Dal 1° al 17 febbraio le vetrine di 110 attività commerciali diventano opere d’arte
Sansepolcro si prepara a trasformarsi in una grande galleria a cielo aperto con “Carnevale d’Arte – Il Centro Storico si fa capolavoro”, l’evento che dal 1° al 17 febbraio animerà il cuore della città unendo creatività, commercio e tradizione.
Per oltre due settimane, le vetrine dei negozi del centro storico si trasformeranno in vere e proprie opere d’arte, offrendo a cittadini e visitatori un percorso suggestivo tra colori, allestimenti artistici e richiami ai grandi maestri della pittura. Un’occasione unica per vivere il Carnevale in modo originale, riscoprendo il centro storico attraverso l’arte e la fantasia.
L’iniziativa è promossa dall’Associazione Commercianti del Centro Storico di Sansepolcro, in collaborazione con Confesercenti e Confcommercio Valtiberina, con il patrocinio del Comune di Sansepolcro. L’obiettivo è valorizzare il tessuto commerciale locale, incentivare la partecipazione del pubblico e rendere il centro cittadino sempre più vivo, attrattivo e creativo.
“Carnevale d’Arte” invita tutti a visitare le vetrine, scoprire i capolavori ripensati e lasciarsi sorprendere da un’esperienza che fonde cultura, commercio e intrattenimento, coinvolgendo attivamente esercenti, residenti e turisti.
Sansepolcro vi aspetta dal 1° al 17 febbraio per un Carnevale all’insegna dell’arte e della bellezza.
COT, un acronimo che da qualche anno a questa parte caratterizza la formazione dei soci dei Lions Club. Come gli addetti ai lavori sanno, la creazione dell’acronimo deriva dalla parole Club Officer Training, che tradotto in termini pratici significa l’organizzazione di appositi corsi di formazione nell’ambito dei quali vengono affrontati i temi legati alle attività dei Clubs, spaziando dall’azione in senso più o meno lato (GAT) alla leadership (GLT), dalla membership (GMT) ai services (GST), oltre al funzionamento e alle modalità di funzionamento della fondazione internazionale (LCIF). Corsi che offrono una formazione strutturata per i soci e i dirigenti di club, con percorsi interattivi e dinamici, destinati a dare solidità e strutturazione ai processi decisionali e alla realizzazione dei progetti, sul modello di quanto avviene a livello del board centrale, delle aree costituzionali, dei multidistretti e dei distretti.
La zona 9A del distretto 108L, presidente Michele Farabbi, ha quindi organizzato il corso COT che si è tenuto oggi in una delle sale del Centro San Francesco di Umbertide, per l’occasione concesso dall’amministrazione comunale di Umbertide, che Farabbi in prima persona ha ringraziato calorosamente. All’evento hanno partecipato il Lions Club Umbertide, il Lions Club Città di Castello Host, il Lions Club Città di Castello Tiferno e il Lions Club Gubbio.
Una giornata intensa, condotta da due formatori certificati d’eccezione per gli oltre 30 partecipanti: i past governatori del distretto Leda Puppa e Fabrizio Sciarretta, che come sempre hanno saputo coinvolgere i corsisti, arricchendone in modo esponenziale il bagaglio di conoscenze e trasmettendo cosa significhi oggi parlare, progettare e costruire il servizio verso coloro che vivono nel bisogno. Presente anche il 2^ vice governatore Rolando Pannacci, che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa e il fatto che la formazione è un tassello importantissimo dell’universo Lions, che dà la cifra dell’affidabilità e dell’impatto dell’associazione a tutti i livelli.
Perché il servizio, pur derivando dalla miccia della motivazione nel mettersi a disposizione degli altri, non può non essere affidato a processi decisionali e realizzativi basati su conoscenze e competenze condivise, oltre che sull’affidabilità dei processi decisionali e realizzativi. E su questo versante, numeri alla mano, i Lions di tutto il mondo possono dire parole importanti.
I ragazzi di Bartolini, convincenti nei primi due set, hanno poi dato troppo spazio agli avversari, finendo con il cadere al tie-break. La classifica però sorride: è di nuovo terzo posto
Una sconfitta al tie-break con capovolgimento totale della partita, che alla fine rende amaro anche il punto riportato da Valenza, nonostante il ritorno sul terzo gradino della classifica. Nei primi due set, la ErmGroup Altotevere aveva ritrovato i propri automatismi, poi la Negrini Cte Acqui Terme ha sfoderato grinta e orgoglio, ma soprattutto ha cominciato a prendere sempre più le misure ai biancazzurri, dominando in particolare su tre fondamentali: la difesa, il muro e la battuta, con Botto e Petras che dai nove metri hanno fatto la differenza. I biancazzurri hanno accusato il colpo e sul taraflex la supremazia dei locali è stata netta, con Argenta nelle vesti di top scorer: 25 punti, seguito da Petras con 22, mentre per Esposito spiccano i 7 muri vincenti; sul versante ErmGroup, il più prolifico è stato Alpini (20 punti), con Marzolla (16) andato a corrente alterna. I centrali Quarta e Compagnoni, impeccabili all’inizio, hanno alla fine sporcato le loro medie di realizzazione.
CRONACA
Simone Serafini, coach della Negrini, schiera la diagonale Bellanova-Argenta, al centro Sarasino ed Esposito, a lato Botto e Petras e libero Trombin. Il collega Marco Bartolini gli oppone Biffi in regia, Marzolla opposto, Quarta e Compagnoni al centro, Alpini e Favaro in posto 4 e i due liberi, Pochini e Chiella, in alternanza fra ricezione e difesa. Quello iniziale è praticamente per la ErmGroup il set perfetto, almeno nella prima parte, con un prologo più che spedito: 5-0 d’acchito con Biffi al servizio, poi 7-1 e 10-3, con il muro che ferma Botto e Argenta, mentre Alpini va a segno anche dai nove metri. Soltanto sul 5-10 (muro su Alpini) i locali piazzano il primo break, ma l’ottima correlazione muro-difesa permette all’Altotevere di riallungare con i due contrattacchi vincenti di Marzolla e Alpini e di andare sul massimo vantaggio di +8 (14-6), ben gestito con i cambi palla impostati sulle veloci al centro che garantiscono sempre il punto. Semmai, la ErmGroup ha il torto di sbagliare un po’ troppo in battuta, anche se l’Acqui Terme non è da meno in qualche frangente: decisivo è il muro a tre su Argenta, seguito dall’ace di Alpini che vale il 23-16. Lo stesso Alpini chiude con la pipe del 25-18. Nella seconda frazione, altro positivo avvio dell’Altotevere, che va subito sul 4-1, anche se il muro su Favaro riavvicina i piemontesi (4-5), che cominciano a difendere in maniera sempre più continua fino a mettere il naso avanti sul 7-6 dopo un muro su una pipe di Alpini. Immediato il pareggio, dal quale origina una situazione di perfetto equilibrio sul punto a punto fino a quando un Marzolla incontenibile e un Favaro preciso dalla seconda linea non lo spezzano con i due punti che producono il break (15-13), con assieme il proficuo ingresso a freddo di Cappelletti, che trova subito l’ace del 17-14 ai danni di Petras. L’Acqui Terme tuttavia non ci sta e va a -1 con un muro su Alpini, anche se la formazione sangiustinese ha il merito di tenere il break di vantaggio e di andare a +3 (24-21) con l’ace di Compagnoni che mette in crisi la ricezione di Petras. Il punto del 25-22 e del 2-0 è opera di Alpini in parallela. Nel terzo set, con i rispettivi 6+1 invariati, la Negrini comincia ad alzare la voce: lo fa con un mani fuori di Botto e con un ace di Sarasino (palla smorzata dal nastro) che la portano sul 7-4, prima