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Monterchi piange Enzo Giuntini: lutto nell’imprenditoria dell’Alto Tevere

Monterchi – L’Alto Tevere perde uno dei suoi protagonisti storici. È morto questa mattina nella sua abitazione di Monterchi Enzo Giuntini, 97 anni, fondatore dell’omonima azienda di mangimi nata nel 1956 nel borgo altotiberino e successivamente trasferita nella zona industriale di Città di Castello.

Figura simbolo dell’imprenditoria locale del secondo dopoguerra, Giuntini ha rappresentato per decenni un punto di riferimento per il settore agroalimentare e zootecnico umbro. La sua attività imprenditoriale prese avvio proprio a Monterchi, in una fase di profonda trasformazione economica per l’Umbria e per l’intero territorio dell’Alto Tevere.

Nel 1956, intercettando le esigenze di un comparto agricolo in evoluzione, fondò l’azienda di produzione mangimi che nel tempo sarebbe cresciuta fino a diventare una realtà industriale strutturata. Un percorso di sviluppo culminato nel 1966 con il trasferimento nella zona industriale di Città di Castello, scelta che segnò un passaggio decisivo verso l’ampliamento produttivo e occupazionale.

L’azienda, pur crescendo e strutturandosi, ha mantenuto un forte legame con il territorio, garantendo lavoro a numerose famiglie di Monterchi, Città di Castello e dell’intera vallata altotiberina. Un contributo significativo allo sviluppo economico locale, in anni di grandi cambiamenti per il tessuto imprenditoriale umbro.

Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un imprenditore determinato, legato ai valori del lavoro e della famiglia, sempre profondamente radicato nella propria comunità. La notizia della sua scomparsa ha suscitato cordoglio tra imprenditori, ex dipendenti e cittadini dell’Alto Tevere.

Enzo Giuntini lascia la moglie Lucia e i figli Gino e Gina. Nei prossimi giorni saranno comunicate le informazioni relative alle esequie.

Con la sua morte, Monterchi e Città di Castello salutano uno degli artefici della crescita industriale del territorio.

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Foreste Casentinesi da proteggere e da vivere

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Il direttore del Parco Nazionale Andrea Gennai giovedì 12 febbraio ospite del Cai Arezzo per parlare di turismo consapevole e ambiente

Arezzo 7 febbraio 2026 –  Abbiamo a due passi da casa una delle aree italiane più belle e importanti dal punto di vista naturalistico, ambientale, turistico e religioso, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, trentaseimila ettari equamente divisi fra Emilia Romagna e Toscana, fra le province di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze. Ottocento chilometri di sentieri che richiamano ogni anno migliaia e migliaia di escursionisti e che vedono tra i protagonisti, sia come camminatori sia come addetti alla manutenzione, i soci volontari del Club Alpino Italiano. Il Cai di Arezzo, con i suoi 85 chilometri, e il Cai di Stia, con 172 chilometri, hanno infatti il compito di curare, pulire e segnare i percorsi del versante toscano con i classici simboli guida bianchi e rossi per garantirne la percorribilità e il costante monitoraggio.

Per questo il prossimo 12 febbraio per il calendario dei “Giovedì del Cai” alle 21 nella sede del Cai di Arezzo in via Fabio Filzi 28/2 si parlerà di “Foreste Casentinesi, un patrimonio da proteggere. Turismo consapevole nel Parco Nazionale” con Andrea Gennai, direttore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, il quale affronterà le tematiche più emergenti connesse alla gestione di un’area naturalistica che deve fare i conti con la sua tutela ambientale e la sua fruizione. Incontro aperto a tutti, anche ai non soci.

“Il turismo offre moltissime opportunità – anticipa il direttore del Parco Gennai – ma anche delle problematiche legate alla conservazione dell’area. Stiamo strutturando strategie affinché i turisti possano diventare essi stessi strumento di conservazione svolgendo attività di svago, di conoscenza e di benessere. Siamo già riusciti a trovare soluzioni pratiche proprio per gestire queste problematiche”.

Molte le attività, infatti, svolte nel Parco mirate a una gestione consapevole e a una convivenza necessaria e possibile tra uomo, fauna, vegetazione, rivolte alle scuole, ai tanti pellegrini che percorrono il Sentiero delle Foreste Sacre e l’Alta Via dei Parchi, ma anche attente alla salvaguardia della Riserva Integrale di Sasso Fratino, dove l’ambiente naturale è conservato nella sua integrità, del complesso monumentale della Verna e delle Ri­serve naturali biogenetiche di Camaldoli, Scodella, Campigna e Badia Prataglia.

Un vero patrimonio da proteggere, ma anche da vivere.

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Ieri a Marsciano il secondo appuntamento dedicato al futuro economico e produttivo della regione. Dal confronto alle proposte: il Pd Umbria accelera sul nuovo sviluppo

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Si è svolta venerdì sera la seconda iniziativa del Partito Democratico dell’Umbria, dal titolo “Umbria, terra di mezzo – identità e innovazione per un nuovo modello di sviluppo sostenibile”, che prosegue il ciclo di incontri dedicati al futuro economico e produttivo della regione.
La tavola rotonda in apertura ha visto la partecipazione di Cgil, Cisl, UIL, Legacoop, CIA, CNA, CONFAPI e l’Ordine degli avvocati. Il confronto ha evidenziato come la bassa produttività e la crisi demografica rappresentino un blocco strutturale allo sviluppo del territorio. C’è stato spazio anche per un gioco di ruolo in cui le rappresentanze si sono invertite, con i sindacati che si sono trovati a interpretare le organizzazioni datoriali e viceversa.


A seguire è intervenuto Giulio Buciuni, docente di imprenditorialità al Trinity College di Dublino, autore di due importanti pubblicazioni come “Periferie Competitive” e “Innovatori outsider”. Buciuni ha evidenziato la necessità di superare il modello manifatturiero, superato dagli eventi, invitando alla transizione dei territori industriali verso ecosistemi imprenditoriali della conoscenza, orientati all’aggregazione, all’innovazione e trainate da imp


Il segretario regionale del Pd, Damiano Bernardini ha rimarcato la necessità di mettere in campo una visione per l’Umbria delle opportunità, un territorio di cerniera che deve attirare risorse, imprese e talenti. Per dar seguito a queste sfide – ha sottolineato il segretario – il Pd costituirà un gruppo di lavoro che elaborerà un documento programmatico per il nuovo modello di sviluppo dell’Umbria che verrà presentato pubblicamente e consegnato alla Presidente Proietti e all’Assessore De Rebotti.

Tra le azioni che il Partito Democratico porterà avanti c’è la costituzione di un incubatore per startup, con la collaborazione di professionisti e imprenditori che possano accompagnare una nuova generazione di imprenditori e la proposta di realizzazione di un ecosistema umbro della robotica, capace di aggregare fornitori qualificati e competenze complementari per unire le specializzazioni della regione, produrre nuova conoscenza e soluzioni tecnologiche a maggior valore aggiunto.

