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Autorizzazioni fotovoltaico nei centri storici: interrogazione dei consiglieri, Monia Paradisi e Massimo Minciotti (Pd)

Autorizzazioni fotovoltaico nei centri storici: interrogazione dei consiglieri, Monia Paradisi e Massimo Minciotti (Pd). “Premesso che il 29 aprile 2022 è entrata in vigore la Legge 27 aprile 2022 n.34, di conversione con modificazioni del decreto-legge 1° marzo 2022 n.17, recante misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali. (GU Serie Generale n.98 del 28-04-2022); nel decreto, convertito in legge, sono state approvate molte proposte del PD che consentiranno di accelerare la realizzazione di impianti di energia rinnovabile e di aumentare la nostra indipendenza energetica;

con l’accoglimento degli emendamenti proposti dal PD ed approvati, sono state semplificate le procedure per il repowering (potenziamento impianti esistenti) e la realizzazione delle infrastrutture elettriche, estendendo la procedura semplificata a modifiche e interventi finalizzati a aumentare la produzione di energia; attraverso questa legge si amplia la possibilità di realizzare con procedura libera, il fotovoltaico nelle zone A nei centri storici per favorire la generazione distribuita di energia pulita, salvaguardando le aree di alto pregio architettonico e paesaggistico, permettendo di installare pannelli con modalità semplificate, nelle coperture non visibili dagli spazi pubblici esterni e dai punti di vista panoramici;

Considerato che, con questa norma contestualmente si tutelano i luoghi di pregio e si punta a favorire la produzione di energia pulita a basso costo, contribuendo concretamente ad alimentare politiche virtuose volte allo sviluppo sostenibile; tale legislazione che permetterà anche ai comuni Umbri, si recuperare quel deficit normativo/tecnologico, che pone la nostra regione tra le sei peggiori regioni d’Italia per autoconsumo di energia, come da ‘Rapporto solare fotovoltaico in Italia’ della Direzione studi e monitoraggio di sistema del GSE, secondo cui in Umbria tra il 2019 e il 2020 la potenza installata è aumentata solo del 2,2% contro il 3,7% della media nazionale.

Preso atto che, con questa legislazione si va finalmente al superamento del parere delle Soprintendenze che nella quasi totalità dei casi, in assenza di parametri obiettivi ritenevano «gli interventi non compatibili con i valori di tutela paesaggistica in quanto l’installazione di elementi tecnologici in copertura, andava in contrasto con i caratteri tipologici e formali propri dell’architettura dei centri storici, alterando in modo significativo un ambito storicamente consolidato e determinando un inaccettabile pregiudizio alla tutela a esso dovuto», determinando numerosi ricorsi amministrativi, le cui sentenze hanno di fatto sollecitato questa legge, evidenziando l’erroneità ed illegittimità dei pareri della Soprintendenza, in quanto la presenza di pannelli fotovoltaici sulla sommità degli edifici, anche nei centri storici, «non deve più essere percepita soltanto come un fattore di disturbo visivo, si introduce il principio dell’evoluzione dello stile costruttivo accettata dall’ordinamento e dalla sensibilità collettiva» (TAR Lombardia, Brescia, Sez. I, sentenza n. 296 del 29 marzo 2021);

attualmente, esistono materiali appositamente progettati per i centri storici (quali coppi fotovoltaici, pannelli integrati nella copertura, vernice fotovoltaica per pareti esterne o altre superfici, ecc.) i quali riescono a garantire un impatto visivo minimo; certo che il Comune sarà pronto a: recepire le semplificazioni sui procedimenti relativi ad interventi di efficientamento energetico edilizio, per gli immobili ricadenti nelle zone Classificate “A”, soggette a vincolo paesaggistico, ma non archeologico o artistico, promuovere il ricorso al fotovoltaico, prevedendo, specifiche prescrizioni della autorità paesaggistiche in merito all’utilizzo di particolari tecniche non impattanti, preventivamente alla realizzazione del progetto”.

Per queste motivazioni i consiglieri comunali Minciotti e Paradisi, interrogano la giunta e il sindaco, “sulle modalità operative per perseguire l’obiettivo di garantire la possibilità di realizzare interventi di efficientamento energetico attraverso cappotti termici, anche nei centri storici; per conoscere se è intenzione di questa amministrazione provvedere alla modifica, alla luce degli ultimi provvedimenti legislativi, sia le norme contenute nel PRG P.O, che le NTA in esso contenute; al fine di sollecitare la Regione dell’Umbria sul superamento del regolamento regionale 2/2015 che prevede il divieto a priori di installazione del fotovoltaico nei centri storici; per promuovere un impegno che possa permettere,a tutta la nostra comunità di contribuire, alla transizione energetica, per raggiungere gli obiettivi di invarianza climatica che l’Europa si prefigge per le nostre città al 2050. L’emergenza climatica chiede a tutti di guardare avanti con coraggio, ma la crisi energetica ci sollecita ad agire già ora”.

