“È in scadenza (15 febbraio) il bando che il comune di Città di Castello ha fatto uscire “a sostegno” delle associazioni culturali. La scelta, certo non in un’ottica di crescita e visione, è stata di sostenere iniziative culturali già effettuate. Ora, creare un bando a posteriori, indicando i requisiti che un evento o manifestazione avrebbe dovuto avere, è intanto un insulto all’intelligenza dei cittadini, nonché al principio di trasparenza e correttezza amministrativa. Nel settore culturale una simile impostazione risulta ancora più triste dal momento che un sostegno a cose fatte annulla completamente la forza propulsiva che un bando del genere dovrebbe avere. Non solo il budget stanziato rasenta il ridicolo, in più riguarda eventi passati con certe specifiche caratteristiche.
Quella che ci è sembrata più assurda è la collateralità alla mostra di Raffaello, quando per gli eventi collaterali alla mostra c’era un comitato scientifico apposito che approvava ed, eventualmente, finanziava i progetti. E allora la domanda sorge spontanea: perché un’associazione avrebbe dovuto alzarsi la mattina e lavorare su un progetto collaterale alla mostra, senza collaborare con gli organizzatori della mostra stessa? E farlo inoltre senza sbigliettamento (altro requisito del bando), quindi a rimessa certa, salvo sponsorizzazioni private? Pur rientrando in quella tana libera tutti della “discrezionalità della Pubblica Amministrazione”, è riconosciuto da varie autorevoli parti l’opacità e non correttezza dei bandi a posteriori.
Le parole del Consiglio di Stato: “costituisce comunque buona prassi fissare ex ante, ossia prima che le attività si siano svolte, una soglia minima di “sufficienza”, quanto alla rispondenza dei singoli progetti da finanziare agli standard qualitativi prescelti, così da garantire l’ottimale realizzazione degli interessi pubblici sottesi al relativo finanziamento, quali la definizione dell’identità nazionale, la CRESCITA CIVILE, CULTURALE ED ECONOMICA del Paese, anche nel settore industriale e del turismo, con le conseguenti ricadute in termini di INCREMENTO DELL’OCCUPAZIONE E DI SVILUPPO DELLE PROFESSIONI DEL SETTORE”. Queste ultime sono finalità riconosciute anche in ambito europeo dove infatti i bandi che elargiscono sovvenzioni sono solo ed esclusivamente per progetti futuri e con regole stabilite ex ante, vigendo uno stringente principio di irretroattività (REGOLAMENTO 2018/1046 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 18 luglio 2018). Si dirà che non è la prima volta che è stato fatto così (bandi “a babbo morto” son stati proposti anche dalla passata Amministrazione). Ecco, chiediamo all’assessore Botteghi, per tutte le ragioni spiegate, che possa essere almeno l’ultima.”
“Mettere insieme così tante nefandezze non era facile ma purtroppo il Consiglio comunale di Città di Castello è riuscito nella poco edificante impresa di scrivere una pagina nera che macchierà per lungo tempo la credibilità dell’istituzione e della politica. Il minimo sindacale era la buona educazione di comunicare la volontà di voler esprimere tutti e tre i rappresentanti della Fondazione in quota Comune da parte della maggioranza per non far esporre prestigiosi nomi che avevano dato una generosa disponibilità ma nemmeno questo il PD, il Primo Cittadino e chi tirava i fili è stata capace di fare .
Dispiace che la lista Marinelli si sia prestata a fare da cavallo di Troia per spaccare la minoranza per consentire al sindaco Secondi di onorare cambiali elettorali ed è bene sottolineare che la presunta candidata dell’opposizione ha ottenuto ben sei voti provenienti dalla maggioranza che hanno infangato la parola del Sindaco che aveva spergiurato di non fare intromissioni: delle due l’una o il Sindaco è complice oppure è stato sconfessato e dovrebbe trarne le conseguenze. Se infine i numeri non sono un’opinione , i risultati della votazione fanno emergere con chiarezza come anche dall’opposizione (presunta) siano giunti due voti alla candidata proposta dal Sindaco facendo precipitare il Presidente Corà in seconda posizione completando con perfetta eleganza il danno di immagine alla Fondazione e alla città. Valeva la pena violentare la memoria di Burri che ha affrontato in gioventù una dura prigionia per non rinnegare la parola data da parte di persone che hanno tramato nell’ombra senza nemmeno il coraggio di mettere la faccia sulle proprie scelte?”
