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Motori: Gregori e la nuova Nova Proto, alla Trento-Bondone un debutto che lascia buone sensazioni

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Gregori e la nuova Nova Proto, alla Trento-Bondone un debutto che lascia buone sensazioni

Non era la gara più semplice nella quale debuttare con una vettura nuova. Anzi, probabilmente era la più impegnativa. Eppure Michele Gregori torna dalla Trento-Bondone con indicazioni positive e la convinzione di avere tra le mani un mezzo che potrà dire la sua nel prosieguo della stagione.

Il pilota di Pieve Santo Stefano ha portato all’esordio la Nova Proto NP03 a guida centrale nella 75esima edizione della storica cronoscalata trentina, terzo appuntamento del campionato Super Salita 2026. Alla fine il verdetto del cronometro parla di un 12esimo posto assoluto e del sesto nella classe fino a 1600 del gruppo E2SC-SS, risultato che va letto soprattutto alla luce del lavoro di sviluppo e adattamento richiesto da una vettura completamente nuova.

L’obiettivo del fine settimana era infatti quello di raccogliere dati, prendere confidenza con il prototipo e verificare il comportamento della macchina lungo i 17 chilometri e 300 metri di una salita che rappresenta da sempre uno dei banchi di prova più severi per piloti e mezzi.

I riscontri sono arrivati già dalle prove, con Gregori capace di migliorarsi sensibilmente tra la prima e la seconda manche, passando da 10’37”26 a 10’23”67. In gara il cronometro si è poi fermato a 10’10”08.

Rimane un po’ di rammarico per non essere riuscito ad abbassare il proprio record personale sul Bondone, ma la prestazione è stata inevitabilmente condizionata da due episodi che hanno tolto secondi preziosi alla salita del pilota valtiberino.

«Sabato abbiamo dovuto risolvere alcuni piccoli problemi di gioventù della vettura, situazioni normali quando si porta in gara una macchina appena allestita – racconta Gregori -. In gara, poco dopo Sardagna, un inconveniente al cambio mi ha costretto praticamente a ripartire da fermo. Nel finale, poi, mi sono trovato davanti un concorrente che si era girato e ho dovuto superarlo passando all’esterno. Sono episodi che inevitabilmente fanno perdere tempo e che mi hanno impedito di migliorare il mio primato personale».

Al di là della classifica, però, il bilancio resta positivo. La Nova Proto ha risposto bene e il feeling tra pilota e vettura sembra crescere chilometro dopo chilometro.

«La macchina va molto bene e voglio ringraziare tutte le persone che hanno lavorato per permettermi di essere al via a Trento nelle migliori condizioni possibili. Adesso avremo due settimane importanti prima di Ascoli Piceno, utili sia per perfezionare ulteriormente il prototipo sia per consentirmi di adattarmi sempre meglio alla guida».

La sensazione, al termine del weekend trentino, è che il vero risultato non sia soltanto quello scritto in classifica. Per Gregori la Trento-Bondone ha rappresentato soprattutto il primo passo di un nuovo percorso tecnico che potrebbe riservare soddisfazioni già nelle prossime uscite.

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Pietralunghese in Serie D, il sogno diventa realtà: battuta l’Ilvamaddalena 3-1

La Pietralunghese è in Serie D. Una giornata che resterà nella storia del calcio umbro e soprattutto di un piccolo paese di poco più di duemila abitanti che da anni vive il calcio come un elemento di identità e appartenenza.

Dopo l’1-1 conquistato in Sardegna nella gara di andata, la formazione biancazzurra ha completato l’opera davanti al proprio pubblico superando per 3-1 l’Ilvamaddalena nella finale di ritorno dei playoff nazionali di Eccellenza. Al triplice fischio è esplosa la festa di un’intera comunità che da oggi può guardare alla Serie D.

La partita non era iniziata nel migliore dei modi per gli umbri. Al 13’ gli ospiti erano passati in vantaggio con il capitano Vrdoljak, riportando dalla loro parte l’inerzia della doppia sfida. La reazione della Pietralunghese, però, è stata immediata. La squadra di casa ha continuato a giocare senza perdere lucidità e al 26’ ha trovato il pareggio con Tersini, rete che ha rimesso tutto in equilibrio.

Nella ripresa è arrivato il momento decisivo. Calderini ha firmato il gol del sorpasso, facendo esplodere il comunale e avvicinando la Pietralunghese a un traguardo che fino a pochi anni fa sembrava impensabile. L’Ilvamaddalena ha provato a rientrare in partita creando diverse occasioni, ma ha trovato sulla propria strada un Abibi decisivo con almeno tre interventi che hanno difeso il vantaggio biancazzurro.

Nel recupero, con i sardi sbilanciati in avanti alla ricerca del pareggio, è arrivato il colpo definitivo. Rossi, appena entrato, ha trovato la rete del 3-1 che ha chiuso i conti e dato il via alla festa.

Per Pietralunga è un risultato che va oltre il semplice dato sportivo. È il coronamento di un percorso costruito negli anni e il premio per una società che è riuscita a portare un piccolo borgo dell’Altotevere umbro alle porte del calcio nazionale. Da oggi la Pietralunghese è in Serie D, e per il paese è una pagina destinata a restare nella memoria.

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Welfare e Terzo Settore, alla Biblioteca Carducci una riflessione sul valore della cura

CITTÀ DI CASTELLO – Una sala gremita e un tema che riguarda da vicino la vita di tutti i giorni. Nella Sala Rossi Monti della Biblioteca comunale “Giosuè Carducci” si è svolta la presentazione del libro “I Care. Curare e prendersi cura” di Riccardo Sollini, responsabile della Comunità di Capodarco dell’Umbria.

L’iniziativa, promossa e curata dall’avvocato e consigliera comunale Maria Grazia Giorgi, ha rappresentato l’occasione per parlare di welfare, Terzo Settore e del significato più profondo del prendersi cura degli altri, in un momento storico in cui le fragilità sociali e il bisogno di relazioni autentiche sono temi sempre più presenti nel dibattito pubblico.

Al tavolo dei relatori erano presenti il sindaco Luca Secondi, il vicesindaco Giuseppe Bernicchi, l’assessore alle Politiche Sociali Benedetta Calagreti, la professoressa Agnese Rosati e la dottoressa Rita Ciani. Gli interventi hanno offerto spunti di riflessione sul ruolo delle istituzioni, del volontariato e delle realtà del Terzo Settore nel costruire comunità più attente e inclusive.

Ad arricchire il pomeriggio sono stati anche i momenti dedicati alla musica e alla lettura. La voce di Anna Venturini e l’accompagnamento al pianoforte di Chiara Innocentini hanno contribuito a creare un clima particolarmente coinvolgente, molto apprezzato dai numerosi partecipanti presenti in sala.

