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Pieve Santo Stefano inaugura il Largo dei Ricordi: memoria e futuro si incontrano lungo il Tevere

Concluso il progetto PNRR della Repubblica delle Foreste. Il nuovo spazio pubblico valorizza il percorso fluviale e custodisce le parole dei diari dell’Archivio Nazionale

PIEVE SANTO STEFANO – Un luogo dove fermarsi, leggere, ricordare e guardare al futuro. È stato inaugurato nella mattinata di mercoledì 17 giugno il Largo dei Ricordi, il nuovo spazio pubblico realizzato lungo il sentiero del Tevere che arricchisce il percorso urbano della Città del Diario e rappresenta uno degli ultimi tasselli del progetto “La Repubblica delle Foreste, custodi dell’Alpe della Luna”.

L’intervento, promosso dal Comune di Pieve Santo Stefano grazie ai fondi del PNRR e al sostegno della Fondazione CR Firenze, ha trasformato un tratto della passeggiata fluviale in un’area dedicata alla sosta e alla memoria, capace di unire paesaggio, identità e qualità della vita.

Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte il sindaco Claudio Marcelli, i progettisti dello Studio Ecol, i tecnici comunali e i rappresentanti delle realtà che hanno collaborato alla realizzazione dell’opera.

Il cuore del progetto è il recupero del muro che costeggia il percorso lungo il Tevere. La struttura è stata rivestita con elementi in pietra chiara all’interno dei quali trovano spazio alcune frasi tratte dai diari custoditi dall’Archivio Diaristico Nazionale, uno dei simboli più riconoscibili di Pieve Santo Stefano. Un richiamo diretto alla memoria collettiva che da sempre caratterizza il paese.

Il Largo dei Ricordi non è però soltanto un intervento estetico. Lo spazio è stato pensato per essere vissuto quotidianamente grazie a sedute, illuminazione pubblica e aree verdi arricchite da piante aromatiche e specie tipiche del territorio come rosmarino, biancospino e pino mugo. Un lavoro svolto anche con il contributo del Vivaio Forestale del Centro Nazionale Carabinieri Biodiversità di Pieve Santo Stefano.

Per il sindaco Marcelli l’inaugurazione rappresenta la conclusione di un percorso più ampio avviato con il progetto della Repubblica delle Foreste e sviluppato insieme al Comune di Badia Tedalda.

«Oggi inauguriamo l’ultimo atto dei lavori previsti dal nostro PNRR», ha spiegato il primo cittadino, ricordando come negli ultimi anni siano stati realizzati interventi che hanno interessato sentieri, percorsi ciclabili, spazi sportivi, valorizzazione culturale e promozione del territorio.

Un progetto che guarda alla qualità della vita dei residenti ma anche alla capacità di attrarre visitatori e nuove opportunità. Dalla valorizzazione del Tortello di Pieve Santo Stefano fino ai percorsi naturalistici dell’Alpe della Luna, passando per il sistema culturale composto da Archivio dei Diari, Archivio Storico e biblioteca, la Repubblica delle Foreste punta infatti a costruire un modello di sviluppo legato alle peculiarità del territorio.

Soddisfazione è stata espressa anche da Laura Caruso di CasermArcheologica, che ha seguito il progetto sin dalle sue prime fasi. «È emozionante vedere concretizzato un percorso iniziato tre anni fa. È stato costruito insieme alle associazioni e all’amministrazione e oggi restituisce alla comunità spazi e opportunità pensati per migliorare la qualità della vita».

Il Largo dei Ricordi entra così a far parte del patrimonio urbano di Pieve Santo Stefano, un nuovo punto di incontro che unisce il racconto del passato alla valorizzazione del paesaggio e alla costruzione del futuro.

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Montone si veste d’amore: torna la Notte Romantica tra arte, musica e spettacoli

Sabato 20 giugno il borgo altotiberino partecipa all’evento nazionale dei Borghi più belli d’Italia con un ricco programma di appuntamenti diffusi fino al tradizionale bacio di mezzanotte

MONTONE – Vicoli illuminati, musica dal vivo, arte, sapori del territorio e atmosfere da sogno. Sabato 20 giugno Montone si prepara a vivere una nuova edizione della Notte Romantica dei Borghi più belli d’Italia, l’appuntamento nazionale che ogni anno trasforma alcuni dei centri storici più affascinanti del Paese in luoghi dedicati all’amore, alla bellezza e alla condivisione.

Per l’edizione 2026 il borgo umbro ha scelto il tema “Montone tra sogno e realtà”, proponendo un percorso diffuso tra piazze, musei, chiostri, giardini e monumenti storici che accompagnerà residenti e visitatori per tutta la serata.

Ad aprire il programma sarà, alle ore 17 alla Torre Civica, l’inaugurazione della mostra personale dell’artista Ettore Spatoloni. Dalle 19 il centro storico entrerà nel vivo della manifestazione con una serie di iniziative che uniranno cultura, spettacolo e tradizioni locali.

Al Museo San Francesco-Mumo spazio a “Un amore chiamato arte”, percorso dedicato alle opere e ai racconti legati ai sentimenti, mentre in Piazzetta San Fedele il pubblico potrà assistere al concerto del Trio More Lucky. Via Caseti ospiterà invece degustazioni e proposte enogastronomiche con “I Love Food & Wine”, affiancate dalle iniziative del Vespa Club Montone dedicate al fascino delle due ruote d’epoca.

Tra i momenti più suggestivi della serata ci sarà sicuramente “Vibrazioni al tramonto”, nei Giardini di San Francesco, dove il pubblico potrà lasciarsi accompagnare dalle note dell’arpa mentre il sole cala sulle colline umbre.

La Rocca di Braccio farà da palcoscenico a una performance di tango argentino, mentre all’Auditorium San Fedele andrà in scena la rassegna “RomantiCorti”, dedicata ai cortometraggi a tema romantico.

In piazza Fortebraccio sarà protagonista la musica con il concerto di Velluto Acustico, mentre nel Chiostro di San Francesco si potrà assistere ad “Anatomia di un abbraccio”, spettacolo che intreccia danza contemporanea e pianoforte dal vivo in uno degli spazi più affascinanti del borgo.

La festa proseguirà fino a tarda sera con il dj set “Deep Vibes” nei Giardini di San Francesco, prima del tradizionale bacio di mezzanotte, simbolo della manifestazione e momento conclusivo di una notte dedicata alle emozioni.

Un’occasione speciale per scoprire o riscoprire Montone sotto una luce diversa, tra scorci suggestivi, cultura, musica e il fascino senza tempo di uno dei borghi più belli d’Italia.

