Home Blog Page 461

“Vivere Lama”‘, lunedì 13 maggio Il candidato sindaco Stefano Veschi incontra la cittadinanza

“Vivere Lama” è il tema dell’iniziativa pubblica che si svolgerà lunedì 13 maggio alle ore 21 presso le ex scuole di Lama (sede banda) in Via Nuova.
“Continuiamo nel percorso di ascolto, confronto e proposta con cittadini, commercianti e associazioni – ha dichiarato il candidato sindaco Stefano Veschi – e lo facciamo consapevoli del fatto che bisogna tenere alta l’attenzione sulle esigenze e sulle proposte concrete. Questo è il nostro impegno”.
Saranno presenti il candidato sindaco Stefano Veschi e i componenti della lista di San Giustino Partecipa. 

Commenti

Con la fascia di sindaco anche il titolo nobiliare di “barone”. Storia e curiosità dell’enclave del monte Ruperto

Con la fascia di sindaco anche il titolo nobiliare di “barone”. Da quasi otto secoli la storia assegna questo inedito connubio al comune di Citta’ di Castello in virtù di una piccola porzione di territorio fra Umbria e Marche, Monte Ruperto, definita “exclave o enclave” (aree territoriali appartenenti a una regione che però si trovano all’interno di un’altra. Pochi esempi quasi tutti nel Nord e Centro Italia) – Si narra poi che nel 1274 gli abitanti di quella zona lontana dal comune godessero di agevolazioni fiscali al punto da pagare solo “cinque soldi per focolare per casa da versare il 27 agosto di ogni anno” – Sabato 25 maggio nella sala consiliare una giornata di studi con esperti, storici e rappresentanti istituzionali delle due regioni per rinverdire i fasti del passato e fare il punto su un aspetto inedito di una comunità

Con la fascia di sindaco anche il titolo nobiliare di “barone”. Da quasi otto secoli la storia assegna questo inedito connubio al comune di Citta’ di Castello in virtù di una piccola porzione di territorio fra Umbria e Marche, Monte Ruperto, definita “exclave” (aree territoriali appartenenti a una regione che però si trovano all’interno di un’altra. Pochi esempi quasi tutti nel Nord e Centro Italia).

E ‘ senza dubbio una curiosità storica il fatto che il primo cittadino tifernate si possa fregiare del titolo nobiliare per volontà espressa nell’eredità testamentaria dei proprietari del castello (l’allora Barone) che possedevano il feudo medioevale. Il primo cittadino del comune capoluogo, ha ereditato dunque il piccolo borgo all’epoca delle lotte fra guelfi e ghibellini. Si narra poi che nel 1274 gli abitanti di quella zona lontana dal comune godessero di agevolazioni fiscali al punto da pagare solo “cinque soldi per focolare per casa da versare il 27 agosto di ogni anno”. Carte alla mano sul piano regolatore generale del comune di Città di Castello dal punto di vista geografico la “Baronia” confina con i comuni di Apecchio e Sant’Angelo in Vado e quindi oltre ad essere un parte di Umbria nelle Marche è anche un pezzo della Provincia di Perugia ubicato in quella di Pesaro e Urbino.

Ha un’estensione di meno di tre chilometri quadrati e nessun abitante: L’ultima famiglia a lasciare Monte Ruperto fu quella dei Gnucci, attorno alla metà degli anni ’60. All’interno del territorio, costituito da boschi e mulattiere, si va da un’altitudine minima di 412 metri sul livello del mare fino ad una massima di 727. Il Candigliano, affluente del Metauro, delimita la parte settentrionale di confine dell’exclave. Sono presenti alcuni ruderi di case, alcuni riconoscibili, altri devastati pure dal furto di pietre. In loco non c’è alcuna cartellonistica stradale o legata alle zone di caccia che faccia comprendere che si sta passando da una regione all’altra. A distanza di quasi otto secoli dall’istituzione di questo “extra-territorio” che rende ogni sindaco eletto dal popolo anche barone con tanto di gradi “nobiliari”, il comune tifernate ha deciso di organizzare una giornata-studio per rinverdire i fasti del passato e far conoscere questa originale parentesi di storia che si tramanda da secoli.

“La Baronia di Monte Ruperto. Origini e vicende storiche dell’enclave Umbra nel territorio delle Marche”, è il titolo del convegno che si svolgerà sabato 25 maggio, alle ore 10 presso la sala consiliare alla presenza dei sindaci di Città di Castello ed Apecchio, di rappresentanti istituzionali e storici come l’ingegner Giovanni Cangi, “Collaboratore di importanti università e consulente dell’ITABC (Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali) del CNR che sarà affiancato da Leonello Bei, esperto di storia del territorio marchigiano e l’architetto Marcella Mariani, responsabile servizio Urbanistica e Pianificazione Settore Assetto del Territorio, Edilizia e Ambiente e dal giornalista Massimo Zangarelli, moderatore. La giornata di studio sulla Baronia di Monte Ruperto, si prefigge di far conoscere alla cittadinanza le origini e le vicende storiche dell’isola amministrativa della baronia d’oltre confine, una parte di Umbria dentro le Marche e riportare in primo piano una parte di storia cittadina.