«Cultura e musica hanno caratterizzato l’evento che, grazie all’autore del libro e agli altri prestigiosi relatori, è stato occasione per affrontare tematiche di grande attualità che coinvolgono ogni giorno la vita di tutti noi», ha dichiarato Maria Grazia Giorgi.

Più che una semplice presentazione editoriale, l’incontro si è trasformato in un momento di confronto aperto su temi che toccano da vicino le persone e le comunità, riportando al centro dell’attenzione il valore della cura come strumento di crescita sociale e civile.

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Stracittadina Sansepolcro, la decide Riccardo Valori nel recupero: Porta Fiorentina torna a festeggiare

Oltre 1300 persone al Buitoni, raccolti 2.347 euro per Ivano Becci. Momento di grande emozione per il ricordo di Stefano Vannini

SANSEPOLCRO – Per oltre novanta minuti è sembrata una di quelle partite destinate a finire ai rigori. Poche occasioni, tanta attenzione tattica e la sensazione che nessuna delle due squadre volesse concedere qualcosa all’altra. Poi, quando ormai gran parte del pubblico stava già pensando alla lotteria dal dischetto, è arrivata la giocata che ha cambiato la serata.

A firmarla è stato Riccardo Valori, che nel recupero ha trovato il gol dell’1-0 regalando a Porta Fiorentina la vittoria della 24esima Stracittadina calcistica di Sansepolcro. Un’esplosione di gioia sul lato viola della tribuna del Buitoni, davanti a oltre 1300 spettatori che hanno confermato ancora una volta quanto questa sfida continui a essere sentita dalla città.

La partita non è stata spettacolare, ma intensa sì. Le due squadre si conoscevano bene e si è visto fin dalle prime battute. Porta Romana e Porta Fiorentina hanno provato soprattutto a non scoprirsi, lasciando poco spazio alle iniziative offensive. I portieri hanno avuto poco lavoro e nei primi quarantacinque minuti le emozioni sono state davvero poche.

Qualcosa in più si è visto nella ripresa. Quadroni ha avuto una buona opportunità per i viola, mentre Ahmeti non è riuscito a sfruttare una situazione favorevole per Porta Romana. I due allenatori hanno cercato nuove soluzioni dalla panchina, ma il risultato è rimasto inchiodato sullo 0-0.

Quando il cronometro aveva ormai superato il novantesimo, è arrivato l’episodio che ha deciso tutto. Sugli sviluppi di un’azione nata da una rimessa laterale contestata dai giallorossi, D’Agostino ha trovato spazio sulla fascia e ha servito al centro Riccardo Valori. La conclusione dell’attaccante viola non ha lasciato scampo a Faraglia e ha fatto esplodere la festa.

Un gol pesantissimo, che vale l’undicesima vittoria della storia per Porta Fiorentina e che riapre ulteriormente il bilancio complessivo della manifestazione, dove Porta Romana resta avanti con tredici successi.

Ma la Stracittadina non è stata soltanto calcio. Ancora una volta la città ha risposto presente anche sul piano della solidarietà. Le offerte raccolte durante la serata hanno raggiunto quota 2.347,49 euro e saranno destinate a Ivano Becci, figura molto conosciuta e amata nel mondo sportivo biturgense.

Particolarmente toccante anche il momento dedicato a Stefano Vannini, scomparso nel novembre scorso. Durante l’intervallo la moglie Caterina e il figlio Pietro hanno ricevuto una targa commemorativa consegnata dal patron storico Fabio Chimenti. Un ricordo semplice ma sentito, accompagnato dall’applauso dello stadio e da un omaggio floreale consegnato da Porta Romana.

Alla fine, mentre i giocatori viola alzavano la coppa ricevuta dal sindaco Fabrizio Innocenti, la sensazione era quella delle serate riuscite. Non solo per il risultato. Perché la Stracittadina continua a essere uno degli appuntamenti che meglio raccontano Sansepolcro: rivalità sportiva, amicizie, memoria e solidarietà. E anche stavolta, fino all’ultimo secondo, non ha tradito le aspettative.

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L’Umbria protagonista a Bruxelles con il Network Giovani M5S: tre giorni di confronto sul futuro dell’Europa

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L’Umbria protagonista a Bruxelles con il Network Giovani M5S: tre giorni di confronto sul futuro dell’Europa

C’era anche l’Umbria tra le regioni protagoniste della seconda edizione di “Parlami d’Europa”, l’iniziativa promossa dalla delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento Europeo che ha portato a Bruxelles cento giovani provenienti da tutta Italia per confrontarsi sui temi che segneranno il futuro dell’Unione Europea.

A rappresentare il Network Giovani Umbria è stato Daniel Foglietta, che ha preso parte ai lavori e agli incontri organizzati nel cuore delle istituzioni europee insieme a ragazze e ragazzi arrivati da ogni parte del Paese. Tre giornate intense, vissute tra momenti di formazione, confronto e partecipazione attiva, con l’obiettivo di avvicinare i giovani ai processi decisionali europei e dare spazio alle loro proposte.

L’iniziativa è arrivata al termine di un percorso avviato nei mesi scorsi, durante il quale i partecipanti hanno lavorato su idee e progetti da sviluppare all’interno di otto tavoli tematici dedicati a questioni centrali per il futuro dell’Europa. Tra questi anche quello dedicato all’innovazione, alle imprese e allo sviluppo sostenibile, al quale ha contribuito lo stesso Foglietta.

Nel corso della permanenza a Bruxelles i giovani hanno avuto l’opportunità di visitare l’Emiciclo e il Parlamentarium, entrando in contatto diretto con il funzionamento delle istituzioni europee e confrontandosi con europarlamentari, esperti e rappresentanti dell’Unione Europea. Presente anche il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte insieme agli eurodeputati del gruppo.

«È stata un’esperienza estremamente significativa – racconta Daniel Foglietta – perché ci ha permesso di confrontarci con persone provenienti da realtà diverse ma accomunate dalla volontà di costruire proposte concrete. Abbiamo avuto l’opportunità di approfondire temi importanti e di comprendere più da vicino il funzionamento delle istituzioni europee».

Per il giovane rappresentante umbro il valore dell’iniziativa va ben oltre la visita al Parlamento Europeo. «Torno da Bruxelles con una convinzione ancora più forte: il futuro dell’Europa non si osserva da lontano, ma si costruisce attraverso la partecipazione, l’impegno e le idee. È fondamentale che i giovani abbiano spazi reali in cui poter contribuire alle scelte che riguardano il loro futuro».

Un’esperienza che ha portato anche la voce dell’Umbria all’interno del Parlamento Europeo e che conferma la volontà delle nuove generazioni di essere protagoniste nei processi di cambiamento e nelle sfide che attendono l’Europa nei prossimi anni.