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Le Rock Band di NovaMusica 3.0 chiudono l’anno in musica: appuntamento in Piazza Fanti a Città di Castello

Questa sera alle 21 il concerto finale con gli allievi protagonisti dopo una stagione di esibizioni in tutta la Valtiberina

CITTA‘ DI CASTELLO – Un anno di prove, lezioni, concerti e tanta musica condivisa. Questa sera, mercoledì 18 giugno alle ore 21 in Piazza Fanti, andrà in scena la “Final Rock Night”, il concerto conclusivo delle Rock Band di NovaMusica 3.0.

L’appuntamento rappresenta il momento finale di un percorso che ha visto protagonisti gli allievi della scuola in numerose esibizioni dal vivo organizzate nel corso dell’anno tra Umbria e Toscana. Da Trestina a Monterchi, passando per altri centri della vallata, le formazioni nate all’interno di NovaMusica 3.0 hanno portato sul palco entusiasmo, passione e voglia di mettersi in gioco.

A rendere particolare il progetto è soprattutto la composizione delle band, formate da musicisti di età diverse accomunati dalla stessa passione per la musica. Un’esperienza che negli anni è diventata un vero laboratorio artistico e umano, capace di favorire crescita personale, condivisione e lavoro di squadra.

La serata di Piazza Fanti sarà quindi l’occasione per ascoltare dal vivo il lavoro svolto durante l’anno e per applaudire giovani musicisti e appassionati che hanno scelto di vivere la musica non soltanto come studio individuale, ma come esperienza collettiva da condividere sul palco.

Per NovaMusica 3.0 sarà anche il modo migliore per salutare una stagione ricca di soddisfazioni e guardare già ai nuovi progetti del prossimo anno.

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Nidi, 0-6 anni e tempo integrato, Patto Avanti: “La Regione investe sul futuro con i servizi educativi. Preoccupano le situazioni di Foligno e Terni”

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Perugia, 17 giugno 2026 – “Gli atti approvati oggi dalla Giunta regionale segnano un passaggio importante per il sistema educativo umbro e per il sostegno alle famiglie. Da una parte è stato preadottato il regolamento attuativo della legge regionale 13 del 2023 sul sistema integrato dalla nascita ai sei anni, che definisce regole omogenee per i servizi educativi in tutto il territorio regionale, rafforza la qualità dell’offerta, valorizza il personale e favorisce una maggiore continuità tra nidi e scuole dell’infanzia. Dall’altra sono stati approvati i criteri per l’attuazione del progetto Tempo integrato scuola, finanziato con oltre 4,2 milioni di euro del Programma regionale FSE+ 2021-2027 per gli anni scolastici 2026-2027 e 2027-2028”.

“Si tratta di un intervento che consentirà alle scuole primarie di ampliare le attività educative oltre il normale orario delle lezioni, andando incontro alle famiglie nella gestione dei tempi di vita e di lavoro. Le scelte assunte oggi si inseriscono in un percorso già avviato dalla Regione, che ha destinato 6 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo per attivare oltre 500 nuovi posti nei nidi e micronidi comunali. Queste misure assumono un valore ancora maggiore alla luce delle criticità che emergono in diversi territori umbri. A Foligno il Comitato dei genitori dei bambini degli asili nido comunali ha segnalato problemi organizzativi, carenze di personale e limitazioni dei servizi che meritano ascolto e risposte e presto saranno incontrati dall’assessore per verificare come intervenire. A Terni la scelta dell’amministrazione comunale di affidare ai privati strutture che in precedenza erano gestite direttamente dal Comune apre una discussione sul futuro dei servizi educativi pubblici e sulle garanzie da assicurare alle famiglie e ai lavoratori. Ancora più preoccupanti sono le posizioni che mettono in discussione il principio secondo cui ogni bambina e ogni bambino devono poter accedere alle stesse opportunità educative, indipendentemente dalla provenienza o dalla nazionalità. L’educazione pubblica ha il compito di includere, non di dividere. Alimentare differenze come sta facendo il sindaco Bandecchi significa allontanarsi dai valori che sono alla base della democrazia”.

“Per un Patto avanti, il diritto all’educazione resta un caposaldo che deve accompagnare le famiglie umbre. Le sfide demografiche, sociali ed educative si affrontano con investimenti, programmazione e inclusione, non con politiche che alimentano esclusione e discriminazioni”.

 Così in una nota i partiti del Patto Avanti.

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«Su Sogepu servono risposte, non silenzi». Campagni: «La politica chiarisca quale futuro vuole per la città»

Il segretario di Forza Italia interviene dopo l’interpellanza firmata insieme al centrodestra e alle civiche. Sul tavolo il futuro della partecipata, la tenuta della maggioranza e il percorso di rinnovamento degli azzurri in vista del 2027.

CITTÀ DI CASTELLO – La domanda, in fondo, è una sola. E gira da settimane nei corridoi della politica tifernate, nei bar e anche tra chi in Sogepu ci lavora ogni giorno: quale sarà il futuro della principale partecipata del Comune?

Le tensioni emerse all’interno della maggioranza dopo il documento di Casa Democratica hanno riportato la questione al centro del dibattito cittadino. Da lì è nata l’interpellanza sottoscritta dai gruppi del centrodestra e dalle civiche di opposizione, un atto che chiede al sindaco Luca Secondi e alla sua maggioranza di fare chiarezza su una serie di aspetti che riguardano non solo la governance della società, ma anche il futuro della discarica di Belladanza, il piano industriale e le prospettive dell’azienda.

Ne abbiamo parlato con Tommaso Campagni, segretario comunale di Forza Italia e coordinatore del partito nell’Alta Valle del Tevere.

Campagni, perché avete deciso di presentare questa interpellanza?

«Perché ad un certo punto qualcuno deve fare delle domande. Dopo il comunicato di Casa Democratica abbiamo ritenuto che non fosse più possibile far finta di nulla. Quando all’interno del principale partito della maggioranza emergono pubblicamente determinate posizioni, è inevitabile chiedersi se esista ancora una linea politica condivisa sul futuro di Sogepu.

Noi non siamo interessati alle dinamiche interne del Partito Democratico. Ci interessa capire quale futuro si vuole costruire per una società che riguarda centinaia di lavoratori e migliaia di cittadini.»

Quindi il tema non è solo politico?

«Assolutamente no. Anzi, il rischio è proprio quello di ridurre tutto a una battaglia politica. Noi abbiamo cercato di fare l’opposto. Sogepu oggi è una questione che riguarda il futuro della città.

Parliamo di un’azienda che deve affrontare una situazione complessa, con debiti importanti e con tante incognite legate alle scelte che verranno prese sul ciclo dei rifiuti. Chi governa ha il dovere di spiegare ai cittadini quale strada intende percorrere.»

