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“Io sono il Capolavoro”, una mostra che ha emozionato la città: centinaia di visitatori per il progetto di inclusione e arte

CITTÀ DI CASTELLO – Non una semplice mostra fotografica, ma un percorso capace di toccare il cuore delle persone e di lasciare qualcosa dentro a chiunque abbia attraversato gli spazi della Manica Lunga della Pinacoteca Comunale. Si è conclusa con una partecipazione oltre le aspettative “Io sono il Capolavoro”, l’esposizione nata all’interno del progetto Guarda il mondo con i miei occhi – Teatro Speciale, ideato e diretto da Valentina Martinelli.

Fin dall’inaugurazione, che ha richiamato oltre 230 persone, è stato chiaro che l’iniziativa avrebbe rappresentato qualcosa di speciale. Nelle due settimane di apertura, centinaia di visitatori hanno scelto di entrare in contatto con una mostra che ha saputo raccontare l’inclusione attraverso il linguaggio universale dell’arte e della fotografia.

Tra i visitatori anche numerose scuole del territorio: dalle primarie del primo e del secondo circolo di Città di Castello alle scuole medie Pascoli, Dante e Salesiane, fino agli studenti del Liceo Socio-Economico dell’Istituto San Francesco di Sales e dell’Istituto Cavallotti.

Il progetto porta la firma di Valentina Martinelli, ideatrice e direttrice artistica, e di Marco Bonatti, fotografo e responsabile della post-produzione. Insieme hanno costruito un racconto visivo capace di trasformare i protagonisti degli scatti in autentiche opere d’arte viventi, inserendoli in contesti di straordinaria bellezza e valore simbolico.

Le fotografie dialogano infatti con alcuni dei luoghi più rappresentativi del territorio tifernate, dagli Ex Seccatoi del Tabacco di Alberto Burri alla Villa La Montesca, fino agli scorci della Castrum Felicitatis, contribuendo a valorizzare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico della città.

Particolarmente significative le parole lasciate dai visitatori nel diario della mostra. Commozione, stupore, gratitudine e meraviglia sono stati i sentimenti più ricorrenti. Molti hanno raccontato di essere usciti dall’esposizione con uno sguardo diverso, più attento e consapevole verso gli altri e verso la bellezza nascosta dietro ogni persona.

Ogni immagine ha infatti raccontato una storia che va oltre l’apparenza, superando stereotipi e pregiudizi e invitando il pubblico a osservare la realtà da una prospettiva nuova. Un messaggio che ha trovato terreno fertile in una città da sempre sensibile ai temi dell’inclusione e della cultura.

«L’arte ha un potere trasformativo – ha spiegato Valentina Martinelli –. Chiunque assista a uno spettacolo, visiti una mostra o entri in contatto con la bellezza di un luogo non ne esce mai uguale a come vi è entrato. Per questo abbiamo il dovere di creare e diffondere messaggi che generino riflessione, introspezione e bellezza».

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Luca Secondi e dagli assessori Michela Botteghi e Benedetta Calagreti, che hanno sottolineato come il progetto abbia dimostrato ancora una volta la capacità della cultura di diventare strumento di incontro, crescita e cambiamento sociale.

“Io sono il Capolavoro” lascia così in eredità non soltanto il successo di pubblico, ma anche una riflessione profonda sul valore della persona e sulla forza dell’arte nel creare ponti, abbattere barriere e costruire comunità più consapevoli. Un’esperienza che molti visitatori porteranno con sé ancora a lungo.

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Musica, giovani talenti e passione: a Lama il saggio finale della Scuola di Musica

LAMA – Una serata dedicata alla musica, alla crescita dei giovani e al lavoro svolto durante l’anno. Mercoledì 17 giugno, alle ore 21, la piazza centrale di Lama ospiterà il tradizionale saggio finale degli allievi della Scuola di Musica dell’Associazione Filarmonica Lama, appuntamento atteso da famiglie, amici e appassionati.

Sul palco saliranno i ragazzi della Filarmonica Lama Junior, protagonisti di un percorso formativo che unisce studio, passione e condivisione. Ad accompagnarli ci saranno anche i gruppi di musica d’insieme di Anghiari, con la partecipazione della Mini Banda, della Junior Band e della Banda Giovanile, per una serata che metterà al centro il valore educativo e aggregativo della musica.

L’evento rappresenta il momento conclusivo dell’anno scolastico della scuola di musica e l’occasione per mostrare al pubblico i progressi raggiunti dagli allievi attraverso esibizioni individuali e collettive.

Più che un semplice concerto, sarà una festa della musica e dei giovani talenti del territorio, frutto dell’impegno degli insegnanti, delle famiglie e di una realtà associativa che da anni svolge un ruolo importante nella promozione culturale della Valtiberina.

L’ingresso sarà libero e aperto a tutti.

Un invito a partecipare per sostenere i musicisti di domani e vivere insieme una serata all’insegna delle emozioni, delle note e della voglia di stare insieme.

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Geoturismo a Pieve Santo Stefano, una serata alla scoperta dei tesori nascosti del territorio

PIEVE SANTO STEFANO – Un viaggio tra rocce, paesaggi, sorgenti e luoghi spesso poco conosciuti ma capaci di raccontare la storia più profonda del territorio. È questo lo spirito dell’incontro “Geoturismo a Pieve Santo Stefano”, in programma mercoledì 24 giugno alle ore 21 al Teatro Comunale Giovanni Papini.

L’iniziativa, a ingresso libero, è promossa con l’obiettivo di far conoscere il patrimonio geologico e naturalistico della zona attraverso una serata divulgativa aperta a cittadini, appassionati di escursionismo e curiosi.