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Da Mara Calisti a Meredith Kercher: Fiorucci e Cardella raccontano la grande cronaca umbra al Circolo degli Illuminati

CITTÀ DI CASTELLO – Delitti irrisolti, grandi inchieste giudiziarie, il ruolo dell’informazione e le nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale. Sono stati questi alcuni dei temi al centro dell’incontro che si è svolto venerdì pomeriggio nelle sale del Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati, dove il giornalista e scrittore ha presentato il suo ultimo libro “L’alfabeto del sangue – Chi ha ucciso Mara Calisti?”.

L’appuntamento ha chiuso il ciclo delle iniziative collaterali della terza edizione del “Circolo del Libro 2026”, promosso dal Circolo Tifernate in collaborazione con il Comune di Città di Castello e l’assessorato alle Politiche culturali.

Ad aprire la serata è stato il vicepresidente del Circolo, Pietro Paolieri, che ha portato il saluto dell’associazione ringraziando il Comune e l’assessore Michela Botteghi per la collaborazione che accompagna da anni le attività culturali dell’Accademia degli Illuminati.

A introdurre l’incontro è stata Catia Cecchetti, curatrice della rassegna, che ha ricordato il valore di appuntamenti come questo, capaci di offrire occasioni di approfondimento su temi che vanno oltre la semplice cronaca e toccano aspetti sociali, culturali e umani della società contemporanea.

Al centro della serata il dialogo tra Fiorucci e l’ex procuratore generale della Repubblica , due figure che, da prospettive diverse, hanno attraversato alcune delle vicende più significative della cronaca giudiziaria italiana e umbra degli ultimi decenni.

Partendo dal libro, Fiorucci ha ripercorso il caso di Mara Calisti, la donna uccisa nella sua abitazione di Todi il 15 luglio 1993 con una coltellata. Un omicidio che, a distanza di oltre trent’anni, continua a non avere un colpevole e che rappresenta ancora oggi una delle pagine più oscure della cronaca regionale.

Da quel caso il racconto si è allargato ad altre vicende che hanno segnato profondamente l’opinione pubblica: dal Mostro di Foligno all’omicidio di Meredith Kercher, dal rapimento di Augusto De Megni fino alle inchieste legate al Mostro di Firenze. Episodi che Fiorucci ha seguito direttamente nel corso della sua lunga carriera giornalistica, prima nei quotidiani e poi alla guida della redazione umbra della Rai.

Cardella ha invece offerto il punto di vista del magistrato, raccontando l’esperienza maturata in decenni di attività giudiziaria, dalle indagini sulle stragi mafiose del 1992 fino ai numerosi procedimenti seguiti in Umbria e in altre procure italiane. Più volte nel corso del confronto è emersa la difficoltà di trovare un equilibrio tra la necessità di accertare la verità processuale e il peso umano che ogni vicenda porta con sé.

Particolarmente partecipato il momento dedicato al rapporto tra informazione e giustizia. Nel dibattito è stato affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale e del crescente impatto che le nuove tecnologie stanno avendo sulla diffusione delle notizie e sulla formazione dell’opinione pubblica.

Fiorucci e Cardella hanno evidenziato come, soprattutto nei casi di maggiore esposizione mediatica, il racconto giornalistico possa contribuire a orientare il giudizio collettivo ancora prima dell’accertamento dei fatti. Un fenomeno che, secondo entrambi, impone oggi una riflessione ancora più attenta sul ruolo dell’informazione.

Numerosi gli interventi e le domande del pubblico, che hanno trasformato la presentazione in un confronto aperto sui grandi temi della cronaca, della giustizia e della società contemporanea.

A chiudere l’incontro è stato il presidente del Circolo Tifernate, Gregorio Anastasi, che ha ringraziato ospiti e partecipanti per una serata capace di unire approfondimento culturale e riflessione civile, confermando ancora una volta l’attenzione dell’associazione verso temi di forte attualità e interesse pubblico.

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Sicurezza, Fratelli d’Italia in piazza con il sottosegretario Prisco

Gazebo informativo a Città di Castello sul nuovo Decreto Sicurezza. Presente il sottosegretario all’Interno: «Più strumenti per contrastare criminalità e degrado»

CITTÀ DI CASTELLO – Fratelli d’Italia torna in piazza e lo fa puntando su uno dei temi che più caratterizzano l’azione del Governo Meloni: la sicurezza. Sabato mattina il partito ha organizzato un gazebo informativo nel centro di Città di Castello alla presenza del sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco, arrivato in città per illustrare i contenuti del nuovo Decreto Sicurezza e incontrare cittadini, amministratori e militanti del partito.

L’iniziativa rientra nella campagna che Fratelli d’Italia sta portando avanti in tutta Italia per spiegare le principali misure introdotte dal provvedimento approvato dal Governo. Un’occasione che a Città di Castello ha consentito anche di affrontare temi particolarmente sentiti dai cittadini, come il contrasto alla microcriminalità, al degrado urbano e ai fenomeni di illegalità diffusa.

Nel suo intervento Prisco ha definito il decreto come uno strumento concreto per rafforzare l’azione dello Stato sul territorio, evidenziando le misure rivolte al contrasto delle baby gang, dello spaccio di sostanze stupefacenti, delle occupazioni abusive e degli episodi di violenza che interessano molte realtà urbane. Secondo il sottosegretario, l’obiettivo è quello di mettere a disposizione delle forze dell’ordine strumenti più efficaci e garantire maggiori tutele a chi ogni giorno opera per la sicurezza delle comunità.

Prisco ha inoltre ricordato il rafforzamento degli organici previsto per il periodo estivo. L’Umbria potrà infatti contare su 35 unità aggiuntive tra le forze dell’ordine, un incremento che, nelle intenzioni del Governo, servirà a garantire una presenza ancora più capillare sul territorio.

Nel corso della mattinata si è parlato anche del ruolo delle amministrazioni comunali nella prevenzione e nel controllo del territorio. Videosorveglianza, polizia locale e riqualificazione urbana sono stati indicati come strumenti complementari all’azione delle forze dell’ordine per migliorare la sicurezza percepita e reale nelle città.

«Con questa campagna vogliamo spiegare nel merito le misure adottate dal Governo e continuare ad ascoltare le esigenze che arrivano dai territori», ha spiegato Prisco, ribadendo l’impegno dell’esecutivo sul fronte della legalità e della sicurezza.

Accanto al sottosegretario erano presenti il coordinatore comunale di Fratelli d’Italia Francesco Rignanese, il presidente provinciale Alessandro Moio, i consiglieri comunali Andrea Lignani Marchesani e Riccardo Leveque, oltre a numerosi dirigenti e iscritti del partito.