Uno dei punti centrali riguarda Belladanza.

«Sì, perché è impossibile parlare del futuro di Sogepu senza parlare della discarica. Da una parte si parla di ampliamento, dall’altra di riduzione dei conferimenti, poi entra nel dibattito il tema dell’idrogeno e delle nuove tecnologie.

Quello che chiediamo è semplice: quale sarà il modello che dovrà garantire la sostenibilità economica della partecipata? Perché senza una risposta a questa domanda si continua a navigare a vista.»

Nella vostra interpellanza si parla anche di lavoratori.

«Ed è forse l’aspetto più importante. Dietro i numeri ci sono persone. Ci sono famiglie che ogni giorno mandano avanti l’azienda.

Durante le commissioni abbiamo ascoltato le difficoltà che il nuovo consiglio di amministrazione sta affrontando. Ci è stato spiegato che esistono problemi perfino nel rinnovamento del parco mezzi. Sono questioni concrete che poi ricadono sui servizi e sulla qualità del lavoro.»

C’è chi sostiene che questa vicenda abbia aperto una crepa nella maggioranza.

«Non spetta a me dirlo. Però è evidente che alcune domande oggi meritano una risposta. Se una componente importante della maggioranza prende una posizione pubblica così netta, è normale chiedersi quale sia la linea dell’amministrazione.

Noi abbiamo semplicemente chiesto chiarezza. Poi saranno il sindaco e la maggioranza a spiegare ai cittadini quale sia la situazione reale.»

Oltre a Sogepu c’è anche il tema Polisport.

«Sono questioni collegate. Polisport è un’altra realtà importante per la città e merita attenzione. Quando parliamo di sport, impianti e servizi stiamo parlando della qualità della vita di una comunità.

Città di Castello ha associazioni e società che continuano a ottenere risultati straordinari. La politica deve creare le condizioni affinché queste eccellenze possano crescere.»

Intanto Forza Italia sta cambiando volto.

«Stiamo vivendo una fase positiva. Il partito sta crescendo, si stanno avvicinando nuove persone e soprattutto tanti giovani.

Abbiamo costruito Forza Italia Giovani nell’Alta Valle del Tevere e questo per noi è un segnale importante. Significa che c’è una generazione che vuole partecipare e portare idee nuove.»

Guardando al 2027, il centrodestra sembra più compatto rispetto al passato.

«C’è un confronto continuo tra le varie forze politiche e c’è la volontà di costruire un progetto serio per la città. Ognuno manterrà la propria identità, ma l’obiettivo è comune.

L’interpellanza firmata insieme alle civiche dimostra che su alcuni temi esiste già una sensibilità condivisa.»

Il candidato sindaco è già nei vostri pensieri?

«Quello verrà dopo. Prima viene il progetto. Noi vogliamo arrivare alle elezioni con una proposta credibile e con una visione chiara di città.

I nomi contano, ma contano ancora di più le idee. E oggi i cittadini chiedono soprattutto questo.»

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Città di Castello Scuola, aperte le iscrizioni a mensa e trasporto per l’anno scolastico 2026-2027

Le famiglie hanno tempo fino al 31 luglio per presentare le domande online. Accesso ai servizi esclusivamente tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica.

CITTÀ DI CASTELLO – Sono aperte le iscrizioni ai servizi comunali di ristorazione scolastica e trasporto per l’anno scolastico 2026-2027. Il Comune di Città di Castello informa che le domande potranno essere presentate fino al prossimo 31 luglio, sia da parte dei nuovi utenti che da coloro che intendono confermare l’adesione ai servizi già utilizzati nell’anno scolastico precedente.

La procedura sarà effettuata esclusivamente in modalità telematica. Per accedere alla piattaforma dedicata sarà necessario autenticarsi tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) oppure con Carta d’Identità Elettronica (CIE).

Tutte le informazioni e le istruzioni operative sono disponibili nella sezione “Servizi Scolastici” del sito del Comune di Città di Castello, attraverso la quale è possibile completare direttamente la procedura di iscrizione.

Per eventuali chiarimenti o necessità di assistenza, il Servizio Istruzione-Educazione del Comune è a disposizione dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 13.30 e nei pomeriggi di lunedì e giovedì dalle ore 15 alle 17.30.

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Special Olympics: Dukes, a Treviso sfuma il titolo soltanto all’overtime. Ma il vero successo è un altro

Per pochi minuti hanno accarezzato il sogno di vincere un torneo internazionale. Alla fine è arrivato un secondo posto che lascia un pizzico di amarezza per come è maturato, ma soprattutto un’enorme soddisfazione per il percorso compiuto.

I Dukes Basket Sansepolcro tornano da Treviso con una medaglia d’argento conquistata nella 13ª edizione del Torneo Internazionale Special Olympics di basket unificato, andata in scena dal 12 al 14 giugno negli impianti della Ghirada. Un risultato importante, ottenuto al termine di tre giorni vissuti tra partite, amicizie, emozioni e quell’atmosfera speciale che soltanto il mondo Special Olympics riesce a creare.

I ragazzi biturgensi hanno partecipato alla manifestazione insieme ai Super Boys & Girls Montecatini, trovandosi di fronte squadre provenienti da tutta Italia e da diversi Paesi europei. In campo c’erano atleti arrivati da Belgio, Finlandia, Ungheria, Polonia e Montenegro, in un torneo che anno dopo anno continua a crescere e ad attirare realtà sempre più importanti.

Il cammino dei Dukes è stato praticamente perfetto. Vittoria dopo vittoria la squadra si è guadagnata l’accesso alla finale, dove ad attenderla c’era proprio la rappresentativa del Montenegro. Una sfida combattuta fino all’ultimo, di quelle che tengono tutti con il fiato sospeso. Alla fine sono serviti i tempi supplementari per decidere il vincitore e proprio lì è sfumato il sogno del primo posto.

Resta però la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di speciale. Perché nel mondo Special Olympics le classifiche contano, ma non sono mai l’unica cosa che conta. C’è il valore dell’inclusione, della condivisione, della possibilità per ogni atleta di sentirsi protagonista. Ci sono gli abbracci dopo le partite, le amicizie che nascono tra ragazzi che parlano lingue diverse e la certezza che lo sport possa davvero abbattere ogni barriera.

Ed è forse proprio questo il risultato più bello portato a casa da Treviso.

Adesso per i Dukes è tempo di qualche settimana di riposo. Poi si tornerà subito al lavoro perché all’orizzonte c’è già un appuntamento importante: il torneo internazionale che Sansepolcro ospiterà il 3 e 4 ottobre e che porterà in città atleti e delegazioni provenienti da varie parti d’Italia e d’Europa.

