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Badia Tedalda, nell’auto oltre 700 grammi di droga e 92 pasticche di ecstasy: arrestati due uomini

Un controllo lungo una strada dell’Appennino si è trasformato in un maxi sequestro di sostanze stupefacenti. È accaduto a Badia Tedalda, in località Cocchiola, dove i Carabinieri della Compagnia di Sansepolcro hanno arrestato due uomini di 42 e 37 anni, entrambi residenti in provincia di Perugia.

I militari stavano effettuando un posto di controllo quando hanno fermato un’auto con a bordo i due uomini. Fin dai primi accertamenti qualcosa ha attirato l’attenzione dei carabinieri: i due apparivano particolarmente nervosi e agitati. Un atteggiamento che ha spinto i militari ad approfondire il controllo.

La decisione si è rivelata fondata. Durante la perquisizione dell’auto, all’interno di un borsone sistemato nel bagagliaio, sono state trovate diverse tipologie di sostanze stupefacenti. Il bilancio del sequestro è consistente: circa 260 grammi di hashish, 130 grammi di speed, 120 grammi di MDMA, 110 grammi di marijuana, 50 grammi di ketamina, 40 grammi di cocaina e 92 pasticche di ecstasy.

Per i due uomini sono scattate le manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Dopo l’arresto sono stati accompagnati nelle camere di sicurezza delle Compagnie dei Carabinieri di Sansepolcro e Arezzo, a disposizione della Procura della Repubblica di Arezzo.

Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire la provenienza della droga e soprattutto la sua destinazione finale. Tra gli aspetti al vaglio degli inquirenti c’è anche la possibilità che lo stupefacente fosse destinato a una manifestazione in corso nell’area di confine tra Toscana, Marche ed Emilia-Romagna.

Come previsto dalla legge, gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Anghiari protagonista del progetto “Botteghe Ritrovate”: il borgo tra gli esempi scelti dalla Regione Toscana

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Anghiari è tra i comuni toscani protagonisti di “Botteghe Ritrovate”, il progetto sostenuto dalla Regione Toscana per riportare nuova vita nei centri storici attraverso il recupero di fondi commerciali e artigianali inutilizzati. L’iniziativa rientra nel bando regionale dedicato alla rigenerazione commerciale e alla valorizzazione della cosiddetta “Toscana Diffusa”.

Il progetto anghiarese è stato presentato nei giorni scorsi a Firenze come uno degli esempi più significativi tra quelli finanziati dalla Regione. Complessivamente sono 25 i progetti ammessi a contributo nell’ambito del bando che mette a disposizione risorse per contrastare spopolamento, desertificazione commerciale e degrado urbano, favorendo invece nuove attività economiche e sociali nei centri storici.

A rappresentare Anghiari erano il sindaco Alessandro Polcri, l’assessore Ilaria Lorenzini e la direttrice artistica della Mostra Mercato dell’Artigianato della Valtiberina Toscana, Paola De Blasi. Il progetto nasce proprio dall’esperienza maturata negli anni grazie alla Mostra Mercato dell’Artigianato e punta a trasformare spazi oggi inutilizzati in nuove opportunità per artigiani, commercianti e giovani imprenditori.

«È stato un onore che la Regione abbia scelto il Comune di Anghiari come modello per dare il via al progetto Botteghe Ritrovate», ha dichiarato il sindaco Polcri, sottolineando come l’obiettivo sia quello di far rivivere il centro storico attraverso il recupero di fondi dismessi da mettere a disposizione di nuove attività.

Secondo l’assessore regionale Leonardo Marras, il bando nasce dalla volontà di sostenere concretamente il piccolo commercio e favorire la nascita di nuove attività capaci di riportare vitalità nei borghi toscani. L’idea è quella di trasformare spazi vuoti in luoghi produttivi e di aggregazione, rafforzando al tempo stesso l’attrattività turistica e commerciale dei territori.

Per Anghiari si tratta di un’opportunità importante per consolidare il proprio ruolo di borgo dell’artigianato e della creatività, mantenendo vivo quel tessuto di botteghe e attività che rappresenta da sempre uno degli elementi distintivi della sua identità.

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City Care Umbertide 2026: 14 posti per i giovani che vogliono mettersi in gioco per la comunità

Un’estate diversa, fatta di esperienze, relazioni e cittadinanza attiva. È questo lo spirito di City Care Umbertide 2026 – La Piazzetta Attiva, il progetto promosso dal Comune di Umbertide che offre a ragazze e ragazzi del territorio l’opportunità di diventare protagonisti della vita della comunità.

Sono 14 i posti disponibili per giovani tra i 15 e i 20 anni residenti nel comune di Umbertide, che durante i mesi di luglio e agosto potranno partecipare a un percorso educativo e partecipativo pensato per valorizzare creatività, responsabilità e dialogo tra generazioni.

I partecipanti saranno coinvolti in diverse attività: dal supporto ai centri estivi per bambini alle iniziative del centro diurno per anziani, passando per laboratori creativi, progetti di inclusione, attività di documentazione fotografica e video e momenti dedicati alla comunicazione dell’esperienza.

Tra le iniziative più originali spicca il laboratorio creativo “Magliette che parlano”, dedicato alla creatività giovanile e all’inclusione attraverso la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA).

Al termine del percorso è previsto anche un evento finale aperto alla cittadinanza, durante il quale verranno presentati i lavori realizzati dai ragazzi.

