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La pallavolo è tornata a casa

Di Michele Tanzi

Ci sono vittorie che durano una sera e vittorie che restano dentro per anni. Le promozioni conquistate dal Città di Castello Pallavolo, con le ragazze tornate in Serie B2 nazionale e i ragazzi capaci di conquistare la Serie B al termine di una finale playoff straordinaria, appartengono sicuramente alla seconda categoria.

Perché dietro a questi risultati non ci sono soltanto classifiche, set vinti o trofei da alzare al cielo. C’è una storia che parte da lontano. C’è una città che da oltre cinquant’anni vive la pallavolo come qualcosa che va ben oltre lo sport. C’è un legame che il tempo non è mai riuscito a spezzare.

Le immagini che ci hanno accompagnato in queste settimane raccontano tutto meglio di qualsiasi statistica. Le ragazze in festa dopo la promozione. I ragazzi che espugnano Foligno davanti a cinquecento tifosi biancorossi. Gli abbracci, le lacrime, i sorrisi, le famiglie sugli spalti e i bambini che guardano il campo sognando un giorno di essere lì. È in quei momenti che si comprende davvero il valore di quello che è stato costruito.

Per capire fino in fondo queste due promozioni bisogna ricordare da dove si è partiti. Non stiamo parlando di una realtà che ha cercato scorciatoie o risultati immediati. Al contrario. Il Città di Castello Pallavolo ha scelto la strada più difficile: quella del lavoro, della programmazione e della pazienza. Una strada fatta di allenamenti quotidiani, di sacrifici e di persone che hanno continuato a credere nel progetto anche quando sarebbe stato più semplice fare altro.

E forse l’aspetto più bello di questa storia è proprio questo. Molti dei protagonisti che oggi festeggiano avevano pensato di smettere. Alcuni si erano allontanati dalla pallavolo, altri avevano ricevuto proposte diverse, qualcuno aveva semplicemente scelto di dedicarsi ad altro. Poi però è successo qualcosa che nello sport non si può spiegare soltanto con la logica. È tornato a farsi sentire il richiamo della propria maglia, dei propri colori, della propria città.

Così tanti ragazzi e tante ragazze hanno deciso di rimettersi in gioco. Non per soldi. Non per fama. Non per ambizioni personali. Lo hanno fatto perché sentivano di appartenere a questa storia. Lo hanno fatto perché quei colori biancorossi rappresentavano una parte importante della loro vita.

È anche per questo che le promozioni conquistate quest’anno hanno un sapore speciale. Dietro ogni punto ci sono ore passate in palestra quando nessuno guardava. Dietro ogni vittoria ci sono dirigenti che lavorano lontano dai riflettori, allenatori che dedicano tempo e passione, famiglie che accompagnano figli e figlie ad allenarsi ogni giorno, volontari che rendono possibile tutto questo e tifosi che non hanno mai smesso di esserci.

La storia della pallavolo tifernate è fatta esattamente così. È una storia che ha regalato soddisfazioni enormi, che ha portato il nome di Città di Castello in tutta Italia e che ha fatto innamorare generazioni intere di questo sport. È una storia che ha conosciuto momenti straordinari ma anche periodi difficili. Eppure ogni volta questa città ha trovato il modo di rialzarsi.

Perché qui la pallavolo non è mai stata semplicemente una disciplina sportiva. È un pezzo di identità collettiva. È qualcosa che appartiene alla memoria di tante famiglie. Chiunque abbia vissuto anche solo una parte della storia del volley tifernate sa bene cosa significhi entrare in un palazzetto pieno, sentire il rumore dei tamburi, vedere il biancorosso sugli spalti e percepire quell’energia particolare che soltanto la pallavolo riesce a creare.

Le promozioni della squadra femminile e di quella maschile rappresentano oggi il punto più alto di un percorso costruito con intelligenza e lungimiranza. Sono la dimostrazione che il lavoro serio viene premiato. Sono il segnale che una piazza storica è tornata a occupare il posto che merita nel panorama regionale e nazionale.

Ma soprattutto sono una vittoria della passione. In un’epoca in cui spesso si guarda soltanto al risultato finale, questa storia ricorda che lo sport è ancora fatto di persone, sacrifici, appartenenza e sentimenti. È fatto di ragazzi e ragazze che scelgono di tornare a indossare una maglia perché quella maglia racconta chi sono. È fatto di una città che continua a riconoscersi nei valori dello sport.

L’Umbria ritrova così una delle protagoniste storiche della propria pallavolo. E Città di Castello ritrova qualcosa che in realtà non aveva mai perso davvero: la consapevolezza che questo sport fa parte della sua anima.

Le categorie si possono conquistare e perdere. I cicli sportivi iniziano e finiscono. I protagonisti cambiano. Ma ci sono legami che resistono al tempo.

Quello tra Città di Castello e la pallavolo è uno di questi.

Ed è probabilmente la vittoria più bella di tutte.

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Sansepolcro: Alla vecchia gloria bianconera Ivano Becci il ricavato delle offerte spontanee della stracittadina calcistica di Sansepolcro, che ricorderà Stefano Vannini, valido dirigente di Porta Fiorentina scomparso mesi addietro

La stracittadina calcistica di Sansepolcro fra Porta Romana e Porta Fiorentina non è soltanto storia, sport e sana goliardia fra i due grandi rioni della città, ma anche – e soprattutto,per certi aspetti – una partita a scopo benefico. Lo spirito della festa non mette in secondo piano quello della solidarietà in favore di una persona del Borgo che si trova in condizioni di particolare bisogno. Negli ultimi anni, il ricavato delle offerte spontanee degli spettatori era stato devoluto in favore di Marco Pancrazi; per ciò che riguarda la 24esima edizione, quella in programma sabato 13 giugno allo stadio Buitoni con inizio alle 21, è stato scelto Ivano Becci, vecchia gloria bianconera che oggi ha 69 anni e che da tempo combatte contro una difficile malattia. Becci è stato giocatore del Sansepolcro (fra gli artefici della promozione in Serie C2, dove ha esordito), poi allenatore con due campionati vinti e in seguito direttore sportivo e direttore generale, nonché componente del comitato della Lega Nazionale Dilettanti.

Anche nella stracittadina è stato giocatore e dirigente di Porta Romana, ma sarebbe riduttivo averlo indicato solo per questi motivi: Ivano Becci, che di professione ha fatto il commerciante, è una figura da sempre affezionata a Sansepolcro e pronta, in passato, ad adoperarsi per renderla attrattiva e vitale. Lui si è quindi impegnato per la città e ora il Borgo gli viene incontro. Le offerte dovranno essere versate nell’apposita cassetta che verrà posizionata all’ingresso dello stadio, dove vi sarà un addetto.