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Passerella su torrente Vaschi, Carletti replica a Mancini: “Progetto pronto e 50 mila euro già stanziati”

L’assessore ai Lavori Pubblici annuncia la sostituzione dell’impalcato con una nuova struttura in acciaio lunga 15 metri. La Lega: “Troppi ritardi per un percorso strategico del cicloturismo”.

“Per la passerella sul torrente Vaschi la soluzione tecnica c’è e i soldi pure. Nel dicembre scorso l’amministrazione comunale ha approvato il documento di indirizzo alla progettazione e successivamente è stato affidato il servizio di progettazione esecutiva. Si prevede la sostituzione dell’impalcato esistente con un nuovo impalcato di circa 15 metri con struttura principale in acciaio, il mantenimento delle spalle in cemento armato esistenti, l’installazione di parapetti e del piano di calpestio in materiale riciclato, effetto legno, con anima interna in acciaio. Una soluzione preferibile sotto il profilo della durabilità, della sicurezza, della manutenzione, della rapidità di posa, considerato l’ambiente umido e la presenza del corso acqua. Il quadro economico complessivo dell’intervento è pari a 50.000 euro, finanziati originariamente con avanzo libero di amministrazione con risorse allocate nel bilancio comunale, in parte per l’incarico di progettazione già affidato, in parte da utilizzare per l’esecuzione dei lavori. Appena conclusa la progettazione esecutiva e confermate le risorse disponibili, l’amministrazione procederà senza indugio con una procedura di affidamento semplificata, snella e diretta. L’obiettivo resta il ripristino della piena continuità del percorso ciclopedonale nel più breve tempo tecnicamente e amministrativamente possibile, nel rispetto delle norme della sicurezza dei cittadini”. E’ quanto ha fatto sapere l’assessore ai Lavori Pubblici Riccardo Carletti, rispondendo in consiglio comunale all’interrogazione del capogruppo della Lega Valerio Mancini. L’esponente della minoranza aveva fatto presente che “non c’è traccia di alcun intervento dopo l’emissione dell’ordinanza per l’interdizione del passaggio risalente al 20 agosto dell’anno scorso”. “Tra l’altro – aveva precisato Mancini – questa interdizione è di fatto inapplicata, perché i ciclisti passano tranquillamente sulla passerella e ci passano in tutti e due i sensi, visto che il varco è completamente aperto”. Nel far presente come “il prolungato stato di abbandono della struttura rischi di aggravare i danni”, il rappresentante della Lega aveva riferito che “la cittadinanza lamenta l’assenza di informazioni”. “Vorrei quindi sapere – aveva proseguito Mancini – quali sono gli esiti delle perizie tecniche effettuate e la natura specifica delle criticità strutturali che impediscono l’uso della passerella, se l’amministrazione comunale ha provveduto alla redazione di un progetto esecutivo di ripristino o sostituzione, se tale intervento è stato inserito nel piano triennale delle opere pubbliche e con quali canali di finanziamento”. “Si ritiene urgente, in ogni caso, segnalare adeguatamente un percorso alternativo?”, aveva concluso il consigliere. Nel comprendere “la preoccupazione per il ripristino della passerella, in considerazione dell’importanza che riveste il percorso lungo il Tevere dal punto di vista turistico e ambientale”, l’assessore Carletti ha spiegato che “l’interruzione del transito sulla passerella sul torrente Vaschi deriva da una valutazione tecnica di sicurezza. Un provvedimento necessario e doveroso, assunto a seguito dell’accertamento delle condizioni del manufatto, sul quale è stato riscontrato un ammaloramento rilevante dell’impalcato, con particolare riferimento alle strutture portanti lignee, interessate da fenomeni di degrado tali da determinare una significativa perdita della sezione resistente”. Prendendo atto della segnalazione del consigliere Mancini, l’assessore ha preannunciato una verifica della situazione riguardante l’utilizzo effettivo della passerella, nonostante il divieto. “I tempi dell’intervento, che non è inserito nel programma triennale dei lavori pubblici in quanto di importo inferiore alla soglia di 150.000 euro prevista dal codice dei contratti pubblici – ha puntualizzato Carletti – potranno essere definiti solo all’esito della progettazione esecutiva, che dovrà recepire anche le verifiche tecniche e gli eventuali pareri necessari in materia paesaggistica e idraulica. Nelle more della riapertura, resta utilizzabile il percorso alternativo preesistente, costituito dal guado a raso del torrente Vaschi lungo l’asse del percorso ciclopedonale del Tevere”. Il consigliere Mancini ha rimarcato nella sua replica le perplessità per il fatto che “si impieghino due anni per riparare la passarella di un percorso inserito fra i circuiti del cicloturismo dell’Appennino”. “Apprezzo comunque l’impegno preso dall’amministrazione comunale, che – ha osservato l’esponente della minoranza – però non può sempre sopperire alle responsabilità di altri enti, con risorse e doveri ben più ampi, che sarebbero potuti intervenire: infatti il percorso in origine c’era, prima che crollasse l’argine”.

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Una settimana a Cattolica per gli anziani di Umbertide: si chiude con successo il soggiorno estivo

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UMBERTIDE – Una settimana di relax, amicizia e spensieratezza affacciati sul mare della Riviera Adriatica. Si è concluso il soggiorno estivo dedicato ai cittadini over 65 residenti nel Comune di Umbertide, che dall’8 al 15 giugno hanno trascorso alcuni giorni a Cattolica partecipando a un’iniziativa che l’amministrazione comunale ha deciso di rilanciare dopo diversi anni.

L’esperienza ha permesso ai partecipanti di vivere una vacanza all’insegna del benessere e della socializzazione, offrendo un’occasione preziosa per stare insieme, creare nuove amicizie e condividere momenti di svago lontano dalla routine quotidiana.

Nel corso del soggiorno il sindaco Luca Carizia, il vicesindaco Annalisa Mierla e gli assessori Francesco Cenciarini e Lara Goracci hanno raggiunto l’hotel che ospitava il gruppo per portare il saluto dell’amministrazione comunale ai partecipanti.

La visita è stata l’occasione per raccogliere impressioni ed entusiasmo da parte dei villeggianti, che hanno apprezzato il ritorno di un’iniziativa storicamente molto sentita dalla comunità umbertidese.

Il soggiorno rappresenta infatti non solo un momento ricreativo, ma anche uno strumento importante per favorire inclusione, aggregazione e qualità della vita delle persone più anziane, valorizzando il ruolo della socialità come elemento fondamentale per il benessere individuale.