L’altro aspetto importante di questo approfondimento darà la possibilità di stuzzicare la curiosità nelle nuove generazioni alla conoscenza del territorio, alla spiegazione di certe vicende sociopolitiche e culturali che negli anni ne hanno caratterizzato lo sviluppo e l’economia. “Il nostro è un territorio – spiegano gli organizzatori della giornata di studi” – come tanti altri, legato per molti aspetti alla capacità dei reggenti dell’epoca, vedi le tante famiglie tifernati passate alla storia, di cui quella più importante è la famiglia Vitelli, signori indiscussi per circa tre secoli, che ne hanno lascito testimonianza non mancando di incoraggiare le arti, e rendere la loro patria magnifica e famosa per le sue bellezze. Della loro potenza militare ed economica sono pervenuti ai giorni nostri i loro palazzi, che hanno contribuito ad arricchire un patrimonio storico ed artistico già importante, trasformando la nostra città da medievale a rinascimentale, legando indissolubilmente il loro nome a Città di Castello”. Monte Ruperto è una “exclave ed enclave” del Comune di Città di Castello in territorio Marchigiano, situata fra i comuni di Apecchio e di Sant’Angelo in Vado.

L’area è collocata oltre il crinale dell’Appennino, nell’Alta valle del Candigliano, affluente del Metauro che ha origine dalla confluenza fra fossi di Botina e quello di Scalocchio, alle pendici del Valmeronte, nel punto dove sorge l’antica Abbazia di San Benedetto. Le complesse vicende storiche che hanno determinato la dipendenza di Monte Ruperto dal Comune di Città di Castello hanno origine in epoca tardo-antica, in seguito alla riconquista bizantina della penisola seguita alla guerra greco-gotica e alla successiva penetrazione longobarda in Altotevere. Un’operazione condotta con l’obiettivo di puntare al controllo della Flaminia all’altezza del Furlo, che ebbe esito nella definizione dei confini del Corridoio Bizantino.

L’azione di contenimento dell’espansione longobarda si concretizzò con la creazione di un sistema di fortificazioni distribuite inizialmente lungo il crinale del massiccio toscano, poi alla sinistra del Tevere, come frontiera difensiva destinata a modificarsi rapidamente in seguito all’evoluzione delle fasi belliche. E’ in questo periodo di grandi trasformazioni sociali, economiche, politiche e religiose, che sorgono i primi presidi a controllo del territorio distribuiti lungo le principali vie di comunicazione, all’ombra dei quali vengono costruite piccole chiese o pievi dedicate ai santi protettori di tradizione bizantina o longobarda; simboli di una contrapposizione religiosa (fra cattolici e ariani) in realtà militare.

A ridosso di queste fortificazioni iniziarono a formarsi i primi nuclei abitati secondo una tipologia di insediamento che la storia non aveva ancora conosciuto e che si affermerà durante il medioevo con la formazione di piccoli borghi e centri di maggiori dimensioni. Castelli, chiese e mulini andranno a costituire l’embrione di qualsiasi insediamento medievale e Monte Ruperto costituisce un esempio interessante, con il suo castello e la chiesa di San Donato, non a caso di tradizione longobarda. Da Monte Ruperto si scende pertanto lungo la valle del Candigliano fino al Furlo per immettersi nella valle del Metauro verso la costa adriatica, pertanto l’area aveva assunto un importante ruolo strategico per il controllo del territorio. Il destino di Monte Ruperto è legato a quello di Scalocchio, rimasto sotto il dominio di Città di Castello durante il medioevo, nonostante i contrasti con gli Ubaldini della Carda, Signori di Apecchio.

Curiosità. L’ultima famiglia a lasciare Monte Ruperto fu quella dei Gnucci, attorno alla metà degli anni ’60. Torniamo indietro nel tempo e proviamo a raccontare due diverse storie che non si contraddicono tra di loro e che sono entrambe al confine tra leggenda e verità. Una di queste narra il fatto che una grande carestia dovuta ad incredibili nevicate colpì il Baronato di Monte Ruperto nel XIII secolo e che nessuna delle vicine città inviò aiuti in soccorso della piccola comunità. Dalla relativamente lontana – per i mezzi e le strade dell’epoca – Città di Castello arrivò il cibo necessario a far sopravvivere la piccola comunità. Si dice che il Barone, privo di eredi, cedette il piccolo territorio a Città di Castello come segno di gratitudine. La traccia del passaggio sotto il dominio tifernate è datata 25 giugno 1256. È storia documentata da un atto pubblico che nel 1274 gli abitanti di Monte Ruperto godessero di agevolazioni fiscali al punto da pagare solo “cinque soldi per focolare per casa da versare il 27 agosto di ogni anno”. Altra verità storica è che in quegli anni vi era la rivalità, spesso sfociata in guerra, tra guelfi e ghibellini.

Si racconta, e qui affrontiamo la seconda storia, che il Baronato di Monte Ruperto, essendo in contrasto con le città limitrofe di Apecchio e Sant’Angelo in Vado, abbia chiesto e ottenuto protezione da Città di Castello. Entrambe le storie hanno fondamenti di verità che le rendono plausibili. Anche ai giorni nostri sono successi episodi di cronaca invernale che ci ricordano l’epopea di Monte Ruperto. Non è un caso che nel 2012 una famiglia che abitava nella frazione tifernate di Scalocchio, non lontana dall’exclave e propaggine oltre lo spartiacque appenninico di Città di Castello, sia stata raggiunta ed evacuata in elicottero a causa di una nevicata che l’aveva isolata dal mondo per diversi giorni. Cinque anni dopo furono due le famiglie nella stessa zona ad essere soccorse, sempre a causa delle abbondanti nevicate, da un gatto delle nevi.