Sempre sabato 13, il patron Fabio Chimenti e i suoi collaboratori ricorderanno uno dei cardini della sfida prematuramente scomparso: Stefano Vannini, responsabile di Porta Fiorentina dal 2022 al 2025, ruolo che ha ricoperto con abnegazione, professionalità, generosità ed entusiasmo; un contributo determinante, il suo, per il successo della stracittadina, che proprio un anno fa lo aveva visto esultare per il trionfo dei viola. Purtroppo, un male incurabile lo ha portato via lo scorso 15 novembre a 69 anni. Alla moglie e ai figli sarà consegnato un riconoscimento in sua memoria.

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La notte che riporta Città di Castello in Serie B

A Foligno i biancorossi superano l’Italchimici al tie-break dopo una sfida emozionante. Un successo che riporta il volley tifernate in una categoria che richiama una lunga tradizione sportiva.

FOLIGNO – Serviva una vittoria e il Città di Castello Pallavolo l’ha trovata nel modo più difficile, ma anche nel modo più bello. Al termine di una battaglia sportiva durata cinque set, i biancorossi hanno espugnato il campo dell’Italchimici Foligno per 3-2 conquistando la promozione in Serie B e chiudendo una stagione che resterà a lungo nella memoria degli appassionati.

È stata una partita vera, combattuta dall’inizio alla fine. Foligno ha provato a sfruttare il fattore campo aggiudicandosi il primo set per 25-23, ma la squadra tifernate ha avuto il merito di non perdere mai lucidità. Con pazienza, carattere e qualità ha rimesso in equilibrio il confronto vincendo il secondo parziale per 25-23 e completando il sorpasso nel terzo set chiuso sul 25-21.

Quando il traguardo sembrava ormai vicino, i padroni di casa hanno trovato le energie per riportare la sfida al quinto set grazie al 25-19 del quarto parziale. Tutto rinviato al tie-break, dove la tensione si è fatta sentire su ogni pallone.

Nel momento decisivo il Città di Castello ha trovato le risorse migliori. Punto dopo punto, in un finale al cardiopalma, è arrivato il 17-15 che ha fatto esplodere la gioia della squadra, dello staff tecnico, dei dirigenti e dei tifosi al seguito.

Per capire il valore di questa promozione basta guardare alla storia della pallavolo tifernate. Città di Castello è una piazza che ha respirato volley ad altissimi livelli, che ha visto passare campioni, riempire palazzetti e vivere stagioni rimaste nel cuore di intere generazioni di sportivi. Una tradizione costruita negli anni grazie a società, dirigenti, tecnici, atleti e volontari che hanno contribuito a rendere il nome della città conosciuto nel panorama pallavolistico italiano.

Per questo il ritorno in Serie B non rappresenta soltanto un salto di categoria. È un risultato che riporta il volley tifernate in una dimensione nazionale e che premia il lavoro svolto negli ultimi anni da una società che ha saputo costruire con serietà e continuità il proprio percorso di crescita.

Anche a Foligno non è mancato il sostegno del pubblico. La Fossa Biancorossa ha accompagnato la squadra per tutta la partita, sostenendola nei momenti più difficili e contribuendo a creare quell’atmosfera che spesso rappresenta un valore aggiunto nelle sfide decisive.

Al fischio finale è esplosa la festa. Meritata, perché arrivata al termine di una stagione lunga e impegnativa. Meritata, perché conquistata contro un avversario di valore. Meritata, soprattutto, perché frutto del lavoro quotidiano di un gruppo che non ha mai smesso di credere nel proprio obiettivo.

Per il Città di Castello Pallavolo si aprono ora le porte della Serie B. Per la città, invece, questa è una serata che riporta alla mente una storia fatta di passione, sacrifici e pallavolo vissuta come parte integrante dell’identità sportiva del territorio.

ITALCHIMICI FOLIGNO – CITTÀ DI CASTELLO PALLAVOLO 2-3
(25-23, 23-25, 21-25, 25-19, 15-17)

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Le Notti di Selci, l’idea di tre ragazzi che ha fatto muovere un intero paese


Dal cinema all’aperto gratuito al campo sportivo nasce un progetto che parla di comunità, volontariato e appartenenza. Decisivo il sostegno del Coordinamento delle Associazioni e di tanti cittadini che hanno scelto di mettersi a disposizione.


SELCI (SAN GIUSTINO) – In un periodo in cui si sente spesso dire che nei piccoli paesi non succede mai niente, a Selci sta accadendo esattamente il contrario.
Tutto è iniziato con un’idea semplice, nata tra tre ragazzi del paese. Edoardo Rossi, Mattia Pierini e Tommaso Calderini, cresciuti a Selci e profondamente legati alla loro comunità, si sono chiesti come poter creare un’occasione per far ritrovare le persone, per riportare un po’ di vita nelle serate estive e, soprattutto, per fare qualcosa di bello per il luogo che li ha visti crescere.


Da quella domanda è nato “Le Notti di Selci”, un progetto che porta il cinema all’aperto gratuito nell’area dello stadio comunale. Ma ridurre tutto a una semplice proiezione sarebbe un errore.
La cosa più bella, infatti, non è tanto il film che viene proiettato sul grande schermo. È quello che è successo prima.
Quando l’idea ha iniziato a prendere forma, Selci ha risposto come sanno fare le comunità vere. Una dopo l’altra sono arrivate disponibilità, incoraggiamenti e aiuti concreti. Il Coordinamento delle Associazioni ha creduto fin dall’inizio al progetto E poi tutte le altre realtà associative del paese che hanno deciso di mettersi a disposizione.


C’è chi ha offerto supporto logistico, chi ha messo a disposizione attrezzature e materiali, chi ha dato una mano nell’organizzazione e chi semplicemente si è reso disponibile quando c’era bisogno. Un lavoro spesso invisibile, lontano dai riflettori, ma fondamentale per trasformare un’idea in qualcosa di reale.
E accanto alle associazioni è arrivata un’altra risposta che forse ha emozionato ancora di più gli organizzatori. Vedendo l’entusiasmo e la determinazione dei tre promotori, tanti altri giovani del paese hanno deciso spontaneamente di unirsi al progetto. Ragazzi che hanno scelto di dedicare tempo ed energie per contribuire alla riuscita dell’iniziativa, dimostrando che il senso di appartenenza a una comunità è ancora forte e vivo.


Così, quello che era nato come il progetto di tre amici è diventato il progetto di un intero paese.
Le Notti di Selci non vogliono essere soltanto un cinema all’aperto. Vogliono essere un momento di incontro. Un’occasione per vedere seduti uno accanto all’altro bambini, genitori, nonni e ragazzi. Un modo per ritrovarsi, parlare, condividere una serata e riscoprire il valore delle relazioni in un tempo in cui troppo spesso si vive di fretta.


Non c’è alcuno scopo di lucro. Non ci sono interessi particolari. C’è soltanto la volontà di regalare qualcosa alla comunità e creare un’occasione di aggregazione aperta a tutti.
La conferma che l’idea fosse quella giusta è arrivata già dal primo appuntamento. La proiezione inaugurale de Il Ciclone, andata in scena nell’area dello stadio comunale, ha richiamato numerose persone e regalato agli organizzatori una serata che difficilmente dimenticheranno.

