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VajontS 23 a Sansepolcro: a 60 anni dalla tragedia un’azione corale di teatro civile in 130 teatri in contemporanea in tutta Italia

SALA DELLA RESURREZIONE – MUSEO CIVICO – Lunedì 9 ottobre – Ore 20,45

Trent’anni fa Il racconto del Vajont era la voce e il corpo di Marco Paolini. La sera di lunedì 9 ottobre 2023, nel 60esimo anniversario della tragedia del Vajont che costò la vita a 2000 persone, diventerà VajontS 23, azione corale di teatro civile messa in scena in contemporanea in 130 teatri dall’Alto Adige alla Sicilia e anche all’estero. La storia del Vajont riscritta, 25 anni dopo il racconto televisivo, da Marco Paolini con la collaborazione di Marco Martinelli, drammaturgo e regista del Teatro delle Albe, non è più solo un racconto di memoria e di denuncia sociale, ma diventa una sveglia. La narrazione di quel che è accaduto si moltiplica in un coro di tanti racconti per richiamare l’attenzione su quel che potrebbe accadere. «Quella del Vajont – spiega Paolini – è la storia di un avvenimento che inizia lentamente e poi accelera. Inesorabile. Si sono ignorati i segni e, quando si è presa coscienza, era troppo tardi. In tempo di crisi climatica, non si possono ripetere le inerzie, non possiamo permetterci di calcolare il rischio con l’ipotesi meno pericolosa tra tante. Tra le tante scartate perché inconcepibili, non perché impossibili». Grandi attori e allievi delle scuole di teatro, teatri stabili e compagnie di teatro di ricerca, musicisti e danzatori, maestranze, personale e spettatori arruolati come lettori si riuniranno nei posti più diversi, dallo Strehler di Milano ai piccoli teatri di provincia, a scuole, chiese, centri civici, biblioteche, piazze di quartiere, dighe e centri parrocchiali. 

A Sansepolcro Vajonts 23 sarà messo in scena, alle ore 20,45, nella Sala della Resurrezione del Museo Civico, dall’Associazione Culturale CapoTrave/Kilowatt in collaborazione con il Comune di Sansepolcro, Astra APS, Floema APS, Medem APS, Scuola di Teatro Comunale di Sansepolcro, Compagnia di Teatro Popolare di Sansepolcro. In scena 29 partecipanti – cittadini e artisti – si alterneranno nella lettura corale del testo in un’azione collettiva e civile, con la presenza, come primo lettore, di Francesco Niccolini, autore con Marco Paolini della versione televisiva de “Il racconto del Vajont“. Niccolini, nato ad Arezzo nel 1965, ha scritto con Paolini molti spettacoli per il teatro e la tv, fino a “La Fabbrica del mondo” a Rai Tre. A novembre, sempre scritto con Paolini, uscirà per Mondadori il romanzo “Storia del Vajont“. Scrive anche per molti importanti attori e compagnie, da Alessio Boni a Enzo Vetrano e Stefano Randisi, da Arca Azzurra ad Accademia Perduta. Dopo aver lasciato la provincia di Arezzo da più di vent’anni, torna a Sansepolcro per questa occasione.

La rete di Vajonts 23 nasce da un’idea di Marco Paolini per Fabbrica del Mondo ed è realizzata da Jolefilm con la collaborazione di Fondazione Vajont.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria entro il 7 ottobre 2023 a Michele Rossi 3394074895 michele.rossi@kilowattfestival.it

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Per il ventesimo anno commemorati i caduti di tutte le guerre su iniziativa del Comitato Trestina per la pace

Botteghi: “Ricordare è un dovere istituzionale e comunitario, affinché possiamo non dare mai per scontati i diritti di cui godiamo ed affinché i giovani possano conoscere il passato per capire il valore della libertà e della pace”

“Commemorare i nostri caduti è un dovere istituzionale e comunitario, affinché possiamo non dare mai per scontati i diritti di cui godiamo ed affinché i giovani possano conoscere il passato per capire il valore della libertà e della pace”. E’ il messaggio con cui l’assessore alla Cultura Michela Botteghi ha testimoniato la vicinanza del Comune di Città di Castello alla comunità locale in occasione della commemorazione di tutti i caduti promossa domenica scorsa per il ventesimo anno dal Comitato Trestina per la pace. “Una ricorrenza significativa e speciale, nella quale è stata importante la partecipazione dei tantissimi giovani riuniti insieme ai familiari”, evidenzia Botteghi, che, oltre al Comitato promotore, ringrazia “i cittadini, le associazioni, le istituzioni e le autorità civili e religiose presenti a un appuntamento che da 20 anni offre un contributo fondamentale a mantenere viva la memoria della storia e dei suoi insegnamenti”. Come ogni anno nella prima domenica di ottobre, l’iniziativa è stata caratterizzata dal ricordo di tutti coloro che hanno perso la vita in guerra. Una testimonianza di vicinanza e affetto nella quale, al fianco del comitato Trestina per la pace guidato dal presidente Carlo Cinquilli, si sono uniti i rappresentanti delle istituzioni pubbliche (con l’assessore Botteghi anche il vice presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria Michele Bettarelli e il consigliere comunale Fabio Bellucci), delle associazioni culturali, combattentistiche e militari e delle forze dell’ordine, tra i quali il tenente colonnello Roberto Pretolani, in rappresentanza del Comando Militare Esercito Umbria. Il segnale della vitalità intergenerazionale dell’appuntamento è stato offerto dalla presenza dei ragazzi della scuola media Alberto Burri, che hanno accompagnato la celebrazione con i canti e con riflessioni sulla guerra, insieme ai giovani dello Sporting Club Trestina. La colonna sonora della mattinata, nella messa nella chiesa di San Donato e nel corteo guidato dal Gonfalone del Comune di Città di Castello è stata assicurata con impareggiabile sensibilità e bravura dal maestro Fabio Battistelli, che si è esibito al clarinetto e ha diretto il coro dei ragazzi. Nell’esprimere la soddisfazione per la grande partecipazione all’evento, favorita anche dal ritorno del corteo nelle vie della frazione dopo lo stop per il Covid, il presidente del Comitato Trestina per la Pace Cinquilli ha sottolineato “il valore del traguardo dei 20 anni di una celebrazione che accomuna persone di tutte le età ed è importante per sostenere i valori più importanti della convivenza civile, a partire da quello della libertà per il quale in tanti hanno dato la propria vita”. Cinquilli ha ricordato i soci fondatori del comitato, Paolo Perugini, Alvaro Fiorucci e Giuseppe Sabbioni, che ancora fanno parte del consiglio direttivo, e i compianti Nazzareno Pacchiarotti ed Ernesto Ceccagnoli. Un pensiero è stato rivolto anche ai consiglieri scomparsi, Angiolo Zamponi, Ermanno Gaggioli, Nando Montanucci, Luigi Perugini, il cui posto in consiglio è stato preso dal figlio Marco, Vincenzo Floridi e don Vinicio Zambri. Figure iconiche dell’unità di intenti che ha sempre animato il sodalizio e che è stata simboleggiata dall’inno nazionale cantato a conclusione della commemorazione.