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Giovanni Guerri (Sansepolcro calcio) “il settore giovanile resta priorità del nostro progetto sportivo”

“Bene i risultati della prima squadra, ma altrettanto bene il lavoro svolto dai tecnici del settore giovanile. vale la pena ricordare che Sansepolcro, da sempre, ha come priorità del proprio progetto sportivo, la crescita dei ragazzi delle giovanile, ci crediamo e continueremo a farlo. Per noi è fondamentale aiutarli in un percorso di crescita, consigliarli e guidarli, se serve. La prima squadra ha la necessità di inserire elementi che abbiamo maturato, nel corso degli anni, la consapevolezza di quanto sia importante indossare questa maglia”

https://www.facebook.com/watch/?v=725073698962796
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A Tempi supplementari Angelini e Guerri

Torna Tempi Supplementari. Ospiti del programma condotto da Michele Tanzi, il direttore generale del Sansepolcro, Giovanni Guerri e il responsabile dell’area tecnica della Virtus San Giustino, Lorenzo Angelini

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Calcio prima categoria: Angelini (Virtus San Giustino) “sostituzione mister non per mancanza di risultati, ma per valutazioni interne”

“cambiare allenatore quando si è in testa alla classifica può sembrare paradossale, ma la decisione è avvenuta dopo un’attenta analisi che ha coinvolto lo staff tecnico e dirigenziale. Abbiamo scelto di percorre una strada diversa per dare maggior continuità al nostro progetto tecnico, il tempo ci dirà se la scelta è stata giusta o meno”

https://www.facebook.com/watch/?v=733098654706281
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Liceo Città di Piero: Nota della Lega Valtiberina in merito alla interrogazione al Ministro Valditara

“Con spirito di reciproca stima vogliamo condividere appieno l’azione che sta portando avanti il circolo di Fratelli d’Italia di Sansepolcro insieme all’Onorevole Chiara La Porta – afferma il segretario del Carroccio Luca Ciavattini. 

La Lega si batte da sempre contro l’abuso politico che certi insegnanti portano avanti nelle scuole, mischiato anche alle varie ideologie Gender, che sempre più prepotentemente vengono inculcate nella mente dei giovani studenti.

La scuola dovrebbe essere il posto adibito a far emergere il pensiero critico degli studenti, lontano da ogni principio politico, purtroppo però oramai da decenni la stessa è vittima e ostaggio di professori apertamente di sinistra che,senza porsi il minimo scrupolo, condizionano il pensiero politico degli studenti, e, ciò che è accaduto di recente al Liceo Città di Piero, né è l’esatta conferma.

L’accostamento tra la Premier Giorgia Meloni e Benito Mussolini ci sembra quanto mai fuori luogo e inappropriato. Si sta cercando di creare un forte clima di odio nei confronti della Premier, con paragoni inadeguati atti solo a voler colpevolizzare una parte della politica italiana, inserita  appieno all’interno dei principi democratici della nostra Repubblica, che ha anche riscosso una larga maggioranza alle ultime elezioni. 

Conclude così il segretario – “Come forza politica di Governo e vitali alleati di Fratelli d’Italia non possiamo che condannare con forza ogni azione atta a screditare il Premier  o qualsiasi altro partito afferente alla coalizione di centrodestra”.

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“Rimodulazione del tempo scuola La Tina e Rignaldello. Facciamo chiarezza”. A chiederlo sono i docenti delle primarie

La Scuola, agenzia formativa ed educativa, è chiamata a rispondere alle esigenze di alcuni genitori o ai bisogni di ciascun bambino? Questa domanda ci sembra fondamentale per poter affrontare la spinosa questione che è stata dibattuta in varie, e non sempre opportune sedi, riguardante la rimodulazione oraria dei plessi scolastici di La Tina e di Rignaldello. Sono state diffuse informazioni parziali e spesso non corrette circa le motivazioni che hanno portato i docenti dei due Circoli didattici ad accogliere e condividere la proposta di rimodulazione del modello orario dei plessi sopra citati. Tutto ciò ha contribuito ad alimentare confusione e disorientamento in tutta la cittadinanza, nonché a generare una sfiducia nei confronti della Scuola e dei professionisti
dell’apprendimento che la guidano e la praticano.


“Meglio rinunciare al potenziamento degli insegnamenti che al sabato”; questa è solo una delle affermazioni che nei mesi scorsi abbiamo ascoltato da alcuni genitori, oltre a quelle relative alla nostra “dubbia” professionalità per cui la scelta della
settimana corta sarebbe scaturita non da motivazione pedagogico-didattiche ma “per aver più giorni di ferie durante il periodo estivo” (come affermato durante il Consiglio Comunale del 16 Gennaio 2023). “Perché cambiare qualcosa che va già bene?” Questa domanda posta da un consigliere comunale appare piuttosto obsoleta e retorica in quanto la Scuola, per sua natura, è chiamata continuamente a modificarsi per rispondere in modo sempre più aderente alla complessità della realtà in continuo mutamento ed, inoltre, ci chiediamo, con quali criteri il consigliere asserisce che andava tutto bene? Forse sarebbe stato opportuno, prima di esprimere la propria opinione, approfondire la questione!

Altra affermazione che ci sorprende è quella relativa alla mancata comunicazione della modifica oraria di mensa e di trasporti; ci fa riflettere che membri del Consiglio Comunale non sappiano che tali questioni si stabiliscono nel mese di Settembre, in
base ai cambiamenti che si rendano necessari ogni anno scolastico nelle nostre scuole! Durante lo stesso Consiglio Comunale, la Scuola è stata accusata di mancanza di rispetto nei confronti delle famiglie in quanto non sarebbero state coinvolte nelle
decisioni assunte. In realtà la Scuola si è confrontata in molte occasioni con le famiglie degli alunni, per ben tre mesi, argomentando nel dettaglio le ragioni della proposta avanzata dai docenti di rimodulazione oraria, prima di deliberare e pertanto rendere operativa la proposta, dall’anno scolastico 2023/2024, in seno al Collegio dei Docenti e al Consiglio di Circolo.

A nostro parere, al contrario, la professionalità del corpo docente è stata pesantemente offesa da alcuni genitori dei nostri alunni e dall’intero Consiglio Comunale, cha ha voluto lasciar intendere che la decisione di rimodulazione del tempo orario dei plessi di La Tina e di Rignaldello non sia stata supportata da serie motivazioni pedagogiche e da un confronto con l’utenza, ma solo da dispotiche decisioni assunte senza una solida logica di fondo. Chiunque si è sentito in diritto di esprimere il proprio parere richiamando addirittura i principi costituzionali e scomodando illustri pedagogisti come Pestalozzi, Corradini, Bruner …ma, chiaramente, senza essersi realmente informato sulle motivazioni didattiche e organizzative che, dopo lunga ed accurata analisi e condivisione con i soggetti interessati, hanno guidato la scelte in oggetto, con l’unico scopo di dare risposta ai bisogni formativi di ciascun alunno e di garantire un’offerta formativa di qualità.