Commenti

Elezioni europee dell’8 e 9 giugno: le disposizioni per la propaganda elettorale

In attuazione della normativa vigente, l’amministrazione comunale ha reso note le disposizioni riguardanti la propaganda elettorale nel territorio di Città di Castello in vista delle consultazioni europee dell’8 e 9 giugno 2024. Il provvedimento a firma del dirigente dei Servizi Demografici e della Polizia Locale, chiarisce, tra gli altri aspetti, le modalità di svolgimento dei comizi nel centro storico e gli adempimenti necessari, informando che i gruppi politici interessati saranno tenuti a preavvisare dello svolgimento delle iniziative pubbliche il commissariato di Pubblica Sicurezza e il Comune (in particolare la Polizia Locale) non prima di cinque giorni ed almeno 24 ore prima, al solo scopo di evitarne la concomitanza nei luoghi e negli orari.

L’utilizzo delle piazze principali per la chiusura della campagna elettorale nella giornata di venerdì 7 giugno costituirà oggetto di un eventuale accordo tra tutti i gruppi politici che ne avranno fatto richiesta. Al riguardo mercoledì 5 giugno, alle ore 12.00 presso gli uffici del Servizio Elettorale, verrà convocato un incontro nel caso in cui ci sia più di una richiesta per lo stesso luogo e alla medesima ora. Detta richiesta dovrà essere effettuata direttamente alla Polizia Locale (presso la sede del comando in via XI Settembre n. 41) non prima di giovedì 30 maggio e non oltre sabato 1 giugno. Nel periodo della campagna elettorale, le autorizzazioni per l’installazione di postazioni fisse (gazebo) e di tavoli saranno rilasciate sulla base delle norme vigenti. L’occupazione del suolo pubblico sarà concessa in piazza Gabriotti (lato palazzo comunale); in corso Cavour (lato palazzo del Podestà); in largo Gildoni (fronte palazzo Bufalini); in piazza Matteotti, all’angolo con piazza Costa, all’angolo con Corso Vittorio Emanuele e all’angolo con piazza Fanti (l’utilizzo di questa postazione è suscettibile di variazioni a insindacabile giudizio del comando della Polizia Locale, per eventuali necessità logistiche legate al mercato ed agli eventi nella zona).

L’utilizzo degli spazi dovrà essere richiesto alla Polizia Locale presso la sede di via XI Settembre n. 41, non prima di cinque giorni e almeno 24 ore prima dell’installazione del tavolo o gazebo. Le richieste di occupazione per i giorni di sabato e domenica dovranno essere presentate a partire dal quinto fino al terzo giorno antecedente la data dell’evento. Prima dello svolgimento delle iniziative programmate, gli organizzatori dovranno assicurarsi che l’autorizzazione sia stata rilasciata da parte del comando della Polizia Locale. Dal 30° giorno precedente quello della votazione, e quindi da venerdì 10 maggio, ai sensi di legge sono vietati il lancio o getto di volantini in luogo pubblico o aperto al pubblico; ogni forma di propaganda elettorale luminosa o figurativa, a carattere fisso in luogo pubblico, escluse le insegne delle sedi dei partiti; ogni forma di propaganda luminosa mobile. Dal medesimo giorno possono tenersi riunioni elettorali senza l’obbligo di preavviso al questore. Le disposizioni complete possono essere consultate al link del portale web istituzionale

https://www.comune.cittadicastello.pg.it/pagina951_disciplina-della-propaganda-elettorale.html.

Commenti

Vivere Selci, il candidato sindaco Stefano Veschi: “In tante e tanti lunedì sera presso il Bar Filarmonica di Selci”

“Lunedì scorso ci siamo confrontati con commercianti, associazioni e cittadini di Selci – ha dichiarato Stefano Veschi, candidato sindaco di San Giustino Partecipa, che ha aggiunto “fra gli elementi emersi c’è la necessità di continuare ad investire nel patrimonio pubblico, oggi in gran parte rinnovato, ad investire con forza nel decoro del paese, con interventi non più rinviabili su piazze, marciapiedi, parcheggi e accessi al centro abitato”.

“Fondamentale per la sicurezza e il decoro – ha proseguito Stefano Veschi – il ripristino del manto stradale, fortemente compromesso a seguito degli interventi straordinari sull’acquedotto che ancora insistono su gran parte del centro abitato”. 

“Lavoreremo anche per un paese più accogliente – ha concluso Stefano Veschi –  sostenendo le preziose attività che quotidianamente contribuiscono a rendere vivi i nostri centri e favorendo iniziative e momenti di socializzazione con mostre di artisti locali, letture itineranti, mercati e musica”.

