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Gara di lettura, bis della IV ITIS: ancora una vittoria per gli studenti dell’IIS “Città di Sansepolcro”

Si è conclusa nei giorni scorsi presso la Biblioteca Comunale “Dionisio Roberti” la Gara di Lettura 2025/2026, iniziativa promossa dal Comune di Sansepolcro e dalla Biblioteca per avvicinare i giovani al piacere della lettura attraverso il gioco, la collaborazione e una sana competizione. Quest’anno il concorso era dedicato ad “Assassinio sull’Orient Express”, celebre capolavoro di Agatha Christie, scelto in occasione del cinquantesimo anniversario della scomparsa della grande scrittrice.

Ad aggiudicarsi la vittoria è stata la classe IV ITIS dell’IIS Città di Sansepolcro, guidata dall’insegnante Barbara Pigolotti, che per il secondo anno consecutivo ha saputo distinguersi per preparazione, spirito di squadra e passione per la lettura.

La gara ha visto gli studenti suddividersi in gruppi e confrontarsi attraverso prove e quiz dedicati al romanzo, mettendo alla prova memoria, attenzione ai dettagli e capacità di analisi del testo.

Particolarmente significativo il momento della premiazione: i ragazzi hanno ricevuto in dono numerosi libri di narrativa e grandi classici messi a disposizione dalla Biblioteca comunale e, con entusiasmo, hanno iniziato subito a sfogliarli, distribuirseli e scegliere le prossime letture.

Un segnale incoraggiante che conferma il valore dell’iniziativa, capace di coinvolgere gli studenti in un’esperienza culturale autentica e partecipata. Ancora più bello è stato sentire dai ragazzi stessi la volontà di tornare a partecipare anche il prossimo anno, nonostante per molti di loro sia ormai alle porte l’esame di maturità.

La Gara di Lettura si conferma così un appuntamento prezioso per la comunità scolastica e per la Biblioteca Comunale, dimostrando come i libri possano ancora appassionare, unire e stimolare il confronto tra le nuove generazioni. Perché vedere dei giovani “sfidarsi” su una frase di un romanzo, su un personaggio o su un dettaglio della trama è forse una delle immagini più belle che una biblioteca possa offrire.

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Boat Therapy al Lago di Montedoglio: una giornata di sport, inclusione e sorrisi per bambini e ragazzi

SANSEPOLCRO – Una giornata speciale all’insegna dell’inclusione, dello sport e della condivisione. Sabato 13 giugno, dalle ore 9.30, le acque del Lago di Montedoglio ospiteranno una nuova edizione della Boat Therapy, iniziativa dedicata a bambini e ragazzi con disabilità e autismo.

L’evento è promosso dal Leo Club Sansepolcro Valtiberina Toscana e dal Lions Club Sansepolcro, in collaborazione con il Circolo del Remo e della Vela di Montedoglio, con l’obiettivo di offrire ai partecipanti un’esperienza diversa dal solito, immersi nella natura e a contatto con il mondo della nautica.

Accompagnati da istruttori qualificati e volontari, i ragazzi potranno provare l’emozione di salire a bordo delle barche a vela, vivere l’esperienza del Dragon Boat e partecipare ad altre attività organizzate sulle acque del lago, in un contesto sicuro e accogliente.

Più che una semplice giornata sportiva, Boat Therapy rappresenta un’occasione concreta per favorire socializzazione, autonomia e nuove esperienze, coinvolgendo anche le famiglie in un momento di serenità e condivisione.

L’iniziativa conferma ancora una volta quanto lo sport possa diventare uno straordinario strumento di inclusione e crescita personale, abbattendo barriere e creando opportunità di incontro.

Fondamentale il contributo delle realtà che collaborano all’organizzazione della manifestazione: il Circolo del Remo e della Vela di Montedoglio, Valtiberina Autismo, La Rosa dell’Umbria ODV e la Croce di San Giovanni, che con il loro impegno rendono possibile una giornata capace di unire divertimento, sensibilità e attenzione verso gli altri.

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Porte aperte all’Eremo di Monte Corona, due giornate tra spiritualità, incontro e condivisione

UMBERTIDE – Torna anche quest’anno uno degli appuntamenti più sentiti e partecipati del territorio umbertidese. Sabato 13 e domenica 14 giugno l’Eremo di Monte Corona aprirà nuovamente le proprie porte a cittadini, famiglie e visitatori con l’iniziativa “Porte Aperte”, un’occasione speciale per conoscere da vicino la vita della comunità monastica e vivere momenti di riflessione, spiritualità e condivisione in uno dei luoghi più suggestivi dell’Alta Valle del Tevere.

L’evento, sostenuto e patrocinato dal Comune di Umbertide, nasce dal desiderio dei monaci di accogliere la comunità all’interno del monastero, offrendo ai partecipanti la possibilità di scoprire aspetti normalmente non accessibili dell’Eremo e di approfondire il significato della vita contemplativa.

Negli anni l’iniziativa è cresciuta grazie anche al prezioso contributo del gruppo degli Amici dell’Eremo, che da quattro anni affianca l’organizzazione delle giornate contribuendo a rafforzare il legame tra la comunità religiosa e il territorio.

Durante le visite sarà possibile incontrare i monaci, conoscere più da vicino la loro esperienza di fede, approfondire la Parola di Dio, osservare le icone custodite nel monastero, visitare la cella di un monaco e ammirare le cappelle recentemente restaurate.

Il programma prenderà il via sabato 13 giugno con il ritrovo alla Badia di Monte Corona e la partenza della navetta alle ore 15. Dopo gli incontri con la comunità monastica sarà celebrata la Santa Messa prefestiva alle 17.30, seguita da un momento conviviale e dal rientro previsto per le 19.

Domenica 14 giugno sono invece previsti due appuntamenti. La mattina con partenza alle 8.30 dalla Badia, incontri con i monaci, Santa Messa alle 11 e rientro alle 12.30. Nel pomeriggio la navetta ripartirà alle 15 per consentire ai visitatori di prendere parte agli incontri e ai Vespri delle 17.30, prima del rientro fissato alle 19.

Per motivi organizzativi e per l’assenza di parcheggi nelle vicinanze dell’Eremo, l’accesso sarà consentito esclusivamente tramite navetta o a piedi e soltanto previa prenotazione. I posti disponibili sono limitati.

Per prenotazioni è possibile contattare Cristina al numero 353 3678293, dalle ore 8 alle ore 20.