L’esperienza, della durata complessiva di circa 20 ore, permetterà ai partecipanti di ottenere un attestato valido ai fini dei crediti scolastici e un rimborso spese sotto forma di borsa educativa.

Le domande possono essere presentate entro le ore 11.00 di venerdì 26 giugno 2026.

Un’occasione concreta per vivere l’estate in modo attivo, acquisire nuove competenze e contribuire alla crescita della propria comunità, trasformando tempo ed energie in un’esperienza che lascia il segno.

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Città di Castello celebra il Solstizio d’Estate con la Festa Europea della Musica

Torna anche quest’anno uno degli appuntamenti più attesi dell’inizio dell’estate. Domenica 21 giugno, alle ore 18.00, il suggestivo giardino della Pinacoteca Comunale di Palazzo Vitelli alla Cannoniera ospiterà il tradizionale Concerto del Solstizio, inserito nella 32ª edizione della Festa Europea della Musica.

L’iniziativa è promossa dal Circolo Culturale Luigi Angelini in collaborazione con il Comune di Città di Castello e fa parte del cartellone di “Estate in Città”, il programma di eventi estivi organizzato dall’amministrazione comunale.

La Festa della Musica nasce nel 1985, proclamato Anno Europeo della Musica, ed è diventata nel tempo un appuntamento internazionale che coinvolge migliaia di città in Europa e nel mondo. Ogni 21 giugno musicisti professionisti e amatori animano piazze, giardini e luoghi simbolo con concerti gratuiti dedicati a ogni genere musicale.

Per l’edizione 2026, il pubblico tifernate potrà assistere all’esibizione del Voyage Trio, protagonista del concerto dal titolo “Viaggio intorno al mondo”.

Sul palco saliranno Christian Riganelli alla fisarmonica, Luca Mengoni alla viola e David Padella al violoncello, tre musicisti che accompagneranno gli spettatori in un percorso musicale capace di attraversare culture, epoche e tradizioni diverse.

Il programma prevede musiche di Pixinguinha, Bacalov, Nino Rota, Yann Tiersen, Richard Galliano, Astor Piazzolla e dello stesso Christian Riganelli, in un intreccio di sonorità che spazierà dall’Europa al Sud America, tra suggestioni popolari, colonne sonore e musica contemporanea.

L’ingresso sarà libero. In caso di maltempo il concerto si svolgerà all’interno della Pinacoteca Comunale.

Un’occasione per accogliere l’estate con la musica in uno dei luoghi più affascinanti della città, confermando ancora una volta il ruolo di Città di Castello all’interno della grande rete internazionale della Festa Europea della Musica.

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Dieci anni senza don Giuseppe Amantini: a Giove il ricordo vive ancora nella festa della comunità

Ci sono persone che continuano a esserci anche quando non sono più fisicamente presenti. A Giove, a dieci anni dalla sua scomparsa, don Giuseppe Amantini è una di queste.

Il ricordo del sacerdote è tornato a vivere con forza durante la tradizionale festa che ogni anno richiama nella piccola frazione amici, volontari e tante persone che hanno condiviso un pezzo di strada con lui. Un appuntamento che don Giuseppe amava particolarmente, perché rappresentava ciò che più aveva a cuore: stare in mezzo alla gente.

Poveri e benestanti, giovani e anziani, famiglie, persone con disabilità, amministratori e lavoratori. Tutti seduti allo stesso tavolo, senza distinzioni, per condividere un momento di fraternità e amicizia. Era questo lo spirito che aveva voluto imprimere alla Festa di Giove e che, ancora oggi, continua a caratterizzarla.

Anche quest’anno la località si è riempita di volti, sorrisi e incontri in una giornata vissuta all’insegna della condivisione. Un modo semplice ma autentico per ricordare chi ha dedicato la propria vita agli altri e alla sua comunità.

La festa si è aperta con la celebrazione eucaristica presieduta da don Nicola Testamigna, presidente dell’associazione, per poi proseguire con la cena e la musica dei Paguro Bernardo. A rendere possibile tutto questo, come sempre, sono stati i numerosi volontari che con le loro magliette gialle hanno servito ai tavoli e accolto gli ospiti con disponibilità e sorriso.

Ma oltre al buon cibo e alla musica, ciò che ha colpito maggiormente è stata l’atmosfera. Quella sensazione di familiarità che fa sentire ogni persona parte di una grande famiglia. Come se qualcuno avesse aperto le porte di casa propria per accogliere amici vecchi e nuovi.

È forse proprio questo il lascito più grande di don Giuseppe Amantini: aver costruito una comunità capace di ritrovarsi ancora oggi attorno ai valori dell’accoglienza, della solidarietà e della vicinanza verso chi è più fragile.

A dieci anni dalla sua morte, il suo esempio continua a camminare sulle gambe dei tanti volontari e delle persone che ogni anno scelgono di esserci. Perché certi insegnamenti non invecchiano e certi ricordi non si consumano con il tempo.

A Giove, don Giuseppe continua a vivere nei gesti semplici della sua gente.

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Pietralunga scalda i motori: ufficiali le date della Mostra Mercato del Tartufo Bianco e della Patata 2026

L’autunno può ancora sembrare lontano, ma a Pietralunga è già iniziato il conto alla rovescia per uno degli appuntamenti più attesi dell’anno. Sono infatti ufficiali le date della 39ª Mostra Mercato del Tartufo Bianco e della Patata, che animerà il borgo nei giorni 9, 10, 11 e 17, 18 ottobre 2026.

