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“I Comuni di San Giustino e Città di Castello uniti nel nome della Danza a Villa Graziani”


Torna con una attesissima seconda edizione, a chiusura dei calendari natalizi dei due comuni, “Natale in villa 2”, il grande evento dedicato ai bambini, realizzato dagli allievi delle scuole di danza appartenenti al Consorzio Castello Danza, ospiti nella splendida cornice di Villa Graziani a San Giustino, gentilmente concessa per l’occasione dal Comune ospitante.
“La Magia dell’Inverno” sarà il filo conduttore del pomeriggio che l’8 gennaio prossimo, a partire dalle ore 16, con 3 repliche consecutive, (16,00/16,45/17,30) darà vita a suggestioni animate all’interno del meraviglioso edificio di Villa Graziani, attraverso musica, danza e recitazione.


Il tutto corredato da incantevoli allestimenti scenici e scenografici che evocheranno atmosfere magiche e coinvolgeranno il pubblico presente in una esperienza decisamente pervasiva. L’iniziativa salutata con grande entusiasmo dalle amministrazioni dei due territori coinvolti, dagli Assessori alla cultura, Milena Ganganelli Crispoltoni e Michela Botteghi ed i due Sindaci Paolo Fratini e Luca Secondi i quali hanno concesso con convinzione i patrocini all’evento.


“Teniamo particolarmente a questa iniziativa a fronte anche del legame naturale fra i nostri territori siglato dall’appartenenza al nostro Consorzio di una scuola del comune di San Giustino. Sarà ancora una volta occasione di incontro simbolica e sostanziale, frutto di collaborazioni tese ad esaltare le bellezze dei nostri luoghi e le generose risorse umane che abbiamo a disposizione” afferma Maria Cristina Goracci, Presidente del Consorzio Castello Danza.

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Cento per cento di presenze a Consigli e Commissioni e Consigliere con il maggior numero di atti presentati. Lignani Marchesani traccia il bilancio dell’attività consiliare del 2022

Lo scopo di questo comunicato non è certo quello dell’autocelebrazione ma semplicemente testimoniare che non è venuto meno l’impegno e lo spirito di servizio nei confronti della Comunità tifernate nonostante la delusione elettorale del 2021 non sia stata indolore.


La presenza e’ stata garantita a 25 Consigli sui 25 del 2022 ed analogamente la presenza costante e’ stata assicurata nelle 14 Commissioni Programmazione e nelle 10 Commissioni Assetto del Territorio convocate nell’anno che sta concludendosi. Nel corso dell’anno solare sono stati presentati 27 atti di cui 23 come primo o unico firmatario e in particolare 23 interrogazioni, un’interpellanza, una mozione e due ordini del giorno.

Questi numeri, che da soli di certo non dimostrano la qualità di un impegno istituzionale, sono però parametri oggettivi certificati nella sezione amministrazione trasparente del sito del Comune di Città di Castello che collocano l’attività del sottoscritto al primo posto tra i Consiglieri comunali.

Concludendo desidero ringraziare i cittadini che segnalandomi le problematiche hanno dimostrato fiducia nei miei confronti, il Partito di Fratelli d’Italia che mi ha supportato nell’attività e i colleghi Consiglieri con cui ho collaborato nella stesura degli atti condivisi.

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Il sindaco Luca Secondi e l’assessore, Rodolfo Braccalenti hanno partecipato questo pomeriggio ai funerali di Carlo Fuscagni, ex-direttore di Rai1 volto noto della tv pubblica per tanti anni, scomparso mercoledi scorso

Il sindaco Luca Secondi e l’assessore, Rodolfo Braccalenti hanno partecipato questo pomeriggio ai funerali di Carlo Fuscagni, ex-direttore di Rai1, volto noto della tv pubblica per tanti anni, scomparso mercoledi scorso. La cerimonia funebre, concelebrata da don Giancarlo Lepri e don Olimpio Cangi, si è svolta presso la chiesa di Sant’Agostino, edificio di culto annesso all’Istituto delle “Salesiane” Residenza San Francesco di Sales dove Fuscagni era ospite da alcuni anni. “Carlo Fuscagni ha dato tanto alla sua città, che amava ed era sempre nei suoi pensieri anche quando per lavoro non era presente fra noi.

Un uomo generoso e sempre disponibile verso gli altri, caratteristiche che lo hanno contraddistinto sempre nel corso della brillante carriera in Rai e negli altri prestigiosi ambiti artistico-culturali dove ha operato”, ha detto Don Giancarlo Lepri nel corso dell’omelia funebre”. Alla cerimonia funebre hanno partecipato alcuni giornalisti tifernati che, attraverso il collega, Elio Vagnoni, con un messaggio, hanno ricordato la figura di Carlo Fuscagni, “maestro di vita e di professione, orgoglio di una intera categoria e comunità”.

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Rimossi i detriti dei lavori della ex Fcu tra via Battisti e il sottopassaggio di via Martiri della Libertà ad Umbertide

Nei giorni scorsi sono entrate in azione le operazioni di ripulitura dei detriti prodotti dai lavori della ex Ferrovia Centrale Umbra nei pressi di via Battisti e del sottopassaggio di via Martiri della Libertà.
La situazione era da anni che cercava una soluzione. Del caso, su segnalazione del Comune di Umbertide, si era interessato direttamente l’assessore alle Infrastrutture e Trasporti della Regione Umbria Enrico Melasecche che nei messi passati aveva compiuto un sopralluogo presso l’area insieme al sindaco Luca Carizia, all’assessore all’Ambiente Francesco Cenciarini e al consigliere comunale e provinciale, Giovanni Dominici.


