carismi straordinari, capace di guarire i malati e di scacciare i serpenti con il segno della croce. Il culto dei santi Florido e Amanzio è attestato fin dall’XI secolo e si lega alla dedicazione della Cattedralecittadina ai due patroni, segno di una devozione che non si è mai spenta e che continua a essere il cuore della spiritualità tifernate.

Una festa di fede e di comunità

La solennità del 13 novembre non è soltanto un’occasione di festa religiosa, ma anche un invito a riscoprire la forza spirituale che, fin dalle origini, ha animato la Chiesa di Città di Castello: una comunità capace di rinascere, costruire e sperare insieme, seguendo l’esempio luminoso dei suoi santi patroni, Florido e Amanzio.

La celebrazione solenne delle ore 18 in Cattedrale sarà trasmessa in diretta sui social media diocesani (Facebook @diocesicastello e Youtube @diocesicittadicastello) e su Trg al canale 13.

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Alla Scuola d’Arti e Mestieri GO Bufalini, “convivio d’autunno”

Venerdì 14 novembre, a partire dalle 20:00, l’8.3 Club ospiterà il “Convivio d’Autunno” nella prestigiosa Sala del Gusto della Scuola d’Arti e Mestieri GO Bufalini. Questo apprezzato evento annuale non solo promette una piacevole serata all’insegna del cibo e della compagnia, ma persegue anche una nobile causa.

Il ricavato di questo incontro sarà devoluto ad ANGSA (Associazione Nazionale Genitori per Persone con Autismo) Umbria, un’organizzazione dedicata al supporto di famiglie e persone affette da autismo. I partecipanti avranno l’opportunità di gustare una varietà di prelibatezze culinarie, contribuendo al contempo a una causa significativa che riguarda molte persone nella comunità.

Che siate ospiti abituali o nuovi di questa meravigliosa iniziativa, il Convivio d’Autunno garantisce un’atmosfera coinvolgente in cui la responsabilità sociale incontra il piacere culinario.

Per maggiori informazioni e per prenotare il vostro posto, contattateci al numero 338/1903406. Unitevi a noi per una serata all’insegna del calore, della generosità e dello spirito comunitario, dove ogni boccone conta per fare la differenza!

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Dalla stessa parte: il libro di Fabrizio Paladino e Lucia Bigozzi per la ricerca contro il cancro

“Dalla stessa parte” è il libro scritto da Fabrizio Paladino e Lucia Bigozzi. Un libro che, a distanza di qualche anno, non ha assolutamente perso di significato e che, nelle intenzioni degli autori, resta un volume prezioso per portare ancora avanti la raccolta fondi nel ricordo di mamma-coraggio Silvana Benigno a quasi 6 anni dalla sua scomparsa. La vendita del libro verrà di nuovo destinata alla Fondazione Ieo-Monzino per la ricerca contro il cancro. Anche in occasione della cerimonia per la ricerca contro il cancro che si è tenuta il 7 novembre scorso a Milano organizzata proprio dalla Fondazione Ieo-Milano e alla quale il marito di Silvana, Fabrizio, e la figlia Federica sono stati di nuovo invitati, è stata ribadita l’importanza della sensibilizzazione verso questa tematica purtroppo sempre viva.

Fabrizio e Federica, quindi, hanno deciso di avviare una nuova fase di raccolta fondi sempre nel nome di Silvana e sempre da destinare alla stessa Fondazione Ieo-Monzino.
“Dalla stessa parte, in viaggio con lei” ha lasciato il segno e rappresenta da sempre in messaggio vero con pagine di racconti e pagine di vita, non solo nel ricordo di Silvana: si tratta infatti di un volume dove Lucia racconta la propria battaglia col cancro mentre Fabrizio descrive poi i due anni senza Silvana caratterizzati da numerosi appuntamenti di raccolta fondi per la ricerca, portando avanti così le volontà della moglie. Insieme a ciò un dossier sui numeri del cancro. I due autori hanno raccontato i motivi che li hanno spinti a descrivere le loro esperienze “con l’obiettivo comune di fare prevenzione, senza mai girarsi dall’altra parte quando si parla di tumori”.
Il libro “Dalla stessa parte” sarà disponibile all’interno dello stand del gruppo di Protezione Civile Rosa dell’Umbria e Sogit (soccorso sanitario) guidato dal presidente Giampiero Calagreti e presente durante tutti i tre giorni delle fiere di San Florido a Città di Castello dal 14 al 16 novembre nei pressi dell’ingresso del quartiere San Giacomo.