“Siamo pronti per l’ennesima ripartenza, sperando che questa volta si possa davvero terminare il campionato con serenità, l’obbiettivo rimane lo stesso, centrare i play off e provare a vincerli. Zangarelli opposto? ci può stare è un ragazzo che lavora tanto per migliorarsi, fisicamente ha le caratteristiche giuste, poi chiaro che dipende da lui”Mostra meno
“Torniamo a giocare in totale serenità, consapevoli dei nostri mezzi. Prima della sosta avevamo trovato la quadra, oro dopo ‘ennesimo lungo stop è difficile capire come stiamo detto questo, ho buone sensazioni, ci togliere soddisfazioni da qui alla fine del campionato”.
Il consiglio comunale ha nominato a scrutinio segreto nel consiglio di amministrazione della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri i candidati della maggioranza (Pd, Psi, Lista Civica Luca Secondi Sindaco) Bruno Corà e Chiara Burzigotti e la candidata proposta dalla Lista Civica Marinelli Sindaco Roberta Giorni. Hanno riportato voti anche Federico Rossi, indicato da Castello Civica, e Marco Grosso, indicato dalla Lega. A nome della maggioranza è stato il sindaco Luca Secondi a proporre i nomi di Chiara Burzigotti, “attuale presidente del Centro Fotografico Tifernate, figura che ha maturato un’esperienza importante in ambito culturale nel nostro territorio”, e di Bruno Corà, “ attuale presidente della Fondazione Albizzini di cui tutti conoscono capacità professionale e rilevanza nel mondo dell’arte contemporanea”, segnalando i due obiettivi del mandato che saranno chiamati ad assolvere: “dare concretezza al progetto di piazza Burri e favorire una maggiore empatia della Fondazione all’interno della nostra comunità, perché ci sia consapevolezza del patrimonio rappresentato dalle collezioni Burri e del volano economico che l’arte del maestro e la piazza, come attrattore culturale per i turisti, possono rappresentare per Città di Castello”.
Il primo cittadino ha ribadito che “la realizzazione di piazza Burri è uno degli obiettivi programmatici fondamentali della nuova amministrazione comunale”, indicando nella “inaugurazione del 12 marzo prossimo di una nuova area espositiva all’interno degli ex Seccatoi del Tabacco un momento importante per dare impulso alla sinergia con la città”. Ricordando che “nel 2018 il consiglio comunale approvò un’integrazione dell’accordo di programma che vincolava la Fondazione a un iter per la realizzazione della piazza”, Secondi ha parlato di una convergenza tecnica sul piano di lavoro da portare avanti che ha subito una battuta d’arresto con la pandemia. “Il progetto prevedeva non solo la realizzazione della piazza, ma anche la gestione del terzo museo Burri, che doveva essere sostenuta da sponsor internazionali, con i quali l’interlocuzione si è bloccata a causa dell’emergenza da Covid-19”, ha spiegato il sindaco, che ha rimarcato “la necessità di agire per concretizzare un intervento che ha una rilevanza culturale, ma anche urbanistica ed economica fondamentale per la nostra città”. Nel dare atto all’ex sindaco Luciano Bacchetta di aver riportato in consiglio comunale la scelta dei rappresentanti del Comune in seno alla Fondazione che in precedenza era espressione dei primi cittadini, Secondi ha quindi evidenziato che l’iniziativa rispondesse alla “volontà di consentire all’opposizione di esprimere una propria rappresentanza”, invitando i gruppi di minoranza a “offrire una indicazione unitaria”. Per Castello Cambia la capogruppo Emanuela Arcaleni ha chiarito: “non farò nomi, non tocca a me, ma ad altri dell’opposizione farne”.