Al centro dell’incontro ci saranno alcuni dei geositi più caratteristici del territorio pievano: dal massiccio del Cerbaiolo alle vasche rupestri, passando per il fiume Tevere e le polle sulfuree, elementi che rendono questa parte della Valtiberina un vero laboratorio naturale a cielo aperto.

A guidare il pubblico in questo percorso saranno tre relatori che da anni si occupano di valorizzazione ambientale e divulgazione scientifica: il geologo e divulgatore Stefano Farinelli, la guida ambientale escursionistica Giovanni Ramaccioni e Alessandra Cheli, titolare del negozio outdoor Campobase.

L’incontro vuole essere un’occasione per guardare il territorio con occhi diversi, scoprendo come geologia, natura e paesaggio possano trasformarsi in risorse preziose per il turismo sostenibile e per la conoscenza delle proprie radici.

Una serata che si preannuncia interessante non solo per gli appassionati della montagna e delle escursioni, ma per tutti coloro che desiderano conoscere più da vicino le peculiarità ambientali che rendono unico il comune di Pieve Santo Stefano.

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Anghiari investe sullo sport: quasi un milione di euro per il nuovo volto dello stadio Saverio Zanchi

ANGHIARI – Un investimento importante per il futuro dello sport anghiarese e per una struttura che da decenni rappresenta un punto di riferimento per l’intera comunità. È stato presentato all’Auditorium Mascagni il progetto di riqualificazione dello stadio comunale Saverio Zanchi, un intervento promosso dal Comune di Anghiari che prevede opere per un valore complessivo di quasi un milione di euro.

Il cuore del progetto riguarda il completo rinnovamento degli spogliatoi, destinati alle squadre, agli arbitri e ai servizi collegati all’impianto. L’obiettivo è quello di realizzare ambienti più moderni, funzionali e adeguati agli standard richiesti oggi sia dal punto di vista normativo che della sicurezza.

L’intervento interesserà anche l’infermeria e i locali di servizio, con una riorganizzazione complessiva degli spazi pensata per migliorare l’accoglienza e la fruibilità della struttura da parte di atleti, tecnici e dirigenti.

Accanto alla riqualificazione interna, il progetto prevede opere di efficientamento energetico e adeguamenti finalizzati a rendere l’impianto più sostenibile e moderno. Un percorso che si inserisce nella più ampia strategia dell’amministrazione comunale per il miglioramento delle strutture sportive del territorio.

Negli ultimi anni il Comune ha infatti investito in diversi interventi sul patrimonio impiantistico cittadino, dal Palazzetto dello Sport ai campi da gioco, con l’obiettivo di garantire spazi sempre più adeguati alle esigenze delle associazioni e dei tanti giovani che praticano attività sportiva.

Un ruolo centrale in questo percorso lo ha avuto anche la Baldaccio Bruni Anghiari, società che negli anni ha puntato con decisione sul settore giovanile, trasformando il calcio in uno strumento di crescita, educazione e aggregazione per centinaia di ragazzi.

«Si tratta di un investimento importante che conferma la volontà dell’amministrazione di accompagnare il lavoro svolto dalle associazioni sportive del territorio con strutture moderne, efficienti e all’altezza delle sfide dei prossimi anni» ha sottolineato il consigliere comunale con delega allo sport Tommaso Romanelli durante la presentazione.

Il progetto rappresenta così un nuovo tassello nel percorso di valorizzazione dell’impiantistica sportiva cittadina, con uno sguardo rivolto non soltanto all’attività agonistica ma anche al ruolo sociale che lo sport continua a svolgere all’interno della comunità anghiarese.

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Montedoglio Night Trail, torna la corsa sotto le stelle attorno al lago: appuntamento il 27 giugno

SANSEPOLCRO – Una notte di sport, natura e divertimento attende gli appassionati di trail running e gli amanti delle attività all’aria aperta. Sabato 27 giugno torna infatti il Montedoglio Night Trail, l’evento che porterà centinaia di partecipanti lungo i sentieri che circondano il Lago di Montedoglio in uno degli scenari più suggestivi della Valtiberina.

Non soltanto una competizione sportiva, ma una vera esperienza da vivere immersi nella natura, tra boschi, sterrati e panorami che, con il calare del sole, assumono un fascino ancora più particolare.

Due i percorsi previsti dagli organizzatori: il trail lungo da 30 chilometri con 1.300 metri di dislivello positivo e il percorso corto da 15 chilometri con 750 metri di dislivello, pensato per chi vuole avvicinarsi alla disciplina o mettersi alla prova su una distanza più contenuta.

Il programma della giornata non sarà dedicato esclusivamente agli atleti. Accanto alle gare sono infatti previste iniziative aperte a tutti, con una camminata non competitiva e momenti di animazione che accompagneranno l’evento fino a sera, compresa una sessione di zumba sotto le stelle.

Particolare attenzione è stata riservata anche alle società sportive, con promozioni dedicate ai gruppi composti da almeno dieci partecipanti.

Le iscrizioni resteranno aperte fino alle ore 12 di venerdì 26 giugno attraverso la piattaforma ICRON. Le quote attuali sono fissate a 40 euro per il trail da 30 chilometri e a 25 euro per la prova da 15 chilometri. Eventuali iscrizioni effettuate il giorno della gara, compatibilmente con la disponibilità dei pettorali, prevederanno una maggiorazione di 5 euro.

Il Montedoglio Night Trail si conferma così uno degli appuntamenti sportivi più attesi dell’inizio estate in Valtiberina, capace di coniugare agonismo, promozione del territorio e voglia di stare insieme in un contesto naturale unico.


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Rifiuti e tutela del territorio, incontro pubblico a Città di Castello con il professor Francesco Di Maria

Sabato 20 giugno nella sala del Consiglio comunale un confronto su gestione dei rifiuti, sostenibilità ambientale e prospettive future per il territorio.