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“Secondo circolo in cammino” iniziativa che nasce per stimolare la conoscenza e la coesione degli insegnanti che lavorano presso la Direzione Didattica “Pieve delle Rose” secondo Circolo di Città di Castello

“Secondo circolo in cammino” è un’iniziativa che nasce per stimolare la conoscenza e la coesione degli insegnanti che lavorano presso la Direzione Didattica “Pieve delle Rose” secondo Circolo di Città di Castello. Stefania Fiorucci, counselor pedagogico-relazionale che opera all’interno dell’Istituto e che già nei precedenti anni scolastici ha attivato percorsi di counseling di gruppo per i docenti, ha proposto di iniziare l’anno scolastico fuori dall’ambiente scuola, con una camminata condivisa. La passeggiata con partenza da Candeggio, passando per la piccola chiesa di San Martino in Pagino si è conclusa a Pieve de’ Saddi. È stata un’immersione nella natura, nell’arte e nella spiritualità. “Federico Bosi, nostra guida e custode della Pieve – precisano gli organizzatori – con la sua presenza, ha permesso un accesso e un apprezzato approfondimento storico, culturale e religioso dei luoghi visitati e offerto anche una sosta all’arrivo con generosa accoglienza, comprensiva di pranzo insieme!
Il cammino, ovviamente, è andato oltre il percorso: i docenti partecipanti hanno condiviso un sentiero intimo e ricco di senso, dove momenti relazionali si sono intrecciati tra loro creando una diffusa rete emotiva. Gli scambi e le condivisioni, sono stati emotivamente incisivi, profondi e ricchi di significato.
“Per questo tutti rimaniamo in attesa di altre proposte da poter vivere insieme”, concludono gli organizzatori del progetto originale

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“Il custode della memoria” è inarrestabile dopo il successo a Perugia fa tappa a Rovereto, passando per il Tennessee

Il film-documentario “Il custode della memoria” che racconta la vita del tifernate Dino Marinelli, simbolo della Pinacoteca di Città di Castello, lo scorso martedì 3 ottobre è stato presentato al PerSo, il Perugia Social Film Festival, nella magnifica e imponente cornice del Manu, il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria.
La regista Elena Giogli, il protagonista Dino Marinelli e il direttore della fotografia Cristian Doti hanno raccontato questa esperienza cinematografica al pubblico, in un incontro moderato dal co-direttore artistico del festival umbro Luca ferretti e dalla direttrice del museo archeologico Tiziana Caponi. I numerosi spettatori presenti hanno apprezzato molto questo documentario dal successo internazionale, che ha conseguito riconoscimenti da Hollywood fino in India, passando per Roma e Berlino.
La pellicola, opera prima della sceneggiatrice e regista Elena Giogli, ripercorre la vita di Marinelli, straordinario novantenne, trasportando lo spettatore in un mondo antico pieno di fascino e raccontando con ritmo vivace tante vicende e aneddoti legati dall’Umbria e all’Italia, dal sapore quasi fiabesco, che destano commozione e anche molte risate.
Dino Marinelli ha confessato che nessuno a Città di Castello si sarebbe aspettato un così grande successo per il racconto della sua vita, che ha definito: “semplice, come quella di tanti”, la regista Giogli ha sottolineato che uno dei punti di forza di questo film è proprio questo: il fatto che il protagonista sia un uomo comune ma allo stesso tempo straordinario, in grado di affascinare tutti con la sua intelligenza e simpatia disarmante. “Dino riesce a farci provare un sentimento speciale – ha spiegato la regista – la nostalgia per epoche che non abbiamo mai vissuto ma che ci sembra di aver abitato e conosciuto proprio attraverso i suoi racconti, i vicoli degli anni ’50 e ‘60 raccontati da lui si materializzano, ne possiamo sentire l’odore, il rumore, il vociare, ne possiamo vedere i colori e sì, anche provare una nostalgia, pur non avendoli mai visti davvero.”
Il cammino di quest’opera, a un anno dalla sua anteprima, è ora inarrestabile: dopo essere già stato celebrato oltreoceano, nientemeno che a Hollywood, il documentario è ora atteso nel Tennessee: venerdì 6 ottobre sarà proiettato al Lane Doc Fest, un festival che ospita più di 200 documentari da tutto il mondo e che si svolge nel prestigioso centro accademico del Sud degli Stati Uniti “Lane College”, fondato nel 1882 dal padre metodista Isaac Lane.
Il giorno seguente, sabato 7 ottobre, la pellicola concorrerà al premio: “L’Italia si racconta” che sarà assegnato da una giuria di esperti del festival RAM – Rovereto Archeologia Memorie, dedicato all’archeologia e al patrimonio culturale che si tiene dal 4 all’8 ottobre presso il Teatro Zandonai di Rovereto, gioiello settecentesco della città del Trentino.
Per chi non avesse avuto l’occasione di vedere il documentario, ricordiamo che è disponibile gratuitamente sulla piattaforma Rai Play fino a maggio 2024.

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La deputata Maria Chiara Gadda a Sansepolcro per parlare della legge antispreco. Venerdì 6 ottobre alla Sala del Consiglio Comunale

Analizzare la situazione sulla lotta allo spreco delle risorse alimentari e industriali, è’ l’obiettivo dell’incontro, che si terrà venerdì 6 ottobre alle ore 18.00 presso la Sala del Consiglio comunale di Sansepolcro, organizzato da Italia Viva Valtiberina.
L’incontro, dal titolo “Lotta allo spreco, esperienze e nuove opportunità”, avrà come relatrice l’Onorevole Maria Chiara Gadda, la deputata promotrice della Legge 166 del 19 agosto 2016 che regola le “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi”.
Ci saranno anche contributi da parte del terzo settore attivo sul tema e di esperienze di recupero di materie prime nella produzione industriale.