“Non andrei in continuità con l’attuale rappresentanza del Comune, perché il rapporto tra la Fondazione e la città non è percepibile in questo momento e dovrebbe invece essere un impegno preciso di chi è espressione di una nomina pubblica”. “Da chi rappresenta il Comune nella Fondazione mi aspetto trasparenza di azione e la capacità di relazionare su ciò che ha fatto per il bene della comunità, ma la modalità con cui questo è avvenuto finora mi lascia perplessa”, ha sottolineato Arcaleni, che ha aggiunto: “non mi interessano nomi e appartenenze, ma competenze chiare e limpide, capaci di fare la differenza all’interno del consiglio di amministrazione della Fondazione Albizzini e di essere rappresentative della comunità che ha dato loro fiducia”. Il presidente del consiglio comunale Luciano Bacchetta ha quindi invitato a formulare candidature, rimarcando che il voto sarebbe stato segreto “in quanto si tratta di persone”. “Per molti anni ci sono state nomine sindacali, ma non era giusto perché il mandato di Burri era che a scegliere fosse il consiglio comunale – ha puntualizzato Bacchetta – per cui abbiamo introdotto il voto in assemblea, con due preferenze, in modo tale che nel rispetto della volontà del maestro uno dei rappresentanti fosse di minoranza”. D’accordo il capogruppo di Castello Civica Andrea Lignani Marchesani, che ha ricordato come “nello statuto della Fondazione il maestro Alberto Burri quando si riferiva al consiglio comunale pensava all’interezza delle posizioni politiche e quindi anche all’opposizione”.
“La proposta che facciamo – ha spiegato Lignani Marchesani – parla di uno dei più importanti frutti accademici della comunità tifernate, citato recentemente come uno dei migliori ricercatori scientifici nel mondo: il professor Federico Rossi, autore di progetti di ricerca innovativi e importanti insieme al professor Cotana, una persona che ha sensibilità politica ed è legato alle tradizioni della nostra comunità, una proposta di primo livello come quella del presidente uscente della Fondazione, che meriterebbe di non avere intromissioni da parte della maggioranza, ma anzi un sostegno trasversale”. Ad avanzare un’altra proposta è stato il capogruppo della Lista Civica Marinelli Sindaco Roberto Marinelli, che ha candidato Roberta Giorni. “Una ragazza giovane, competente, determinata, laureata in Giurisprudenza, che ha fatto parte della mia lista in campagna elettorale e credo possa ricoprire validamente questo ruolo”, ha detto Marinelli, paragonando l’indicazione a quella della maggioranza consiliare con Chiara Burzigotti. “L’auspicio – ha evidenziato – è che ci sia la volontà di andare oltre nomi altisonanti, che non sempre portano quello che ci si aspetta in termini di attività, mentre è giusto dare spazio a nuove figure giovani con le competenze e la determinazione che ci vogliono”. “Siamo più o meno tutti in disaccordo”, ha riconosciuto il capogruppo della Lega Valerio Mancini, che ha proposto Marco Grosso, “candidato del partito alle elezioni, docente laureato in letteratura e teologia, noto nel mondo dell’associazionismo”.
“Una scelta puramente politica – ha spiegato Mancini – in direzione del cambiamento e della novità, che risponde all’obiettivo indicato dal sindaco di riconnettere la Fondazione Albizzini al tessuto popolare di questa città”. A rafforzare le indicazioni del primo cittadino è stato il capogruppo del Pd Gionata Gatticchi, per il quale “il mandato da dare è quello di legare il nostro territorio a uno dei suoi massimi ambasciatori nel mondo come Burri”. “Ho sempre notato una carenza di empatia nei confronti dei tesori e delle risorse culturali enormi che abbiamo, per cui a chi ci rappresenterà dovremo dare il compito di caratterizzare Città di Castello come la città di Burri nel mondo e far capire quanto questo patrimonio possa essere una incredibile risorsa per il nostro territorio”. Dopo la proclamazione dell’esito della votazione il consigliere Lignani Marchesani (Castello Civica) ha definito quanto avvenuto “una pagina nera di questo consiglio comunale”, deplorando il fatto che la maggioranza “si sia intromessa votando una persona proposta dall’opposizione”. “Vedremo all’opera queste persone, per la prima volta dovrò fare il tifo per la Fondazione, perché il Comune non merita di avere alcuna voce in capitolo”, ha aggiunto.
A replicare in prima battuta è stato il presidente dell’assise Bacchetta, che ha sostenuto: “il voto segreto era obbligatorio e non è stato studiato per fare imboscate”. E’ intervenuto poi il consigliere Marinelli (Lista Civica Marinelli Sindaco), che ha puntualizzato: “la candidata che abbiamo proposto è espressione di una coalizione di Centrodestra, come ha dimostrato la campagna elettorale, e il fatto che abbia trovato gradimento è stato frutto di una valutazione del consiglio comunale, non di sotterfugi”. Il sindaco Secondi ha quindi chiarito: “la maggioranza ha proposto due nomi in maniera secca e chiara, l’opposizione invece una pluralità di candidature e, quando non c’è un nome unitario, con il voto segreto certe situazioni si possono verificare”.