che Petras ed Esposito incappino negli errori che permettono agli avversari di ristabilire la parità; il laterale slovacco si riscatta immediatamente ed è lui a suonare la carica per i suoi, che bloccano a muro i tentativi di Marzolla e colpiscono con Argenta per il 16-12. Bartolini richiama in panca Favaro e inserisce Cappelletti, ma Petras firma il 17-12 dai nove metri e la frazione sembra prendere decisamente la sua strada, perché la compagine di Serafini difende al meglio e colpisce in contrattacco; il muro su Compagnoni e l’imprecisione di Marzolla facilitano il compito ai giocatori acquesi, che con il sigillo finale di Argenta si garantiscono il 25-19 e riaprono la contesa. Nel quarto set, con Cappelletti confermato in campo, le premesse sembrano benauguranti per l’Altotevere: contrattacco prima e azione prolungata poi con Alpini protagonista e break di vantaggio (5-3) che però dura poco, perchè Petras c’è e Botto pizzica in battuta; adesso, è Acqui Terme a giocare come faceva l’Altotevere in precedenza e l’ultimo acuto biancazzurro è di fatto quello di Alpini per il 12-12. Il primo tempo out di Compagnoni e il muro di Esposito su Alpini, con successivo ace di Argenta determinato dal nastro (16-13), lasciano intendere che si andrà al quinto set, come dimostrano a ruota il muro su Cappelletti e l’ace di Petras per il 23-17. L’inerzia è dalla parte della Negrini: muro su Alpini, il quale consegna poi il 2-2 ai padroni di casa sbagliando la battuta che fissa il parziale di nuovo sul 25-19. Nemmeno la bella partenza al tie-break riesce a sbloccare la ErmGroup, graziata da Bellanova, che si improvvisa attaccante spedendo fuori uno slash. Il 3-1 diventa 4-2 per un attacco out di Petras, ma da quel momento in poi sul taraflex c’è soltanto l’Acqui Terme, implacabile a muro su Marzolla e Alpini e con Petras che piazza due ace. Il contesto è all’improvviso ribaltato: al cambio campo il punteggio è di 8-5 e a salire in cattedra per il rush conclusivo è l’opposto Argenta, che passa tanto dalla prima quanto dalla seconda linea; il muro a uno di Esposito su Quarta e il diagonale fuori di Cappelletti sono l’ulteriore segnale di una partita in mano alla Negrini, che grazie a Petras – autore dell’ultima schiacciata – suggella la conquista dei due punti con un netto 15-9. La ErmGroup, come già anticipato, risale in terza posizione per effetto del ko subito a Cagliari dalla Gabbiano Farmamed Mantova e per un migliore quoziente set nei confronti dei virgiliani: quanto basta per addolcire un tantino la pillola. Domenica prossima, a San Giustino, arriverà la Monge Gerbaudo Savigliano.
TABELLINO
NEGRINI CTE ACQUI TERME – ERMGROUP ALTOTEVERE 3-2
(18-25, 22-25, 25-19, 25-19, 15-9)
NEGRINI CTE ACQUI TERME: Argenta 25, Garrone, Bellanova 1, Carrera, Botto 13, Petras 22, Esposito 15, Carpita, Trombin (L1) ricez. 52%, Sarasino 2. Non entrati: Volpara (L2), Dotta, Guastamacchia, Assalino. All. Simone Serafini e Carlotta Vinciguerra.
ERMGROUP ALTOTEVERE: Tesone, Biffi 3, Marzolla 16, Favaro 4, Chiella (L2), Alpini 20, Compagnoni 9, Pochini (L1) ricez. 67%, Cappelletti 6, Quarta 13. Non entrati: Cipriani, Cherubini, Procelli, Masala. All. Marco Bartolini e Mirko Monaldi.
Arbitri: Piera Usai di Milano e Ruggero Lorenzin di Vicenza.
Le parole e la musica degli 88 Folli escono dallo studio di registrazione per trasformarsi in una testimonianza di impegno civile nel nuovo singolo “Bisognerebbe Domani”, impreziosito dal featuring di Finaz (Bandabardò). Presentato ufficialmente nella cornice del cinema Post-Modernissimo di Perugia, il progetto non è nato come una semplice release discografica, ma come il frutto di una profonda sinergia tra la band e una rete di associazioni e realtà del territorio — tra cui CGIL, Caritas, la Chiesa locale, UDU e Arci — unite dall’urgenza di trasformare l’arte in un laboratorio di confronto sui temi della pace e della solidarietà internazionale. L’evento “Bisognerebbe Domani – Parliamo di Pace” ha così scosso le coscienze partendo dalla dimensione locale per abbracciare le grandi urgenze geopolitiche attuali, offrendo una visione alternativa al violento corso degli eventi contemporanei attraverso un videoclip che documenta un percorso collettivo con immagini reali delle manifestazioni pacifiste, nel pieno rispetto del diritto di cronaca e della privacy dei partecipanti.
Questo racconto visivo si è intrecciato con le analisi dei relatori che hanno rappresentato le diverse anime dell’iniziativa: Salvatore Marra (CGIL) ha discusso il valore del lavoro come asse di pace, mentre Don Marco Briziarelli (Direttore Caritas) ha portato la voce della Chiesa, arricchendo il dibattito con le testimonianze delle missioni in Kosovo e Malawi e citando il magistero dei Pontefici, da Leone XIII fino ai richiami attuali, per sottolineare l’impegno cristiano contro le ingiustizie. Al tavolo si sono susseguiti anche i contributi di Nicoletta Schembari (UDU) sui diritti in Iran e Melania Bolletta (Arci) sul nesso tra migrazioni e colonialismo, in un dialogo corale suggellato dalla voce di Simone Pampanelli (CGIL), campionata nel brano durante una manifestazione in Piazza IV Novembre. A scandire il ritmo etico del progetto sono le stesse dichiarazioni tratte dal video, che sottolineano come “quando la politica è distante le persone possono cambiare… abbiamo rotto il muro del silenzio grazie a migliaia e migliaia di giovani”, evidenziando che “in un momento dove la guerra ritorna come grande strumento di governo c’è tanta voglia di democrazia, c’è tanta voglia di partecipare” e denunciando come sia “una vergogna per tutto l’occidente… basta le guerre”.
L’emozione della proiezione sul grande schermo ha restituito il senso necessario di un’opera che invita a rallentare e a recuperare l’umanità perduta. In un’epoca di conflitti diffusi, il messaggio degli 88 Folli, delle associazioni partner e delle realtà ecclesiali è chiaro: la pace non può essere un concetto astratto, ma deve tradursi in un gesto quotidiano e concreto, fatto di musica, parole e presenza attiva.
Basket – Serie C Toscana: Romolini Immobiliare Dukes Sansepolcro: 84 – Solettificio Manetti Castelfiorentino: 64
Grande prova della Dukes che finalmente a roster completo ottiene un importante risultato contro un forte avversario.
La gara rimane in sostanziale equilibrio per tutti i primi 2 quarti, facendo presagire una dura battaglia per tutta la partita.
Al rientro dagli spogliatoi i ragazzi di coach Bini mettono in campo una solidità difensiva vista poche volte quest’anno. Come quasi sempre accade, da una buona difesa nasce un buon attacco, ed ecco che il divario prende corpo a favore dei Biturgensi, fino alla sirena finale che sancisce un roboante +20 che ribalta anche la gara di andata (sconfitta a Castelfiorentino di 11 punti).
Nota assolutamente positiva per la Dukes è il rientro di capitan Spillantini dopo quasi 3 mesi di stop per infortunio, rientro festeggiato subito con 10 punti a referto.
Ora, con il roster praticamente al completo (un in bocca al lupo a Daci per un veloce rientro dopo il problema accusato giorni fa) arriva un filotto di gare veramente impegnative, ma la squadra vista in campo oggi può far paura a tutti, in un campionato sempre più equilibrato.
Tabellini
De Angelis 8, Spillantini 10, Radchenko 30, Bazani 8, Meshvildishvili,Menichetti 7, Hassan 17, Della Mora 3, Casini, Cascianini, Terrosi, Zacchigna 1.