In questo senso, la legge Gadda sulle donazioni degli alimenti invenduti con misure di semplificazione, armonizzazione e incentivazione è certamente un punto di riferimento importante. Ma soprattutto, stabilisce la priorità del recupero di cibo da donare alle persone più povere del nostro Paese.
La legge inoltre è stata recentemente estesa nella sua applicazione a un paniere molto più ampio di beni oltre ad alimenti e farmaci e, nonostante siano passati ormai alcuni anni dalla sua promulgazione, è sempre bene farne conoscere le opportunità. Tra queste, la leva fiscale che può essere utilizzata per guidare e premiare comportamenti virtuosi di imprese e cittadini, come avviene nel caso delle donazioni per solidarietà sociale. Tra i temi trattati nella legge Gadda c’è poi l’attualissima questione delle date di scadenza..
La politica, in momenti delicati come quelli attuali, ha il compito di dare risposte e questa legge, va nella giusta direzione, per un utilizzo consapevole e virtuoso delle risorse ed un aiuto concreto a chi è in difficoltà.

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San Giustino – A Villa Graziani nuovi appuntamenti culturali nel fine settimana: Sabato 7 visita alla splendida residenza e laboratorio, mentre domenica torna “Incontro con l’Autore”


E’ in arrivo a San Giustino un altro fine settimana con proposte culturali varie e diversificate. Sono due gli appuntamenti in programma a Villa Graziani, che anche quest’anno, in occasione di ottobre, mese della prevenzione del tumore al seno, il Comune ha illuminato di rosa per ricordare alle donne quanto importante e fondamentale sia la prevenzione.
Si parte sabato 7 ottobre, alle 15.30, con la visita a Villa Graziani, organizzata in occasione della “Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo”, promossa dal Comune e realizzata in collaborazione e a cura di Poliedro Cultura. L’attenzione sarà focalizzata sugli affreschi e sulla tecnica artistica in uso nel passato, per poi andare a realizzare un’opera mediante “bucatura” e “spolvero”. Per partecipare occorre prenotare ai numeri di Poliedro Cultura: 0758554202-0758520656.
Domenica 8 ottobre, sempre a Villa Graziani alle 16, proseguendo l’iniziativa “Incontro con l’Autore”, Valeriana Croci presenterà il volume “Cara Maestra” alla presenza di Luciano Neri e Alvaro Tacchini che dialogheranno con lei.
“Abbiamo davanti un fine settimana con belle opportunità, dedicate a tutti i cittadini – così l’assessore Milena Crispoltoni -. Come di consuetudine, riproponiamo l’attività legata alla FAMU, un momento dove sarà possibile visitare il complesso di Villa Graziani e prendere parte al laboratorio strutturato per bambini e ragazzi. E poi, domenica, torna Valeriana Croci, la ‘nostra Maestra’ con il suo ultimo libro. Siamo lieti di poter presentare ancora una volta un volume di Valeriana: nei suoi scritti troviamo sempre saggezza, una pedagogia all’avanguardia, ironia e uno sguardo positivo verso il mondo”.

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Una reliquia del saio di san Francesco sarà custodita nella chiesa della Santa Croce ad Anghiari

L’unità pastorale di Anghiari sarà custode di una reliquia del saio di san Francesco. Lo ha annunciato il vescovo Andrea Migliavacca a conclusione della Messa celebrata nella basilica del santuario di La Verna in occasione della solennità di san Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. La reliquia verrà collocata all’inizio del 2024, in data ancora da definire, nella chiesa di Santa Croce in Anghiari.

“Sono molto contento che questa reliquia così preziosa giunga ad Anghiari perché è un’occasione di particolare ricchezza spirituale e di possibile devozione a san Francesco – dice il vescovo Andrea Migliavacca -. È un grande arricchimento per la comunità e la parrocchia di Anghiari. La nuova collocazione consentirà sia la custodia che la preghiera e l’incontro con la testimonianza di san Francesco. Ringrazio a questo riguardo don Alessandro Bivignani, la parrocchia, la famiglia Barbolani e la congregazione delle Suore del Cenacolo, che con le loro diverse responsabilità hanno reso possibile questa presenza. Inoltre, l’arrivo delle reliquie avviene nell’anno in cui ci apprestiamo a vivere gli 800 anni delle stimmate di san Francesco, quindi una ricchezza ancora più grande”.

Nel suo peregrinare verso La Verna, san Francesco era solito sostare presso il castello di Montauto, nei pressi di Anghiari, ospite del conte e amico Alberto Barbolani. Anche nel 1224, dopo aver ricevuto le stimmate, vi sostò per alcuni giorni. Qui il conte Alberto gli donò un nuovo saio ricevendo in cambio il vecchio e logoro abito. La famiglia Barbolani custodì la reliquia fino al 1502 quando il saio fu preso con le armi dalla Repubblica fiorentina e trasferito prima nel convento del Monte alle Croci presso Firenze e poi nella chiesa di Ognissanti. Soltanto nel 2001 fu trasferito alla Verna.

La reliquia del saio di san Francesco che verrà custodita in Anghiari è un lembo di questo saio oggi collocato a La Verna e ha una dimensione di circa 5 centimetri per 10. Fino ad oggi si trovava nel convento di Montauto, edificato con forme cinquecentesche da Federigo Barbolani nei pressi del castello, per ribadire la vicinanza della famiglia a san Francesco.

La reliquia verrà adesso sistemata all’interno della chiesa di Santa Croce, nel centro storico in Anghiari, dove la tradizione vuole che san Francesco, di ritorno ad Assisi dalla Verna, abbia piantato una croce di legno a terra per benedire il paese. Fra il 1499 e il 1534 fu poi edificata la chiesa con l’annesso convento francescano dal beato Bartolomeo Magi.

“La comunità di Anghiari è estremamente felice per questo storico avvenimento. Nella chiesa che il beato Bartolomeo volle a perenne monumento del passaggio di san Francesco in paese, dimorerà, assieme alla reliquia del beato, anche il saio del Poverello di Assisi. Grazie al vescovo Andrea per la sensibilità dimostrata verso la comunità di Anghiari; grazie anche alla famiglia Barbolani e alla congregazione delle Suore del Cenacolo con le quali abbiamo dialogato molto in questi anni per giungere a questo felice esito. L’augurio è che Anghiari possa essere un luogo di spiritualità francescana e attorno alla reliquia di san Francesco possa esserci un rinnovamento della fede delle nostre comunità parrocchiali”.