“Era un situazione che stava andando avanti da troppo tempo e alla quale finalmente si è trovata una soluzione – dicono il sindaco Luca Carizia, l’assessore Francesco Cenciarini e il consigliere Giovanni Dominici – Un ringraziamento particolare va all’assessore regionale Enrico Melasecche che si è impegnato a trovare una soluzione a seguito di un confronto tra la Direzione Operativa Infrastrutturale Territoriale di Rete Ferroviaria di Ancona (responsabile della gestione della ex Ferrovia Centrale Umbra), la Regione Umbria e Umbria Mobilità”.

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“La Fratta di Adriano” alla Rocca continua il suo grande successo, la mostra dedicata ad Adriano Bottaccioli e al suo genio sarà visibile fino al 29 gennaio

E’ stata prorogata fino a domenica 29 gennaio la mostra “La Fratta di Adriano”, esposizione dedicata ad Adriano Bottaccioli e al suo genio allestita alla Rocca di Umbertide. La proroga è stata decisa dall’Amministrazione Comunale in seguito alla grande affluenza di pubblico, centinaia di visitatori che hanno voluto ammirare le opere dell’artista umbertidese a testimonianza del fortissimo legame che Bottaccioli aveva con la città.


Nella mostra trovano spazio, scelti tra una grande mole di “pezzi” pregiati, i suoi calendari, i suoi meravigliosi acquerelli, le ricostruzioni della antica Fratta ed altro ancora. La mostra, traduce in immagini una attività ultra decennale: partendo dal Teatro dei Riuniti, al quale Adriano ha dedicato la sua attività di sceneggiatore coreografo ed illustratore, conduce tra le mura della Rocca, con una articolazione che dà spazio ai 25 Lunari umbertidesi dedicati alla storia, all’arte e alle tradizioni locali, quindi agli acquerelli e alle finissime “chine” dell’antica Fratta, frutto della collaborazione con altri due umbertidesi e storici locali illustri quali Renato Codovini e Roberto Sciurpa, al “food”, ovvero la cucina locale per il quale Adriano Bottaccioli aveva una spiccata passione trasferita non solo nelle ricette, ma anche nelle sue deliziose riproduzioni, ai manifesti della “Fratta dell’800”, ai lavori di pubblicitario, collaboratore di marchi importanti locali e nazionali, alle sue ceramiche e ai suoi libri.


La mostra ha trovato nell’amministrazione comunale ed in particolare nel sindaco Luca Carizia e nell’assessore alla Cultura Sara Pierucci pieno sostegno; ideata e curata da Paolo Ippoliti è organizzata dalla Università della Terza Età di Umbertide, dall’Accademia dei Riuniti e da alcuni amici di Adriano Bottaccioli, sotto la fondamentale supervisione e la collaborazione della moglie Silvana e delle figlie Arabella e Silvia. La splendida immagine del manifesto della mostra è opera del Maestro Antonio Renzini.
La mostra “La Fratta di Adriano” è visitabile alla Rocca di Umbertide fino al 29 gennaio dal martedì al giovedì ore 10.30-12-30 e 16.30-17.30, da venerdì a domenica ore 10.30-12.30 e 16.30-18.30, chiuso il lunedì. Per informazioni è disponibile il numero 075 9413691.

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Borsa di Studio “Angiolino e Giovanni Acquisti”: sono arrivate alla segreteria del premio 11 tesi specialistiche, provenienti da tutte le università italiane

L’Associazione Cultura della Pace, in collaborazione con il Comune di Sansepolcro, Assessorato alla Cultura, e con le ACLI “Adriano Olivetti” di Sansepolcro, comunicano con grande soddisfazione che per concorrere all’assegnazione della Borsa di Studio “Angiolino e Giovanni Acquisti” pari a € 1.000, per tesi di laurea magistrale dedicate al tema della Nonviolenza, sono arrivate alla segreteria del premio 11 tesi specialistiche, provenienti da tutte le università italiane, 10 ammesse e 1 non ammessa per mancanza dei termini richiesti.

E’ un ulteriore grande risultato che ci onora e va ad arricchire la sezione “Cultura della Pace” della Biblioteca di Sansepolcro, che già vanta la presenza di 63 elaborati, tutti utili alla costruzione di una conoscenza della nonviolenza e che rende sempre più Sansepolcro, città della Cultura della Pace.

La Commissione, presieduta dal Prof. Tonino Drago, massimo esperto di difesa popolare nonviolenta e Premio Nazionale “Cultura della Pace-Città di Sansepolcro” nel 2000, esaminerà le tesi arrivate e comunicherà quanto prima l’esito della giuria. A Settembre 2023 ci sarà la cerimonia di premiazione della tesi vincitrice.

“E’ davvero importante per noi vedere come ogni anno arrivino tesi di livello incentrate su questo delicato tema – ha sottolineato l’assessore alla cultura Francesca Mercati – il grande lavoro svolto costantemente dall’associazione Cultura della Pace porta ogni giorno a far riflettere e siamo lieti che sempre più giovani siano a farlo approfondendo l’argomento all’interno dei propri enunciati studenteschi”

Di seguito elenchiamo le tesi arrivate e i rispettivi titoli e argomenti trattati.

