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Apertura straordinaria dei Servizi Demografici del Comune per la sostituzione della carta di identità cartacea con la carta di identità elettronica prima del 3 agosto 2026: open day sabato 28 febbraio dalle ore 9.00 alle ore 19.00 presso la sede di via XI Settembre. Raccomandata la prenotazione per agevolare le operazioni

L’amministrazione comunale di Città di Castello ha organizzato per sabato 28 febbraio un’apertura straordinaria degli uffici dei Servizi Demografici nella sede di via XI Settembre 41, con un open day dedicato alla sostituzione della carta di identità cartacea con la Carta di Identità Elettronica (CIE). Gli sportelli resteranno aperti con orario continuato dalle 9.00 alle 19.00.

L’iniziativa è rivolta in particolare ai cittadini ancora in possesso del documento cartaceo che, in base al Regolamento dell’Unione Europea 2019/1157, perderà validità legale dal 3 agosto 2026, indipendentemente dalla data di scadenza riportata. L’obiettivo è consentire alla popolazione di adeguarsi per tempo alla normativa, evitando sovraccarichi e disagi in prossimità della scadenza.

Per agevolare le operazioni, l’accesso avverrà in via prioritaria su prenotazione tramite il link disponibile nella home page del sito istituzionale del Comune. Il personale garantirà comunque il servizio anche a chi si presenterà senza appuntamento.

«Vogliamo facilitare i cittadini di fronte a un passaggio importante, al quale è opportuno arrivare preparati», sottolinea l’assessore ai Servizi Demografici Rodolfo Braccalenti, invitando a usufruire sia dell’open day sia delle normali aperture settimanali, per evitare picchi di richieste a ridosso del termine.

Per il rinnovo occorrono una fototessera recente conforme agli standard ICAO, la vecchia carta d’identità (oppure denuncia in caso di furto o smarrimento) e il codice fiscale. Per i minori che richiedono la carta valida per l’espatrio è necessaria la presenza di entrambi i genitori o il modulo di assenso del genitore assente con copia del documento.

La CIE viene consegnata in circa sei giorni lavorativi dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Al momento della richiesta, i maggiorenni potranno inoltre esprimere il consenso o il diniego alla donazione di organi attraverso il progetto “Una scelta in comune”, con possibilità di modifica successiva.

Gli uffici di via XI Settembre e della delegazione di Trestina sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.00, con rientro pomeridiano il lunedì e giovedì dalle 15.00 alle 17.30.

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100 anni di libri belli: la Libreria Paci “La Tifernate” celebra un secolo di storia

Un secolo di libri, relazioni e vita cittadina. La Libreria Paci “La Tifernate” festeggia i suoi primi cento anni con un ricco calendario di iniziative che coinvolgeranno l’intera comunità di Città di Castello.

Era il primo giugno 1926 quando il ventiduenne Giuseppe Paci rilevò la Cartoleria Valori in piazza Matteotti, trasformandola negli anni in una realtà commerciale ed editoriale destinata a diventare punto di riferimento culturale per la città. Dal 1964, alla morte del fondatore, i figli Marco ed Ettore – insieme alla madre e alla sorella Tea – portarono avanti l’attività, accompagnando la crescita del negozio e adattandolo ai cambiamenti storici e del settore. Oggi è la terza generazione, con Isabella, Riccardo, Ciro ed Enrico, a custodire e rinnovare questa eredità.

«Abbiamo concepito questo centenario come una festa da condividere con la città», racconta la famiglia Paci, «per ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile una vita così lunga».

Un ruolo centrale lo riveste l’Archivio storico della libreria, dichiarato di particolare interesse nel 2016 dalla Soprintendenza archivistica per l’Umbria. Dal 2023 l’archivio è entrato nel circuito MUA (Musei Alto Tevere) e nei luoghi culturali della Regione; nel 2025 è stato completamente digitalizzato grazie a un progetto della Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura.

Il programma del centenario, al via da giugno, prevede mostre fotografiche ed editoriali, esposizioni dedicate alle illustrazioni delle edizioni Paci, conferenze-spettacolo come “Storie di libri” e “Un secolo in piazza”, podcast, proiezioni video, laboratori scolastici, incontri con autori e serate musicali. Le iniziative sono realizzate in collaborazione con associazioni culturali, scuole e con il supporto dell’Ufficio Cultura del Comune.

Anteprima delle celebrazioni sarà la mostra “Ore 25:05”, dedicata alle immagini del libro di Guy Billout e Bernard Friot, in programma dal 28 febbraio.

«Un evento che segna la storia della nostra città sotto ogni profilo», ha dichiarato l’assessore alla cultura Michela Botteghi, «legando intere generazioni alla famiglia Paci e ai loro libri».

Cent’anni dopo, la Libreria Paci resta così non solo un negozio, ma un presidio culturale capace di raccontare la memoria e l’identità di un’intera comunità.

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Premio Letterario Castello, al via il ventennale con la Sezione speciale “Destinazione Altrove”

Sabato 21 febbraio alle ore 10, nella sala consiliare del Comune di Città di Castello, si svolgerà il primo grande evento del ventennale del Premio Letterario Castello. L’iniziativa sarà dedicata alle premiazioni dei vincitori dell’edizione 2025 della Sezione speciale del “Premio Destinazione Altrove. La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo”, riservata a tutti gli istituti penitenziari italiani.

Il progetto nasce dal protocollo d’intesa siglato nel 2024 tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, la Società Dante Alighieri e l’Associazione Culturale Tracciati Virtuali. Si tratta di una sezione unica nel panorama dei premi letterari nazionali, pensata per utilizzare la scrittura come strumento di consapevolezza, responsabilità e ricostruzione dell’identità personale. Attraverso il racconto del “prima, durante e dopo” la detenzione, la parola scritta diventa mezzo concreto di rieducazione e reinserimento, in coerenza con i principi costituzionali della funzione rieducativa della pena.

All’edizione 2025 hanno partecipato oltre 80 persone recluse provenienti da 42 istituti penitenziari italiani. Il 21 febbraio verranno premiati i primi tre classificati alla presenza di autorevoli personalità delle istituzioni. A fare gli onori di casa sarà il sindaco Luca Secondi, cui seguiranno gli interventi della vicepresidente del Senato Anna Rossomando, del viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, del senatore Walter Verini e dell’assessore regionale Fabio Barcaioli.

Previsti inoltre gli interventi di Ernesto Napolillo, Fausto Cardella e Alessandro Masi, presidente della giuria. Coordinerà la cerimonia Antonio Vella, direttore generale del Premio. Ad arricchire l’evento gli interventi musicali del Maestro Fabio Battistelli e le letture di Silvia Bardascini.

Significativa sarà la partecipazione di alcune classi degli istituti scolastici cittadini, a testimonianza dell’impegno nel sensibilizzare le giovani generazioni sui temi della giustizia e del reinserimento sociale. Il Premio “Città di Castello” si conferma così l’unico concorso letterario italiano con una sezione speciale permanente dedicata alle persone detenute, rafforzando il legame tra cultura, istituzioni e società civile.

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Dimensionamento scolastico e Scuola Media “Dante Alighieri”: i genitori chiedono atti, coerenza e rispetto per la comunità scolastica

A seguito dell’assemblea pubblica molto partecipata svoltasi nei giorni scorsi, i genitori degli studenti delle scuole di Città di Castello intendono ribadire posizioni chiare e non strumentali sulla vicenda del dimensionamento scolastico e sulla situazione della Scuola Media “Dante Alighieri”.