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Nel pomeriggio di ieri 3 ottobre, nonni e nipoti al museo Malakos per passare del tempo insieme scoprendo ed investigando il mondo naturale

Nel pomeriggio di ieri 3 ottobre, nonni e nipoti al museo Malakos per passare del tempo insieme scoprendo ed investigando il mondo naturale. Hanno ascoltato storie e creato magnifici segnalibri da materiali naturali e lo hanno fatto insieme, condividendo esperienzee creando bei ricordi. “È stato bello vedere come generazioni così diverse abbiano lo stesso modo di esplorare, lo stesso sguardo di fronte alla meraviglia e all’inaspettato e a come amino mettersi in gioco facendo squadra. Da parte nostra siamo lieti di fornire spunti di condivisione a tutta la popolazione, amiamo mettere a disposizione di grandi e piccini il nostro sapere e i nostri reperti più preziosi.”, ha precisato Debora Nucci, direttrice Museo Malakos

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Nuvolo protagonista della Giornata del Contemporaneo della Pinacoteca di Città di Castello: sabato esposizione straordinaria delle Serotipie a cura dell’Archivio Nuvolo. Domenica 8 ottobre famiglie gratis al museo per la giornata FAMU

L’Ala moderna della Pinacoteca comunale di Città di Castello sarà sotto i riflettori per la Giornata del contemporaneo, in programma sabato 7 ottobre 2023, grazie ad una esposizione straordinaria delle Serotipie di Nuvolo, nella sala dedicata al grande artista tifernate Giorgio Ascani. Sabato 7 Ottobre in occasione della Giornata del Contemporaneo saranno esposte straordinariamente le Serotipie realizzate negli anni ’67-’68 di Giorgio Ascani in arte Nuvolo. Per l’occasione alle 11:00 proponiamo una visita guidata alla Collezione Contemporanea soffermando la nostra attenzione soprattutto alla Donazione Nuvolo. L’evento è in collaborazione con l’Associazione Archivio Nuvolo. “La Pinacoteca comunale di Città di castello ha una specificità che non dobbiamo mai dimenticare: racchiude nel carattere rinascimentale della sede e nel museo una delle due poli dell’identità culturale di Città di Castello, l’impronta rinascimentale impressa dalla famiglia Vitelli; ma allo stesso tempo tiene insieme anche la forte sensibilità contemporanea, rappresentata da Alberto Burri e dai suoi musei, che alla stessa maniera, si impongono nel paesaggio urbano. Basti pensare a come i Seccatoi definiscono l’ingresso del centro storico” dichiara l’assessore alla Cultura Michela Botteghi, sottolineando come “La Giornata del contemporaneo è un appuntamento nazionale a cui la Pinacoteca aderisce da sempre. Nell’edizione 2023 la cooperativa Poliedro e l’Archivio Nuvolo hanno organizzato un evento straordinario che permetterà di valorizzare la collezione moderna e allo stesso tempo di conoscere meglio Nuvolo, autore di respiro internazionale”. Sarà possibile ammirare questo particolare allestimento fino a Domenica 22 Ottobre. Dalla Giornata del Contemporaneo alla giornata delle Famiglie al Museo: week end intenso per la Pinacoteca che domenica 8 Ottobre in occasione della Giornata Famiglie al museo la visita formato famiglia “sole Luna Stelle” alle ore 15:00. Una visita guidata a Palazzo Vitelli alla Cannoniera sede della Pinacoteca Comunale per scoprire insieme i meravigliosi affreschi cinquecenteschi e le opere della Collezione. La visita, a misura di famiglia, sarà focalizzata sulla ricerca di sole, luna, stelle e altri elementi astrologici presenti nelle opere esposte. Costo: € 5,00 a persona

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Dopo l’enorme successo di pubblico e di critica di Mistero Buffo tornano a Città di Castello Mario Pirovano e la Compagnia Fo-Rame con lo spettacolo “Lu santo Jullare Francesco”

Dopo l’enorme successo di pubblico e di critica di Mistero Buffo tornano a Città di Castello Mario Pirovano e la Compagnia Fo-Rame con lo spettacolo “Lu santo Jullare Francesco”. Venerdì 6 ottobre, nella settimana della nascita del Santo, al Teatro Degli Illuminati a Città di Castello alle ore 21.00, l’attore lombardo che ha raccolto l’eredità di Dario Fo interpreterà magistralmente il testo originale scritto a quattro mani da Dario e Franca Rame. Lo spettacolo nasce dalle ricerche del Premio Nobel per la letteratura 1997 sulla vita e le opere di San Francesco. Un ritratto inedito del più straordinario innovatore del pensiero cristiano, per parlarci dei grandi temi che attraversano la società contemporanea.

Lo spettacolo sarà presentato da La Boteguita in collaborazione con l’amministrazione comunale e tutto il ricavato sarà destinato all’Associazione Sottosopra per la costruzione di un pozzo in Malawi.

Orario biglietteria: giovedi 5 ottobre 17-19 venerdì 6 ottobre 19.30-21.00

Info e prenotazioni: 3339247415. 

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Sansepolcro: alla Casa di Piero la mostra personale dell’artista Silvano Rubino dal titolo “Up Down: Sacra Conversazione”

Dal prossimo 7 ottobre e sino al 7 gennaio 2024 la sede della Casa di Piero ospiterà un altro evento di spessore. Si tratta della mostra personale dell’artista Silvano Rubino dal titolo “Up Down: Sacra Conversazione”. Curata da Cristina Tonini e  organizzata dalla Fondazione Piero della Francesca con la collaborazione della Fondazione Cini- Istituto di Storia dell’Arte, dell’Associazione Contemporis ETS – Contemporary Culture in Venice, dell’Associazione DiVetro Sansepolcro e della Pentagram Stiftung. L’esposizione è stata concepita come un omaggio di Rubino all’opera di Piero della Francesca e in particolare alla Pala Montefeltro o Pala di Brera (1472). La Sacra Concersazione è costruita sulla base di un canone geometrico-matematico, la prospettiva centrale. Il punto di fuga è coincidente nel perfetto ovale della Vergine. Sopra di lei l’uovo, simbolo del ciclo della vita, della rinascita e della perfezione. Le figure nella loro fissità, in assenza di emozioni palpabili, comunicano un senso di sospensione temporale che caratterizza tutta la composizione. L’installazione Up-Down di Rubino è ispirata al dettaglio rivisitato dell’uovo. L’artista nel 2015 ne aveva realizzato una prima versione per un evento collaterale della 56a Biennale d’Arte di Venezia, The dialogue of fire. Quella esposta in mostra, nella Casa di Piero della Francesca, è l’ultima versione dal carattere concettuale e minimalista. L’artista si è focalizzato sui temi della spiritualità, della purezza e della rinascita. 

In mostra sono esposti anche quattro progetti installativi. Due sono relativi all’installazione Up-Down. Gli altri due, provenienti dalla collezione della Fondazione Cini – Istituto Storia dell’Arte, sono: Mancante, ispirato all’assenza della tavola del Battesimo di Cristo di Piero e Segmento d’infinito.