Con la conclusione dell’esperienza di Cattolica si chiude così una settimana particolarmente apprezzata dai partecipanti, che hanno potuto godere del mare, delle attività organizzate e soprattutto della compagnia reciproca, confermando il valore di iniziative che mettono al centro le persone e le relazioni.

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Estate in Città 2026: teatro al Cortile di Santa Cecilia e letture nei parchi dal 18 giugno

Estate in città 2026: prende il via il teatro al Cortile di Santa Cecilia con 4 appuntamenti in programma il 18, 19, 24 e 28 giugno. Martedì 16 le prime letture nei parchi del territorio tifernate a cura di LAV – letture ad alta voce.
Sono partiti gli appuntamenti di LAV – Letture ad alta voce, inseriti nel cartellone di Estate in Città. Il primo incontro si è svolto il 16 giugno presso il lago dei cigni e il programma proseguirà fino al 25 agosto, portando letture, storie e momenti di condivisione nei parchi di Città di Castello e delle frazioni. Un’iniziativa pensata per avvicinare bambini, ragazzi e famiglie al piacere della lettura, valorizzando allo stesso tempo gli spazi verdi e i luoghi di incontro del territorio.
Giovedì 18 prenderanno al via anche gli appuntamenti nel suggestivo Cortile di Santa Cecilia, con quattro interessanti incontri dedicati ad adulti e ragazzi, pensati come occasioni di partecipazione e approfondimento.
La prima proposta “All’ombra delle piramidi”, a cura di Mauro Silvestrini e Valentina Gianfranceschi, si svolgerà giovedì 18 giugno alle ore 21. Uno spettacolo interattivo pensato per ragazzi, che trasporterà il pubblico in un’avventura coinvolgente tra enigmi, storia e… sorprendenti piramidi sparse in tutta Europa. Come in un vero librogame, a ogni bivio saranno gli spettatori a scegliere il percorso da seguire e la città da raggiungere, decidendo il destino del viaggio e dei suoi protagonisti.
Il 19 giugno sempre alle ore 21 l’Associazione Medem A.P.S propone “Voci dal territorio”, concorso per autori di monologhi teatrali con lo scopo di promuovere la scrittura drammaturgica teatrale. Durante la serata verrà presentato il progetto, nato nel lockdown del 2020, raccontando la sua evoluzione nel tempo. Sarà inoltre presentata la settima edizione del bando, attualmente aperta fino al 31 luglio, e magari stimolare adesioni dal territorio
”Ho visto un re” sarà in programma mercoledì 24 giugno alle ore 21. Un omaggio al teatro canzone di Enzo Jannacci con Jacopo Falchi voce narrante, Stefano stinchi al piano, Daniele Gaoti alle percussioni e Antonello Capanni al sax. Non solo un omaggio musicale, ma un viaggio dentro l’ironia, la poesia e la lucidità di uno degli artisti più originali del Novecento italiano.
Ultimo appuntamento domenica 28 giugno ore 21 con “Orlando sfuriata in 20 scene” dal capolavoro di Ludovico Ariosto a cura della compagnia teatrale del Liceo Plinio il Giovane. In scena i ragazzi e le ragazze che hanno preso parte al laboratorio teatrale guidati dal tifernate Enrico Paci con un folle adattamento teatrale che rende l’opera irresistibile, sorprendente, viva e seducente.
“Gli appuntamenti di Estate in Città confermano così la volontà di animare l’estate tifernate con proposte culturali diffuse, accessibili e rivolte a pubblici diversi, trasformando parchi, cortili e spazi cittadini in luoghi vivi di relazione, ascolto e comunità” queste le parole dell’Assessore alla Cultura Michela Botteghi.

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Città di Castello, viola il divieto di avvicinamento: arrestato 44enne dai Carabinieri


I Carabinieri della Compagnia di Città di Castello hanno arrestato, in flagranza di reato, un 44enne
del posto, per violazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati
dalla persona offesa.
L’episodio ha avuto inizio quando l’uomo, già sottoposto al provvedimento dell’allontanamento
dalla casa familiare e al controllo mediante braccialetto elettronico nell’ambito di un procedimento
per reiterati maltrattamenti commessi nei confronti dell’ex moglie, ha contattato i Carabinieri
segnalando un presunto malfunzionamento del dispositivo elettronico di controllo.
I militari, consapevoli della delicatezza delle situazioni riconducibili ai reati di violenza domestica e
dell’esigenza prioritaria di garantire la tutela delle vittime, hanno disposto un immediato controllo
finalizzato a verificare il rispetto delle prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria.
Una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile si è quindi recata presso l’abitazione dell’ex coniuge,
madre di due minori, dove ha rintracciato il soggetto che è stato pertanto immediatamente arrestato
in flagranza di reato per l’ipotesi delittuosa anzidetta e messo a disposizione dell’Autorità
Giudiziaria di Perugia.
Il Giudice del locale Tribunale, nel corso del rito direttissimo, ha convalidato l’arresto, disponendo
per l’indagato la prosecuzione della misura cautelare già in atto nei suoi confronti.

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Preggio protagonista con il Festival “Millenni” sabato 20 e domenica 21 giugno: cultura, archeologia e grande musica nel cuore dell’Alta Valle del Tevere

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Preggio si prepara ad accogliere il Festival delle Culture Italiche “Millenni”, alla sua prima edizione, in programma il 20 e 21 giugno 2026, un appuntamento che unisce alta divulgazione scientifica, valorizzazione del patrimonio storico-archeologico e promozione del territorio, contribuendo a rafforzare il ruolo del borgo come punto di riferimento culturale dell’Alta Valle del Tevere.

Nel mese scorso la Giunta Comunale di Umbertide ha deliberato la concessione del patrocinio e di un contributo alla Pro Loco Preggio, realtà che dalla sua ripartenza sta svolgendo un ruolo fondamentale nel rilancio e nella valorizzazione del borgo attraverso iniziative culturali di qualità. Fin dall’inizio l’Amministrazione Comunale ha riconosciuto nella Pro Loco Preggio un prezioso punto di riferimento sotto il profilo aggregativo, sociale e culturale, capace di riportare attenzione, vitalità e partecipazione attorno a uno dei luoghi più affascinanti del territorio. Un sostegno che punta a promuovere e riscoprire Preggio come uno dei borghi più belli e suggestivi dell’Alta Valle del Tevere, sempre più apprezzato anche dai numerosi cittadini stranieri che hanno scelto di viverci e valorizzarne l’identità autentica.

Il festival vedrà la partecipazione di relatori di grande rilievo quali il Prof. Augusto Ancillotti, la Dott.ssa Luana Cenciaioli, il Prof. Paolo Braconi e il Prof. Duccio Lelli. Il programma comprenderà inoltre escursioni archeologiche guidate a Monte Murlo e Monte Acuto, laboratori didattici per bambini e percorsi enogastronomici storici curati dalla stessa Pro Loco.