Dobbiamo constatare anche la scarsa fiducia nei confronti della nostra professionalità da parte dei membri del Consiglio Comunale, che non si sono lasciati sfuggire una lauta opportunità di sfruttare una questione didattico-educativa, di
competenza della Scuola, per raccogliere facili consensi politici, favorendo in questo modo un atteggiamento di squalifica dell’Istituzione Scolastica, sminuendone il ruolo sociale e chi vi opera e non rispettando le decisioni assunte dai due organi collegiali, che sono gli unici organismi di governo e di gestione delle attività scolastiche. Gli interventi durante il Consiglio Comunale hanno, infine, evidenziato una scarsa conoscenza della questione e fatto emergere come le diverse opinioni si siano basate su articoli di giornale e valutazioni di parte.

Risulta alquanto singolare presentare una mozione in sede di Consiglio Comunale, discuterla, procedere alla votazione, senza mai aver ascoltato le istanze e le ragioni dell’Istituzione Scolastica,
oggetto di discussione. Si precisa, inoltre, che la Scuola si è sempre dimostrata attenta alla richiesta dei genitori dichiarando loro di garantire l’apertura dei locali scolastici il sabato, al fine di venire incontro alle famiglie che ne abbiano una reale necessità, le quali con il supporto dell’Amministrazione Comunale e la varie Associazioni culturali e/o sportive presenti nel territorio, possono organizzare un servizio che preveda attività extra-scolastiche; lo stesso vale, per il plesso di La Tina, per i tre giorni che
rimarrebbero sprovvisti del tempo mensa e dopo mensa. Il passaggio dai sei ai cinque giorni della settimana scolastica consente, nella valutazione del Collegio dei Docenti, di migliorare la distribuzione dell’impegno e del recupero psicofisico degli alunni, di ottimizzare la presenza dei Docenti e del Personale ATA, di articolare in modo più funzionale la didattica delle diverse discipline diminuendone la dispersione, l’aumento dell’efficacia dell’azione educativa, permettendo di legare tra di loro le ore di alcune discipline, offrendo più opportunità di promuovere didattiche laboratoriali, metodologie innovative, favorendo l’interdisciplinarietà come ci viene richiesto dal PNRR.


La Mission della Scuola è quella di promuovere la crescita integrale di ogni bambino perché diventi un cittadino responsabile, in un clima di benessere, con spazi, tempi e risorse adeguati. Compito della Scuola è anche quello di promuovere la collaborazione con i genitori, ma motivare e condividere le scelte strategiche, proprie degli esperti dell’apprendimento, non significa accontentare le richieste di tutti. Il cambiamento quando tende al miglioramento è necessario, anche se scomodo! Richiede coraggio, visione e metodo nel gestirlo. Auspichiamo che la Scuola che noi rappresentiamo possa adempiere al suo compito di formare/educare, con la fiducia e la collaborazione delle famiglie e degli Enti preposti, senza pregiudizi.

I docenti delle Scuole Primarie di La Tina e di Rignaldello
(Comunicato Firmato)

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Giornata della Memoria a Sansepolcro, omaggio a don Duilio Mengozzi

Sarà una “Giornata della Memoria” particolare quella in calendario il 27 gennaio prossimo. L’amministrazione comunale ha infatti deciso di dedicare la ricorrenza ad una delle figure ecclesiastiche cittadine che maggiormente hanno lasciato una forte impronta sulle coscienze della comunità e sulla storia di Sansepolcro. Sarà infatti un tributo a don Duilio Mengozzi, dal 1938 parroco di San Giovanni Battista nella frazione del Trebbio sino al giorno della sua scomparsa avvenuta il 17 marzo del 2005. Don Duilio fu infatti tante cose nella sua vita, contrassegnata sempre da un forte legame con il Borgo e con la sua gente. Fu sacerdote, ordinato dal vescovo Pompeo Ghezzi, insegnante di religione cattolica presso l’Istituto Magistrale, attivamente impegnato in ambito culturale e letterario.

Come recita la targa che al Trebbio fu posizionata nel busto in bronzo che lo ricorda “indimenticabile protagonista della storia civile e religiosa della città”. Ma don Duilio è stato anche altro, e da qui il riferimento alla “Giornata della Memoria”. La sua innata generosità, il suo forte sentimento di mettersi al servizio degli altri, trovò particolare riferimento durante il periodo buio della Seconda Guerra Mondiale. All’indomani delle drammatiche ore seguite all’8 settembre 1943 e fino all’estate del 1944, assieme al Vescovo Pompeo Ghezzi si impegnò fortemente nell’organizzazione di servizi d’assistenza per i civili. Ospitò poi nella canonica del Trebbio alcuni ebrei ricercati a seguito delle leggi razziali e si adoperò per assistere malati e feriti nell’ospedale di Sansepolcro di cui era cappellano. Mettendo a rischio la sua stessa vita. Atti che gli valsero il riconoscimento della medaglia d’oro al valor civile e il titolo di “Giusto tra le Nazioni”. “Ricordare e omaggiare la figura di don Duilio in una giornata ricca di significati” dichiara il sindaco Fabrizio Innocenti “si pone l’obiettivo di riconoscere le qualità dell’uomo e del sacerdote, l’eroismo quotidiano che contrassegnò la sua esistenza messa al servizio del prossimo. Con il forte messaggio incarnato dalla sua persona, e cioè che è possibile vincere il male facendo del bene”.