La manifestazione, ormai diventata un punto di riferimento per gli appassionati dell’enogastronomia e delle eccellenze del territorio, tornerà a richiamare visitatori da tutta Italia nel cuore dell’Alta Umbria, dove il tartufo bianco rappresenta da sempre un autentico simbolo identitario.

Per cinque giornate Pietralunga si trasformerà in una grande vetrina dedicata ai sapori, alle tradizioni e alla cultura locale. Stand gastronomici, prodotti tipici, degustazioni, eventi e iniziative collaterali accompagneranno un appuntamento che negli anni ha saputo crescere mantenendo intatto il suo legame con il territorio.

L’annuncio delle date è arrivato attraverso i canali ufficiali del Comune e degli organizzatori con un messaggio semplice ma efficace: «Le date sono ufficiali. Ora può iniziare il conto alla rovescia».

Un invito rivolto a visitatori, operatori e appassionati che già guardano a ottobre come al momento in cui il profumo del tartufo bianco tornerà a riempire vicoli e piazze del borgo.

Dopo il grande successo degli ultimi anni, l’edizione 2026 punta a confermare il ruolo della Mostra Mercato come uno degli eventi di punta del calendario turistico ed enogastronomico regionale, capace di valorizzare non solo il tartufo e la patata, ma anche il patrimonio storico, culturale e paesaggistico di Pietralunga.

L’appuntamento è fissato: il 9 ottobre prenderà il via una nuova edizione di una manifestazione che continua a rappresentare una delle carte vincenti del territorio.

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Oltre 150 ospiti da tutto il mondo a Città di Castello: il CID26 porta l’innovazione internazionale nel cuore della città

Per un giorno Città di Castello è diventata il punto d’incontro di imprenditori, manager ed esperti arrivati da ogni parte del mondo. Oltre 150 ospiti internazionali hanno partecipato a Palazzo Bufalini al CID26 – CMC Innovation Day 2026, l’appuntamento organizzato da CMC Packaging Automation dedicato alle sfide future della logistica, dell’automazione e del packaging sostenibile.

Un evento che ha portato nel centro storico tifernate professionisti provenienti da numerosi Paesi, confermando il ruolo sempre più importante che il territorio riveste nel panorama industriale e tecnologico internazionale.

Dietro questo successo c’è la storia di CMC Packaging Automation, azienda fondata nel 1980 da Giuseppe Ponti e oggi guidata dal figlio Francesco Ponti. Partita da Città di Castello, l’impresa è cresciuta fino a diventare una delle realtà di riferimento a livello mondiale nelle soluzioni automatizzate per il packaging e la logistica, con oltre 600 dipendenti e una presenza in più di 25 Paesi.

La giornata si è aperta con i saluti di Giuseppe e Francesco Ponti e con l’intervento del sindaco Luca Secondi, che ha evidenziato il valore del legame tra impresa e territorio, sottolineando come il percorso di crescita internazionale di CMC contribuisca a portare il nome di Città di Castello ben oltre i confini nazionali.

Il tema scelto per questa edizione è stato “Ecosystem”, un concetto che richiama la necessità di creare connessioni tra aziende, tecnologie, istituzioni e competenze per affrontare le grandi sfide legate all’innovazione e alla sostenibilità.

Nel corso dell’Innovation Day si sono alternati interventi di rappresentanti del mondo imprenditoriale e istituzionale, tra cui Pietro Fiocchi, membro del Parlamento Europeo, in un confronto dedicato alle prospettive future del settore e ai cambiamenti che stanno trasformando il mondo della logistica.

Particolarmente significativo il messaggio lanciato dal CEO Francesco Ponti.

«Siamo particolarmente orgogliosi di aver accolto a Città di Castello una rappresentanza così ampia e internazionale. Vedere professionisti e aziende arrivare da ogni parte del mondo per confrontarsi qui sulle sfide future della logistica è il segnale più concreto del percorso compiuto da CMC. Siamo cresciuti a livello internazionale, ma continuiamo a investire, progettare e produrre nel territorio che ha accompagnato la nostra storia fin dall’inizio».

Parole che raccontano una realtà capace di competere sui mercati globali senza perdere il legame con le proprie radici.

Eventi come il CID26 rappresentano infatti anche un’importante occasione di promozione per l’intera Alta Valle del Tevere, che accanto al proprio patrimonio storico, artistico e culturale continua a distinguersi per una forte capacità imprenditoriale e una crescente vocazione all’innovazione tecnologica.

Una giornata che ha mostrato come da Città di Castello possano partire idee, tecnologie e progetti in grado di dialogare con il mondo intero.

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Il consiglio comunale riconosce la solitudine come emergenza sociale: approvata la mozione di Monia Paradisi

La solitudine non riguarda soltanto chi vive da solo. Può nascondersi dietro una porta chiusa, tra le difficoltà economiche, nelle fragilità legate all’età, alla disabilità o anche dietro la connessione continua dei social network. Da questa riflessione è partita la mozione presentata dalla consigliera Monia Paradisi (PD), approvata dal consiglio comunale di Città di Castello con 14 voti favorevoli e le astensioni delle forze di opposizione.

L’atto impegna sindaco e giunta a riconoscere formalmente la solitudine come una vera e propria emergenza sociale, inserendola tra le priorità delle politiche comunali.

Nel documento vengono indicate una serie di azioni concrete che l’amministrazione sarà chiamata a sviluppare: dalla mappatura delle situazioni di isolamento presenti sul territorio alla creazione di un piano comunale contro la solitudine, passando per il rafforzamento dei servizi di prossimità e il coinvolgimento del volontariato, delle associazioni e delle realtà del terzo settore.