Famiglie, giovani e tanti cittadini hanno risposto presente, riempiendo lo spazio allestito per il cinema all’aperto e dimostrando quanto ci fosse voglia di iniziative capaci di far incontrare le persone. Un risultato che premia il lavoro dei ragazzi e di tutti i volontari che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento e che lascia ben sperare per i prossimi appuntamenti dell’estate.

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Mercato Coperto, riapre il cuore di corso Cavour: emozione e ricordi tra gli storici box

Conclusi i lavori di riqualificazione da 189 mila euro. A breve il ritorno dei commercianti e l’arrivo di nuove attività legate all’inclusione sociale. Secondi: “Investimento strategico per la vitalità del centro storico”

CITTÀ DI CASTELLO – C’è chi si è fermato davanti al portone ancora prima dell’inaugurazione. Chi ha sbirciato all’interno cercando di riconoscere il proprio box. Chi, semplicemente, ha voluto esserci per rivedere un luogo che per tanti tifernati non è mai stato soltanto un mercato.

Questa mattina il Mercato Coperto di corso Cavour ha riaperto le sue porte dopo i lavori di riqualificazione e, insieme agli amministratori, ai tecnici e agli operatori commerciali, sono stati soprattutto i cittadini a rendere speciale il momento.

Bastava osservare gli sguardi di chi tornava a percorrere quel corridoio per capire quanto questo luogo sia rimasto nel cuore della città. Qualcuno ricordava la spesa fatta da bambino insieme ai genitori, altri i profumi delle botteghe, il pesce appena arrivato, le chiacchiere tra clienti e commercianti sotto le antiche arcate del palazzo.

Da oggi quel pezzo di città è pronto a ripartire.

Con l’inaugurazione ufficiale si chiude infatti un intervento di riqualificazione da 189 mila euro, finanziato attraverso fondi PNRR e cofinanziato dal Comune per circa 73 mila euro. Un lavoro che ha restituito piena funzionalità a uno dei luoghi più rappresentativi del centro storico e che presto tornerà a ospitare sia gli operatori storici sia nuove attività.

Ad aprire simbolicamente il portone rinascimentale è stato il sindaco Luca Secondi insieme all’assessore ai Lavori Pubblici Riccardo Carletti e ai componenti della giunta comunale.

“Questo luogo così caratteristico è parte dell’identità tifernate”, ha sottolineato il sindaco. “Tornerà a ospitare non solo attività commerciali che da sempre rappresentano un punto di riferimento per il centro storico, ma anche relazioni, incontri e momenti di socialità che qui hanno accompagnato generazioni di cittadini”.

Uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda proprio il futuro utilizzo degli spazi. Accanto alle attività commerciali tradizionali troveranno posto anche iniziative legate all’inclusione sociale e alla partecipazione delle persone con disabilità, una scelta fortemente voluta dall’amministrazione comunale.

L’assetto del mercato è rimasto fedele alla sua configurazione storica. Saranno disponibili dieci spazi commerciali: cinque box doppi, tre box singoli e due postazioni aperte dedicate alla pescheria.

Particolarmente emozionante è stato il ritorno degli operatori storici, che in questi mesi hanno continuato la propria attività nelle sedi temporanee allestite nelle vicinanze. Tra loro anche Fiorella Flavi, per tutti “Denise”, insieme alla figlia Alessandra Guerrucci, e Angelo Venturini con il figlio Marco, accolti con affetto da tanti clienti e amici presenti alla cerimonia.

Numerosi cittadini hanno approfittato della riapertura per entrare nuovamente nel mercato, osservare i box ristrutturati, la nuova illuminazione e gli spazi completamente rinnovati. Un’occasione per riscoprire un luogo che per decenni è stato molto più di uno spazio dedicato alla vendita: un punto di incontro, di scambio e di vita quotidiana.

Negli anni il Mercato Coperto è diventato anche una tappa apprezzata da visitatori e turisti, attratti dalle eccellenze gastronomiche del territorio. Tra i frequentatori più noti vengono ricordati il maestro Alberto Burri, l’ex direttore di Rai Uno Carlo Fuscagni e, più recentemente, l’attrice americana Gwyneth Paltrow, che più volte ha raccontato sui social la propria passione per i prodotti dell’Altotevere.

Dal punto di vista tecnico, l’intervento ha interessato l’impiantistica elettrica e di illuminazione, le reti idriche e di scarico, la pavimentazione centrale, nuovi locali tecnici e un bagno dedicato agli operatori, oltre a lavori di tinteggiatura e finitura che hanno interessato anche l’esterno dell’edificio.

Ora manca solo l’ultimo passaggio: il ritorno delle attività e dei clienti. Quando i box riapriranno, il Mercato Coperto tornerà a fare quello che ha sempre fatto nella sua lunga storia: essere un luogo dove si va per fare la spesa, ma dove spesso ci si ferma anche per incontrarsi, scambiare due parole e sentirsi parte della stessa comunità.

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L’economia umbra rallenta, FI Giovani: “Adesso qualcuno ascolti le imprese”

Dopo i nuovi dati sulla crescita regionale gli azzurri tornano ad attaccare la manovra fiscale della Giunta Proietti: “Le nostre preoccupazioni erano fondate”

PERUGIA – C’è un dato che più di tutti preoccupa il mondo economico umbro: la crescita rallenta e le prospettive per i prossimi mesi non sono certo incoraggianti. Un quadro che riaccende il confronto politico e che porta Forza Italia Giovani Umbria a tornare all’attacco della Giunta regionale guidata da Stefania Proietti.

Secondo il movimento giovanile azzurro, quanto emerso negli ultimi rapporti economici pubblicati da AUR e dal Centro Studi Sintesi per CNA Umbria confermerebbe le preoccupazioni espresse nei mesi scorsi da imprese e associazioni di categoria. Numeri che raccontano di una regione che cresce meno del previsto, con consumi che faticano a ripartire, esportazioni in difficoltà e un sistema produttivo che continua a chiedere risposte.

Nei giorni scorsi proprio questi temi erano stati al centro di un incontro promosso da Forza Italia Giovani con rappresentanti delle imprese, del commercio, dell’artigianato e del mondo accademico. Da quel confronto, spiegano gli organizzatori, era emersa la necessità di creare condizioni più favorevoli per chi investe, produce e crea occupazione.

Al centro delle critiche torna inevitabilmente la manovra fiscale approvata dalla Regione. Per gli esponenti azzurri, l’aumento dell’IRAP rappresenta un segnale sbagliato in una fase economica già delicata. Da qui la richiesta avanzata attraverso la mozione presentata dal consigliere regionale Andrea Romizi, che chiedeva alla Giunta di rivedere almeno l’incremento dell’imposta a carico delle imprese umbre.

La proposta, però, è stata respinta dalla maggioranza di centrosinistra durante l’ultima seduta del Consiglio regionale.