La cerimonia è in calendario venerdì 27 gennaio 2023 a partire dalle ore 11 nella sala consiliare di Palazzo delle Laudi. Prevede l’indirizzo di saluto portato dal sindaco Fabrizio Innocenti e poi un dibattito che sarà moderato dall’assessore Francesca Mercati al quale interverranno in qualità di relatori il professor Ivo Biagianti dell’Università di Siena e don Andrea Czortek dell’Archivio Diocesano. La cittadinanza è caldamente invitata a partecipare, per condividere con le istituzioni la Giornata della Memoria e ricordare l’esempio di uno dei suoi parroci più amati.

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Rifondazione comunista di Perugia: eletta la nuova segreteria provinciale

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Il Comitato Politico Federale di Rifondazione comunista di Perugia ha eletto, su proposta del segretario provinciale Ferroni, la nuova segreteria provinciale. Sono stati eletti all’unanimità nella segreteria che dovrà coadiuvare il segretario provinciale Beatrice Ramadori, Franco Cesario, Simona Branchinelli ed Andrea Guerrieri. 

Il  segretario provinciale Andrea Ferroni ha dichiarato: “Voglio ringraziare ancora una volta le compagne e i compagni del Comitato Politico Federale per il consenso accordato alla proposta di segreteria provinciale. Si tratta di un nuovo gruppo dirigente che tanto ha lavorato sul piano del radicamento territoriale e sociale. Il nostro primo compito sarà quello di svolgere una conferenza di organizzazione per rilanciare il lavoro politico del nostro partito sui territori.

Ci serve un’organizzazione capace di cogliere e favorire il nostro principale obiettivo politico dei prossimi mesi: quello di costruire un nuovo sistema di alleanze per lanciare in Umbria un’alternativa credibile al governo delle destre. Per questo abbiamo già proposto al Movimento 5 Stelle e all’alleanza Verdi/Sinistra di partire con una mobilitazione unitaria a difesa della sanità pubblica umbra”.

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Giuseppe Bernicchi (Vice sindaco – Ass.re Urbanistica Città di Castello) “pronti a ridiscutere edificabilità di alcuni terreni agricoli, seguiamo particolare attenzione allo sviluppo del progetto Terme di Fontecchio”

“Nel fare un bilancio di questo primo anno di consiliatura, vorrei partire da quanto prodotto dagli uffici comunali, mi spiego meglio. Sono state lavorate e portate a termine numerose pratiche edilizie, che hanno riguardato il superbonus 110%, ma non solo, in parallelo tante procedure relative al PNRR hanno seguito l’iter e i tempi imposti dal legislatore, questioni importanti e di vitale importanza per l’economia del nostro comprensorio, è giusto quindi dare meriti ai nostri dipendenti, per quanto di positivo prodotto in questi mesi. Abbiamo affrontato alcune questioni in merito al piano regolatore, nello specifico sul completamento e sviluppo di alcune aree importanti della città, e su quanto verrà realizzato nel parco termale di Fontecchio, ma vi è di più. L’amministrazione è pronta a discutere l’eventuale edificabilità di alcuni terreni agricoli, qualora i proprietari presentino progetti attuabili e particolarmente interessanti. La volontà è quella di dare possibilità, a chi vuol costruire in determinate aree rimaste escluse al momento dell’adozione del piano urbanistico, edifici che puntino a valorizzare il territorio”.

https://www.facebook.com/watch/?v=714723530052547
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“La signora del martedì” di Alessandro Haber e Giuliana De Sio in anteprima nazionale al Teatro degli Illuminati di Città di Castello

Si profila come un grande successo l’allestimento de “La Signora del martedì” di Massimo Carlotto, presentato in anteprima nazionale al Teatro degli Illuminati di Città di Castello, terzo spettacolo del cartellone della Stagione di prosa e danza 2022-2023 in collaborazione con il TSU.
Lo spettacolo, sold out da diverse settimane, è stato preceduto da una prova generale in cui il gradimento del pubblico era già stato evidente; l’esordio ha confermato il giudizio degli oltre 300 spettatori, che ieri, mercoledì 18 gennaio 2023, hanno assistito alla rappresentazione.


Prodotto dalla compagnia Gli Ipocriti di Napoli, la Signora del martedì presenta una rilettura, originale e efficace, che deve molto al talento interpretativo dei quattro protagonisti e ad una scenografia imponente e curata. Momenti di grande pathos si alternano a passaggi e registri quasi leggeri, costringendo il pubblico a seguire l’andamento incalzante delle emozioni fino al finale, che naturalmente non sveleremo.
Alla fine lunghi applausi per tutti gli attori in scena e dei ringraziamenti molto sentiti da parte di Alessandro Haber, che ha parlato della grande accoglienza di Città di Castello e dei tifernati nei dieci giorni che la compagnia ha trascorso in città per preparare il debutto della produzione, interamente montata al Teatro degli Illuminati.


“Tre spettacoli, tre sold out, tre grandi momenti di teatro sia per il pubblico che per gli studenti presenti nell’ambito del progetto Videor ut video, a cui collabora Olio Ranieri, grazie al cui sostegno tutti i ragazzi coinvolto possono assistere gratuitamente agli appuntamenti della Stagione di prosa – commentano il sindaco Luca Secondi e l’assessore alla Cultura Michela Botteghi che sottolineano come “il seguito che la Stagione sta avendo ci conferma sulla bontà delle scelte compiute, dirette a dare nuovo valore al Teatro e a diffonderne la cultura tra i giovani”.