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Investe un pedone, si da alla fuga, e poi si costituisce alla polizia locale. Patente sospesa e possibili conseguenze penali, automobilista di 59 anni

Giovedì 6 novembre, intorno alle ore 19, un grave incidente ha coinvolto un pedone di 29 anni a Città di Castello. Un automobilista, un uomo classe 1965, mentre percorreva via Aldo Bologni, ha investito il giovane che camminava sul ciglio della strada. Dopo l’impatto, l’automobilista ha scelto di allontanarsi senza prestare soccorso all’infortunato.

Le indagini avviate tempestivamente dalla polizia locale hanno permesso di risalire rapidamente all’identità del conducente. Mentre una pattuglia si dirigeva verso la sua abitazione, l’uomo ha deciso di recarsi presso gli uffici di polizia per costituirsi. È stato denunciato per lesioni colpose stradali, fuga e omissione di soccorso, con l’aggravante di guida in stato di ebrezza alcolica, avendo un tasso alcolemico superiore a 0,80 g/L.

In seguito all’accaduto, la patente di guida dell’uomo è stata ritirata per la sospensione, e ora rischia fino a cinque anni di reclusione. Fortunatamente, il pedone ha riportato lesioni che guariscono in 30 giorni, evitando conseguenze più gravi.

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Ad Anteprima sport Leonardo Piccini e Leonardo Rossi, della Dukes Basket Sansepolcro

Torna Anteprima sport. Ospiti del programma condotto da Michele Tanzi, Leonardo Piccini e Leonardo Rossi, della Dukes Basket Sansepolcro

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Città di Castello riscopre Titi, il tifernate che inventò la guida moderna di Roma

Pochi sanno che la prima vera guida “moderna” di Roma, quella che accompagnò i pellegrini del Giubileo del 1675 tra le chiese e le opere d’arte della città eterna, porta la firma di un abate tifernate. Si chiamava Filippo Titi, e la sua “Studio di pittura, scoltura et architettura nelle chiese di Roma” – pubblicata nel 1674 – è considerata dagli studiosi un testo fondativo della critica d’arte moderna. A lui è stato dedicato l’incontro “Antica guida d’arte per il Giubileo del 1675”, ospitato sabato 8 novembre nel Salone gotico del Museo diocesano di Città di Castello, che ha richiamato un pubblico numeroso e attento.

L’omaggio a un tifernate illustre
A introdurre la mattinata è stato don Andrea Czortek, vicario generale e direttore dell’Archivio diocesano, che ha sottolineato come l’occasione permetta di “conoscere una figura particolarmente importante e al tempo stesso poco conosciuta della nostra storia culturale”, riportando indietro di 350 anni il filo della memoria cittadina.

Il vescovo Luciano Paolucci Bedini ha ricordato il valore di incontri come questo “perché ci aiutano a comprendere meglio una parte della nostra storia” e ha invitato a “trarre ispirazione da queste figure per ciò che viviamo oggi, riconoscendo ciò che resta della loro opera e del loro ingegno”.

Il sindaco Luca Secondi ha scherzato sul fatto che “molti tifernati, quando sentono il nome Titi, pensano solo a una via di Riosecco”, sottolineando quanto sia importante “riscoprire il lavoro e l’impegno di questo concittadino illustre”, di cui si conservano preziosi documenti nella Biblioteca comunale. “Abbiamo voluto inserire la sua immagine anche negli oggetti di rappresentanza della città – ha aggiunto – proprio per esprimere la nostra identità attraverso figure significative della nostra storia”.

Lo sguardo dello storico dell’arte

Nel cuore dell’incontro gli interventi dei relatori, Carmelo Occhipinti, storico dell’arte e ordinario all’Università di Roma Tor Vergata, e Giovanni Cangi, ingegnere ed esperto di edilizia storica. 

Occhipinti ha messo in luce “l’enorme importanza del testo del Titi”, una guida “non solo per pellegrini ma per studiosi e amatori dell’arte”, che seppe “rivalutare il Medioevo e il Rinascimento, da Cavallini a Giotto, fino a Pietro da Cortona, in contrasto con la visione classicista di Bellori”. L’abate tifernate, ha ricordato lo studioso, “ebbe un’apertura straordinaria, anticipando una visione storica dell’arte che solo secoli dopo sarebbe diventata metodo critico”.