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La panchina del “cuore, della solidarietà, contro ogni forma di violenza in piazza Matteotti a disposizione per foto e messaggi con uno sfondo “mozzafiato”, la facciata del palazzo del Podestà e l’orologio a due quadranti monumento simbolo della città

 
La panchina del “cuore, della solidarietà, contro ogni forma di violenza in piazza Matteotti a disposizione per foto e messaggi con uno sfondo “mozzafiato”, la facciata del palazzo del Podestà e l’orologio a due quadranti monumento simbolo della città.  Il Consorzio Pro-Centro Città di Castello, in occasione della festività di San Valentino, tradizionalmente dedicata alla celebrazione dell’amore, promuove un’iniziativa inedita che coniuga il valore simbolico e festivo della ricorrenza con un importante messaggio di sensibilizzazione contro ogni forma di violenza, con particolare attenzione ai temi del rispetto reciproco, dell’amore sano e della consapevolezza emotiva. Le attività commerciali del centro storico che partecipano attivamente all’iniziativa hanno allestito le proprie vetrine con cuori decorativi, frasi d’amore e messaggi di sensibilizzazione, mantenendo un’estetica coerente con la festività e integrando il messaggio sociale in modo delicato ma significativo. In piazza Matteotti c’è una postazione dedicata con punto foto, allestita con tappeto rosso e panchina, con due grandi piante, quale simbolo di crescita, vita e amore, decorata con cuori e messaggi positivi, pensieri e dediche scritte dai cittadini.

L’installazione assume, nelle intenzioni degli organizzatori, il valore di un’opera collettiva e partecipata, capace di stimolare riflessione e coinvolgimento. In particolare, nella giornata di sabato 14 febbraio, la postazione sarà dedicata alla scrittura dei pensieri d’amore, che i partecipanti potranno appendere alle piante. Il progetto prevede inoltre la collaborazione con associazioni del territorio impegnate nel contrasto alla violenza, che potranno contribuire attraverso materiali informativi, messaggi di sensibilizzazione e, se ritenuto opportuno, momenti di presenza o animazione nel corso dell’iniziativa.

Il presidente del consorzio Pro Centro, Flavio Benni, ringrazia, l’amministrazione comunale ed in particolare l’assessore alle politiche sociali, Benedetta Calagreti, “per la collaborazione e supporto nell’allestimento e nel coinvolgimento delle associazioni, ed i colleghi commercianti per la attiva partecipazione” . “Una bellissima iniziativa dell’associazione pro centro – ha sottolineato l’assessore Benedetta Calagreti – che siamo stati felici di accogliere e supportare, anche attraverso il coinvolgimento di Kreo, laboratorio gestito dalla Cooperativa la Rondine nel quale ogni giorno i giovani lavorano nell’ottica della condivisione. Ed è proprio con questo spirito che collaboreranno con i  commercianti  per coinvolgere e sensibilizzare la cittadinanza nell’espressione di forme d’amore, il più nobile dei sentimenti che ha bisogno di prendere forma attraverso gesti, parole e presenza.”

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Scuola media “Dante Alighieri” fra ricostruzione e dimensionamento: martedì 17 Febbraio incontro a Perugia in Prefettura

Scuola media “Dante Alighieri” fra ricostruzione e dimensionamento: martedi 17 Febbraio incontro a Perugia in Prefettura. “Il prefetto di Perugia, Francesco Zito, su sollecitazione del comune – hanno dichiarato il sindaco Luca Secondi affiancato dall’assessore ai Servizi Educativi, Letizia Guerri – si è attivato per ricercare un confronto con il Ministero dell’Istruzione e del Merito ed Invitalia, agenzia nazionale per lo sviluppo, per affrontare la questione della ricostruzione della scuola media Dante Alighieri, raccogliendo l’appello che da tempo l’amministrazione comunale sta rivolgendo nei confronti delle istituzioni preposte affinché affrontino la problematica attraverso un percorso risolutivo. Ovviamente come noto Città di Castello si trova insieme ad altri comuni nella stessa situazione a livello nazionale.

Voglio ringraziare il prefetto di Perugia per l’attenzione di vicinanza dimostrata al nostro ente e per l’incontro che ha promosso per martedi 17 febbraio alle ore 11 a Perugia dove saremo presenti con gli altri interlocutori che probabilmente saranno collegati da remoto. Colgo l’occasione anche per ringraziare tutta la comunità scolastica che in questo momento si è mobilitata sia per la questione della “Dante” in termini di edilizia scolastica da dover ripristinare al più presto con la ripresa dei lavori interrotti da oltre un anno, sia in termini, diciamo di contrarietà alla scelta di dimensionamento scolastico, una scelta illogica attuata dal commissario commissario ad acta e neo direttore generale dell’ufficio scolastico regionale dell’Umbria, Ernesto Pellecchia che ha disatteso quelle che erano le istruttorie che avevano indotto la regione ad identificare altre realtà e non Città di Castello.

Sono motivazioni, oltre quella della logistica, che ci porteranno a presentare il ricorso al Tar annunciato proprio per tutelare i diritti del nostro territorio, auspicando sempre che ci sia poi di fatto nel frattempo un ripensamento anche da parte del direttore generale sulla scelta adottata”, hanno concluso il sindaco Luca Secondi affiancato dall’assessore ai Servizi Educativi, Letizia Guerri, che lunedi scorso hanno incontrato a Perugia il neo direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria, Ernesto Pellecchia, ribadendo le motivazioni di carattere tecnico circa l’impossibilità da parte del comune di poter recepire il provvedimento contenuto decreto direttoriale 62 del 28 gennaio 2026 che definisce l’assetto del sistema scolastico della regione Umbria nell’anno 2026/2027 in relazione all’accorpamento della “Alighieri-Pascoli” ai due circoli didattici di Città di Castello, supp

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San Giustino, bocciata la mozione per intitolare una via a Norma Cossetto: opposizioni all’attacco

Si accende il dibattito politico a San Giustino dopo la bocciatura, da parte della maggioranza consiliare di centrosinistra, della mozione che proponeva di intitolare una rotonda, un largo o una via di nuova istituzione a Norma Cossetto, giovane istriana uccisa nel 1943 e insignita nel 2005 della Medaglia d’Oro al Valor Civile dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

La proposta era stata presentata dai consiglieri di minoranza Luciana Veschi (Fratelli d’Italia), Corrado Belloni (Lega) e Giacomo Buitoni (San Giustino nel Cuore). Secondo i firmatari, l’intitolazione avrebbe rappresentato “un gesto di memoria condivisa e di rispetto verso una giovane donna vittima di una violenza brutale”, oltre che un segnale concreto nella difesa della dignità femminile.

