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Città di Castello, addio al cavaliere Silvano Ciani: protagonista della prima industrializzazione tifernate

A Città di Castello si spegne a 90 anni il cavaliere Silvano Ciani, figura di riferimento della prima fase di sviluppo industriale cittadino. Con la sua azienda, Utensileria Tiberina, ha contribuito in modo determinante alla crescita economica del territorio, lasciando un segno profondo in quella stagione di espansione che ha caratterizzato la città e la sua zona industriale.

Imprenditore capace e lungimirante, Ciani è stato protagonista di un’epoca in cui il tessuto produttivo locale ha conosciuto uno dei momenti più significativi della sua storia. Accanto all’impegno nel lavoro, si è distinto anche in ambito sportivo, legando il proprio nome al Città di Castello Calcio. Tra la metà degli anni ’70 e la metà degli anni ’80, durante la presidenza di Azelio Renzacci, ha ricoperto ruoli di primo piano fino a diventare vice-presidente e responsabile della prima squadra, svolgendo anche il ruolo di accompagnatore ufficiale.

Non meno importante il suo impegno nella vita associativa cittadina: è stato infatti socio del Rotary Club Città di Castello, contribuendo alle attività del sodalizio e alla crescita della comunità.

La notizia della scomparsa ha suscitato profondo cordoglio in tutta la città. Tra i messaggi di vicinanza, quelli del sindaco Luca Secondi e dell’assessore allo sport Riccardo Carletti, che hanno voluto ricordare il valore umano e professionale di Ciani.

Lascia la moglie Rossana, i figli Vinicio, Leonardo e Licia, insieme alle rispettive famiglie e agli adorati nipoti.

Le esequie si terranno domani pomeriggio alle ore 15 presso il Santuario della Madonna delle Grazie. Una comunità intera si stringe attorno alla famiglia per l’ultimo saluto a uno dei protagonisti della sua storia recente.

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Sansepolcro, al via la distribuzione dei sacchi per il porta a porta: tutte le informazioni utili

A Sansepolcro torna l’appuntamento annuale con la distribuzione dei sacchi per la raccolta domiciliare dei rifiuti. L’operazione interesserà le utenze del centro storico e dell’anello limitrofo, ormai al secondo anno di servizio, e si svolgerà da lunedì 4 maggio a giovedì 12 giugno.

Per ritirare il materiale sarà sufficiente recarsi agli uffici comunali negli orari indicati, presentando un documento di identità e il codice contribuente oppure il codice fiscale dell’intestatario della bolletta rifiuti. In caso di impossibilità, è possibile delegare un’altra persona con autorizzazione scritta.

La distribuzione avverrà presso:

  • URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico): dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00
  • Ufficio Ambiente: dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 12.30; martedì e giovedì anche dalle 15.30 alle 17.00

È importante ricordare che presso gli uffici comunali verranno consegnati esclusivamente i sacchi destinati alle utenze già attive nel secondo anno del servizio nelle aree indicate.

Diverso il discorso per i nuovi utenti (nuove iscrizioni, cambi di residenza o chi non ha ancora ritirato il kit completo): in questi casi sarà necessario rivolgersi al Centro di raccolta di Gricignano, aperto il lunedì, mercoledì, venerdì e sabato, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.00.

Per ulteriori dettagli e aggiornamenti è possibile consultare il sito di Sei Toscana, utilizzare l’app Iren Ambiente o contattare il numero verde dedicato.

Un servizio ormai rodato, che punta a migliorare ulteriormente la gestione dei rifiuti e la qualità della raccolta differenziata sul territorio.



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Biagini: “Sanità pubblica più forte e servizi territoriali al centro”

Dal convegno regionale di Perugia l’appello a investire sugli ospedali di confine, ridurre il peso del privato e finanziare progetti di inclusione per le persone con disabilità

Rafforzare la sanità pubblica, ridurre le disuguaglianze territoriali e investire sui servizi di prossimità. È questa la linea indicata da Christian Biagini, intervenuto al convegno regionale promosso da “Umbria per la Sanità Pubblica”, in vista della definizione del nuovo Piano socio-sanitario regionale.

Al centro del suo intervento, l’attenzione agli ospedali situati nelle aree di confine, a partire da quello di Città di Castello. Una struttura che, ha sottolineato, ha recentemente ottenuto riconoscimenti a livello nazionale per l’elevata qualità delle cure e che negli ultimi anni si è dotata di tecnologie avanzate, diventando punto di riferimento non solo per il territorio altotiberino ma anche per cittadini provenienti dalle regioni limitrofe.

Accanto ai punti di forza, però, emergono criticità non trascurabili. “Negli ultimi anni – ha evidenziato – si sono perse alcune eccellenze nelle competenze mediche, mentre cresce la presenza delle strutture private, sempre più competitive sia sul piano tecnologico che su quello professionale”. Un contesto che, secondo Biagini, rischia di indebolire il sistema pubblico se non accompagnato da scelte strategiche chiare.

Da qui la proposta: investire con decisione sulla sanità pubblica, rafforzandola con personale qualificato e tecnologie adeguate, e allo stesso tempo contenere il trasferimento di risorse verso il privato. Fondamentale, inoltre, il potenziamento dei servizi territoriali e delle Case di comunità, con un ruolo centrale affidato ai medici di medicina generale e ai distretti, chiamati a gestire in modo più efficiente le liste d’attesa.

Tra i nodi da sciogliere, anche quello della rete informatica sanitaria, che secondo Biagini necessita di una revisione profonda per evitare inefficienze e spostamenti inutili dei pazienti all’interno della regione. “Serve un sistema integrato e funzionale, capace di semplificare davvero l’accesso alle cure”, ha aggiunto, richiamando anche l’importanza di un dialogo costante con le associazioni dei pazienti.