Domenica 8 febbraio il Carnevale di Anghiari, sette giorni dopo sarà la volta di Sansepolcro. Eventi all’insegna di tradizione e divertimento
Si è svolta questa mattina nella Sala del Consiglio del Comune di Anghiari la conferenza stampa di presentazione del Carnevale 2026 di Anghiari e Sansepolcro. Un doppio appuntamento, un incontro unico a confermare e rafforzare la sinergia tra le due realtà tiberine. Sarà una doppia festa, da vivere e da condividere per due domeniche consecutive, all’insegna della tradizione e del divertimento. In modo da consentire a più persone possibile di partecipare e di gustarsi entrambi gli eventi.
Alla conferenza hanno preso parte il sindaco di Anghiari e presidente della Provincia di Arezzo Alessandro Polcri, le assessore Francesca Mercati del Comune di Sansepolcro e Ilaria Lorenzini del Comune di Anghiari, la presidente del Carnevale della Gioventù di Anghiari Elena Bartolini e alcuni protagonisti delle due manifestazioni, comprese le due maschere più rappresentative, quindi SenzaBriglie per Sansepolcro e il Sambudellaio per Anghiari.
Il Carnevale di Anghiari: domenica 8 febbraio
Ad aprire il programma sarà il Carnevale della Gioventù di Anghiari che si svolgerà domenica 8 febbraio a partire dalle 15:00, con l’inizio della sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati per le strade del paese. Parteciperanno anche il Gruppo Bandistico e Majorettes di Lama e la Compagnia dei Ricomposti di Anghiari. Evento speciale sarà “Illuminiamo il Carnevale” con l’accensione dei palloncini luminosi al termine della sfilata.
“Siamo molto felici di confermare il rapporto di collaborazione con il Carnevale di Sansepolcro – ha dichiarato Alberica Barbolani da Montauto, assessore alla cultura del Comune di Anghiari – e voglio prima di tutto ringraziare la Società del Carnevale della Gioventù di Anghiari per il lavoro che anche quest’anno viene svolto a livello organizzativo. Si tratta di un evento importante per il paese, giunto all’edizione numero 56. Sarà una giornata di festa e spensieratezza, di condivisione, sorrisi e divertimento. Per i più piccoli e anche per gli adulti”.
“La 56ª edizione del nostro Carnevale – ha sottolineato Elena Bartolini, presidente della Società del Carnevale della Gioventù – sarà caratterizzata dalla presenza di carri e gruppi, con i giovani sempre più protagonisti. La grande novità di quest’anno sarà la partecipazione alla sfilata della Compagnia dei Ricomposti e ne siamo onorati perché è una realtà di grande tradizione che porta Anghiari e le nostre usanze nel mondo. Ci saranno il Sambudellaio che è uno dei simboli storici del Carnevale della Gioventù,l’affascinante accensione dei palloncini luminosi al termine dell’evento e ci sarà soprattutto tanta voglia di divertirsi. In caso di maltempo la manifestazione sarà rimandata a domenica 22 febbraio”.
Il Carnevale di Sansepolcro: domenica 15 febbraio
Il Carnevale di Sansepolcro si svolgerà domenica 15 febbraio, coinvolgendo il centro storico in un clima di festa, condivisione e partecipazione. La manifestazione è aperta alla partecipazione di gruppi mascherati, che potranno iscriversi comunicando il nome del gruppo, il tema scelto e il numero approssimativo dei partecipanti.
Tutti i gruppi regolarmente iscritti avranno la possibilità di salire sul palco ed esibirsi, presentando il proprio lavoro e contribuendo attivamente allo svolgimento della giornata. Per questa edizione, il Carnevale si caratterizza per una scelta volutamente inclusiva: non è prevista una classifica né un gruppo vincitore, con l’obiettivo di valorizzare la partecipazione e lo spirito della festa più che la competizione.
Ma, tra le novità dell’edizione 2026, è prevista la premiazione delle maschere più originali, selezionate tra tutte quelle presenti alla manifestazione, come riconoscimento alla creatività e alla fantasia che da sempre contraddistinguono il Carnevale biturgense.
“Piazza Torre di Berta torna a essere il fulcro di una festa popolare che coinvolge l’intera città, valorizzando spazi, relazioni e tradizioni. Abbiamo voluto un Carnevale inclusivo, aperto a tutti – ha sottolineato Francesca Mercati, assessore a cultura, turismo, commercio e manifestazioni del Comune di Sansepolcro – capace di mettere al centro la creatività, la condivisione e il piacere di vivere insieme il centro storico. La scelta di dare spazio a tutti i gruppi, senza competizione, e di premiare l’originalità delle maschere va proprio in questa direzione”.
Carnevale 2026: due date e un unico grande divertimentoLe amministrazioni comunali di Sansepolcro e Anghiari invitano cittadini e visitatori a partecipare numerosi alle feste più attese dell’anno, per celebrare insieme la magia del Carnevale, tra tradizione e innovazione, divertimento e comunità.
Si è svolta ieri venerdì 30 gennaio, presso il Circolo degli Illuminati di Città di Castello, la presentazione ufficiale della Comunità Energetica Rinnovabile EOS, un’iniziativa che ha registrato una straordinaria partecipazione della cittadinanza, a testimonianza del forte interesse del territorio verso i temi della transizione energetica, della sostenibilità e dei modelli di sviluppo condivisi.
Nel corso dell’incontro, il Sindaco Luca Secondi ha sottolineato come l’importanza delle energie rinnovabili non debba essere assoggettata a fenomeni di speculazione, ribadendo la necessità di un approccio fondato sull’interesse pubblico e sul beneficio collettivo. Thomas De Luca, assessore regionale alla transizione energetica ha approfondito il ruolo della normativa sulla produzione di energia, evidenziando il carattere strategico della Comunità Energetica EOS e richiamando il programma di sostegno alle pubbliche amministrazioni promosso dalla Regione Umbria.
La Consigliera regionale Letizia Michelini ha evidenziato i benefici che la Comunità Energetica EOS può generare per il territorio, sia in termini economici che sociali, mentre David Magini, in qualità di Presidente, ha illustrato le motivazioni che hanno portato alla nascita della comunità, le sue caratteristiche e il meccanismo di funzionamento, soffermandosi sugli obiettivi a breve e medio termine legati alla realizzazione degli impianti e al coinvolgimento di enti e cittadini del territorio.
L’Avvocato Buonafede, esperto di diritto dell’energia e di redazione di statuti e regolamenti delle comunità energetiche, ha contribuito alla realizzazione dello statuto della Comunità Energetica EOS e ha offerto un intervento sulle caratteristiche giuridiche delle CER, sottolineandone l’importanza dal punto di vista normativo.
Il Professor Federico Rossi ha dedicato il suo intervento alle tecnologie e all’innovazione, con un focus sull’utilizzo dell’idrogeno, sui sistemi di immagazzinamento e accumulo dell’energia e sulle opportunità offerte dall’efficientamento energetico. Il Presidente di Legambiente, Maurizio Zara, ha infine illustrato le opportunità e le difficoltà della Comunità Energetica EOS nel panorama regionale, richiamando con forza la valenza sociale dell’iniziativa e i benefici per la comunità locale.
La presentazione ha rappresentato un importante momento di confronto e condivisione, confermando la Comunità Energetica EOS come uno strumento concreto per promuovere un modello di sviluppo sostenibile, partecipato e radicato nel territorio.
Inaugurata alla grande la 7° edizione de “Gli arnesi della musica”, la rassegna organizzata dal circolo culturale “Luigi Angelini” che quest’ anno presenta due importanti novità. Innanzitutto i concerti sono dedicati alla memoria del compianto presidente Luigi Chieli che è purtroppo mancato proprio anno fa. L’ attività del Circolo, guidato dalla neopresidente Giuseppina Metucci, prosegue nel segno di colui che con dedizione e passione straordinarie ha segnato stagioni di positivo fervore aggregativo. Altra novità la collaborazione anche logistica con la scuola comunale di musica “G.Puccini” in virtù anche del duplice ruolo del suo direttore, M°Fabio Battistelli , che ha pure la responsabilità artistica della manifestazione. Dunque nell’ auditorium di Palazzo Corsi, gremito per l’ occasione si è esibito il quartetto formato da Massimo Barsotti (pianoforte), Luca Magni(flauto), Giulio Barsotti (contrabbasso) ed dallo stesso Battistelli al clarinetto. Il programma, particolarmente avvincente, ha proposto brani celeberrimi di Puccini e Morricone arrangiato dallo stesso Massimo Barsotti in forma di swing, cioè i temi tratti dalle opere del compositore toscano e dai film musicati dall’ autore romano sviluppati in un gioco di libera e colta reinterpretazione appunto in chiave swing. In tal modo i quattro esecutori, forti di una vasta fama non solo nazionale, hanno illustrato due mondi separati da un secolo e all’ apparenza così lontani qui sapientemente avvicinati: e non a caso Puccini ha modernizzato la lirica addirittura anticipando certe modalità pop come Morricone, mago del sound-track, possedeva spesso un respiro sinfonico, entrambi nel nome di quella melodia che ha entusiasmato il pubblico intervenuto. Presente l’assessore alla Cultura Michela Botteghi che ha portato il saluto della municipalità.