La massiccia partecipazione ha dimostrato che la comunità scolastica è vigile, informata e profondamente coinvolta. Non si tratta di una protesta ideologica, ma della richiesta legittima di chiarezza, responsabilità e coerenza nelle decisioni che incidono direttamente sul diritto allo studio.

I genitori prendono atto dell’incontro tra il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e il sindaco Luca Secondi, nonché delle dichiarazioni dell’assessore regionale Fabio Barcaioli. L’impegno a reperire risorse per superare lo stallo della ricostruzione rappresenta un segnale positivo, ma non sufficiente. La comunità chiede atti formali sottoscritti, coperture finanziarie certe e un cronoprogramma pubblico e verificabile. Dopo oltre due anni di stallo dovuto all’inadempienza dell’impresa individuata da Invitalia, non sono più accettabili dichiarazioni prive di riscontri amministrativi concreti. La ricostruzione della scuola resta questione distinta rispetto al dimensionamento.

Procedere con un assetto definitivo mentre una scuola media è ancora priva di una sede stabile appare una scelta strutturalmente discutibile. La richiesta di sospensiva avanzata dal Comune andava accolta per la straordinarietà della situazione locale. Non farlo significa trasferire sulle famiglie le conseguenze di decisioni centrali.

Il nodo centrale non è la promessa di una futura ricostruzione, bensì la perdita immediata di un’offerta formativa unitaria e coerente, oggi frammentata da decisioni assunte nel momento più delicato. I genitori chiedono equità nella divisione dell’Alighieri-Pascoli, equilibrio numerico tra i circoli e una suddivisione paritaria dei progetti, per garantire a tutti gli studenti la stessa qualità didattica.

Preoccupa inoltre la gestione degli spazi: la sede “Pascoli” ospita da due anni oltre 600 alunni in una condizione emergenziale che non può diventare strutturale.

«Ci chiediamo per quanto tempo ancora dovremo far credere che l’emergenza sia la normalità», dichiarano i rappresentanti.

I genitori continueranno a seguire l’evoluzione della vicenda con spirito costruttivo ma con determinazione, convinti che ogni decisione amministrativa abbia conseguenze concrete sulla vita delle famiglie e degli studenti.

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Ad In Primo Piano Tommaso Campagni

Torna In Primo Piano. Ospite del programma condotto da Michele Tanzi, il capogruppo e segretario di Forza Italia Città di Castello, Tommaso Campagni

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Inaugurata “Umbertid’ARTE” alla Rocca – centro per l’arte contemporanea: al via la nuova stagione espositiva

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La stagione espositiva 2026 alla Rocca di Umbertide è ufficialmente iniziata oggi, sabato 14 febbraio, con la 7° edizione di Umbertid’ARTE, l’atteso evento dove artisti umbertidesi di nascita e di adozione espongono i loro lavori.
Nella splendida location della Rocca, come ogni anno, le opere esposte spaziano tra tecniche e stili vari, dalla pittura, alla grafica, il disegno, la ceramica, la scultura, la fotografia.
Questo evento, nato nel 2019, ha l’obiettivo di dare la possibilità ai tanti artisti locali di esporre le loro opere. Col tempo si è raggiunta la partecipazione di ben 23 artisti già conosciuti nella scena creativa umbra e non, e numerosi appassionati di arti varie che approfittano di questo evento per mostrare al pubblico le loro creazioni.

Al vernissage hanno preso parte il Sindaco di Umbertide Luca Carizia, il vicesindaco con delega alla cultura Annalisa Mierla, gli assessori Francesco Cenciarini e Alessandro Villarini, l’esperto e critico d’arte Giorgio Bonomi, insieme a Pippo Cosenza e i molti artisti. L’Amministrazione Comunale ha portato il proprio saluto istituzionale, ringraziando i presenti Ettore Spatoloni – per aver curato l’esposizione – e Vittorio Dragoni per l’allestimento.

Sono in mostra opere di Abbot Posy, Anitori Bruno, Balducci Jason, Becchetti Matteo, Cattaneo Antonella, Finocchi Arcipreti Carlo, Frascaroli Mirko, Giustini Lorenzo, Mir-ko, Montanucci Luca, Palombi Giuseppina, Panzarola Paola, Picchio Vittorio, Piccioloni Marco, Piccioloni Moreno, Puletti Ivano, Renzini Antonio, Spatoloni Ettore, Suvieri Paola, Tamburini Vera, Tondini Simona, Tramontana Carlo e Venturelli Alberto.
Ad arricchire l’edizione sono le opere dei ragazzi del centro di accoglienza diurno “La Ginestra” Usl Umbria 1 Cooperativa Asad e degli artisti del centro socio riabilitativo ed educativo diurno “Arcobaleno”, strutture gestite in collaborazione da Usl Umbria 1, Comune di Umbertide e Cooperativa Asad.

Il Sindaco Luca Carizia è così intervenuto: “Un’iniziativa nata quasi per gioco sette anni fa è diventata un appuntamento fisso alla Rocca – Centro per l’arte contemporanea. Questo, come Amministrazione, ci fa molto piacere perché sta a significare che tanti umbertidesi hanno tirato fuori il loro artista interiore per dare vita a questa iniziativa e continuarla nel tempo, che forse è la cosa più difficile. Ringraziamo quindi tutti coloro che hanno reso possibile ancora una volta la realizzazione di questa mostra, a partire dagli artisti che danno il loro enorme contributo.”

Il vicesindaco con delega alla cultura, Annalisa Mierla, ha aggiunto: “Siamo davvero orgogliosi di aver avviato, nel 2019, un percorso così virtuoso, che nel tempo ha visto crescere il numero degli artisti partecipanti. Questa mostra è profondamente identitaria e sa esprimere un forte senso di appartenenza. È foriera di una continua ricerca: una ricerca verso l’innovazione, verso nuovi linguaggi espressivi, ma anche verso la riscoperta del sé, inteso in senso ampio, come identità personale e collettiva, che attraverso la cultura rafforza il proprio legame con il territorio e allo stesso tempo si apre al dialogo e alla sperimentazione.”

La mostra sarà visitabile fino a domenica 8 marzo nei seguenti orari di apertura della Rocca di Umbertide:
* Lunedì: chiuso
* Martedì: 16.30 – 18.30
* Mercoledi e giovedì: 10.30 – 12.30 | 16.30 – 17.30
* Venerdi, sabato e domenica: 10.30 – 12.30 | 16.30 – 18.30

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Arezzo celebra la Madonna del Conforto, Pizzaballa: “Andare oltre lo sguardo sulle macerie”

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Migliavacca: “Maria, porta tu pace e speranza in Terra Santa”

Grande festa nella diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro per la solennità della Madonna del Conforto. Una grande partecipazione di popolo che ha gremito la cattedrale di Arezzo ininterrottamente dalle prime ore del mattino e fino a tarda notte, con l’omaggio alla Madre di Dio da parte di persone provenienti da tutto il territorio diocesano e oltre. Ospite della giornata il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, che dopo l’incontro pubblico della giornata precedente in San Francesco, con quasi mille partecipanti, ha presieduto la Messa Pontificale delle 10.30.