Non meno rilevante il tema dei servizi socio-sanitari. L’intervento ha posto l’accento sulla necessità di rilanciare consultori e servizi di salute mentale, soprattutto per intercettare e prevenire il disagio nelle fasce più giovani della popolazione. Parallelamente, Biagini ha ribadito l’urgenza di una reale integrazione tra sociale e sanitario.

Un passaggio chiave riguarda infine la disabilità. “Il nuovo Piano – ha concluso – dovrà prevedere risorse specifiche per sostenere percorsi di inclusione e progetti di vita personalizzati, costruiti a partire dai bisogni reali individuati nei tavoli territoriali”. Un modello già in fase di sperimentazione a Città di Castello, dove servizi sociali, istituzioni, associazioni e terzo settore stanno lavorando insieme per sviluppare interventi multidimensionali.

Una sfida complessa, ma decisiva per il futuro della sanità umbra.

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PieveClassica: il 29 aprile al Teatro Papini arriva il Rossini Brass Ensemble

PieveClassica si avvia verso la conclusione della stagione 2026, ma continua a proporre appuntamenti di grande qualità e a guardare già con slancio alla programmazione del 2027. Mercoledì 29 aprile, al Teatro Giovanni Papini di Pieve Santo Stefano, sarà protagonista il Rossini Brass Ensemble, formazione cameristica dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini di Pesaro, una delle realtà più vivaci e riconosciute del panorama musicale nazionale.L’Orchestra Rossini ha recentemente presentato questa formazione di ottoni, arricchita da una percussione, in un programma ricco e variegato accolto con grande entusiasmo. A PieveClassica saranno nove professori d’orchestra a proporre un percorso musicale brillante e coinvolgente, costruito su pagine note al grande pubblico e su arrangiamenti originali capaci di valorizzare la potenza, la duttilità e il colore degli ottoni. L’iniziativa rientra nel progetto di valorizzazione delle formazioni cameristiche dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini, offrendo al pubblico l’occasione di riscoprire brani celebri attraverso nuove sonorità e interpretazioni che dialogano direttamente con la platea.«PieveClassica è una rassegna che vive del rapporto con il suo pubblico. Ogni concerto è un incontro, un’occasione per condividere bellezza e per far crescere una comunità attorno alla musica. Il Rossini Brass Ensemble porta energia, qualità e un repertorio capace di parlare a tutti: è un invito a esserci, a partecipare, a sentirsi parte di questo percorso.»

Mentre la stagione 2026 si avvia alla conclusione, PieveClassica è già in fermento per il 2027, con nuove collaborazioni, giovani talenti e progetti speciali. Il concerto del Rossini Brass Ensemble rappresenta un’occasione preziosa per vivere da vicino la qualità della rassegna e per sostenere un percorso culturale che cresce anno dopo anno grazie alla partecipazione del pubblico.Teatro G. Papini – Pieve Santo Stefano
Mercoledì 29 aprile, ore 21.15
Biglietti Rossini Brass Ensemble – Pieve Santo Stefano – Teatro Comunale Giovanni Papini – 29/04/2026 – TicketSms  


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25 Aprile, Corbucci (PD): “Nostro impegno è diffondere cultura di pace non solo a parole, ma con scelte concrete”

Il frutto del 25 aprile è la Costituzione. E la Resistenza è l’atto di nascita della nostra democrazia, perché segna il riscatto morale e civile di un popolo che, nella Resistenza, espresse la forza e la capacità di affermare i valori di libertà, giustizia, pace, democrazia. Oggi questi principi sono scolpiti nella Costituzione.

“Se volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.

È Piero Calamandrei che rivolge queste parole a un gruppo di giovani studenti, a Milano, nel 1955.

Perchè c’è una domanda che il 25 aprile ci rivolge ogni anno: cosa facciamo, oggi, della libertà che altri hanno conquistato al nostro posto? Ci dobbiamo ricordare da dove veniamo, e assumere quella memoria come impegno vivo nel presente. Oggi quei valori sono nuovamente sotto pressione, in forme diverse da quelle di ottant’anni fa ma non meno reali.

Libertà e pace non sono elementi o fatti acquisiti una volta per tutte, ma beni fragili che vanno protetti ogni giorno. Condivido, con voi, le parole del presidente Mattarella: “In molte, troppe parti del mondo, uomini, donne e bambini vivono contesti di guerra, spesso sotto il giogo di regimi autoritari, privati dei diritti fondamentali, della libertà di espressione, della possibilità di scegliere il proprio destino.

Sono scenari scandalosi, in cui la dignità umana viene calpestata, in cui la violenza di guerre ingiustificabili colpisce indiscriminatamente le popolazioni civili, in cui il diritto internazionale viene apertamente violato e il diritto umanitario disatteso”.

Il nostro preciso impegno oggi è contribuire a diffondere una cultura di pace non solo a parole, ma con scelte sostanziali, concrete. Con umiltà e determinazione.

Per Umbertide il 25 aprile è una data dalla doppia ricorrenza, che ricorda l’anniversario della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazi-fascista ma anche il bombardamento che il 25 aprile del 1944 rase al suolo Borgo San Giovanni, causando 70 morti. L’Umbria, e Umbertide, ha dato un contributo fondamentale nella lotta di liberazione dal fascismo e dal nazismo. Ed ha pagato un tributo altissimo in termini di vite umane. E gli umbri e gli umbertidesi di allora hanno scritto una bellissima pagina di storia, alta e nobile. Ecco dunque il senso della festa del 25 Aprile: un’occasione di memoria, ma anche di lotta. È fondamentale, infatti, conoscere i fascismi di allora, per combattere quelli di oggi.