Commenti

A Tempi Supplementari Angelini e Farinelli

Torna Tempi Supplementari. Ospiti del programma condotto da Michele Tanzi, Lorenzo Angelini (Virtus San Giustino) e Marco Farinelli (Vivi Altotevere Sansepolcro)

Commenti

Montone – Il Comune presenta le attività del progetto “Reti di facilitazione digitale”

0


Appuntamento sabato 11 maggio all’Auditorium San Fedele

Il igitale diventa facile con gli spazi Digipass, luoghi pubblici ad accesso libero e gratuito pensati per realizzare una vera inclusione digitale. Su questa scia, è in programma per domani, sabato 11 maggio, nell’Auditorium San Fedele di Montone la presentazione delle attività del progetto di “Reti di facilitazione digitale”. L’appuntamento, promosso dall’amministrazione comunale, è alle ore 10.30 per illustrare alla cittadinanza le opportunità offerte dal progetto, tra cui il potenziamento delle competenze digitali, corsi di informatica base e pillole formative, supporto e navigazione online assistita fino ad arrivare al pieno esercizio della cittadinanza digitale.
Al pari di altri territori, anche il borgo di Montone avrà quindi il proprio spazio DigiPASS, in quanto il Comune ha aderito al progetto finanziato dalla risorse POR-FESR e potenziato poi dal PNRR, che intende creare punti di accesso fisici in tutta Italia in cui poter trovare, nei giorni e orari di apertura indicati, un esperto a disposizione, in grado di accompagnare cittadini e imprese nell’utilizzo dei servizi e degli strumenti digitali.

Commenti

Riqualificazione Urbana: la situazione delle alberature in Viale Vittorio Veneto a Sansepolcro


Da qualche mese sono iniziati i lavori di riqualificazione del tratto urbano che costeggia Viale Vittorio Veneto. Si tratta di interventi che interessano le zone adibite a parcheggi, quelle destinate al transito pedonale e, soprattutto, i più complessi aspetti riferiti alla salvaguardia del verde urbano. Le alberature del viale costituiscono un polmone verde per la città, oltre a rappresentare una componente essenziale del decoro architettonico della cinta muraria. Gli alberi presenti lungo Viale Vittorio Veneto svolgono anche un’azione benefica quale occasione di relax per i passanti, oltre alla funzione di mitigazione delle temperature contro il formarsi delle “isole di calore”.

Consapevole di tutto ciò l’Amministrazione comunale, nell’intento di mantenere in piedi la maggior quota possibile del patrimonio arboreo tramandatoci da lungo tempo, ha deciso di destinare una quota delle proprie risorse alla ricognizione e all’individuazione puntuale delle piante da conservare sottoponendole a dei giudizi di stabilità e di sicurezza per l’incolumità dei cittadini. Per contro l’indagine ha consentito di individuare quegli alberi che, invece, presentano alterazioni strutturali tali da non consentire di rientrare nelle classi di sicurezza stabilite dai diversi metodi ufficiali di valutazione utilizzati a livello nazionale.

Per avere dati certi e confermati da più fonti l’Amministrazione comunale ha affidato tempo fa, a un’impresa specializzata sul settore, un primo incarico per esprimere dei giudizi in merito alla stabilità delle piante dei viali cittadini. Dalla valutazione è emerso che il patrimonio arboreo di Sansepolcro presenta alcune sofferenze dovute alla generale vetustà degli alberi attualmente presenti e alla scarsa sostituzione, da più tempo mai avvenuta, di quelli deperiti e invecchiati. Dando seguito ai risultati dei rilievi è stato necessario procedere all’abbattimento di alcune piante giudicate, già dalla prima valutazione, non sicure per l’incolumità dei cittadini. In occasione di tale prima analisi erano emersi dei dubbi su alcuni alberi che, per un giudizio più completo, richiedevano ulteriori indagini strumentali. Per questo, di recente, l’Amministrazione comunale ha affidato, a un diverso professionista, l’incarico per esprimere un parere definitivo in merito alla sicurezza sia con riferimento agli alberi precedentemente rimasti in una situazione di incertezza, sia quale conferma dei giudizi di pericolosità precedentemente espressi

L’indagine più recente, eseguita con un diverso metodo di classificazione ha confermato la necessità, per garantire la sicurezza dei frequentatori della zona, di procedere all’abbattimento di 12 piante, le medesime già indicate a rischio nella precedente valutazione. A queste devono aggiungersi due piante di tiglio già indicate, nel corso della prima indagine, come soggetti incerti da ricontrollare entro il 2023-2024. Nel contempo, il professionista incaricato della più recente valutazione, ha ritenuto non necessario l’abbattimento di una pianta di ippocastano e una pianta di tiglio precedentemente rimaste con giudizio in sospeso.  

In definitiva le indagini eseguite nel corso degli anni, con i due diversi protocolli ufficiali applicati nella valutazione di stabilità delle piante, a loro volta affidati a professionisti diversi, consentono di rassicurare i cittadini di Sansepolcro in merito alla fruizione in piena sicurezza degli spazi posti in adiacenza a viale Vittorio Veneto. Anche per i prossimi stralci della riqualificazione urbana compresa nel finanziamento del PNRR si procederà con specifiche valutazioni degli alberi al fine di individuare quelli da mantenere in piedi in sicurezza e quelli che dovranno essere sostituiti con la piantagione di alberi giovani che assicurino il mantenimento nel tempo degli indispensabili benefici derivanti dal verde urbano della città.

Commenti

Il 17 giugno 2024 scade il termine per il versamento dell’acconto della nuova IMU 2024

La nuova imposta decorre dal 1° gennaio 2020 ed è disciplinata dalla Legge 160/2019, che ha abolito la IUC nelle componenti Imu e Tasi.

Il versamento in acconto ha scadenza il 17/06/2024 – Imposta dovuta per il primo semestre con aliquote e detrazioni anno 2023.