Nel corso della discussione consiliare, il capogruppo della Lega Corrado Belloni aveva dichiarato la disponibilità a emendare il testo pur di favorire un’ampia convergenza, sottolineando la volontà di superare le divisioni politiche in nome di un principio ritenuto universale: la condanna di ogni forma di violenza contro le donne. Nonostante ciò, la maggioranza ha espresso voto contrario, determinando la bocciatura della mozione.

A favore hanno votato, oltre ai proponenti, anche il capogruppo di Communitas Fabio Buschi. Secondo le opposizioni, il voto rappresenta “un’occasione mancata per affermare un principio di memoria e pacificazione” e solleva interrogativi sulla coerenza tra le iniziative pubbliche contro la violenza di genere e le scelte compiute in sede istituzionale.

Le forze di minoranza parlano di una decisione “politica e ideologica”, sostenendo che la figura di Norma Cossetto, al di là delle letture storiche e delle appartenenze, dovrebbe essere ricordata come simbolo di una giovane donna vittima di violenza. “Non chiedevamo un atto divisivo – dichiarano – ma un riconoscimento umano e civile”.

Dal canto suo, la maggioranza non ha ritenuto opportuno sostenere la proposta, ritenendo evidentemente non condivisibile l’iniziativa nei termini presentati. La distanza tra le parti, emersa in aula, si è immediatamente tradotta in un duro confronto politico destinato a proseguire anche fuori dal Consiglio comunale.

Le opposizioni annunciano ora un’azione politica “ferma e determinata” per evidenziare quella che definiscono una contraddizione tra le dichiarazioni di principio e le scelte concrete dell’amministrazione. “Il rispetto per tutte le donne vittime di violenza non può essere selettivo”, affermano i consiglieri firmatari, ribadendo l’intenzione di continuare a promuovere iniziative sul tema della memoria e della tutela della dignità femminile.

La vicenda riapre così, anche a livello locale, un confronto più ampio sul valore della memoria storica e sul significato delle intitolazioni pubbliche, strumenti simbolici che spesso riflettono sensibilità culturali e orientamenti politici differenti.

Il dibattito resta aperto, mentre la comunità sangiustinese assiste a uno scontro che va oltre la singola intitolazione e tocca temi identitari, storici e valoriali destinati a far discutere ancora a lungo.

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Il PEBA esce dal capoluogo: la nuova stagione di programmazione dell’abbattimento delle barriere architettoniche riguarderà le frazioni di Trestina e Cerbara

Il PEBA esce dal capoluogo: la nuova stagione di programmazione dell’abbattimento delle barriere architettoniche riguarderà le frazioni di Trestina e Cerbara e sarà finalizzata anche all’eliminazione degli ostacoli sensoriali. Bernicchi e Calagreti: “L’idea è di favorire un’inclusione sociale delle persone con disabilità fortemente efficace”

L’amministrazione comunale di Città di Castello programmerà l’abbattimento delle barriere architettoniche anche negli abitati di Trestina e Cerbara. E’ questo il secondo step della progettazione del PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) deliberato dalla giunta con un ulteriore investimento di 28.400 euro, cofinanziato per 10.000 euro dalla Regione e per 18.400 euro dal Comune. “Dopo la prima approvazione del piano da parte del consiglio comunale nel marzo del 2025 – sottolineano il vice sindaco con delega all’Urbanistica Giuseppe Stefano Bernicchi e l’assessore alle Politiche Sociali Benedetta Calagreti – il lavoro di ricognizione delle criticità nel tessuto urbano di Città di Castello e di definizione delle soluzioni per superare gli ostacoli all’accessibilità degli spazi pubblici da parte delle persone con disabilità sarà esteso dal capoluogo a quelle che, per concentrazione demografica e di servizi pubblici, sono le due principali frazioni a sud e a nord del territorio comunale”. L’iter procedurale definito dall’esecutivo, che coinvolgerà i tecnici comunali del Settore Assetto del Territorio, Edilizia e Ambiente – Ufficio P.R.G. e Strumenti Attuativi, prevede l’avvio a breve della nuova stagione di progettazione, con l’approvazione definitiva che sarà demandata ancora una volta al consiglio comunale. “Come per la prima progettazione del PEBA, la lente di ingrandimento sarà appoggiata sulle strutture e sugli spazi pubblici che svolgono un ruolo fondamentale per la vita sociale, culturale e amministrativa delle comunità locali”, spiegano Bernicchi e Calagreti, che aggiungono: “il lavoro sarà indirizzato stavolta ad analisi e approfondimenti su altre tipologie di ostacoli, altrettanto invalidanti ma più spesso invisibili, come sono le barriere sensoriali, che impediscono l’orientamento e la fruizione dei luoghi e dei servizi alle persone con disabilità visive e uditive, ma sono anche le barriere cognitive e psicosensoriali, che limitano la comprensione, l’autonomia e la sicurezza, specialmente per persone con disabilità intellettive, autismo, demenza o difficoltà di apprendimento”. “L’inserimento di questi criteri nel progetto di ampliamento del PEBA – osservano Bernicchi e Calagreti- consentirà di disporre di uno strumento di programmazione che individui anche le mancanze, oltre che le criticità dell’esistente, con l’idea di favorire un’inclusione sociale delle persone con disabilità fortemente efficace”. Il vice sindaco e l’assessore evidenziano che “alla stregua del percorso già avviato per la prima adozione del PEBA, anche la nuova stagione di progettazione sarà caratterizzata da un approccio partecipativo, che coinvolgerà attivamente il mondo del Terzo Settore, al fine di elaborare un piano il più possibile aderente alle esigenze di chi vive gli spazi urbani”. “L’obiettivo è infatti sempre quello di costruire un rapporto di fiducia tra amministrazione e cittadini”, chiariscono Bernicchi e Calagreti, richiamando l’attenzione sui benefici indiretti della partecipazione della collettività ai processi decisionali, “che sono legati al senso di coinvolgimento nella gestione della cosa pubblica e al senso di appartenenza alla comunità, alla valorizzazione delle risorse locali, insieme alla costruzione di una maggiore consapevolezza del contributo che possono offrire i singoli individui”.