Un passaggio che Forza Italia Giovani legge come l’ennesima occasione mancata per aprire un confronto con il mondo produttivo. Nel mirino finisce anche l’assessore regionale al Bilancio Tommaso Bori, accusato dagli azzurri di non aver partecipato al dibattito consiliare dedicato al tema.

“La sensazione – sostengono da FI Giovani – è che il grido d’allarme lanciato dalle imprese continui a rimanere inascoltato”. Un’accusa politica netta che arriva in un momento in cui i dati economici stanno alimentando preoccupazioni trasversali ben oltre gli schieramenti.

Per il movimento giovanile di Forza Italia la strada da seguire è chiara: meno pressione fiscale, più sostegno agli investimenti e una strategia capace di restituire fiducia alle imprese e ai giovani che scelgono di costruire il proprio futuro in Umbria.

Perché, al di là delle polemiche, il punto resta uno: se l’economia rallenta, a pagarne il prezzo rischiano di essere soprattutto le famiglie, i lavoratori e le aziende che ogni giorno tengono in piedi il tessuto economico della regione.

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Gioele e Diego, il talento che emoziona: due giovanissimi musicisti conquistano il pubblico

Alla Scuola Comunale di Musica Giacomo Puccini assegnate le borse di studio in memoria di Silvana Benigno. Applausi e commozione per le esibizioni di Gioele Sabbiniani e Diego Dini Uribe.

CITTÀ DI CASTELLO – Gioele ha 13 anni, Diego appena 9. Eppure, per qualche minuto, sono riusciti a fare quello che la musica sa fare meglio: fermare il tempo ed emozionare un’intera sala.

Alla Scuola Comunale di Musica Giacomo Puccini, la cerimonia di consegna delle borse di studio dedicate alla memoria di Silvana Benigno si è trasformata in qualcosa di più di una semplice premiazione. È stata una mattinata fatta di ricordi, applausi e soprattutto di giovani talenti capaci di lasciare il segno.

A conquistare il pubblico è stato innanzitutto Gioele Sabbiniani, tredicenne di Umbertide, che con il suo trombone ha mostrato sicurezza, passione e una sorprendente naturalezza sul palco. Fin dalle prime note è riuscito a catturare l’attenzione dei presenti, regalando un’esibizione intensa e coinvolgente.

Non meno emozionante il momento vissuto con Diego Dini Uribe. Nove anni appena, residente a Città di Castello, si è seduto al pianoforte per eseguire un brano scritto da lui stesso. Un gesto che già da solo racconta molto della sua passione per la musica. La sua esecuzione ha colpito il pubblico non soltanto per le capacità tecniche, ma anche per la sensibilità e la creatività che è riuscito a trasmettere attraverso le note.

In sala si percepiva chiaramente l’emozione. Genitori, insegnanti, amici e autorità hanno seguito le esibizioni in un silenzio carico di attenzione, lasciandosi poi andare ad applausi lunghi e sinceri. Molti non hanno nascosto la commozione davanti alla bravura e alla spontaneità dei due ragazzi.

Proprio a Gioele e Diego sono state assegnate le borse di studio istituite in memoria di Silvana Benigno e offerte dalla famiglia Paladino. Un riconoscimento che premia il talento, ma anche l’impegno e il percorso di crescita che i due giovani musicisti stanno portando avanti all’interno della scuola. Gioele è seguito dal maestro Stefano Bellucci, mentre Diego studia sotto la guida del maestro Maurizio Poesini.

La mattinata è stata arricchita anche dall’esecuzione di “Elegia per Silvana”, il brano composto dal maestro Ezio Monti e interpretato dal maestro Fabio Battistelli. Un momento particolarmente intenso che ha riportato al centro il ricordo di una figura molto amata e ancora oggi presente nella memoria di chi l’ha conosciuta.

Federica e Fabrizio hanno consegnato ai due ragazzi le borse di studio e alcuni volumi dedicati a Silvana Benigno, un gesto simbolico per mantenere vivo un ricordo che continua a parlare anche alle nuove generazioni.

Presente alla cerimonia anche l’assessore alla Cultura del Comune di Città di Castello, Michela Botteghi, insieme ai funzionari dell’Ufficio Cultura. Nel corso della mattinata il maestro Ezio Monti e il maestro Fabio Battistelli hanno inoltre donato a Federica, figlia di Silvana, il quadro contenente la partitura originale del brano dedicato alla madre, regalando un ulteriore momento di forte emozione.

La manifestazione si è conclusa con i ringraziamenti della famiglia alla Scuola Comunale di Musica Giacomo Puccini e al Comune di Città di Castello per la collaborazione dimostrata. È stato inoltre annunciato che l’iniziativa proseguirà anche nei prossimi anni con l’assegnazione annuale di due borse di studio.

Ma al di là delle premiazioni e della cerimonia, il ricordo più bello della giornata resta probabilmente quello lasciato da due ragazzi che, con il loro talento e la loro semplicità, sono riusciti a emozionare tutti. Perché la musica, quando nasce dalla passione, non ha età e arriva dritta al cuore.

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Umbertide: Rocca Beach, inaugurata la settima edizione: sport, aggregazione e promozione della città ai piedi della Rocca

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È stata inaugurata ufficialmente nella serata di venerdì 5 giugno la settima edizione del Rocca Beach, il torneo di beach volley organizzato dal Volley Umbertide e patrocinato e sostenuto dal Comune di Umbertide, nella suggestiva cornice ai piedi della Rocca medievale. La manifestazione animerà il cuore della città fino al prossimo 21 giugno.

Un appuntamento ormai consolidato e atteso che, grazie alla collaborazione tra Amministrazione Comunale e Volley Umbertide, è cresciuto anno dopo anno fino a diventare un importante punto di riferimento per il territorio, capace di coniugare sport, aggregazione, valorizzazione del centro storico e promozione dell’immagine di Umbertide.

L’evento è reso possibile dal grande lavoro organizzativo di Uisp Volley, con il coinvolgimento di dirigenti, genitori, sportivi e volontari, e può contare anche sulla collaborazione dei commercianti locali, contribuendo ad accogliere atleti provenienti da tutta l’Umbria e a far conoscere sempre di più la città e le sue eccellenze.

All’inaugurazione era presente l’Assessore allo Sport Lorenzo Cavedon, che ha portato i saluti del Sindaco Luca Carizia e dell’Amministrazione Comunale, ringraziando la Presidente del Volley Umbertide Sabrina Baldinelli, la dirigenza, lo staff tecnico, i genitori, i tifosi e tutti gli appassionati, il cui sostegno rappresenta una componente fondamentale per la riuscita della manifestazione e per l’intera stagione sportiva.

“Il Rocca Beach è un evento di grande valore per Umbertide – ha dichiarato l’Assessore Cavedon –. In un luogo unico come quello della Rocca riesce ad animare la città, richiamando per oltre due settimane tantissime persone accomunate dalla passione per lo sport e dalla voglia di stare insieme. Come Comune siamo orgogliosi di sostenerlo e auguriamo il meglio a tutti gli atleti partecipanti”.