Il versamento a saldo va versato entro il 16/12/2024 – Conguaglio annuo sulla base delle aliquote che sono state approvate con la delibera di Delibera di Consiglio – n. 118 del 30/12/2023.

Chi versa dopo le date previste dovrà pagare una sanzione.

In allegato l’avviso relativo con tutte le informazioni necessarie. 

Commenti

San Giustino: Spara contro i vicini. Carabinieri denunciano una 39enne per accensioni ed esplosioni pericolose

I Carabinieri di San Giustino hanno deferito in stato di libertà una 39enne, italiana, per l’ipotesi di reato di accensioni ed esplosioni pericolose.

Nell’ottobre dello scorso anno, un cittadino del posto si presentava presso la locale Stazione Carabinieri sporgendo denuncia – querela nei confronti di ignoti in quanto, alcune sere prima, mentre si trovava nel proprio giardino, insieme a degli amici, veniva attinto da numerosi pallini di plastica sparati verosimilmente con un’arma ad aria compressa.

L’attività investigativa indirizzava le indagini nei confronti di una donna del posto, che, stante i riscontri testimoniali acquisiti, più volte aveva espresso riserve in relazione agli schiamazzi provenienti dal giardino della vittima.

Pochi giorni fa, su delega della Procura della Repubblica di Perugia, gli operanti hanno eseguito una perquisizione domiciliare, rinvenendo, nell’abitazione della donna, una carabina “soft-air” di libera vendita, con relativo munizionamento risultato essere lo stesso utilizzato in precedenza.

La 39enne, nel corso delle operazioni di ricerca, ha anche ammesso la propria responsabilità ai Carabinieri.

Al termine delle stesse, l’arma ed il relativo munizionamento sono stati sequestrati, mentre l’interessata è stata deferita in stato di libertà per l’ipotesi di reato suddetta.      

Commenti

Quattro società sportive Umbre partecipanti per un totale di 46 atleti con disabilità sono previsti a Città di Castello per disputare i Campionati regionali FISDIR

Quattro società sportive Umbre partecipanti per un totale di 46 atleti con disabilità sono previsti a Città di Castello per disputare i Campionati regionali FISDIR (Federazione Italiana del Comitato Paralimpico, dedicata ad atleti con disabilità intellettivo-relazionale)
l’Asd “Beata Margherita ” di Città di Castello si presenta a queste gare di atletica promozionale con 27 ragazzi iscritti, che si cimenteranno nelle gare di marcia, corsa (m 50, 80, 300 e staffetta, lanci , vortex, peso e salto in lungo)
Prenderanno parte inoltre la Fortitudo Perugia, il KT di Gubbio e la Pantera di Umbertide tutte società “storiche” che hanno ripreso l’attività federale dopo un periodo difficile per la passata pandemia
Appuntamento quindi in pista ” Angiolo Monti” a Città di Castello lunedì 13 maggio a partire dalle ore 10

Commenti

“Atelier di mare” al Museo Malakos il 18 maggio alle ore 11:00 per bimbi da 0 a 3 anni con famiglie

0

Atelier di mare🐠🪸🐠
18 maggio ore 11
per bimbi da 0 a 3 anni con le famiglie

Un’occasione unica, in cui il museo si trasforma, si abbassa a livello dei bambini, i materiali sono disposti per piccole mani e piedi, per grandi esploratori che osservano, toccano e ascoltano da veri ricercatori per scoprire il mondo che li circonda.

Prenotazione obbligatoria al 349.5823613

Contributo 14 euro per un bimbo/a con uno o due accompagnatori

Info al 349.5823613 o 075.8552119
Non mancate!

Commenti

Il “cuore verde” in volo per la campagna turistica estiva dell’Umbria

0


Uno stormo di cuori verdi in volo che attraversa i cieli dell’Umbria: si apre così il nuovo spot voluto dell’Assessorato al Turismo della Regione Umbria per la campagna estiva di promozione turistica.
Il film, declinato in tre diverse versioni e della durata di 30”, prende il via con una vista dall’alto della campagna umbra, sopra la quale sfreccia una formazione di cuori verdi che sorvola anche borghi e paesaggi attirando gli sguardi di chi l’osserva passare.
I cuori prendono vita grazie a una ragazza che, dal divano di casa, sta apponendo con lo smartphone le icone di cuori che rappresentano il “Like it” su una serie di foto postate nei social da persone che visitano l’Umbria.
Come per magia però, i cuori diventando fisici e volano verso la loro destinazione: ogni cuore infatti, è diretto verso uno scorcio magico del territorio umbro ed è destinato a chi lo sta visitando. Vediamo un cuore atterrare in braccio ad una coppia di ragazzi in barca sul Trasimeno, un altro venire afferrato da turisti nei giardini di Città di Castello e così via, in un viaggio spettacolare che tocca luoghi iconici come Perugia, Assisi, Orvieto, Gubbio, Amelia, la cascate delle Marmore e tanti altri ancora con immagini relative a 18 località diverse.
L’ultimo cuore in volo ritorna ad essere grafico, per collocarsi all’interno del logo Umbria Cuore verde d’Italia.
La campagna sarà on air dal 12 maggio in TV e sul web (link YT spot 30”).
La produzione è di Armando Testa Studios con la regia di Luca Grafner.
Di seguito i teaser della campagna:

https://armandotestagroup-my.sharepoint.com/:f:/g/personal/gfare_armandotesta_it/EhA2PDuAK5hEuD9WlbjdyCYBARBbuAjVd33dsB01o1sMkQ?e=H5aEae