CITTÀ DI CASTELLO – Un momento di approfondimento e confronto su uno dei temi più dibattuti degli ultimi anni: la gestione dei rifiuti e le strategie per la salvaguardia del territorio. È questo l’obiettivo dell’incontro pubblico dal titolo “Gestione rifiuti e salvaguardia del territorio: sfide e opportunità”, in programma sabato 20 giugno alle ore 10 nella sala del Consiglio comunale di Città di Castello.

L’iniziativa vedrà come relatore principale il professor Francesco Di Maria, docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia e titolare dell’insegnamento di Ingegneria sanitaria ambientale e impianti di trattamento dei rifiuti, da anni impegnato nello studio delle tematiche legate all’economia circolare e alla gestione sostenibile dei rifiuti.

L’incontro nasce con l’intento di offrire ai cittadini un’occasione di informazione e approfondimento su una materia che incide direttamente sulla qualità della vita, sulla tutela dell’ambiente e sulle prospettive di sviluppo dei territori.

Accanto al contributo tecnico e scientifico del professor Di Maria interverranno i consiglieri comunali Luciana Bassini, Roberto Marinelli e Filippo Schiattelli, che porteranno il proprio punto di vista sul tema e sulle ricadute che le scelte future potranno avere per il comprensorio altotiberino. A moderare l’incontro saranno Ursula Masciarri e Fabio Buschi.

L’appuntamento si inserisce in un momento particolarmente delicato del dibattito regionale sul ciclo dei rifiuti e sulle prospettive di gestione del sistema ambientale umbro. Un confronto aperto che punta a mettere al centro dati, competenze e riflessioni utili per comprendere meglio le sfide che attendono il territorio nei prossimi anni.

Un’occasione per cittadini, amministratori e operatori del settore di approfondire un tema che continua a rappresentare una delle questioni più rilevanti per il futuro ambientale ed economico dell’Umbria.

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Fiore Verde compie 30 anni: una festa per raccontare una storia fatta di persone

Domenica 28 giugno alla Casa dei Girasoli di Lama di San Giustino la cooperativa sociale celebrerà tre decenni di attività. Un pomeriggio aperto alla comunità tra ricordi, testimonianze, arte e momenti di condivisione.

Trent’anni possono sembrare un numero. In realtà, per una cooperativa sociale, sono migliaia di giornate trascorse accanto alle persone. Sono operatori, famiglie, volontari, educatori. Sono progetti che nascono, difficoltà che si affrontano e relazioni che, con il passare del tempo, diventano parte della vita di una comunità.

È con questo spirito che Fiore Verde si prepara a celebrare il traguardo dei suoi primi trent’anni di attività. L’appuntamento è fissato per domenica 28 giugno alla Casa dei Girasoli di Lama di San Giustino, luogo simbolo di un percorso iniziato nel 1996 e cresciuto insieme al territorio.

Non sarà soltanto una ricorrenza formale. L’obiettivo è quello di ritrovarsi e ripercorrere una storia fatta soprattutto di persone. Di chi ha contribuito a costruire la cooperativa, di chi ci ha lavorato, di chi ne ha usufruito e delle tante famiglie che in questi anni hanno trovato in Fiore Verde un punto di riferimento.

Il programma prenderà il via alle 17 con l’accoglienza degli ospiti e i saluti istituzionali. Mezz’ora più tardi sarà il momento centrale della giornata con “30 anni di Fiore Verde”, un racconto attraverso esperienze, ricordi e testimonianze che ripercorreranno le tappe principali della cooperativa.

Alle 18 spazio agli interventi e alle condivisioni, in un clima che gli organizzatori vogliono mantenere semplice e partecipato, lasciando spazio alle storie e ai volti che hanno accompagnato questo lungo cammino.

La giornata si concluderà alle 19 con un’apericena aperta ai partecipanti, occasione per continuare a stare insieme anche in maniera informale.

Accanto ai momenti istituzionali non mancherà uno spazio dedicato alla cultura e alla creatività. Saranno esposte le opere di Arianna Gasperini e Nazzareno Tanzi, mentre Gessica Bondi proporrà una mostra fotografica pensata per accompagnare il pubblico all’interno dell’evento.

Trent’anni dopo quel 1996, Fiore Verde continua a guardare avanti. Prima ancora dei numeri e delle attività svolte, resta il valore di una presenza costante nel territorio, costruita giorno dopo giorno attraverso il lavoro quotidiano e la capacità di mettere sempre al centro le persone.

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Il comune dove il sole sorge due volte: Città di Castello celebra i 770 anni della Baronia di Monte Ruperto

CITTÀ DI CASTELLO – C’è un luogo dove il sole sembra sorgere due volte. Succede a Città di Castello, l’unico comune italiano che può vantare una curiosità storica e geografica capace ancora oggi di affascinare studiosi, appassionati e semplici curiosi. Da oltre sette secoli, infatti, il sindaco tifernate è anche Barone di Monte Ruperto, una piccola exclave comunale incastonata tra le colline marchigiane, nel territorio compreso fra Apecchio e Sant’Angelo in Vado.

Una storia che affonda le radici nel Medioevo e che quest’anno torna protagonista con una settimana di iniziative dedicate al 770° anniversario dell’assoggettazione della Baronia a Città di Castello, avvenuta il 25 giugno del 1256.

Il programma delle celebrazioni è stato presentato questa mattina dall’amministrazione comunale insieme alla Compagnia dei Balestrieri e al Club Alpino Italiano, partner di un progetto che punta a valorizzare uno dei capitoli più particolari della storia tifernate.