Soddisfazione anche nelle parole della Presidente del Volley Umbertide Sabrina Baldinelli: “Il Rocca Beach è molto più di un torneo: è una grande festa dello sport che coinvolge giovani, famiglie e appassionati. Dietro a questo evento c’è un enorme lavoro di squadra e per questo desidero ringraziare staff, volontari, sponsor, tutti i partecipanti e l’Amministrazione comunale, che ci ha sostenuto con disponibilità e convinzione. Il nostro obiettivo è promuovere lo sport come strumento di aggregazione, inclusione e crescita, e questo torneo rappresenta perfettamente questi valori. Invitiamo tutta la cittadinanza a vivere e condividere con noi queste serate estive all’insegna dello sport, del rispetto e del divertimento”.

Con il via ufficiale alla manifestazione, Umbertide si prepara dunque a vivere oltre due settimane di gare, entusiasmo e partecipazione, confermando il Rocca Beach come uno degli appuntamenti sportivi più significativi e suggestivi dell’estate cittadina.

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Calcio Trestina, Gregorio Gori torna in panchina: «Il campo è casa mia»

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Certe passioni, prima o poi, ti riportano sempre lì dove sei più felice. Per Gregorio Gori quel posto è il campo da calcio.

Dopo una stagione intensa vissuta nel ruolo di Responsabile del Settore Giovanile dello Sporting Club Trestina, il tecnico bianconero torna infatti ad allenare e dalla prossima stagione guiderà l’Under 14. Un ritorno accolto con soddisfazione dalla società, che continua a puntare su una figura cresciuta nel tempo sia dal punto di vista tecnico che umano.

Per Gori non sarà però soltanto un ritorno in panchina. Oltre alla guida dell’Under 14 ricoprirà infatti anche il ruolo di Responsabile Tecnico delle categorie Allievi e Giovanissimi, contribuendo a coordinare il percorso di crescita dei ragazzi del vivaio.

Un incarico importante per un allenatore che negli ultimi anni ha costruito il proprio percorso con impegno e competenza, ottenendo anche la certificazione UEFA B e diventando uno dei punti di riferimento del settore giovanile trestinese.

Nel comunicato diffuso dal club, il tecnico ha voluto dedicare parole di ringraziamento a tutte le persone che hanno condiviso con lui l’esperienza da responsabile del vivaio. Un pensiero rivolto agli allenatori, al segretario Giovanni Biagini, ai custodi Elvio, Rodolfo e Ferdinando, ai dirigenti storici Romano Rampacci e Silvano Bucci e agli accompagnatori delle squadre agonistiche.

Poi lo sguardo si è spostato sul futuro.

«Inizia una nuova avventura – ha spiegato Gori –. Lascio ogni incarico organizzativo e logistico per dedicarmi esclusivamente a ciò che amo di più: il campo. Sono entusiasta di tornare ad allenare, insegnare e accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita sportiva e umana».

L’obiettivo sarà quello di creare continuità tra le varie categorie del settore giovanile. «Insieme a mister Signorelli lavoreremo per condividere principi di gioco e metodologie di allenamento dall’Under 14 fino alla Juniores, cercando di costruire un’identità sempre più forte e riconoscibile».

Infine il ringraziamento alla società e alla famiglia Bambini per la fiducia ricevuta.

Parole che raccontano bene lo spirito con cui Gori si prepara a ripartire. Perché per qualcuno una panchina è un incarico. Per altri, semplicemente, è il posto dove sentirsi a casa.

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PhoneLab, a Sansepolcro la tecnologia incontra competenza e fiducia

C’è chi entra per acquistare uno smartphone nuovo, chi ha bisogno di una riparazione urgente e chi cerca semplicemente un consiglio prima di scegliere il dispositivo più adatto alle proprie esigenze. A Sansepolcro, in Via dei Malatesta, PhoneLab è diventato negli anni un punto di riferimento per tanti cittadini della Valtiberina proprio grazie a questo approccio: mettere al centro le persone prima ancora della tecnologia.
Guidato da Christian, il negozio ha costruito la propria reputazione sulla disponibilità, sulla professionalità e sulla capacità di offrire soluzioni concrete a chiunque varchi la soglia dell’attività. Un rapporto diretto con il cliente che oggi rappresenta uno dei principali punti di forza di una realtà ormai ben conosciuta sul territorio.


Da PhoneLab è possibile trovare smartphone nuovi delle migliori marche, con proposte pensate per soddisfare ogni esigenza e fascia di budget. Accanto ai dispositivi nuovi, sempre più spazio viene dedicato anche agli smartphone rigenerati, una soluzione che negli ultimi anni ha conquistato un numero crescente di utenti grazie all’ottimo rapporto tra qualità e prezzo.
I dispositivi rigenerati vengono infatti controllati e verificati accuratamente prima della vendita, offrendo una valida alternativa per chi desidera un prodotto affidabile senza affrontare una spesa elevata. Una scelta apprezzata da studenti, famiglie e professionisti che cercano prestazioni e convenienza.


Uno dei servizi più richiesti resta però quello dell’assistenza tecnica e delle riparazioni. Schermi danneggiati, batterie da sostituire, problemi di ricarica, malfunzionamenti software o guasti improvvisi possono spesso essere risolti senza la necessità di acquistare un nuovo dispositivo. Grazie all’esperienza maturata nel settore, PhoneLab offre interventi rapidi e professionali che permettono a molti clienti di recuperare il proprio smartphone e tornare a utilizzarlo in tempi brevi.
Il negozio è inoltre punto Iliad, consentendo di attivare nuove SIM, effettuare portabilità, ricevere assistenza sulle offerte disponibili e gestire tutte le principali esigenze legate alla telefonia mobile.
In un periodo in cui molti acquisti vengono effettuati online e l’assistenza è spesso affidata a procedure impersonali, PhoneLab continua a puntare sul valore del contatto diretto. La possibilità di confrontarsi con una persona, ricevere spiegazioni chiare e trovare una soluzione su misura rappresenta ancora oggi un elemento fondamentale per tanti clienti.
È proprio questa attenzione ai rapporti umani, unita alla competenza tecnica e alla qualità dei servizi offerti, che ha permesso a PhoneLab di diventare una presenza consolidata nel tessuto commerciale di Sansepolcro.
Non soltanto un negozio di smartphone e telefonia, ma un punto di riferimento per chi cerca affidabilità, assistenza e un supporto concreto nel mondo della tecnologia.
PhoneLab vi aspetta in Via dei Malatesta a Sansepolcro.

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Pompieropoli torna a Sansepolcro: bambini pompieri per un giorno al Parco del Millenario

Domenica 14 giugno una giornata dedicata ai più piccoli tra prove pratiche, simulazioni dei Vigili del Fuoco, giochi in legno e momenti di divertimento all’aria aperta.