UMBERTIDE (PG) – Si è concluso con un lieto fine un intervento di soccorso tecnico particolarmente complesso, avviato nel primo pomeriggio di sabato scorso e terminato soltanto alle prime luci dell’alba di oggi.
L’allarme è scattato alle ore 14:54 del 31 gennaio 2026, quando è stato segnalato un segugio maremmano rimasto intrappolato durante una battuta di caccia nei pressi della località Polgeto, nel territorio comunale di Umbertide. L’animale si era introdotto all’interno di una tana di istrice, spingendosi troppo in profondità fino a rimanere bloccato in un cunicolo stretto, a circa otto metri sotto il piano di campagna, senza possibilità di muoversi o tornare indietro.
Sul posto è intervenuta prontamente la squadra dei Vigili del Fuoco di Città di Castello, che ha immediatamente valutato l’elevata complessità dell’operazione. La profondità della cavità e la particolare conformazione del terreno hanno reso impraticabile qualsiasi tentativo di recupero mediante scavo manuale, rendendo necessario l’impiego di mezzi meccanici.
Per raggiungere il punto esatto in cui il cane era incastrato, sono stati utilizzati escavatori, con un lavoro progressivo e estremamente delicato di rimozione del terreno. Durante tutte le fasi dell’intervento, le condizioni del segugio sono state costantemente monitorate grazie all’uso di una telecamera da ricerca, che ha consentito ai soccorritori di verificare lo stato dell’animale e i livelli di ossigeno all’interno della cavità, garantendo così la massima sicurezza possibile durante le lunghe ore di scavo.
Dopo oltre 40 ore di lavoro ininterrotto, alle ore 07:00 di oggi, 2 febbraio 2026, i Vigili del Fuoco sono finalmente riusciti a raggiungere l’animale e a trarlo in salvo. Il cane, visibilmente provato dall’esperienza ma in buone condizioni generali, è stato riconsegnato ai proprietari.
Alessandro Del Bene, segretario del Partito Democratico di Sansepolcro, traccia un’analisi politica del mandato del sindaco Fabrizio Innocenti. Lo fa apertamente dal punto di vista dell’opposizione, offrendo una lettura critica dell’azione amministrativa sviluppata negli ultimi quasi cinque anni e affrontando i principali temi che hanno segnato la vita politica e istituzionale della città.
Nel suo intervento, Del Bene esamina le scelte compiute dall’attuale amministrazione, soffermandosi in particolare sulla mancanza di una visione strategica di lungo periodo e sul ridotto coinvolgimento della cittadinanza, delle categorie economiche e delle realtà sociali del territorio. Al centro dell’analisi anche l’utilizzo delle risorse straordinarie, a partire dai fondi del PNRR, le politiche per lo sviluppo economico, le infrastrutture, la scuola, il sociale e la sanità, temi che secondo il centrosinistra avrebbero richiesto una programmazione più condivisa e incisiva.
Un bilancio che non si limita alla critica dell’operato dell’amministrazione Innocenti, ma che si inserisce nel dibattito politico cittadino in vista delle prossime elezioni comunali, ponendo l’accento sulla necessità di un nuovo percorso basato su partecipazione, visione e rilancio economico e sociale di Sansepolcro.
Segretario Del Bene, a poco più di un anno dalle elezioni: a che punto è il percorso del centrosinistra?
Il progetto è iniziato da più di un anno. Ci siamo messi al tavolo come area di centrosinistra e abbiamo scelto di lavorare non solo tra partiti, ma coinvolgendo la cittadinanza. Abbiamo fatto incontri pubblici e momenti di restituzione: l’ultimo, prima di Natale, ha presentato i risultati del lavoro svolto con chi ha partecipato. Da lì abbiamo individuato filoni tematici su cui continuare: ascolto, confronto con operatori e cittadini, e costruzione di un programma che rispecchi richieste ed esigenze reali.
In questo percorso state anche lavorando alla scelta del candidato sindaco?
Sì, ma prima di tutto serve un’idea di città e un gruppo. Poi, nel lavoro con le persone, contiamo di trovare chi avrà il coraggio – o la generosità – di mettersi a disposizione. La politica deve tornare a essere un servizio: verso i cittadini e verso la comunità.
A fine anno si è discusso molto del bilancio comunale. Per voi quel voto ha certificato una maggioranza di centrodestra?
Sì. Il bilancio è l’atto politico per eccellenza di una giunta: votarlo significa compiere una scelta politica chiara. Il voto favorevole della consigliera Laura Chieli è un passaggio importante e, di fatto, la colloca in maggioranza. È legittimo, ma va riconosciuto per ciò che è.
Chiedete quindi un gesto di coerenza anche in consiglio comunale?
Esatto. Più che “chiederlo” noi, dovrebbe essere una scelta coerente. Se si entra in maggioranza, è corretto lavorare con la maggioranza e lasciare liberi gli spazi dell’opposizione, anche fisicamente in aula. Non è una polemica: è una questione di chiarezza istituzionale e di rispetto delle regole democratiche.
Il centrodestra appare più compatto: Sansepolcro è pronta per un sindaco di centrodestra?
Noi lavoriamo perché Sansepolcro sia pronta per un nuovo percorso di centrosinistra. Più che “un sindaco”, serve un gruppo che lavori, una visione sui prossimi 10-15 anni, e un progetto che coinvolga cittadini, portatori di interesse e operatori. Questo è il metodo che oggi è mancato.
Lei insiste spesso su un punto: scarsa partecipazione. In cosa, concretamente?
Nel coinvolgimento praticamente assente: non solo delle opposizioni, “scavalcate” e mai rese parte di un percorso, ma anche di cittadini e categorie. Il confronto con il centro storico, i commercianti, la sanità, gli operatori economici e sociali è stato, nella sostanza, vicino allo zero.
PNRR: per voi è stata un’occasione persa?
Sì, perché risorse di quella portata non si vedono spesso. I lavori sono stati fatti, ma senza una direzione. Parliamo di circa 5 milioni: eppure non hanno cambiato il volto della città. Se uno veniva a Sansepolcro prima dei lavori e torna oggi, non è detto che percepisca un salto vero.
Che cosa sarebbe servito, secondo voi?
Concentrare le risorse in un progetto riconoscibile: ridare identità al centro storico, lavorare su botteghe e attrattività, intervenire in modo strategico su punti chiave. Il tema non è “fare opere”, ma collegarle a una visione: turismo, cultura, economia, qualità urbana.
Tra le opere citate c’è anche il secondo ponte sul Tevere. La vostra posizione qual è?
Il ponte è un’opera fondamentale e importante. Ma non basta aprirlo: serve la viabilità di collegamento, serve decidere dove far sfociare il traffico, come collegare il flusso verso l’Umbria. Questi ragionamenti andavano fatti prima, con una visione di lungo termine.
Un altro tema sentito è la scuola Buonarroti, tra ritardi e incertezze. Qual è la “chiave di volta” per sbloccare?
Serve un confronto trasparente e condiviso: sedersi tutti, capire qual è il problema vero, individuare un percorso e scegliere una strada con responsabilità collettiva. Se una decisione viene condivisa tra istituzioni e forze politiche, ha un valore diverso verso la cittadinanza e verso l’esterno. La sensazione, oggi, è di un continuo “giorno della marmotta”.