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Il Museo diocesano di Città di Castello ha partecipato alla mostra dal titolo “Al tempo di Antonio Canova”

Anche il Museo diocesano di Città di Castello ha partecipato alla mostra dal titolo “Al tempo di Antonio Canova. Un itinerario umbro” con due delle opere realizzate da Ermenegildo Costantini (1734-1822) pittore romano, allievo di Marco Benefial (Roma 1631-1764), nel 1787 Il Trionfo della Fede e santi locali e Il Trionfo della Chiesa santi locali, tempere su tela, facenti parte della collezione permanente ed esposte al piano superiore.


Siamo contenti – precisa Catia Cecchetti – di essere stati tra i prestatori di questa mostra con la quale la Fondazione CariPerugia Arte e l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” hanno inteso celebrare il secondo centenario della morte di Antonio Canova (1757-1822) in due sedi prestigiose: Palazzo Baldeschi al Corso e il Museo della Fondazione Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia. Le due opere concesse in prestito sono due bozzetti con cornici realizzati dall’artista romano Costantini per la decorazione della volta del transetto della Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio di Città di Castello con soggetti scelti dei canonici, ossia il Trionfo della Fede e della Chiesa con numerose figure allegoriche e tra santi, il cui completamento era previsto in tre anni. Il terremoto del 1789 interruppe l’opera poiché il Campanile della Cattedrale si abbatté sulla cupola facendola crollare con le parti quasi ultimate del Costantini.


La mostra sostenuta dal Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia la cui curatela è stata affidata alla Prof.ssa Stefania Petrillo dell’Università di Perugia che ha dedicato numerosi studi all’arte dell’Ottocento e al dott. Stefano Grandesso tra i maggiori esperti della scultura dell’Ottocento, ha visto la presenza di un numeroso pubblico che ha potuto godere di un itinerario sapientemente pensato e allestito in spazi di straordinario interesse artistico-architettonico.
La mostra inaugurata mercoledì 6 luglio e prevista fino al 1 novembre e stata prorogata, viste le tante presenze, fino all’8 gennaio scorso, ha offerto una importante occasione per ricostruire le relazioni che il grande scultore ebbe anche con l’Umbria. Cinque le sezioni espositive: Canova nell’Umbria pontificia; la stagione napoleonica; il paesaggio; i legami con l’Accademia di Belle Arti di Perugia; e Canova e gli umbri. Il catalogo prodotto ha costituito un importante contribuito scientifico alla conoscenza delle opere prestate.


Le operazioni di riconsegna delle opere hanno visto due fasi: il disallestimento nella sede espositiva della mostra a Palazzo Baldeschi alla presenza del restauratore Giovanni Manuali e la ricollocazione delle due opere al Museo diocesano. Entrambe le fasi sono state seguite dalla ditta incaricata Atlante Servizi culturali.
Una importante opportunità per il Museo diocesano per la conoscenza delle opere musealizzate in un contesto di alto valore scientifico.

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Laboratorio sul vetro con la scuola primaria Di Morra: “Guarda dove metti le mani”. L’Associazione culturale Divetro inizia il 2023 con la didattica rivolta alle scuole

L’Associazione culturale Divetro inizia il 2023 con la didattica rivolta alle scuole. Mercoledi 18 gennaio il primo incontro dedicato agli alunni della scuola primaria di Morra e il loro invito non è un caso…

L’artista Giuliano Giuman, ospite dell’ultima edizione della nostra Biennale dedicata al Vetro nell’Arte Contemporanea, lo scorso autunno ha dialogato attraverso le proprie opere con gli affreschi del Signorelli all’interno dell’Oratorio di San Crescentino di Morra, la maggior parte delle quali in vetro, uno dei suoi medium preferiti.

Alla mostra sono seguiti dei laboratori con gli alunni della scuola primaria dove l’invito insito nel titolo ”Guarda dove metti i piedi voleva essere da una parte un richiamo immediato al fare attenzione a dove si mettono i piedi muovendosi tra oggetti preziosi e fragili e da un’altra un’esortazione all’essere consapevole , a meditare il passo giusto, quello più opportuno ed efficace per il proprio cammino esistenziale”( Lorenzo Fiorucci).

La vicinanza con l’artista e l’interesse delle insegnanti porta a Sansepolcro gli alunni della scuola primaria per una nuova esperienza didattica all’interno dello Spazio Bernardini Fatti: questa volta “Guarda dove metti le mani”.

La visita al museo rappresenta un ottimo strumento nella didattica scolastica per approfondire lo studio di alcune materie e consentire agli studenti di vivere un’esperienza più diretta in relazione ad argomenti molto spesso lontani dall’esperienza quotidiana, coinvolgere gli studenti, stimolarli e se possibile emozionarli

Questa volta “Guarda dove metti le mani” perché i ragazzi sono invitati a mettere le mani in pasta come facevano gli antichi maestri del vetro, ad entrare in relazione con le opere esposte e, attingendo ai molti tasselli di vetro colorato, sperimentare le tecniche per realizzare, grazie alla creatività e fantasia che gli sono proprie, delle piccole opere contemporanee in vetrofusione: opere in vetro di Murano cotte a 800°. per creare dei piccoli manufatti in vetrofusione dando libero sfogo a tutta la loro creatività e fantasia.