Torna uno degli appuntamenti più attesi dai bambini della Valtiberina. Domenica 14 giugno il Parco del Millenario di Sansepolcro, nell’area del Campino, ospiterà una nuova edizione di Pompieropoli – Un giorno da pompiere, l’iniziativa organizzata dagli Amici dei Vigili del Fuoco Volontari di Sansepolcro insieme ai Vigili del Fuoco.

Per un’intera giornata i più piccoli avranno la possibilità di vivere un’esperienza unica, avvicinandosi al mondo dei soccorritori attraverso attività pratiche, percorsi e simulazioni pensate appositamente per loro.

L’evento si svolgerà dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19 e sarà aperto gratuitamente a tutti i bambini.

Protagonista della giornata sarà il tradizionale percorso di Pompieropoli, che permetterà ai partecipanti di cimentarsi in prove ispirate alle attività dei Vigili del Fuoco, imparando divertendosi e scoprendo da vicino il valore del lavoro di squadra, della sicurezza e del soccorso.

Accanto alle simulazioni operative saranno allestite anche un’area giochi in legno e spazi dedicati alle attività ricreative, mentre non mancherà una merenda offerta ai bambini grazie alla collaborazione delle realtà del territorio che sostengono l’iniziativa.

L’evento gode del patrocinio del Comune di Sansepolcro e della collaborazione di numerose associazioni, aziende e realtà locali che ogni anno contribuiscono alla riuscita della manifestazione.

Un’occasione speciale per trascorrere una giornata all’aria aperta, conoscere il lavoro dei Vigili del Fuoco e permettere ai bambini di vivere, almeno per qualche ora, il sogno di diventare pompieri.

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San Giustino, dopo il temporale riaffiora il problema dei fossi: «Così l’acqua non riesce a defluire»

Le piogge delle ultime ore hanno riportato sotto gli occhi di tutti una situazione che da tempo viene segnalata nel comune di San Giustino.

Le immagini arrivate in redazione mostrano fossi e canali di scolo pieni d’acqua, con il deflusso che appare rallentato e difficoltoso. Un quadro che, ancora una volta, riapre il dibattito sulla manutenzione della rete idraulica minore e sulla necessità di interventi costanti per garantire la corretta regimazione delle acque.

Non si parla di emergenza, ma di una criticità che merita attenzione. Perché se oggi la situazione è rimasta sotto controllo, il timore è quello che precipitazioni più intense possano mettere ulteriormente sotto pressione fossi e canali, con il rischio che l’acqua finisca per interessare anche la viabilità e creare situazioni potenzialmente pericolose.

Il tema assume un significato particolare anche alla luce delle campagne di sensibilizzazione promosse negli ultimi anni dall’amministrazione comunale proprio sull’importanza della pulizia dei fossi. Un messaggio condiviso da tutti, perché la manutenzione ordinaria rappresenta il primo strumento di prevenzione contro allagamenti e disagi.

Le fotografie scattate dopo il maltempo, però, pongono una domanda semplice: quanto è efficace oggi il sistema di drenaggio in alcune zone del territorio?

Non è una polemica e nemmeno una ricerca di responsabilità. È piuttosto una riflessione che nasce dall’osservazione di ciò che è accaduto dopo un normale episodio di maltempo. Perché la prevenzione funziona quando non si vede. Quando invece l’acqua fatica a trovare la propria strada, qualche interrogativo è inevitabile.

E forse proprio da qui dovrebbe partire una verifica puntuale dello stato dei fossi e dei canali più esposti. Perché la sicurezza del territorio non si costruisce quando arriva l’emergenza, ma molto prima, attraverso quella manutenzione silenziosa che raramente fa notizia, ma che spesso fa la differenza.

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“Lo Spino – Leggende in Salita” anticipa i tempi: quarta edizione in programma sabato 11 e domenica 12 luglio

Collaborazione con la Coppa Ugo Barone e tributo a Enzo Osella con un trofeo a lui dedicato

“Lo Spino – Leggende in Salita” torna puntuale a Pieve Santo Stefano. Anzi, quest’anno anticipa di oltre due mesi la data di svolgimento rispetto al passato: non più l’ultimo week-end di settembre, come avvenuto nelle prime tre edizioni, ma il secondo di luglio. Il quarto appuntamento della serie andrà quindi in scena sabato 11 e domenica 12 luglio, con lo staff organizzativo confermato: in primo piano la Pro-Spino Team di Pieve, ma con il determinante contributo del Club “Il Saracino” di Arezzo e di Fantini’s Collection di Attilio Fantini e con il supporto di Camet e Asi. Seppure con circuito chiuso e con un ordine di partenza che riporta ai tempi eroici della cronoscalata, per anni prova di validità tricolore, a certificare la competizione non sarà di certo il responso cronometrico, perché si tratta di un concorso (o museo) dinamico delle auto storiche che hanno fatto la storia dello Spino fin dall’edizione inaugurale del 1965, quella con il tracciato più lungo: 12 chilometri a 700 metri, poi subito ridotti a 12 e 500 fino al 1997, quindi dal 2002 il dimezzamento a 6 e 940 e poi a 6 chilometri netti, con traguardo vicino a Montalone e con copertura in due manche. E sarà la quarta edizione anche per i trofei dedicati a figure storiche: Adriano Gradi, il fondatore della gara; Pietro Del Corto, per anni valido commissario sportivo; Mario Forlani, pilota scomparso due anni fa e Marino Cesari, l’imprenditore che è stato sponsor della salita, anche lui morto nell’estate del 2024. Quella della data di svolgimento è senza dubbio la novità principale, anche se non l’unica: è nata intanto la collaborazione con la Coppa Ugo Barone, ovvero l’omologa versione classica della cronoscalata Svolte di Popoli e poi vi sarà un nuovo trofeo in memoria di Enzo Osella, il “re” dei costruttori nell’ambito della velocità in salita, scomparso a 86 anni il 27 settembre 2025, proprio quando era in corso “Lo Spino – Leggende”. Ciò significa che a Pieve Santo Stefano arriveranno gli storici prototipi della casa torinese, compreso il modello che ha partecipato al mondiale di Formula Uno. Nel programma della “due giorni”, anche la presentazione del libro “Corso Marche 38 – il regno degli uomini ombra”, dedicato ai meccanici Fiat, Lancia e Abarth, realizzato da Gianni Tomazzoni con Rino Buschiazzo e Roberto Vittone. 

Per quanto riguarda il format della manifestazione, essa prevede due passaggi sul percorso sabato 11 e una terza parata domenica 12 luglio, con la speranza che i fiammanti esemplari di auto possano anche stavolta superare quota 100. “In attesa di far ripartire anche la competizione, che manca dal 2021 – ha detto Lorenzo Tizzi Corazzini, presidente Pro-Spino Team – stiamo diventando una tappa sempre più importante nel nostro genere di evento. A coloro che partecipano e che negli anni sono sempre aumentati, cerchiamo di offrire due giornate di divertimento e di svago, che peraltro hanno sempre gradito, tornando a far rombare i motori delle loro vetture come facevano un tempo. Perché di “leggende” appunto si tratta”.