L’evento rappresenta un’importante occasione di valorizzazione del borgo di Preggio, di promozione del turismo culturale esperienziale e di crescita per il tessuto economico e sociale locale, contribuendo alla diffusione della conoscenza del patrimonio storico-archeologico del territorio e al coinvolgimento di tutte le fasce della popolazione, con particolare attenzione alle attività educative rivolte ai più giovani.

Tra gli appuntamenti più attesi figura il recital pianistico “Da Beethoven a Stravinsky: il grande pianismo solistico”, in programma sabato 20 giugno. Un concerto di straordinario spessore tecnico e varietà timbrica che accompagnerà il pubblico dall’intimità del Classicismo alle monumentali trascrizioni orchestrali del Novecento.

La prima parte si aprirà con la Sonata n. 9 in mi maggiore, Op. 14 n. 1 di Ludwig van Beethoven, pagina elegante e ricca di lirismo sereno, seguita dallo Studio d’esecuzione trascendentale n. 9 “La Ricordanza” di Franz Liszt, tra le composizioni più poetiche del repertorio romantico. Nella seconda parte il pubblico sarà guidato nelle suggestioni del Novecento francese con due celebri brani tratti da “Miroirs” di Maurice Ravel, “Une Barque sur l’Océan” e “Alborada del Gracioso”. Gran finale con i “Trois mouvements de L’Oiseau de feu”, la monumentale trascrizione pianistica realizzata da Guido Agosti dal capolavoro orchestrale di Igor Stravinsky: dalla travolgente “Danse infernale” alla sognante “Berceuse”, fino all’apoteosi del “Finale”, in una sfida virtuosistica capace di evocare al pianoforte tutta la ricchezza sonora di un’orchestra sinfonica.

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Packaging, logistica e innovazione: CMC porta il mondo a Città di Castello. Oltre 150 ospiti internazionali per il CMC Innovation Day 2026

Il mondo a Città di Castello: l’innovazione nel packaging da 10 anni guida la logistica dell’e-commerce – domani giovedì 18 giugno oltre 150 ospiti internazionali per il CMC Innovation Day 2026 a Palazzo Bufalini nel centro storico della città rinascimentale

Città di Castello, giugno 2026 – Nel cuore dell’Umbria, nella città che da secoli rappresenta un crocevia di arte, ingegno e manifattura, CMC Packaging Automation si prepara ad accogliere oltre 150 ospiti provenienti da tutto il mondo per il CMC Innovation Day 2026 (CID26), in programma domani, giovedi 18 giugno. Fondata da Giuseppe Ponti nel 1980 e diventata una delle aziende di riferimento nel packaging automatizzato per e-commerce e logistica, CMC oggi conta oltre 600 dipendenti, 5 filiali nel mondo e un fatturato di oltre 160 milioni di euro. L’evento riunirà aziende, operatori e protagonisti dell’innovazione attorno al tema ECOSYSTEM. Un concetto quello scelto da CMC, che riflette la trasformazione in corso nel settore: un modello in cui tecnologie, materiali e competenze operano in un ecosistema integrato per rendere i processi più efficienti, flessibili e sostenibili. Guidata dal CEO Francesco Ponti, CMC ha accelerato il proprio percorso di crescita internazionale, entrando nel 2020 nel portfolio di KKR e ricevendo il sostegno dell’Amazon Climate Pledge Fund. “Negli ultimi anni abbiamo assistito a una profonda evoluzione del settore logistico: oggi il valore non risiede più nella singola tecnologia, ma nella capacità di mettere in connessione sistemi, dati, competenze; – spiega Francesco Ponti – Siamo particolarmente orgogliosi di accogliere a Città di Castello una rappresentanza così ampia, dimostrando come da questo territorio possano nascere soluzioni adottate nei principali mercati del mondo”. Il CID26 offrirà una giornata di incontri e dimostrazioni dal vivo. Esperti dell’e-commerce, e dell’automazione condivideranno esperienze e prospettive sull’evoluzione del mercato. Un focus sarà dedicato alle sfide legate alla sostenibilità, con l’intervento dell’On. Pietro Fiocchi, Deputato del Parlamento Europeo e Vicepresidente della Commissione ENVI. “Il CID26 rappresenta il risultato del lavoro svolto negli anni per costruire partnership strategiche. Sarà l’occasione per mostrare come stiamo supportando i clienti nella realizzazione di modelli operativi più efficienti, integrati e pronti alle sfide future”, aggiunge Tania Torcolacci, Head of Global Strategic Partnerships.

L’appuntamento del 18 giugno – che vedrà anche la partecipazione del sindaco di Città di Castello Luca Secondi per i saluti istituzionali – sarà anche l’occasione per valorizzare il legame tra una realtà industriale internazionale come quella di CMC e il territorio in cui è nata e continua a produrre.

L’evento avrà luogo giovedì 18 giugno 2026 dalle ore 9:00 alle 13 presso:

Quadrilatero di Palazzo Bufalini

piazza Matteotti, Città di Castello

Al termine dei lavori seguirà pranzo presso Ristorante Le Logge.

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“Verso la Luce”, camminata al tramonto sul Cammino di Francesco fino all’Eremo di Cerbaiolo

Sabato 20 giugno a Pieve Santo Stefano un appuntamento tra natura, spiritualità, musica e letture per salutare l’ultimo tramonto della primavera.

PIEVE SANTO STEFANO – Un cammino tra i colori del tramonto, immersi nella natura e nei luoghi che custodiscono la memoria francescana dell’Appennino. È questo lo spirito di “Verso la Luce”, la camminata in programma sabato 20 giugno a Pieve Santo Stefano, organizzata nell’ambito delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco.

L’iniziativa rientra nel progetto “L’eredità della luce”, promosso dall’Associazione Coro AltoTiberino, e accompagnerà i partecipanti lungo un suggestivo tratto del Cammino di Francesco fino all’Eremo di Cerbaiolo, uno dei luoghi più affascinanti e spiritualmente significativi della Valtiberina.

Il ritrovo è fissato alle ore 18 in piazza Fanfani, con partenza alle 18.15. Il percorso, di circa 12 chilometri e con un dislivello positivo di 300 metri, condurrà i camminatori fino all’eremo per assistere all’ultimo tramonto della primavera, accompagnati da momenti di lettura e musica pensati per valorizzare il significato dell’esperienza.

L’arrivo al Cerbaiolo offrirà l’occasione di vivere uno dei panorami più suggestivi dell’Alta Valle del Tevere proprio nel passaggio simbolico tra primavera ed estate, in un’atmosfera di raccoglimento e condivisione.