A corredo dell’esposizione un catalogo edito con testi di Cristina Tonini, Demetrio Paparoni, Marzia Scalon e una presentazione di Francesca Chieli, presidente della Fondazione Piero della Francesca.

La mostra sarà visitabile nelle giornate di giovedi, venerdi (dalle 10 alle 13), sabato e domenica (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17) di ogni settimana sino alla data del 7 gennaio 2024.

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Domenica 8 ottobre 2023 si svolgerà a Sansepolcro la seconda edizione del torneo di scacchi Fra Luca Pacioli

La manifestazione, organizzata da Firenze Scacchi in collaborazione con il Comune di Sansepolcro e l’associazione ASD Scacco Matto! di Città di Castello, si svolgerà al Palazzetto dello Sport di Sansepolcro e prevede quest’anno un Torneo Open nazionale in 9 turni valido per la variazione del punteggio Elo rapid e un Torneo Giovanile di 6 turni valido per la qualificazione alla finale dei Campionati Italiani Giovanili.

L’inizio delle gare è previsto per le ore 9.30, mentre la premiazione avverrà alle ore 18.30.

Il gioco degli scacchi sta conoscendo una sempre maggiore diffusione nel mondo, in Italia ed anche in Valtiberina dove molte scuole di ogni ordine e grado propongono in orario curriculare o extracurriculare un laboratorio di scacchi. Il gioco degli scacchi infatti, oltre ad essere uno Sport agonistico a tutti gli effetti in quanto disciplina associata al Coni, presenta anche un alto valore educativo rinforzando tutte quelle competenze che vengono richieste agli alunni quali memoria, concentrazione, logica, capacità di risolvere problemi ecc.

Il supporto delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale, così come la possibilità di allenarsi online, ha aumentato molto il livello tecnico dei giocatori che possono accedere ad enormi database di partite e avvalersi dell’aiuto di software dedicati.

Questo torneo di Sansepolcro ha l’ambizione di diventare un appuntamento fisso per gli appassionati del gioco e un punto di incontro fra generazioni diverse.

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Sansepolcro, al via “Passeggiate in archivio”

Da martedì 14 novembre prendono il via gli appuntamenti denominati “Passeggiate in archivio”, visite guidate gratuite per scoprire l’Archivio comunale, la sua storia e tante curiosità su Sansepolcro. 

Le visite sono realizzate nell’ambito del progetto Città che legge in collaborazione con la sezione Bibliocoop di Sansepolcro e inizieranno alle ore 17:30. 

La partecipazione, per gruppi di dieci/dodici persone, è gratuita previa prenotazione al numero 0575/732434-5, oppure scrivendo all’indirizzo biblioteca@comune.sansepolcro.ar.it

Gli appuntamenti in calendario saranno il 14 e 28 novembre e il 12 dicembre per scoprire il fascino dell’archivio storico della Biblioteca comunale Dionisio Roberti.

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Giovedì 5 ottobre alle 17.30 presso la Biblioteca comunale si terrà la presentazione del Portale WebGIs per la consultazione on-line del piano regolatore generale che interessa tutto il territorio comunale

Giovedì 5 ottobre alle 17.30 presso la Biblioteca comunale si terrà la presentazione del Portale WebGIs per la consultazione on-line del piano regolatore generale che interessa tutto il territorio comunale. La piattaforma informatica SIT (Sistema Informativo Territoriale) si occupa di organizzare, aggiornare e diffondere l’informazione geografica consentendo l’integrazione di dati anche molto diversi per contenuti ed origine; il SIT si pone l’obiettivo fondamentale di organizzare e tenere aggiornato nel tempo un sistema di conoscenza sul territorio, sulle risorse e sul loro sull’utilizzo, sulla previsione degli interventi e sulla realizzazione degli stessi, come supporto alla pianificazione territoriale e agli altri compiti istituzionali. “La messa on-line del PRG – precisano il sindaco Luca Secondi e l’assessore all’Urbanistica, Giuseppe Bernicchi – costituisce la prima parte del lavoro rivolta agli utenti esterni mediante interfaccia Utente aperta con la possibilità di cercare, visualizzare e interrogare i vari tematismi del piano.”

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“Una sede unica per gli archivi della città: l’amministrazione comunale investirà 1 milione e 400 mila euro del PNRR nell’immobile dell’ex Itis in centro storico. L’archivio post unitario custodito in via delle Giulianelle sarà trasferito provvisoriamente nei locali della Fintab di via Pierucci”. L’assessore Botteghi risponde in consiglio comunale a un’interpellanza dei gruppi di minoranza