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Bullismo, al Plinio il Giovane si chiude il progetto Mabasta: protagonisti gli studenti delle prime

Lezione del professor Dino Baldi dell’Università di Firenze e consegna degli attestati ai ragazzi che hanno partecipato al percorso promosso contro il bullismo.

Si è concluso con una mattinata di confronto, riflessione e partecipazione il progetto “Mabasta Bullismo!”, che nel corso dell’anno scolastico ha coinvolto tutte le classi prime del Liceo Classico “Plinio il Giovane” di Città di Castello.

L’evento finale si è svolto nei giorni scorsi nell’istituto tifernate e ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso dedicato alla prevenzione del bullismo, alla crescita della consapevolezza e alla promozione di relazioni positive all’interno della comunità scolastica.

Ospite della giornata è stato il professor Dino Baldi, docente di Retorica e Comunicazione all’Università di Firenze, che ha tenuto una lezione particolarmente apprezzata dagli studenti sul funzionamento dell’argomentazione e delle tecniche persuasive.

Un incontro che ha offerto ai ragazzi l’opportunità di riflettere sul linguaggio, sulla comunicazione e sui meccanismi che influenzano opinioni e comportamenti, fornendo strumenti concreti per sviluppare uno sguardo più critico e consapevole nei confronti dei media e dei messaggi che quotidianamente li circondano.

La mattinata si è poi conclusa con la consegna degli attestati a tutti gli studenti che hanno partecipato ai laboratori previsti dal progetto. Un momento semplice ma significativo, che ha voluto riconoscere l’impegno, la partecipazione e il percorso svolto durante l’anno.

L’iniziativa rientra nelle attività promosse dal Centro Studi Villa Montesca in collaborazione con il Liceo “Plinio il Giovane” e conferma l’attenzione delle istituzioni scolastiche verso temi sempre più attuali come il contrasto al bullismo, il rispetto reciproco e l’educazione alla cittadinanza consapevole.

Un percorso che ha visto i ragazzi non soltanto come destinatari di un messaggio educativo, ma come protagonisti attivi di un’esperienza volta a costruire una scuola sempre più inclusiva, accogliente e attenta alle relazioni umane.

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La Fiorentina Femminile sceglie Sansepolcro: ritiro estivo al Buitoni dal 17 al 27 luglio

La squadra viola di Serie A preparerà la nuova stagione al Borgo. Allenamenti aperti al pubblico e iniziative dedicate ai tifosi grazie alla collaborazione tra ACF Fiorentina, Comune di Sansepolcro e Vivi Altotevere.

Sansepolcro si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti sportivi più prestigiosi dell’estate. La Fiorentina Femminile, protagonista del massimo campionato nazionale, ha infatti scelto il Borgo come sede del proprio ritiro precampionato in vista della stagione 2026-2027.

L’accordo è nato dalla collaborazione tra ACF Fiorentina, Comune di Sansepolcro e Vivi Altotevere Sansepolcro e porterà in Valtiberina una delle realtà più importanti del calcio femminile italiano.

Il raduno delle viola prenderà il via il 17 luglio e proseguirà fino al 27 luglio, quando la squadra si trasferirà al Rocco Commisso Viola Park di Firenze per completare la preparazione. Durante il soggiorno biturgense le giocatrici svolgeranno gli allenamenti allo stadio Buitoni, con diverse sedute che saranno aperte al pubblico e comunicate attraverso i canali ufficiali del club.

Una presenza che rappresenta un’importante occasione di promozione per il territorio e un’opportunità per tanti appassionati di vivere da vicino il calcio femminile di alto livello.

«Sono molto soddisfatto di questa partnership – ha dichiarato il direttore generale della Fiorentina, Alessandro Ferrari – che permetterà alla squadra femminile di iniziare al meglio la nuova stagione. Voglio ringraziare il Comune di Sansepolcro e la Vivi Altotevere per la disponibilità dimostrata fin dall’inizio. Quando abbiamo valutato la possibilità di svolgere il ritiro in una sede diversa dal nostro centro sportivo, abbiamo pensato subito a Sansepolcro. La qualità delle strutture e l’accoglienza ricevuta ci hanno convinto immediatamente».

Ferrari ha poi sottolineato come la città rappresenti un luogo ideale anche per rafforzare lo spirito di gruppo della squadra. «Invito tifosi, appassionati e curiosi ad assistere agli allenamenti per conoscere da vicino l’impegno e la passione che queste ragazze mettono ogni giorno in campo».

Grande soddisfazione anche da parte del sindaco Fabrizio Innocenti, tifoso dichiarato dei colori viola.

«È un onore ospitare una società che in pochi anni è riuscita a conquistare risultati straordinari, vincendo uno scudetto, due Coppe Italia e una Supercoppa. I nostri impianti e tutta la città sono pronti ad accogliere dirigenti, tecnici e giocatrici, offrendo loro non solo strutture adeguate ma anche l’opportunità di conoscere le bellezze di Sansepolcro e della Valtiberina».

Oltre agli allenamenti, il soggiorno sarà arricchito da eventi e iniziative dedicate ai tifosi, con l’obiettivo di creare un contatto diretto tra squadra e territorio e contribuire alla crescita dell’interesse verso il calcio femminile.

Per dieci giorni il Buitoni parlerà dunque viola. E per Sansepolcro sarà un’occasione importante per mettersi ancora una volta al centro della scena sportiva nazionale.

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Castello Bufalini apre gratuitamente le porte: domenica tra miti, giardini e storia

Il 7 giugno torna la Domenica al Museo. A San Giustino visite gratuite e un percorso speciale dedicato alle divinità, agli alberi e alle piante della tradizione mitologica.

Una domenica all’insegna della cultura, della natura e della scoperta. Il prossimo 7 giugno Castello Bufalini aderirà contemporaneamente a due importanti iniziative nazionali: Domenica al Museo, promossa dal Ministero della Cultura, e Appuntamento in Giardino 2026, manifestazione dedicata alla valorizzazione dei giardini storici italiani.

Per l’occasione il castello di San Giustino offrirà ai visitatori una proposta speciale dal titolo “Nel giardino degli dei: miti tra le fronde”, un percorso guidato che accompagnerà il pubblico tra gli spazi verdi e le sale affrescate della storica dimora.

L’iniziativa permetterà di scoprire il legame tra la mitologia classica e il mondo vegetale, attraverso racconti, curiosità e simboli legati a divinità, alberi e piante che da secoli popolano la cultura occidentale.

Sono previsti due appuntamenti, alle ore 11.00 e alle ore 16.00, per vivere un’esperienza che unisce storia, arte e natura in uno dei luoghi più affascinanti dell’Alta Valle del Tevere.

La giornata coinciderà inoltre con la tradizionale Domenica al Museo, che consentirà l’ingresso gratuito in tutti i musei e parchi archeologici statali italiani.

Castello Bufalini sarà visitabile dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, con visite accompagnate a cadenza oraria.