Commenti

Domenica 12 Maggio si celebra la Festa della Mamma le iniziative dei musei tifernati per passare un po’ di tempo insieme

📍Pinacoteca Comunale di Città di Castello
ore 15:00
🌸 Per l’occasione visita guidata a misura di mamma e bambini alla scoperta dei tesori conservati all’interno della
Pinacoteca Comunale di Città di Castello.
Al termine della visita una divertente attività creativa da fare insieme all’interno delle sale del museo.
Costo: € 7,00 a partecipante

📍Centro delle Tradizioni Popolari – Garavelle -Città di Castello
ore 16:30
🌼 Un tuffo nel passato per scoprire come un tempo mamma e bambini passavano le loro giornate nelle case di campagna.
Se siete curiosi di scoprire piccoli aneddoti del vivere quotidiano vi aspettiamo al museo.
Costo: € 5,00 a partecipante.

Quale miglior modo di trascorrere del tempo insieme se non quello di visitare due dei luoghi più belli della città?
Per informazioni e prenotazioni:
PoliedroCultura
☎️ 0758554202 / 0758520656

Commenti

Nella notte tra l’8 e il 9 maggio, la statua di Piero della Francesca in Sansepolcro, le Logge del Grano in Pieve Santo Stefano e Villa Gennaioli in Anghiari illuminate di rosso per dare maggiore risalto alle celebrazioni della Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

Nella notte tra l’8 e il 9 maggio, la statua di Piero della Francesca in Sansepolcro, le Logge del
Grano in Pieve Santo Stefano e Villa Gennaioli in Anghiari, sono state illuminate di rosso per dare
maggiore risalto alle celebrazioni della Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa,
istituita in occasione della nascita del suo fondatore Henry Dunant.
All’iniziativa, oltre al Comune di Sansepolcro, hanno aderito con slancio le Amministrazioni
Comunali della città di Pieve Santo Stefano e Anghiari.
Nei giorni scorsi, dopo avere consegnato lo storico vessillo nelle mani del Sindaco del Comune di
Sansepolcro, Fabrizio Innocenti, il Presidente della Croce Rossa Italiana di Sansepolcro, Biagio La
Monica, ha fatto altrettanto con il Sindaco del Comune di Pieve Santo Stefano, Claudio Marcelli, e
con l’Assessore del Comune di Anghiari, Ilaria Lorenzini.
Volontari e Dipendenti della Croce Rossa Italiana di Sansepolcro si sono riuniti presso la propria
sede, per l’occasione illuminata di rosso, e con tutti i mezzi dell’Associazione in colonna hanno
percorso le vie del centro di Sansepolcro, Anghiari e Pieve Santo Stefano per festeggiare una
giornata resa ancor più speciale dalla ricorrenza del 160° anniversario della Croce Rossa Italiana.
Alla festa si è unita Ilaria Lorenzini, Assessore del Comune di Anghiari, che ha espresso bellissime
e gratificanti parole di riconoscenza all’instancabile opera dei Volontari della Croce Rossa.
Ringraziamento ai Comuni di Sansepolcro, Pieve Santo Stefano e Anghiari per l’adesione alle
celebrazioni. Un sentito ringraziamento anche alla Banca di Anghiari e Stia per avere illuminato
un’incantevole Villa Gennaioli.
Le celebrazioni proseguiranno alle ore 18:15 di domani 10 maggio, allorquando una
rappresentanza di Volontari e Dipendenti della Croce Rossa Italiana di Sansepolcro, unitamente ad
una delegazione della locale Amministrazione Comunale, si recherà presso il cimitero di Anghiari
per rendere omaggio a Paul Ruegger (Lucerna 14 agosto 1897 – Firenze 9 agosto 1988),
Ambasciatore Svizzero già Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa (1948 – 1955), Membro della Corte Permanente di Arbitrato dell’AIA.
È stato invitato a partecipare alla cerimonia anche l’appassionato di storia locale Mirco Draghi, a
cui va tutta la nostra riconoscenza per averci fatto scoprire la figura di un grande diplomatico,
protagonista del Novecento, che fece la storia della Federazione Internazionale della Croce Rossa
e che si legò così saldamente ad Anghiari al punto di chiedere che le sue spoglie venissero
seppellite laddove oggi riposa in pace.

Commenti

Dona il 5×1000 all’OdV “I fiori di lillà”: con un piccolo gesto sosterrai i nostri progetti!

Donare il 5×1000 non costa nulla ma è un aiuto concreto che arriva a chi ha più bisogno. La nostra Associazione, attiva dal 2015, si occupa di aiuto e sostegno alle famiglie ma anche di realizzazione di progetti inclusivi e che possano contribuire a migliorare il nostro territorio.
Destinare il 5×1000 è semplicissimo: basta ricordare il codice fiscale dell’Ente prescelto e comunicarlo al proprio CAF o Commercialista. Se invece si compila il 730 online o in formato cartaceo è sufficiente inserire il codice fiscale. Dona il 5×1000 all’OdV “I fiori di lillà”: con un piccolo gesto sosterrai i nostri progetti!