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Partecipazione attiva di persone anziane ed in pensione a supporto della sicurezza degli alunni all’ingresso/uscita dalle scuole e del mantenimento del decoro urbano: mozione del capogruppo Forza Italia, Tommaso Campagni

Partecipazione attiva di persone anziane ed in pensione a supporto della sicurezza degli alunni all’ingresso/uscita dalle scuole e del mantenimento del decoro urbano: mozione del capogruppo, Forza Italia, Tommaso Campagni. “Premesso che le città non sono unicamente aree di produzione economica, luoghi di passaggio e di mobilità, ma anche spazi pubblici di discussione e di dibattito. La partecipazione dei cittadini è fonte di democrazia sostenibile e di coesione particolarmente necessaria in periodi di crisi economica e sociale, dal momento che la sicurezza ed il decoro interessano tutti i cittadini; per sicurezza cittadina, o sicurezza urbana si intende la sicurezza volta a garantire una buona qualità della vita ai cittadini, anche attraverso il pieno godimento dello spazio urbano ricomprendendo nel proprio novero aspetti quali l’inclusione sociale e la riqualificazione culturale; il Decreto Legge n. 14 del 20 febbraio 2017, convertito in legge n. 48 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 21 aprile del 2017 dà una propria definizione di sicurezza urbana, raffigurandola, ex art. 4 della succitata disposizione legislativa, come “bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire anche attraverso interventi di riqualificazione e recupero delle aree o dei siti più degradati, l’eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale,[…];

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, Articolo 25 – Diritti degli anziani afferma che “L’Unione riconosce e rispetta il diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale”. “Visto che la sicurezza urbana deve essere garantita in special modo nelle aree comprensive di plessi scolastici, zone limitrofe a istituti quali scuole elementari, asili, scuole materne e zone destinate ad aree ludiche quali parchi e ambienti adibiti allo svolgimento di attività sportive; la Polizia Locale di Città di Castello non dispone di personale sufficiente tale da permettere una copertura totale delle aree sopra citate. “Considerato che, la Polizia Locale di Città di Castello può fornire tra i tanti anche un servizio di addestramento e formazione per volontari nella gestione del traffico durante il passaggio degli alunni all’ingresso/uscita scuole; permettendone la partecipazione attiva e diretta attraverso il riconoscimento di mansioni ad hoc, la categoria delle persone anziane e dei pensionati può essere incontrovertibilmente considerata come risorsa per il mantenimento della sicurezza e del decoro nelle aree sopra indicate, offrendo il proprio servizio all’ingresso e all’uscita delle scuole per la regolarizzazione del traffico, nella custodia dei parchi, nella pulizia delle aree verdi, nelle segnalazioni di aree caratterizzanti degrado urbano di Città di Castello;

tale progetto di promozione e partecipazione attiva riconsegnerebbe rinnovata dignità e senso di appartenenza e utilità a persone che hanno contribuito allo sviluppo e alla crescita della nostra città e che possono ancora dare il loro supporto. Tutto ciò premesso e considerato, il sottoscritto Consigliere Comunale, impegna il sindaco e la giunta “alla istituzione di un tavolo di lavoro periodico composto da Amministrazione Comunale, Corpo della Polizia Municipale, Associazioni locali, Enti ed altri stakeholder che si occupano dei servizi al cittadino; ad elaborare e pubblicare nel sito ufficiale del Comune una manifestazione di interesse con relativo modulo di adesione contenente i dati anagrafici ed i requisiti minimi richiesti ai candidati per poter svolgere tali attività di sicurezza e decoro urbano. I suddetti moduli poi verranno raccolti dall’ufficio comunale ed inviati all’ufficio competente della Polizia Locale per la dovuta formazione prima della presa servizio; a proporre e realizzare convenzioni con Associazioni locali o Associazioni di servizio per reclutare nuovo personale o disporre di quello in essere nel supportare i servizi in materia di sicurezza cittadina e decoro urbano”, conclude Tommaso Campagni.

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Sabato 21 gennaio il corteo della Compagnia dei Balestrieri in onore di san Sebastiano

Sabato, 21 gennaio 2023, alle ore 17,30, la Compagnia dei Balestrieri di Città di Castello, da Largo Gildoni, in corteo con i consueti costumi storici, si recherà presso il Santuario della Madonna delle Grazie per celebrare, alle ore 18, il suo Santo Protettore “San Sebastiano”con una cerimonia religiosa officiata da Don Andrea Czortek.

E…“finalmente, dopo le restrizioni Covid – così dice il suo Presidente Izzo – torneranno anche i tradizionali riti (nomina del capo balestriere, premiazione della squadra vincitrice del Palio 2022, assegnazione delle onorificenze di balestriere onorario e/o benemerito, investitura di nuovi tiratori) nello scenario che meglio si addice al nostro cerimoniale, a suggello di un anno che ci ha visto tornare all’aperto, nelle nostre piazze e in quelle dei centri vicini, con alcune novità, rivoluzionarie per il nostro essere come Compagnia. Il 2022 è stato, infatti, l’anno in cui per la prima volta si sono cimentate come tiratrici anche le nostre Madonne balistare.

Ci siamo incamminati in un percorso di rinnovamento che ci vede crescere con nuova linfa come dimostrano i nuovi arrivi e il gruppo balli.”

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A Time Out Agea, Tempobuono, Locchi e Volpi

Torna Time Out. Ospiti del programma condotto da Michele Tanzi, il presidente della pallavolo Umbertide Raffaello Agea, con la giocatrici Viola Tempobuono e Deborah Locchi e il dirigente della ERMGROUP San Giustino Fernando Volpi

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Insieme Possiamo: “Sansepolcro, un disastro scendere sotto i 15.000 abitanti. Che fare?”. Una città che muore anno dopo anno

Nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di leggere il comunicato del Comune di Sansepolcro relativo ai dati demografici 2022. In sintesi 84 nuovi nati, 220 morti, 415 emigrati e 428 immigrati. Saldo complessivo nell’arco di un anno -123. In 365 giorni si dovrebbe essere passati da 15.343 a 15.220 abitanti o almeno questo si deduce con un semplice procedimento aritmetico, seppure il dato divulgato sia diverso dai dati Istat che circolano e che dipingono una situazione ancora peggiore, dove la popolazione residente sarebbe ulteriormente più bassa. Per comodità utilizzeremo i dati diramati dall’ufficio stampa del Comune di Sansepolcro, pur consapevoli che i veri residenti siano probabilmente un numero forse ancora più basso rispetto a quello dichiarato. Ne sono un esempio una parte dei trasferiti e ritrasferiti all’estero non iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, e altre persone già da tempo domiciliate in altre città che per comodità o vantaggi personali non hanno eliminato la residenza ufficiale da Sansepolcro. Esiste sicuramente anche una situazione inversa, ovvero di persone presenti a Sansepolcro ma non ufficialmente residenti.