Monte Ruperto rappresenta infatti un vero e proprio caso unico. Un piccolo lembo di territorio comunale separato dal resto del comune e circondato dalle Marche, che ancora oggi conserva un forte valore simbolico. Secondo la tradizione, fu una grave carestia a cambiare il destino della piccola comunità. Nel XIII secolo, dopo abbondanti nevicate che isolarono la zona, sarebbe stata proprio Città di Castello a portare gli aiuti necessari alla popolazione. Da quel gesto di solidarietà nacque il legame che portò gli abitanti di Monte Ruperto a giurare fedeltà al Comune tifernate.

Da allora il sindaco della città eredita simbolicamente anche il titolo di Barone, mantenendolo per tutta la durata del mandato.

Le celebrazioni prenderanno il via con uno degli appuntamenti più suggestivi dell’intero calendario. Domenica 21 giugno, in occasione del solstizio d’estate, verrà infatti misurato il tempo che separa l’alba a Monte Ruperto da quella osservata dalla Torre Civica di Città di Castello.

Un esperimento tanto semplice quanto affascinante, ideato per verificare con quanti minuti di anticipo il sole illumini il punto più orientale del territorio comunale rispetto al centro storico tifernate.

«Sfruttando la coincidenza con il giorno più lungo dell’anno – ha spiegato l’ingegner Giovanni Cangi, profondo conoscitore della storia della Baronia – misureremo il tempo esatto che intercorre tra il sorgere del sole a Monte Ruperto e quello osservato dalla Torre Civica, simbolo del libero Comune. Una sorta di sfida tra il Barone e il Sindaco che si rinnova ogni anno».

Per assistere al fenomeno sarà organizzata anche una speciale escursione notturna curata dal CAI di Città di Castello. I partecipanti partiranno alle 3 del mattino per raggiungere Casa San Donato e attendere l’alba immersi nel silenzio dell’Appennino.

Sabato 20 giugno, invece, Monte Ruperto tornerà indietro nel tempo grazie all’allestimento di un accampamento storico medievale con dimostrazioni di antichi mestieri, scene di vita quotidiana e attività dedicate al pubblico.

Il cuore delle celebrazioni sarà però giovedì 25 giugno, giorno esatto dell’anniversario. Alle 17.30 partirà il corteo storico da Largo Gildoni, mentre alle 18 la Sala Consiliare ospiterà l’incontro pubblico dedicato alla storia della Baronia.

Nell’occasione verrà presentata anche una nuova edizione dell’opuscolo dedicato a Monte Ruperto, curata da Giovanni Cangi e Marco Conti, arricchita da contributi inediti che approfondiscono la storia e le peculiarità ambientali di questo piccolo territorio.

Il vicesindaco Giuseppe Bernicchi ha annunciato inoltre la volontà di trasformare la ricorrenza in un appuntamento stabile, con la consegna annuale del “Ruperto”, una moneta simbolica destinata a personalità che hanno contribuito a custodire e valorizzare la memoria della Baronia.

Una storia antica che continua a parlare al presente. E che ogni anno, nel giorno del solstizio, ricorda come in questo angolo d’Umbria il sole, almeno simbolicamente, possa davvero sorgere due volte.

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Tabacco, i sindacati umbri lanciano l’allarme: “L’Europa valuti anche lavoro e occupazione”

BASTIA UMBRA – La revisione delle direttive europee sul tabacco preoccupa il mondo del lavoro. A lanciare l’allarme sono Fai Cisl Umbria, Flai Cgil Umbria e Uila Uil Umbria, che chiedono alla Commissione Europea di non limitare l’analisi ai soli aspetti sanitari, ma di valutare con attenzione anche le conseguenze economiche e occupazionali che eventuali nuove restrizioni potrebbero avere sull’intera filiera.

Il tema è tornato al centro del dibattito dopo l’avvio, da parte della Commissione Europea, del percorso di revisione della Direttiva sui Prodotti del Tabacco (TPD) e della Direttiva sulla Pubblicità del Tabacco (TAD), accompagnato da una consultazione pubblica aperta a cittadini, imprese e organizzazioni interessate.

Proprio su questo fronte, nella giornata di oggi, i rappresentanti regionali delle tre sigle sindacali si sono riuniti insieme ai circa 200 lavoratori e lavoratrici della Deltafina di Bastia Umbra per fare il punto sulla situazione e manifestare le proprie preoccupazioni.

Secondo le organizzazioni sindacali, le valutazioni preliminari della Commissione sembrerebbero concentrarsi quasi esclusivamente sugli aspetti legati alla salute pubblica, senza approfondire adeguatamente le possibili ricadute sul lavoro, sulle condizioni occupazionali e sui sistemi di protezione sociale.

Una questione che in Umbria assume un peso particolare. La filiera tabacchicola rappresenta infatti uno dei comparti agricoli e industriali più rilevanti della regione e coinvolge, tra coltivazione, lavorazione e trasformazione, circa 9.500 lavoratrici e lavoratori.

Per questo Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil invitano tutti gli addetti del settore a partecipare alla consultazione pubblica europea, affinché le specificità del comparto possano essere rappresentate direttamente nei processi decisionali che porteranno alla definizione delle nuove norme.

I sindacati chiedono inoltre un coinvolgimento attivo delle istituzioni regionali e nazionali, sottolineando come il tema riguardi non soltanto le aziende del settore, ma migliaia di famiglie che trovano occupazione lungo tutta la filiera.

Nei prossimi giorni, annunciano le organizzazioni sindacali, verrà avviato un confronto con i soggetti istituzionali competenti per approfondire gli effetti delle proposte in discussione e individuare possibili strumenti di tutela del lavoro e dell’occupazione.

Una partita che, per l’Umbria e per l’Alta Valle del Tevere, non riguarda soltanto il futuro del comparto tabacchicolo, ma anche quello di un pezzo importante dell’economia regionale.