“L’amministrazione comunale realizzerà un archivio unico di Città di Castello nella palazzina ex Itis di proprietà dell’ente ubicata in via San Bartolomeo con un investimento da 1 milione e 400 mila euro del PNRR, i cui lavori, attualmente in fase di progettazione, dovranno essere appaltati entro marzo 2024 e rendicontati entro il 2026. In attesa di questo traguardo, che vogliamo condividere con la cittadinanza, l’archivio notarile e il fondo antico sono già stati spostati nella Biblioteca Carducci con grande soddisfazione nostra e dell’utenza che frequenta l’archivio abitualmente. Il trasferimento del restante archivio post unitario inizierà entro la fine dell’anno dalla sede di via Delle Giulianelle presso i locali di proprietà della Fintab in via Pierucci, davanti al museo degli Ex Seccatoi Burri. Questa sede di 190 metri quadrati, che si trova a piano terra e per la quale spenderemo in affitto 66 mila euro per tre anni, cioè 22 mila euro all’anno, aveva già ospitato l’archivio dell’Agenzia delle Entrate prima del trasloco a Palazzo del Podestà ed è stata scelta di concerto con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Umbria, che ha supervisionato tutto l’iter e ha avvallato la decisione, perché soddisfa i requisiti necessari per un archivio: fruibilità del pubblico, ma anche idoneità statica, antifurto, antisismica, antincendio, climatica e luminosa. C’è stato un avviso pubblico per una manifestazione di interesse a ospitare questa parte dell’archivio comunale al quale non ha risposto nessun proprietario di edifici, nemmeno la Diocesi, ma avevamo comunque dato priorità al seminario vescovile, per il quale abbiamo cercato una soluzione fino all’ultimo che, però, non è stata possibile perché gli spazi dell’ex tribunale, ma anche i tempi di circa due anni e mezzo che sarebbero stati necessari per un eventuale adeguamento, non erano compatibili con la sistemazione dell’archivio”. E’ quanto ha sostenuto in consiglio comunale l’assessore alla Cultura Michela Botteghi, rispondendo all’interpellanza dei gruppi consiliari di FDI, Castello Civica, FI, Lega, Castello Cambia, Unione Civica Tiferno e Lista Civica Marinelli Sindaco sulla nuova collocazione dell’archivio storico comunale e notarile. Nell’evidenziare il pregio dell’archivio storico comunale di Città di Castello, che raccoglie documenti risalenti al XIII secolo, il consigliere Riccardo Leveque (FDI) aveva illustrato le richieste dell’interpellanza, segnalando la necessità di comprendere “perché l’amministrazione comunale avesse scelto come sede temporanea l’archivio Fintab e il magazzino di via Pierucci e avesse deciso di investire 66.400 euro per il canone di locazione, invece di optare per il seminario vescovile”. L’esponente della minoranza aveva inoltre chiesto conto dell’eventuale “coinvolgimento dell’ispettore archivistico onorario di zona Alvaro Tacchini o di altri funzionari della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica nell’operazione di trasferimento del materiale da via delle Giulianelle” e della previsione di “una sala di consultazione” nella nuova sede, sollecitando un chiarimento sul “progetto dell’amministrazione comunale per la sede definitiva degli archivi e sulla volontà di dar vita ad un tavolo di studio attorno alla gestione di tutti gli archivi storici presenti a Città di Castello, coinvolgendo gli esperti”. A sostenere “l’assoluta necessità di porre mano al problema della sistemazione del patrimonio archivistico della città, che sconta una serie di ritardi notevoli” era stata Emanuela Arcaleni (Castello Cambia), che aveva chiesto conto della scelta politica dei locali della Fintab, piuttosto che del seminario vescovile, e aveva espresso l’esigenza di comprendere “la strategia dell’amministrazione”. In prima battuta l’assessore Botteghi ha chiarito che “parte dell’archivio storico comunale, ovvero il fondo antico e l’archivio notarile, è già stato trasferito alla Biblioteca Carducci, in locali che offrono tutte le garanzie sul piano della sicurezza, sia in termini di rischi contro gli incendi, che contro i furti”. “Questa scelta ha fatto sì che il nostro archivio notarile sia uno dei pochissimi in Umbria, insieme a quello di Assisi, a non essere stato riportato a Perugia: una grande soddisfazione per un impegno preso e mantenuto”, ha sottolineato l’assessore, segnalando che “l’utenza è molto soddisfatta della fruibilità alla biblioteca dell’archivio storico”. “Per quanto riguarda la sede provvisoria dell’archivio storico post unitario, in costante confronto con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Umbria abbiamo davvero cercato tantissimo una soluzione che soddisfacesse tutti i requisiti necessari, partendo dalla Diocesi, alla quale ci siamo rivolti per prima, perché nell’immobile che ospita l’archivio vescovile ci sono anche lasciti di nostri illustri concittadini”, ha spiegato Botteghi, che ha aggiunto: “abbiamo più volte visionato quei locali, ma gli spazi dell’ex tribunale non sarebbero assolutamente stati idonei e i tempi che sarebbero stati necessari per un adeguamento non sarebbero stati così brevi come invece noi ci saremmo aspettati, considerando che la Provincia stava iniziando i lavori al Liceo Plinio il Giovane e noi dovevamo assolutamente trovare una soluzione”. “Quindi la nostra ricerca è andata oltre, escludendo a priori i capannoni industriali che ci erano stati offerti, perché volevamo una situazione assolutamente idonea a livello tecnico, ma anche dignitosa”, ha puntualizzato l’assessore, che ha fatto presente come “i locali della Fintab, in prossimità degli Ex Seccatoi del Tabacco dove sono ospitate le collezioni di Alberto Burri, quindi vicini al centro storico e logisticamente fruibili dalla cittadinanza, abbiano offerto tutti i requisiti necessari e la stessa Soprintendenza abbia dato il nullaosta a questa soluzione”. Specificando i termini economici per l’utilizzo della sede individuata (“66 mila euro per tre anni, quindi 22 mila all’anno”), Botteghi ha fatto presente che “andare comunque nei locali del seminario non sarebbe stato senza cambio di locazione, quindi non c’è uno svantaggio economico in questa scelta perché anche l’altra sarebbe stata onerosa”. L’assessore ha concluso rimarcando il valore del progetto del Comune di riunire nell’unica sede della palazzina ex Itis tutto il patrimonio archivistico, “compreso quello dell’Istituto di Storia Politica e Culturale Venanzio Gabriotti”. In sede di replica il consigliere Leveque si è detto rammaricato per il mancato coinvolgimento del consiglio comunale nelle valutazioni su questa scelta e ha espresso perplessità sull’attivazione di un’interlocuzione effettivamente efficace con la Diocesi per la soluzione del seminario vescovile. “Un approfondimento maggiore magari avrebbe potuto creare le condizioni per addivenire a una soluzione”, ha sostenuto il rappresentante della minoranza, per il quale anche avrebbero dovuto essere coinvolti anche gli esperti a disposizione. Nel far presente come “il patrimonio archivistico di cui disponiamo possa essere oggetto non solo di studi che valorizzino la storia della città, ma anche essere veicolo di promozione turistica e culturale del nostro territorio”, il consigliere Valerio Mancini (Lega) ha riconosciuto che “la somma di 66 mila euro in tre anni sia ragionevole, ma che simili ratei, insieme ad altri che sostiene il Comune, avrebbero potuto essere spesi per un progetto di recupero dell’ex ospedale che avrebbe offerto le superfici e la fruibilità necessari”. “L’auspicio è che l’investimento con le risorse del PNRR possa andare a buon fine”, ha concluso Mancini, evidenziando perplessità sulle condizioni di gestione complessive dei fondi europei in Italia. La consigliera Arcaleni ha preso la parola per sostenere la convinzione che ci sia stata “la volontà di andare in una certa direzione piuttosto che nell’altra, non tanto per questioni tecniche e di tempi”. “Prendo atto che siete indirizzati sul progetto di un’unica sede archivistica presso l’ex Itis, ma credo che questa progettualità dovrebbe essere partecipata con la cittadinanza”. Al dibattito si è aggiunta anche la consigliera Elda Rossi (FDI), per la quale la sede ideale per l’archivio unico comunale sarebbe stata quella del seminario vescovile. “Scegliendo questa soluzione – ha sostenuto – sarebbe stato possibile rilanciare un edificio che ha una grande importanza nella storia della nostra città, non paragonabile e quella dell’ex itis”. L’esponente della minoranza ha quindi chiesto di comprendere “perché, il trasferimento non sia ancora avvenuto”. La consigliera Luciana Bassini (Gruppo Misto-Azione) è intervenuta per chiedere chiarimenti sull’effettiva possibilità di utilizzare i locali del seminario vescovile. “Gli ambienti della Diocesi, che ospitano già quello vescovile, non erano quindi a norma per ospitare un nuovo archivio?”, ha domandato la rappresentante della minoranza. A ribadire “l’importanza di coinvolgere nel percorso di gestione degli archivi della città gli esperti che possano garantire un valido supporto nelle scelte” è stato il consigliere Filippo Schiattelli (Unione Civica Tiferno), che ha riconosciuto alla Fintab “il merito di aver offerto una soluzione idonea, nella tempistica necessaria, per ospitare una parte importante dell’archivio storico comunale”. L’assessore Botteghi ha concluso il dibattito, precisando alcuni aspetti. “La valutazione politica, nonostante non abbiamo ricevuto delle manifestazioni di interesse da parte di nessun proprietario e anche dalla parte della Diocesi, è stata comunque quella di andare a verificare in via prioritaria proprio la soluzione dell’immobile del seminario vescovile, che avrebbe offerto la bellissima opportunità di avere insieme questo patrimonio archivistico, anche se in via temporanea in attesa della ristrutturazione dell’ex Itis”, ha spiegato l’assessore. “Per noi sarebbe stato anche più conveniente dal punto di vista operativo, sarebbe stata una sede aperta tutte le mattine, ma – ha puntualizzato l’assessore – un archivio non può essere considerato come una stanza di casa dove mettere i libri, ci sono delle condizioni tecniche da rispettare per la deposizione del materiale, prima di tutto di carattere statico, che nell’immobile del seminario vescovile non c’erano e che ci sono invece nei locali della Fintab”. “Una location questa – ha aggiunto Botteghi – che soddisfa tutti i parametri, dove dal mese di novembre sarà possibile iniziare il trasferimento della parte dell’archivio custodita in via delle Giulianelle”. “Un percorso che vogliamo fare insieme alla cittadinanza, perché fare insieme è un nostro principio”, ha concluso l’assessore.