Viva la libertà, viva la Repubblica. Buon 25 Aprile a tutti

Filippo Corbucci
Consigliere comunale e Segretario comunale PD Umbertide

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Sanità regionale e lascito Mariani, Azione: “Servono trasparenza e responsabilità”

CITTA’ DI CASTELLO — Trasparenza, condivisione e attenzione ai territori: sono queste le parole chiave con cui Azione interviene nel dibattito sul nuovo Piano sanitario regionale dell’Umbria. Un tema centrale, sottolinea il partito, perché riguarda direttamente la qualità della vita dei cittadini e l’equilibrio dei servizi sul territorio.

Nel documento firmato dalla presidente provinciale Luciana Bassini e dal responsabile Altotevere Vincenzo Tofanelli, emerge una linea chiara: ogni riforma della sanità deve partire da principi solidi come equità di accesso, efficienza e tutela delle aree più fragili, evitando squilibri tra centri urbani e zone interne.

Azione chiede quindi alla Regione di rendere pubbliche e comprensibili le linee guida del piano, aprendo un confronto reale con amministratori locali, operatori sanitari e cittadini. «La sanità — si legge — non può essere oggetto di scelte opache o calate dall’alto, ma deve nascere da una visione condivisa».

Al centro dell’attenzione anche il tema del lascito Mariani, considerato una risorsa strategica ma allo stesso tempo una grande responsabilità. Per Azione è fondamentale che questi fondi vengano utilizzati nel pieno rispetto delle volontà originarie, con l’obiettivo di rafforzare concretamente l’offerta sanitaria territoriale.

Da qui una serie di richieste precise: chiarezza sui criteri di allocazione delle risorse, garanzie sulla destinazione vincolata a progetti sanitari realmente efficaci, monitoraggio pubblico e continuo sull’utilizzo dei fondi e un confronto costante con le comunità coinvolte.

L’obiettivo, conclude Azione, è evitare dispersioni e assicurare che il lascito Mariani diventi una leva concreta di sviluppo per il sistema sanitario umbro. Il partito annuncia infine che continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione del Piano sanitario regionale, affinché risponda davvero ai bisogni dei cittadini.

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Circolo del Libro, al via la III edizione: presentato “A domani ragazzi” di Giovanni Pannacci

Nell’ambito dell’iniziativa Circolo del Libro – III Edizione 2026 promossa dal Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati in collaborazione con il Comune di Città di Castello – Assessorato alle Politiche culturali si è tenuto giovedì 23 aprile alle ore 21.00 nelle Sale del Circolo il primo appuntamento, con la presentazione del libro “A domani ragazzi”, Fernandel, 2025, di Giovanni Pannacci. A portare i saluti il Vice Presidente del Circolo Tifernate Avv. Pietro Paolieri, che ha ringraziato tutti i presenti per continuare a seguire gli eventi culturali promossi dal Circolo che hanno come scopo la condivisione di argomenti in grado di creare momenti di riflessione e dialogo. Ha ringraziato anche il Comune di Città di Castello nella persona dell’Assessore alle politiche culturali Michela Botteghi. Riparte il format relativo alla presentazione di romanzi giunto alla sua terza edizione che vede protagonista il tifernate Giovanni Pannacci. Presenti in sala anche il consigliere Marco Carbini e numerosi soci, le conclusioni dell’evento affidate al Presidente Gregorio Anastasi. La parola è passata alla curatrice la dott.ssa Catia Cecchetti che ha ringraziato l’autore per aver voluto presentare questa sua ultima fatica letteraria proprio al Circolo ricordando come la penultima “Noi siamo qui” (Fernandel 2021), ha preso parte alla scorsa edizione riscuotendo particolare interesse. La novità importante in questa prima presentazione è il coinvolgimento delle scuole del territorio e presenti in sala gli studenti e i professori del Liceo statale “Plinio il Giovane “ di Città di Castello. Un sentito ringraziamento alla dirigente prof. Marta Boriosi e alla prof. Federica Gildoni, presente in sala, che hanno coinvolto in questo progetto gli studenti dell 3 e 4 AS e AC, due ragazzi hanno letto alcuni brani del romanzo insieme al poeta e artista tifernate Elio Mariucci. Il mondo della scuola e quello dei giovani, le loro problematiche scolastiche e adolescenziali sono al centro di questo romanzo: la partecipazione a questa serata – precisa Cecchetti – da parte dei liceali e dei loro insegnati è un segnale importante di sensibilità e attenzione al mondo giovanile oggi così vulnerabile. Cecchetti prima di dare la parola alla giornalista Sara Scarabottini ha ricordato il percorso di formazione di Giovanni Pannacci: tifernate, ha frequentato il liceo classico “Plinio il Giovane” e poi si è trasferito a Perugia, dove si è laureato in lettere. Attualmente vive a Rimini e insegna filosofia e storia in un liceo scientifico. In passato è stato conduttore radiofonico e ha scritto per il teatro, la pubblicità e il web. Come autore ha pubblicato i romanzi “La canzone del bambino scomparso” (Perrone 2012), “L’ultima menzogna” (Fernandel 2016), “La donna che vedi” (Fernandel 2019), “Noi siamo qui” (Fernandel 2021) ), di cui “A domani, ragazzi” 2025, rappresenta l’ideale continuazione. Ha inoltre curato varie antologie e suoi racconti sono presenti in numerose raccolte. È autore e conduttore dei podcast “L’appartamento” e “Mangialibri Podcast”. Sara Scarabottini prima di iniziare il dialogo con l’autore Giovanni Pannacci ha portato i saluti dell’assessore Botteghi che sostiene l’iniziativa ringraziando il Circolo per l’impegno profuso nella divulgazione della cultura. Scarabottini introdotto il tema del romanzo di Pannacci, il romanzo che intreccia le storie di un gruppo di studenti e di un’insegnante fuori dagli schemi, Cristina Crespi, capace di trasformare la letteratura in un atto politico, esistenziale e profondamente umano. Ed ecco la trama: al liceo Calvino, sei ragazzi affrontano l’adolescenza tra interrogazioni, amicizie complicate e desiderio di cambiamento. Elias, Lisa, Gemma, Matei, Paula e Javier si trovano al centro di una protesta scolastica che non parte da uno slogan, ma da un bisogno: essere ascoltati. La loro performance — una combinazione di linguaggi artistici e parole tratte dai libri — esplode in rete, diventa virale e mette in crisi il sistema autoritario incarnato dalla preside Squagliani. Ma dietro l’eco mediatica, restano i corpi, le emozioni, le relazioni che si trasformano. Mentre gli adulti si dividono tra chi condanna e chi accompagna, i protagonisti scoprono che ogni rivoluzione ha un prezzo. E che la libertà non è un obiettivo raggiunto una volta per tutte, ma qualcosa che si costruisce ogni giorno. A domani ragazzi è un racconto corale che offre veri e propri percorsi di riflessione letteraria e spunti didattici immediatamente spendibili in classe, dove i ragazzi e le ragazze si confrontano con alcuni grandi classici: Franz Kafka, Il processo e La metamorfosi, Haruki Murakami, Norwegian Wood, Hermann Melville, Moby Dick, George Orwell, 1984 e • Harper Lee, Il buio oltre la siepe.Il libro, dichiara Pannacci, attraversa i conflitti, le fragilità e le speranze dell’adolescenza, ponendo al centro il valore della parola, della memoria e del dissenso; racconta con voce autentica e coinvolgente la scuola vista non solo come istituzione, ma come luogo di formazione civile e affettiva. La giornalista precisa come in un momento in cui il dibattito sulla scuola è molto acceso e la didattica rischia di essere ridotta a performance e burocrazia, questo lavoro restituisce spazio all’ascolto, al coraggio e alla possibilità di immaginare un mondo più giusto, a partire dai corridoi di un liceo. Il libro aggiunge l’autore vuole parlare in modo diretto a studenti e insegnanti, favorendo riflessione e dialogo intergenerazionale. Scarabottini aggiunge che il romanzo è stato selezionato da diverse scuole italiane come testo di lettura per laboratori didattici, percorsi di educazione civica, orientamento e lettura consapevole . Uno strumento pertanto importante che grazie al suo stile asciutto e vibrante, da intendersi insieme romanzo di formazione e racconto collettivo, capace di restituire dignità e complessità all’esperienza scolastica di oggi. Una bella atmosfera in sala ha acceso il pensiero critico di alunni ed insegnanti e del pubblico che ha interagito alla fine con varie domande. Il prossimo appuntamento si terrà giovedì 30 aprile sempre alle ore 21.00, con Lorenzo Salcerini“Erre”, Bookabook, 2025 Presentazione di Francesco Algeri Rignanese e Mattia Bacchetta Letture di Andrea Roselletti.