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Maserati sceglie Sansepolcro: il 19 giugno il Tridente arriva nel cuore della città

Diciotto vetture attese in centro storico per una tappa delle celebrazioni del centenario. In programma anche la visita al Museo Civico e alla Resurrezione di Piero della Francesca

Sansepolcro si prepara ad accogliere un appuntamento di grande prestigio inserito nelle celebrazioni del Centenario Maserati, ricorrenza che celebra i cento anni di una delle più iconiche e apprezzate case automobilistiche italiane, simbolo nel mondo di eleganza, innovazione e passione per i motori.

Venerdì 19 giugno alle ore 18.30 una delegazione di vetture del marchio del Tridente farà tappa nella città di Piero della Francesca, offrendo a cittadini e visitatori l’opportunità di ammirare da vicino alcune delle automobili che hanno contribuito a scrivere la storia dell’automobilismo italiano, grazie all’attenta organizzazione di Maserati Svizzera.

Saranno circa diciotto le vetture partecipanti, accompagnate da una delegazione di ospiti italiani e stranieri che, nel corso della visita, avranno modo di conoscere le eccellenze storiche, artistiche e culturali di Sansepolcro.

Le auto entreranno in città da Porta Romana, attraversando il corso principale fino a raggiungere Piazza Torre di Berta, dove sosteranno per alcune ore per consentire al pubblico di osservare da vicino questi straordinari esempi di design e ingegneria italiana.

Ad accogliere gli equipaggi saranno le istituzioni cittadine e gli Sbandieratori di Sansepolcro, che offriranno un momento di spettacolo e benvenuto capace di raccontare agli ospiti la storia, le tradizioni e l’identità della città.

Il programma prevede inoltre una visita al Museo Civico, con particolare attenzione alla celebre “Resurrezione” di Piero della Francesca, capolavoro universalmente riconosciuto e simbolo della città.

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di promozione per Sansepolcro, che si conferma meta capace di attrarre eventi di rilievo nazionale e internazionale, valorizzando il proprio patrimonio storico e culturale attraverso il dialogo con altre eccellenze del Made in Italy.

L’Amministrazione Comunale esprime soddisfazione per la scelta di Sansepolcro quale tappa delle celebrazioni del Centenario Maserati e invita cittadini, appassionati e curiosi a partecipare a questo speciale appuntamento che porterà nel cuore della città il fascino di un marchio che da un secolo rappresenta nel mondo l’eccellenza automobilistica italiana.

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Randagismo e colonie feline, a San Giustino un incontro pubblico su gestione, tutela e progetti per il territorio

Appuntamento giovedì 25 giugno al Museo del Tabacco. A seguire una cena solidale per sostenere i gatti randagi del territorio.

SAN GIUSTINO – Un pomeriggio dedicato alla tutela dei gatti randagi, alla gestione delle colonie feline e alla diffusione di una maggiore cultura del benessere animale. È questo l’obiettivo dell’incontro pubblico “Randagismo e colonie feline”, in programma giovedì 25 giugno alle ore 17.30 al Museo del Tabacco di San Giustino.

L’iniziativa è promossa dal Comune di San Giustino insieme all’associazione Ragatte di Strada ODV, con la collaborazione dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Perugia e della USL Umbria 1.

L’appuntamento sarà l’occasione per approfondire aspetti normativi, progetti e buone pratiche legate alla creazione e alla gestione delle colonie feline sul territorio comunale, un tema sempre più attuale che coinvolge amministrazioni, associazioni di volontariato, professionisti e cittadini.

Ad aprire il convegno saranno i saluti del sindaco Stefano Veschi e del presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Perugia, Sandro Bianchini. Seguirà l’introduzione del consigliere comunale Alessio Emanuele Fiorucci.

Nel corso del pomeriggio interverranno la dottoressa Brigitta Favi, responsabile randagismo e igiene urbana della USL Umbria 1, la dottoressa Simona Zanghi, direttore veterinario sanità animale della USL Umbria 1, e Claudia Milani, referente del progetto Oasi Felina. A moderare l’incontro sarà il medico veterinario Maurizio Valentini.

L’obiettivo è fornire informazioni utili sulla legislazione vigente, sulle attività di prevenzione del randagismo e sugli strumenti necessari per una corretta gestione delle colonie feline, valorizzando il ruolo del volontariato e della collaborazione tra enti pubblici e associazioni.

La giornata proseguirà poi all’insegna della solidarietà. Dalle ore 19.30, presso la struttura polivalente di Selci, si terrà infatti la cena benefica “Metti un posto a tavola anche per loro”, organizzata per raccogliere fondi a sostegno dei gatti randagi del territorio.

Il ricavato della serata sarà interamente destinato alle attività di cura, assistenza e tutela delle colonie feline. Un modo concreto per trasformare l’attenzione verso il tema in un aiuto reale per gli animali e per i volontari che ogni giorno se ne prendono cura.

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Il Circolo del Libro torna con Maurizio Terzetti: un viaggio tra memoria, poesia e giorni ritrovati

CITTÀ DI CASTELLO – C’è un filo sottile che lega la memoria personale al tempo che passa, i ricordi ai luoghi e le parole alle emozioni. È proprio lungo questo percorso che accompagnerà il pubblico Maurizio Terzetti, protagonista del prossimo appuntamento del Circolo del Libro – III Edizione 2026, in programma giovedì 18 giugno alle ore 21 nelle sale del Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati.

L’iniziativa, promossa dal Circolo Tifernate in collaborazione con il Comune di Città di Castello e l’Assessorato alle Politiche culturali, continua così il suo percorso dedicato agli autori e alle storie capaci di stimolare riflessioni e confronto.