  1. Elisa Berlin

“Potere e controllo sulle piattaforme digitali: Una ricerca sul ruolo della mascolinità egemone nella percezione sociale della violenza di genere online”

Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Psicologia

Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Criminologica e Forense

  1. Martina Caslini

“Il Diritto alla Verità tra legalità e moralità. Le esperienze delle Commissioni per la Verità Colombiana e Tunisina”

Università di Milano – La Bicocca – Dipartimento di Giurisprudenza

Corso di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Giurisprudenza

  1. Angela Cimino

“Pontefici in Terra Santa. Relazioni teologiche e politiche tra Santa Sede e Israele”

Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

Corso di laurea in Antropologia Culturale ed Etnologia

Tesi di laurea in Esperienze e pratiche delle religioni

  1. Caterina Luzzi Conti

“La giustizia di transizione nei Balcani occidentali: necessità e limiti del paradigma retributivo”

Università degli Studi di Trieste – Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’interpretazione e della Tradizione

Corso di Laurea in Giurisprudenza

Tesi di Laurea in Diritto Penale internazionale

  1. Isabella Di Renzo

“Un’analisi antropologica delle politiche urbane: il caso di Metropoliz – Per una ridefinizione dello spazio pubblico a partire da un’occupazione abitativa romana”

Università degli Studi Roma Tre – Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo

Corso di Laurea Magistrale in Informazione, editoria e giornalismo

Tesi di Laurea in Filosofia politica

  1. Anna Fiorentino

“Fuori dall’aula! L’outdoor training come metodologia formativa per adulti”

Alma Mater Studiorum – Università di Bologna – Dipartimento di Scienze dell’Educazione

Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell’Educazione Permanente e della Formazione Continua

  1. Caterina Juric

“Il nuovo ICAM di Matera – Il carcere come luogo di tutti”

Università degli Studi di Ferrara

Dipartimento di Architettura Corso di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Architettura

  1. Concetta Seila Mammoccio

“Il traffico di armi”

Facoltà di Giurisprudenza – Università di Teramo

Corso di Laurea in Criminologia

  1. Gaia Messori

“Dignità umana e cibo nelle istituzioni totali: tra i campi di concentramento e di sterminio nazisti e le odierne carceri”

Università di Parma

Dipartimento di Giurisprudenza, Studi politici e Internazionali

Corso di Laurea magistrale in Relazioni internazionali ed europee

  1. Matilde Nestri

“Studio di marcatori tumorali nel follow-up di pazienti per lesioni citologiche cervico-vaginali di alto grado da HPV”

Università degli Studi di Perugia

Corso di Laurea Magistrale in Biotecnologie Molecolari e Industriali

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Nella Pinacoteca di Città di Castello un nuovo percorso dedicato a Signorelli e Raffaello giovane

Un nuovo percorso arricchisce nella visita della Pinacoteca comunale di Città di Castello, dedicato ai due artisti che con le loro opere rendono il museo tifernate la seconda galleria dell’Umbria: Signorelli e Raffaello giovane. La Pinacoteca infatti conserva la Pala di san Sebastiano di Luca Signorelli e lo Stendardo processionale di Raffaello, unica opera mobile rimasta in Umbria. Sulla scorta della mostra di Raffaello del Cinquecentenario e guardando all’Anno Signorelliano, il 2023, ormai alle porte, l’Amministrazione comunale in accordo con la Regione dell’Umbria ha sviluppato il nuovo allestimento del piano nobile con un percorso che racconta vita ed opere di Signorelli e di Raffello giovane, proponendo un incontro ideale, che in vita non avvenne, nella Sala che ospita vìs a vìs lo Stendardo e la Pala di San Sebastiano.


“Abbiamo messo a valore l’eredità della grande mostra del Cinquecentenario di Raffaello, che si è conclusa appena un anno fa, con l’altro imminente cinquecentenario dedicato a Signorelli. Il percorso bilingue racconta il rapporto impossibile tra Signorelli e Raffaello, che pur lavorando intensamente a Città di Castello non si incontrano mai se non attraverso lo studio reciproco e a distanza delle loro opere. Come quella di Raffaello, che purtroppo si è scontrato con la pandemia, anche la ricorrenza di Signorelli è una grande occasione di promozione del territorio attraverso i beni artistici e l’esperienza culturale” dichiarano il sindaco Luca Secondi e l’assessore alla Cultura Michela Botteghi che oggi, venerdì 29 dicembre 2022, hanno visitato il percorso. “Signorelli e Raffaello sono gli artisti di maggiore spicco del nostro museo e le loro opere sono parte di una storia che abbiamo raccontato per sviluppare il racconto introdotto con Raffaello e potenziarne gli aspetti di interesse per il visitatore. Il periodo storico in cui Signorelli e Raffaello vissero a Città di Castello è lo stesso a cui dobbiamo l’impianto rinascimentale della città e le attestazioni più caratterizzanti la nostra identità artistica, a partire dal palazzo che ospita la Pinacoteca. Raccontare questa storia di artisti e mecenati riteniamo sia un valore aggiunto specialmente per chi verrà in Umbria attratto dalla concomitanza delle celebrazioni per Perugino e Signorelli. Siamo consapevoli che il cinquecentenario di Signorelli sia un importante volano per il territorio: per questo siamo già al lavoro sia come Comune di Città di Castello che come Rete RIM dei musei dell’Alto Tevere, e infine come GAL per un calendario condiviso ed una mostra di Vallata”.