Tra le proposte figurano anche nuovi spazi di socialità, iniziative culturali e intergenerazionali, progetti di volontariato sociale e attività che possano permettere alle persone più isolate di sentirsi nuovamente parte attiva della comunità. L’idea è quella di costruire una rete capace di intercettare chi rischia di rimanere ai margini.

Presentando la mozione in aula, Paradisi ha spiegato come la solitudine sia oggi un fenomeno sempre più diffuso e spesso sottovalutato.

«Non parliamo di una scelta volontaria, ma di una condizione che può trasformarsi in una fragilità profonda», ha sottolineato la consigliera, ricordando come numerosi studi evidenzino che una persona su sei dichiari di vivere una situazione di isolamento sociale.

Paradisi ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze psicologiche e sanitarie del fenomeno, ma anche sulle difficoltà che possono colpire anziani, persone con disabilità, giovani e cittadini che vivono condizioni economiche complicate.

Pur riconoscendo il lavoro già svolto dal Comune attraverso i servizi sociali e le numerose iniziative esistenti, la consigliera ha evidenziato la necessità di raggiungere chi, proprio a causa della propria condizione di isolamento, non riesce ad accedere alle opportunità presenti sul territorio.

Il dibattito ha registrato una sostanziale condivisione del tema da parte di tutte le forze politiche.

La capogruppo di Fratelli d’Italia Elda Rossi ha espresso apprezzamento per la mozione, invitando però ad approfondire il tema in commissione per individuare strumenti più operativi e concreti. Rossi ha inoltre evidenziato alcune perplessità legate agli aspetti della privacy rispetto alla mappatura delle persone sole.

Anche il capogruppo della Lega Valerio Mancini ha condiviso lo spirito dell’iniziativa, ponendo l’accento sul legame tra isolamento e difficoltà economiche. Secondo Mancini, la prevenzione e l’educazione rappresentano strumenti fondamentali per contrastare il fenomeno fin dalle giovani generazioni.

Più prudente la posizione del capogruppo di Castello Civica Andrea Lignani Marchesani, che ha definito la solitudine una delle grandi emergenze della società contemporanea, osservando tuttavia come un singolo Comune possa avere margini limitati nell’affrontare una problematica così vasta e complessa.

A sostegno della mozione è intervenuta anche l’assessore alle Politiche Sociali Benedetta Calagreti, che ha definito la questione «di importanza primaria», ricordando le numerose attività già attivate dal Comune e dalla Zona Sociale 1.

Calagreti ha richiamato il lavoro svolto attraverso i progetti di utilità sociale, il sostegno alle famiglie, le iniziative rivolte ai giovani, gli interventi per gli anziani, i percorsi di integrazione intergenerazionale e le esperienze di cohousing per persone con disabilità.

Particolare attenzione è stata posta anche al ruolo del terzo settore, indicato come partner indispensabile per costruire una rete sociale capace di contrastare isolamento e marginalità.

Nel suo intervento conclusivo, Paradisi ha accolto favorevolmente la proposta di approfondire il tema in commissione, sottolineando come l’approvazione della mozione rappresenti soprattutto un punto di partenza.

L’obiettivo condiviso è trasformare il riconoscimento della solitudine come emergenza sociale in azioni concrete capaci di rafforzare i legami comunitari e di restituire centralità alle relazioni umane in una società che, sempre più spesso, rischia di lasciare sole le persone più fragili.

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Il Giardino Segreto apre le sue porte: a San Secondo una biblioteca all’aperto dove i libri incontrano la natura

C’è un luogo speciale che da oggi accoglie bambini, famiglie e appassionati di lettura nel cortile della Scuola Primaria “La Vecchia Stazione” di San Secondo. Si chiama “Il Giardino Segreto” ed è molto più di una semplice biblioteca: è uno spazio dove i libri escono dalle aule, incontrano la natura e diventano occasione di condivisione e libertà.

Il progetto, nato all’interno del percorso Biblioteca-Green della scuola, ha dato vita a una piccola casetta in legno destinata al book crossing, accessibile a tutti. Il funzionamento è semplice: si apre la casetta, si prende un libro, lo si legge e poi lo si rimette in circolo affinché possa arrivare nelle mani di un altro lettore.

Un modo concreto per promuovere la lettura, ma anche per insegnare ai più piccoli il valore della cura, della condivisione e del rispetto degli spazi comuni.

L’inaugurazione si è svolta nei giorni scorsi alla presenza della dirigente scolastica Silvia Ghigi, dell’assessore Rodolfo Braccalenti, dei volontari LAV (Letture ad Alta Voce), degli insegnanti e degli alunni della scuola.

Dopo il taglio del nastro, i volontari hanno dato il via ufficiale alla vita della nuova biblioteca leggendo un racconto dedicato alla natura. Una lettura speciale, ascoltata all’aperto tra il fruscio delle foglie e il vento che attraversava il giardino, trasformando quel momento in un’esperienza capace di coinvolgere tutti i sensi.

“L’esperienza ha mostrato ai bambini che la natura è la prima aula”, spiegano gli organizzatori. “Ascoltare una storia mentre il mondo naturale parla intorno a noi rende la lettura ancora più viva e significativa”.