Sul sociale avete parlato di sottofinanziamento dei servizi. Che cosa avete proposto?
Abbiamo presentato un emendamento per aumentare la quota destinata al sociale, perché è ferma a parametri di 10-15 anni fa, mentre i costi sono cresciuti. L’emendamento è stato bocciato, anche se formalmente corretto. C’è stata apertura a “riparlarne” con una conferenza di servizi tra comuni: noi continueremo a insistere perché si faccia davvero e in tempi utili.
E la sanità? Perché torna nel dibattito insieme al sociale?
Sono ambiti collegati e, in Valtiberina, richiedono una proposta concreta. Non servono promesse irrealistiche: servono servizi essenziali funzionanti. Ospedale di comunità, pronto soccorso, prestazioni di base: è su questo che bisogna lavorare e pretendere risposte.
Residenze protette e asili nido: temi molto diversi ma entrambi urgenti. Il PNRR poteva aiutare?
In altri comuni parte delle risorse è stata usata proprio per lasciare infrastrutture sociali tangibili nel tempo. Investire su bambini, giovani e anziani è una scelta di visione. Sono servizi che alleggeriscono le famiglie e migliorano la qualità della vita: se non ci pensiamo adesso, la pressione aumenterà.
Le chiedo un bilancio “da cittadino”: cosa è mancato di più nel mandato Innocenti?
Oltre alla scarsa partecipazione e alla poca visione, ciò che è mancato davvero è l’intervento sullo sviluppo economico. Se non aumentiamo il reddito e non creiamo lavoro di qualità, tutto il resto si indebolisce: commercio, botteghe, attrattività turistica, tenuta sociale. Serve aiutare le imprese a fare rete, innovarsi, sostenere agricoltura e settori strategici.
Il centro storico, oggi, è anche simbolo di questa difficoltà?
Sì. Vedere tante attività chiuse è una ferita. La politica non può fare tutto, ma deve cominciare a metterci la testa: un filone del nostro lavoro è proprio il rilancio del centro storico, insieme al rilancio culturale ed economico. Sansepolcro è la città di Piero, di Pacioli, del Beato Ranieri: abbiamo un patrimonio enorme che può diventare motore vero di sviluppo.
Dimensionamento scolastico: in tanti questa mattina, genitori, studenti, insegnanti e cittadini davanti ai cancelli e all’ingresso del cantiere della scuola media Dante Alighieri per manifestare dissenso alla decisione di accorpamento della “Alighieri-Pascoli” ai due circoli didattici di Città di Castello. Il sindaco Luca Secondi, gli assessori della giunta, diversi consiglieri comunali, rappresentanti istituzionali locali, regionali, la consigliera Letizia Michelini e nazionali, il senatore Walter Verini, sindacati, associazioni, al fianco della comunità scolastica locale in tutte le sue componenti che ha deciso di organizzare una manifestazione spontanea di contrarietà alla applicazione del decreto direttoriale 62 del 28 gennaio 2026 che definisce l’assetto del sistema scolastico della regione Umbria nell’anno 2026/2027.
“In sostanza – ha dichiarato al microfono fra due ali di folla, Lucia Fiorucci,coordinatrice dell’iniziativa in rappresentanza dei genitori e della scuola – ci sarà il taglio dei dirigenti, del personale di segreteria, del personale A.T.A. il tutto aggravato da una continuità didattica che non sarà garantita. La dirigenza unica rischia di ridurre la capacità di risposta ai bisogni specifici di bambini e ragazzi nelle diverse fasce d’età. La sicurezza e la gestione quotidiana delle emergenze diventerebbero più complesse per una dirigenza già sovraccarica e con scuole distribuite su più plessi. La relazione scuola–famiglia rischia di diventare meno immediata, con tempi di risposta più lunghi e difficoltà nell’attivare tempestivamente progetti educativi o interventi personalizzati.
L’offerta formativa sarà in difficoltà. A tutto questo si aggiunge la situazione già fragile dovuta alla mancanza della sede fisica della Dante Alighieri, attualmente demolita e in attesa di ricostruzione. Tutto questo senza un piano approvato, né un dialogo tra le istituzioni. Perchè?”, ha concluso Fiorucci nel ricordare una raccolta firme avviata proprio questa mattina. Di grande giornata di democrazia e segnale positivo di coesione e condivisione su temi e argomenti vitali per la comunità locale ha parlato il sindaco Luca Secondi.
“Oggi – ha dichiarato Secondi affiancato dall’assessore ai Servizi Educativi, Letizia Guerri – siamo qui accanto a chi ha organizzato in maniera condivisa e spontanea questa iniziativa direttamente al cantiere della scuola media Dante Alighieri per far sentire in maniera corale la voce di dissenso rispetto a questa situazione inaccettabile che va a colpire una realtà che è sotto gli occhi di tutti a seguito dell’inadempienza della definitiva demolizione e ricostruzione della scuola stessa.
Abbiamo deciso di incontrarci proprio qui all’ex cantiere della scuola perché in questo modo oltre ribadire il nostro no alla decisione assunta rispetto al dimensionamento scolastico possiamo ribadire l’appello al Ministero a rimettere in moto l’iter di ricostruzione della scuola interrotto ormai da più di un anno”, hanno proseguito il sindaco e l’assessore ai servizi educativi, nel conclude l’intervento con un annuncio importante. “Domani, Lunedi 2 Febbraio, dopo una averlo richiesto, avremo un incontro con il commissario ad acta, e neo direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria, Ernesto Pellecchia, nel corso del quale come amministrazione comunale ribadiremo la contrarietà dell’amministrazione comunale rispetto al provvedimento intrapreso facendoci carico di tutte le preoccupazioni che provengono dalla comunità scolastica e dalle famiglie anche in riferimento alla mancanza di spazi per poter programmare l’attività in base a questo dimensionamento scolastico proposto. Come amministrazione comunale ci siamo subito attivati per ricercare un dialogo con le istituzioni competenti e al contempo mettere in pratica tutte le azioni legali necessarie a tutela degli interessi della nostra comunità.
Interlocuzione avviata anche con i vertici della regione Umbria, la presidente Stefania Proietti, l’assessore Fabio Barcaioli, con i quattro parlamentari di Città di Castello, gli onorevoli e senatori, Riccardo Augusto Marchetti, Catia Polidori, Walter Verini ed Anna Ascani, che si sono messi a disposizione per ricercare una soluzione positiva in grado di recepire le istanze del territorio”, hanno concluso il sindaco Luca Secondi e l’assessore ai Servizi Educativi, Letizia Guerri.Particolarmente incisivo e applaudito l’intervento di Filippo Pettinari, dirigente scolastico della media, “Giovanni Pascoli che ha fatto riferimento anche alle conseguenze a livello di attività didattica e progetti in corso che potrebbe determinare la decisione di accorpamento ai due circoli didattici. Nei giorni scorsi il comune ha attivato le procedure per la presentazione di un ricorso al Tar contro il decreto direttoriale 62 del 28 gennaio 2026 che definisce l’assetto dell’organizzazione del sistema scolastico della regione Umbria nell’anno 2026/2027 ed un’istanza di accesso agli atti per conoscere le motivazioni del decreto direttoriale 60 del 27 gennaio 2026 sul piano del dimensionamento della rete scolastica nel 2026-2027: motivazioni che non sono state pubblicate e che siamo tenuti a sapere, perché sono il fondamento dell’accorpamento di istituti che è stato stabilito per Città di Castello dal successivo decreto direttoriale 62.
Atti formali e sostanziali per dire no ad una scelta illogica e dannosa, con cui viene di nuovo colpito un territorio come quello di Città di Castello che ha già sopportato i sacrifici della riorganizzazione scolastica regionale. “L’accorpamento deciso per Città di Castello, infatti, non è fondato ed è illogico perché con direzioni didattiche dai numeri altissimi, 800 studenti cadauna, si andrebbero a definire due istituti comprensivi tra i più grandi in Umbria, mentre in altre città ci sono direzioni didattiche con numeri molto inferiori. Dividere – hanno proseguito – la Dante Alighieri dalla Giovanni Pascoli è assurdo, perché la Dante Alighieri, interessata da un intervento del PNRR attualmente fermo in conseguenza della rescissione contrattuale per inadempienza da parte dell’azienda a cui ha affidato i lavori Invitalia, non c’è più e vengono divisi due istituti che hanno attualmente una sola sede. Ecco perché reagiamo ed ecco perché daremo seguito a tutte le azioni in nostro potere con fermezza e determinazione per tutelare il sistema scolastico e gli studenti di Città di Castello da quella che riteniamo un’autentica ingiustizia”.