Il percorso “Signorelli e Raffaello giovane” è accompagnato da una nuova segnaletica interna ed esterna della Pinacoteca, finanziata con il bando ministeriale “Piccoli musei” 2021 e si sviluppa al piano nobile della Pinacoteca: la sala Baronci presenta una ricostruzione virtuale della prima opera che fu commissionata a Raffaello come “magister”, realizzata per la mostra del Cinquecentenario dal Museo Galilei, e che, distrutta da un terremoto, continuò ad essere riprodotta fino al tardo Ottocento per la sua bellezza. Nella Sala anche la riproduzione della pagina del codice Baronci con la famosa definizione “Magister Rafael”, realizzata dalla Tipografia Grifani Donati; la sala dove attualmente convivono lo Stendardo di Raffaello e la Pala di San Sebastiano è la Sala della Contemplazione con una seduta che permette al visitatore di fermarsi ad ammirare due tra le opere più significative del Rinascimento umbro e italiano. A seguire la crocifissione Gavari con la sua storia che ha condotto la pala alla National Gallery di Londra e la sala dell’Ottagono dove viene riprodotto in scala il tempietto dello Sposalizio della Vergine, che conclude il percorso di Raffaello a Città di Castello e i suoi studi sulle opere del Signorelli, attestati su un disegno conservato ad Oxford e riprodotto nel percorso.


“Grazie alla collaborazione con la Regione Umbria, che ha contribuito anche finanziariamente alla promozione del nuovo allestimento” specificano sindaco ed assessore “il percorso in questi giorni è promosso con una campagna su SKY e su Repubblica web, oltre che sui media locali, in cui il territorio tifernate viene valorizzato nel contesto più ampio dell’Alto Tevere e nella sua peculiarità di essere insieme il Rinascimento e la Contemporaneità dell’Umbria grazie all’eredità che Alberto Burri ha lasciato alla sua città”.
“Vogliamo ringraziare – concludono sindaco e assessore – le tante collaborazioni che hanno sposato spesso in modo del tutto gratuito questa implementazione del progetto Signorelli e Raffaello giovane: Francesca Mavilla che ha messo a disposizione il testo base dell’adattamento e insieme a Marta Onali ha supervisionato il testo definito della nuova pannellistica, Paola Cacciatore, tirocinante dell’Ufficio Cultura che ha curato le traduzioni, Silvia Palazzi e il gestore della Pinacoteca Il Poliedro, Kolorado che ha realizzato i materiali e la nuova segnaletica”.

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Calcio e solidarietà: il Montone regala stock di abbigliamento sportivo a squadra del Malawi

Hanno scelto di non farsi regali per le feste natalizie e di pensare invece a chi poteva avere bisogno di un piccolo aiuto concreto . Così gli atleti e i dirigenti del Montone calcio hanno individuato nella Caritas l’ente benefico che forse più di altri in questo momento della nostra vita è in trincea per aiutare chi ha bisogno.

Nella giornata di ieri Enrico Ceccarelli direttore generale e Claudio Bianchini direttore sportivo hanno consegnato a nome dei ragazzi e dei dirigenti della squadra del presidente Paolo Rondoni e Stefano Bei, al responsabile della Caritas di Città di Castello Gaetano Zucchini un piccolo pensiero in nome della solidarietà .

Il Montone calcio non è nuovo a iniziative legate a gesti di fratellanza e nello specifico merita davvero di essere ricordata l’operazione Malawi che quasi tutti gli anni viene rinnovata con l’invio di uno stock di abbigliamento sportivo ai ragazzi di un piccolo paese della terra africana.

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Una vita lunga un secolo. Il tifernate, Ferdinando Tascini, ha raggiunto ieri, mercoledì 28 dicembre, l’ambito traguardo dei 100 anni. Imprenditore agricolo di lungo corso e testimone di eventi che hanno segnato la storia d’Italia

Una vita lunga un secolo. Il tifernate, Ferdinando Tascini, ha raggiunto ieri, mercoledi 28 dicembre, l’ambito traguardo dei 100 anni. Per l’occasione è stata organizzata una festa a sorpresa con familiari e parenti stretti. Ferdinando Tascini nasce a Todi il 28 dicembre 1922 da una famiglia contadina. E’ il terzo di cinque fratelli. Si iscrive all’istituto agrario Ciuffelli di Todi, ma è costretto ad interrompere gli studi per la chiamata nell’esercito durante il secondo conflitto mondiale. Inviato nel Montenegro per quasi un anno. Si arruola poi nell’arma dei carabinieri. Richiamato in Italia viene scelto per una missione speciale e segreta. Si ritrova a sua insaputa a Campo Imperatore, Gran Sasso, a guardia di Mussolini. Un evento che segnò il destino dell’Italia della Seconda Guerra Mondiale di cui lui fu testimone, forse unico superstite.

Il 25 luglio del 1943 infattti a Villa Savoia Re Vittorio Emanuele III comunicò al Duce, Benito Mussolini, che il Gran Consiglio del Fascismo aveva imposto la nomina del maresciallo Pietro Badoglio come suo successore al Governo. Mussolini viene arrestato dai carabinieri e portato prima sull’isola di Ponza e poi il 2 settembre sul Gran Sasso a Campo Imperatore. Non passarono però neppure dieci giorni, è il 12 settembre, che per ordine di Adolf Hitler alcune SS e l’ex ufficiale Otto Skorzeny diedero il via a quella che in codice fu chiamata “Operazione Quercia”, Fall Eiche in tedesco, e che portò alla liberazione del Duce. Un autentico blitz portato a termine a oltre 2 mila metri di altitudine proprio sotto lo sperone del Gran Sasso. Ancora oggi, confermano i figli, Ferdinando ha impresso nella sua mente quel pezzo significativo di storia che spesso ricorda tornando ogni anno in quei luoghi a Campo Imperatore con i figli stessi: momenti toccanti che fanno riaffiorare sentimenti e sensazioni uniche. Finita la guerra riesce a conseguire il diploma di perito agrario. Inizia la sua attività lavorativa presso varie aziende agricole del perugino. Nel ‘ 50 si trasferisce in Alta Valle del Tevere insieme alla moglie Adiana (“la maestra di Riosecco”) dove a Città di Castello crea una azienda agricola specializzata nella tabacchicoltura.