L’iniziativa rappresenta un’opportunità preziosa per riscoprire uno dei gioielli storico-artistici del territorio, immergendosi nella bellezza delle sue sale decorate, del giardino monumentale e delle storie che ancora oggi continuano a vivere tra affreschi, statue e alberi secolari.

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare Castello Bufalini al numero 075 856115 oppure scrivere all’indirizzo drm-umb.castellobufalini@cultura.gov.it.

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Lignani Marchesani (Fd’I) riaccende il caso FCU: «Che fine ha fatto la tratta fino a Sansepolcro?»

CITTÀ DI CASTELLO – Da quasi nove anni quei binari aspettano un treno che non arriva. La tratta dell’ex Ferrovia Centrale Umbra tra Città di Castello e Sansepolcro è ferma dal settembre del 2017 e, mentre in altre parti della regione i lavori sono andati avanti e alcune linee sono tornate operative, sul collegamento verso la Valtiberina continua a regnare l’incertezza.

A riportare il tema nell’aula del Consiglio comunale è il consigliere Andrea Lignani Marchesani, che ha presentato un’interrogazione rivolta al sindaco per conoscere quali siano le reali prospettive di riapertura della linea e quali iniziative l’amministrazione intenda mettere in campo per evitare che l’Alta Valle del Tevere resti definitivamente ai margini del trasporto ferroviario regionale.

Nell’atto si ricorda come dal 2024 sia tornata in funzione la tratta tra Città di Castello e Perugia Ponte San Giovanni, mentre procedono gli interventi anche sul collegamento verso Terni. Diversa, invece, la situazione della tratta verso Sansepolcro, sulla quale da anni mancano indicazioni precise.

Una questione che non riguarda soltanto i binari. Riguarda i pendolari, gli studenti, i lavoratori e più in generale un territorio che continua a chiedere collegamenti moderni e adeguati. Basta percorrere il tratto ferroviario per rendersi conto dello stato in cui versa l’infrastruttura: vegetazione che avanza, impianti inutilizzati e la sensazione sempre più diffusa che il tempo si sia fermato.

Lignani Marchesani chiede quindi all’amministrazione comunale quali notizie abbia ricevuto da Regione e Governo sul futuro della linea e se non sia arrivato il momento di promuovere un’iniziativa istituzionale forte e condivisa per riportare la questione al centro dell’agenda politica.

Sul tavolo c’è anche il tema della futura stazione dell’alta velocità Media Etruria, un progetto che continua a dividere e che, secondo molti, rischia di lasciare l’Altotevere ancora più distante dai grandi assi della mobilità nazionale.

La domanda, in fondo, è semplice e riguarda un intero territorio: la ferrovia tra Città di Castello e Sansepolcro ha davvero un futuro oppure è destinata a rimanere soltanto il ricordo di un collegamento che per decenni ha unito due comunità?

Il testo dell’interrogazione

Al Signor Sindaco di Città di Castello

 Oggetto :interrogazione ( ripristino della tratta Città di Castello Sansepolcro della ex FCU)

Il sottoscritto Consigliere comunale,

                                                  PREMESSO

che dal 12 settembre 2017 la linea ferroviaria tra Città di Castello Sansepolcro non è attiva

che stessa sorte è toccata all’intera linea ex FCU con la riattivazione  della linea Città di Castello Perugia Ponte San Giovanni il 9 settembre 2024

che i fondi  per l’armamento, la rielettrificazione e la messa a  norma della ex FCU provengono da Fondi Statali e in misura minore  regionali

che anche il tratto non ancora riattivato tra Perugia Ponte San Giovanni e Terni è con lavori in fase avanzata e prevede una possibile riapertura entro la fine del corrente anno

che anche con atti di sindacato ispettivo in Assemblea legislativa si sono posti interrogativi sulla sussistenza di fondi stanziati per la tratta Città di Castello Sansepolcro

che in ogni caso lo stato di degrado dei binari e l’evidente residualità cronologica stabilità per l’infrastruttura nel comprensorio altotiberino unita a un dibattito sulla stazione di alta velocità Media Etruria altamente penalizzante per il nostro territorio suscita preoccupati interrogativi sulle possibilità del trasporto su ferro in Alta Valle del Tevere

                                        INTERROGA LA S.V.

a) sui tempi di ripristino della linea Città di Castello Sansepolcro della ex FCU

b) sulla necessità di un’interlocuzione istituzionale da parte del Sindaco, con possibile mandato consiliare unanime,  con livelli regionali e nazionali  riguardo le prospettive del trasporto su ferro in Alta Valle del Tevere

c) sulla necessità di audire a riguardo l’Assessore regionale al ramo presso la Commissione consiliare competente

Città di Castello, 5 giugno 2026

Il Consigliere interrogante

Andrea Lignani Marchesani

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Unitre, si chiude l’anno accademico ma continuano cammini e attività: al via anche i soggiorni estivi

La tradizionale cena sociale all’Hotel Garden ha salutato il 2025-2026. Prosegue il progetto “Muoviamoci insieme” e da giugno partono i viaggi organizzati dall’associazione.

Si è concluso ufficialmente con la tradizionale riunione conviviale all’Hotel Garden l’Anno Accademico 2025-2026 dell’Unitre di Città di Castello APS, un altro anno caratterizzato da corsi, incontri culturali, attività formative e momenti di socializzazione che hanno coinvolto numerosi associati.

La serata di sabato 30 maggio ha rappresentato l’occasione per salutare insieme un percorso ricco di iniziative e per tracciare un bilancio dell’attività svolta durante la stagione appena conclusa, confermando ancora una volta il ruolo dell’Unitre come importante punto di riferimento culturale e sociale per il territorio tifernate.

Ma se il sipario è calato sull’anno accademico, non si fermano le attività dell’associazione.

Prosegue infatti il progetto “Muoviamoci insieme”, l’iniziativa dedicata ai gruppi di cammino nata dalla collaborazione tra Unitre Città di Castello, Comune di Città di Castello e Usl Umbria 1. Un’esperienza che negli ultimi anni ha coinvolto sempre più persone, promuovendo il benessere fisico, la socialità e uno stile di vita attivo attraverso passeggiate e attività all’aria aperta.

L’estate dell’Unitre sarà inoltre caratterizzata dai tradizionali soggiorni organizzati per gli associati.

Ad aprire il calendario sarà il viaggio a Scanzano Jonico, in provincia di Matera, in programma dal 7 al 14 giugno, primo di una serie di appuntamenti che accompagneranno gli iscritti fino all’autunno.

Sul sito dell’associazione è già disponibile il programma completo dei quattro soggiorni organizzati tra giugno e ottobre 2026, pensati per offrire occasioni di svago, conoscenza e condivisione in pieno spirito Unitre.

Archiviato un altro anno di lezioni e incontri, l’associazione guarda quindi avanti, continuando a proporre opportunità di crescita personale, benessere e aggregazione che rappresentano da sempre il cuore della sua attività.

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