Nel suo saluto all’inizio della celebrazione, il vescovo Andrea Migliavacca ha richiamato il significato profondo della festa, sottolineando come lo sguardo di Maria sia “balsamo per la vita” e luce per il cammino dei fedeli. Un conforto che, ha ricordato, è destinato in modo particolare ai più fragili: poveri, malati, persone sole e quanti soffrono a causa delle ingiustizie e delle guerre. Il pensiero si è rivolto in modo particolare alla Terra Santa, con un riferimento alle sofferenze della popolazione di Gaza e della Cisgiordania: “Maria, che è patrona della Terra Santa, madre del conforto, porta tu pace e speranza nella Terra del Santo, la Terra di Gesù. Siamo molto grati e lieti dunque che a raccogliere questa parola e questa preghiera del conforto di Maria con noi oggi ci sia il cardinale Pizzaballa. Lo abbiamo ascoltato anche ieri nella sua toccante testimonianza e oggi lo abbiamo qui a presiedere questo pontificale. È il grazie per questa presenza e disponibilità, ma insieme è il grazie per la testimonianza che lei dà nel nostro tempo in quella terra ed è il grazie che diventa preghiera per lei e per tutti i suoi abitanti, in particolare per i cristiani”.

Poi, al patriarca è stata donata una croce pettorale con l’immagine del Crocifisso di Cimabue, segno di comunione tra le Chiese di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e Gerusalemme, “un segno per sentire unite le nostre Chiese, nella preghiera e nella solidarietà. E per ricordarci di Gerusalemme, là dove tutti noi siamo nati” ha detto il vescovo Andrea Migliavacca.

Nella sua omelia il cardinale Pierbattista Pizzaballa, richiamando il profeta Isaia, ha ricordato che mentre annunciava “a Gerusalemme sarete consolati”, la città era “desolata e distrutta”. Davanti c’erano macerie, eppure nella fede il profeta vedeva “un banchetto di festa”. Un’immagine che parla anche a noi: “Dove vediamo solo macerie… Isaia ci dice che nella fede si può vedere anche qualcosa oltre la realtà immediata”. È “una scelta del cuore”, “perché si vede con gli occhi, ma si vede soprattutto con il cuore. Di fronte a una stessa realtà due persone possono vedere e leggere in maniera totalmente diversa quello che hanno di fronte a seconda di cosa hanno nel cuore”. Quelle macerie non sono solo pietre: sono “disastri umani… nelle relazioni, nella vita”. E tuttavia “non è tutto perduto, si può ricominciare”, da Gaza alla Cisgiordania, fino alle nostre famiglie, “dappertutto… c’è bisogno di ricostruire, di sanare, di guarire”.

Commentando le nozze di Cana, il patriarca ha sottolineato che non si tratta di “una festa qualunque”, ma dell’immagine dell’alleanza tra Dio e l’uomo. In un mondo segnato dal male, odio, rancore, divisioni, sfiducia, “sembra che il male, il peccato, ci soverchino e regnino nella nostra terra, nelle nostre comunità”. Ma, evocando la figura del drago dell’Apocalisse, c’è una realtà che il male non può dominare: “La donna che partorisce un bambino”, icona della Chiesa che genera vita. “Lì il male non riesce ad entrare”. Questa è la vocazione cristiana: “Essere il luogo che genera vita, essere capaci di guarire le relazioni”. Nel sottolineare il passaggio della parabola “Non hanno più vino”, il cardinale ha spiegato che è “simbolo della gioia, della vita e della passione”. Maria “è stata capace di vedere quello di cui nessuno si era accorto”. Anche oggi si può vivere senza accorgersi che “qualcosa si è spento”. Per questo “il primo piano pastorale” è uno solo: “conservare il vino”, custodire “la gioia di questa relazione”.

L’invito della Vergine: “Fate quello che vi dirà”, invita a guardare non a strategie umane, ma all’ascolto della Parola, “una parola che genera vita”. L’augurio conclusivo è che ovunque, in Terra Santa come ad Arezzo, possiamo “rendere presente e conservare sempre quel vino, quella gioia che solo Lui ci può dare”. E ancora: “Abbiamo bisogno di una parola di conforto”, una parola che, come quella di una madre, sappia generare vita.

Nella Messa solenne delle ore 18, presieduta dal vescovo Andrea Migliavacca, il presule nella sua omelia si è concentrato sull’icona biblica del banchetto narrata dal profeta Isaia e dalle nozze di Cana. “Per fare festa – ha detto – occorre il vino, un vino nuovo, il vino che solo l’avvento del Messia può inaugurare. E nel cuore di tutto c’è Maria, colei che dice: ‘Qualsiasi cosa vi dica, fatela’. Ma per vivere questa gioia occorre sedersi a quella mensa, a quel banchetto e anche, forse, invitare altri”. “Allora – si è chiesto il vescovo – chi invitiamo a questo banchetto del regno dei cieli?”. Ed ecco la risposta: i peccatori, chi è ferito dalla vita, i malati, chi è disabile, gli emarginati, i poveri… “Ma c’è ancora posto… e allora invitiamo chi è diverso da noi: ci sono stranieri, gente col colore diverso della pelle, immigrati, disgraziati che si avvicinano a noi e allora sì, li facciamo sedere a tavola con noi, e ci ricordano che la vita l’abbiamo per donare, per condividere. Non mancano gli amici, i familiari, ci devono essere per fare festa… e i loro volti da noi amati ci raccontano la storia della nostra vita e la ricchezza dell’amicizia, che è balsamo per la vita. Facciamo spazio amici, perché vogliamo far arrivare alla nostra tavola gente proveniente da luoghi di guerra, Gaza, l’Ucraina, popolazioni africane…, ma possono sedere con noi solo se ci sono da ogni parte in conflitto, anche i nemici tra di loro… E si scopre che se non si è ancora capaci di guardarsi negli occhi si può cominciare a stare alla stessa tavola e scoprirsi, pian piano, diversi, avversari, ma umani”. “Ma sta per arrivare lo sposo, Gesù… e con lui la Madre, Maria – ha detto il vescovo Andrea -. Quando si siede a tavola Lui allora ci sediamo tutti, così diversi eppure uniti, feriti eppure rinnovati, deboli eppure risorti. Con tutti questi invitati è davvero festa, letizia, gioia, speranza, un mondo nuovo. Ed è la festa della Madonna del Conforto”. Infine l’augurio: “Buona festa della Madonna del Conforto, buona tavolata… con invitati che ci portano il vino nuovo della consolazione e della pace”.

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Finto maresciallo chiede soldi per “salvare” il figlio: due arresti a Perugia

I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Perugia, con il supporto delle Stazioni di Perugia-Fortebraccio e Ponte San Giovanni, hanno arrestato in flagranza di reato un 35enne e una 47enne, entrambi di origini meridionali e già noti alle Forze dell’ordine – l’uomo con precedenti specifici – ritenuti responsabili di truffa aggravata in concorso ai danni di una pensionata 75enne del capoluogo.


L’operazione si inserisce nel contrasto a un fenomeno di crescente allarme sociale a livello nazionale, quello delle cosiddette “truffe del finto carabiniere”. Determinante è stata la tempestiva chiamata al Numero Unico di Emergenza 112 da parte del marito della vittima, 84 anni, che ha segnalato una telefonata sospetta in corso tra la moglie e un sedicente “maresciallo dei Carabinieri”.


L’interlocutore riferiva che il figlio della donna era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale e che, per evitarne l’arresto, occorreva versare immediatamente denaro e consegnare gioielli.
L’operatore della Centrale Operativa ha rassicurato l’anziano, fornendo indicazioni su come proseguire la conversazione senza destare sospetti, mentre le pattuglie venivano inviate con urgenza presso l’abitazione.