Il nome scelto, “Giardino Segreto”, richiama proprio questo legame profondo tra libri e ambiente. Un luogo dove le parole possono crescere come semi e dove ogni storia diventa occasione per coltivare immaginazione, curiosità e consapevolezza.

“Nel Giardino Segreto piantiamo libri per far crescere liberi pensieri”, sottolineano ancora i promotori del progetto. “Primo libro letto, primo seme piantato. Da oggi i bambini sono custodi di memorie”.

Un piccolo spazio che racchiude un grande messaggio: la lettura può nascere ovunque, soprattutto dove c’è il desiderio di condividere storie, emozioni e nuove scoperte.

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Umbertide rafforza lo Sportello Antiviolenza: ascolto, supporto e tutela per le donne

Conclusa la fase sperimentale, il servizio diventa stabile sul territorio. Disponibile su appuntamento due giorni a settimana e collegato alla rete del Centro Antiviolenza attivo 24 ore su 24

UMBERTIDE – Un punto di riferimento per le donne che stanno vivendo situazioni di difficoltà, disagio o violenza. Il Comune di Umbertide ha annunciato la messa a regime dello Sportello Antiviolenza, trasformando in servizio stabile un progetto che nei mesi scorsi era stato avviato in via sperimentale.

L’iniziativa rientra nelle politiche sociali e nelle azioni dedicate alle pari opportunità promosse dall’amministrazione comunale e punta a garantire un sostegno concreto attraverso ascolto, orientamento e presa in carico delle persone che si rivolgono al servizio.

Lo sportello offrirà consulenza e supporto grazie alla collaborazione con il Centro Antiviolenza di zona, permettendo alle utenti di accedere a percorsi personalizzati in base alle proprie necessità.

Il servizio sarà attivo, su appuntamento, ogni lunedì e giovedì dalle ore 9.30 alle 12.30. Per ragioni legate alla privacy e alla sicurezza, il luogo dell’incontro verrà comunicato direttamente al momento della prenotazione.

Per fissare un appuntamento è possibile contattare il numero 353 4164699.

Lo sportello si inserisce all’interno di una rete territoriale già strutturata. Il Centro Antiviolenza di riferimento è infatti operativo 24 ore su 24, sette giorni su sette, mettendo a disposizione un’équipe multidisciplinare capace di seguire le donne con percorsi che spaziano dall’ascolto iniziale alla consulenza psicologica e legale, fino ai progetti di autonomia economica e inserimento lavorativo nei casi più complessi.

«Con questo servizio rafforziamo la rete di protezione e supporto per le donne del nostro territorio, offrendo risposte concrete, professionali e accessibili a chi vive situazioni di difficoltà o violenza. Nessuno deve sentirsi solo», sottolinea l’assessore al Sociale e alle Pari Opportunità Lara Goracci.

Un servizio che punta non solo a intervenire nelle emergenze, ma anche a costruire una cultura della prevenzione, dell’ascolto e della vicinanza alle persone più fragili.

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Altotevere conferma anche Procelli: “Spero in una stagione più fortunata per me”

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Il 24enne centrale, reduce da un serio infortunio, lavora spedito per il recupero e garantisce: “Intanto, potrò riallenarmi fin dal primo giorno di preparazione”. Conferma nei ranghi anche per l’altro centrale Francesco Elìa Masala

Una quinta conferma nel roster della ErmGroup Altotevere per la stagione 2026/’27 e riguarda il centrale Flavio Procelli, classe 2002 e 2 metri di altezza, che è reduce da un’annata senza dubbio poco fortunata. Nel campionato di Serie A3 Credem Banca aveva fatto il suo esordio nella precedente esperienza in maglia biancazzurra (2022/’23), mentre nell’ultima ha messo a segno i suoi primi tre punti in categoria, tutti in attacco e nel corso della “regular season”. Procelli sarebbe servito anche nei play-off, non fosse stato per quell’infortunio in allenamento che gli ha concluso l’annata in anticipo; la diagnosi è stata chiara: lesione del cercine, ossia di quella sorta di capsula che accoglie la testa dell’omero sinistro e intervento chirurgico ottimamente riuscito lo scorso 24 marzo all’ospedale di Narni. “Sto riprendendo bene – afferma Procelli nel parlare delle sue condizioni fisiche – e il range di movimento e di flessibilità l’ho recuperato nei tempi prestabiliti. Si tratta ora di continuare il lavoro per poi pensare al potenziamento”.

Tanta pazienza per lui, quindi, anche se confortata dalla permanenza all’Altotevere: “Sì, la certezza di restare qui mi è stata data fin da subito e quindi per me è un ulteriore motivo di fiducia. Ovviamente, mi sarebbe piaciuto poter dare il mio contributo fino all’ultimo: avrei potuto fare un po’ di minutaggio in campo e vi confesso che guardare seduto le partite è stato brutto per me, come del resto per ogni atleta che in settimana si impegna con il desiderio di giocare. Quest’anno ho collezionato una serie di avvicendamenti sul taraflex in luogo del palleggiatore Biffi per alzare il muro in prima linea: sono arrivati nel mio score 3 punti, più un muro”. In conclusione, l’augurio di rimettersi a posto nel più breve tempo possibile: l’organico della ErmGroup è ancora più competitivo, le ambizioni sono dichiarate e a lui è stata rinnovata la fiducia della società. “In base alla tabella di marcia – precisa Procelli – mi è stato detto che per l’inizio della preparazione ci sarò e mancano due mesi pieni al ritiro. Certo, non potrò ancora forzare determinati movimenti, però sarò in grado di tornare ad allenarmi regolarmente fin dal primo giorno. Spero soprattutto di vivere una stagione più fortunata”.    