Commenti

E’ vivo l’ideale di libertà per il quale si è battuto Venanzio Gabriotti: in occasione delle celebrazioni dell’80° anniversario della fucilazione dell’eroe tifernate

E’ vivo l’ideale di libertà per il quale si è battuto Venanzio Gabriotti: in occasione delle celebrazioni dell’80° anniversario della fucilazione dell’eroe tifernate, i pronipoti arrivati da Roma hanno testimoniato stamattina la continuità generazionale dell’esempio e del messaggio lasciati dal loro congiunto

E’ vivo l’ideale di libertà per il quale si è battuto Venanzio Gabriotti e in nome del quale è morto. A dargli vita e significato profondo sono i suoi discendenti, i giovanissimi pronipoti Asia e Andrea Pellegrini, che stamattina, in occasione delle celebrazioni per l’anniversario della fucilazione dell’eroe tifernate, hanno commosso e colpito tutti per l’amore nei confronti del proprio congiunto, simbolo della rinascita democratica dell’Italia, ma anche e soprattutto per l’attaccamento ai valori che ha sostenuto e che incarna ancora oggi, per l’orgoglio e la dignità con cui hanno mostrato di portare il proprio cognome e di custodire un legame familiare che affonda le radici nella storia. Il passaggio generazionale che rendono possibile e che si sono presi pubblicamente l’impegno di garantire, conservando e rinnovando lo spirito e le convinzioni di Gabriotti insieme alla propria famiglia, è stato il dono più bello di una giornata speciale, quella degli 80 anni di un sacrificio in nome della libertà che nessuno ha dimenticato e che è fondamentale ricordare e testimoniare. Un invito, questo, di cui si sono fatti interpreti il sindaco tifernate, accompagnato dai membri della giunta, dal presidente del consiglio comunale e dal alcuni componenti della massima assise cittadina, il presidente dell’Istituto di Storia Politica e Sociale Venanzio Gabriotti Alvaro Tacchini e la presidente dell’ANPI Anna Maria Pacciarini, che è intervenuta a nome di tutte le associazioni combattentistiche. I presenti, ma in particolare i bambini della quarta classe della scuola primaria di Riosecco che hanno intonato l’inno nazionale e Bella Ciao ricordando Gabriotti con una lettera e con una poesia, e gli studenti dell’Istituto Franchetti Salviani, sono stati invitati ad avere conoscenza e consapevolezza della storia e dei suoi insegnamenti, per poter difendere quella libertà per la quale tantissime persone hanno combattuto, opponendosi al nazifascismo, e hanno dato la propria vita, sapendo che sarebbe stato un dono non per sé, ma per le generazioni successive. “Siamo qui per continuare la tradizione, prima di nostro zio Marcello e, poi, di nostro nonno Giorgio, per ricordare e commemorare Venanzio Gabriotti, eroe di guerra e medaglia d’oro al valore. Siamo felici di continuare questo ricordo. Il nostro desiderio è che la sua vita, le sue azioni, il suo coraggio e il suo sacrificio siano di esempio per noi giovani, affinché possiamo impegnarci in ciò in cui crediamo e costruire con il nostro lavoro un mondo che speriamo sia migliore”, hanno affermato Asia e Andrea davanti al cippo dedicato a Gabriotti sul greto del torrente Scatorbia. Sotto gli occhi di babbo Luca Pellegrini, mamma Arianna Fondi, zia Giorgia Pellegrini e nonna Liberta Lucia Leti, che l’anno scorso aveva partecipato alla cerimonia con il marito Giorgio, scomparso poi nei mesi successivi, i due ragazzi hanno declamato anche la poesia dedicata a Gabriotti e a tutti gli ufficiali del reggimento di cui facevano parte dal sottotenente Consalvo Forte. La forza della loro testimonianza, sottolineata dalle note della Filarmonica Puccini al cospetto delle autorità civili e militari, dei rappresentanti istituzionali regionali e nazionali, degli esponenti delle associazioni combattentistiche del territorio, è stata una carica di convinzione per chiunque abbia assistito alla cerimonia, ma anche un monito, come hanno ricordato gli interventi del sindaco, dei rappresentanti dell’Istituto Gabriotti e dell’ANPI, a non sottovalutare i pericoli che ancora oggi sembrano riaffiorare dal passato e a difendere gli ideali di pace e libertà, con le armi della memoria e della consapevolezza della storia. Costruire una società giusta e democratica, contro ogni sopraffazione e violenza, per affermare gli ideali della convivenza civile, della pace, dell’unione tra i popoli sono stati gli impegni rinnovati simbolicamente dalle celebrazioni di oggi. La parentesi vissuta sul luogo dell’estremo sacrificio dell’eroe tifernate ha impreziosito una mattinata iniziata nella Cappella dei Martiri della Libertà del Cimitero Monumentale, con la celebrazione religiosa officiata dal vicario della Diocesi di Città di Castello don Andrea Czortek, e proseguita, presso il Famedio, con la deposizione di una corona di alloro ai piedi del monumento ai caduti nelle due guerre mondiali, di cui sono stati protagonisti, insieme al sindaco, Asia e Andrea Pellegrini. Dopo il passaggio sul greto della Scatorbia, la delegazione istituzionale guidata dal gonfalone del Comune e dai vessilli delle associazioni combattentistiche, ha raggiunto piazza Gabriotti per la deposizione dell’ultima corona di alloro sulla torre civica, grazie ai Vigili del Fuoco di Città di Castello. I canti degli alunni delle quarte classi della scuola primaria di San Filippo hanno fatto da colonna sonora a una testimonianza pubblica dell’anniversario della fucilazione di Gabriotti a cui si sono uniti anche i tanti cittadini a passeggio nel centro storico in occasione del mercato settimanale. La celebrazione della ricorrenza della fucilazione di Venanzio Gabriotti è una delle tappe attraverso le quali sarà festeggiato a Città di l’80° anniversario della Liberazione, con un anno di anticipo rispetto al resto d’Italia: era infatti il 22 luglio del 1944 quando le truppe britanniche costrinsero l’esercito nazifascista alla ritirata dalla città verso il Nord d’Italia. Per ricordare degnamente questa importante pagina della storia della città è stato promosso dalla giunta e dal consiglio comunale di Città di Castello un nutrito calendario di eventi ai quali collaboreranno le associazioni del territorio. Nel comitato organizzatore, oltre all’amministrazione comunale e alla presidenza del consiglio comunale, fanno parte l’Istituto di storia politica e sociale Venanzio Gabriotti, l’ANPI, l’Associazione Mutilati ed Invalidi di Guerra, l’Associazione Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra, l’associazione Trestina Per la Pace.