Il PEBA approvato per la prima volta poco meno di un anno fa dal consiglio comunale all’unanimità, si occupava di una parte del capoluogo di Città di Castello dove si concentrano sedi comunali e servizi alla collettività. L’area prescelta si estendeva lungo via Aldo Bologni e si concentrava nella zona delle scuole (medie e superiori, infanzia e primaria del quartiere La Tina) e della cittadella sportiva lungo via Engels, per poi svilupparsi verso via Togliatti, il parco della Madonna del Latte e via delle Terme. Nel dettaglio, gli itinerari e i luoghi pubblici investigati per la definizione degli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche erano: via Togliatti; via Bologni; via Engels; viale Sempione; viale Moncenisio; via delle Terme; via De Cesare; via Brennero; via De Gasperi; via Splunga; via Malfatti; via Vasari; viale del Polacchino; il parco della Madonna del Latte. Le strutture oggetto di studio per la rilevazione delle barriere esistenti erano il Palazzo comunale di piazza Gabriotti, il palazzetto dello sport, la piscina comunale e il centro sportivo Belvedere. Per ogni situazione presa in considerazione erano stati definiti la tipologia di intervento utile ad abbattere le barriere architettoniche e una stima dei costi necessari, in modo da mettere a disposizione dell’amministrazione comunale gli strumenti necessari per intervenire ogniqualvolta si rendano disponibili risorse economiche. L’investimento stimato per i lavori era di circa 2 milioni di euro, suddiviso tra 1.486.853,92 euro per gli spazi urbani e 359.304,91 euro per gli edifici.

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Pallavolo Altotevere, la spinta di Chiella: “Una vittoria piena per sbloccare l’attuale impasse”

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Anche il giovane libero biancazzurro spera nella riconquista dei tre punti domenica contro il Savigliano e ammette: “Nel mio ruolo siamo soggetti ad alti e bassi, in ultimo non mi piaccio”

Alla vigilia del penultimo impegno casalingo della stagione regolare per la ErmGroup Altotevere nel girone Bianco del campionato di Serie A3 Credem Banca, parola al giovane libero Leonardo Chiella (20 anni il prossimo settembre), che esprime le sue sensazioni alla vigilia della sfida contro la Monge Gerbaudo Savigliano. Nelle iniziali sei partite della fase di ritorno, la squadra ha raccolto soltanto 4 punti con una vittoria e cinque sconfitte; logico quindi che la voglia di tornare al successo pieno sia tanta. “Lo speriamo vivamente – dice Chiella – ma siamo molto fiduciosi. Conosciamo benissimo le difficoltà del momento, per cui abbiamo più che mai bisogno di fare risultato”. E l’atleta grossetano condivide anche le dichiarazioni del secondo allenatore, Mirko Monaldi: “E’ vero, ci manca ancora un po’ di convinzione, poi lui l’ha quantificata nel 30% e non ho motivo per non credere alla sua analisi; siamo consapevoli di questa carenza e la possiamo colmare solo con una vittoria piena”. Il calendario mette ora di fronte ai biancazzurri le ultime due della classifica, Savigliano e Trebaseleghe; sulla carta l’indicazione appare chiara, ma guai a parlare prima del tempo! “Saremo pure i favoriti – sottolinea – però Savigliano è reduce da un successo importante e rimane pur sempre un buon complesso di squadra. Inoltre, in questo periodo della stagione sempre più decisivo, ogni avversaria diventa pericolosa: la pallavolo è una disciplina basata sul gioco veloce e di conseguenza la concentrazione deve regnare azione dopo azione. Una vittoria ci aiuterà, a patto di recuperare fiducia e quell’intesa che da inizio 2026 sembra in parte smarrita. Tutto passa dal lavoro”. Arrivato la scorsa estate, Chiella è una sorta di titolare “part time”: entra in proiezione difensiva, quando la ErmGroup va in battuta e lascia i compiti in ricezione all’esperto collega Pochini. Il periodo attuale è già maturo per un primo bilancio della sua stagione. “Sono innanzitutto orgoglioso di far parte di questa squadra, che rappresenta una piazza importante. E sono altresì contento della fiducia riposta in me dallo staff tecnico: non era una cosa scontata. Chiaramente, sono un giocatore che tocca pochi palloni nell’arco della gara, per cui posso essere soggetti ad alti e bassi. In ultimo – sono sincero e autocritico – sono più i “bassi” che gli “alti”: non mi sto piacendo, anche se cerco di dare una mano. Comunque sia – e conclude – mi sento cresciuto in un ruolo nel quale prendere il ritmo è più difficile e allora debbo reputarmi soddisfatto”.  

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Corso di alta formazione per creatori e performer della scena teatro, danza, performance

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UN PERCORSO GRATUITO E RESIDENZIALE
PROMOSSO DA CAPOTRAVE/KILOWATT, ARMUNIA E ANGHIARI DANCE HUB

UN’OCCASIONE PER ARTISTE/I UNDER 35 CHE VOGLIANO SPERIMENTARE NUOVI LINGUAGGI, TECNOLOGIE E MODALITÀ DI RELAZIONE CON IL PUBBLICO

DEADLINE PER PARTECIPARE: LUNEDÌ 9 MARZO

C’è tempo fino a lunedì 9 marzo, a mezzogiorno, per candidarsi al percorso di alta formazionegratuito e residenziale – promosso dall’Associazione culturale CapoTrave/Kilowatt, dalla Fondazione Armunia e dalla Cooperativa Anghiari Dance Hub: tre realtà toscane che, con questa call, si rivolgono ad artisti/e under 35 del teatro, della danza e della performance che desiderino ripensare la propria pratica nello spazio digitale, sperimentando nuovi linguaggi, tecnologie e modalità di relazione con il pubblico. Un’occasione per interrogare il rapporto tra corpo, macchine e comunità e progettare opere pensate per l’interazione tra materialità della scena e digitalità. Il progetto è realizzato grazie al Fondo Sociale Europeo+ della Regione Toscana.

L’avviso è finanziato con le risorse del PR FSE + Toscana 2021/27 e rientra nell’ambito di Giovanisì (www.giovanisi.it), il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani”.

Il corso è pensato per 15 partecipanti under 35, attualmente non occupati in maniera stabile e continuativa, con una formazione o un percorso artistico nel campo del teatro, della danza o della performance, interessati a sviluppare la propria ricerca nello spazio digitale.

La formazione – suddivisa in 5 moduli della durata di 15 giorni ciascuno – avverrà in modo residenziale, favorendo un ambiente di ricerca condivisa, fatto di confronto e sperimentazione. Si terrà da maggio a ottobre 2026, per un totale di 75 giorni di lezione tra Rosignano Marittimo (LI), Sansepolcro (AR) e Anghiari (AR) (600 ore totali, di cui 280 ore di lezioni frontali, 200 ore di laboratori e project work, 120 ore di tutoraggio). I 5 moduli affronteranno i seguenti temi: creazione digitale, comunità e accessibilità, drammaturgie per lo spazio digitale e per l’online, tecnologie per la composizione performativa, piattaforme e spazi di performatività digitale, progettazione artistica per il digitale.