Un’opportunità preziosa per rallentare i ritmi quotidiani, riscoprire il valore del silenzio e dell’incontro e vivere un’esperienza autentica in un luogo che rappresenta da secoli uno dei simboli spirituali più importanti dell’Umbria.

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I Giovedì del Cai: mangiare bene per camminare meglio, ad Arezzo arriva il professor Pier Luigi Rossi

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Serata aperta anche ai non soci per imparare a combinare cibo, energia e movimento. Le regole d’oro per chi fa trekking

Arezzo – L’attività motoria è il vaccino per la longevità. Su questo non ha dubbi il dottor Pier Luigi Rossi, specialista in Scienza dell’alimentazione, Rettore della Fraternita dei Laici, professore all’Università di Siena, divulgatore scientifico e scrittore. Rossi sarà ospite dei “Giovedì del Cai” il prossimo 11 giugno nella sede del Cai di Arezzo alle 21in via Fabio Filzi 28/2, dove darà una serie di consigli utili e pratici su come “Mangiare bene per camminare meglio”. Una serata aperta a tutti, anche ai non soci. 

Le escursioni sono attività quasi quotidiana, non solo per i cani, ma anche per tutti coloro che amano camminare, e il benessere che ne deriva è un fatto oggettivo e dimostrato scientificamente. “Cercherò di dare un contributo concreto su quello che si deve fare per combinare al meglio movimento e alimentazione in base alle ultime novità scientifiche – spiega infatti Rossi – perché il concetto di energia, del muoversi per vivere bene deriva da una reazione biochimica e non più dal calcolo giornaliero delle calorie, concetto ormai obsoleto. Per indicare il modo giusto di alimentarsi preparerò uno schema dove il cibo è diviso per gruppi , da assumere in precisi orari durante la giornata”. 

Il consiglio dunque è di portare carta e penna per prendere appunti. Ma c’è anche un altro aspetto: “Per una buona qualità della vita – insiste Rossi – è importante il rapporto tra muscolo e cervello, tra muscolo e sonno, muscolo e grasso, se si perde il muscolo si compromette la salute. Ricordiamoci che un altro nutriente fondamentale è l’ossigeno. Ci vogliono due litri di ossigeno per eliminare un grammo di grasso. La scienza dell’alimentazione ha cambiato rotta e ha messo al centro della sua attenzione il corpo e non più il cibo, dobbiamo prestare attenzione a quello che mangiamo in base alle reazioni del nostro corpo. Prima conosci il tuo corpo, poi scegli il cibo”. Un ultimo consiglio? Mangiare all’ottanta per cento vegetale e al venti per cento animale. Ma questo è solo un assaggio.

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Bocce, successo a Cerbara per il 4° Trofeo Meccanica Piccini Paolo & Daniele

CERBARA – Una bella giornata di sport e aggregazione ha caratterizzato il 4° Trofeo Meccanica Piccini Paolo & Daniele, gara regionale organizzata dalla Bocciofila Cerbara che ha richiamato atleti e appassionati da tutto il territorio.

Al termine delle sfide sui campi di gioco, a conquistare il gradino più alto del podio sono stati Luca Barbabietola e Francesco Giulietti della Bocciofila Gialletti, autori di un percorso impeccabile che ha permesso loro di aggiudicarsi il prestigioso trofeo.

Secondo posto per la coppia dell’Umbertide composta da Luca Bambini e Simone Paolucci, mentre il terzo gradino del podio è andato ai portacolori della Bocciofila Cerbara Roberto Monaldi e Giuliano Faralli. Quarta posizione per un’altra formazione di casa, quella composta da Stefano Giulietti e Luigi Bianchini.

A dirigere la competizione è stato Edoardo Edoardi, che ha coordinato le varie fasi della manifestazione.

La cerimonia di premiazione ha concluso l’evento in un clima di amicizia e sportività. A consegnare i riconoscimenti alle formazioni classificate sono stati Graziano Benigni, presidente della Bocciofila Cerbara, e Michele Monini, nipote dello sponsor che ha dato il nome al trofeo.

Un appuntamento che si conferma tra i più apprezzati del panorama boccistico regionale e che ancora una volta ha saputo unire competizione, passione e spirito di comunità.

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Sansepolcro, la Dukes Basket ottiene il Certificato di Qualità FIP Minibasket 2025/2026

La Dukes Basket Sansepolcro è lieta di annunciare di aver ottenuto il Certificato di Qualità Minibasket FIP per la stagione sportiva 2025/2026, prestigioso riconoscimento rilasciato dalla Federazione Italiana Pallacanestro.

Il Settore Minibasket FIP valorizza le società sportive che, con costanza e professionalità, promuovono l’attività del minibasket e i valori della pallacanestro sul territorio. Il conferimento di questo certificato rappresenta un importante attestato del livello qualitativo raggiunto dalla Dukes Basket, frutto di un lavoro quotidiano svolto con passione, competenza e attenzione verso bambini, famiglie e praticanti.

La certificazione riconosce in particolare il rispetto delle linee guida e delle normative federali, confermando la Dukes Basket come una realtà virtuosa, capace di offrire un ambiente educativo, inclusivo e formativo.

Un traguardo significativo, che rafforza il percorso intrapreso negli anni e che rappresenta uno stimolo a proseguire con ancora maggiore impegno nella crescita sportiva e personale dei giovani atleti.

Il Certificato di Qualità sarà esposto come simbolo della scelta condivisa con le famiglie e della centralità del progetto educativo della società.

La Dukes Basket desidera ringraziare tutti gli istruttori, dirigenti, collaboratori e le famiglie che quotidianamente contribuiscono a rendere possibile questo percorso.

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Umbertide, il Centro Studi Danza presenta il Saggio Spettacolo al Teatro dei Riuniti: venerdì 12 e sabato 13 giugno

Torna come da tradizione l’atteso appuntamento con l’Associazione Sportiva Dilettantistica Centro Studi Danza, che presenta il suo Saggio Spettacolo di fine anno venerdì 12 e sabato 13 giugno.

Non si tratta di un semplice saggio di chiusura dell’anno scolastico, ma di un vero e proprio spettacolo pensato, costruito e realizzato per valorizzare il percorso di tutti gli allievi, dai più piccoli ai più grandi, che per due serate potranno vivere l’emozione di sentirsi “veri ballerini”, davanti a un pubblico variegato che potrà godere di un’esperienza di danza completa e coinvolgente.

L’evento si terrà nella splendida cornice del Teatro dei Riuniti di Umbertide.