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Unitre Città di Castello: verso la chiusura dell’Anno Accademico 2025-2026 con lezioni, teatro e tradizioni

CITTÀ DI CASTELLO – Si avvicina alle battute finali l’Anno Accademico 2025-2026 dell’Unitre di Città di Castello Aps. Anche la prossima settimana l’associazione propone un calendario di appuntamenti aperti ai soci.Si parte lunedì 27 aprile con tre corsi: alle ore 9 Tai chi con il docente Giorgio Maderna, alle 10.30 Disegno e pittura con Sergio Bianchini e alle 15.30 il Club della lettura curato da Teresa Gambuli. Mercoledì 29 aprile, alle 20.30, è in programma il Laboratorio teatrale tenuto da Daniele Biagini.Giovedì 30 aprile alle ore 16 si terrà la “Lezione del giovedì”: relatori Augusto Tocci e Tommaso Bigi interverranno sul tema _“Come eravamo – Museo delle Tradizioni Popolari di Garavelle”_.Intanto l’Unitre guarda già ai prossimi mesi. Sul sito dell’associazione è disponibile il programma dei quattro soggiorni organizzati da giugno a ottobre 2026. Per informazioni e iscrizioni è possibile consultare il sito ufficiale dell’Unitre di Città di Castello Aps.

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Truffa a 83enne a Cesena: i Carabinieri bloccano il 34enne a Todi e recuperano gioielli per 15mila euro

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TODI – Truffa ai danni di un’anziana 83enne a Cesena, ma i Carabinieri intercettano il responsabile a Todi e recuperano l’intera refurtiva.I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Todi hanno arrestato in flagranza di reato un 34enne di origini campane, ritenuto responsabile di truffa aggravata.L’uomo si era presentato a casa della vittima a Cesena qualificandosi come operatore delle Forze dell’ordine. Con artifizi e raggiri, ha prospettato una falsa problematica giudiziaria a carico della figlia dell’anziana, riuscendo a farsi consegnare monili in oro per un valore di circa 15.000 euro. Subito dopo si è dato alla fuga verso sud lungo la E45.Le indagini tempestive e il raccordo operativo tra i reparti dell’Arma, in particolare con il Comando Provinciale di Forlì-Cesena, hanno permesso di localizzare l’auto a noleggio utilizzata dall’uomo. I militari l’hanno fermata in sicurezza sulla SS 3bis, a Todi.Il 34enne è stato dichiarato in stato di arresto e associato alla Casa di Reclusione di Spoleto. All’esito dell’udienza di convalida, il Giudice del Tribunale di Spoleto ha disposto nei suoi confronti la misura dell’obbligo di dimora nel comune di Napoli.L’intera refurtiva è stata recuperata e già restituita alla legittima proprietaria. La persona sottoposta a indagini si presume innocente.