Il corso è completamente gratuito, così come l’alloggio in camere multiple con uso cucina. È inoltre prevista l’erogazione di una borsa di studio: da € 1.325,00 (per la frequenza minima) fino a € 1.875,00 (per la frequenza completa). La soglia minima obbligatoria di partecipazione è pari al 70% del monte ore programmato. Al termine verrà rilasciato un attestato di partecipazione

La direzione del corso è affidata a Luca Ricci (CapoTrave/Kilowatt). Tra i docenti: Andrea Balzola (Accademia Albertina di Belle Arti Torino), Andrea Cosentino (attore e autore), Anna Maria Monteverdi (Università degli studi di Milano), Antonio Pizzo e Nicolò Pilon (Università degli studi di Torino), Chiara Canali (giornalista e curatrice), Daniele Villa (Sotterraneo), Diego Iglesias (MMMAD Madrid), Emanuele Lomello (NABA, Nuova Accademia di Belle Arti), Emiko Ogawa (Ars Electronica Linz), Federica Patti (RomaEuropa), Filippo Rosati (Umanesimo Artificiale), Francesco Dobrovich (Videocittà Roma), Giovanni Boccia Artieri (Università degli Studi di Urbino Carlo Bo), Kamilia Kard (artista), Laura Gemini (Università degli Studi di Urbino Carlo Bo), Leonardo Sangiorgi (Studio Azzurro), Lucia Franchi (CapoTrave/Kilowatt), Mara Oscar Cassiani (MOC), Mara Polloni (DumBo Bologna), Marcello Cualbu (IED), Maria Chiara Ciaccheri (progettista culturale), Martin Romeo (NABA, Nuova Accademia di Belle Arti), Matteo Cremonesi (IoCose), Pier Lorenzo Pisano (Teatro Nazionale di Napoli), Roberto Lucentini (iBoB), Sara Tirelli (artista e filmmaker), Simone Verduci (Neve Studio), Stefan Kaegi (Rimini Protokoll).

Il corso è fortemente orientato al mondo del lavoro, non solo per le esercitazioni e simulazioni in programma, ma soprattutto per la realizzazione di una performance digitale o un progetto curatoriale originale che saranno presentati durante la Settimana delle Residenze Digitali – nell’autunno 2026 – il festival realizzato nello spazio online e promosso dalla rete Residenze Digitali, di cui sono capofila Capotrave/Kilowatt e Armunia.

Per poter partecipare è necessario inoltrare il curriculum vitae, una lettera motivazionale e un progetto artistico performativo o curatoriale (massimo 2000 battute, corredato da materiali fotografici e/o video, se disponibili) che metta al centro l’utilizzo di tecnologie digitali e integri dimensione online e/o offline della performance, anche in formato phygital.

La commissione di valutazione per la selezione dei partecipanti sarà composta da due esperte di creazione digitale, Laura Gemini e Federica Patti, e da un drammaturgo, Pier Lorenzo Pisano, professionisti che uniscono ricerca, creazione artistica, docenza e pratica curatoriale, che saranno affiancati da Luca Ricci, Lucia Franchi, Angela Fumarola e Gerarda Ventura, direttori di Capotrave/Kilowatt, Armunia e Anghiari Dance Hub.

Per iscriversi è necessario compilare il form online e allegare la documentazione richiestaScadenza candidature: lunedì 9 marzo, a mezzogiorno.

Durante tutto il periodo di apertura della open call sarà attivo uno sportello informativo, raggiungibile telefonicamente al numero 0575 733063 o via email all’indirizzo di posta elettronica michele.rossi@kilowattfestival.it nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 14:00 alle ore 19:00.

Le richieste inviate via e-mail riceveranno riscontro nel più breve tempo possibile. Verrà, inoltre, istituito un Open Day in forma di Webinar, alla presenza dei referenti e dei tutor di ogni ente coinvolto, durante il quale approfondire il racconto del percorso formativo, così come chiarire eventuali dubbi e domande da parte degli interessati. 
www.kilowattfestival.it

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Dimensionamento scolastico a Città di Castello: i genitori chiedono un confronto con l’ex commissario ad acta Dott. Ernesto Pellecchia

I rappresentanti dei genitori e i coordinatori del movimento cittadino contro il dimensionamento scolastico sono in attesa di un incontro ufficiale con l’ex commissario ad acta, dott. Ernesto Pellecchia, per affrontare le criticità generate dal provvedimento del 28 gennaio scorso.


La delegazione dei genitori, sostenuta da oltre 3.200 firme raccolte di cui oltre 650 tra docenti e personale della scuola, ribadisce la propria contrarietà allo smembramento dell’Istituto Alighieri-Pascoli e alla conseguente ridistribuzione delle sezioni tra il Primo Circolo Didattico “San Filippo” e la Direzione Didattica 2° Circolo “Pieve delle Rose”.


Il movimento sottolinea come l’attuazione del dimensionamento a Città di Castello comporti serie difficoltà organizzative e didattiche, incidendo sulla continuità formativa, sulla qualità dell’offerta educativa e sulla gestione di istituti comprensivi già ampi e territorialmente frammentati.

A tali problematiche si aggiunge la perdurante assenza della sede dell’Alighieri-Pascoli in via della Tina, ex scuola “Dante Alighieri”, che aggrava ulteriormente la situazione logistica.


Infatti, i genitori degli alunni che si dovranno iscrivere alla scuola secondaria di primo grado devono indicare la sede, ma oltre a quella individuata in Via Collodi, ad oggi non ne esiste altra. La situazione è paradossale: si chiede alle famiglie di compiere una scelta istituzionale su una struttura che, di fatto, fisicamente non esiste. Anche ai docenti viene chiesto, entro il 14 febbraio p.v., di indicare la scuola in cui vorranno esercitare, ma anche qui altro non c’è che la sede di Via Collodi (Pascoli).


“I genitori chiedono un confronto diretto con il dott. Pellecchia – spiegano i rappresentanti del movimento – al fine di rivalutare le scelte prese, alla luce anche del Programma Formativo della Regione Umbria previsto per l’a.s. 2026/2027. Il nostro obiettivo è tutelare la qualità della scuola, la serenità delle famiglie e la stabilità del sistema educativo cittadino.”


Il movimento rimane in attesa della convocazione dell’incontro, auspicando che il dialogo possa rappresentare un primo passo verso una gestione più equilibrata e attenta ai bisogni della comunità scolastica.
 


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Medico a Pierantonio, incontro per “discutere il futuro dell’assistenza sanitaria” tra diversi assenti. PD Umbertide: “Il Comune crei le migliori condizioni”

UMBERTIDE – A questo incontro, intanto, vediamo diversi assenti: non c’è il Sindaco (ci pare che abbia la delega alla Sanità), non c’è la Usl, non c’è il medico di medicina generale che aveva l’ambulatorio a Pierantonio, solo per citarne alcuni. Per quanto ci riguarda sarebbe stato meglio invitarli e/o, se invitati, far in modo che fossero stati presenti. Sui contenuti dell’incontro: i medici di medicina generale sono carenti, è risaputo ed è sicuramente una questione da affrontare. Ma a Pierantonio il dottore c’era.