Termina la sua attività lavorativa presso la Comunità Montana della città. Oggi vive a San Donino con la sua numerosa famiglia, quattro figli, nove nipoti e sette pronipoti, godendosi l’ombra della quercia centenaria da lui curata con amore. “Persone speciali come Ferdinando che hanno avuto la fortuna di poter festeggiare un traguardo lungo un secolo di una vita caratterizzata da eventi che hanno segnato la storia, fra sacrifici, dedizione quotidiana alla famiglia, alla propria comunità, con onestà e laboriosità – ha detto il sindaco Luca Secondi – sono dei veri e propri tesori d’esperienza preziosi per tutta la comunità ed esempi concreti per le giovani generazioni. Ѐ con grande gioia perciò che partecipiamo a questa bella festa in onore di Ferdinando a cui auguriamo tanta longevità circondato dall’affetto dei suoi familiari e di tantissime persone che gli vogliono bene”.

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Cordoglio del presidente Bruno Corà e del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri per la scomparsa di Carlo Fuscagni, storico consigliere della Fondazione dal 1992 al 2009

Per diciassette anni, dal 1992 al 2009, Carlo Fuscagni è stato un attivissimo ed appassionato consigliere della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri. A lui si deve molto la divulgazione dell’arte di Alberto Burri. L’amore per la loro città di origine, Città di Castello, ha sempre unito Fuscagni a Burri, legati da una profonda e sincera amicizia. Al grande giornalista che fu Fuscagni si deve la realizzazione di numerosi servizi giornalistici e documentari dedicati all’arte di Alberto Burri di cui fa un autentico stimatore.


“È con grande tristezza che apprendiamo le notizia della scomparsa di Carlo Fuscagni, stimatissimo giornalista, storico dirigente Rai ed ex direttore di Rai1, uomo dalla sensibile cultura, amante della sua terra natia, Città di Castello, e dell’arte di Alberto Burri che ha saputo fare conoscere in tante occasioni grazie alla sua professionalità”. Con queste parole il presidente Bruno Corà, a nome del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, ricorda un “tifernate appassionato e poliedrico” quale è stato Fuscagni, esattamente come il suo concittadino il grande Burri: nonostante i quasi vent’anni di differenza anagrafica i due si conobbero bene, si stimavano reciprocamente.

Per diciassette anni, dal 1992 al 2009, Fuscagni sedette al tavolo del Consiglio di Amministrazione della Fondazione partecipando attivamente alle iniziative promosse. “Con la sua scomparsa – concludono dalla Fondazione – se ne va un grande amico e un pezzo importante di storia del giornalismo e della cultura italiana”.

Nella foto: Palazzo Albizzini, ottobre 1988. Gianni Agnelli, Nemo Sarteanesi, Alberto Burri e Carlo Fuscagni

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Il 2 gennaio concerto di ensemble vocale Viscantus all’auditorium di Sansepolcro

Ad arricchire la serie di appuntamenti di qualità di questo ponte natalizio al Borgo, l’evento messo in calendario per lunedi 2 gennaio in collaborazione con il Comune. Presso l’Auditorium di Santa Chiara, a partire dalle ore 21, il concerto di “Ensemble Vocale VisCantus”, già presentato nei giorni scorsi ad Arezzo e ora proposto a Sansepolcro.

L’Ensemble, diretto dal Maestro Silvia Vajente, con la partecipazione di Dimitri Betti all’organo, presenterà un significativo programma, volutamente dedicato a brani per la maggior parte opera di compositrici donne del XVII secolo. Pregevoli composizioni di polifonie tardo-rinascimentali e barocche, rimaste pressoché sconosciute fino ai giorni nostri in un panorama musicale sin lì segnato dall’egemonia di compositori maschili.

Al padre ispiratore di tali polifonie, Claudio Monteverdi, è dedicata la seconda parte del concerto, con il “Magnificat Secondo” a quattro voci. Uno spettacolo di livello tutto da vedere ed ascoltare, che renderà ancora più preziose le festività di Sansepolcro.

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Oggi il tradizionale incontro di fine anno con la stampa da parte dei vertici del Sansepolcro Calcio

Tradizionale incontro di fine anno con la stampa da parte dei vertici del Sansepolcro Calcio. Approfittando della sosta dei campionati, i responsabili del sodalizio bianconero hanno ricevuto in sede i giornalisti per esporre il consuntivo del 2022 e tracciare gli obiettivi per il futuro. All’evento presenti il presidente Giorgio Lacrimini, il direttore generale Giovanni Guerri e il membro del cda Claudio Cherubini, che hanno più volte tenuto a ringraziare e salutare i tifosi per la passione dimostrata. Una realtà importante quella del Sansepolcro, che conta circa 400 tesserati, con un florido e partecipato settore giovanile, una sezione femminile, la gestione degli impianti sportivi cittadini.