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Scoperta raffineria di cocaina a Foligno: tre arresti. Sequestrati 7,4 kg di droga e laboratorio clandestino

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FOLIGNO – Una vera e propria raffineria di cocaina è stata scoperta il 22 aprile scorso dal ROS, con il supporto del Comando Provinciale Carabinieri di Perugia e della Compagnia di Foligno, all’interno di una villa di Foligno. Nel corso di una perquisizione personale e locale, i militari hanno tratto in arresto tre cittadini stranieri per produzione, raffinazione e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti: un uomo e una donna rumeni di 27 e 47 anni e un colombiano 44enne.In una stanza dell’abitazione era stato allestito un laboratorio artigianale e clandestino per la trasformazione della pasta di coca grezza in cocaina cloridrato. Sequestrati circa 7,4 kg lordi di cocaina, tra sostanza già lavorata e pasta grezza, solventi chimici, attrezzature per la raffinazione e una pressa idraulica per realizzare panetti da 1 kg con impresso il logo “B”. Rinvenuti anche grossi recipienti in plastica con miscela di solvente e cocaina ancora in soluzione.Sequestrati anche i cellulari degli arrestati e varia documentazione, tra cui due manoscritti in spagnolo e in italiano con le procedure dettagliate per l’estrazione e la lavorazione della cocaina.Al momento dell’irruzione, la donna rumena ha opposto resistenza puntando una pistola contro gli operanti, poi rivelatasi a salve e priva di tappo rosso. È stata neutralizzata senza conseguenze.Il rinvenimento di una raffineria per l’estrazione e la lavorazione della pasta di cocaina rappresenta un unicum per l’Umbria e un evento raro anche a livello nazionale.Ultimate le operazioni, i tre sono stati arrestati e associati alle strutture carcerarie di Spoleto e Perugia Capanne, a disposizione della Procura della Repubblica di Spoleto. Le persone sottoposte a indagini si presumono innocenti.

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FI Giovani Umbria a Nettuno per il 25 Aprile: memoria e valori al centro

Perugia, 24 aprile 2026 — Anche Forza Italia Giovani Umbria sarà presente alle celebrazioni del 25 Aprile al cimitero americano di Nettuno. Domani, sabato 25 aprile alle ore 15, una delegazione guidata da Edoardo Gentili, responsabile nazionale enti locali del movimento e consigliere comunale di Perugia, prenderà parte alla visita promossa dalla segreteria nazionale dei giovani azzurri.

Insieme a oltre cento ragazzi provenienti da tutta Italia, e guidati dal segretario nazionale Simone Leoni, i giovani umbri renderanno omaggio ai soldati statunitensi caduti durante la Seconda guerra mondiale, il cui sacrificio contribuì alla liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

«La nostra presenza — spiegano i rappresentanti umbri — vuole essere un segno concreto di impegno nella custodia della memoria storica. Il 25 Aprile è un momento di riflessione e riconoscenza verso chi ha reso possibile il nostro presente di libertà e democrazia».

Un messaggio che si inserisce nel solco tracciato da Silvio Berlusconi, che più volte ha richiamato l’importanza di non dimenticare il sacrificio dei giovani soldati americani. Un’eredità morale che le nuove generazioni intendono portare avanti con consapevolezza.

Intanto oggi, venerdì 24 aprile, il segretario regionale Edoardo Pannacci guiderà una delegazione umbra alla manifestazione nazionale di Forza Italia per il 50° anniversario del Partito Popolare Europeo, in programma alle ore 15 al Salone delle Fontane di Roma.

«Un appuntamento di alto profilo politico e programmatico — sottolinea Pannacci — che celebra mezzo secolo della più grande famiglia politica europea e rilancia la sua missione: difendere la libertà, affermare la centralità della persona e rafforzare l’Unione europea come spazio di pace, stabilità e prosperità».

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Un piano socio-sanitario costruito dal basso

Il Partito Democratico tifernate rilancia: ascolto, territori e bisogni reali al centro

CITTÀ DI CASTELLO — Il futuro della sanità umbra passa da qui: dal territorio, dall’ascolto e da un metodo partecipativo che coinvolga davvero le comunità. È questo il messaggio che arriva dal Partito Democratico tifernate, riunito nei giorni scorsi per fare il punto sul nuovo Piano Socio-Sanitario Regionale, considerato un passaggio decisivo per l’Umbria e per l’Alta Valle del Tevere.

All’incontro hanno preso parte il segretario comunale Michele Ceccagnoli, il sindaco Luca Secondi, insieme ad amministratori, consiglieri comunali ed esponenti del partito. Dal confronto è emersa una linea chiara: il nuovo Piano dovrà nascere da un percorso strutturato e inclusivo, capace di valorizzare le esperienze locali e di intercettare i bisogni reali delle persone.

Nel suo intervento, Ceccagnoli ha richiamato il lavoro già avviato con i livelli regionali del partito, dove — ha sottolineato — è stata riconosciuta la centralità della partecipazione. Ora, però, si tratta di trasformare questo principio in un percorso concreto, aperto a enti locali, operatori sanitari, Terzo Settore, associazioni e cittadini.

Il Piano, atteso da tempo, dovrà offrire una visione chiara della sanità umbra, alla luce dei profondi cambiamenti nei bisogni di salute. In questo contesto, la sanità territoriale e di prossimità viene indicata come uno dei pilastri fondamentali, insieme a una maggiore integrazione tra ambito sanitario e sociale.

Il Partito Democratico di Città di Castello si propone quindi come soggetto attivo nel dibattito, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di un Piano condiviso, capace di rafforzare il sistema pubblico e dare risposte concrete ai cittadini.

Durante la riunione è stato affrontato anche il tema del Lascito Mariani, definito una risorsa di grande valore per la comunità tifernate e per il sistema sociosanitario locale. I partecipanti hanno ribadito la necessità di un utilizzo trasparente e coerente con le volontà delle sorelle Mariani, indirizzando le risorse verso interventi capaci di produrre benefici concreti e duraturi.

Tra le priorità, il recupero completo dell’ex ospedale, indicato come obiettivo concreto e raggiungibile, anche attraverso l’integrazione con le risorse già stanziate a livello regionale. Una sfida che richiede, secondo il PD, una visione strategica complessiva, legata al futuro del nosocomio tifernate e allo sviluppo della medicina territoriale.