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Città di Castello, operativa la nuova terapia intensiva: i posti letto passano da 6 a 18

Nuovi spazi all’ospedale tifernate dopo gli interventi finanziati con il piano post Covid. Realizzati anche 14 posti di terapia semintensiva e lavori al pronto soccorso

CITTÀ DI CASTELLO – Da giovedì 11 giugno è entrata ufficialmente in funzione la nuova terapia intensiva dell’ospedale di Città di Castello. Un intervento che aumenta in maniera significativa la capacità assistenziale del presidio tifernate, portando i posti letto di rianimazione da 6 a 18.

La nuova area è stata realizzata al piano terra dell’ospedale attraverso la completa ristrutturazione degli spazi esistenti. Qui trovano posto 12 posti letto, suddivisi tra sei postazioni in open space e sei camere singole dotate di tecnologie avanzate e pensate soprattutto per la gestione dei pazienti che necessitano di isolamento.

A questi si aggiungono altri sei posti letto ricavati al primo piano, nell’area che in passato ospitava l’ambulatorio protetto. Anche in questo caso sono stati realizzati spazi differenziati, con due stanze singole e quattro postazioni in open space.

Con l’attivazione dei nuovi reparti, la dotazione complessiva di terapia intensiva dell’ospedale triplica rispetto al passato. Un risultato che arriva al termine di un percorso iniziato negli anni dell’emergenza Covid e che aveva come obiettivo quello di rafforzare la rete ospedaliera e preparare le strutture sanitarie ad affrontare eventuali future situazioni di emergenza.

Gli interventi non hanno riguardato soltanto la rianimazione. Negli ultimi anni all’ospedale di Città di Castello sono stati infatti realizzati anche 14 nuovi posti letto di terapia semintensiva all’interno del reparto di Medicina Interna, mentre il pronto soccorso è stato interessato da lavori di adeguamento e riorganizzazione degli spazi e dei percorsi di accesso.

Le opere sono state finanziate attraverso il Decreto Legge 34 del 2020, che aveva previsto risorse specifiche per il potenziamento della sanità dopo la pandemia. In questi giorni sono in corso le ultime attività di allestimento delle dotazioni sanitarie.

Complessivamente gli interventi effettuati all’ospedale tifernate hanno comportato investimenti per circa 6,6 milioni di euro. A questi si aggiungono ulteriori finanziamenti del Pnrr destinati all’ammodernamento tecnologico e digitale della struttura e all’acquisto di nuove apparecchiature, per un valore complessivo che sfiora i 10 milioni di euro.

«L’apertura della nuova terapia intensiva rappresenta un passaggio importante per il rafforzamento dell’ospedale di Città di Castello», sottolinea il direttore generale dell’Usl Umbria 1, Emanuele Ciotti.

Soddisfatto anche Stefano Martinelli, direttore della struttura di Anestesia e Rianimazione: «Dopo cinque anni torniamo finalmente in una sede adeguata, moderna e tecnologicamente avanzata, pronta ad affrontare le diverse esigenze assistenziali che ogni giorno siamo chiamati a gestire».

Per il presidio dell’Alta Valle del Tevere si tratta di uno degli interventi più rilevanti degli ultimi anni sul fronte dell’assistenza ospedaliera, con spazi completamente rinnovati e una disponibilità di posti letto nettamente superiore rispetto al passato.

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Città di Castello Via Liviero, si apre il dibattito su parcheggi e viabilità: il Comune valuta possibili interventi

Via Liviero, si apre il dibattito su parcheggi e viabilità: il Comune valuta possibili interventi

Maria Grazia Giorgi (PD) chiede più parcheggi e una viabilità migliore in via Liviero. Riccardo Carletti: «Disponibili a valutare soluzioni al termine dei lavori sullo Scatorbia».

CITTÀ DI CASTELLO – Più parcheggi e una carreggiata meno stretta in via Carlo Liviero. È la proposta lanciata in consiglio comunale dalla consigliera del Partito Democratico Maria Grazia Giorgi, che ha chiesto all’amministrazione di sfruttare la conclusione dei lavori sul torrente Scatorbia per ripensare uno dei punti più frequentati della città. Una richiesta che ha trovato una prima apertura da parte dell’assessore ai Lavori Pubblici Riccardo Carletti, pur con tutte le verifiche tecniche necessarie.

Giorgi ha acceso i riflettori sul tratto iniziale della strada, quello che dalla rotatoria di viale Vittorio Veneto conduce verso la stazione ferroviaria. Una zona particolarmente viva, dove si concentrano attività commerciali, studi professionali, banche, servizi e dove ogni giorno transitano centinaia di veicoli.

Nel suo intervento la consigliera ha richiamato l’attenzione su un’area attualmente transennata, chiedendo che al termine del cantiere venga valutata la possibilità di ampliare la carreggiata nel punto in cui oggi si registra un restringimento e di ricavare alcuni nuovi posti auto. «Cinque o sei parcheggi, magari anche in diagonale, con almeno uno riservato alle persone con disabilità», ha proposto Giorgi, evidenziando come le attività presenti nella zona abbiano bisogno di ulteriori spazi di sosta.

L’assessore Carletti ha spiegato che l’intervento in corso riguarda esclusivamente la messa in sicurezza dello scatolare che convoglia il torrente Scatorbia e tutte le opere collegate, compreso lo spostamento dei sottoservizi presenti sotto la sede stradale. In questa fase, quindi, il progetto non prevede modifiche alla viabilità né la realizzazione di parcheggi.

L’assessore non ha però chiuso la porta alla proposta. Anzi, ha riconosciuto che si tratta di un tema che merita attenzione. Prima di qualsiasi decisione sarà però necessario verificare le condizioni della struttura che si trova sotto la strada e capire se possa sostenere eventuali interventi futuri.

«La proposta della consigliera Giorgi non è da scartare», ha spiegato Carletti, sottolineando come, una volta conclusi i lavori attuali, l’amministrazione sia disponibile a valutare possibili soluzioni migliorative coinvolgendo residenti, attività economiche e professionisti della zona.

Una disponibilità che la stessa Giorgi ha accolto positivamente, auspicando che, terminato il cantiere, possano essere approfondite tutte le opzioni utili a rendere via Liviero più funzionale, sicura e adeguata alle esigenze di una delle aree più frequentate della città.

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Città di Castello Pallavolo, la serie B riparte da Marco Bartolini

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Il tecnico tifernate torna sulla panchina biancorossa dopo gli anni trascorsi a San Giustino. Raccoglie l’eredità di Andrea Radici e guiderà la squadra nel prossimo campionato nazionale.

CITTÀ DI CASTELLO – La Città di Castello Pallavolo ha scelto il nuovo allenatore per la stagione del ritorno in serie B. Sarà Marco Bartolini a guidare i biancorossi nel prossimo campionato nazionale, raccogliendo l’eredità di Andrea Radici, protagonista della splendida cavalcata che ha riportato la squadra tifernate tra le grandi del volley nazionale.