Il dato rilevante non è il decremento demografico in atto da tempo, fenomeno non solo locale, ma la diminuzione complessiva dei residenti. Quella del saldo negativo della natalità è una tendenza in corso da molto tempo, responsabile dell’invecchiamento della popolazione e del logico innalzamento dell’età media. Tra l’altro il dato di 84 nuovi nati, se la memoria non ci inganna, è il più basso di sempre dal dopoguerra rapportando nascite con abitanti.

Fino a non molto tempo fa l’immigrazione nazionale ed estera aiutava nel compensare la natalità permettendo al paese di rimanere sempre al di sopra, anche con margine di sicurezza, di quota 15.000.

La soglia dei 15.000 abitanti

Non si tratta di una soglia psicologica ma di un numero di abitanti sotto il quale sono molte le cose che cambiano. Quella più nota è la legge elettorale. Se Sansepolcro si ritrovasse con il nuovo sistema subirebbe un impoverimento politico ancora più preoccupante di quello già in atto. Con la legge elettorale in vigore nei comuni sotto i 15.000 abitanti non c’è solo l’aspetto di una elezione del Sindaco senza ballottaggio, ma anche l’obbligo ad una sola lista di sostegno, l’eliminazione del voto disgiunto e un rafforzamento del maggioritario che impoverirebbe ulteriormente la rappresentanza ed in particolare modo le minoranze chiamate a vigilare su chi guida la città. Tradotto in numeri potrebbe non bastare ad avere rappresentanza consiliare neppure il 15% dei consensi. Sansepolcro sarebbe costretta a riscrivere il proprio Statuto, dato che non sarebbe più obbligatoria la figura del Presidente del Consiglio comunale, l’eventuale dotazione dei gruppi consiliari e la maggior parte degli assessori non sarebbe più esterna ma scelta solo tra gli eletti in Consiglio, e quindi con un ulteriore impoverimento delle professionalità messe a disposizione del Sindaco. Probabili ulteriori modifiche andrebbero fatte al numero delle commissioni e ad altri aspetti minori della vita democratica delle istituzioni cittadine, poiché l’intero Statuto fu concepito con le norme che regolano la vita politica dei comuni sopra i 15.000 abitanti.

Un altro elemento ancora più significativo dell’aspetto elettorale è il probabile cambio di fascia di classificazione del comune e la successiva perdita di prestigio che si potrebbe trasformare in diminuzione di personale e risorse economiche.

Che fare?

È una domanda alla quale la politica cittadina cerca una risposta sempre in ritardo. Sono ormai molti anni che il fenomeno della perdita di popolazione è in atto e le varie amministrazioni susseguitesi hanno principalmente pensato a gestire il presente difettando di programmazione. Le risposte su come fermare questo declino posso essere su due livelli, sempre ricordandosi che alcune dinamiche non rientrano di certo nella possibilità di intervento di un comune.

La prima possibile risposta, ovvero quella immediata per non scendere sotto la soglia di 15.000 già nei prossimi due anni, è farsi aiutare dai propri cittadini con una richiesta diretta di non spostare residenze in altri comuni e chiedere a coloro che al momento non vivono a Sansepolcro di riprendere una residenza temporanea. Questi banali sistemi hanno funzionato in alcuni comuni italiani per evitare simili declassamenti, anche se è necessaria la consapevolezza che si tratterebbe di misure tampone che non risolvono in alcun modo il problema sul lungo termine. Una prospettiva, al momento lontana, come l’eventuale comune unico della Valtiberina non fornirebbe una soluzione immediata per un aumento, meramente aritmetico, della popolazione.

Il secondo livello di intervento, quello di lungo periodo, deve partire dall’analisi dei motivi sul perché il comune si spopola ed individuare con quali soluzioni un comune può realmente intervenire. Capire il problema significherebbe avere maggiore consapevolezza del periodo che stiamo vivendo e il lavoro degli uffici demografici della nostra città, in cui andrebbe potenziato e incentivato l’uso statistico dei dati raccolti, fornirebbe sicuramente qualche importante indicazione.

Capire il problema

Sul tema andrebbero costruiti confronti ed eventi pubblici, coinvolgendo non solo la politica, ma anche i sindacati, realtà imprenditoriali oltre a tutti quei cittadini che potrebbero aiutare ad individuare soluzioni. Non mancano indizi percepibili da chiunque abbia vissuto a Sansepolcro negli ultimi decenni. Certamente la mancanza di opportunità di lavoro per laureati e specialisti porta parte delle giovani generazioni ad allontanarsi verso lidi più interessanti. Allo stesso tempo c’è la qualità del salario, che nel nostro territorio non è più quella del passato e in alcuni casi non regge il confronto neppure con altre realtà italiane. I costi della casa, dei terreni produttivi e delle utenze sono superiori a tanti altri comuni italiani ed in particolar modo a quelli limitrofi. Stesso problema per gli affitti di appartamenti e attività commerciali sui quali ci sarebbe margine per trovare incentivi destinati a calmierare i prezzi. Mancano quasi del tutto sostegni alle giovani coppie destinate a diventare giovani famiglie, alle giovani imprese, ai liberi professionisti e a coloro che creano posti di lavoro di qualità. Con quest’ultimo termine non intendiamo solo un aspetto economico, ma soprattutto un livello accettabile di stabilità lavorativa. Nel nostro territorio è alto il numero di persone che cambiano spesso lavoro, come è interessante notare quanti cittadini stranieri si stabiliscano per brevi o lunghi periodi a Sansepolcro per poi andare in altri luoghi o ritornare nel paese d’origine. Questo fenomeno è particolarmente frequente nelle seconde generazioni, ovvero bambini arrivati assieme ai genitori o nati dopo, che hanno studiato qui, ma poi lasciano il nostro territorio. Ulteriore elemento è quello relativo all’abbandono della montagna e in parte della campagna, luoghi ormai sempre più destinati a seconde case di famiglie non residenti.