Al centro della serata ci sarà il volume L’almanacco dei giorni ritrovati, pubblicato quest’anno da Edizioni LuoghInteriori. Un’opera che già dal titolo richiama il valore del tempo e della memoria, temi che da sempre attraversano il percorso umano e letterario dell’autore.

Nato ad Assisi nel 1952, Terzetti rappresenta una figura conosciuta e apprezzata nel panorama culturale umbro. Ha iniziato il suo cammino nel mondo della scrittura negli anni Ottanta, dedicandosi allo studio dei linguaggi politici del Novecento, per poi approdare alla poesia, passione che gli è valsa nel 1988 il prestigioso Premio Montale per inediti. Nel corso degli anni ha affiancato alla produzione letteraria anche un’intensa attività di ricerca legata alla storia locale e all’arte umbra, senza mai perdere quella sensibilità poetica che caratterizza il suo sguardo sul mondo.

A dialogare con l’autore sarà Pasquale Guerra, docente e critico letterario, mentre porterà il proprio contributo Antonio Vella, direttore generale di Edizioni LuoghInteriori.

La serata sarà introdotta dal presidente del Circolo Tifernate, Gregorio Anastasi, e dalla curatrice della rassegna, Catia Cecchetti, anima di un progetto che anche quest’anno continua a richiamare un pubblico attento e appassionato.

Un appuntamento che si annuncia particolarmente interessante non solo per gli amanti della letteratura, ma per tutti coloro che credono nel valore delle storie e nella capacità dei libri di restituire significato ai giorni, anche a quelli che sembravano ormai perduti.

Per partecipare è necessaria la prenotazione, vista la disponibilità limitata dei posti.

Informazioni e prenotazioni:
eventi@circolotifernate.it
339 7203829

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Trasporti, Patto Avanti: “L’Umbria paga anni di errori. Ora lavoriamo per risposte concrete contro l’isolamento della regione”

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Perugia, 15 giugno 2026 – “Le notizie emerse oggi sul fronte dei trasporti confermano quanto sia difficile la situazione che la nuova amministrazione regionale si è trovata ad affrontare. Da una parte, le organizzazioni sindacali del settore ferroviario hanno denunciato il un progressivo isolamento dell’Umbria a causa di scelte nazionali che penalizzano il trasporto regionale e limitano l’accesso alle infrastrutture dell’Alta Velocità, a causa delle delibere Art. Un allarme che riguarda migliaia di pendolari, studenti e lavoratori e che non può essere ignorato. Dall’altra, l’audizione dell’assessore regionale Francesco De Rebotti e dell’amministratore unico di Umbria Tpl e Mobilità ha evidenziato il lavoro che la Regione sta portando avanti per aggiornare il Piano di bacino del trasporto pubblico e costruire un nuovo sistema tariffario più equo, omogeneo e accessibile per tutti i cittadini umbri”.

“Le criticità evidenziate oggi non nascono dal nulla. Sono il risultato di anni di scelte sbagliate, di mancata programmazione e di una visione che troppo spesso ha lasciato l’Umbria ai margini delle grandi strategie infrastrutturali nazionali. A questo si aggiungono le politiche del Governo Meloni e del Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, che continuano a non fornire risposte adeguate alle esigenze delle regioni interne e che, anzi, sembra sempre di più abdicare ai privati un servizio fondamentale come la mobilità”.

“Mentre qualcuno oggi prova a impartire lezioni, la realtà racconta di problemi accumulati nel tempo e di una Regione che sta lavorando per rimettere ordine in un settore strategico. Apprezziamo il percorso avviato dalla Giunta regionale e dall’assessore De Rebotti per affrontare questioni rimaste troppo a lungo irrisolte, capiamo le proteste dei sindacati dei trasporti per una condizione della mobilità ormai indecente, che si ripercuote su lavoratori e cittadini. La Regione è all’opera per restituire ai cittadini un sistema di mobilità più efficiente, moderno e sostenibile e che anzi, sembrano spingere il sistema verso la privatizzazione”.

“Un Patto Avanti continuerà a sostenere ogni iniziativa utile a contrastare l’isolamento dell’Umbria, a difendere il trasporto pubblico come servizio essenziale e a garantire il diritto alla mobilità di cittadini, studenti e lavoratori”.

Così in una nota i partiti del Patto avanti.

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Città di Castello, il professor Massimo Bistarelli in pensione: si chiude una carriera tra scuola e Serie C

Con il Collegio Docenti del 15 giugno 2026 si chiude ufficialmente una lunga e prestigiosa carriera nel mondo della scuola. Il professor Massimo Bistarelli, conosciuto e apprezzato da tutti come “Bista”, raggiunge il meritato traguardo della pensione dopo anni di insegnamento vissuti con passione, competenza e straordinarie qualità umane.

Nel corso della sua esperienza professionale ha rappresentato molto più di un semplice docente. Per studenti, famiglie e colleghi è stato un punto di riferimento capace di coniugare autorevolezza e disponibilità, rigore e sensibilità, trasmettendo valori che vanno ben oltre quelli contenuti nei libri di testo.

La sua presenza all’interno della comunità scolastica è sempre stata caratterizzata da equilibrio, correttezza, spirito di collaborazione e attenzione verso gli altri. Qualità che gli hanno permesso di costruire nel tempo rapporti autentici e duraturi, lasciando un ricordo indelebile in chiunque abbia condiviso con lui anche solo una parte del proprio percorso professionale.

Ma la storia di Massimo Bistarelli non si limita alle aule scolastiche. Prima di dedicarsi all’insegnamento, infatti, è stato protagonista anche sui campi da calcio, indossando la maglia del Città di Castello Calcio nel campionato di Serie C. Un’esperienza sportiva vissuta con la stessa serietà e passione che avrebbe poi contraddistinto la sua attività di docente.