Anche per l’altro centrale Francesco Elìa Masala, classe 2005, è conferma all’interno del Volley Altotevere. In agosto, sarà aggregato alla formazione maggiore per la fase di preparazione al campionato di Serie A3, ma fungerà soprattutto da atleta a disposizione della società, pronto all’evenienza anche a essere impiegata nel torneo regionale umbro di Serie C. 

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La biblioteca torna al mercato: domani sabato 20 giugno e poi sabato 25 luglio e sabato 29 agosto

La biblioteca torna al mercato: domani sabato 20 giugno e poi sabato 25 luglio e sabato 29 agosto. Con l’estate, riprendono le uscite della biblioteca Carducci, che tornerà con la consueta bancarella di libri al mercato del sabato in piazza Gabriotti. Gli appuntamenti sono programmati per le seguenti giornate: sabato 20 giugno, sabato 25 luglio e sabato 29 agosto. La biblioteca va al mercato”, l’appuntamento mensile che da quattro anni consecutivi la biblioteca “G. Carducci” intrattiene con coloro, cittadini e turisti, che frequentano il mercato del sabato mattina. Dalle ore 9.30 alle ore 13.00 chiunque voglia potrà prendere in prestito uno dei volumi, di generi vari e per tutte le età, che saranno portati in vetrina dal personale del servizio, che consiglierà i titoli e permetterà a quanti vorranno di iscriversi alla biblioteca. Per coloro che non sono abituati a frequentare la sede di Palazzo Vitelli a San Giacomo, sarà l’occasione di conoscere e apprezzare le opportunità che la Carducci offre. Anche gli utenti abituali potranno approfittare della comodità di prendere e portare a casa un libro lungo la passeggiata tra i banchi del mercato. Proposte di lettura per tutti, adulti e bambini, cercando di intercettare gli interessi di ciascuno: gialli, romanzi, saggi e storie illustrate. “La modalità “esterna” si è ormai confermata un appuntamento atteso e molto gradito – ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Michela Botteghi – che consente davvero a tutti, anche a chi non è mai entrato nella nostra bellissima biblioteca, di conoscersi e di avvicinarsi alla lettura. Sarà possibile iscriversi e prendere libri in prestito, conoscere i servizi e scoprire quante occasioni e iniziative la biblioteca mette a disposizione della comunità.”

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Asili nido, dalla Regione arrivano risorse concrete: quando la sinistra governa si vedono i risultati

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Sinistra Italiana – AVS Altotevere esprime grande soddisfazione per il nuovo investimento della Regione Umbria a sostegno del sistema educativo per l’infanzia. La Giunta regionale ha infatti destinato 6 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo Plus ai nidi e micronidi comunali, con l’obiettivo di attivare oltre 500 nuovi posti tra il 2026 e il 2028 e rafforzare complessivamente l’offerta educativa sul territorio.

Si tratta di una scelta politica chiara, che mette al centro le famiglie, il diritto all’educazione e il sostegno alla genitorialità. Un risultato che porta anche la firma dell’assessore regionale Fabio Barcaioli, espressione di Alleanza Verdi e Sinistra, che sta contribuendo in maniera determinante alla costruzione di un sistema educativo pubblico più forte, inclusivo e accessibile.

Mentre in alcuni Comuni emergono criticità nella gestione dei servizi per l’infanzia la Regione risponde con investimenti concreti e una visione di lungo periodo. Le amministrazioni altotiberine che finora hanno mostrato minore attenzione verso il tema degli asili nido dovrebbero guardare con interesse alle opportunità messe a disposizione dalla Regione e cogliere fino in fondo le risorse disponibili attraverso specifici accordi con i Comuni che amministrano.

L’accesso ai servizi educativi per la prima infanzia non è un costo da comprimere, ma un investimento strategico sul futuro delle comunità. Significa sostenere le famiglie, favorire l’occupazione femminile, contrastare le disuguaglianze e costruire percorsi educativi di qualità fin dai primi anni di vita.

La Regione Umbria sta dimostrando che una politica progressista può tradursi in interventi concreti e misurabili. Quando la sinistra è al governo, le risorse arrivano, i servizi si rafforzano e i bisogni delle persone trovano risposte.

Sinistra Italiana – AVS Altotevere continuerà a sostenere tutte le iniziative che vanno in questa direzione, vigilando affinché nessun territorio perda l’occasione di utilizzare al meglio le opportunità offerte dalla Regione.

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Umbertide celebra Don Pietro Vispi: 50 anni di sacerdozio al servizio della comunità

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Il sindaco Luca Carizia ha consegnato una targa celebrativa al sacerdote che da 35 anni opera a Umbertide. Un riconoscimento a una vita dedicata alla fede, all’ascolto e alla vicinanza alle persone

UMBERTIDE – Cinquant’anni di sacerdozio, di cui ben trentacinque trascorsi al servizio della comunità umbertidese. Un traguardo importante che la città ha voluto celebrare rendendo omaggio a Don Pietro Vispi, figura da sempre punto di riferimento spirituale e umano per generazioni di cittadini.

In occasione dell’anniversario, il sindaco Luca Carizia, a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità di Umbertide, ha consegnato al sacerdote una targa celebrativa come segno di riconoscenza per il cammino compiuto e per il servizio svolto nel corso degli anni.