Il rientro è previsto intorno alle 22.30. Per chi lo desidera sarà possibile partecipare anche a una cena-spuntino al sacco al costo di 10 euro a persona. La prenotazione è obbligatoria entro il 18 giugno.

Gli organizzatori ricordano che è necessario presentarsi con scarpe da trekking, torcia e una scorta d’acqua adeguata.

Un appuntamento che unisce escursionismo, cultura e spiritualità, offrendo l’opportunità di riscoprire il territorio attraverso il passo lento del cammino e la bellezza di uno dei luoghi più iconici del percorso francescano.


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Un battito per la vita: a Montone una serata di musica e solidarietà per acquistare un nuovo defibrillatore

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Giovedì 18 giugno al Teatro San Fedele protagonista Stefano Giugliarelli. Il ricavato sarà destinato al progetto “Montone Cardioprotetta”.

MONTONE – Una serata all’insegna della musica, delle emozioni e della solidarietà per sostenere un obiettivo concreto e importante per tutta la comunità. È quella in programma giovedì 18 giugno alle ore 21.00 al Teatro San Fedele di Montone, dove andrà in scena l’iniziativa “Un battito per la vita”.

L’evento nasce dalla collaborazione tra il Comune di Montone, la Protezione Civile e il Vespa Club, con la partecipazione di Stefano Giugliarelli, protagonista di una serata pensata non solo per intrattenere il pubblico, ma anche per contribuire a un progetto di grande valore sociale.

L’intero ricavato raccolto attraverso le offerte libere dei partecipanti sarà infatti destinato all’acquisto di un nuovo defibrillatore, che andrà ad arricchire la rete di dispositivi salvavita prevista dal progetto “Montone Cardioprotetta”.

Un’iniziativa che punta a rafforzare la sicurezza del territorio e a diffondere la cultura della prevenzione, rendendo il borgo sempre più attrezzato per affrontare eventuali emergenze sanitarie.

Partecipare alla serata significherà quindi sostenere concretamente un progetto utile a tutta la comunità, contribuendo a dotare il territorio di strumenti fondamentali per la tutela della salute pubblica.

L’appuntamento è fissato per le 21.00 al Teatro San Fedele. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 349 4995011.

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Leucemie e tumori del sangue, a Perugia oggi guarisce fino al 75% dei pazienti: il bilancio dei progressi scientifici alla Giornata del Ringraziamento del Chianelli

Oltre 450 volontari si sono ritrovati a Sansepolcro per la tradizionale Giornata del Ringraziamento del Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”, un appuntamento che quest’anno è stato anche l’occasione per fare il punto sui grandi passi avanti compiuti dalla ricerca e dalla medicina nel campo delle malattie onco-ematologiche.

La manifestazione si è svolta nella suggestiva cornice del Borgo delle Rose di Gricignano, messo a disposizione dalla famiglia Mercati di Aboca, e ha richiamato volontari provenienti da tutta l’Umbria e da altre regioni italiane.

«È stata un’emozione straordinaria vedere così tante persone riunite insieme, accomunate dallo stesso spirito di solidarietà e vicinanza ai pazienti e alle loro famiglie», ha commentato il presidente del Comitato, Franco Chianelli.

La giornata si è aperta con un convegno dedicato ai più recenti successi della ricerca in ematologia e oncoematologia pediatrica. Sul palco si sono alternati alcuni dei principali protagonisti della sanità umbra, tra cui il professor Antonio Pierini, la dottoressa Loredana Ruggeri, il dottor Francesco Arcioni e la dottoressa Elena Mastrodicasa.

Tra i dati più significativi emersi nel corso dell’incontro c’è quello relativo alle leucemie: oggi, grazie alle innovazioni sviluppate nel centro di Perugia, è possibile arrivare alla guarigione in circa il 75% dei casi. Un risultato impensabile fino a pochi decenni fa e reso possibile soprattutto dall’evoluzione delle tecniche di trapianto di midollo osseo.

La dottoressa Ruggeri ha ricordato come proprio Perugia sia diventata un punto di riferimento internazionale grazie al trapianto da donatore “aploidentico”, una rivoluzione che ha consentito di curare pazienti privi di un donatore perfettamente compatibile. Un percorso avviato dal professor Massimo Fabrizio Martelli e successivamente perfezionato con l’introduzione dei linfociti T regolatori.

Progressi importanti arrivano anche dalle terapie cellulari più avanzate. Il professor Pierini ha sottolineato il ruolo crescente delle cellule CAR-T e delle nuove strategie di immunoterapia che stanno cambiando la storia clinica di patologie fino a pochi anni fa considerate estremamente difficili da trattare.

Risultati incoraggianti arrivano anche dall’oncoematologia pediatrica. Oggi la leucemia linfoblastica acuta, che resta il tumore più frequente in età infantile, può essere guarita in oltre l’80% dei casi grazie a diagnosi sempre più precise e a terapie mirate capaci di colpire selettivamente la malattia.

Particolarmente significativa anche l’esperienza della terapia genica. Il dottor Arcioni ha spiegato come il centro di Perugia sia stato tra i primi in Italia ad essere accreditato per l’editing genomico nelle malattie ereditarie del sangue, come la beta-talassemia e la drepanocitosi. Una tecnologia che apre scenari fino a pochi anni fa impensabili, offrendo concrete possibilità di guarigione.

Al convegno hanno preso parte anche il parlamentare Walter Verini, la consigliera regionale Letizia Michelini e il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti.

La giornata si è poi conclusa con il tradizionale pranzo del Ringraziamento, organizzato dai volontari di Pistrino e dell’Alta Valle del Tevere. Un momento di festa, ma anche di riconoscenza verso chi ogni giorno sostiene l’attività del Comitato Chianelli.

«Siamo profondamente grati alla famiglia Mercati per l’ospitalità e a tutti i volontari che hanno lavorato per settimane affinché questa giornata fosse perfetta», ha concluso Chianelli. «Dietro ogni iniziativa ci sono persone che donano tempo, energie e cuore. È grazie a loro se possiamo continuare a stare accanto ai pazienti e alle loro famiglie».

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Sport, il Pd di Umbertide apre il confronto: «Servono più inclusione e impianti davvero aperti a tutti»

Ad Umbertide si torna a parlare di sport, ma stavolta il pallone, il cronometro o il risultato della domenica c’entrano fino a un certo punto. Al centro del confronto ci sono infatti i ragazzi, le famiglie, le società sportive e il ruolo che lo sport continua a svolgere all’interno della comunità.