In occasione del “Giorno del Ricordo”, solennità nazionale istituita nel 2004 che ogni anno rinnova la memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani durante la seconda Guerra Mondiale e nell’immediato dopoguerra, il Comune di Città di Castello, con gli assessorati alla Scuola e alla Cultura, promuoverà giovedì 10 febbraio un’iniziativa realizzata in collaborazione con la Fondazione Hallgarten-Franchetti, riservata agli istituti scolastici secondari di secondo grado. A partire dalle ore 9.00 gli studenti delle scuole superiori di Città di Castello, collegati in diretta streaming con la sala del consiglio comunale di piazza Gabriotti, avranno l’opportunità di approfondire la tragedia delle Foibe insieme agli assessori alle Politiche Scolastiche, Letizia Guerri, e alla Cultura, Michela Botteghi, al direttore della Fondazione Hallgarten-Franchetti Fabrizio Boldrini e a Dino Renato Nardelli, docente dell’Università degli Studi di Perugia e rappresentante dell’Isuc (Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea). “Una tragedia dimenticata per molto tempo che abbiamo il dovere di ricordare, per costruire una memoria condivisa che superi i muri contro ogni tipo di discriminazione”, dichiara l’assessore Guerri, sottolineando che “verrà dato ampio spazio al contributo degli studenti, con i rappresentati d’istituto che, a nome dei compagni collegati, potranno rivolgere domande al professor Nardelli in presenza nell’aula consiliare”.
“Con le iniziative del Giorno della Memoria e del Giorno del Ricordo – prosegue Guerri – abbiamo scelto di raggiungere tutti gli studenti, compatibilmente con le restrizioni imposte dalla pandemia, sfruttando le nuove tecnologie per fare in modo che ogni scuola e ogni ragazzo potessero collegarsi in contemporanea nello stesso giorno, condividendo opportunità di confronto, conoscenze e materiali didattici che resteranno a disposizione degli istituti per gli approfondimenti in classe”. “Anche la Biblioteca comunale Carducci – aggiunge l’assessore Botteghi – parteciperà allo spirito con cui è stato istituto il Giorno del Ricordo, allestendo uno scaffale con testi che riguardano un dramma della storia emblematico della banalità del male e di come sia necessario avere sempre una coscienza vigile verso ogni forma di violenza”. “Tutti i cittadini e soprattutto i giovani, che più difficilmente possono conoscere il contesto e le motivazioni delle vicende che ebbero per teatro l’Istria e la Dalmazia, avranno così la possibilità di conoscere meglio questa pagina della storia nella nostra biblioteca, che fino ad aprile sarà aperta anche la domenica pomeriggio”.
Con l’illuminazione di colore rosso della facciata della scuola primaria “Giuseppe Garibaldi”, Umbertide commemora il Giorno del Ricordo. L’iniziativa è resa possibile grazie alla collaborazione tra il Comune di Umbertide e il I Circolo didattico. L’illuminazione avrà luogo nel pomeriggio di giovedì 10 febbraio, giorno in cui si celebra tale ricorrenza, istituita con la legge n.92 del 30 marzo 2004, al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.
“Ricordare per non dimenticare mai il sacrificio dei nostri connazionali che andarono incontro a morti atroci o che dovettero affrontare la dura strada dell’esodo. Questo è un dovere di tutte le istituzioni e di tutti coloro che hanno a cuore la democrazia nel suo può ampio significato – afferma il sindaco Luca Carizia – Giornate come quella del 10 Febbraio sono un monito per tutti noi al fine di difendere in ogni modo i valori delle libertà contro ogni forma di totalitarismo rendendo ancora vive le sofferenze di chi subì queste atrocità sulla propria pelle”.
Dopo il successo del trio di musica da Camera “Ad Libitum” del 29 Gennaio scorso, PIEVE CLASSICA 2022 giunge al suo secondo appuntamento ed entra subito nel vivo della stagione. Sabato 12 Febbraio alle ore 21.15, sempre al Teatro Comunale Papini di Pieve Santo Stefano. E’ la volta del jazz con il “Jo Belli 4et” che, per l’occasione si trasforma in 5et con l’aggiunta dell’ottimo sax di Alessandro Scala.