Pierantonio ha subito un terremoto a marzo 2023. La frazione sta vivendo un momento sicuramente difficile, con la ricostruzione che dovrebbe partire ma non parte, con i cittadini in forte emergenza e sofferenza. Continuare ad avere il medico di medicina generale avrebbe avuto un valore, un significato; avrebbe significato sicuramente avere un presidio. E’ vero ed è logico, oltre che disciplinato a livello normativo, che il dottore poteva e può scegliere di tenere un solo ambulatorio a Umbertide.

Ma il tema è: il Comune ha fatto il possibile per mettere in condizioni il medico affinché restasse e quindi si mantenesse un servizio per i cittadini? Il Comune scarica tutta la vicenda su altro: altre circostanze e altri soggetti. Anche i cittadini di Pierantonio però sono cittadini del Comune di Umbertide.

Gruppo consiliare PD Umbertide

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San Giustino – L’allegria del carnevale è pronta a invadere le vie del territorio

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Ecco gli appuntamenti promossi dalle associazioni con il supporto del comune

L’allegria del carnevale torna tra le vie delle frazioni di San Giustino con più appuntamenti per grandi e piccini, promossi dalle associazioni del territorio con il supporto dell’amministrazione comunale.
Colori, maschere e tanto divertimento accompagneranno giornate all’insegna della condivisione e della festa. Si comincia giovedì 12 febbraio con una giornata dedicata al “Ciccicocco”, che vedrà prima le scuole di Lama in festa (ore 9.15) e poi la Dogana (ore 16.30) animarsi con giochi e sfilate in maschera.
Si prosegue sabato 14 febbraio, sempre a Lama, con le maschere in festa per le vie del paese a partire dalle ore 14.
Domenica 15 febbraio, dalle ore 15, appuntamento con la festa di Carnevale per famiglie e bambini, realizzata in collaborazione con i doposcuola Gimogiù e San Filippo insieme al CVA di San Giustino: un’occasione speciale per stare insieme e respirare lo spirito più autentico della festa.
Il gran finale è previsto per martedì 17 febbraio alle ore 16 con la festa di Carnevale alla struttura polivalente di Selci, ricca di musica, colori e divertente animazione dedicata ai più piccoli.
“Il Carnevale rappresenta per la nostra comunità non solo una tradizione radicata, ma anche un’opportunità fondamentale per valorizzare il nostro territorio e rafforzare il senso di appartenenza – dichiara l’assessora alla cultura Loretta Zazzi –. Sono momenti che creano occasioni di aggregazione e svago per tutte le età, favorendo le relazioni e il piacere di stare insieme”.

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Viabilità – SP 101, traffico interrotto nel centro abitato di Piosina


Viabilità – SP 101, traffico interrotto nel centro abitato di Piosina

Il Servizio Gestione Viabilità della Provincia di Perugia, con apposita ordinanza, ha disposto l’interruzione temporanea del traffico (ad eccezione dei pedoni) lungo la SP 101 di Piosina per lavori di ristrutturazione di un edificio di proprietà privata. La disposizione interessa il primo tratto della strada provinciale, precisamente via Santo Ansano, nel centro abitato di Piosina, e sarà in vigore dal 9 febbraio all’11 marzo, e comunque fino al termine delle operazioni.

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Pierantonio: l’Amministrazione comunale di Umbertide e le associazioni del territorio si riuniscono per discutere il futuro dell’assistenza sanitaria

La priorità è trovare un medico di medicina generale, il CVA resta spazio della comunità

L’Amministrazione comunale di Umbertide, il mese scorso, aveva fatto chiarezza sulla cessazione dell’attività del medico di medicina generale nella frazione di Pierantonio. Si è svolto in questi giorni un nuovo e importante incontro presso il Palazzo Comunale, finalizzato ad approfondire ulteriormente la situazione e a fare il punto sulle prospettive future.

Al confronto hanno partecipato l’Amministrazione comunale, rappresentata dal Vicesindaco Annalisa Mierla, dall’Assessore Francesco Cenciarini e dal Presidente del Consiglio Comunale Giovanna Monni, Presidenti, delegati e direttivi del Consiglio di Quartiere di Pierantonio, di Pro Loco di Pierantonio, attualmente gestore del CVA, Centro di Vita Associativa, del Comitato Rinascita 9 marzo e l’ex medico di Pierantonio in quanto anche vicepresidente del Comitato 9 Marzo.

Il confronto si è svolto in un clima costruttivo e collaborativo ed ha consentito di chiarire alcuni punti fondamentali.

La cessazione dell’attività del medico di medicina generale nella frazione di Pierantonio è dovuta a una libera scelta professionale del medico stesso. La disponibilità di locali idonei non rappresenta un ostacolo all’attivazione di un nuovo medico: nel territorio è presente un ambulatorio già destinato a tale funzione, per il quale il proprietario ha riconfermato la disponibilità a completarne l’adeguamento qualora necessario, nell’ambito delle procedure previste.

Pertanto la questione degli spazi, pur affrontata e discussa, non rappresenta l’elemento dirimente per la soluzione del problema.

Il CVA è riconosciuto dalla comunità di Pierantonio come uno spazio pubblico fondamentale, destinato alla vita sociale, culturale e comunitaria della frazione, a pieno utilizzo delle associazioni del territorio, soprattutto a seguito degli eventi sismici del 9 marzo 2023, che hanno sottratto tutti gli spazi associativi e ricreativi di questa comunità lasciando il CVA unico luogo dedicato a tali attività. Un’eventuale riconversione di tale spazio, oltre a incidere su una funzione essenziale per la comunità, non risolverebbe comunque la criticità principale, che resta la carenza di medici di medicina generale.

Infatti, il punto centrale che l’incontro ha consentito di chiarire, in modo condiviso con le associazioni e con i rappresentanti del territorio, è proprio che il problema non è la mancanza di spazi, bensì la mancanza di un medico. È questo il nodo vero che emerge con forza dal territorio di Umbertide e, in particolare, dalla frazione di Pierantonio: l’Amministrazione e la comunità non chiedono soluzioni tampone o impropri utilizzi di luoghi destinati ad altre funzioni, ma risposte concrete sul fronte della disponibilità di professionisti sanitari.

È su questo aspetto fondamentale che si concentrano ora le aspettative del territorio, nella convinzione che chi ha competenza in materia possa mettere in campo passi e azioni favorevoli per arrivare a una soluzione stabile e adeguata, capace di rispondere ai bisogni reali dei cittadini e di una frazione che sta affrontando, da tempo, un percorso complesso e delicato.