I militari sono intervenuti nel giro di pochi minuti, bloccando il 35enne subito dopo aver ricevuto dalla vittima 200 euro in contanti. Contestualmente, al termine di un breve inseguimento, è stata fermata anche la complice che, accortasi dell’arrivo dei Carabinieri, tentava di allontanarsi a bordo dell’auto utilizzata per raggiungere il luogo.


Alla luce del quadro indiziario raccolto, i due sono stati arrestati e trattenuti nelle camere di sicurezza della Compagnia di Perugia. Il Giudice del Tribunale di Perugia, dopo la convalida dell’arresto, ha disposto per l’uomo gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e per la donna l’obbligo di dimora nel comune di residenza con presentazione alla polizia giudiziaria.


Il Comando Provinciale dei Carabinieri rinnova l’invito alla massima prudenza: nessun appartenente alle Forze dell’Ordine chiede denaro o gioielli per risolvere presunte vicende giudiziarie. In caso di telefonate sospette è fondamentale non fornire informazioni personali, non consegnare denaro o oggetti di valore e contattare immediatamente il 112.

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Perugia, in escandescenza al supermercato: 31enne arrestato dai Carabinieri

I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Perugia hanno arrestato in flagranza di reato un 31enne originario della Sierra Leone, residente nel capoluogo e già noto alle Forze dell’ordine, con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.


L’intervento è scattato a seguito di una segnalazione giunta al Numero Unico di Emergenza 112, con cui veniva richiesta la presenza dei militari all’interno di un supermercato cittadino. Secondo quanto riferito, un uomo in evidente stato di alterazione psico-fisica stava compiendo atti osceni e molestando alcuni clienti, generando apprensione tra gli avventori e il personale dell’esercizio commerciale.


Giunti tempestivamente sul posto, i Carabinieri hanno tentato inizialmente di riportare la situazione alla calma, cercando di contenere l’uomo e di interrompere il comportamento molesto. Il 31enne, tuttavia, avrebbe reagito con violenza, dando in escandescenza e tentando di colpire i militari con un oggetto metallico contundente.


Considerata la concreta situazione di pericolo e al fine di garantire l’incolumità propria e delle persone presenti, i Carabinieri hanno fatto ricorso alla pistola ad impulsi elettrici “Taser”, in dotazione al reparto, attenendosi alle procedure previste. L’utilizzo del dispositivo ha consentito di immobilizzare l’uomo in sicurezza e di disarmarlo, senza conseguenze per la sua salute.


Condotto in caserma, il 31enne è stato dichiarato in arresto sulla base dei gravi elementi indiziari raccolti e trattenuto presso la camera di sicurezza della sede di via Giovanni Ruggia, in attesa del rito direttissimo.
L’arresto è stato successivamente convalidato dal Giudice del Tribunale di Perugia, che ha disposto nei confronti dell’uomo la misura del divieto di dimora nel Comune di Perugia.

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Pallavolo Serie C/M – Il Città di Castello non si ferma: 3-0 netto a Orvieto

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Seconda trasferta consecutiva e seconda vittoria piena per il Città di Castello Pallavolo, che espugna la Palestra Scalza superando l’Orvieto Volley Academy con un netto 3-0 (18/25, 14/25, 16/25) nella 15ª giornata del campionato di Serie C maschile.
La squadra di coach Enzo Sideri conferma solidità, continuità e grande maturità, imponendo il proprio ritmo per quasi tutta la gara. Orvieto, guidata da Fabrizio Buttarini, prova a opporsi con l’esperienza di Pasquini, ma riesce a impensierire i tifernati solo a tratti.


Nel primo set l’equilibrio regge fino al 7-11, quando Landini e Conti firmano il break decisivo. I padroni di casa provano a reagire, ma i biancorossi chiudono con autorità 18-25.
Nel secondo parziale Orvieto parte forte (8-4), costringendo Sideri al time-out. L’ingresso di Valenti cambia l’inerzia: due ace consecutivi valgono l’8-8, poi Cesari e compagni piazzano l’allungo decisivo (11-15) fino al 14-25 finale.


Terzo set senza storia, con Città di Castello sempre avanti di 5-6 lunghezze. Unico episodio da segnalare il cartellino rosso sul 9-15, ma la gara è saldamente nelle mani dei tifernati che chiudono 16-25.
Top scorer capitan Cesari con 13 punti, seguito da Conti (12) e Landini (11), protagonisti di un bel duello a distanza con Pasquini. Positivo il rientro di Valenti, autore di 6 punti dopo il problema alla spalla.


Dopo 15 giornate, Città di Castello si conferma terzo in classifica con 37 punti (12 vittorie su 15), a pari merito con la School Volley Perugia, mentre in vetta resta Italchimici Foligno con 43 punti. Proprio Foligno sarà la prossima avversaria sabato 21 febbraio al Pala Andrea Joan: uno scontro diretto che dirà molto sulle ambizioni dei biancorossi.


Una sfida importante per misurare i progressi del gruppo e continuare a coltivare l’obiettivo, nel medio periodo, di riportare il club in un campionato nazionale.

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Pallacanestro Serie C Toscana: Dukes beffati a Pontassieve che vince Valdisieve 74-70

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Sfuma sul più bello la quarta vittoria consecutiva per la Romolini Immobiliare Dukes Sansepolcro, che cade 74-70 sul parquet della Valdisieve al termine di una gara combattuta, intensa e segnata anche da episodi sfortunati.


La trasferta di Pontassieve si mette subito in salita per i biturgensi: dopo appena 8 secondi coach Bini perde Hassan, costretto ad alzare bandiera bianca per un risentimento muscolare. Un’assenza pesante che condiziona le rotazioni per tutta la gara.
I padroni di casa provano immediatamente a scappare, ma la Dukes reagisce con carattere. De Angelis e Bazani guidano l’attacco, Zacchigna si fa sentire nei momenti chiave e i biancorossi restano agganciati al match. All’intervallo lungo il punteggio dice 47-44 per Valdisieve, con la partita ancora apertissima.


Nel terzo quarto la Romolini Immobiliare tenta l’allungo con buone soluzioni offensive, ma la squadra di casa alza il ritmo, aumenta l’intensità difensiva e trova il massimo vantaggio sul +8 a tre minuti dalla fine.
Sembra finita, ma non per la Dukes. I ragazzi di coach Bini stringono i denti, difendono con energia e tornano a contatto. Nel finale, però, un paio di decisioni arbitrali discutibili e qualche episodio sfavorevole impediscono la rimonta completa. Finisce 74-70, con l’amaro in bocca per un risultato che, nonostante le assenze, poteva essere diverso.


Valdisieve aggancia così i biturgensi in classifica, ma la Dukes conserva il vantaggio negli scontri diretti, dettaglio che potrebbe rivelarsi decisivo in un campionato di Serie C Toscana più equilibrato che mai.
Tabellini Dukes Sansepolcro
De Angelis 16, Bazani 19, Zacchigna 16, Della Mora 10, Terrosi 4, Spillantini 3, Menichetti 2, Meshvildishvili, Hassan.

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Pallavolo: Altotevere “risorge” (3-0) a Trebaseleghe

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Dopo sette giornate, la squadra di coach Bartolini torna alla vittoria piena nel difficile campo dei veneti. Un successo dedicato al diesse Gustinelli, colpito dalla perdita della madre

Con una prestazione di carattere, la ErmGroup Altotevere ritrova la vittoria piena a distanza di 7 turni e passa per 3-0 nell’ostica tana della Sav Trebaseleghe con una dedica speciale al direttore sportivo Valdemaro Gustinelli per la scomparsa della madre Dina.