Il Centro Studi Danza, diretto da Maria Paola Fiorucci -laureata all’Accademia Nazionale di Danza di Roma- è da anni non solo una scuola di danza, ma un luogo vivo e autentico, in cui il corpo diventa linguaggio, disciplina, creatività e relazione. Uno spazio in cui la danza si trasforma in esperienza condivisa, crescita personale e ricerca artistica.

L’Associazione è profondamente radicata nel territorio e partecipa ogni anno a numerose iniziative cittadine, tra cui le Fiere di Settembre e la Fratta dell’Ottocento, oltre a organizzare stage e laboratori con insegnanti di fama internazionale. Le allieve prendono inoltre parte a rassegne e concorsi di rilievo nazionale, ottenendo riconoscimenti che contribuiscono a mantenere alto il nome di Umbertide.

Lo spettacolo di quest’anno, con l’organizzazione di Barbara Cagnini e la direzione tecnica di Fabio Galeotti, trae ispirazione dal celebre balletto del repertorio classico Cenerentola, proponendone però una lettura originale e contemporanea.

Il punto di partenza non è la favola tradizionale, ma il palazzo: luogo dell’incontro tra Cenerentola e il Principe, spazio della festa, della musica e del sogno. Un ambiente in cui, tra luci e suggestioni, prende forma l’amore.

Ma il palazzo non è solo scenografia: diventa simbolo e chiave narrativa. Accanto al palazzo incantato della fiaba, lo spettacolo ne propone una rilettura contemporanea, un luogo attuale e complesso in cui desideri, relazioni e destini si intrecciano e si trasformano.

Un viaggio che attraversa passato e presente, con lo sguardo rivolto al futuro: una riflessione sul cambiamento, sulle possibilità e sui sogni che evolvono insieme alle persone che li vivono. Perché ogni epoca ha il proprio palazzo, e ognuno di noi, prima o poi, attraversa il proprio.

La regia dell’intero spettacolo è ad opera di Maria Paola Fiorucci e Afshin Varjavandi, le coreografie di tutti gli insegnanti del Centro Studi Danza.

Durante le due serate si alterneranno diversi linguaggi della danza: la danza classica, curata da Maria Paola Fiorucci, il Giocodanza  e la Propedeutica alla danza seguiti da Michela Mancini, la danza contemporanea e moderna a cura di Manuela Giulietti e Naomi Segazzi, fino alle danze urbane del maestro Afshin Varjavandi e alla breakdance seguita da Roberto del Gaia.

Uno spettacolo ricco e variegato, pensato per allietare due serate estive dedicate alla danza, alla comunità di Umbertide e a tutti gli appassionati.

Apertura botteghino – Teatro dei Riuniti

  • Domenica 7 giugno: 18:00 – 20:00 
  • Mercoledì 11 giugno: 18:00 – 20:00 
  • Venerdì 12 giugno: 18:00 – 20:00 

Tel. 340 0959352

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Casa della Comunità di Città di Castello, Baglioni (Lega): “Traguardo fondamentale per il territorio, doveroso riconoscere il merito del lavoro fatto dalla giunta Tesei”

“Accogliamo con soddisfazione l’apertura della Casa della Comunità di Città di Castello, una struttura che rappresenta un investimento importante per il rafforzamento della sanità territoriale e per il miglioramento dei servizi offerti ai cittadini. Proprio perché si tratta di un’opera strategica per il nostro territorio, è necessario ricordare che quanto inaugurato oggi è il risultato di un percorso amministrativo e progettuale avviato negli anni della Giunta regionale guidata da Donatella Tesei. Le Case della Comunità finanziate attraverso il PNRR non nascono in pochi mesi: dietro ogni intervento ci sono anni di programmazione, progettazione, confronto con i territori e costruzione delle condizioni necessarie per accedere alle risorse disponibili. È stato durante il governo regionale del centrodestra che sono state individuate le sedi, predisposti i progetti e avviato il percorso che ha consentito all’Umbria di ottenere i finanziamenti destinati al potenziamento della sanità di prossimità. Senza quel lavoro preliminare, oggi non ci sarebbe alcuna struttura da inaugurare. È legittimo che chi oggi amministra partecipi alle inaugurazioni e rivendichi i risultati raggiunti, ma è altrettanto corretto riconoscere il lavoro svolto da chi ha posto le basi di questi interventi. Il taglio di un nastro dura pochi minuti, realizzare un’opera pubblica richiede invece anni di impegno, competenza amministrativa e visione politica. Come Lega rivendichiamo con orgoglio il lavoro della Presidente Donatella Tesei e della sua Giunta, che hanno saputo intercettare risorse straordinarie e trasformarle in investimenti concreti per i cittadini umbri. Il riconoscimento di questo percorso non è una questione di appartenenza politica, ma di correttezza istituzionale e rispetto della verità dei fatti. Siamo soddisfatti che la Casa della Comunità sia finalmente operativa e possa offrire nuovi servizi ai cittadini dell’Altotevere. Le opere pubbliche appartengono alla comunità, non a una parte politica, ed è proprio per questo che crediamo che il riconoscimento del lavoro svolto dalla precedente amministrazione regionale e la corretta ricostruzione dei fatti debbano sempre prevalere sulla propaganda”.

Così in una nota il segretario della Lega di Città di Castello, Giorgio Baglioni

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Manutenzione del verde: interrogazione del consigliere comunale, Massimo Minciotti (PD)

“Da segnalazioni ripetute da molti cittadini – precisa il consigliere comunale, Massimo Minciotti (PD) – risulta non effettuato con regolarità il taglio dell’erba lungo le nostre strade comunali. In particolare, è stata segnalata la mancanza di tale intervento nella strada comunale da e per le Terme di Fontecchio, sia nelle banchine, che lungo il percorso ciclopedonale. Una situazione che rispecchia lo stato di molte altre strade del nostro comune.” “Considerato che siamo ormai in estate climatica anche se non di calendario, Appurato che le erbacce che invadono la carreggiata e la pista ciclo-pedonale la restringono sia per i pedoni che per le biciclette, rilevato che tale stato comporta una situazione di degrado e di apparente abbandono di tali tratti di strada, visto, inoltre, che approssimandosi il periodo siccitoso estivo, la presenza di erba alta e secca lungo le banchine stradali può essere causa di rischio incendi, constatato che sono almeno tre i diversi operatori impegnati nel taglio dell’erba lungo le nostre strade comunali: ditta privata con convenzione comunale, operatore comunale, Sogepu o ditta in appalto” Per queste motivazioni il consigliere comunale Minciotti interroga il sindaco e la giunta per conoscere e sapere: “perché a fine maggio non risulta ancora effettuato il taglio dell’erba su molti tratti di strade comunali; se la programmazione e lo stato di attuazione degli interventi di manutenzione stradale e sfalcio dell’erba sull’intera rete stradale comunale viene rispettato; a chi è demandata la competenza del tratto di strada, circa il taglio dell’erba, in via delle Terme con pista ciclopedonale, Se non si ritiene opportuno demandare ad un unico operatore, magari pubblico, la responsabilità di tali interventi, sia per un controllo più efficace, che per un coordinamento che sicuramente avvantaggia la qualità del servizio”.