Presente anche l’allenatore della prima squadra, Antonio Armillei, che ha espresso la sua soddisfazione per i risultati conseguiti sin qui – i bianconeri hanno chiuso l’anno in testa al torneo di Eccellenza – manifestando la precisa volontà di mantenere la posizione sino al termine del campionato, che vedrebbe il Sansepolcro tornare in serie D. Al termine del cordiale confronto con i mezzi di informazione, illustrate anche le particolarità del calendario 2023 ideato e realizzato da Claudio Cherubini. Un brindisi augurale e foriero di ulteriori successi ha concluso l’iniziativa in attesa della ripresa dell’attività agonistica ai primi di gennaio.

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Sequestrati oltre 500 chilogrammi di articoli pirotecnici detenuti e stoccati illecitamente presso un esercizio commerciale di Arezzo

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Nell’ambito del più ampio controllo economico del territorio, in linea con recenti indicazioni della locale Prefettura, al fine di contrastare l’illecita commercializzazione di prodotti a maggiore diffusione nel periodo delle festività, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Arezzo hanno avviato un mirato piano di vigilanza sul territorio dell’intera provincia, che ha permesso di sottoporre a sequestro oltre 500 chilogrammi di articoli pirotecnici.

Nei giorni scorsi, durante un intervento effettuato nei confronti di un operatore commerciale di Arezzo, i Finanzieri hanno riscontrato irregolarità, riguardanti, da un lato, la detenzione di fuochi d’artificio destinati alla vendita, dall’altro, le modalità dello stoccaggio degli stessi all’interno dell’attività. Nel caso specifico, i “fuochi d’artificio” erano esposti nel punto vendita per un quantitativo limite di materiale esplodente superiore a quello ammesso dalla vigente normativa. Per determinate categorie di materiali pirotecnici, sebbene non sia previsto il rilascio della licenza di pubblica sicurezza, è permessa la detenzione di articoli che abbiano, complessivamente, un contenuto esplodente “attivo” non superiore a 50 chilogrammi. Nell’occasione, il titolare dell’azienda aveva, invece, la disponibilità di prodotti con contenuto esplodente, ben oltre la soglia di legge.

Così, i Finanzieri hanno effettuato un primo sequestro di materiale, per un peso di 203 chilogrammi. Le ulteriori ricerche si sono estese ai locali adibiti a deposito, nei quali erano custoditi altri prodotti, ancora imballati, per un peso di 340 chilogrammi, privi delle cautele idonee a garantire la sicurezza dell’intero immobile aziendale. Anche questi “fuochi d’artificio” sono stati sottoposti a “vincolo” giuridico, sottraendoli alla disponibilità del rappresentante legale.

Bengala, fontane di diverse tipologie e petardi sono solo alcuni degli artifizi pirotecnici sequestrati, appartenenti alle categorie “F1” e “F2”, che presentano un rischio potenziale basso e che, pertanto (entro certi limiti), sono reperibili anche negli esercizi commerciali non muniti di licenza di P.S. e vendibili a maggiori di 14 anni (F1) o di diciotto (F2), secondo la categoria di appartenenza. Al termine delle operazioni, i militari hanno sequestrato oltre 96.000 pezzi e denunciato alla locale Autorità Giudiziaria un soggetto, per il commercio abusivo di materie esplodenti. L’attività svolta testimonia ancora una volta il costante impegno della Guardia di Finanza, rivolto alla tutela della salute consumatore, alla prevenzione di condotte illegali, in modo da garantire una “cornice” di sicurezza per tutti gli operatori del settore e, di conseguenza, per l’intera collettività. Al riguardo, si evidenzia che i provvedimenti adottati dall’Autorità Giudiziaria si basano sulle evidenze probatorie sinora raccolte e che il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari; pertanto, in attesa del giudizio definitivo, vale la presunzione di non colpevolezza.

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I giornalisti tifernati condividono il ricordo che il collega Elio Vagnoni, ha scritto riguardo alla scomparsa di Carlo Fuscagni per tutti noi riferimento e maestro di giornalismo, amico, sempre vicino a Città di Castello e alla sua gente

La morte di Carlo Fuscagni mi ha colpito profondamente, da oltre 50 anni eravamo amici,fra l’altro era stato,con la moglie Fiorella, padrino di battesimo di mio figlio. Carlo è stato il mio punto di riferimento per valorizzare in Tv Città di Castello. Piacere Rai 1 doveva svolgersi in un’altra città dell’Umbria,insistetti così tanto che la trasmissione,durava cinque giorni,fu trasmessa dal teatro Comunale tifernate. Città di Castello,grazie a Carlo,partecipò a Napoli alla trasmissione Mille e Una Luce.

Per oltre venti anni,ogni volta che organizzavo la Mostra del Tartufo,ricorrevo a Carlo per avere la presenza di qualche personaggio della Tv o del cinema per valorizzare con la loro presenza la mostra. Carlo è stato sempre disponibile per la sua città e sono arrivati,nel corso delle varie edizioni ,Alberto Sordi,Lino Banfi,Franco Nero, Edwig Fenech, Mara Venier,Pippo Baudo, Renzo Arbore,Renato Carosone,Zeudi Araia ,Piero Angela,Folco Quilici, Massimo Ranieri,Ricchi e Poveri,Al Bano .Alberto Sordi era rimasto così affascinato dai tartufi che un paio di anni dopo la sua presenza a Città di Castello in un programma del sabato sera,condotto da Magalli, ricordò la sua presenza alla Mostra tifernate. Indimenticabili le vacanze trascorse a Castiglioncello, a casa di Carlo, con le partite a carte con i suoi vicini di casa Raffaella Carrà e Iapino.