“Vergognoso il tentativo di scaricare le proprie responsabilità della sinistra locale a tutti i livelli a seguito dell’applicazione da parte del commissario ad acta delle modifiche all’organizzazione del sistema scolastico deliberate dalla stessa regione, per un dimensionamento che nello specifico fa parte degli obiettivi stabiliti dal PNRR e che prevede una riorganizzazione amministrativa.
Ha del surreale il tenore dei comunicati usciti in questi giorni, proni alla vulgata per cui il dimensionamento scolastico sarebbe stato adottato dal Governo per punire comuni amministrati dalla sinistra.
Una ricostruzione figlia della disonestà intellettuale di chi, già in campagna elettorale regionale, ci aveva abituati a una certa disinvoltura nell’utilizzo propagandistico della menzogna organizzata e che oggi, con i consensi che calano, ha bisogno di spostare l’attenzione dalla propria incapacità politica e amministrativa. Il Governo è intervenuto nominando un commissario per sostituire la regione nell’adozione di provvedimenti di sua competenza, scegliendo chi era già direttore dell’ufficio scolastico regionale.
Esercizio del potere sostitutivo resosi necessario a causa dell’ignavia dei vertici regionali, che pur di non assumersi la responsabilità di concludere un iter di propria competenza, hanno preferito tirare i remi in barca, provando a far passare l’idea che lo facessero per salvaguardare il sistema scolastico umbro. La cosa da tenere a mente è che fu la Provincia, con atto del 30/09 a proporre Città di Castello e Gubbio per il dimensionamento, proposta inizialmente recepita dalla Regione con atto del 30 ottobre e poi smentita dalla stessa che, tra novembre e dicembre, provò ad indicare Terni al posto di Città di Castello, salvo poi sospendere l’efficacia dell’atto. Non avendo concluso il procedimento con atti definitivi, il commissario si è limitato a cristallizzare quanto fatto al 30 ottobre del 2025.
Risultano quindi irricevibili e inaccettabili le accuse di parte della sinistra e della giunta comunale che, evidentemente tenute al guinzaglio dai vertici regionali, non hanno avuto il coraggio di sollecitare una decisione, né di farsi valere al momento opportuno. Già la cittadinanza ha dovuto sopportare il loro silenzio imbarazzante sull’aumento delle tasse voluto dalla regione e giustificato con una menzogna, ora vorrebbero pure scaricare sul centrodestra cittadino l’incapacità dei loro rappresentanti in regione”.
Francesco Rignanese – Coordinatore Comunale Fratelli d’Italia Città di Castello
Un’assemblea partecipata, viva, segnata da un clima di ascolto autentico e da un forte desiderio di rinnovamento. È questo il volto emerso dall’Assemblea pastorale della Diocesi di Città di Castello, che si è riunita venerdì 30 gennaio attorno al tema “Tempo di costruire”, chiamando presbiteri, diaconi, religiosi e laici a interrogarsi sul futuro delle comunità cristiane tifernati.
Un appuntamento che non ha avuto il sapore di una semplice verifica organizzativa, ma che si è configurato come una vera tappa di discernimento ecclesiale, nel solco del Cammino sinodale della Chiesa italiana e del progetto pastorale diocesano Vino nuovo in otri nuovi.
Una partecipazione ampia e consapevole I lavori assembleari hanno visto una buona partecipazione e un coinvolgimento diffuso, in particolare da parte dei laici. Un segnale significativo, sottolineato dal vescovo Luciano Paolucci Bedini nel suo primo bilancio dell’incontro. «I lavori dell’Assemblea – ha detto il vescovo ‘a caldo’ – hanno coinvolto tante persone con buona partecipazione e profondo interesse per l’argomento della comunità e di come la comunità in qualche modo si costituisce e diventa missionaria e sinodale».
L’assemblea si è svolta in un clima di ascolto reciproco, favorito dal lavoro nei gruppi sinodali, nei quali sono emerse riflessioni articolate, domande concrete e anche una fiducia diffusa nella possibilità di un reale cambiamento. «Il lavoro dei gruppi – ha osservato ancora il vescovo Luciano – ha portato già varie iniziali indicazioni, molto vivaci e piene di fiducia ed entusiasmo, rispetto a un cammino che non si presenta facile, ma necessario per il rinnovamento delle nostre comunità».
Ripartire dalle fondamenta della comunità cristiana Al cuore della riflessione assembleare vi è stata la consapevolezza che il rinnovamento pastorale non può ridursi a una riorganizzazione strutturale, ma deve nascere da una conversione più profonda, spirituale ed ecclesiale. Come ricordato dal vescovo Paolucci Bedini nell’introduzione al Foglio diocesano di collegamento di febbraio, «prima di qualsiasi scelta pastorale […] occorre ripartire dalle fondamenta della nostra esperienza di Comunità cristiana».
La comunità, dunque, non come somma di attività o di servizi, ma come luogo vivo di comunione, di ascolto della Parola, di celebrazione e di condivisione. Una comunità chiamata a riscoprirsi “Corpo di Cristo”, dove ogni battezzato è corresponsabile della missione.
Comunità pastorali: una sfida da abitare insieme Uno dei nodi centrali affrontati dall’Assemblea è stato il cammino verso le Comunità pastorali, intese non come semplici accorpamenti di parrocchie, ma come un nuovo modo di essere Chiesa, più sinodale e missionario. Un processo che richiede tempo, ascolto e capacità di superare campanilismi e resistenze.
In questo percorso, i laici hanno mostrato particolare attenzione e convinzione. Come ha sottolineato il vescovo Paolucci Bedini a margine dell’Assemblea di ieri: «I laici soprattutto hanno mostrato grande interesse e convinzione nel portare avanti e provare a concretizzare sempre di più il progetto delle comunità pastorali che riguarda e coinvolge tutta la diocesi».
Un entusiasmo che si accompagna però alla consapevolezza della complessità del cammino, che richiede formazione, accompagnamento e un ripensamento reale delle forme di corresponsabilità.
Il percorso: una Chiesa che vuole crescere A offrire una lettura complessiva del cammino emerso dall’Assemblea è stato anche il contributo di Alessandro Pacchioni, referente diocesano e regionale per il Cammino sinodale, che ha restituito il senso di un processo non burocratico, ma profondamente evangelico. «Il cammino tracciato dall’assemblea diocesana – ha detto – non si configura come una semplice riforma organizzativa, ma come l’avvio di un percorso volto a ricollocare al centro della vita ecclesiale i grandi temi del cammino sinodale».
Una Chiesa chiamata a “ripartire da Gesù Cristo”, a dare primato alla preghiera e all’ascolto della Parola, a superare una pastorale di conservazione per aprirsi a una pastorale generativa, capace di parlare all’uomo di oggi. «Non si tratta di fare di più – osserva Pacchioni – ma di vivere diversamente, perché la fede diventi stile di vita e testimonianza credibile».
Dal discernimento ai segni concreti L’Assemblea ha indicato con chiarezza che il tempo dell’analisi deve ora tradursi in scelte e segni concreti: rinnovamento degli organismi di partecipazione, formazione dei laici, attenzione ai giovani, valorizzazione dei territori e delle fragilità, in una Chiesa che sappia davvero essere “in uscita”.
Un cammino che non si improvvisa, ma che richiede perseveranza, fiducia nello Spirito e capacità di camminare insieme. Come ha ricordato il vescovo Paolucci Bedini, la sfida è tutta qui: «trovare comunità concrete che non solo pensino il cambiamento, ma lo vivano e se ne facciano responsabili».