Il terzo posto è dunque mantenuto (al di là del turno di riposo che osserva la Gabbiano Farmamed Mantova) al termine di un match che ha visto i biancazzurri dominare soltanto nel secondo set, quando fra i locali si sono visti di meno Cester e Candeago, mentre nel primo e nel terzo ha dovuto costantemente rimontare gli avversari, riuscendo nella grande impresa di ribaltare l’ultima frazione dal 20-24. I numeri esprimono comunque la superiorità della formazione di Bartolini in ricezione, a muro, in attacco e in contrattacco, dove si è rivisto un Marzolla all’altezza della situazione (19 punti e 59% di prolificità) e anche un Cappelletti abbastanza preciso (18), meno che in battuta.

Fra i veneti, Cester e Candeago contano 16 punti ciascuno: ci hanno provato fino in fondo a sostenere la squadra, che adesso ha davanti solo i play-out.

CRONACA – Maria Ilaria Donadi, esordiente da primo allenatore sulla panchina di Trebaseleghe, schiera la diagonale Ignacio Martinez-Cester, al centro Munarin e Rampin, a lato Candeago e Ceolin e libero Amarilli. Marco Bartolini risponde con Biffi in regia, Marzolla opposto, Quarta e Compagnoni al centro, Cappelletti e Favaro in posto 4 e i due liberi, Pochini e Chiella, alternati fra ricezione e difesa.

I padroni di casa sono tonici in avvio, tanto che solo ai vantaggi i biancazzurri opereranno il sorpasso decisivo dopo essere sempre stati all’inseguimento; muro su Favaro, primo tempo a rete di Quarta, ace di Munarin e slash di Rampin per il 6-2 d’acchito, che diventa massimo vantaggio per la Sav quando il muro ferma Marzolla per il 9-4. La replica della ErmGroup è comunque immediata, grazie anche a un attacco out di Candeago, cui seguono una veloce di Quarta e il muro vincente di Marzolla che ristabilisce la parità sul 13-13. Equilibrio sul punto a punto fino al break del 20-18 firmato da Cester, che sale in cattedra tenendo i suoi sul +2, mentre l’Altotevere sbaglia troppo dai nove metri.

Il colpo lungo linea di Candeago per il 24-22 sembra chiudere virtualmente i giochi, ma c’è da fare i conti con il muro di Quarta: quello su Candeago vale il 24 pari, quello su Ceolin produce il primo vantaggio per 26-25, con il suggello dato dall’ace di Cappelletti, che consegna il 27-25 e l’1-0 a Biffi e compagni. Piccolo break di Trebaseleghe in avvio di seconda frazione: un 3-1 subito neutralizzato dal muro tandem di Favaro, che dà il via alla fuga dell’Altotevere, perché uno slash in palleggio di Cappelletti sigla l’8-6 e da questo momento in campo c’è soltanto il sestetto ospite, che difende al meglio e colpisce in contrattacco sul turno in battuta di Compagnoni.

Marzolla c’è, Quarta blocca con il muro a uno Streliotto (preferito al centro a Munarin) e poi ancora Marzolla e Cappelletti, con un lungo pallonetto, piazzano una striscia di sette punti consecutivi che fissa il punteggio sul 13-7. La Sav tenta il recupero, fermandosi a quota 9, prima che la ErmGroup prenda le misure a Cester e riallunghi fino al 16-9. Il margine rassicurante è ben gestito con un Compagnoni implacabile sulle veloci, che garantiscono i cambi palla con regolarità. Il divario resta invariato e Marzolla mette giù il pallone del 25-19 che significa 2 set a 0 per l’Altotevere.

Ancora movimenti al centro per i veneti a inizio del terzo set, con dentro di nuovo Munarin e Streliotto confermato. La ErmGroup sembra aver preso in mano la situazione quando i contrattacchi di Compagnoni e Cappelletti la portano sul 9-6, ma Cester è tornato pericoloso e Candeago lo è quanto lui. Pareggio subito agguantato da una Sav, che sulla pipe proprio di Candeago passa a condurre per 14-12; Munarin grazia gli avversari con un primo tempo out (14-14), anche se con il muro su Cappelletti e con l’ace di Ceolin la Sav Trebaseleghe dà un nuovo strappo: Candeago e Cester sono precisi in attacco, Streliotto trova l’ace del 23-19, mentre Cappelletti vede respinta dalla rete ogni sua battuta e quando una schiacciata di Marzolla finisce out, sul 24-20 per i ragazzi di coach Donadi, il ricorso al quarto set appare oramai scontato. Succede invece l’impensabile con un break di 6-0: Favaro promuove la riscossa, Cester sbaglia un contrattacco, poi sul tentativo successivo una miracolosa difesa di Biffi dà il via alla conclusione di Marzolla che consente alla ErmGroup di agguantare anche fortunosamente il pareggio (24-24).

Lo stesso Marzolla prosegue il suo turno in battuta e a perfezionare l’impresa sul 26-24 provvedono i muri su Ceolin e Cester. Torna il sorriso in casa Altotevere, seppure composto per le condoglianze al diesse Valdemaro Gustinelli, colpito dal grave lutto.    

TABELLINO

SAV TREBASELEGHE – ERMGROUP ALTOTEVERE 0-3

(25-27, 19-25, 24-26)

SAV TREBASELEGHE: Candeago 16, Cester 16, Streliotto 3, Munarin 1, I. Martinez 2, Zaghetto, Rampazzo, Amarilli (L1) ricez. 25%, Rampin 1, Ceolin 7. Non entrati: Mason, Mistretta, Tosatto, G. Martinez (L2). All. Maria Ilaria Donadi e Massimiliano Marzola.

ERMGROUP ALTOTEVERE: Tesone, Cipriani, Biffi 2, Marzolla 19, Favaro 4, Chiella (L2), Compagnoni 8, Pochini (L1) ricez. 53%, Cappelletti 18, Quarta 12. Non entrati: Cherubini, Alpini, Marra, Masala. All. Marco Bartolini e Mirko Monaldi.

Arbitri: Andrea Lobrace di Parma ed Emilio Sabia di Mezzocorona.

TREBASELEGHE: battute sbagliate 9, ace 3, muri 5, ricezione 53% (perfetta 19%), attacco 41%, errori 15.

ALTOTEVERE: battute sbagliate 14, ace 1, muri 9, ricezione 64% (perfetta 41%), attacco 53%, errori 23.

Durata set: 32’, 27’ e 30’, per un totale di un’ora e 29’.

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Arezzo accoglie la testimonianza del card. Pizzaballa

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Rinnovato il gemellaggio con il Patriarcato Latino di Gerusalemme. Quasi mille persone a San Francesco per chiedere Giustizia e Pace in Terra Santa

L’evento “Giustizia e pace in Terra Santa”, promosso da diocesi di Arezzo-Cortona-SansepolcroRondine Cittadella della Pace e Caritas diocesana è stato accolto con grande entusiasmo e partecipazione dalla città di Arezzo. Un pomeriggio di vero dialogo dedicato a una terra martoriata e colpita da una spirale di violenza che a volte pare difficile spezzare, svoltosi in una basilica di San Francesco gremita, quasi mille i partecipanti, alla vigilia della festa della Madonna del Conforto, davanti al ciclo di affreschi della Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca.

Un incontro di grande rilievo ecclesiale, culturale e civile, pensato per offrire strumenti di comprensione sull’attuale situazione in Terra Santa, sulla condizione delle comunità cristiane e sulle possibili vie per una pace autentica, fondata sulla giustizia, sul dialogo e sulla ricostruzione delle relazioni di fiducia.