Il “regalo” che fece alla sua città

Cangi, dal canto suo, ha offerto il ritratto del Titi cartografo e disegnatore, autore delle prime mappe della città di Castello “così come era uscita dal Medioevo e dal Rinascimento”. Ma lo ha anche definito “un anticipatore del turismo culturale”, grazie a una guida “tascabile e descrittiva”, con l’elenco di oltre 275 chiese e 3.000 opere d’arte, concepita proprio in vista del grande flusso di visitatori del Giubileo del 1675. 

“Fu un successo editoriale clamoroso – ha ricordato – tanto che a Macerata ne uscì subito una ristampa non autorizzata, una sorta di copia pirata ante litteram”. Quando, dieci anni più tardi, Titi pubblicò la nuova edizione ampliata, volle aggiungere un omaggio alla sua terra: la descrizione del Duomo di Città di Castello, inserendolo accanto alle grandi chiese romane. “È un regalo che fa alla città – ha commentato Cangi – un segno del suo legame con le origini e con la comunità tifernate”.

Un pioniere della divulgazione artistica

Un incontro, dunque, che ha restituito a Filippo Titi il posto che gli spetta nella storia dell’arte e nella memoria cittadina: non solo abate e cartografo, ma pioniere della divulgazione artistica, capace di unire fede, conoscenza e spirito di servizio in un’opera che continua a parlare anche dopo tre secoli e mezzo.

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Per San Florido a Città di Castello un week-end “lungo” di appuntamenti nel centro storico

“Per San Florido il centro storico di Città di Castello vivrà un week-end speciale, con le tradizionali fiere che si svolgeranno da venerdì 14 a domenica 16 novembre, un’edizione straordinaria del mercato settimanale, che non sarà anticipato di 24 ore come in occasione di ogni festività, ma si terrà nella mattinata del giorno in cui si festeggiano i patroni della città, giovedì 13 novembre, e l’appuntamento mensile con Retrò, che andrà in scena domenica 16 novembre con i negozi aperti”. L’assessore al Commercio e Turismo Letizia Guerri presenta così gli appuntamenti che caratterizzeranno il fine settimana legato alla tradizione celebrazione della solennità religiosa nella quale con San Florido si festeggia anche Sant’Amanzio.

Gli ambulanti del mercato settimanale, che si sistemeranno come di consueto in piazza Matteotti, piazza Fanti e piazza Gabriotti, offriranno giovedì la possibilità di apprezzare una passeggiata nel centro storico a quanti resteranno a casa in occasione della festività cittadina, approfittando magari di qualche buona occasione per fare acquisti. L’allestimento del mercato precederà il montaggio degli stand delle fiere di San Florido, che da venerdì a domenica si svolgeranno nelle piazze e nelle vie principali del cuore della città, tra le quali ancora una volta lungo corso Vittorio Emanuele, e a ridosso delle mura urbiche cittadine. L’itinerario si snoderà attraverso via XI Settembre; piazza Sanzio; via Angeloni; largo Gildoni; piazza Matteotti; corso Vittorio Emanuele; piazza Fanti; corso Cavour, piazza Gabriotti; via Sauro; la zona antistante gli ex campi da tennis di via Sauro; largo Santa Veronica; via Diaz; via della Barca con il parcheggio adiacente; il parcheggio dello stadio comunale Bernicchi e viale Europa, fino all’altezza dell’impianto di distribuzione dei carburanti. Ad accogliere i visitatori ci saranno circa 230 espositori con un’amplissima e variegata offerta merceologica: 62 operatori dell’abbigliamento, 14 della categoria accessori, 51 degli alimentari, 20 dei dolciumi, 8 rivenditori di biancheria e complementi d’arredo, 14 di casalinghi, 11 delle calzature, 7 della ferramenta e 1 con animali. Agli ambulanti si aggiungeranno gli stand del mondo dell’associazionismo (3), degli articoli dimostrativi (2), degli hobbisti (7), degli espositori macchine agricole e caminetti (2), degli artigiani (5) e dei produttori agricoli (1). Le fiere accoglieranno anche due aree speciali: quella riservata al mercato dell’artigianato e dei prodotti tipici, con 15 espositori in piazza Gabriotti, e quella dell’animazione e dei giochi per bambini, in piazza Fanti.