Tra i ricordi più significativi della sua carriera calcistica resta un episodio entrato nella memoria degli sportivi tifernati: nella stagione 1980/1981 fu infatti autore dell’ultimo gol realizzato dal Città di Castello Calcio in quel campionato di Serie C, un momento che ancora oggi rappresenta una piccola ma preziosa pagina della storia sportiva cittadina.

Scuola e sport hanno rappresentato due aspetti diversi ma complementari di un percorso umano fondato sugli stessi principi: impegno, sacrificio, rispetto e spirito di squadra. Valori che il professor Bistarelli ha saputo incarnare e trasmettere nel corso degli anni.

Oggi la scuola saluta un professionista stimato e una persona profondamente apprezzata. Si conclude una carriera ricca di soddisfazioni, ma resta il patrimonio umano e professionale costruito giorno dopo giorno attraverso il lavoro, l’esempio e la capacità di mettere sempre le persone al centro.

Mentre si apre una nuova fase della sua vita, l’augurio è che possa godere di tutto il tempo, della serenità e delle soddisfazioni che merita, portando con sé l’affetto e la riconoscenza di un’intera comunità scolastica che non dimenticherà il suo contributo

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Città di Castello, da lunedì 15 giugno Umbra Acque riattiva le Case dell’Acqua di Madonna del Latte e Cerbara


Da lunedì 15 giugno 2026 tornano in funzione le Case dell’Acqua di via Vasari a Madonna del Latte e via Monti a Cerbara, gestite da Umbra Acque. Con queste due riaperture salgono a quattro le strutture attive a Città di Castello per promuovere l’uso dell’acqua di rete e ridurre la plastica.


Umbra Acque rimette in esercizio due Case dell’Acqua a Città di Castello
Da lunedì 15 giugno 2026 saranno nuovamente in esercizio le due Case dell’Acqua situate in via
Vasari, in località Madonna del Latte, e in via Monti, in località Cerbara, a Città di Castello.
Le due strutture, realizzate in passato dal Comune di Città di Castello, erano state gestite fino a
qualche mese fa dall’Amministrazione comunale attraverso un’azienda privata incaricata del servizio.
Umbra Acque S.p.A., a seguito della sottoscrizione di una specifica convenzione per la gestione degli
impianti, ha provveduto agli interventi necessari per adeguare le due Case dell’Acqua ai propri
standard tecnici e qualitativi, così da garantirne il corretto funzionamento e la piena fruibilità da parte
dei cittadini.
Con il ritorno in funzione delle Case dell’Acqua di Madonna del Latte e Cerbara, sale a quattro il
numero delle strutture attive nel territorio comunale, affiancandosi a quelle già operative in via della
Barca e nella frazione di Trestina. Una rete di servizi che contribuisce a promuovere l’utilizzo
dell’acqua del pubblico acquedotto, favorendo al tempo stesso comportamenti sostenibili e la
riduzione dell’impiego di bottiglie in plastica.
L’intervento conferma l’impegno di Umbra Acque nel rafforzare i servizi di prossimità destinati alle
comunità locali e nella valorizzazione di una risorsa preziosa come l’acqua, attraverso infrastrutture
efficienti, accessibili e diffuse sul territorio.

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Arcaleni “Gli impegni presi sul randagismo felino sono disattesi: amministrazione inerte”

Dopo  quasi due anni dall’ultima interrogazione,  che aveva prodotto la convocazione di un Tavolo di lavoro per affrontare concretamente il problema in maniera seria e con il coinvolgimento dei vari soggetti, nulla di fatto, o quasi, ha seguito quegli impegni presi.

Malgrado le parole dell’assessore Mariangeli, e il grande impegno delle volontarie che a tutt’oggi continuano a lavorare duramente, nessun passo avanti è stato fatto concretamente: ci auguriamo che l’ennesima interrogazione che ho di nuovo presentato serva a comprendere le motivazioni del mancato rispetto degli impegni presi dall’ Amministrazione in merito al problema del randagismo felino e a generare azioni concrete.

Urgono interventi, perché i volontari non riescono più a far fronte, né in termini economici né di spazi adeguati: quali modalità intende adottare l’ amministrazione per  dare risposte concrete? Perchè si sono arenati i contatti e gli impegni per trovare un’area pubblica dove realizzare un’oasi felina dedicata? Si chiede una risposta concreta per i gatti randagi e soprattutti i cuccioli che temporaneamente non trovano altro ricovero, prima delle adozioni, che di solito sono copiose grazie alla disponibilità e all’amore per gli animali così diffuso .

Per i gatti malati c’è già il gattile di Lerchi, per la cui gestione unitamente al canile, il Comune ha una convenzione molto onerosa con ENPA.

Ma i gatti randagi sono altra cosa, e l’amministrazione non pare occuparsene malgrado per la legge sia suo compito. La Regione ha stanziato alcuni fondi: l’atto presentato chiede anche come sono stati spesi dall’ente locale e ASL.

Sono anni che ci battiamo, insieme alle associazioni di volontariato, per evitare morti e sofferenze degli animali da affezione: è ormai il tempo in cui le istituzioni facciano la loro parte, perchè accudire, alloggiare,sterilizzare, curare , nutrire i gatti e i cuccioli randagi comporta un dispendio enorme di risorse umane, di tempo ed economiche ormai insostenibile. La situazione è sempre più grave: il fenomeno è in crescita e moltissime sono le segnalazioni di cuccioli abbandonati negli scatoloni o di gruppi di randagi sparsi.

La fine che rischiano di fare questi felini è sotto gli occhi di tutti, specie lungo i cigli delle strade.  Una strage annunciata. Ma non solo.