Dopo i saluti del parroco, padre Francesco Bartolucci Ofm Conv e Carlotta Paola Brovadan, direttrice della Direzione Regionale dei Musei Nazionali della Toscana, l’incontro è stato aperto da mons. Andrea Migliavacca, vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro:

“Sono molto grato al cardinale Pierbattista Pizzaballa per aver accettato l’invito a venire in diocesi in occasione della festa della Madonna del Conforto – ha detto – per pregarla e chiedere la sua intercessione per il dono della pace in tutto il mondo, a Gerusalemme e in Terra Santa. Questa chiesa gremita è come un grande abbraccio che vorremmo raggiungesse tutte le persone che soffrono per la guerra in tante parti del mondo, a Gaza, fino ad arrivare ai bambini. Il mio grazie va anche a mons.

Pagniello, per la riflessione che ci propone sul tema della carità legato a un orizzonte di pace. Un grazie anche a Rondine e ai ragazzi che ci studiano, la loro presenza ci porta il respiro di tutto il mondo, l’anelito di pace che vogliamo condividere con tutto il mondo. Rondine è della nostra diocesi, un segno e un patrimonio. Oggi siamo davvero in tanti ed è molto bello ricordare le parole di don Tonino Bello: ‘In piedi costruttori di pace’”.

Gli ha fatto eco don Fabrizio Vantini, direttore della Caritas diocesana che ha detto che “Siamo onorati di poter ospitare il direttore di Caritas Italiana don Marco Pagniello che ci illustrerà un aspetto sul quale si riflette troppo poco: la dimensione educativa della pace, che è fondamentale per una società più fraterna. Le guerre sono grandi macchine di distruzione e povertà, per questo la nostra missione di Caritas è anche quella di collaborare per costruire la pace. Abbiamo un gran bisogno di formazione, formarsi alla pace e questa è un’occasione per maturare e incamminarsi per diventare costruttori di pace”.

“È una grande emozione vedersi in così tanti e vedere tutti questi giovani – ha detto Franco Vaccari, presidente e fondatore di Rondine Cittadella della Pace -. A Rondine, i giovani con coraggio cercano di spezzare le catene dell’odio e di percorrere il passo possibile verso la pace, verso l’altro, quello che comunemente viene definito ‘nemico’. Un cammino che la cultura dominante bolla come insignificante. La nostra e vostra presenza qui oggi testimonia che tutti noi abbiamo il potere di poter fare qualcosa, seppur piccolo, per evitare quella che troppo spesso viene descritta come l’ineluttabilità della guerra”.

La serata, moderata dal giornalista di Avvenire Giacomo Gambassi, ha visto poi intervenire don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, sul tema “La ‘pace ostinata’. Educarsi alla pace, affermare la fraternità”. Nel suo intervento, ha spiegato come “la guerra non è mai giusta”, ma la vera domanda è piuttosto chiedersi come costruire la pace. “Le armi non solo non si devono vendere, ma nemmeno costruire”, la remissione dei debiti dei Paesi più poveri è “solo un acconto” di quanto noi ricchi dobbiamo loro e la nonviolenza attiva è una prassi cristiana da riscoprire. Poi il monito:

“Se non abbiamo la forza di dire tutto questo, saremmo solo lucignoli e non dei ceri pasquali”. In sostanza, “se vuoi la pace, prepara la pace”, che “non è solo assenza di guerra” e, parafrasando Papa Leone XIV, prevede di superare la “globalizzazione dell’impotenza” e lo si può fare educando con la pedagogia dei fatti attraverso l’educazione alla nonviolenza, a partire da ogni diocesi.

Culmine dell’incontro è stato il dialogo con il cardinale Pierbattista Pizzaballa che ha evidenziato come “Parlare di pace in Terra Santa oggi non ha molto senso. La pace ha bisogno di condizioni, contesto, di una volontà, di una politica che non c’è, ma anche di un’opinione pubblica.

La pace ha bisogno di fiducia e in guerra, specie quella in Terra Santa, la prima vittima è la fiducia. Anche quando la guerra sarà terminata, non si tornerà alla situazione precedente e non sappiamo cosa ci sarà dopo. Questa fase richiederà molte risorse spirituali, prima che politiche”. Quindi c’è da essere pessimisti? “La situazione a breve e medio termine non è destinata a cambiare molto – ha detto il cardinale -.

Non saranno Abu Mazen o Netanyahu a costruire la pace, servono nuove figure capaci di portare nuove visioni. Inutile farsi illusioni di chissà quali cambiamenti. La congiuntura locale e internazionale non va verso un’alba di pace.

Questo non è il tempo dei grandi gesti, ma quello del preparare, tenere vicine le persone che vogliono la pace, perché un giorno ci sarà bisogno di loro per ricostruire. Non abbiamo armi, ma l’unica cosa che abbiamo sono le parole.

Questa guerra, soprattutto in questa, il linguaggio non è stato secondario, abbiamo sentito evocare a più riprese parole terribili come apartheid, genocidio… un linguaggio violento porta violenza, possono toglierci tutto, ma non le parole. Ora dobbiamo usare un linguaggio dignitoso che non chiuda, non crei barriere, ma apra orizzonti. Educare alla pace è necessario, il desiderio di pace, deve diventare cultura. Superando la tentazione dell’esito e tenendo vivo il desiderio”.

Il momento più solenne dell’incontro è stato verso le conclusioni con la firma dell’Atto di conferma del Gemellaggio fra la diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e il Patriarcato latino di Gerusalemme a cui si è aggiunta Rondine Cittadella della Pace. Un gemellaggio siglato il 25 settembre 2010 dall’arcivescovo Riccardo Fontana, che l’aveva voluto, e dall’allora patriarca Fouad Twal. L’intesa si proponeva di “condividere con i cristiani di Terra Santa le loro preoccupazioni e il desiderio di ottenere giustizia e di vivere in pace senza essere costretti ad abbandonare quella eletta regione”. Quell’accordo è stato rinnovato, stabilendo in particolare di “stringere un legame di fraternità e di gemellaggio con la parrocchia cristiana dell’Annunciazione di Beit Jala”.

Al cardinale Pizzaballa è stato poi consegnato dal vescovo Andrea Migliavacca, un assegno con la raccolta effettuata nella diocesi per un importo di 30.000 euro: “Il gemellaggio chiede anche gesti concreti e vuole esprimere due significati: fraternità e necessità di aiuto reciproco tra chiese sorelle”, ha detto.  

Ultimo atto dell’evento ha visto come protagonisti i bambini delle scuole che hanno preso parte al progetto “Petali di pace per la Terra Santa”. La basilica era stata infatti ornata di fiori realizzati dai ragazzi delle scuole e del catechismo grazie all’iniziativa promossa dalla diocesi con il Gruppo Pax Christi di Arezzo. Il messaggio è un invito alla convivialità delle differenze: i petali rimandano alle differenze; le radici invece affondano nell’unica terra. Ai fiori i ragazzi hanno affidato le loro parole di pace, amicizia e vicinanza, messaggi poi consegnati al cardinale Pizzaballa affinché giungano ai bambini e ai giovani della Terra Santa.

L’incontro è stato preceduto al mattino da una visita privata del Patriarca a Rondine Cittadella della Pace, durante la quale il cardinale, accompagnato dal vescovo Andrea Migliavacca e Franco Vaccari, ha conosciuto da vicino l’esperienza della Cittadella e incontrato i giovani provenienti da popoli in conflitto che scelgono di convivere insieme, trasformando il dolore vissuto in un cammino di riconciliazione e di pace.