L’Assemblea pastorale si chiude così non come un punto di arrivo, ma come un nuovo inizio: un tempo di costruzione condivisa, nel quale la Chiesa tifernate è chiamata a riscoprirsi sempre più comunità di discepoli missionari.
“Abbiamo condotto una ricognizione sullo stato di avanzamento dei lavori di riqualificazione della piscina comunale in alcune riunioni e a oggi possiamo riconfermare le tempistiche previste. L’obiettivo è riconsegnare ai cittadini il parco e le vasche esterne per l’estate, quindi a giugno. In vista della riapertura della piscina, Polisport procederà con le selezioni del personale per la definizione dell’organigramma funzionale alla gestione dei servizi, nell’ambito del percorso di concertazione avviato con i rappresentanti sindacali e il Comune”. E’ quanto ha dichiarato in consiglio comunale l’assessore allo Sport Riccardo Carletti, rispondendo all’interrogazione della consigliera Luciana Bassini (Gruppo Misto-Azione), che chiedeva un aggiornamento sulla situazione del personale di Polisport e sui lavori in corso alla piscina comunale.
La rappresentante della minoranza aveva espresso la necessità di “comprendere come sia stato gestito il personale della società partecipata nel periodo di chiusura della piscina comunale e con quale tipologia di contratti”. La consigliera aveva chiesto nel dettaglio di sapere quale sia “la composizione e la tipologia del personale di Polisport, il numero complessivo dei dipendenti attualmente impiegati, distinguendo personale a tempo indeterminato e lavoratori interinali”, ma anche quali siano “le condizioni contrattuali e le eventuali variazioni apportate in seguito alle recenti modifiche organizzative dovute alla chiusura della piscina comunale, con particolare riguardo a revisione o riduzione degli orari di lavoro, ma anche ai criteri con cui sono state determinate tali variazioni”.
“Quali sono le prospettive occupazionali e piani futuri per gli addetti di Polisport e quali sono le modalità con cui l’amministrazione comunale intende interagire con le rappresentanze sindacali per affrontare e risolvere eventuali criticità emergenti dalla gestione del personale in questo periodo di transizione?”, aveva aggiunto l’esponente di Azione. “Tanto che ci siamo – aveva infine detto Bassini – vorrei capire anche quando sarà riaperta la piscina, perché i disagi ci sono, ci sono stati, soprattutto per le persone che frequentavano l’impianto, ed erano un numero molto alto e molto importante. Molte hanno anche smesso di nuotare, perché andare nelle piscine limitrofe è comunque complicato e assolutamente poco pratico e poco utile”.
L’assessore Carletti ha dato conto in aula delle informazioni messe a disposizione da Polisport sulla gestione del personale immediatamente successiva alla chiusura dell’impianto, partendo dalla composizione della forza lavoro della società. Prima della chiusura della piscina l’organico di Polisport era composto da una unità a tempo indeterminato responsabile del servizio di manutenzione degli impianti sportivi; una unità a tempo indeterminato responsabile del servizio palestre — palazzetti; una unità a tempo indeterminato responsabile del servizio palazzetto di Trestina; una unità a tempo indeterminato responsabile dei campi da tennis, dei campi da calcio minori, di verde e pista di atletica leggera; una unità a tempo indeterminato responsabile dell’organizzazione di tutte le attività della piscina comunale; una unità a tempo indeterminato utilizzata presso gli impianti tennis in base alla legge 68.
Il personale interinale era costituito da due unità unita a tempo indeterminato per front office, attività amministrativa, di bagnino e istruttore della piscina; una unità a tempo indeterminato bagnino; una unità a tempo indeterminato, custode, addetta al verde e ai campi tennis; una unità a tempo determinato per il front office (piscina); una unità a tempo determinato istruttore e front office (piscina); una unità a tempo determinato front office (piscina e tennis); una unità a tempo determinato custode dello stadio Bernicchi; due unità a tempo determinato custodi di palestre e palazzetti; una unità a tempo determinato custode del campo da tennis (25 ore). In più c’erano come partite Iva due istruttori di tennis e front office tennis; un’unità custode della pista di atletica leggera.
“A seguito della chiusura della piscina comunale, dopo vari incontri tra il sindacato e i rispettivi delegati sindacali, Polisport e l’amministrazione comunale, che è sempre stata presente – ha puntualizzato Carletti – inizialmente c’era stata la proposta da parte di Polisport, di far lavorare tutti i dipendenti interinali, riducendone l’orario di lavoro da 40 a 30 ore settimanali. Questa proposta al momento della sottoscrizione dell’accordo non ha trovato una visione unanime tra il personale interinale e quindi l’azienda si è trovata a gestire gli addetti con una nuova organizzazione”.
Come ha riferito l’assessore, due unità a tempo indeterminato sono state ricollocate presso gli altri impianti sportivi; una unità a tempo indeterminato interinale è rimasta impiegata alla Polisport dal mese di febbraio al mese di maggio con 32 ore settimanali; due unità a tempo indeterminato interinali hanno trovato provvisoriamente una collocazione in altre aziende e sono tornate in Polisport dal mese di giugno per i centri estivi; una unità a tempo determinato che svolgeva attività di front office tra la piscina e il tennis è stata impiegata presso il tennis; due unità a tempo determinato interinali utilizzate in piscina sono andate in disoccupazione fino al mese di maggio e poi sono tornate in Polisport dal mese di giugno per i centri estivi; due unità a tempo determinato interinali sono andate volontariamente in disoccupazione fino al mese di maggio e sono tornate in Polisport dal mese di giugno nei centri estivi e per la sostituzione degli addetti in ferie durante l’estate. Carletti ha chiarito che tutto il personale interinale, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato già in servizio in tutti gli impianti sportivi non ha subito variazioni di orario e che è rimasto al lavoro fino al mese di dicembre 2025.
L’assessore ha, poi, ricordato che, “grazie alla delibera del consiglio comunale del luglio 2024 che ha affidato per cinque anni in house providing il servizio di gestione degli impianti sportivi comunali e della Provincia di Perugia, Polisport ha proceduto alla pubblicazione di avvisi per assumere alcune figure a tempo indeterminato che verranno collocate al lavoro con l’apertura della piscina comunale, nell’ambito di un percorso di concertazione con il sindacato e il Comune”. La consigliera Bassini ha replicato, evidenziando che “i contratti a tempo determinato sono molto più numerosi di quelli a tempo indeterminato”. “L’impegno che aveva preso l’amministrazione comunale – ha ricordato la consigliera – era di trasformare alcuni tempi determinati in tempi indeterminati. Non è cambiato nulla: la situazione è abbastanza critica e credo debba essere sanata”.
Si è svolta ieri venerdì 30 gennaio, presso il Circolo degli Illuminati di Città di Castello, la presentazione ufficiale della Comunità Energetica Rinnovabile EOS, un’iniziativa che ha registrato una straordinaria partecipazione della cittadinanza, a testimonianza del forte interesse del territorio verso i temi della transizione energetica, della sostenibilità e dei modelli di sviluppo condivisi.
Nel corso dell’incontro, il Sindaco Luca Secondi ha sottolineato come l’importanza delle energie rinnovabili non debba essere assoggettata a fenomeni di speculazione, ribadendo la necessità di un approccio fondato sull’interesse pubblico e sul beneficio collettivo. Thomas De Luca, assessore regionale alla transizione energetica ha approfondito il ruolo della normativa sulla produzione di energia, evidenziando il carattere strategico della Comunità Energetica EOS e richiamando il programma di sostegno alle pubbliche amministrazioni promosso dalla Regione Umbria.
La Consigliera regionale Letizia Michelini ha evidenziato i benefici che la Comunità Energetica EOS può generare per il territorio, sia in termini economici che sociali, mentre David Magini, in qualità di Presidente, ha illustrato le motivazioni che hanno portato alla nascita della comunità, le sue caratteristiche e il meccanismo di funzionamento, soffermandosi sugli obiettivi a breve e medio termine legati alla realizzazione degli impianti e al coinvolgimento di enti e cittadini del territorio.