Blue sound è il titolo della serata ed il nuovo progetto musicale del chitarrista Giò Belli. La formazione è quella storica: trio con chitarra, batteria ed organo Hammond, completamente immersi nelle sonorità fine anni ’50 e anni ’60, a cui si aggiunge la tromba di Luca Marianini, fra i migliori interpreti di questo strumento nel panorama nazionale con l’aggiunta del menzionato sassofonista Alessandro Scala. Un quintetto di musicisti eccezionali, che vantano collaborazioni di altissimo livello, sia nazionale che internazionale.
Il repertorio, assolutamente trascinante, è ispirato all’epoca d’oro del jazz e dai chitarristi che ne hanno segnato la storia: Wes Montgomery, Grant Green, Barney Kessel, e i più recenti George Benson e Pat Martino, con l’aggiunta di brani originali scritti da Giò Belli. Blue sound si annuncia come uno spettacolo fatto di ritmiche swing, funk, latin jazz, per un concerto di assoluto coinvolgimento del pubblico.
Tutto è pronto al Papini di Pieve per accogliere questi straordinari musicisti, fra i più attesi dell’intero programma, fortemente voluti dal direttore Artistico della stagione Caterina Seri per il loro livello tecnico e per il gradimento del pubblico. L’ingresso al teatro Comunale è previsto con l’obbligo di green pass rafforzato e mascherina ffp2 come da normative, mentre è possibile acquistare i biglietti, al prezzo popolare di 5 euro, sia presso il botteghino poco prima dello spettacolo dalle ore 20.45 , sia on line tramite il sito di discoverarezzo: www.discoverarezzo.com/biglietteria ( è possibile raggiungere la biglietteria on line anche tramite il sito internet del Comune di Pieve Santo Stefano www.pievesantostefano.net).
“Il vostro aiuto sarà fondamentale per permetterci di portare a compimento il completo allestimento del Museo Archeologico del Casentino, inaugurato quasi dieci anni fa”.
Su GoFundMe è partita una raccolta fondi da Bibbiena, in provincia di Arezzo, per completare l’opera portata avanti dal Gruppo Archeologico Casentinese: “Abbiamo deciso di procedere – si legge – all’allestimento definitivo dell’ultima sala del Museo, dedicandola alla Simbologia del Sacro in Casentino dall’Alto Medioevo all’Età moderna”.
“Il nucleo dell’esposizione – scrive l’organizzatore della campagna, Francesco Trenti – saranno i materiali lapidei già esposti per la mostra del 2015 ‘Alto Medioevo Appenninico’, ai quali – prosegue – andranno ad aggiungersi monete medievali, sigilli, coppe e brocche in ceramica, medagliette devozionali e l’ultima donazione ricevuta dal Museo, grazie alla generosità dei Monaci Camaldolesi, ossia una Pietà di epoca moderna”.
“I fondi – aggiunge – saranno utilizzati per la realizzazione dei supporti didattici, come pannelli e didascalie, per una revisione e implementazione del sistema di illuminazione e per l’edizione di una brochure descrittiva del percorso”.
“Nelle nostre intenzioni – conclude Trenti – vorremmo dare corso all’effettivo riallestimento entro la prossima primavera, in modo da farsi trovare pronti per la stagione che attira più visitatori. Ovviamente – precisa – la nostra gratitudine nei vostri confronti verrà riconosciuta attraverso un’apposita targa all’ingresso della sala”.
La raccolta, già sopra i mille euro, è raggiungibile al link https://gf.me/v/c/gfm/riallestimento-sala-medievale
I provvedimenti che in questi ultimi giorni hanno raggiunto due giovani tifosi del Lama Calcio a nostro avviso rappresentano un precedente non di poco conto.
Per parte nostra riteniamo che il prefetto e il questore di Perugia, possibilmente insieme ai colleghi locali, debbano dare spiegazioni chiare alla comunità sulle dinamiche dell’accaduto, sulle modalità di gestione dell’ordine pubblico e su come si sia arrivati al provvedimento di daspo. Di più. Chiediamo ai sindaci dei comuni di Città di Castello e di San Giustino di intervenire pubblicamente sulla questione presso gli organi preposti per avere i chiarimenti del caso.