“Giustizia e pace in terra Santa” è stato realizzato con la collaborazione della Direzione regionale dei Musei nazionali della Toscana e dei Frati Minori Conventuali di Arezzo e con il patrocinio del Comune di Arezzo e della Camera di Commercio Arezzo-Siena.

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Dimensionamento scolastico e Scuola Media “Dante Alighieri”:

I genitori chiedono atti concreti, coerenza e rispetto per la comunità scolastica

A seguito dell’assemblea pubblica molto partecipata svoltasi nei giorni scorsi, i genitori degli studenti delle scuole di Città di Castello intendono ribadire con chiarezza alcune posizioni sulla vicenda del dimensionamento scolastico e sulla situazione della Scuola Media “Dante Alighieri”.


La partecipazione ampia e consapevole all’incontro pubblico ha dimostrato una comunità scolastica vigile, informata e profondamente coinvolta. Non si tratta di una protesta ideologica, ma di una richiesta legittima di trasparenza, responsabilità e coerenza nelle decisioni che incidono direttamente sul diritto allo studio dei nostri figli.


Prendiamo atto dell’incontro istituzionale tra il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e il Sindaco Luca Secondi, così come delle dichiarazioni dell’Assessore regionale Fabio Barcaioli. L’impegno politico a reperire risorse per superare lo stallo della ricostruzione della scuola “Dante Alighieri” è un segnale positivo, ma non sufficiente. La comunità scolastica chiede atti formali sottoscritti, coperture finanziarie certe e un cronoprogramma pubblico e verificabile.


Dopo oltre due anni di stallo dovuto all’inadempienza dell’impresa individuata da Invitalia, non sono più accettabili annunci privi di riscontri amministrativi concreti. Inoltre, la ricostruzione della scuola “Dante Alighieri” resta un tema distinto dal dimensionamento scolastico.
Ribadiamo che procedere con un dimensionamento definitivo mentre una scuola media è ancora priva di una sede stabile è una scelta strutturalmente discutibile. La richiesta di sospensiva avanzata dal Comune doveva essere accolta proprio per la straordinarietà della situazione locale. Non farlo significa trasferire sulle famiglie le conseguenze di decisioni assunte altrove.


Il nodo centrale non è la promessa di una ricostruzione futura, ma la perdita immediata di un’offerta formativa unitaria, coerente e di qualità, costruita negli anni e oggi frammentata nel momento peggiore possibile.
Accogliamo con favore la decisione del Comune di proseguire con il ricorso al TAR e annunciamo la volontà di partecipare e sostenere questo percorso, affinché venga riconosciuta la specificità del caso di Città di Castello e ristabilito un principio di equilibrio e ragionevolezza.


Prendiamo infine le distanze da ogni tentativo di appropriazione politica della vicenda: la scuola non è terreno di propaganda, ma un bene comune che merita serietà, continuità e rispetto.
In vista delle imminenti scadenze ministeriali, chiediamo che il dimensionamento non si riduca a una mera operazione numerica, ma garantisca equità dell’offerta formativa, equilibrio tra i circoli coinvolti e pari distribuzione dei progetti educativi.


Particolare preoccupazione riguarda la gestione degli spazi e la sicurezza: la sede “Pascoli” ospita da due anni oltre 600 studenti in una condizione emergenziale che non può diventare strutturale, soprattutto in assenza di un cantiere avviato.
“Ci chiediamo per quanto tempo ancora dovremo far credere che l’emergenza sia la normalità”, dichiarano i rappresentanti dei genitori.


I genitori continueranno a seguire con attenzione l’evoluzione della vicenda, con spirito costruttivo ma con determinazione, nella consapevolezza che ogni decisione amministrativa ha ricadute reali sulla vita delle famiglie e degli studenti.

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Lunedì 16 febbraio question time e seduta ordinaria per il consiglio comunale di Città di Castello

Il consiglio comunale di Città di Castello si riunirà lunedì 16 febbraio per un question time alle ore 16.30 e per una seduta ordinaria alle ore 18.00. All’ordine del giorno dei lavori convocati dal presidente Luciano Bacchetta ci saranno viabilità, ambiente, politiche per la famiglia, per i giovani e per le persone fragili, sicurezza urbana, case del commiato, gestione della Polizia Locale, aumento del costo della vita, eventi pubblici, tutela dell’artigianato, toponomastica, transizione energetica e vitalizi regionali.

La seduta dedicata alla discussione di interrogazioni e interpellanze si aprirà con la risposta dell’assessore ai Lavori Pubblici Riccardo Carletti alla consigliera Emanuela Arcaleni (Castello Cambia) sullo stato di via Verdi. L’assessore all’Ambiente Mauro Mariangeli riferirà al consigliere Tommaso Campagni (FI) sulla manutenzione dei corsi d’acqua e fossati in prossimità dei centri abitati.

Spetterà, quindi, all’assessore alle Politiche Sociali Benedetta Calagreti la risposta ai consiglieri Elda Rossi e Riccardo Leveque (FDI) sulle politiche familiari e sull’utilizzo del fondo per le politiche della famiglia 2025, con i chiarimenti sull’impiego delle risorse destinate al Comune di Città di Castello. Il sindaco Luca Secondi fornirà al consigliere Valerio Mancini (Lega) le informazioni richieste sulla procedura di riclassificazione e di passaggio in gestione della strada regionale 221 (Città di Castello – Arezzo) dalla competenza regionale ad Anas S.P.A..

All’assessore alla Polizia Locale Rodolfo Braccalenti spetterà la risposta alla consigliera Monia Paradisi (PD) sulla sicurezza urbana, con particolare riferimento alla prevenzione dei furti nelle abitazioni, mentre il sindaco Secondi prenderà di nuovo la parola in merito al servizio associato per la polizia locale, oggetto di una interrogazione del consigliere Andrea Lignani Marchesani (Castello Civica). I lavori del question time si concluderanno con la risposta dell’assessore Carletti alla consigliera Luciana Bassini (Gruppo Misto-Azione) sull’istituzione e sulla regolamentazione delle case destinate al commiato.

La seduta ordinaria inizierà con l’approvazione della modifica all’articolo 11 bis del regolamento del corpo di Polizia Locale deliberato dal consiglio comunale nel 2009, sulla quale relazionerà l’assessore competente Braccalenti, che poi illustrerà anche le declassificazioni delle strade vicinali “di Bosci”, “del Poggio” e “di Spaglioni”, in località Bonsciano. A seguire, l’assessore al Patrimonio Michela Botteghi presenterà al consiglio comunale la proposta di deliberazione riguardante l’accorpamento al demanio stradale comunale di aree private adibite ad uso pubblico, ininterrottamente, da oltre 20 anni.

L’assessore Calagreti risponderà alla consigliera Arcaleni (Castello Cambia) sull’abuso di alcol tra i minori e sulle strategie di prevenzione. Successivamente l’assemblea sarà chiamata a discutere e votare la mozione del consigliere Gionata Gatticchi (PD) per iniziative urgenti contro l’aumento delle accise sui carburanti e dei pedaggi autostradali e sulle misure di sostegno a favore di cittadini, pendolari e imprese del territorio tifernate. L’assessore al Commercio e al Turismo Letizia Guerri risponderà all’interrogazione del consigliere Lignani Marchesani (Castello Civica) riguardante il “flop della serata di Capodanno”. I lavori si concluderanno con il dibattito e la votazione di quattro mozioni e un ordine del giorno.