Infine un altro punto di partenza sarebbe quello di investire in formazione cercando di coinvolgere università e scuole nel trovare nel patrimonio immobiliare di Sansepolcro luoghi di crescita culturale. In ultimo è utile ricordare che Sansepolcro per oltre cinquanta anni ha mantenuto una popolazione stabile tra 15.000 e poco sopra i 16.000 abitanti, ma nello stesso periodo l’impoverimento di servizi, dalla sanità-sociale alla gestione dei beni comuni e quindi anche all’allontanamento della gestione di parte di essi, ha sicuramente contribuito a rendere la città sempre più povera di sicurezze e opportunità.

Tentare di invertire una complessa tendenza e ridare vita al nostro Borgo? Insieme, Possiamo!

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Il 12 febbraio in piazza Torre di Berta torna il carnevale

Dopo 2 anni di stop il comune di Sansepolcro in collaborazione con le associazioni cittadine ha riorganizzato la festa più pazza e colorata dell’anno, così domenica 12 febbraio il centro della Città si animerà di maschere per la gioia di grandi e piccini.

Dopo le edizioni di successo degli anni scorsi viene riconfermata la formula della sfilata delle associazioni che “interpreteranno” le proprie maschere con estro. In piazza Torre di Berta una giuria d’eccezione sarà chiamata a votare i gruppi in gara. E poi festa in musica e stand gastronomici per passare una domenica all’insegna del puro divertimento

Novità di quest’anno la Super Tombola a cura dell’Associazione “Le Centopelli”, in palio ben 1.000 euro per il vincitore.

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Maltempo: Secondi e Carletti “disagi nel territorio troppo spesso causati dall’inottemperanza da parte dei privati ai doveri nella gestione idraulica stabiliti dalle leggi, non potremo che far seguire le azioni sanzionatorie”

“E’ un dato di fatto che precipitazioni atmosferiche oggi più intense e repentine possano creare situazioni a volte imprevedibili, ma i disagi che continuano a interessare la viabilità del territorio comunale sono molto spesso riconducibili all’inottemperanza da parte dei privati ai precisi doveri dettati dalle normative nella manutenzione di fossi e tombini: ecco perché, al rinnovato invito ai cittadini a condividere con le istituzioni pubbliche la comune responsabilità nella gestione dell’assetto idrogeologico del territorio a tutela della sicurezza pubblica, non potremo che far seguire le azioni sanzionatorie previste dalla legge ogniqualvolta verranno riscontrate inadempienze alle regole, comprese le eventuali istanze di risarcimento in presenza di danni arrecati ai beni della collettività”. Lo affermano il sindaco Luca Secondi e l’assessore ai Lavori Pubblici Riccardo Carletti, prendendo atto del ripetersi lungo le strade del territorio comunale di problematiche causate da carenze di manutenzione da parte dei proprietari frontisti dei terreni confinanti con le carreggiate

. “Con la cabina di regia attivata lo scorso novembre insieme a tutti i soggetti coinvolti a livello locale e regionale nella gestione del territorio e dei servizi di protezione civile, abbiamo voluto aprire una nuova stagione di corresponsabilità tra istituzioni e cittadini nella tutela dell’assetto idrogeologico, nella quale l’amministrazione comunale per prima si è messa in gioco per individuare e attuare le azioni con cui prevenire e affrontare le emergenze causate dal maltempo”, spiegano Secondi e Carletti. “Non possiamo però essere da soli in questo percorso nel quale come ente pubblico ci siamo impegnati a innalzare il livello di monitoraggio del territorio, garantire l’attuazione costante dei necessari interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, attuare una programmazione urbanistica che salvaguardi e non comprometta l’assetto idrogeologico”, puntualizzano sindaco e assessore, che chiariscono: “i cittadini devono essere valore aggiunto nelle azioni di protezione del territorio, raggiungere la consapevolezza che la tutela del bene pubblico e dell’incolumità delle persone debba essere il prodotto di uno sforzo comune, al quale nessuno può sottrarsi”.

“Ecco perché chiederemo maggiore attenzione ai cittadini nel rispetto dei doveri stabiliti dalle leggi”, puntualizzano Secondi e Carletti, ricordando che, oltre alle norme generali, nel territorio comunale di Città di Castello è tuttora in vigore l’ordinanza di polizia idraulica n.46 del 12 agosto 2011, che detta precise disposizioni per quanto riguarda la pulizia dei fossi di scolo, dei tombini, dei ponticelli e dei passi carrabili posti al confine con strade comunali o vicinali, prevedendo sanzioni per l’inottemperanza ai comportamenti previsti. “E’ nostra intenzione aggiornare queste disposizioni per renderle ancora più efficaci, ma anche attuare con rigore quanto già viene previsto in collaborazione con tutti i soggetti preposti”, sottolineano sindaco e assessore nel ricordare come “solamente la prima ondata di maltempo del 15 settembre, a cui ne seguì un’altra il 30, abbia causato nel nostro territorio danni per un valore stimato di 1 milione di euro”. “E’ compito di chi ha la responsabilità di amministrare, ma anche di chiunque viva a Città di Castello, fare la propria parte perché sulla collettività non ricadano i costi del mancato adempimento dei doveri nella gestione idraulica, ma anche i pericoli per l’incolumità pubblica di cui abbiamo purtroppo avuto drammatiche testimonianze nel nostro Paese”.

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