In questo quadro, viene ritenuto fondamentale il ruolo di ASL 1 Umbria e della Regione Umbria, chiamate a sostenere il percorso con risorse e impegni concreti, come già avvenuto in altri territori.

Il PD tifernate sottolinea infine come questa possa diventare un’occasione concreta di buona amministrazione, a condizione che venga gestita con responsabilità e visione. Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di monitorare con attenzione cronoprogramma e impegni finanziari, a tutela della comunità e del sistema sanitario territoriale.

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Foligno, eccellenza nella cura dell’emicrania: l’ospedale ottiene l’accreditamento SISC

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FOLIGNO – Un importante traguardo per la sanità territoriale e un riconoscimento d’eccellenza per l’assistenza ai pazienti.

L’ambulatorio cefalee dell’ospedale di Foligno ha infatti ottenuto l’accreditamento ufficiale come Centro Cefalee da parte della SISC, Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

La SISC rappresenta il principale punto di riferimento scientifico nazionale per la diagnosi e la terapia delle patologie cefalalgiche.

“L’ottenimento di questo marchio di qualità – spiega il direttore del dipartimento di Riabilitazione della Usl Umbria 2 dott. Mauro Zampolini – certifica l’elevato standard dei percorsi clinico-assistenziali offerti dalla struttura umbra, confermando la competenza del personale sanitario e l’adozione di protocolli diagnostico-terapeutici costantemente aggiornati in base alle più recenti evidenze scientifiche internazionali”.

I criteri dell’eccellenza

L’accreditamento SISC non è un semplice atto formale ma il risultato di una rigorosa valutazione che premia le strutture capaci di garantire specializzazione e resenza di personale medico con formazione specifica nel trattamento delle cefalee; tecnologia con utilizzo di strumentazioni diagnostiche di ultima generazione; ricerca, Formazione e multidisciplinarità per una presa in carico globale del paziente che integra diverse competenze cliniche.



Un punto di riferimento per il territorio

Il Centro Cefalee di Foligno si consolida così come hub di riferimento per la gestione delle forme più diffuse e invalidanti di mal di testa, tra cui l’emicrania, la cefalea tensiva e le cefalee croniche. L’approccio del Centro mira a superare la gestione del sintomo, offrendo percorsi terapeutici personalizzati e innovativi volti a restituire qualità di vita ai pazienti.

“Questo riconoscimento – afferma la responsabile dott.ssa Laura Bernetti – è il frutto di un impegno corale e costante nella cura di una patologia che, seppur spesso sottovalutata, ha un impatto sociale e personale altissimo. Il nostro obiettivo resta quello di abbattere le barriere d’accesso alle cure e garantire ai nostri pazienti standard assistenziali ai massimi livelli nazionali”.

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Altotevere, Bartolini sfida Belluno: “Non siamo appagati, vogliamo vincere”

“Va bene divertirsi, ma abbiamo il dovere di giocare la nostra migliore pallavolo. Se poi non dovesse bastare, faremo i complimenti agli avversari”, dice il coach biancazzurro

Il pomeriggio di sabato 25 aprile si avvicina sempre più per la ErmGroup Altotevere, che alle 18 giocherà fra le mura amiche del palasport di San Giustino con l’obiettivo di rompere il sortilegio Belluno nell’andata della semifinale dei play-off del campionato di Serie A3 Credem Banca. Squadra concentrata ma con il sorriso: questa l’atmosfera che emerge a chiare note sul taraflex, dove la squadra sostiene gli allenamenti quotidiani mirati a studiare i punti deboli dell’avversaria (ammesso che questa li abbia) e a cercare semmai un tipo di gioco che possa far lavorare di più Marsili e compagni. “Penso che Belluno conosca noi come noi conosciamo Belluno – afferma il tecnico biancazzurro Marco Bartolini – e quindi non esistono strategie a sorpresa, perché si tratterebbe di inventare un gioco diverso dal nostro. Gare del genere si affrontano non solo con la tecnica ma anche con tanto carattere: bisogna sfruttare il fattore campo e tenere un atteggiamento un po’ spregiudicato. Rispetto alle partite precedenti, possiamo cambiare qualcosa – questo sì – e quindi cercheremo di farci trovare pronti per contrastare il loro gioco. Sappemo bene che Belluno è organizzata a dovere per il salto di categoria e non lo dico per mettere pressione ai nostri avversari: è semplicemente la verità e non temo smentite. Si presenteranno determinati, con atleti che hanno giocato e vinto partite dei play-off. Noi dobbiamo far tesoro della lezione dello scorso anno: in questo momento si azzera tutto e, se vogliamo dare una sterzata alla serie, dobbiamo uscire dal nostro impianto senza il rammarico di non averci provato, quindi ritengo che saranno molto importanti l’approccio con la partita, la serenità e anche l’efficacia della nostra battuta”. D’altronde, il servizio dai nove metri sta diventando uno dei fondamentali chiave nella pallavolo attuale: “Più si sale di livello – fa notare Bartolini – e più ce ne rendiamo conto: lo insegnano anche SuperLega e A2 che spesso le squadre vincono i set spaccandoli in battuta e realizzando break che poi risultano decisivi. Serve quindi una carica agonistica forte assieme alla tecnica in vista di sabato”. Ma Belluno può contare su altro significativo fondamentale: il muro. “In effetti – parla ancora il tecnico – è fortissima in contrattacco, trattandosi di una fra le formazioni più organizzate nella correlazione muro-difesa. I loro giocatori sono dotati di tecnica e fisicità, quindi bisogna evitare di diventare prigionieri del loro muro: non sempre è necessaria la soluzione di potenza, in quanto potremmo rimanere intrappolati e allora dovremo giocare la nostra pallavolo quando la palla ce lo consente, altrimenti rallentare quando invece c’è da attendere e da ricostruire con il nostro muro e la nostra difesa”. La chiosa finale di Bartolini è un invito per tutti, sportivi compresi: “Avere la mente sgombera va bene, ma vorrei ricordare che siamo arrivati a questo punto per nostri meriti e non ci sentiamo appagati. Dovremo perciò continuare a insistere e a onorare il nostro campionato mettendo in mostra la migliore pallavolo. Se poi tutto ciò non dovesse bastare, vorrà dire che stringeremo la mano a Belluno e ce ne andremo in vacanza. Ogni partita è di fatto una finale: ho detto ai ragazzi di non pensare alla gara di ritorno, ma a quella che ci attende ora e di considerarla come se fosse l’ultima. Divertirsi è giusto, purchè non ci si limiti alla soddisfazione per il traguardo raggiunto: l’appetito vien mangiando – si dice – e allora dobbiamo sederci a tavola e mangiare il più possibile”.  