L’Avvocato Buonafede, esperto di diritto dell’energia e di redazione di statuti e regolamenti delle comunità energetiche, ha contribuito alla realizzazione dello statuto della Comunità Energetica EOS e ha offerto un intervento sulle caratteristiche giuridiche delle CER, sottolineandone l’importanza dal punto di vista normativo.
Il Professor Federico Rossi ha dedicato il suo intervento alle tecnologie e all’innovazione, con un focus sull’utilizzo dell’idrogeno, sui sistemi di immagazzinamento e accumulo dell’energia e sulle opportunità offerte dall’efficientamento energetico. Il Presidente di Legambiente, Maurizio Zara, ha infine illustrato le opportunità e le difficoltà della Comunità Energetica EOS nel panorama regionale, richiamando con forza la valenza sociale dell’iniziativa e i benefici per la comunità locale.
La presentazione ha rappresentato un importante momento di confronto e condivisione, confermando la Comunità Energetica EOS come uno strumento concreto per promuovere un modello di sviluppo sostenibile, partecipato e radicato nel territorio.
Dopo il successo interno con il Mirandola, la squadra di Bartolini fa visita all’Acqui Terme. Obiettivo la vittoria piena per tentare di riprendere il terzo posto in classifica
Il girone Bianco del campionato di Serie A3 Credem Banca tocca i tre quarti del suo cammino con la disputa della 17esima giornata, che è quella centrale della fase di ritorno. Per la ErmGroup Altotevere, trasferta in Piemonte a Valenza contro la Negrini Cte Acqui Terme (inizio alle 18 di domenica 1° febbraio) dell’ex Daniele Carpita e del neo-allenatore Simone Serafini, ma è anche la squadra di Petras, di capitan Botto e di Argenta, quanto basta per conferire alla partita il valore di un vero e proprio esame di verifica per la formazione di coach Marco Bartolini, reduce dal 3-2 sullo Stadium Mirandola che ha riportato il sereno in casa biancazzurra. La sfida è aperta a tutti i risultati: da una parte, c’è l’esigenza dei padroni di casa di conquistare i tre punti che possano quantomeno consolidare in chiave play-off una posizione di classifica non ancora del tutto al sicuro, poichè la zona play-out resta abbastanza vicina; dall’altra, c’è la voglia di riprendersi quel terzo gradino abbandonato domenica scorsa a beneficio di una Gabbiano Farmamed Mantova ora messa alla prova dal match di Cagliari e dal successivo impegno interno contro la capolista Conad Reggio Emilia. Una posta in palio, quindi, che fa gola a entrambe le squadre e che lascia intendere in automatico quanto sia fondamentale l’approccio con la gara. Ecco perché durante gli allenamenti settimanali a San Giustino molto si è insistito su dettagli che possono fare la differenza, in particolare sul contenimento al minimo degli errori. Si prospetta insomma una contesa di elevati contenuti dal punto di vista sia tecnico che mentale, con il risultato destinato a premiare chi dimostrerà una maggiore solidità complessiva, fattore determinante in un finale di regular season nel quale d’ora in poi ogni verdetto assumerà un valore doppio. Nel 6+1 di partenza della ErmGroup, dovrebbe tornare a lato Alpini dopo i fastidiosi crampi che lo hanno tolto di scena domenica scorsa mentre stava sciorinando una prestazione da mattatore; con lui, alquanto probabile è la conferma di un Favaro in evidente progresso, non dimenticando un Cappelletti che all’evenienza può subentrare e dare il suo contributo non soltanto in battuta. Negli altri ruoli, non vi sono novità, con Biffi in cabina di regia a comporre la diagonale assieme a Marzolla, con Quarta e Compagnoni al centro e con Pochini e Chiella in avvicendamento continuo fra ricezione e difesa. Coppia mista designata alla direzione della partita: primo arbitro è Piera Usai, sarda che vive a Milano e secondo arbitro è Ruggero Lorenzin di Vicenza.
Decreto del commissario ad acta: genitori e famiglie annunciano la mobilitazione
Sale la preoccupazione a Città di Castello dopo il decreto pubblicato mercoledì 28 gennaio dal commissario ad acta che prevede l’accorpamento dell’istituto Alighieri-Pascoli ai due circoli didattici cittadini. Una decisione che, secondo genitori e comunità scolastica, produrrà effetti pesanti sull’organizzazione, sulla qualità dell’offerta formativa e sulla continuità didattica.
In concreto, il provvedimento comporterà il taglio delle dirigenze scolastiche, del personale di segreteria e del personale A.T.A., con una gestione centralizzata che rischia di indebolire la capacità di risposta ai bisogni specifici di bambini e ragazzi nelle diverse fasce d’età. La dirigenza unica, chiamata a coordinare più plessi scolastici, potrebbe trovarsi in difficoltà nella gestione quotidiana, soprattutto sul fronte della sicurezza e delle emergenze, già oggi complessa in un sistema scolastico articolato sul territorio.
Non meno rilevanti le ricadute sul rapporto scuola–famiglia. L’accorpamento, secondo i promotori della protesta, rischia di rendere meno immediato il dialogo con i genitori, allungando i tempi di risposta e complicando l’attivazione di progetti educativi o di interventi personalizzati. Un quadro che potrebbe tradursi in una progressiva difficoltà nel mantenere un’offerta formativa di qualità.
A rendere la situazione ancora più delicata è la condizione della scuola Dante Alighieri, attualmente priva di una sede fisica dopo la demolizione dell’edificio e in attesa della ricostruzione. Un contesto già fragile che, secondo le famiglie, avrebbe richiesto scelte condivise e un percorso di confronto con le istituzioni, piuttosto che un intervento calato dall’alto.
Da qui l’annuncio della mobilitazione: domenica 1 febbraio, alle ore 11.00 in via Ferrer, i genitori invitano la popolazione a partecipare alla manifestazione contro il dimensionamento scolastico. Una protesta che punta a chiedere chiarezza, dialogo e un piano organico capace di tutelare studenti, famiglie e personale scolastico.
La domanda che resta sullo sfondo, e che anima il dibattito cittadino, è una sola: perché una decisione di tale portata è stata assunta senza un confronto preventivo e senza un progetto condiviso per il futuro della scuola tifernate?
Un mese ricco di incontri culturali, salute e protagonisti dell’arte biturgense contemporanea
L’Università dell’Età Libera di Sansepolcro presenta il programma delle attività previste per il mese di febbraio 2026, confermando ancora una volta la qualità e la varietà di un’offerta culturale capace di coinvolgere un pubblico ampio e trasversale. Un calendario fitto di appuntamenti che spazia dalla letteratura alla storia, dall’architettura ai temi della salute e dell’alimentazione, con un’attenzione particolare dedicata, in questo mese, agli artisti biturgensi contemporanei.
Tra gli eventi più attesi spicca la lezione del Maestro Franco Alessandrini, che onorerà l’Università della sua presenza offrendo al pubblico un momento di approfondimento artistico e umano, all’insegna della condivisione del sapere e dell’esperienza maturata in anni di attività creativa.
Grande interesse anche per l’incontro con l’artista del vetro Antonella Farsetti, che presenterà il suo ultimo lavoro: la nuova vetrata realizzata per la Chiesa di San Francesco. Un’opera che unisce tecnica, spiritualità e contemporaneità, arricchendo uno dei luoghi simbolo della città e offrendo lo spunto per una riflessione sul dialogo tra arte sacra e linguaggi moderni.
Il programma di febbraio prevede inoltre una visita alla mostra “Doppio sguardo. Due visioni della pittura che si incontrano”, dove sono esposte le opere dei concittadini Nobia Alunno Veschi ed Enzo della Rina. Un percorso espositivo che mette a confronto sensibilità artistiche diverse ma unite da radici comuni e da un forte legame con il territorio.
Ancora una volta l’Università dell’Età Libera si conferma presidio culturale fondamentale per Sansepolcro, capace di valorizzare le eccellenze locali e di promuovere conoscenza, dialogo e partecipazione attiva. Un invito aperto alla cittadinanza a vivere il mese di febbraio come un’occasione di crescita e scoperta, nel segno della cultura e dell’arte.
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