Sulla targa il messaggio di gratitudine della città: «A Don Pietro Vispi nel cinquantesimo anniversario di sacerdozio con profonda gratitudine per il prezioso servizio pastorale, la guida spirituale, la dedizione instancabile e l’amore dimostrato verso l’intera comunità di Umbertide».

Un riconoscimento che vuole sottolineare non soltanto il valore del ministero sacerdotale svolto da Don Pietro, ma anche la vicinanza costante alle famiglie, ai giovani, agli anziani e a tutte le persone che nel corso degli anni hanno trovato in lui ascolto, sostegno e conforto.

Un anniversario significativo che diventa occasione per ringraziare una figura che ha accompagnato la vita religiosa e sociale della città, contribuendo a rafforzare il senso di comunità e i valori della solidarietà e della condivisione.

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Un Patto Avanti: «La salute mentale al centro del rilancio della sanità regionale. Una rivoluzione copernicana, una risposta concreta alle nuove generazioni»

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La salute mentale non è un tema secondario, ma il pilastro fondamentale da cui ripartire per ricostruire la sanità pubblica in Umbria. La presentazione del percorso di stesura del Piano di Azioni Regionale per la Salute Mentale rappresenta un passaggio importante per il futuro della nostra regione e per la qualità dei servizi rivolti ai cittadini. Con questa amministrazione la salute mentale torna finalmente al centro dell’agenda politica regionale.

Per troppo tempo questo tema non ha ricevuto l’attenzione che meritava e ciò è avvenuto in anni nei quali non si è neppure riusciti a dotare l’Umbria di un nuovo Piano Sanitario Regionale. Oggi, invece, si sceglie di investire su una programmazione seria, partecipata e costruita attraverso il confronto con territori, operatori, associazioni e famiglie. Non è un caso visto che la salute mentale era uno dei punti qualificanti del programma elettorale della Presidente Stefania Proietti e oggi quell’impegno inizia a tradursi in azioni concrete.

Il Patto Avanti ringrazia la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti per aver dato a questo tema la centralità che merita, la direttrice Donetti per il lavoro di coordinamento svolto e il Presidente della Terza Commissione Luca Simonetti, impegnato in prima linea nel percorso di ascolto e confronto che ha coinvolto centinaia di soggetti del territorio. I temi affrontati dal Piano, dal disagio giovanile alle dipendenze, dal rafforzamento dei servizi territoriali alla lotta contro lo stigma, delineano una visione moderna della salute mentale, fondata sulla presa in carico delle persone e sull’integrazione tra servizi sanitari, sociali ed educativi con più personale a tutti i livelli.

L’attenzione alla rete territoriale, agli strumenti innovativi di inclusione e ai percorsi personalizzati di cura rappresenta una scelta politica chiara, quella di costruire una sanità più vicina alle persone e capace di non lasciare indietro nessuno. Il Patto Avanti sosterrà con convinzione questo percorso, affinché il diritto alla salute mentale diventi una priorità concreta e permanente delle politiche regionali.

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Atletica Libertas protagonista ad Ancona: Mondanelli e Perioli volano ai Campionati Italiani

Ottime prestazioni per gli atleti tifernati nella riunione infrasettimanale dedicata a salti e lanci. Due pass tricolori conquistati e risultati incoraggianti per tutto il gruppo

CITTÀ DI CASTELLO – Arrivano ottime notizie da Ancona per l’Atletica Libertas Città di Castello, protagonista nella gara infrasettimanale dedicata alle specialità dei salti e dei lanci.

La società tifernate festeggia infatti la qualificazione ai prossimi Campionati Italiani di Nicolò Mondanelli e Lorenzo Perioli, che grazie alle prestazioni ottenute sulla pedana marchigiana hanno conquistato il pass per la rassegna tricolore.

Una giornata particolarmente positiva per i colori biancorossi, che conferma il buon lavoro svolto dagli atleti e dai tecnici della società altotiberina. Oltre alle qualificazioni nazionali, sono arrivati infatti risultati incoraggianti anche dagli altri protagonisti della spedizione, impegnati nelle diverse discipline dei salti e dei lanci.

L’ennesimo segnale della crescita di un movimento che continua a raccogliere soddisfazioni sia a livello regionale che nazionale, valorizzando il talento dei giovani atleti del territorio.

Per Mondanelli e Perioli si aprono ora le porte dei Campionati Italiani, appuntamento che rappresenterà un’importante occasione per confrontarsi con i migliori specialisti della disciplina e portare ancora una volta il nome di Città di Castello sulle pedane nazionali.

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Progetto S.I.L.V.A., in Valtiberina prosegue il percorso per l’inclusione sociale e lavorativa delle persone fragili

L’Unione Montana traccia un primo bilancio dell’iniziativa finanziata dalla Regione Toscana e dal Fondo Sociale Europeo Plus. Al centro autonomia, formazione e inserimento lavorativo

SANSEPOLCRO – Accompagnare le persone più fragili verso una maggiore autonomia e favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro attraverso percorsi personalizzati. È questo l’obiettivo del progetto S.I.L.V.A. – Servizi di Inclusione Lavorativa in Valtiberina, promosso dall’Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana nell’ambito di un programma finanziato dalla Regione Toscana attraverso il Fondo Sociale Europeo Plus.

A diversi mesi dall’avvio delle attività, l’ente ha tracciato un primo bilancio dell’iniziativa, che sta coinvolgendo cittadini seguiti dai servizi socio-sanitari territoriali e che, per motivi economici, sociali, familiari o personali, incontrano particolari difficoltà nell’accesso al mercato del lavoro.