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A Tempi Supplementari Pasqui e Podrini

Torna Tempi Supplementari. Ospiti del programma condotto da Michel Tanzi, l’opinionista Roberto Pasqui e il direttore sportivo del Trestina Sante Podrini

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Anghiari celebra il 25 aprile: ingresso gratuito a Palazzo Taglieschi per la Festa della Liberazione

Il Museo nazionale di Palazzo Taglieschi ad Anghiari custodisce le testimonianze culturali e materiali delle comunità e del territorio dell’alta Valtiberina. È nato con questa precisa volontà nel 1975, trent’anni dopo la Liberazione dal nazifascismo e oggi, in occasione dell’81° Anniversario della Liberazione, Palazzo Taglieschi apre le sue porte con ingresso gratuito per tutti.

Palazzo Taglieschi accoglie le collezioni del Museo delle Arti e Tradizioni Popolari dell’Alta Valle del Tevere, un ambito geografico ampio che interessa quattro regioni. Proprio per questa sua natura “plurale”, l’immagine simbolo della ricorrenza non è un’opera del Museo o una foto del Palazzo, bensì una veduta del paesaggio anghiarese.

Si tratta di uno scorcio che inquadra la Valle del Sovara, dove in primo piano è possibile riconoscere la Pieve di Santa Maria; è uno scorcio ricco di storia. Quel panorama è stato teatro di un tragico fatto di sangue: al Valico della Scheggia, il 26 giugno 1944, vennero prima torturati e poi impiccati cinque giovani. Sabatino Mazzi (22 anni) di Giovi (Arezzo) venne catturato per primo; monterchiesi invece erano Tommaso Calabresi (18 anni), Enrico Riponi (19 anni), Francesco Franceschi (20 anni) e Pasquale Checcaglini (19 anni), quest’ultimo nativo di Città di Castello ma residente a Monterchi. Erano partigiani; Calabresi, Riponi, Franceschi e Checcaglini lo erano da pochi giorni. Dopo l’esecuzione i loro corpi vennero lasciati esposti, con crudele accanimento, lungo la strada — il Passo della Libbia — e così vennero ritrovati con i poveri resti ormai in decomposizione.

Insieme a loro, vogliamo ricordare tutte le vittime che, anelando alla libertà, hanno trovato la morte: un altro nome simbolo è quello di Don Giuseppe Tani, parroco di Casenovole, al quale doverosamente si aggiungono i caduti della strage della Caserma dei Carabinieri di Anghiari, dove il 14 agosto 1944 — a Liberazione già avvenuta — persero la vita 15 persone.

I paesaggi anghiaresi, specialmente in questa stagione, riempiono gli occhi di stupore e bellezza. Sono emozioni che, nel giorno della Festa, ci circondano. A queste va aggiunto il ringraziamento verso chi, immolandosi, si è sacrificato — spesso da innocente — per i valori divenuti poi i principi costituzionali fondanti la nostra Nazione: la democrazia, la libertà e la pace.

“Palazzo Taglieschi vuole essere presente” — dichiara il direttore Marco Musmeci — “vuole essere parte della Comunità e, in quanto istituzione culturale dello Stato, rappresentare materialmente i valori della Costituzione”.

Il Museo di Palazzo Taglieschi sarà aperto gratuitamente sabato 25 aprile 2026 dalle 10:00 alle 15:00 (ultimo ingresso ore 14:00). Inoltre, come segno di compartecipazione alla 51ª edizione della Mostra Mercato dell’Artigianato della Valtiberina Toscana e grazie alla disponibilità del personale, il Museo effettuerà un’apertura straordinaria domenica 26 aprile (con i medesimi orari e ingresso a pagamento).

Visita Palazzo Taglieschi per leggere nei beni culturali i principi della Costituzione e così, vivere insieme la Festa della Liberazione.

Palazzo Taglieschi – Museo delle Arti e Tradizioni Popolari dell’Alta Valle del Tevere

piazza Goffredo Mameli n. 16 – ANGHIARI (AR)

Orari di apertura: sabato 25 aprile e domenica 26 aprile: 10:00-15:00. Ultimo ingresso alle ore 14:00.

Sabato 25 aprile – Festa della Liberazione: INGRESSO GRATUITO.

Per informazioni: tel. 0575.788001; drm-tos.palazzotaglieschi@cultura.gov.it

Si ringrazia per la diffusione della notizia, con l’augurio di una buona Festa della Liberazione.

Museo delle Arti e Tradizioni Popolari dell’Alta Valle del Tevere – Palazzo Taglieschi

piazza Goffredo Mameli n. 16 – 52031 ANGHIARI (AR)

Tel. +39 0575 788001 – drm-tos.palazzotaglieschi@cultura.gov.it

IG: @museo_taglieschi_anghiari – FB: Museo di Palazzo Taglieschi Anghiari

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Città di Castello, teatroterapia e benessere: concluso con successo il progetto del BenEssere Teatro Festival

Si è concluso a Città di Castello il percorso di teatroterapia promosso nell’ambito del BenEssere Teatro Festival, con l’evento finale ospitato nella sala comunale di musica “G. Puccini”.