Si comincerà con la proposta del consigliere Roberto Brunelli (PD) per la valorizzazione e la tutela dei mestieri tradizionali e artigianali nel comune di Città di Castello, per proseguire con quelle del consigliere Gatticchi (PD) per l’istituzione del registro dei “Progetti di vita” per il riconoscimento dei diritti delle persone fragili; dei consiglieri Leveque, Rossi (FDI) e Lignani Marchesani (Castello Civica) per l’intitolazione rotonda o via a Norma Cossetto; della consigliera Arcaleni (Castello Cambia) per la richiesta urgente al Governo di revoca dell’impugnativa alla legge regionale 7/2025 e di modifica del decreto-legge 175/2025; della consigliera Bassini (Gruppo Misto-Azione) sui vitalizi degli ex consiglieri regionali che continuano a crescere.

Come di consueto, sarà possibile seguire la seduta anche in diretta streaming, al link https://cittadicastello.consiglicloud.it/home o attraverso il canale ufficiale YouTube del Comune di Città di Castello.

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Altotevere, aperto il tavolo di co-programmazione sulla disabilità: Comuni, Usl e Terzo Settore insieme per un nuovo welfare


È stato aperto questa mattina nella residenza municipale di piazza Gabriotti il tavolo di co-programmazione sulla disabilità della Zona Sociale 1 dell’Altotevere. Un percorso che vede insieme i Comuni del comprensorio, l’Usl Umbria 1 e gli enti del Terzo Settore con l’obiettivo di costruire un modello di welfare territoriale condiviso, coinvolgendo famiglie, scuola, sindacati e associazionismo.


L’iniziativa, promossa dai Comuni della Zona Sociale 1 con Città di Castello capofila, si svilupperà tra febbraio e aprile attraverso quattro riunioni tematiche dedicate alle principali esigenze del territorio. Al centro del lavoro ci saranno in particolare i servizi e gli interventi rivolti alle persone con disturbi del neuro-sviluppo e ai loro nuclei familiari.


Alla prima riunione plenaria hanno partecipato amministratori e operatori dei Servizi sociali dei Comuni di Citerna, Città di Castello, Lisciano Niccone, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, San Giustino e Umbertide, insieme ai rappresentanti dell’Usl Umbria 1 – Distretto Alto Tevere e ai 17 enti del Terzo Settore che hanno aderito all’avviso pubblico. Presenti anche dirigenti scolastici, sindacati, associazioni di categoria, volontariato e famiglie.
«Per la prima volta sperimentiamo nella nostra Zona Sociale un metodo innovativo di amministrazione condivisa – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali Benedetta Calagreti – riunendo attorno a Comuni e Usl anche Terzo Settore, istituzioni e famiglie che vivono quotidianamente la disabilità».


«La grande partecipazione registrata – ha aggiunto – è il segnale che abbiamo imboccato la strada giusta: uno spazio di confronto ampio e condiviso è fondamentale per progettare servizi più efficaci e aderenti ai bisogni reali».
Il tavolo lavorerà all’analisi dei fabbisogni della popolazione, alla mappatura dell’offerta pubblica e privata esistente e alla definizione di strategie e progettualità integrate, con l’obiettivo di superare la frammentazione degli interventi e valorizzare al meglio le risorse disponibili, sia economiche che professionali.
Il percorso punta a costruire una “cabina di regia” capace di individuare priorità, obiettivi e modelli di intervento condivisi, nel rispetto del principio di sussidiarietà previsto dall’articolo 118 della Costituzione.

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Controllo straordinario dei Carabinieri: 35 veicoli e 62 persone identificate tra Umbertide e Città di Castello


Operazione ad ampio raggio della Arma dei Carabinieri nei comuni di Città di Castello e Umbertide: nel corso di un servizio straordinario di prevenzione e controllo del territorio sono stati verificati 35 veicoli e 62 persone, con particolare attenzione alle aree considerate più sensibili per furti in abitazione e reati predatori.


Il dispositivo, coordinato dalla Compagnia Carabinieri tifernate e articolato su più pattuglie, ha garantito una presenza capillare e visibile nei centri abitati, lungo le principali arterie stradali e nei punti di aggregazione. I controlli hanno riguardato sia posti di blocco sia verifiche dinamiche alla circolazione stradale.
Droga: cinque segnalazioni alla Prefettura
Nel corso delle attività, cinque persone sono state segnalate alla Prefettura di Perugia quali assuntori di sostanze stupefacenti, poiché trovate in possesso di modiche quantità di droga per uso personale. Per loro sono scattate le procedure amministrative previste dalla normativa vigente.


Sicurezza stradale: sei sanzioni, una per guida in stato di ebbrezza
Sul fronte della sicurezza stradale sono state elevate sei sanzioni per violazioni al Codice della Strada, tra cui una per guida in stato di ebbrezza alcolica. In quest’ultimo caso è scattato il ritiro immediato della patente e il sequestro del veicolo, a tutela dell’incolumità pubblica.


L’operazione rientra in una più ampia strategia di prevenzione e contrasto alle condotte illecite, finalizzata a rafforzare la percezione di sicurezza e a garantire una presenza costante delle forze dell’ordine sul territorio.


I servizi straordinari proseguiranno anche nelle prossime settimane, con l’obiettivo di assicurare un presidio efficace e una risposta concreta alle esigenze espresse dalla cittadinanza.

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Incontro con Silvia Ziche al Polo Franchetti-Salviani: fumetto e scuola protagonisti a Città di Castello

Grande partecipazione sabato mattina nell’aula magna del Polo Tecnico Franchetti-Salviani di Città di Castello per l’incontro con l’autrice Silvia Ziche, tra le firme più importanti del fumetto italiano.

L’evento, organizzato dall’Associazione Amici del Fumetto in collaborazione con il Polo Tecnico e promosso dall’Oleificio Ranieri – partner storico di Tiferno Comics – ha ribadito l’impegno nel portare il fumetto tra i giovani e nel mondo della scuola.

Durante l’incontro, moderato dalla fumettista Rita Petruccioli, sono state proiettate vignette e tavole che hanno ripercorso la carriera di Silvia Ziche, nota per il suo lavoro nel mondo Disney e per aver innovato la rappresentazione dei personaggi femminili nei fumetti. Le sue storie, caratterizzate da ironia e profondità, hanno saputo raccontare relazioni e dinamiche sociali con uno sguardo originale e contemporaneo.

Particolarmente apprezzato anche il riferimento a “Lucrezia”, il personaggio simbolo delle vignette pubblicate su Donna Moderna, protagonista di numerose graphic novel capaci di far riflettere con leggerezza sul quotidiano e sulle relazioni umane.

“È un onore per me essere la curatrice di questa mostra – ha dichiarato Rita Petruccioli –. Silvia Ziche viene dalla scuola Disney, un’eccellenza nel mondo, ed è un’eccellenza tra le eccellenze”.

Molte le domande degli studenti, incuriositi dal percorso professionale dell’autrice. “Mi piacevano tantissimo i fumetti. Non sapevo ancora leggere ma guardavo le storie di Topolino e ci cascavo dentro. Quelle vignette erano come uno schermo cinematografico”, ha raccontato Ziche, spiegando come sia nata la sua passione.

All’incontro erano presenti anche Giulio Pasqui, presidente di Tiferno Comics, la consigliera regionale Letizia Michelini e Raoul Ranieri in rappresentanza dell’Oleificio Ranieri.

Un appuntamento che conferma il ruolo centrale del fumetto nella formazione culturale delle nuove generazioni e il legame sempre più forte tra scuola e manifestazioni culturali del territorio.

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