Nei giorni scorsi il Partito Democratico di Umbertide ha promosso un tavolo di discussione che ha coinvolto dirigenti, istruttori, associazioni sportive e addetti ai lavori. Un incontro nato per ascoltare chi vive ogni giorno i campi, le palestre e gli impianti del territorio e per ragionare sulle sfide che attendono il mondo sportivo locale.

Dal confronto è emersa una convinzione condivisa: lo sport non può essere considerato soltanto un’attività ricreativa o agonistica. Sempre più spesso rappresenta un presidio educativo e sociale, un luogo dove i ragazzi crescono, imparano il rispetto delle regole e costruiscono relazioni che vanno ben oltre il terreno di gioco.

Proprio per questo il Pd ritiene necessario investire sulla formazione di allenatori ed educatori che lavorano nei settori giovanili, figure che negli anni hanno assunto un ruolo sempre più importante accanto alle famiglie e alla scuola.

Tra i temi affrontati anche quello dell’accessibilità. L’idea è quella di favorire la partecipazione alle attività sportive dei giovani che vivono situazioni di difficoltà economica, attraverso strumenti di sostegno simili ai voucher recentemente attivati dal Comune di Perugia.

Un altro punto centrale riguarda la collaborazione tra le varie realtà sportive del territorio. L’obiettivo è costruire una rete capace di coinvolgere anche i ragazzi con disabilità e di offrire opportunità sempre più inclusive.

Non sono mancati i riferimenti agli impianti sportivi e alla loro gestione. Secondo il Pd, le strutture comunali devono continuare a mantenere una funzione pubblica e aperta, garantendo però alle associazioni condizioni sostenibili per affrontare costi sempre più pesanti.

Lo sguardo si è poi allargato agli spazi naturali della città, dalla Pineta al Parco Ranieri fino all’area del Tevere, considerati luoghi che potrebbero essere valorizzati maggiormente attraverso attività sportive e iniziative rivolte a tutte le fasce d’età.

«Lo sport non è soltanto attività fisica o agonismo, ma uno strumento sociale e di benessere psicofisico», ha spiegato il referente del tavolo Gianluca Magrini, ribadendo l’intenzione del Partito Democratico di proseguire questo percorso di confronto con le realtà del territorio.

Più che un incontro politico, quello andato in scena nei giorni scorsi è stato quindi un momento di ascolto. Un primo passo per provare a capire quali siano oggi le esigenze di un mondo che, spesso lontano dai riflettori, continua a rappresentare uno dei pilastri della vita associativa umbertidese.

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Paolo Bettacchioli: “La Bocciofila Città di Castello rischia di restare senza casa”

Il presidente della storica società lancia l’allarme sul futuro dell’impianto. Tra problemi strutturali, incertezze sulla sede e la ricerca di una soluzione condivisa, cresce la preoccupazione per una realtà che da cinquant’anni rappresenta sport, socialità e aggregazione per la città.*

Presidente Bettacchioli, perché oggi la Bocciofila Città di Castello guarda al futuro con preoccupazione?

«Perché l’impianto che gestiamo ormai da cinquant’anni potrebbe non essere più utilizzabile nel giro di poco tempo. Dopo la festa per il cinquantesimo anniversario abbiamo dovuto tornare a fare i conti con una situazione che conosciamo da anni: la struttura necessita di interventi importanti e la proprietà ci ha più volte comunicato di non essere intenzionata a sostenere lavori di manutenzione straordinaria. Questo significa che il futuro della nostra sede è fortemente a rischio».

Da quanto tempo esiste questa criticità?

«Le prime preoccupazioni concrete risalgono al 2013. Già allora emergevano problemi legati alla sicurezza e alla manutenzione dell’impianto. Nel tempo siamo andati avanti grazie alla collaborazione di varie persone e delle amministrazioni che si sono succedute, ma la situazione di fondo non è mai stata risolta definitivamente».

Qual è oggi lo scenario più probabile?

«Che entro la metà del 2027 si debba lasciare l’attuale sede. Il sindaco si è speso molto per cercare di allungare i tempi e questo va riconosciuto, ma noi abbiamo il dovere di pensare prima a quello che accadrà dopo. Non possiamo aspettare l’ultimo momento».

Se la sede attuale dovesse chiudere, quali alternative avete?

«A Città di Castello l’unico altro impianto disponibile è quello di Cerbara. Per questo abbiamo avviato un confronto con la Bocciofila Cerbara e con l’amministrazione comunale. Noi non siamo contrari al dialogo, anzi. Chiediamo però che la Bocciofila Città di Castello possa mantenere la propria identità, la propria storia e i propri spazi».

Avete proposto anche una fusione tra le due società?

«Abbiamo avanzato una proposta che prevedeva una Bocciofila unica, valorizzando tutte le categorie, il settore giovanile, il femminile e il lavoro con il territorio. La risposta della Bocciofila Cerbara è stata quella di privilegiare, almeno per il momento, una convivenza tra le due realtà, rinviando eventuali discorsi di fusione a un secondo momento».

Cosa chiedete concretamente al Comune?

«Chiediamo pari dignità. La Bocciofila Città di Castello è una realtà storica della città e svolge una funzione che va ben oltre l’attività sportiva. Se saremo costretti a lasciare la sede attuale, chiediamo che venga individuata una soluzione che ci permetta di continuare a esistere. Noi immaginiamo una presenza all’interno dell’impianto di Cerbara con spazi ben definiti e una gestione condivisa attraverso un comitato che possa garantire equilibrio e collaborazione».

Perché ritiene così importante salvaguardare questa realtà?

«Perché non parliamo soltanto di bocce. La nostra è una funzione sociale. Ogni giorno frequentano la struttura tante persone anziane, ma organizziamo anche iniziative con il mondo della disabilità, come quelle realizzate insieme alla Beata Margherita. Sono attività che creano inclusione, amicizia e aggregazione. Perdere tutto questo sarebbe una sconfitta per l’intera città».

La Bocciofila Città di Castello come sta dal punto di vista economico?

«È una società sana. Paghiamo regolarmente oltre 1.400 euro al mese, non abbiamo debiti e siamo riusciti negli anni a mantenere i conti in ordine grazie all’attività sportiva, alle sponsorizzazioni e all’impegno dei soci. Questo dimostra che sappiamo gestire le nostre risorse e che vogliamo continuare a farlo».

Qual è il messaggio finale che vuole lanciare?

«La soluzione si può trovare. Non stiamo chiedendo privilegi ma la possibilità di continuare a svolgere un servizio per la comunità. La Bocciofila Città di Castello compie cinquant’anni di storia e merita di avere un futuro. Confidiamo nel dialogo, nel buon senso e nella volontà di tutte le parti coinvolte di arrivare a una soluzione condivisa».

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