La passeggiata nel cuore della città sarà ancora più ricca nella giornata di domenica, perché alle fiere di San Florido si aggiungeranno, non solo l’apertura straordinaria dei negozi del centro storico, ma anche l’edizione di novembre di Retrò, che si terrà in piazza Garibaldi con la partecipazione di oltre 100 antiquari, rigattieri, collezionisti e hobbisti. “In coda ai grandi eventi dell’autunno e in anticipo sulle iniziative di Natale in Città, che quest’anno prenderanno il via da sabato 29 novembre – osserva Guerri – il centro storico tifernate offrirà un fine settimana tutto da vivere, con giornate intere da trascorrere nei luoghi principali dentro e fuori le mura urbiche, tra tanti interessi e curiosità, piacevoli occasioni di incontro, belle cose da fare e da vedere”.

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Targa del comune alla “carriera” ad Alessio Botteghi affermato fisioterapista che ha festeggiato oltre dieci anni di attività con il club Igor Gorgonzola Volley di Novara

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Una bella cerimonia nella sua città, luogo dove sicuramente Alessio ha mosso i primi passi. Intanto il comune si ricorda di lui e con orgoglio e gratitudine gli consegna una targa ufficiale alla “carriera”. Alessio Botteghi, affermato fisioterapista, ha festeggiato oltre dieci anni di attività con il club Igor Gorgonzola Volley di Novara, squadra di A1 femminile, con cui ha potuto vivere tutti i momenti più entusiasmanti e vincenti della storia del team, fino al successo nella CEV Cup 2025 conquistata il 1 aprile a Blaj, in Romania. Alla cerimonia, presso la sala consiliare, questa mattina per la consegna di una targa ufficiale sono intervenuti il sindaco Luca Secondi, l’assessore alla cultura, Michela Botteghi ed il fiduciario del CONI Umbria, Simone Santi.

Alessio Botteghi ha festeggiato i dieci anni con il club Igor Volley di Novara, con cui ha potuto vivere tutti i momenti più entusiasmanti e vincenti della storia del club, fino al successo nella CEV Cup 2025 conquistata il 1 aprile a Blaj, in Romania. Il titolo europeo, quarto trofeo internazionale di Alessio Botteghi e di Igor Volley, ha consentito alla formazione novarese di completare un “tris” senza eguali in campo femminile: Novara è infatti la prima squadra ad aver vinto tutte e tre le competizioni europee per club dalla riforma dei primi anni 2000 a oggi.

Alessio Botteghi ha partecipato da protagonista a tutti e tre i titoli: La Champions League 2019 (Berlino), la Challenge Cup 2024 (Nantes) e appunto la CEV Cup 2025 (Blaj). Nel corso dei suoi dieci anni in azzurro – motivo per cui è stato omaggiato di una targa celebrativa dal suo club – Botteghi ha vinto anche uno Scudetto (2017), una Supercoppa (2017), una Wevza Cup (2023) e due Coppa Italia (2018, 2019). “Alessio Botteghi è un tifernate, grande professionista che attraverso il suo lavoro, i successi che ha ottenuto con la squadra in ambito internazionale ha accostato il nome della sua città allo sport ed oggi, con orgoglio abbiamo voluto condividere con lui un momento di affetto e gratitudine a nome della comunità locale e del movimento sportivo di cui la pallavolo ne è uno dei più fervidi esempi, ricchi di storia e tradizione”, hanno precisato il sindaco Secondi e l’assessore alla cultura, Botteghi. “Un giusto riconoscimento per un grande professionista”, ha dichiarato il fiduciario del Coni Simone Santi.

“Ho incrociato Alessio tate volte durate la mia lunga carriera arbitrale, devo riconoscere che le società, dalla presidenza al settore tecnico, alle atlete, tutte hanno sempre apprezzato il suo infaticabile lavoro. Inoltre, ha concluso Santi, il suo carattere solare e schietto hanno indubbiamente influito sul suo indiscusso successo.” Visibilmente soddisfatto Alessio Botteghi ha ringraziato il sindaco e l’assessore per questo bellissimo riconoscimento che conserverà fra i ricordi più cari di una carriera “stellare”.

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