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Ex Ospedale San Florido, Mancini (Lega): “Fra ritardi locali e accentramento delle Usl, Alto Tevere abbandonato”

“Sul futuro dell’ex ospedale San Florido assistiamo a ritardi e all’assenza di una visione chiara da parte della sinistra tifernate, da sempre al governo della Città. Un immobilismo allarmante, specie alla luce del dibattito interno al PD regionale sulla paventata fusione tra Usl 1 e Usl 2, con un’unica direzione a Foligno che allontanerebbe i servizi dai territori”. È quanto dichiara il consigliere comunale della Lega, Valerio Mancini, a seguito della risposta del Sindaco alla sua interrogazione sul complesso.

“Siamo a giugno 2026, mese cruciale per l’avvio dei cantieri – afferma Mancini – ma i 3 milioni di euro per la messa in sicurezza e il tetto sono ancora lontani da una concreta realizzazione, con tempistiche bibliche di ben 18 mesi. Ancora più preoccupante la situazione dei 12 milioni del Fondo Sviluppo e Coesione, risorse fondamentali portate a casa grazie al mio impegno e a quello di tutta la Giunta Tesei, ma oggi bloccate alla fase preliminare. Dopo quasi due anni di governo regionale della giunta Proietti, siamo ancora all’inizio della progettazione, esponendo la città al rischio concreto di definanziamento”.

Il consigliere leghista contesta poi la futura destinazione d’uso: “Mentre il PD regionale discute di fusioni e poltrone lasciando quello locale solo come acritico spettatore, a Città di Castello si rinuncia alla vocazione socio-sanitaria del “San Florido”, parlando genericamente di un uso mix tra residenziale e commerciale. Introdurre nuove case in un centro storico già pieno di immobili vuoti non serve. Al contrario, dobbiamo difendere la sanità di prossimità e pretendere servizi concreti per i cittadini, oltre a una razionalizzazione degli uffici pubblici oggi in affitto, iniziando da quelli dell’Usl.

Se si fosse agito prima con determinazione, oggi il cantiere sarebbe già aperto, ma evidentemente la Giunta Secondi e il suo partito di maggioranza relativa, non ha la forza politica per farlo. Serve invece un’accelerazione decisa, un cronoprogramma certo e una scelta politica chiara che rimetta Città di Castello al centro della mappa dei servizi umbri. La città non può più tollerare la subalternità politica del PD locale a quello perugino. Ora al Sindaco Secondi avrebbe fatto comodo o no un “Bettarelli” in regione? Infine, che posizione politica assumerà se la Giunta Proietti andrà avanti nel proposito di unire le due Usl? La risposta la sappiamo già: obbedisco ed obbediamo, il partito viene sempre prima”.

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Costo dell’acqua di Montedoglio a carico degli agricoltori della Regione Umbria: ordine del giorno del consigliere, Luciana Bassini (Guppo Misto-Azione)

Costo dell’acqua di Montedoglio a carico degli agricoltori della Regione Umbria: ordine del giorno del consigliere, Luciana Bassini (Guppo Misto-Azione). “Premesso che l’invaso di Montedoglio, situato tra Anghiari e Sansepolcro, è il più importante bacino artificiale dell’Italia centrale con una capacità massima di circa 150 milioni di metri cubi di acqua. Esso consente l’approvvigionamento idrico e funge da vasca di laminazione del Tevere immagazzinando temporaneamente l’acqua in eccesso durante forti precipitazioni. Dal 28 febbraio 2026 in poi con i suoi 200 litri/sec alimenta il Trasimeno per ridurre e/o stabilizzare il suo livello compromesso dai cambiamenti climatici e dalla mancanza di immissari naturali. Il gruppo che gestisce Montedoglio è EAUT (Ente Acque Umbre-Toscane), mentre l’erogazione in Toscana e in Umbria viene fatta rispettivamente da Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana e da AFOR Umbria. Considerato che: Il costo a metro cubo praticato da EAUT ad entrambi gli Enti è di circa 0.046 euro a metro cubo. Montedoglio consente di irrigare in Umbria 2898 ettari e in Toscana circa 1100 ettari. Vi sono due sistemi di gestione diversi nel computo dell’utilizzo dell’acqua tra Umbria e Toscana. Nella prima con contatori, mentre nella seconda a forfait per ogni ettaro dichiarato. La regione dell’Umbria, come anche la Toscana, non può intervenire con contributi per la manutenzione delle reti (la regione Umbria fino al 2017 sosteneva la manutenzione con 800 mila euro). A nostro avviso – prosegue Bassini – dovrebbero essere armonizzate le due modalità di computo dell’erogazione per eliminare una differenza sostanziale tra il costo dell’acqua applicato dalla Toscana ai propri utenti rispetto all’Umbria. Il costo per gli utenti cambia a seconda della fascia di appartenenza, per cui la fascia1 sotto ai 1500 Mc ad ettaro paga 0.21533 euro a mc mentre per consumi maggiori si passa ad altra fascia ed il costo aumenta. Per il tramite dei loro Enti di appartenenza, gli agricoltori Umbri pagano l’acqua circa 25 centesimi a mc. mentre quelli toscani pagano circa 15 centesimi a mc. L’Umbria risulta altresì penalizzata a causa di linee di distribuzione obsolete dislocate in un territorio morfologicamente diverso, con un elevato costo dell’energia elettrica per il pompaggio che in alcuni casi, insieme a quello per la manutenzione, supera il costo dell’acqua. Anche le coltivazioni umbre, in particolare mais e tabacco, sono molto costose per quanto riguarda l’irrigazione, circa 600/800 euro per ettaro. A questo va aggiunto anche il crescente aumento del costo dei carburanti per rendere ancor più evidente le difficoltà che incontrano gli agricoltori umbri. Per queste motivazioni, conclude Luciana Bassini, si impegna il Sindaco e la giunta Affinché si facciano promotori presso la Regione Umbria invitando l’Assessore competente in materia in una nostra commissione consiliare per conoscere le eventuali azioni che potrebbero essere intraprese, vista la disparità di trattamento tra gli agricoltori umbri e toscani, affinché ci sia un’armonizzazione delle tariffe finalizzata ad una leale concorrenza agricola tra le due regioni confinanti.”