Un ulteriore elemento emerso riguarda l’esito delle interlocuzioni intercorse tra l’Amministrazione comunale e la USL. A seguito della chiusura dell’ambulatorio medico, all’interno del quale venivano effettuati i prelievi ematici, l’USL ha confermato il mantenimento del servizio di prelievi e analisi del sangue, che verrà ora garantito a domicilio per i residenti del Comune di Umbertide.

Si tratta di un risultato importante, che consente di assicurare la continuità di un servizio essenziale, con particolare attenzione alle fasce più fragili della popolazione.

La raccolta di firme promossa nelle ultime settimane e che ha coinvolto cittadini, non solo della frazione, ma anche di territori limitrofi, evidenzia inoltre in modo chiaro la richiesta di un medico di medicina generale a Pierantonio, confermando quanto l’assistenza sanitaria di base sia necessaria e prioritaria per tutta la comunità.

Alla luce del confronto svolto con le associazioni e con i rappresentanti del territorio, l’Amministrazione comunale proseguirà l’interlocuzione con la USL e con la Regione, portando all’attenzione degli enti competenti le esigenze emerse e la posizione condivisa dalla comunità di Pierantonio.

L’obiettivo resta, quindi, quello di individuare, nell’ambito delle rispettive competenze, soluzioni concrete e strutturali in grado di garantire un’adeguata assistenza sanitaria alla frazione, con particolare riferimento alla necessità di un medico di medicina generale.

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Istituzione e regolamentazione delle case destinate al commiato: interrogazione della consigliera comunale Luciana Bassini (Misto-Azione)

Istituzione e regolamentazione delle case destinate al commiato: interrogazione della consigliera comunale, Luciana Bassini (Misto-Azione). Le case destinate al commiato rappresentano strutture di rilevanza sociale e sanitaria, riservate all’ultimo saluto ai defunti in un contesto decoroso, rispettoso delle diverse sensibilità religiose e culturali. La loro istituzione incide in modo significativo sull’assetto urbanistico, sui servizi cimiteriali, sul sistema sanitario locale. La normativa nazionale e regionale demanda agli organi degli enti locali specifiche competenze in materia di autorizzazione, localizzazione e regolamentazione di tali strutture. Considerato che – prosegue Bassini – nel territorio comunale sono emerse ipotesi/proposte anche esplicitate in una bozza di regolamento da parte del Comune relative all’istituzione di una o più case destinate al commiato. Tali ipotesi hanno sollevato interrogativi e preoccupazione tra i cittadini in relazione alla localizzazione di tali case, al loro impatto sul contesto urbano e alla trasparenza delle procedure adottate per la loro realizzazione. Risulta fondamentale garantire un percorso chiaro, partecipato e rispettoso nell’interesse pubblico.” Per queste motivazione la consigliera Bassini chiede di conoscere se “l’amministrazione abbia avviato o intenda avviare procedure finalizzate all’istituzione di una o più case destinate al commiato nel territorio comunale. Quali siano i criteri adottati o che si intendano adottare per la localizzazione di tali strutture; Se esista o se sia in fase di predisposizione un regolamento comunale specifico in materia; quali soggetti pubblici o privati siano eventualmente coinvolti nel procedimento; se siano state effettuate valutazioni sull’impatto urbanistico, sanitario, ambientale e sociale; se l’amministrazione intenda coinvolgere il consiglio comunale e la cittadinanza nelle scelte relative a tali strutture; quali siano i tempi previsti per eventuali decisioni ed autorizzazioni”.
CDCNOTIZIE/2026/02/06/CONSINLINEA/10/GGAL

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Crostino ‘Briaco: la doppia Festa di Carnevale a Città di Castello

La tradizionale festa del Crostino ‘Briaco’ si terrà il 12 febbraio e il 17 febbraio all’Hostaria “Accademia”. Un dolce tipico della tradizione carnevalesca tifernate, simbolo di festa e convivialità. 🍰

La tradizionale Festa del’Crostino ‘briaco’ organizzata il giovedì grasso(quest’anno il 12 febbraio) riprendendo la consuetudine riportata in auge anni fa dall’allora Accademia del Cioccolato, ha registrato in poche ore un sold-out eccezionale,al punto che gli organizzatori sono stati costretti a replicare a grande richiesta la serata all’Hostaria “Accademia” con le stesse modalità (cena carnevalesca e musica dal vivo) per il 17 martedì di fine Carnevale.
L’usanza del “crostino ‘briaco” affonda le radici nella più classica tradizione carnevalesca tifernate.
Sin dai secoli passati non esisteva occasione gastronomica, dal convivio più raffinato al più popolare dei banchetti, che nel periodo più spensierato dell’anno non si concludesse con questo peculiare e irripetibile dolciume “home-made”.
Nell’immaginario collettivo locale resta indissolubilmente legato ai Veglioni organizzati dalle società carnevalesche degli antichi rioni (ma non solo) di norma organizzati al teatro comunale che erano caratterizzati dalla cena del ballo a metà nottata, consumata nei palchi e coronata dal crostino ‘briaco che poi restava a disposizione dei convenuti ‘all night long’.
E si trattava di una tipicità assolutamente legata a Città di Castello intesa come acropoli entro la cinta muraria urbica poichè non si avevano riscontri, se non di riflesso, negli altri centri della vallata altotiberina; si registravano, tutt’al più, delle varianti rurali estive durante le feste per la“ Battitura” nelle campagne.
Il crostino ‘briaco può essere pure definito come un dessert ‘democratico e interclassista’ poiché univa dei caratteri “poveri” (pane raffermo, ‘avanzi’dei liquori di casa che spesso sostituivano il codificato rum) all’alkermes che da solo richiama colori e sapori carnevaleschi, sino alle squisitezze élitarie come cioccolato e mandorla tostata che solo a Carnevale le tavole dei meno abbienti potevano permettersi.
E se fiocchi e castagnole, altrettanto di consuetudine nel capoluogo dell’AltoTevere, posseggono molte analogie con dolci simili in territori contigui o vicini (strufoli, frappe, stracci, chiacchiere) di qualcosa di simile al crostino ‘briaco non vi è traccia in alcun altro dolce tipico.
Il fatto che non venga commercializzato in bar e pasticcerie e sopravviva soltanto come specialità di casa offerto in particolari circostanze di festa o d’intrattenimento danzante lo rende a rischio di estinzione.
La tradizione orale è però ancora fortissima e non c’è ricettario d’impronta territoriale che non dedichi uno spazio di primo piano a questo particolarissimo dessert. L’auspicio è che questo speciale prodotto possa godere della stessa dignità di altri dolci umbri che hanno avuto riconoscimento ufficiale con tutto ciò che ne consegue a livello di valorizzazione delle tradizioni popolari

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I capigruppo di PD, PSI, Lista Civica Luca Secondi Sindaco replicano alle dichiarazioni del consigliere comunale di Forza Italia Tommaso Campagni

“Vergognoso e inaccettabile che su dimensionamento scolastico e cantiere della Dante Alighieri non dica la verità e non difenda la comunità tifernate”

“E’ vergognoso e inaccettabile che un consigliere comunale di Città di Castello, anziché difendere la propria comunità, fare gioco di squadra con il Comune e le istituzioni scolastiche che sono in prima linea contro le scelte del dimensionamento scolastico e per cercare di ottenere la ricostruzione della scuola Dante Alighieri, si renda protagonista di una difesa d’ufficio di decisioni che sono frutto dell’operato del Governo centrale di Centrodestra, quindi espressione della sua parte politica, con dichiarazioni fuorvianti, lontane anni luce dalla realtà e dalla verità degli atti amministrativi”.