Il progetto si basa sulla costruzione di percorsi individualizzati grazie alla collaborazione tra enti pubblici, servizi territoriali, associazioni del Terzo Settore e realtà produttive locali. Le attività comprendono orientamento, formazione, accompagnamento, laboratori e tirocini, calibrati sulle esigenze e sulle potenzialità di ciascun partecipante.

Tra gli strumenti principali c’è il tirocinio di inclusione sociale, pensato non solo come esperienza lavorativa, ma anche come occasione concreta per acquisire competenze, rafforzare la fiducia in sé stessi e sviluppare una maggiore autonomia personale.

«Il progetto S.I.L.V.A. rappresenta un investimento importante per il nostro territorio – sottolinea l’Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana – perché offre risposte concrete a persone che vivono situazioni di fragilità e che, attraverso percorsi adeguatamente costruiti e supportati, possono recuperare fiducia, competenze e opportunità. L’inclusione lavorativa non è soltanto una questione occupazionale, ma uno strumento di dignità, partecipazione e crescita per l’intera comunità».

Le attività proseguiranno anche nei prossimi mesi con l’attivazione di nuovi percorsi personalizzati e il rafforzamento della rete territoriale che sostiene il progetto, confermando l’impegno dei soggetti coinvolti nel promuovere politiche sociali capaci di creare opportunità e valore per l’intera comunità.

Per informazioni è possibile contattare l’Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana al numero 0575 730235 oppure scrivere all’indirizzo sociale@valtiberina.toscana.it.

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Ospedale di Città di Castello, donato dai Lions il Mixer Pro Fagron per pazienti oncologici e bambini fragili

Nuove tecnologie per i pazienti più fragili: donato il Mixer Pro Fagron all’ospedale di Città di Castello
L’apparecchiatura, donata dai Lions del territorio dell’Alto Tevere, permetterà formulazioni galeniche avanzate per terapie di supporto oncologico e sciroppi pediatrici

Città di Castello – Uno strumento indispensabile per la realizzazione di preparati galenici semisolidi nell’ambito del progetto Beyond the Care, volto a sviluppare terapie di supporto per i pazienti oncologici seguiti presso le strutture di Radioterapia e Oncologia Medica dell’ospedale di Città di Castello. Il macchinario sarà impiegato anche per la preparazione di sciroppi destinati a bambini affetti da malattie rare o da condizioni cliniche che impediscono la normale assunzione delle terapie in forma solida. Si chiama Mixer Pro Fagron l’apparecchiatura – del valore di circa 3.500 euro – che questa mattina (giovedì 18 giugno) è stata donata congiuntamente dai Lions Montone Aries, Umbertide e Città di Castello Tiferno.

Erano presenti alla cerimonia Emanuele Ciotti, direttore generale dell’Usl Umbria 1, Gioia Calagreti, dirigente medico della direzione del Presidio Alto Tevere, Andrea Caprodossi, responsabile del servizio farmaceutico aziendale, Tommaso Morini, responsabile del laboratorio galenico aziendale, Rosanna Mancini, Lions Club Montone Aries, Mauro Tarragoni Alunni, Lions Club Umbertide, e Marco Grosso, Lions Club Città di Castello Tiferno.

“Grazie a questo strumento è possibile realizzare preparazioni galeniche che raggiungono standard qualitativi estremamente elevati, garantendo la massima riproducibilità delle formulazioni e la totale sicurezza sia per i pazienti sia per gli operatori sanitari. Questa donazione ci consente di potenziare ulteriormente l’attività della Farmacia ospedaliera e di offrire risposte sempre più personalizzate ai bisogni terapeutici dei pazienti. Siamo profondamente grati ai Lions Club per la sensibilità dimostrata e per il sostegno concreto a un progetto che pone al centro la qualità delle cure”, hanno spiegato Caprodossi e Morini durante la cerimonia.

“Per il paziente oncologico la radioterapia e la chemioterapia rappresentano a volte l’unica opzione di trattamento. Queste terapie sono note produrre numerosi effetti collaterali, dovuti proprio al meccanismo d’azione. Vista la complessità del paziente oncologico e l’assenza di terapie di supporto per gli effetti collaterali a carico di mucose e cute, da parte nostra è stato deciso di donare tale macchinario per supportare il progetto in atto presso la Usl Umbria 1. Lo stesso macchinario trova inoltre impiego anche nella realizzazione di sciroppi per bambini con malattie rare o con problemi di assunzione delle compresse per cui l’unica via di somministrazione è rappresentata dalla forma liquida. Quindi siamo lieti di aver contribuito allo sviluppo di questi progetti per il supporto di pazienti così fragili presenti sul nostro territorio”, hanno rimarcato i tre rappresentanti dei Lions.

“La generosa donazione del Mixer Pro Fagron rappresenta un importante esempio di collaborazione tra il mondo dell’associazionismo e il sistema sanitario pubblico. Grazie al contributo dei Lions Club sarà possibile rafforzare percorsi assistenziali innovativi e garantire ai cittadini prestazioni sempre più qualificate. A nome della direzione Aziendale e di Presidio, esprimo il nostro più sentito ringraziamento ai donatori per aver contribuito concretamente alla crescita tecnologica e professionale della nostra struttura, permettendoci di consolidare livelli assistenziali in linea con le migliori realtà nazionali”, ha affermato infine la dottoressa Calagreti.

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