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Cento storie di donne per raccontare l’Umbria: Anna Lia Sabelli Fioretti ospite del Circolo Tifernate


CITTÀ DI CASTELLO – Non un semplice libro, ma un viaggio attraverso l’Umbria raccontata dalle donne. Donne che hanno costruito aziende, guidato istituzioni, fatto cultura, sport, ricerca, volontariato. Donne diverse tra loro, ma accomunate dalla capacità di lasciare un segno nel proprio percorso umano e professionale.
È stato questo il filo conduttore dell’incontro che sabato pomeriggio ha animato le sale del Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati, dove la giornalista Anna Lia Sabelli Fioretti ha presentato il volume “Donne in Umbria. 100 interviste al femminile”, pubblicato da Morlacchi Editore. Un appuntamento inserito nel programma della terza edizione del “Circolo del Libro”, realizzata in collaborazione con il Comune di Città di Castello e il Corriere dell’Umbria.


Ad accogliere il pubblico è stato il vicepresidente del Circolo Tifernate Gregorio Anastasi, che ha portato il saluto dell’associazione, ringraziando l’autrice per aver scelto Città di Castello come tappa della presentazione del volume. Presenti, tra gli altri, anche l’assessore alle Pari Opportunità Letizia Guerri e Nada Lucaccioni, una delle protagoniste del libro.


A introdurre l’incontro è stata Catia Cecchetti, che ha evidenziato il valore di una pubblicazione capace di raccogliere esperienze femminili molto diverse tra loro e di trasformarle in un racconto collettivo dell’Umbria contemporanea. Un mosaico di storie che attraversa il mondo dell’impresa, della cultura, della professione e dell’impegno sociale, restituendo l’immagine di una regione dinamica e ricca di energie spesso poco raccontate.


Durante il pomeriggio l’autrice ha spiegato come il libro sia nato dalla volontà di riunire in un unico volume le tante interviste realizzate nel corso degli anni, mettendole in dialogo tra loro per costruire un racconto corale del mondo femminile umbro. Un lavoro che non si limita a celebrare i successi, ma che racconta anche le difficoltà, gli ostacoli e la determinazione necessari per raggiungere determinati traguardi.


Particolarmente apprezzati gli interventi di alcune delle donne presenti nel volume, tra cui Silvia Polidori, Chiara Brozzi, Anna Villarini e Nada Lucaccioni, che hanno condiviso con il pubblico esperienze personali, momenti di crescita professionale e sfide affrontate nel proprio percorso.
Ne è nato un confronto autentico, fatto di racconti, ricordi e riflessioni, che ha coinvolto il pubblico e confermato ancora una volta la vocazione del Circolo Tifernate a essere un luogo di incontro e dialogo culturale.


Più che una presentazione letteraria, quella di sabato è stata l’occasione per accendere i riflettori su storie spesso lontane dalla cronaca quotidiana ma fondamentali per comprendere il volto dell’Umbria di oggi. Cento donne, cento esperienze e un unico messaggio: dietro ogni percorso ci sono passione, sacrificio e la capacità di guardare avanti senza smettere di credere nelle proprie idee.

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Lunedì 8 giugno si riunirà il consiglio comunale: all’ordine del giorno bilancio, lavori pubblici, politiche sociali, viabilità, Sogepu e toponomastica

Il consiglio comunale di Città di Castello si riunirà lunedì 8 giugno, alle ore 18.00, nella residenza municipale di piazza Gabriotti. All’ordine del giorno della seduta convocata dal presidente Luciano Bacchetta ci saranno bilancio, lavori pubblici, politiche sociali, viabilità, Sogepu e toponomastica. I lavori inizieranno con le comunicazioni dell’assessore competente Mauro Mariangeli sulle delibere di giunta relative a una variazione agli stanziamenti di cassa del bilancio di previsione 2026-2028 e a un prelievo dal fondo di riserva. A seguire, l’assessore ai Lavori Pubblici Riccardo Carletti prenderà la parola per rispondere a una serie di interrogazioni. La prima riguarderà la richiesta di informazioni da parte del capogruppo della Lega Valerio Mancini sul perdurare dell’interruzione del percorso ciclopedonale in corrispondenza della passerella sul torrente Vaschi. Si proseguirà poi con le risposte alla consigliera Maria Grazie Giorgi (PD) sul ripristino dell’area in via Carlo Liviero per i lavori di messa in sicurezza del torrente Scatorbia e sul ripristino del manto stradale di via della Libertà a San Leo Bastia.

Il consiglio comunale dibatterà e voterà, quindi, due mozioni: quella del consigliere Gionata Gatticchi (PD) per l’adeguamento dell’azione comunale al decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, concernente l’istituzione del punto comunale di accesso al “Progetto di vita”, e per la regolamentazione della gestione delle istanze; quella della consigliera Monia Paradisi (PD) riguardante “la solitudine come emergenza sociale” e le azioni per contrastarla attraverso la promozione del benessere relazionale. Nell’ambito delle sue deleghe ai Lavori Pubblici e allo Sport, l’assessore Carletti tornerà nuovamente al microfono per rispondere al capogruppo della Lega Mancini sull’attuazione della mozione approvata all’unanimità dal consiglio comunale per la realizzazione di una rotatoria sulla strada provinciale 104 a Bivio Lugnano e ai consiglieri Elda Rossi e Riccardo Leveque (FDI), che hanno presentato due interrogazioni: la prima sulla mancata riapertura dopo i lavori di riqualificazione del mercato coperto, sull’incremento del cofinanziamento comunale, sulle varianti progettuali e sullo stato della procedura di assegnazione dei box: la seconda, sull’annullamento del 38° Meeting “Italo Galluzzi”, sulla mancata riapertura della piscina comunale entro giungo 2026 e sulle responsabilità dei ritardi. Il sindaco Luca Secondi interverrà, poi, per replicare alla capogruppo di Castello Cambia Emanuela Arcaleni sul contrasto delle truffe in Altotevere e al consigliere Andrea Lignani Marchesani (Castello Civica) sul rinnovo del consiglio di amministrazione di Sogepu.