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Citerna: il bergamasco Piergiorgio Noris e il senese Renzo Regoli si aggiudicano la 40° edizione del Premio Nazionale di pittura Fighille Arte

Il bergamasco Piergiorgio Noris e il senese Renzo Regoli si aggiudicano la 40° edizione del Premio Nazionale di pittura Fighille Arte, svoltosi sabato 30 settembre e domenica 1° ottobre 2023 a Fighille di Citerna (PG). Un folto pubblico ha assistito alle premiazioni, che si sono svolte alla presenza della giunta comunale citernese.

Nella sezione “opere da studio” ha vinto Piergiorgio Noris, artista nato ad Albino (BG) nel 1959, diplomato all’Istituto d’arte di Bergamo e laureato in pittura all’Accademia di belle arti di Brera. Dalla seconda metà degli anni Ottanta Noris porta avanti un’intensa attività espositiva, in Italia e all’estero, connotata da una costante ricerca che tocca alcune tendenze dell’arte contemporanea, dall’iperrealismo all’informale, rielaborate con classe e originalità.

Al secondo posto il veronese Enzo Viviani, terzi ex aequo il trentino Franco Chiarani e il varesino Spartaco Lombardo. Al quarto posto ex aequo i fiorentini Antonio De Chiara e Paolo Fedeli, il modenese Massimo Riccò e i vicentini Giampietro Cavedon e Alek Ferrari. Quinti ex aequo il senese Giuliano Censini e la teramana Morena Marini.

Nella sezione “extempore” si è imposto Renzo Regoli, pittore nato a Siena nel 1970, diplomato all’Istituto d’arte della sua città e quindi laureato in Geologia all’Università di Siena. La passione per il disegno e l’amore per la natura introducono Regoli nel mondo della pittura fin da giovanissimo. Dalla fine degli anni Novanta realizza opere nelle quali affronta con eleganza il tema naturalistico, riuscendo a evocare emozioni di sapore romantico.

Al secondo posto la veronese Marina Basaglia, terzo il trevigiano Diego D’Ambrosi e quarti ex aequo il padovano Gilberto Sartori e il trevigiano Roberto Vettoretti.

Un’edizione da record quella del quarantennale di Fighille Arte, con 615 opere totali in concorso.

Il premio nazionale di pittura organizzato dalla Pro Loco Fighille con il patrocinio del Comune di Citerna, suddiviso nelle sezioni “opere da studio” ed “extempore”, ha attirato anche nel 2023 artisti da ogni regione, trasformando per due giorni il piccolo centro al confine tra Toscana e Umbria in capitale dell’arte dell’intera Valtiberina.

Accanto al numero sempre crescente dei lavori, edizione dopo edizione, è indiscutibile la crescita qualitativa delle opere esposte, al di là degli stili, delle tecniche o dei temi affrontati. Questo aspetto certifica che i nomi di rilievo guardano ormai con attenzione a Fighille Arte e ambiscono a entrare nella collezione permanente del Piccolomuseo, spazio inaugurato nel 2003 nel centro storico della frazione, dove un tempo sorgeva la dogana dello Stato Pontificio al confine con il Granducato di Toscana.

Il Piccolomuseo è uno scrigno prezioso di arte contemporanea dove si possono ammirare tanti pittori illustri del panorama nazionale degli ultimi decenni. Nelle sue sale confluiscono sia le opere vincitrici del concorso, sia alcuni gioielli pittorici donati da grandi maestri, che sono poi esposti a rotazione, facendo del museo una realtà in continuo sviluppo e destinata a valorizzarsi nel tempo.

Ogni anno, inoltre, vengono allestite al suo interno delle piccole retrospettive. Per l’edizione 2023 è stato celebrato l’artista friulano Ugo Rassatti, scomparso nel 2020, uno dei nomi che hanno dato lustro alla manifestazione e che hanno fatto diventare Fighille Arte un premio ambito e conosciuto in tutta Italia. 

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Consegnati i lavori del primo lotto del ‘PINQuA San Giustino’ per la riqualificazione di immobili e aree urbane

Sono stati consegnati nel corso di una cerimonia i lavori del primo lotto del ‘PINQuA San Giustino’, che riguardano gli ex magazzini comunali, la ex scuola di Corposano e quella di Selci, la Piazza della Stazione e la realizzazione della nuova pista ciclabile di Selci. Il ‘PINQuA San Giustino’  rientra nel programma “Alta Umbria 2030 – Strategie di rigenerazione” (Italia Domani, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Alla cerimonia di consegna sono intervenuti, tra gli altri: Paola Agabiti, Assessore Regione Umbria, l’Avvocato Emiliano Napoletti, Presidente di Ater Umbria e Paolo Fratini, Sindaco di San Giustino.