Il laboratorio, organizzato da FITA Umbria, ha rappresentato una prima esperienza regionale, coinvolgendo 14 partecipanti in un percorso di crescita personale attraverso il linguaggio teatrale e le pratiche di arte-terapia. Guidati dalla teatro-terapeuta Imma Guarasci e coordinati da Leonella Zucchini, i partecipanti hanno lavorato per mesi su consapevolezza emotiva, espressione e benessere psicofisico.

Momento conclusivo è stata la performance “Panta Rei”, realizzata lungo il Torrente Soara, simbolo del percorso di trasformazione individuale e collettiva.

Presente anche l’assessore alla cultura Michela Botteghi, che ha sottolineato il valore del progetto come strumento di inclusione e crescita, auspicandone la continuità.

L’iniziativa ha registrato risultati significativi, con i partecipanti che hanno evidenziato un miglioramento del proprio benessere e una nuova visione del teatro, inteso non solo come arte ma come strumento di cura e sviluppo personale.

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Città di Castello, “Percorsi di legalità” conquista gli studenti: teatro, sport e Polizia di Stato insieme

Ieri mattina giovedi 23 aprile a Città di Castello, presso il Teatro degli Illuminati, organizzato dalla Polizia di Stato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, si è svolto per la prima volta in Umbria l’evento “Percorsi di legalità: in scena con la Polizia di Stato”.

All’iniziativa, presentata dalla giornalista Valentina Antonelli, erano presenti, oltre al Questore della Provincia di Perugia Dario Sallustio, il Sindaco di Città di Castello Luca Secondi, il delegato del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Simona Zoncheddu, anche le Autorità civili e militari, regionali e locali, circa 280 studenti appartenenti agli istituti secondari di secondo grado Plinio il Giovane e San Francesco di Sales, agli istituti secondari di primo grado Alighieri – Pascoli, Franchetti Salviani e Patrizi – Baldelli Cavallotti e alla scuola primaria e secondaria San Filippo.

Presente anche una rappresentanza degli Allievi Agenti dell’Istituto per Sovrintendenti della Polizia di Stato “R. Lanari” di Spoleto.

L’evento, partecipato con grande entusiasmo ed interesse dagli studenti, si inserisce in un progetto nazionale della Polizia di Stato che ha lo scopo di sensibilizzare i giovani su temi quali il contrasto alla violenza di genere, la lotta alle discriminazioni, la sicurezza stradale e ferroviaria, i rischi della rete, l’importanza dello sport e il rispetto delle diversità, attraverso il loro coinvolgimento diretto e mediante strumenti innovativi, tra cui il teatro e la recitazione.

La giornata è iniziata con i saluti istituzionali del Sindaco di Città di Castello, del delegato del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Provinciale e del Questore della Provincia di Perugia, per poi entrare nel vivo con le esibizioni degli studenti, tra letture, balletti e momenti artistici dedicati a tematiche sociali di forte attualità che hanno scandito gli interventi delle specialità della Polizia di Stato, con approfondimenti del personale della Questura, della Polizia Stradale, della Polizia Ferroviaria, del C.O.S.C., del referente territoriale O.S.C.A.D. (organismo impegnato nella prevenzione e nel contrasto di ogni forma di discriminazione e reato d’odio) e delle Fiamme Oro, accompagnati da proiezioni video e attività interattive.

Per avvicinare ulteriormente gli studenti ai temi trattati, hanno preso parte all’iniziativa anche il pugile professionista e campione italiano della sua categoria Nourddinne Amanaa, il campione italiano CIV Junior di motociclismo Luca Maria Casagrande e la content creator e influencer Giulia Berettini, i quali hanno condiviso con i ragazzi esperienze e testimonianze.

Gli studenti sono stati poi protagonisti di un momento particolarmente coinvolgente e dinamico: una sfida interattiva su Kahoot, costruita sui temi affrontati nel corso della mattinata. Tra domande, rapidità di risposta e sana competizione, l’aula si è trasformata in un vero e proprio quiz live, capace di unire divertimento e apprendimento, mantenendo alta l’attenzione e l’entusiasmo dei ragazzi fino all’ultima domanda.

A conclusione della sfida, grande attesa per la classifica finale: i primi tre studenti classificati sono stati premiati con voucher per l’acquisto di prodotti elettronici, messi a disposizione grazie alla generosità delle farmacie tifernati. Un riconoscimento che ha celebrato non solo la preparazione, ma anche la partecipazione attiva e lo spirito di squadra dimostrato durante l’iniziativa.

La giornata si è conclusa con la consegna di alcune targhe alle scuole che si sono esibite, quale segno di riconoscimento per l’impegno e la partecipazione dimostrati nell’ambito dell’iniziativa.

Il Questore della Provincia di Perugia, Dario Sallustio, ha così commentato l’iniziativa:
“Questa giornata rappresenta un momento fondamentale di incontro tra le istituzioni e i giovani. Attraverso il linguaggio diretto dell’arte, dello sport e della condivisione, riusciamo a trasmettere valori essenziali come il rispetto, la legalità e la responsabilità, contribuendo concretamente alla formazione di cittadini consapevoli”.

Al termine dell’evento, gli studenti hanno inoltre avuto la possibilità di visitare gli stand allestiti all’esterno del teatro dalla Polizia Stradale e dalla Polizia Scientifica, dove hanno potuto apprendere il funzionamento degli strumenti utilizzati per il rilievo delle impronte e per il rilevamento dell’alta velocità. I ragazzi hanno anche potuto sperimentare in prima persona gli effetti della guida in stato di alterazione grazie all’utilizzo del tappeto e del visore messi a disposizione dalla Polizia Stradale.

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