Un ritorno che sa di casa. Bartolini, infatti, rappresenta uno dei volti più conosciuti della pallavolo cittadina. Da giocatore ha vestito la maglia biancorossa fino alla serie A2 con l’El Campero nella stagione 1993-94, diventando poi capitano della squadra guidata da Enzo Sideri nei primi anni Duemila.

Terminata la carriera in campo, ha iniziato un lungo percorso da allenatore e collaboratore tecnico vivendo da protagonista alcune delle pagine più importanti della storia del club. Dal 2005 ha fatto parte dello staff della prima squadra, lavorando con Francesco Brighigna e Andrea Radici fino alla storica promozione in Serie A1 del 2013 e agli anni della SuperLega.

Successivamente ha guidato il settore giovanile, la serie D e la serie B, arrivando a disputare anche i playoff per la promozione in A2. Negli ultimi anni ha allenato San Giustino, prima in serie B e poi per quattro stagioni consecutive in A3.

La società ha così deciso di affidarsi a una figura che conosce profondamente l’ambiente e i valori biancorossi. Insieme a lui proseguirà il lavoro dello staff tecnico composto dal direttore tecnico Enzo Sideri e dai confermati Raffaella Ranieri e Gabriele Michetti.

Ora l’attenzione si sposta sulla costruzione della rosa. L’obiettivo sarà quello di conquistare una salvezza tranquilla, mantenendo gran parte del gruppo che ha ottenuto la promozione e inserendo alcuni rinforzi di qualità, senza perdere quell’identità che ha rappresentato uno dei punti di forza della stagione appena conclusa.

Per Bartolini è un ritorno atteso. Per la Città di Castello Pallavolo è l’inizio di una nuova avventura, con la volontà di consolidarsi in serie B continuando a investire sui giovani e sul futuro del movimento biancorosso.

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La torre civica si illumina di rosso per la Giornata mondiale del Donatore di sangue

Il Comune aderisce all’iniziativa promossa da Avis Umbria e Anci Umbria. Un segnale di riconoscenza verso chi dona e contribuisce ogni giorno a salvare vite

CITTÀ DI CASTELLO – Questa sera la torre civica si è tinta di rosso. Un colore scelto non per caso, ma per richiamare il valore della donazione del sangue e per lanciare un messaggio di sensibilizzazione in occasione della Giornata mondiale del Donatore di sangue, che si celebra domenica 14 giugno.

L’amministrazione comunale ha aderito all’iniziativa promossa da Avis Umbria e Anci Umbria, accendendo di rosso uno dei simboli più riconoscibili della città. Un gesto semplice ma dal forte significato, pensato per richiamare l’attenzione sull’importanza della donazione e per ringraziare tutte quelle persone che, con costanza e senso civico, compiono un atto fondamentale per la salute della collettività.

Dietro ogni trasfusione, ogni intervento chirurgico complesso, ogni emergenza sanitaria e molte terapie quotidiane ci sono infatti migliaia di donatori che mettono a disposizione una parte di sé per aiutare chi ne ha bisogno.

L’illuminazione della torre civica vuole essere anche un riconoscimento al lavoro svolto dall’Avis e da tutte le associazioni impegnate nella promozione della cultura del dono, oltre che un invito rivolto soprattutto alle nuove generazioni ad avvicinarsi alla donazione.

«Grazie a tutti voi e a coloro che a livello sanitario lavorano ogni giorno per puntare l’attenzione sul traguardo dell’autosufficienza di sangue e plasma, fondamentale per garantire cure a tutti i cittadini», hanno dichiarato il sindaco Luca Secondi e l’assessore alle Politiche sociali Benedetta Calagreti.

Un ringraziamento che va ai donatori, ai volontari e agli operatori sanitari che ogni giorno contribuiscono a mantenere efficiente una rete indispensabile per il sistema sanitario.

Per una sera, dunque, la torre civica si è trasformata in un simbolo di solidarietà e partecipazione, ricordando quanto anche un piccolo gesto possa avere un valore enorme per la vita di qualcun altro.

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Un nuovo impianto di climatizzazione per la residenza protetta dell’Asp Muzi Betti. La donazione dell’imprenditore Massimo Alberti

Un gesto concreto che migliorerà la qualità della vita degli ospiti della struttura. Il ringraziamento della presidente Annalisa Lelli, del sindaco Luca Secondi e di tutto il personale

CITTÀ DI CASTELLO – Un gesto semplice ma capace di fare la differenza nella vita quotidiana di tante persone. È quello compiuto dall’imprenditore Massimo Alberti che ha donato un moderno impianto di climatizzazione destinato alla residenza protetta dell’Asp Muzi Betti.

La consegna ufficiale è stata l’occasione per riunire amministratori, operatori e rappresentanti istituzionali attorno a un’iniziativa che va ben oltre il valore economico dell’intervento. Per chi vive ogni giorno la struttura, infatti, poter contare su ambienti più confortevoli durante i mesi estivi significa affrontare il caldo con maggiore serenità e sicurezza.

A nome dell’intera comunità della Muzi Betti, la presidente Annalisa Lelli ha espresso un sentito ringraziamento all’imprenditore tifernate. Alla cerimonia erano presenti anche il consigliere Ivano Rampi, il sindaco Luca Secondi, il direttore sanitario Carlo Bruni e l’ex direttore Michele Cacioni.

«Si tratta di un contributo importante – ha sottolineato la presidente – che consentirà di migliorare concretamente il benessere dei nostri ospiti. Durante l’estate, soprattutto per le persone più fragili e avanti con l’età, poter vivere in ambienti adeguatamente climatizzati rappresenta un elemento fondamentale per la salute e per la qualità della permanenza nella struttura».

Parole che mettono in evidenza il valore pratico della donazione, destinata a incidere direttamente sulla quotidianità degli anziani ospiti della residenza protetta.

Nel corso dell’incontro è stato evidenziato anche il significato più profondo dell’iniziativa. In un periodo in cui il welfare e l’assistenza alle persone fragili richiedono sempre maggiori risorse, la collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità rappresenta un sostegno prezioso.

«Non vogliamo ringraziare Massimo Alberti soltanto per il valore materiale della donazione – ha aggiunto Lelli – ma soprattutto per il messaggio di vicinanza e attenzione che questo gesto porta con sé. Sono azioni che aiutano a costruire una comunità più solidale e attenta ai bisogni delle persone».

Parole di apprezzamento sono arrivate anche dal sindaco Luca Secondi e dall’assessore alle Politiche Sociali Benedetta Calagreti, che hanno voluto sottolineare l’importanza dell’iniziativa.