E’ quanto dichiarano congiuntamente i capigruppo di PD, PSI e Lista Civica Luca Secondi sindaco in replica alle dichiarazioni rilasciate dal consigliere di Forza Italia Tommaso Campagni a un organo di informazione locale.

“Stupisce e delude profondamente che chi rappresenta i cittadini parli senza tenere conto dei fatti, ignorandoli o facendo finta di farlo per malafede”, continuano i capigruppo della maggioranza consiliare, chiarendo che “ci sono atti amministrativi che dimostrano in maniera inconfutabile di chi sono le responsabilità di situazioni che stanno gravemente danneggiando l’intera comunità tifernate”.

“E’ il consigliere Campagni che gioca a scaricabarile e non dice la verità, non certo un’amministrazione comunale e una comunità scolastica che conoscono bene gli atti e non prendono in giro i cittadini. Sul dimensionamento scolastico sono gli atti a dimostrare che la Provincia di Perugia ha condotto un’attività istruttoria che poi ha portato alla decisone della Regione Umbria di dimensionare e tagliare autonomie a Gubbio e Terni. Una decisione che è stata poi sospesa in attesa dell’esito del ricorso straordinario presentato dalla stessa Regione al Presidente della Repubblica contro Il decreto interministeriale con cui MIM e MISE hanno definito il contingente di dirigenti scolastici e direttore dei servizi generali amministrativi (Dsga) per l’anno scolastico 2026/2027, penalizzando solo l’Umbria. Città di Castello non era assolutamente presente nelle scelte definite dalla Provincia e dalla Regione, come dimostrano atti inconfutabili.  Come capigruppo di maggioranza ci chiediamo come sia stato possibile che il commissario ad acta sul dimensionamento nominato in Umbria dal Governo abbia disatteso in maniera del tutto discrezionale le conclusioni a cui era giunto l’iter amministrativo portato avanti da Provincia e Regione. Una domanda che dovrebbe farsi anche il consigliere Campagni, perché, al contrario, i commissari nominati nelle altre regioni hanno adottato le proprie decisioni in conformità a quanto era stato definito dalle istituzioni territoriali preposte, senza alcuna discrezionalità”. 

I capigruppo di maggioranza prendono posizione anche sul cantiere della Dante Alighieri. “Riguardo allo stato dei lavori della scuola Dante Alighieri sono i fatti oggettivi e gli atti amministrativi a dimostrare che le responsabilità non sono certo del Comune, che è vittima di questa situazione insieme a tutti i tifernati, i cui interessi dovrebbero essere difesi da un consigliere comunale espressione del territorio quale è Campagni. Le responsabilità, oltre che dell’impresa aggiudicataria che è stata inadempiente e con la quale l’amministrazione comunale ha quindi risolto il contratto di appalto, sono chiaramente di Invitalia, agenzia del Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha selezionato l’azienda a cui affidare i lavori, e del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che gestisce la pratica del PNRR per la ricostruzione della scuola. Soggetti istituzionali superiori nei quali il Comune ha riposto fiducia, ma che in questo momento non stanno dando alcuna risposta”.

I capigruppo di PD, PSI e Lista Civica Luca Secondi Sindaco ricordano a questo proposito che “il Comune di Città di Castello ha fatto in pieno la sua parte e, proprio perché credeva nell’opportunità di costruire una nuova scuola a beneficio della comunità, ha investito 1 milione e mezzo di euro per cofinanziare l’intervento”. “Di fronte alla gravissima situazione di una scuola demolita e di un cantiere per la sua ricostruzione fermo, ci dovrebbe essere una reazione indignata anche da parte di chi non siede sui banchi della maggioranza, perché siamo di fronte a un danno incommensurabile per l’offerta educativa di Città di Castello. Invece dobbiamo assistere a un desolante tentativo come quello di Campagni di dare la colpa all’amministrazione comunale e di cercare di allontanare responsabilità che, semmai, sono completamente in capo alla sua parte politica”.

Gionata Gatticchi (PD), Loriana Grasselli (PSI), Rosanna Sabba (Lista Civica Secondi Sindaco)

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UNITRE di Città di Castello: la Cena di Carnevale è il 11 febbraio


L’Università della Terza Età presenta il programma settimanale e annuncia la sospensione delle attività dal 12 al 17 febbraio. Ecco gli eventi in programma: tai chi, disegno, educazione motoria e molto altro. 🎉

La Cena di Carnevale che si svolgerà mercoledì 11 febbraio alle ore 20 nella sede della Società Rionale Riosecco (vedi:

https://www.facebook.com/photo/?fbid=1404411805058136&set=gm.875663878431643&idorvanity=875663745098323&locale=it_IT)è indubbiamente l’appuntamento clou della prossima settimana per quel che concerne l’Anno Accademico 2025-2026dell’Università della Terza Età di Città di Castello Aps.

Dal 12 al 17 febbraio l’attività è…doverosamente sospesa per le vacanze di Carnevale.

Questo dunque il programma settimanale:

Lunedì 9 febbraio

ore 9 – Tai chi (Docente.: Giorgio Maderna)

ore 10,30 – Disegno e pittura (docente: Sergio Bianchini)

ore 15,30 – Club della lettura (docente: Teresa Gambuli)

Martedì 10 febbraio

ore 9 ed ore 10 – Educazione motoria (Docente: Luciano Capaccioni)

ore 15 ed ore 16 – AFA (Docenti: Luca Castellari ed Elisabetta Pompili)

ore 15 – Inglese (docente: Kerry Oldham)

ore 16 – Spagnolo (docente: Caterina Borsi)

Mercoledì 11 febbraio

ore 9, ore 10 ed ore 11– Avviamento al Pilates (Docente: Giorgio Galli)

ore 15,30 – Storia dell’arte. Il linguaggio delle grandi cattedrali greche (docente: Ornella Baldicchi)

ore 16,30 – Riflessologia plantare (docente: Debora La Groia)

Da segnalare che sul sito dell’associazione è possibile prendere visione del programma di 4 soggiorni che verranno organizzato da giugno ad ottobre.

VediSoggiorni 2026

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