Al vice sindaco con delega all’Urbanistica Giuseppe Stefano Bernicchi spetterà, poi, la risposta all’interrogazione dei consiglieri Loriana Grasselli, Ugo Tanzi e Luigi Gennari (PSI) riguardante l’aggiornamento della toponomastica presso la “cittadella dell’emergenza” di via Luigi Angelini. A seguire, l’assessore all’Ambiente Mariangeli fornirà al consigliere Gatticchi (PD) le informazioni richieste sullo stato di manutenzione del ponte di legno sul torrente Soara lungo il percorso ciclopedonale del Tevere. A concludere la seduta saranno il dibattito e il voto sulla mozione della consigliera Alessandra Forini (PD) per il contrasto all’aumento delle rette nelle Rsa e per il potenziamento dei contributi a sostegno delle famiglie. Come di consueto, la seduta potrà essere seguita anche in diretta streaming al link https://cittadicastello.consiglicloud.it/home e attraverso il canale ufficiale YouTube del Comune di Città di Castello.

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Altotevere conferma il jolly sangiustinese Giacomo Cherubini

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Ha la capacità di adattarsi ai vari ruoli in base alle necessità e di essere pedina da spogliatoio: “Grazie alla società per la fiducia che mi ha rinnovato”

Sarà ancora il sangiustinese della ErmGroup Altotevere. Giacomo Cherubini, 32 anni il prossimo dicembre, è infatti fra i confermati in maglia biancazzurra, con la quale ha collezionato anche alcuni gettoni di presenza nello scorso campionato di Serie A3 Credem Banca andando in battuta e spesso intervenendo nell’azione di gioco, ma disputando da schiacciatore anche il quarto set della partita di ritorno degli ottavi dei play-off contro la Viridex Sabaudia, con uno score personale di 4 punti, uno dei quali a muro. Ma di fatto “Jack” Cherubini è una sorta di jolly (un tempo si chiamava “universale”) che si adatta a qualsiasi evenienza, anche in regia: proprio da palleggiatore ha giocato anni addietro in A2 con il Città di Castello. “La conferma è un bel premio per me – commenta Cherubini – perché il primo anno può essere un caso, il secondo no: vuol dire che è stato riconosciuto il mio comportamento, in particolare come uomo spogliatoio. Sono uno che fa gruppo, che contribuisce a tenere le energie mentali sempre sostenute e che cura molto i rapporti fra squadra e staff.

Dopo aver vissuto una stagione da spettatore e un’altra principalmente da bordo campo, spero che questa sia la volta buona per ottenere il risultato che tutti vogliamo”. La ErmGroup sta allestendo un roster ancor più competitivo per puntare all’obiettivo grosso e l’inserimento in un girone come nell’altro (potrebbe esservi anche un ritorno in quello centro-meridionale) non costituisce per lui un problema: “Credo che fra girone Bianco e girone Blu vi sia un sostanziale equilibro. Semmai, il Bianco ha avuto qualcosa in più e lo abbiamo visto: una promozione a testa, ma con la maggioranza delle squadre che hanno proseguito il cammino nei play-off proveniente dal nostro raggruppamento. Bisogna inoltre attendere il rimpasto generale: vi sono ancora situazioni da risolvere che non rendono al momento chiara la geografia della A3”. Anche per ciò che riguarda il suo inquadramento nel roster, quello di schiacciatore non è certo rigido: “Mi metto a completa disposizione. Già nel passato campionato – ricorda Cherubini – ho svolto mansioni diverse e ora mi ripropongo: essere utile per le varie necessità è senza dubbio motivante”.

E contro Sabaudia, un set in campo da titolare: “E’ stata per me la ciliegina sulla torta. Uno stimolo in più per continuare e per ritagliarmi quegli spazi, a volte anche ristretti, che comunque diventano una gratifica, specie per uno come il sottoscritto che ha la fortuna di coltivare una passione ad alti livelli e per giunta sotto casa. Non dimenticando un particolare: spesso sono stato chiamato in battuta quando la situazione era delicata e quindi mi era vietato sbagliare per non compromettere l’esito dei set”. Infine, i ringraziamenti e un invito accorato di Cherubini: “Debbo rivolgere i primi sia alla società – a cominciare dalla presidente Elena Gragnoli e poi all’ad Claudio Bigi e al diesse Valdemaro Gustinelli – per la fiducia che mi hanno rinnovato, sia al tecnico Marco Bartolini, che conosco da quando avevo 16 anni e con il quale ho condiviso un grande sogno. L’invito è invece rivolto ai miei concittadini di San Giustino: quando siete venuti numerosi al palasport in occasione della sfida di semifinale contro il Belluno, è stata una festa. Vorrei e vorremmo, quindi, che d’ora in poi fosse sempre festa ogni volta che giochiamo in casa”.   

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Iniziati i festeggiamenti dei 100 anni della libreria editrice Paci LA TIFERNATE con due giorni di eventi

Si è data avvio venerdì 5 giugno, con l’inaugurazione della mostra 100 ANNI DI LIBRI BELLI, la serie di iniziative legate al centenario della libreria editrice Paci LA TIFERNATE. L’esposizione racconta l’avventura editoriale di Giuseppe Paci dai primi volumetti pubblicitari, ai classici illustrati pubblicati perché irreperibili a fine conflitto mondiale, alle collane di libri tecnici, di poesia, brevi saggi, manuali di lingua, compendi, materiale di cartoleria fino allo sforzo eroico della rivista mensile per studenti di francesi La Petite Bibliotheque Française,  pubblicata dal 1947 al 1966.
La mostra, presso la sala Pirazzoli della Biblioteca Carducci di Città di Castello, sarà visitabile fino a sabato 4 luglio negli orari di apertura dalla biblioteca.


L’evento è a cura dell’Archivio storico della Libreria editrice Paci LA TIFERNATE e della Casa editrice IL SOLCO, in collaborazione con Comune di Città di Castello, MUA Musei dell’Alto Tevere, Biblioteca Carducci, Associazione ABC, Libreria Paci LA TIFERNATE.
 
 
La mattina di sabato 5 giugno si è svolta la premiazione degli elaborati del progetto UN PO’ COME UN ABBRACCIO, che ha coinvolto i ragazzi e le ragazze  delle classi terze del dipartimento grafico del Polo Tecnico Franchetti Salviani per la creazione di speciali sovraccoperte per la storica edizione de LE AVVENTURE DI PINOCCHIO pubblicata da Giuseppe Paci nel 1944 e illustrata a quindici anni dal pittore Benito Albi Bachini. 5 i lavori premiati, esposti questi giorni nella vetrina della libreria.
 