Entrambi hanno definito la donazione «un bellissimo e concreto gesto di solidarietà», capace di offrire un beneficio immediato agli ospiti della struttura ma anche a tutti gli operatori che ogni giorno lavorano al loro fianco.

Un intervento che migliora gli spazi della residenza protetta e che conferma come l’attenzione verso le persone più fragili possa tradursi in azioni concrete, capaci di lasciare un segno tangibile nella vita di una comunità.

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In sella per donare: i cicloamatori AVIS rispondono presente alla chiamata del Centro Trasfusionale

Alla vigilia della Giornata Mondiale del Donatore, una mattinata speciale al Centro Trasfusionale di Città di Castello. Dieci donazioni e decine di cicloamatori arrivati in bicicletta per sostenere la cultura del dono

CITTÀ DI CASTELLO – Questa volta la meta non era una salita da scalare o una strada panoramica da percorrere. Il traguardo era il Centro Trasfusionale dell’ospedale di Città di Castello.

E lì, davanti all’ingresso, le biciclette si sono messe una accanto all’altra come succede prima di una partenza. Solo che stavolta non c’era nessuna gara. C’era qualcosa di molto più importante.

Alla vigilia della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, l’AVIS Comunale di Città di Castello ha organizzato una mattinata straordinaria di donazione che ha visto una risposta importante da parte del Gruppo Sportivo Cicloamatoriale AVIS. Molti degli oltre ottanta iscritti hanno voluto essere presenti per testimoniare il proprio sostegno all’iniziativa e dieci di loro hanno scelto di sedersi sul lettino e donare.

Un gesto semplice, ma che continua a fare la differenza.

Tra una stretta di mano, una foto di gruppo e qualche battuta tra amici, la mattinata è diventata anche un’occasione per ricordare quanto il bisogno di sangue e plasma sia costante durante tutto l’anno.

A sottolinearlo è stata la responsabile del Servizio Immunotrasfusionale, Elisabetta Agea, che ha ringraziato i presenti per la partecipazione e ha ricordato come oggi ci sia una crescente necessità di donatori di plasma. Una donazione che a Città di Castello può essere effettuata con apparecchiature di ultima generazione che rendono il procedimento più rapido e agevole rispetto al passato.

Parole di ringraziamento sono state rivolte anche al personale del SIT. Medici, infermieri e operatori che ogni giorno lavorano spesso lontano dai riflettori ma che rappresentano una parte fondamentale della macchina della sanità.

La mattinata ha visto anche la presenza delle istituzioni. Per la Direzione Sanitaria erano presenti Marina Ceci e Gilberto Barachini, mentre per il Comune è intervenuta l’assessore alle Politiche Sociali Benedetta Calagreti, che ha portato il saluto dell’amministrazione e ricordato come la Torre Civica verrà illuminata di rosso in occasione della Giornata Mondiale del Donatore.

In prima fila c’era naturalmente anche Antonio Brizi, presidente del Gruppo Sportivo Cicloamatoriale AVIS, che ha donato insieme ai suoi compagni.

Un rapporto, quello tra i cicloamatori e l’AVIS, che va avanti da anni e che nel tempo è diventato qualcosa di più di una semplice collaborazione. Le due realtà condividono infatti gli stessi valori: impegno, partecipazione e attenzione verso gli altri.

Soddisfatti anche il presidente dell’AVIS Comunale Marcello Novelli e il vicepresidente Michele Bianchi, che hanno voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa.

Il messaggio lanciato dalla mattinata è stato chiaro: il sangue non si produce in laboratorio e ogni donazione può diventare fondamentale per chi sta affrontando una malattia, un intervento chirurgico o una situazione di emergenza.

Per questo, alla fine, la notizia più bella non sono state le dieci donazioni effettuate o il colpo d’occhio delle biciclette davanti all’ospedale. La notizia più bella è stata vedere tante persone scegliere di dedicare un po’ del proprio tempo agli altri.

E in un periodo in cui spesso si parla solo di ciò che non funziona, non è una cosa così scontata.

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Auto storiche e strade di confine: il Trofeo Baronia di Monte Ruperto cresce e porta l’Altotevere in giro per l’Italia

Dalle piazze di Città di Castello alle curve di Monte Ruperto, passando per Umbertide, Pietralunga e Apecchio. La seconda edizione della manifestazione organizzata da Auto Moto Storiche Altotevere conferma una formula che mette insieme passione, territorio e solidarietà

CITTÀ DI CASTELLO – C’è chi arriva per la gara, chi per le auto e chi semplicemente per il piacere di passare un fine settimana diverso. Alla fine però tutti si ritrovano a parlare delle stesse cose: delle strade percorse, dei paesaggi attraversati e di quei piccoli angoli dell’Altotevere che spesso nemmeno chi vive qui conosce davvero.

Forse è questo il motivo per cui il Trofeo Baronia di Monte Ruperto continua a crescere.

La seconda edizione della gara nazionale di regolarità per auto storiche organizzata da Auto Moto Storiche Altotevere si è chiusa con numeri importanti e con la sensazione, condivisa da molti partecipanti, di aver preso parte a qualcosa che va oltre il semplice raduno motoristico.

Per due giorni decine di equipaggi arrivati da Umbria, Toscana, Marche e Lombardia hanno attraversato il territorio seguendo un percorso costruito attorno alla storia e all’identità dell’Alta Valle del Tevere.

Nelle piazze e lungo le strade non sono mancate le soste dei curiosi. Del resto non capita tutti i giorni di vedere sfilare una Alfa Romeo 1900 dei primi anni Cinquanta, una Porsche 356 Super del 1964 o una Jaguar che sembra uscita da un film d’altri tempi.

Accanto alle vetture più rare c’erano poi modelli che hanno fatto sognare intere generazioni: Porsche 911, Mercedes SL, Alfa Romeo GT, MG e Lancia Fulvia Zagato. Auto che raccontano un pezzo di storia italiana ed europea e che ancora oggi riescono a fermare lo sguardo di chi passa.

Ma il cuore della manifestazione, anche quest’anno, non era soltanto sotto il cofano delle vetture.

Il vero protagonista è stato ancora una volta il territorio.

Non a caso il trofeo prende il nome dalla Baronia di Monte Ruperto, una delle particolarità amministrative più curiose del Centro Italia. Un piccolo territorio tifernate incastonato nelle Marche, tra Apecchio e Sant’Angelo in Vado, che conserva una storia secolare e un fascino quasi nascosto.

Proprio quelle strade, tra boschi, saliscendi e panorami appenninici, hanno rappresentato uno dei passaggi più apprezzati dagli equipaggi.

La manifestazione era partita sabato mattina da Piazza Matteotti, a Città di Castello. Dopo le verifiche tecniche e la visita al Chiostro di San Domenico, le prime prove hanno animato il centro storico prima del trasferimento a Umbertide e della visita alla Rocca.