Per l’Assessore Agabiti: “La Regione si è resa subito protagonista nel portare avanti un progetto che riguarda San Giustino ed anche altri comuni del territorio, per  un totale di 15milioni di euro. Oggi c’è la prima consegna di questo importante intervento di riqualificazione urbana, di edilizia sociale ma anche di rigenerazione di spazi di socialità. Sono interventi importanti, sono finanziati con il Pnrr. La Regione sta seguendo da vicino tutta la parte progettuale e anche quella dell’attuazione. Sappiamo benissimo che è necessario attivare velocemente i progetti, per questo abbiamo un crono-programma piuttosto ristretto e potremmo a brevissimo riconsegnare una struttura rinnovata fruibile e accogliente alla comunità di San Giustino”. “Pensiamo che questo progetto sia molto importante  – ha detto il Presidente Napoletti – perché arriva su un territorio dove risulta particolarmente essenziale una possibilità di riqualificazione in termini strettamente edilizi ma anche di rifunzionalizzazione e di servizio, per migliorare la qualità della vita di coloro che qui abitano. Questo è lo spirito dei piani PINQuA che proprio qui prenderanno il via, con diverse tipologie di realizzazioni, destinate all’edilizia sociale ma anche a spazi multifunzionali e di servizi per i cittadini. La consegna dei lavori è nell’ottica dei progetti Pnrr e proprio sulla scorta di questo presupposto, le procedure che sono state esaudite sono nel segno della massima velocità e qualità possibile. La scelta dell’appalto integrato consente infatti l’identificazione di un solo centro di responsabilità e per quanto possibile di mettere sul piatto tutti i problemi progettuali e di realizzazione sin dall’inizio, in modo tale che così i lavori possano procedere senza interruzioni sino al loro esito. Ricordiamo infatti che il progetto che in questi giorni prende il via dovrà entrare in esercizio, quindi essere davvero funzionante, entro marzo del 2026”.

Nel ringraziare la Regione e Ater Umbria il sindaco Fratini fa affermato che: “ Diamo il via ad un progetto importante per la Regione Umbria perché si avvale di un finanziamento di 15 milioni di euro, che coinvolge diversi comuni dell’alta Umbria e che l’Assessore regionale Agabiti ha voluto con grande forza e determinazione. Per i nostri territori queste risorse sono importanti perché vanno ad intervenire e a rigenerare alcuni luoghi che erano in qualche modo abbandonati. Inizieremo i lavori dalla ex scuola di Selci, che sarà utilizzata dall’Associazione Filarmonica ‘F. Giabbanelli’. Ci sarà anche un appartamento residenziale. Questi lavori ridaranno vivibilità a luoghi che erano abbandonati”.

Le opere del lotto n°1 del  ‘PINQuA San Giustino sono state affidate con procedura di appalto integrato all’Impresa R.A. Costruzioni di Collazzone. La conclusione della progettazione esecutiva è prevista entro la fine di ottobre 2023, l’apertura del cantiere è prevista nel mese di novembre 2023 e il completamento delle opere nel mese di gennaio 2026. La piena funzionalità degli immobili è prevista entro marzo 2026:

  1. EX MAGAZZINI COMUNALI: demolizione degli edifici esistenti e realizzazione di nuovo edificio residenziale plurifamiliare con 12 alloggi di Edilizia Residenziale Sociale e relative pertinenze.
  2. EX SCUOLA A CORPOSANO: consolidamento statico e recupero funzionale dell’edificio esistente, con parziale cambio d’uso per la realizzazione di 2alloggi da destinare a Edilizia Residenziale Sociale.
  • EX SCUOLA SELCI: consolidamento statico e recupero funzionale dell’edificio esistente, con cambio d’uso per la realizzazione di 1 alloggio da destinare a Edilizia Residenziale Sociale e uno spazio per la scuola di musica della ‘F. Giabbanelli’ Filarmonica Selci.
  • SELCI-VERDE: rifunzionalizzazione e valorizzazione della Piazza della Stazione a Selci e la realizzazione di nuova pista ciclabile.

Il programma “Alta Umbria 2030 – Strategie di rigenerazione” comprende 25 interventi nell’Alta Valle del Tevere e, nello specifico, nei comuni di San Giustino, Città di Castello, Citerna, Umbertide, Pietralunga e Gubbio. Prevede la riqualificazione, la riorganizzazione e l’incremento del patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale; la rifunzionalizzazione di aree, spazi e immobili pubblici e privati, anche già costruiti, puntando  alla rigenerazione del tessuto urbano e socioeconomico; il miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza dei luoghi urbani e della dotazione di servizi e delle infrastrutture. Lo scopo è quello di aumentare la dotazione di edilizia residenziale sociale e realizzare un insieme di interventi per le attività di servizio urbano-locale, per la dotazione di spazi e attrezzature pubbliche, per l’erogazione di servizi ecosistemici e di contrasto ai cambiamenti climatici e per l’avvio di processi di innovazione sociale.

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Tiber Equestrian Club presenta, “passione per il cavallo” domenica 8 ottobre open day al Caldese

Chiedimi di mostrarti poesia in movimento, e ti mostrerò un cavallo.
(Ben Jonson)….


Inizio con questo aforisma che da tempo mi rappresenta.
Vorrei tanto che questo mio pensiero possa essere condiviso da tante persone: bimbi, genitori, ragazze e ragazzi, nonni.
Ad un mese circa dalla fiera del cavallo ci possiamo ritrovare al centro ippico Tiber Equestrian club ;centro riconosciuto Fise (federazione italiana sport equestri) della nostra Città, nello località Caldese nella frazione di Lerchi.
Nella giornata di domenica 8 ottobre spero davvero di vedere tanta gente, che come me si può avvicinare a questo mondo.
Il centro, immerso nella natura ,organizza una giornata intera di open day, in cui si potranno ammirare dimostrazioni di diverse discipline.


Ci saranno ospiti che ci allieteranno con spettacoli di dressage, attacchi, sbrancamento, potenza e…tanto divertimento.
Una vera e propria festa del Cavallo, in cui potrete anche passeggiare tra tanti stand, equestri e non, hobbistici e food truck. Si mangia, si beve ,ma soprattutto possiamo stare in compagnia imparando a conoscere il nostro centro ippico.
Per cui….vi aspettiamo numerosi!!!Passate parola!!!

Annalisa Costa

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