A quanto è dato di sapere, l’unica cosa certa è che sarebbe stata applicata la cosiddetta ‘tolleranza zero’, frutto amaro dei decreti sicurezza in salsa leghista.
Noi non nascondiamo una certa preoccupazione. I provvedimenti arrivati avranno delle ricadute sulla vita dei due giovani tifosi. Per questo serve nei confronti degli interessati e dell’intera opinione pubblica la massima chiarezza.
“Campionato al di sopra di ogni più rosea aspettativa, a questo punto nessun obbiettivo ci è precluso, anche se il torneo è ancora lungo e può riservare sorprese sarà una battaglia, per la promozione diretta e tutto si potrebbe decidere all’ultima giornata. Non ci sono gare facili, noi con l’US San Giustino abbiamo faticato, e parliamo dell’ultima in classifica, serve rimanere concentrati, ma su questo non vedo problemi”.
SANSEPOLCRO – Il Comune di Sansepolcro celebra il Giorno del Ricordo. Giovedì 10 febbraio alle ore 11 in Sala del Consiglio è in programma un evento commemorativo che si svolgerà in presenza nel rispetto delle misure anti-contagio (utilizzo di mascherina FFP2 e possesso del Green Pass BASE). Potrà essere seguito anche attraverso la diretta streaming collegandosi al link: https://youtu.be/ev25is5ieD4. Sarà un momento di riflessione e nell’occasione verrà proiettato un breve video con la testimonianza di un esule istriano che vive nel territorio aretino.
Il sindaco Innocenti ha scritto ai dirigenti scolastici, invitandoli a diffondere la conoscenza di questi tragici fatti tra i giovani, promuovendo momenti di approfondimento nei vari istituti.
Il Giorno del Ricordo è stato istituito in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale.
Nel Giorno del Ricordo, il 10 febbraio, l’Amministrazione comunale di Citerna intitolerà ufficialmente la “Via Norma Cossetto – Martire delle Foibe”. “Un momento importante – riferisce il sindaco Enea Paladino – poiché per la prima volta la nostra comunità cittadina onorerà il ricordo della tragedia delle Foibe e dell’esodo Giuliano-Dalmata. È stata scelta la giovane vittima Norma Cossetto a nome di tutte le vittime uccise per mano dei partigiani titini. La sua memoria va anche a tutte le donne dimenticate che sono state vittime di violenza e soprusi”.
Previsto per le ore 12 di giovedì (10 febbraio) un momento di raccoglimento, a cui seguirà l’intitolazione della strada, presso la zona industriale di Pistrino, a Norma Cossetto che è stata insignita nel 2005 della Medaglia d’oro al merito civile alla memoria su iniziativa del Presidente della Repubblica: «Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio» – 5 ottobre 1943.
L’Amministrazione comunale di San Giustino, assessorato alle Politiche Scolastiche e Culturali, in occasione del Giorno del Ricordo, ha pensato di donare dei libri alle scuole del territorio per offrire spunti di riflessione in classe e rinnovare la memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani costretti a fuggire dalle loro terre durante la Seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra.
“Da qualche anno – riferisce Milena Crispoltoni, assessore alle Politiche Scolastiche e Culturali – si è cominciato a considerare la storia del Ventesimo secolo con sguardo più distaccato. La caduta del muro di Berlino ha consentito di valutare le vicende storiche accadute in Europa durante e dopo la seconda guerra mondiale, con spirito di verità. Difficilissimo parlare e giudicare quando il dolore è forte e gli occhi sono pieni di immagini desolanti, difficile quando equilibri in apparenza stabili si disfano e sorgono nuove realtà complesse. L’analisi della storia richiede attenzione e pazienza e insegna solo se ci soffermiamo a studiarla passo dopo passo, con pazienza e con volontà di capire.
E allora perché, ogni anno il 10 febbraio, celebriamo il Giorno del Ricordo? Cosa vuole richiamare il nostro pensiero con tale data? Certamente una perdita, un dolore. Perdita di una patria per tutti coloro che per la scelta di rimanere cittadini italiani furono costretti ad abbandonare le terre dove fino ad allora avevano vissuto. In tale nuova e tragica realtà si trovarono coinvolte migliaia di innocenti, solo per il fatto di essere italiani. Giovani e anziani, donne e uomini: di questi furono negate la presenza, le tracce e la memoria.