Domenica il percorso si è spostato verso Pietralunga, Castelfranco, Castelguelfo e Apecchio, con la tappa al Birrificio Collesi e il ritorno finale a Villa San Donino per le premiazioni.

Un’edizione osservata con particolare attenzione anche dall’ASI, che ha inviato da Torino due propri commissari, Antonio Palombo e Alessandra Testaguzza, per seguire da vicino lo svolgimento della manifestazione.

Un segnale che conferma la considerazione conquistata negli ultimi anni dal club tifernate, già premiato a Parma con il riconoscimento nazionale “Vittorio Zanon” assegnato agli eventi più significativi organizzati dai club federati.

«La soddisfazione più grande – spiega il presidente Giovanni Rossi – è vedere persone che arrivano qui da fuori e tornano a casa parlando del nostro territorio. Le auto sono il punto di partenza, ma poi il ricordo rimane legato ai luoghi visitati, all’accoglienza ricevuta e alle persone incontrate».

Accanto all’aspetto sportivo non è mancato quello sociale.

Durante la manifestazione è stata infatti promossa una raccolta fondi a favore dell’Associazione Medusa, il Centro Antiviolenza sulle Donne che opera nell’Altotevere.

Un gesto concreto che gli organizzatori hanno voluto affiancare all’evento per mantenere alta l’attenzione su un tema che continua a riguardare da vicino l’intera comunità.

Per la cronaca sportiva, a conquistare il successo finale è stato Denis Zucchetto su BMW Z3. Alle sue spalle Gregorio Mambrini su Mini Minor e Francesco Paoletti su Innocenti A112 Elite.

Ma al di là della classifica, il risultato più evidente si è visto lungo le strade percorse dalle vetture. Piazze piene, curiosi ai bordi del percorso e tanti visitatori arrivati per seguire una manifestazione che, in appena due edizioni, è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante nel panorama nazionale del motorismo storico.

E forse il segreto sta proprio lì: usare la passione per i motori come occasione per raccontare un territorio che spesso non ha bisogno di grandi effetti speciali. Gli bastano le sue strade, la sua storia e la capacità di accogliere chi arriva da fuori.

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Umbertide Cardioprotetta, al via i corsi per imparare a usare i defibrillatori

Sessanta cittadini coinvolti nel percorso formativo promosso dal Comune. Mierla: «Grande partecipazione e sensibilità verso i temi della salute e della prevenzione»

UMBERTIDE – Una città più preparata, più sicura e capace di intervenire rapidamente nelle situazioni di emergenza. È questo l’obiettivo di “Umbertide Cardioprotetta”, il progetto voluto dall’amministrazione comunale e avviato nel 2018 che in questi giorni è tornato al centro dell’attenzione grazie all’avvio dei nuovi corsi di formazione dedicati all’utilizzo dei defibrillatori presenti sul territorio.

Sono sessanta i cittadini che parteciperanno al percorso formativo organizzato nel mese di giugno. Le lezioni sono suddivise in sette gruppi e permetteranno ai partecipanti di acquisire le competenze necessarie per affrontare situazioni di emergenza cardiaca e utilizzare correttamente i dispositivi salvavita installati dal Comune.

Ogni corso prevede una parte teorica e una fase pratica durante la quale vengono illustrate e simulate le principali manovre di primo soccorso e l’utilizzo del defibrillatore. Al termine del percorso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

L’iniziativa rappresenta uno degli aspetti più concreti del progetto “Umbertide Cardioprotetta”, nato con l’obiettivo di diffondere sul territorio una cultura della prevenzione e della sicurezza sanitaria, aumentando il numero di persone in grado di intervenire nei primi minuti successivi a un arresto cardiaco, quando rapidità e preparazione possono fare la differenza.

Soddisfazione viene espressa dal vicesindaco Annalisa Mierla, responsabile del progetto, che ha sottolineato la grande risposta ricevuta dalla cittadinanza.

«È stata una bella e gradita sorpresa riscontrare fin dalle prime lezioni un interesse così forte e una partecipazione così sentita da parte dei nostri cittadini – afferma Mierla –. Un coinvolgimento che conferma quanto la comunità umbertidese sia sensibile ai temi della prevenzione, della sicurezza e della tutela della salute».

Il vicesindaco ha inoltre rivolto un ringraziamento alla Croce Rossa Italiana di Città di Castello, che sta curando la formazione.

«Ringrazio di cuore la Croce Rossa per la professionalità, la disponibilità e la sensibilità con cui sta accompagnando questo importante percorso formativo», aggiunge.

A testimoniare l’importanza dell’iniziativa c’è anche la partecipazione, su base volontaria, dell’intero corpo della Polizia Locale e di una parte del personale comunale, che hanno scelto di prendere parte ai corsi per rafforzare ulteriormente la capacità di risposta dell’ente in caso di emergenze sanitarie.

Un progetto che continua dunque a crescere e che punta a costruire una rete sempre più ampia di cittadini consapevoli e preparati, trasformando la prevenzione in un patrimonio condiviso dell’intera comunità.

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LUB Festival, cinque giorni di musica e comunità: l’ex stazione di San Giustino pronta a riempirsi di vita

Dal 19 al 27 giugno torna l’evento organizzato dai Lupi & Bufali. Sul palco Samuel dei Subsonica, Random, Voglio Tornare negli Anni ’90, Mercoledì Rock e tanti artisti della scena indipendente. Dietro il festival una storia lunga quasi vent’anni fatta di volontariato, amicizia e partecipazione.

SAN GIUSTINO – Per due weekend l’ex stazione ferroviaria tornerà ad essere uno dei luoghi più vissuti dell’Alta Valle del Tevere. Migliaia di persone attese, decine di volontari al lavoro, musica dal vivo, spettacoli, stand gastronomici e un programma capace di richiamare pubblico da tutta l’Umbria e dalle regioni vicine. Dal 19 al 27 giugno torna il LUB Festival, l’evento organizzato dall’associazione Lupi & Bufali che dopo il successo della prima edizione rilancia con un cartellone ancora più ricco e ambizioso.

Ma per capire cosa rappresenti oggi questo festival bisogna tornare indietro di quasi vent’anni. Era il 2006 quando un gruppo di amici decise di riportare in vita la storica rivalità paesana tra San Giustino di Sopra e San Giustino di Sotto, i celebri Lupi e Bufali che per anni avevano animato la vita del paese. Da quella sfida nacque prima una festa e poi, nel 2007, un’associazione che nel tempo è cresciuta fino a diventare una delle realtà più attive del territorio.

Un passaggio importante arriva nel 2017, quando l’associazione ottiene in comodato d’uso l’area dell’ex stazione ferroviaria. Uno spazio che allora appariva poco valorizzato e che grazie al lavoro di tanti volontari è stato recuperato e restituito alla comunità. Oggi quell’area è diventata un punto di riferimento per iniziative culturali, eventi, attività sociali e momenti di aggregazione.