Mi ricordo ancora l’emozione quando telefonò che avrebbe portato a pranzo il famoso attore Jon Voight per fargli vedere la tipica casa di campagna umbra e degustare i prodotti tipici del territorio. Jon si trovò così bene che, a distanza di due anni, trovandosi con Fuscagni chiese se era possibile ripetere l’incontro nella casa di campagna del suo amico. Jon mangiò agnolotti ,pasta con piselli e pollo,faraona e oca cotto al forno a legna. In questo momento sono vicino al figlio Daniele che ha seguito,con profondo affetto il babbo in questi anni di malattia.

Elio Vagnoni

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Pallavolo femminile: dopo 50 anni, le protagoniste della promozione in serie A, si ritrovano in una conviviale

Gli anni a cavallo tra fine 1960 ed inizio 1970 sono stati forieri di una serie di successi che hanno fatto la storia e hanno portato all’attenzione della pallavolo nazionale Città di Castello con la sua Fisa Tifernum prima e Famosa poi. Infatti nel 1972, in una poule svoltasi a Perugia alla palestra Pellini, si scontrarono le prime tre dei gironi di serie B per salire, con solo la prima classificata, in serie A con la partecipazione al campionato nazionale di sole 12 squadre.

A mezzo secolo di quell’evento per una iniziativa partita da una delle giocatrici dell’epoca Daniela Gualdani e subito affiancata dalla storica capitana Paola Giombini e Rossella Cestini ed è nata una importante reunion che ha visto una grande ed importante partecipazione di ex compagne di gioco provenienti adesso da tutta Italia benchè all’epoca erano tutte giocatrici residenti in città o al massimo in vallata. Con tanto di sigillo dell’amministrazione comunale che ha ricevuto ufficialmente tutti i protagonisti dell’epoca nella sede comunale con il saluto del sindaco Luca Secondi e dell’assessore allo sport Riccardo Carletti.

Una avventura sportiva nata nei prismi anni 60 per volontà dell’azione cattolica che promuoveva anche le attività sportive attraverso la Fari (federazione attività ricreative italiane) che vedeva referenti Giovanna Gamberi e Marcella Monicchi. Erano tempi pioneristici e Città di castello non aveva un palasport , solo palestre scolastiche poche e non idonee tanto è vero che si giocava e ci si allenava un campo di gioco all’aperto che erano all’interno delle opere pie Muzi-Betti, oppure al campo all’aperto dell’Ipsia e nel cortile di Santa Cecilia, dove vennero addirittura organizzate delle gare di livello internazionale. Eppure si sviluppò un grande movimento che portò all’interesse nazionale giocatrici come Antonia (Antonella) Castellucci che vestì la maglia della nazionale Juniores e nel 1969 per bissarlo poi nel 1971 la nuova Fisa-Tifernum si fregiò del titolo italiano Juniores .

Di più nel 1969 la Fisa-Tifernum vinse la prima edizione dei giochi della gioventù e si aggiudicò nei campo del foro italico della Medaglia d’oro, nessuna squadra umbra mai arrivò ad ottenere questo alloro, con grande festa finale nella piazza del Campidoglio. Nel 1972 l’apoteosi e la conquista della promozione in serie A dopo un poule con le altre prime classificate degli altri due gironi nazionali di serie B con le finali che si disputarono al pala Pellini di Perugia con questa squadra Paola Giombini, le sorelle gemelle Daniela e Patrizia Gualdani, Rossella Cestini, Anna Migliorati, Anna Calagreti, Gabriella Carletti, Anna Maria Meattini, Maria Montagnini, Franca Raspini, Daniela Pazzaglia, Emanuela Tacchini.

Allenatore Fausto Polidori. Tutto ciò è stato possibile in quegli anni in quanto un imprenditore all’avanguardia come il commendator Mario Biagioni con la sua Fisa cartotecnica fu il primo sponsor e dette il via a questa esperienza del campionato di serie A a 12 squadre e vide come primo allenatore Fausto Polidori e successivamente Luigi Bertini che vedeva quale sponsor subentrare la Famosa Mobili. Furono anni memorabili che però ebbero il loro epilogo negativo nel 1976 allorchè il gruppo storico si sciolse e nel decretò la fine di quel sogno.

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Calcio: Fabio Calagreti torna nel Città di Castello, si occuperà di relazioni esterne ed istituzionali

Da oggi una nuova figura per le Relazioni esterne ed Istituzionali : il presidente Paolo Cangi ha infatti chiamato a svolgere il ruolo di Responsabile per tali non secondarie questioni quella che potremmo definire una… vecchia conoscenza del football di casa nostra. Si tratta infatti di Fabio Calagreti, già più volte nel tempo impegnato a servire la causa biancorossa, ed in molteplici ruoli tecnici e dirigenzial

i. “Avevamo estremo bisogno – afferma convinto il presidente – di ricoprire tale tassello in ambito societario, che considero di notevole importanza per le future fortune del club. E abbiamo ritenuto che Fabio, con la sua carica di entusiasmo, ed un bagaglio ragguardevole di conoscenze ed esperienza, sia per l’appunto la persona che fa al caso nostro “… Calagreti ha accettato senza esitazione la proposta del massimo dirigente, e da subito si è messo al lavoro. Ed allora, è il caso di dirlo, bentornato a casa Calagan!…

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Dai set cinematografici a Città di Castello e Sansepolcro nella sua Valtiberina umbro-toscana: Valentina Lodovini in comune per un incontro con il sindaco Luca Secondi ed una visita alla Mostra Internazionale di arte presepiale

Incontro in comune con il sindaco e visita alla Mostra Internazionale di Arte Presepiale in corso di svolgimento nella Cripta della Cattedrale. Dopo la tappa estiva, l’attrice, Valentina Lodovini, nata a Umbertide, ma biturgense doc, che ha avuto Città di Castello nelle tappe importanti della giovinezza e anche della carriera, è tornata in città per un breve ma sentito incontro con le istituzioni. La star di “Benvenuti al Sud, protagonista di “Vicini di casa”, il film di Paolo Costella con Claudio Bisio, Vittoria Puccini e Vinicio Marchioni, gettonato al “botteghino”, nel corso del cordiale incontro con il primo cittadino, Luca Secondi, ha avuo modo di parlare anche del futuro professionale, del significato di vedere un film in sala e della sua amata valtiberina umbro-toscana. “Andare in sala a vedere un film a mio avviso è fondamentale: non lo dico solo come attrice, ma come donna che ci crede tantissimo in questo.