Nel tardo pomeriggio un brindisi con buffet in piazza e l’annuncio degli altri eventi che scandiranno l’anno del centenario ha concluso con tutta la famiglia Paci riunita e gli amici e frequentatori della libreria questa due giorni di avvio dei festeggiamenti.

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PSI Citta’ di Castello “e’ il momento di rafforzare concretamente il presidio dell’Altotevere”

Il P.S.I locale ritiene doveroso riportare all’attenzione delle istituzioni il tema del potenziamento del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Città di Castello, presidio fondamentale per la sicurezza dell’intera Alta Valle del Tevere.


Gli eventi atmosferici che anche negli ultimi giorni hanno interessato il territorio comunale, tra forti precipitazioni, raffiche di vento e situazioni di potenziale criticità, rappresentano l’ennesima conferma di quanto sia cambiato il quadro delle emergenze che i Vigili del Fuoco sono chiamati ad affrontare quotidianamente. A questo si aggiunge l’imminente arrivo della stagione estiva, con il conseguente aumento del rischio di incendi boschivi e di vegetazione, che richiederà uno sforzo operativo ancora maggiore.


A conferma della crescente complessità delle attività di soccorso e del ruolo strategico svolto dal presidio tifernate, va ricordata la recente esercitazione interregionale del team USAR Medium (Urban Search and Rescue), svoltasi dal 26 al 28 maggio presso il campo macerie del Distaccamento di Città di Castello. L’addestramento ha coinvolto circa 150 operatori tra Vigili del Fuoco e personale sanitario del 118 provenienti da Umbria, Marche e Abruzzo, impegnati in simulazioni di ricerca e soccorso in scenari di crollo e calamità complesse.

La scelta di Città di Castello come sede di un’attività di tale rilevanza testimonia il valore delle professionalità presenti sul territorio e l’importanza della struttura tifernate nel sistema regionale e interregionale di protezione e soccorso.


Proprio per questo non possiamo ignorare le criticità che da anni vengono evidenziate da amministratori, rappresentanti istituzionali e dagli stessi operatori del settore. La vastità del territorio da servire, la presenza di importanti insediamenti produttivi, la copertura di un’area che comprende l’intero comprensorio dell’Altotevere e la distanza dagli altri principali presidi operativi rendono la caserma di Città di Castello un’infrastruttura strategica per tutta l’Umbria.


Il Distaccamento garantisce infatti la sicurezza di un territorio che comprende i comuni di Città di Castello, San Giustino, Citerna, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, Lisciano Niccone, rappresenta un punto di riferimento essenziale anche per l’area di Umbertide e per numerose emergenze che interessano la vicina Valtiberina toscana. Si tratta di un’area vasta e complessa, caratterizzata dalla presenza di importanti poli industriali e produttivi, oltre a garantire la copertura di uno dei tratti più estesi e trafficati della E45, infrastruttura strategica per i collegamenti tra il centro e il nord Italia.


Ultimamente anche la Regione Umbria si è fatta promotrice di richieste formali per il potenziamento del distaccamento, riconoscendone l’importanza e chiedendo un incremento degli organici e una revisione della classificazione della struttura. Tuttavia, ad oggi, tali sollecitazioni non hanno prodotto i risultati attesi e il problema resta aperto.


Per il PSI è quindi necessario riaprire con forza il confronto sul passaggio della caserma di Città di Castello alla categoria SD4, un riconoscimento che sarebbe pienamente coerente con il volume degli interventi effettuati, con l’estensione del territorio servito e con le reali necessità operative del presidio.
E’ comunque indispensabile garantire nell’immediato le risorse necessarie affinché il distaccamento possa operare nelle migliori condizioni possibili.

Servono più uomini, servono più mezzi e serve una programmazione che tenga conto delle esigenze reali del territorio.
Emblematica è la vicenda dell’autoscala, mezzo che in passato era disponibile presso il Distaccamentoe che oggi non rientra più tra le dotazioni permanenti del presidio. Una mancanza che pesae che merita una seria riflessione nell’ottica di garantire una copertura costante, tempestiva ed efficiente delle emergenze.


Per queste ragioni rivolgiamo un appello al Sottosegretario all’Interno, On. Emanuele Prisco, affinché il percorso di rafforzamento più volte annunciato possa finalmente trovare piena attuazione. Le esigenze del territorio sono più che note, così come sono note le richieste avanzate dalle istituzioni locali, dalle organizzazioni sindacali e dalla stessa Regione Umbria. Oggi servono risposte concrete e investimenti adeguati per garantire un servizio essenziale alla sicurezza dei cittadini e delle imprese dell’intera Alta Valle del Tevere.


Ci preme infine rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i componenti dell’organico del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Città di Castello che, con competenza, spirito di sacrificio e straordinario senso del dovere, garantiscono ogni giorno la sicurezza dei cittadini, intervenendo con tempestività ed efficacia nelle situazioni di emergenza. È anche nel rispetto del loro impegno quotidiano che riteniamo necessario continuare a sostenere con forza il potenziamento di questo presidio strategico.

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Controlli sull’Apecchiese, estate sotto osservazione: Polizia Locale in campo per la sicurezza

CITTÀ DI CASTELLO – Con il sole e le temperature estive tornano anche le moto lungo i tornanti dell’Apecchiese. Una presenza che ogni anno anima una delle strade più amate dagli appassionati delle due ruote, ma che richiede anche attenzione e controlli costanti per garantire la sicurezza di tutti.


Per questo nel pomeriggio di ieri la Polizia Locale di Città di Castello ha intensificato la propria presenza lungo la SR 257, la strada che collega l’Altotevere alle Marche e che nei fine settimana vede aumentare sensibilmente il traffico. Gli agenti, su disposizione del comandante Emanuele Mattei, hanno effettuato controlli mirati sia con postazioni fisse sia attraverso il servizio denominato “safety car”, una procedura utilizzata per moderare la velocità dei veicoli nei tratti più delicati.


L’obiettivo è semplice: prevenire comportamenti pericolosi prima che possano trasformarsi in incidenti. Un lavoro spesso silenzioso ma fondamentale, soprattutto su una strada che negli anni ha conosciuto anche episodi drammatici.
Durante il servizio sono stati controllati automobilisti e motociclisti senza che emergessero particolari irregolarità. Un segnale positivo che conferma come la maggior parte degli utenti percorra l’Apecchiese con prudenza e rispetto delle regole.