Negli anni i Lupi & Bufali hanno organizzato feste popolari, eventi sportivi, iniziative benefiche e collaborazioni con molte associazioni del territorio. Alla fine del 2024 è nata così l’idea di fare un passo ulteriore e trasformare quella esperienza in un vero festival musicale capace di guardare oltre i confini locali senza perdere il proprio legame con la comunità.

L’edizione 2026 si svilupperà su cinque giornate e proporrà un programma capace di parlare a pubblici diversi.

L’apertura è fissata per venerdì 19 giugno con una serata dedicata al rock. Sul palco saliranno i Plastic Haze, band romana conosciuta anche per la partecipazione a X Factor, seguiti dal format Mercoledì Rock che arriva a San Giustino grazie alla collaborazione con il Roghers Staff, organizzatore dell’Umbria Che Spacca e punto di riferimento della promozione musicale nel Centro Italia.

Sabato 20 giugno sarà la volta di Random, una festa a caso, uno dei format itineranti più conosciuti del panorama nazionale. Un evento che negli anni ha coinvolto centinaia di migliaia di persone nelle principali città italiane e che promette di trasformare l’ex stazione in una grande festa collettiva.

Domenica 21 giugno spazio invece alla musica dal vivo e alle nuove proposte con Il Diavolo & l’Acqua Santa, LLUVIA! e Giacomo Di Carlo, protagonisti di una serata dedicata al cantautorato, al rock e alla scena indipendente.

Il festival tornerà poi nel fine settimana successivo. Venerdì 26 giugno sarà protagonista Voglio Tornare Negli Anni ’90, uno degli spettacoli più seguiti d’Italia, capace di richiamare ogni anno migliaia di spettatori grazie a un mix di musica, effetti speciali e atmosfere che riportano al decennio che ha segnato un’intera generazione.

La chiusura, sabato 27 giugno, sarà affidata a una serata dedicata all’elettronica e al clubbing contemporaneo. Ospite principale sarà Samuel, storica voce dei Subsonica, accompagnato da STEB aka Benny Blanco, Ector Nina aka Master Enjoy e dagli artisti del Circo Nero, collettivo che negli anni ha portato i propri spettacoli in tutta Italia e all’estero.

«Il LUB Festival rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso iniziato quasi vent’anni fa – spiega il presidente dell’associazione Daniele Scarselli –. Siamo partiti da una semplice festa organizzata tra amici e oggi siamo arrivati a costruire un evento che richiama migliaia di persone e porta a San Giustino artisti e format di livello nazionale. Tutto questo è possibile grazie ai nostri volontari, molti dei quali giovanissimi, che dedicano tempo, energie e passione alla realizzazione del festival».

Sulla stessa linea il vicepresidente Gabriele Goracci: «Fin dall’inizio abbiamo creduto nelle potenzialità dell’ex stazione. Oggi vedere questo spazio pieno di persone significa dimostrare che il volontariato può produrre risultati concreti e generare opportunità per tutto il territorio».

Anche quest’anno il LUB Festival proporrà stand gastronomici, aree ristoro, spazi verdi e momenti di socialità già dal tardo pomeriggio. Per cinque giorni l’ex stazione ferroviaria diventerà ancora una volta il cuore pulsante di San Giustino, un luogo dove musica, volontariato e comunità continueranno a camminare insieme.

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Il Partito Democratico di Perugia condanna con fermezza gli insulti omofobi rivolti a Lorenzo Ermenegildi Zurlo

Il Partito Democratico di Perugia esprime la più ferma condanna per i commenti omofobi e offensivi rivolti a Lorenzo Ermenegildi Zurlo, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale.
Di fronte a episodi di odio, discriminazione e intolleranza non possono esserci ambiguità né silenzi. Il Partito Democratico è da sempre dalla parte dell’uguaglianza, dei diritti civili e sociali, della libertà e della pari dignità di ogni persona. Valori che rappresentano il fondamento della nostra azione politica e della convivenza democratica.


Per questo ribadiamo la nostra piena e convinta adesione al Pride. Un sostegno che oggi è ancora più forte di fronte a episodi di intolleranza come quello avvenuto nelle scorse ore. Domani saremo presenti al corteo, al fianco di chi continua a battersi per una società più libera, inclusiva e rispettosa delle differenze.
A Lorenzo Ermenegildi Zurlo va la nostra piena solidarietà e il nostro sostegno. Perugia risponde all’odio con il rispetto, ai pregiudizi con i diritti, alle discriminazioni con la forza della democrazia. 

Segreteria Comunale PD Perugia

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Città di Castello perde Vincenzo Donnini, una vita tra lavoro, volontariato e servizio alla comunità

CITTÀ DI CASTELLO – La notizia della scomparsa di Vincenzo Donnini, avvenuta oggi all’età di 77 anni, ha suscitato cordoglio in numerosi ambienti della città. Donnini era infatti una figura molto conosciuta nel mondo del volontariato cattolico e dell’associazionismo ecclesiale, dove per anni ha svolto diversi incarichi mettendo a disposizione tempo ed energie.

Dopo una lunga esperienza professionale alla Comunità Montana Alta Umbria, dove aveva lavorato come funzionario amministrativo fino al pensionamento, aveva continuato a dedicarsi con costanza alle attività della diocesi tifernate. In particolare era stato presidente dell’Ave, l’Associazione di Volontariato Ecclesiale, e responsabile del Centro di Ascolto della Caritas diocesana, realtà nelle quali ha incontrato e seguito centinaia di persone nel corso degli anni.

Chi ha collaborato con lui ne ricorda soprattutto la disponibilità e la capacità di ascolto. Un impegno portato avanti sempre con uno stile sobrio, senza particolari protagonismi, ma con una presenza costante nelle attività della Chiesa locale.

Molto forte era anche il legame con la Congregazione delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore, frequentata inizialmente per stare vicino alla sorella Paola e successivamente come laico associato. Negli anni aveva inoltre prestato servizio come accolito e collaborato in diverse iniziative pastorali e di assistenza.

Negli ultimi mesi stava affrontando un delicato percorso di cure dopo l’aggravarsi delle condizioni di salute. La notizia della sua scomparsa ha suscitato numerosi messaggi di vicinanza da parte di volontari, operatori della Caritas e persone che nel tempo avevano avuto modo di conoscerlo e collaborare con lui.

Il vescovo Luciano Paolucci Bedini, insieme alla diocesi, ha espresso il proprio cordoglio unendosi alla preghiera della famiglia e della comunità.

I funerali saranno celebrati sabato 13 giugno alle 17.30 nella Chiesa di Santa Veronica a La Tina.

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