I randagi interi favoriscono, tramite accoppiamenti e lotte territoriali, la diffusione di malattie feline, e inevitabilmente anche i gatti di proprietà che vengono a contatto con tali esemplari, possono esserne contagiati.  

Cosa succederebbe infatti se queste persone , di colpo, smettessero di occuparsene? I gatti randagi resterebbero del Sindaco.

Insomma, il problema è reale: servono campagne intensive per la sterilizzazione e punti di riferimento/riparo idonei, funzionali ed esteticamente non invasivi per il territorio, dove sia il  volontario che il privato possano apportare il proprio aiuto per monitorare, curare e nutrire le colonie. Anche questa è civiltà.

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Dal Sasso Simone panorami e amicizia: nuova escursione per il CAI di Sansepolcro

Una giornata tra natura, storia e condivisione lungo uno degli itinerari più suggestivi dell’Appennino. Grande partecipazione all’uscita organizzata dalla sezione biturgense.

SANSEPOLCRO – Una giornata all’aria aperta, immersi nella natura e nei panorami dell’Appennino, condividendo la passione per il cammino e la montagna. È quella vissuta dai soci e dagli amici del Club Alpino Italiano di Sansepolcro che domenica hanno percorso l’Anello del Sasso Simone, uno degli itinerari più affascinanti tra Toscana, Marche ed Emilia-Romagna.

L’escursione ha condotto i partecipanti alla scoperta di un territorio ricco di storia e bellezze naturali, caratterizzato dai suggestivi calanchi, dalle imponenti falesie e dagli ampi panorami che rendono unico questo tratto dell’Appennino.

Un percorso che ha permesso ai camminatori di apprezzare non solo gli aspetti paesaggistici dell’area, ma anche il valore storico e ambientale di un luogo che continua a rappresentare una meta molto amata dagli escursionisti.

Come spesso accade nelle iniziative del CAI, oltre all’aspetto sportivo e naturalistico, protagonista è stato anche il piacere dello stare insieme. Chilometro dopo chilometro il gruppo ha condiviso racconti, esperienze e momenti di convivialità, vivendo quella dimensione di amicizia e aggregazione che da sempre accompagna le attività dell’associazione.

«Il valore più grande è stato condividere il cammino, le chiacchiere e la passione per la montagna con un gruppo speciale», hanno commentato dalla sezione di Sansepolcro al termine della giornata.

L’escursione al Sasso Simone si aggiunge così al ricco calendario di attività che il CAI biturgense organizza durante tutto l’anno per promuovere la conoscenza del territorio, il rispetto dell’ambiente e la cultura della montagna.

Una giornata da ricordare, tra sentieri, natura e amicizia, con lo sguardo già rivolto alle prossime avventure.

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San Giustino, il 20 giugno si inaugura la mostra di Giovanna Selvi dedicata a Cospaia

L’artista racconta la natura attraverso colori, luce e armonia. Nelle sue opere il territorio si trasforma in un viaggio tra ricordi, sensazioni e bellezza quotidiana.

La natura è il punto di partenza, ma nei quadri di Selvi c’è molto di più di un semplice paesaggio. C’è uno sguardo personale, costruito negli anni attraverso l’osservazione, la sensibilità e la capacità di cogliere quell’equilibrio che spesso sfugge a chi attraversa i luoghi senza fermarsi davvero a guardarli.

Accanto a lei, in questo percorso, c’è sempre stato il marito Fabrizio Ricci, documentarista di famiglia e presenza discreta ma importante nella sua esperienza umana e artistica.

Le opere di Selvi raccontano colline, campagne, alberi e scorci che appartengono al territorio, ma non si limitano a riprodurre fedelmente ciò che appare davanti agli occhi. Ogni tela nasce infatti da un incontro tra la realtà e l’emozione, tra ciò che l’artista vede e ciò che quel luogo riesce a trasmetterle.

Il suo stile si muove all’interno di un realismo morbido, nel quale la luce e il colore diventano strumenti essenziali per restituire atmosfere e sensazioni. I panorami che sceglie non cercano la grandiosità, ma la capacità di parlare con semplicità a chi li osserva. Sono luoghi riconoscibili, familiari, che attraverso il pennello acquistano una dimensione intima e personale.

Nei suoi lavori emerge una costante ricerca dell’armonia. Un’armonia che non viene costruita artificialmente, ma scoperta nella natura e poi trasferita sulla tela attraverso accostamenti cromatici equilibrati e una composizione sempre attenta. È probabilmente questo uno degli aspetti che colpisce maggiormente chi si trova davanti alle sue opere: la sensazione di trovarsi in uno spazio sereno, dove ogni elemento sembra occupare il posto giusto.

Guardare un quadro di Selvi significa entrare per qualche istante nel suo modo di osservare il mondo. Significa condividere una prospettiva, seguire uno sguardo che si posa sui dettagli e sulle sfumature più delicate del paesaggio. Non è soltanto la rappresentazione di un luogo, ma il racconto di un’emozione che attraverso il colore continua a vivere e a dialogare con chi osserva.

È una pittura sincera, lontana dalle mode e dalle forzature, che trova la propria forza nella semplicità e nella capacità di restituire la bellezza autentica delle cose. Una bellezza che Selvi ricerca da sempre e che, quadro dopo quadro, continua a condividere con il pubblico attraverso immagini nelle quali è facile riconoscersi e lasciarsi trasportare.

Una ricerca artistica che parla di natura, ma soprattutto di sensibilità. Perché nei paesaggi di Selvi non c’è soltanto ciò che si vede. C’è il modo in cui l’artista sceglie di guardare il mondo e di restituirlo agli altri, con delicatezza, equilibrio e una profonda attenzione per quei dettagli che spesso fanno la differenza.

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