Lungo questa strada, del resto, non si viaggia soltanto per spostarsi. C’è chi la percorre per raggiungere le Marche, chi per lavoro e chi semplicemente per il piacere di guidare tra boschi, colline e panorami che rendono questo tratto uno dei più suggestivi dell’Appennino. Ma proprio le sue caratteristiche, con curve continue e tratti impegnativi, impongono attenzione.


Non è un caso che i controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane. L’amministrazione comunale e il comando della Polizia Locale hanno infatti deciso di mantenere alta l’attenzione durante tutto il periodo estivo, compatibilmente con gli altri servizi sul territorio.


L’assessore Rodolfo Braccalenti ha ringraziato gli agenti per il lavoro svolto, sottolineando come la sicurezza stradale rappresenti una priorità per l’amministrazione. Un impegno che punta a tutelare non solo chi percorre l’Apecchiese, ma anche i residenti che vivono lungo una delle arterie più trafficate del comprensorio.


Con i suoi oltre 53 chilometri e ben 141 curve censite nel tratto complessivo tra Umbria e Marche, l’Apecchiese continua a essere una strada affascinante e impegnativa. Ed è proprio qui che, tra il piacere della guida e il rispetto delle regole, si gioca la sfida più importante: quella della sicurezza.

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Città di Castello è in Serie B: impresa a Foligno davanti a 500 tifosi biancorossi

FOLIGNO – Citta’ di Castello e’ in serie B.

Tutto il resto viene dopo.

Vengono dopo i quasi trecento chilometri tra andata e ritorno percorsi dai tifosi biancorossi. Vengono dopo i tamburi della Curva Nord Seconda Giovinezza che per quasi tre ore non hanno smesso un attimo di battere. Vengono dopo i cori, le bandiere, le tensioni di una finale che sembrava non finire mai e quel tie-break giocato punto su punto che ha tenuto con il fiato sospeso un’intera città.

Alla fine il tabellone del PalaPaternesi segna 15-17.

E basta quel numero per raccontare una delle serate più belle e intense della storia recente della pallavolo tifernate.

Il Città di Castello Pallavolo espugna Foligno, vince gara tre della finale playoff e conquista una promozione in Serie B nazionale che soltanto poche settimane fa sembrava quasi impossibile. Invece i ragazzi di Andrea Radici hanno compiuto l’impresa, battendo la squadra che aveva dominato il campionato e riportando la città in un torneo nazionale a sei anni dall’ultima apparizione.

La festa è iniziata molto prima dell’ultimo pallone. È cominciata nel pomeriggio, quando circa 500 tifosi hanno raggiunto Foligno per accompagnare la squadra in una delle partite più importanti degli ultimi anni. Una presenza straordinaria che ha trasformato il PalaPaternesi in una piccola succursale del PalaJoan. La coreografia della Curva Nord Seconda Giovinezza è stata da categorie superiori, così come il sostegno incessante arrivato dagli spalti per tutta la durata dell’incontro.

E quando la partita è entrata nella sua fase più delicata, quando la tensione ha iniziato a farsi sentire e ogni pallone valeva una stagione intera, quella spinta è diventata un uomo in più in campo.

La gara è stata bellissima. Difficile. Sofferta. A tratti quasi crudele. Foligno si è aggiudicata il primo set, Città di Castello ha risposto conquistando secondo e terzo parziale, i padroni di casa hanno trovato la forza per trascinare la sfida al quinto set e lì si è arrivati al cuore della serata.

Nel tie-break nessuno voleva mollare.

Ogni punto sembrava decisivo. Ogni errore pesava come un macigno. I biancorossi hanno trovato il vantaggio più volte, Foligno è sempre riuscita a rientrare. Poi sul 15 pari è arrivato il colpo finale. Il muro di Conti ha chiuso la partita, la stagione e ha aperto le porte della Serie B.

Da quel momento è stata soltanto festa.

In campo i giocatori si sono lasciati andare ad abbracci liberatori. Sugli spalti i tifosi hanno celebrato una vittoria attesa, sognata e conquistata con il cuore. Perché questa promozione non nasce sabato sera a Foligno. Nasce tre anni fa.

Nasce quando la società decide di ripartire praticamente da zero. Nasce dalle sere passate in palestra, dagli allenamenti, dai sacrifici di dirigenti, tecnici, famiglie e giocatori. Nasce dalla volontà di ricostruire passo dopo passo una realtà che oggi può finalmente guardare di nuovo ai campionati nazionali.

I numeri raccontano bene il percorso compiuto. Nel primo anno è arrivata la vittoria del campionato di Serie D. Nel secondo la salvezza in Serie C. Nel terzo la promozione in Serie B nazionale. A questo si aggiungono i risultati del settore giovanile, con il titolo regionale Under 13 3 contro 3 e il secondo posto regionale dell’Under 12 maschile.

Risultati che non arrivano per caso, ma che sono il frutto di una programmazione precisa, del lavoro quotidiano e della passione di tante persone.

Un merito particolare va ad Andrea Radici, che ancora una volta ha dimostrato il proprio valore guidando la squadra in una cavalcata playoff straordinaria. Così come va riconosciuto il lavoro della società guidata da Enzo Sideri, capace di costruire negli anni un gruppo competitivo e una realtà solida.

Dispiace inevitabilmente per Foligno, che aveva dominato la stagione regolare e che dopo gara uno sembrava avere la finale in mano. Ma lo sport spesso sa essere imprevedibile. E quando si arriva alle partite che decidono una stagione contano la qualità, il carattere e la capacità di crederci fino all’ultimo pallone.

Città di Castello ci ha creduto.

Ci hanno creduto i giocatori.

Ci ha creduto Andrea Radici.

Ci hanno creduto quei 500 tifosi che hanno colorato di biancorosso il palazzetto di Foligno.

Quando l’ultimo pallone è caduto nel campo dei padroni di casa non ha vinto soltanto una squadra. Ha vinto una città che con la pallavolo ha scritto pagine importanti della propria storia sportiva. Ha vinto una tifoseria che meriterebbe palcoscenici ancora più prestigiosi. Ha vinto chi in questi anni non ha mai smesso di lavorare e di credere in questo progetto.

Da sabato sera il Città di Castello Pallavolo è tornato in un campionato nazionale.

E guardando la festa in campo e sugli spalti viene da pensare che forse non poteva esserci finale più bella.

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