Commenti

Fabio Mariacci ed Elio Mariucci nell’Ala Nuova della Pinacoteca comunale con la mostra Intra formae, fino al 16 giugno 2024

Fabio Mariacci ed Elio Mariucci nell’Ala Nuova della Pinacoteca comunale con la mostra Intra formae, fino al 16 giugno 2024. Per l’occasione aperto il nuovo spazio della Manica lunga.
Il Rinascimento della Pinacoteca comunale di Città di Castello e la Contemporaneità di due artisti tifernati, Fabio Mariacci ed Elio Mariucci, insieme nell’Ala nuova del museo con la mostra Intra formae, a cura di Lorenzo Fiorucci, inaugurata sabato 4 maggio e visitabile fino al 16 giugno 2024.
L’Amministrazione comunale di Città di Castello ha ringraziato i due artisti per il progetto espositivo che ha selezionato alcune opere molto identitarie dello stile di Mariacci e Mariucci, ad alto impatto sia artistico che di allestimento. Per l’occasione è stata aperta la seconda sezione della Manica lunga, in cui si è svolta la presentazione e che da ora in avanti si va ad aggiungere agli spazi della Pinacoteca al servizio dei molti eventi e delle molte iniziative già in calendario, tra cui la mostra dei 150 anni di Alice Hallgarten, organizzata dal Centro studi Villa Montesca. Ringraziamo per la collaborazione il prof. Marco Fiorini e i rappresentanti della Raccolta Civica che hanno condiviso tale obiettivo.
Lorenzo Fiorucci con l’occasione ha illustrato “il progetto di mostra, sottolineando che si tratta di un allestimento pensato per l’evento tifernate e costituito sia da opere pittoriche che da installazioni. Una sorta di definizione di una maturità espressiva, che mette in evidenza la loro incessante ricerca astratta, sviluppatasi anche su tele di grandi formati”.
La collaborazione tra i due artisti è ormai collaudata, risale al lontano 2003, “quando, invitati dall’operatore culturale Mario Fondacci” hanno ricordato gli autori abbiamo esposto, insieme ad altri artisti tifernati, in una delle prime manifestazioni di Morrarte. Negli anni successivi, al di là della ricerca personale di ognuno, amicizia, affinità di idee e collaborazione si sono consolidate e sviluppate attraverso manifestazioni espositive come la prima mostra sperimentale de L’arte è mobile del 2006 nel chiostro medievale di Montone, le Wunderkammer a Palazzo Vitelli a Sant’Egidio del 2007 e 2008 dalle quali sono nate poi, in rapida successione le numerose esposizioni del nuovo sodalizio “Gruppo ArteFare”.
Diversamente dalle opere esposte nel precedente progetto Sconfinamenti (Casermarcheologica di Sansepolcro – 16/dicembre/2023 – 13/ gennaio 2024) per il quale abbiamo chiamato a collaborare con le loro suggestive composizioni, amici musicisti e poeti in una sorta di dialogo incalzante e performativo, in questa mostra il segno si intreccia con il gesto, il colore con il materismo di superficie, la luce con il movimento delle forme”.

Commenti

Questa mattina agli impianti della Pista di Atletica di Città di Castello, si è svolta la XIII edizione della Miniolimpiade

Giovedì 9 maggio 2024 , presso gli impianti della Pista di Atletica di Città di Castello, si è svolta la XIII edizione della Miniolimpiade . La manifestazione, nata nell’ambito del progetto di educazione motoria Crescere in movimento e a cui hanno aderito le classi III Primarie di dieci scuole aderenti al progetto provenienti da Umbria e Toscana, è stata l’occasione per i bambini di divertirsi e di entrare in competizione con altre scuole in una giornata di gare su specifiche specialità, sia a livello individuale sia di squadra: corsa veloce e di resistenza, lancio del vortex, salto in lungo, staffetta. Il programma, seguito da una splendida cornice di pubblico, ha avuto inizio con la sfilata delle classi e l’Inno nazionale; poi via alle gare preliminari e finali a cui hanno partecipato anche i genitori che sono stati impegnati in una staffetta di velocità riservata a 4 mamme e 4 babbi. Alle 15.45 poi si è svolta la premiazione finale alla presenza dell’Assessore allo Sport e alla Scuola del Comune di Città di Castello.


Commenti