Regalarsi un film in sala, è un’emozione, è formazione, ha a che fare con lo sviluppo umano, sociale ed economico”, ha dichiarato la bellissima attrice altotiberina, facendo poi riferimento al film con Claudio Bisio e ai progetti futuri. “Il primo gennaio si torna in sala con il film, “I migliori giorni” di Massimiliano Bruno ed Edoardo Leo, per cui il 2023 inizia alla grande per me, con un film in uscita è bello.” Nell’incontro con il sindaco ha ricordato l’emozione del debutto da professionista al Teatro comunale degli Illuminati lo scorso febbraio, dove si è esibita nel monologo “Tutta casa, letto e chiesa”, un classico di Dario Fo e Franca Rame. Un’interpretazione applauditissima dal pubblico su un palcoscenico dove Lodovini era salita per la prima volta a tre anni e mezzo, da ballerina della scuola di danza di Alessandra Carmignani, e che aveva conosciuto nelle prime esperienze da attrice vissute nel capoluogo tifernate, dove nel 2000 si è diplomata presso il Laboratorio Teatrale permanente dell’associazione culturale “Ottobre”, diretta da Valeria Ciangottini.

“Le radici sono fondamentali per chiunque – ha proseguito l’attrice – sono ciò che ti definiscono. Tornare qua a Citta’ di Castello e Sansepolcro su di me ha un effetto di ricarica. Sono tanto legata alla natura e alle eccellenze culturali ed artistiche, straordinarie di questa valle umbro-toscana: citare Piero della Francesca, Raffaello e Alberto Burri è dire tutto. Questo territorio ce lo invidiano tutti: tutti prima o poi passano da qua. I profumi, i colori, gli odori, la storia, i geni fanno parte del patrimonio culturale dell’umanità”, ha concluso. “Ormai con Valentina Lodovini siamo legati da passioni comuni e amore per questa terra, con grande senso di appartenenza e orgoglio, per quello che esprime e racchiude fra bellezze e ricchezza culturali e artistiche” – ha precisato il sindaco Luca Secondi. “Le sue parole sull’importanza di vedere film magari in sala e comunqe sul ruolo culturale e formativo del cinema ci trovano d’accordo e credo che rappresentano la strada da percorrere in futuro magari anche attraverso la tecnologia in grado di avvicinare anche i giovani”.

Con Valentina Lodovini, impegni professionali permettendo, poi, potremo sviluppare in futuro, progetti ed iniziative per la solidarietà, la vicinanza alle persone fragili e ai bambini, temi sui quali ci siamo impegnati a lavorare”, ha concluso Secondi prima di accompagnare l’attrice ad una visita alla Mostra Internazionale di Arte Presepiale in corso di svolgimento nella Cripta della Cattedrale, guidati dal vice-presidente dell’Associazione “Gualtiero Angelini, Amici del Presepio”, Claudio Conti. Al termine della visita il sindaco ha consegnato alla attrice un piatto in ceramica realizzato dal maestro Luca Baldelli presso Ceramiche Noi, azienda specializzata nella lavorazione della ceramica di pregio.

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Cordoglio del sindaco, Luca Secondi per la scomparsa a 89 anni di Carlo Fuscagni: “un pezzo di storia della televisione e del nostro paese che con orgoglio ricorderemo sempre”

“Ci ha lasciati oggi un grande uomo prima di tutto, innamorato della sua città e delle sue origini che ha sempre rivendicato con orgoglio. Un professionista elegante e colto del giornalismo, della televisione e del cinema, ambiti che lo hanno visto a lungo protagonista di successi e progetti che ancora oggi tutti ricordano con doverosa gratitudine. Carlo Fuscagni, tifernate “doc”, come il fratello Nino, scomparso qualche anno fa, era soprattutto un simbolo, un volto noto della Rai, il servizio pubblico, dove ha ricoperto incarichi di primissimo piano alla guida della Rete e del Tg “ammiraglia” accanto ad un altro giornalista di primissimo livello come Sandro Ceccagnoli, altro tifernate “doc” a lungo capo-redattore del Tg1.

Carlo Fuscagni ha legato la brillantissima carriera anche alla sua città dove ha ricoperto soprattutto il ruolo di Presidente del Festival delle Nazioni adoperandosi fattivamente per promuovere a livello internazionale l’immagine della città e delle numerose eccellenze attraverso la presenza costante negli anni ‘80 e ‘90 di tante celebrità della televisione, del cinema, dello spettacolo e della cultura. Un pezzo di storia del nostro paese che con orgoglio ricorderemo attraverso la sua figura e quello che ci lascia in eredità in termini di valori e punti di riferimento”. E’ quanto dichiarato dal sindaco, Luca Secondi, appena appresa, oggi, la notizia della scomparsa di Carlo Fuscagni.

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