L’altopiano carsico offriva cavità enormi e segrete: le foibe. Gettarvi i corpi degli uccisi avrebbe significato farli sparire per sempre. Dal 1943 fino al 1947 furono eliminate così migliaia di persone. Da alcuni decenni si è avviata in forma sistematica la pubblicazione, sia in Italia che in Europa, di trattati, memorie, romanzi che, gettando luce su quegli anni bui, ci aiutano a recupere il passato con tutta la sua complessità e a proiettarci verso un futuro di pace.
La crescita dell’Unione Europea, con l’ingresso di alcuni Stati, formatisi sul territorio della ex Jugoslavia, ha inoltre favorito i legami fra l’Italia e i popoli istriano-dalmati valorizzando i reciproci rapporti economici e lo studio delle peculiari lingue e tradizioni. Il nostro Presidente Sergio Mattarella con il discorso ufficiale pronunciato il nove febbraio dell’anno 2020 ha chiarato in maniera netta ed incontrovertibile il nuovo corso: ‘Alle vittime di quella persecuzione, ai profughi, ai loro discendenti rivolgo un pensiero commosso e partecipe. La loro angoscia e le loro sofferenze non dovranno mai essere dimenticate. Esse restano un monito perenne contro le ideologie e i regimi totalitari che, in nome della superiorità dei uno stato, di un partito o di un presunto e malinteso ideale, opprimono i cittadini, schiacciano le minoranze e negano i diritti fondamentali della persona e ci rafforzano nei nostri propositi di difendere, rafforzare gli istituti della democrazia e di promuovere la pace e la collaborazione internazionale, che si fondano sul dialogo tra gli Stati e l’amicizia dei popoli’. Per ricordare e favorire, all’interno delle nostre scuole, momenti di dialogo e riflessione su tale tematica, l’Amministrazione Comunale di San Giustino, Assessorato Politiche Scolastiche e Culturali, donerà alcune copie di “Perché la notte” di Lorella Rotondi, un libro che sollecita a dare valore alla memoria, così come detta la Legge 92 del 30 marzo 2004”.
Momenti di paura su un autobus in sosta a Piazza Vittorio Veneto all’atto del controllo dei biglietti, un 37 straniero, già noto ai Carabinieri, sprovvisto del titolo di viaggio, e invitato dal controllore a scendere, improvvisamente lo ha colpito con un pugno al costato, per poi minacciarlo con un termos metallico che teneva in mano, dicendo che gli avrebbe spaccato la testa oppure avrebbe rotto il vetro del finestrino, aggiungendo diverse frasi offensive e minacce di morte. Vista la situazione i passeggeri, che erano sull’autobus, sono stati fatti scendere per poter prendere un altro autobus ed è stato richiesto l’intervento di una pattuglia dei Carabinieri che ha subito identificato l’autore dell’aggressione, riportandolo alla calma. Il soggetto è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria, che vaglierà l’accaduto, poiché ritenuto responsabile dei reati di minaccia a Pubblico Ufficiale, percosse, interruzione di servizio pubblico o di pubblica necessità, visto il ritardo della corsa e danneggiamento; infatti, il 37enne scendendo dall’autobus ha preso a calci uno degli sportelli.
I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Città della Pieve intensificano l’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nella zona del Trasimeno. È il secondo arresto in pochi giorni nella zona. Nel pomeriggio di venerdì scorso, infatti, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Città della Pieve (PG), nel corso di un servizio di pattuglia, hanno tratto in arresto in flagranza di reato di spaccio di sostanze stupefacenti un trentaduenne di origini straniere, nella cui disponibilità sono stati trovati 7,0 grammi di cocaina e 3,4 grammi di hashish, ritenuto responsabile di aver ceduto sostanza stupefacente ad un quarantenne. I militari hanno assistito ad una cessione di sostanza stupefacente avvenuta in una strada isolata nella zona di Tuoro sul Trasimeno.
Nella circostanza, spacciatore e cliente – a bordo delle proprie autovetture – si sono affiancati e scambiati droga e denaro dai finestrini anteriori delle due macchine. Il movimento non è sfuggito ai Carabinieri, che hanno subito controllato acquirente e presunto spacciatore, recuperando nella disponibilità del primo una dose di stupefacente, appena acquistato. La successiva perquisizione personale e domiciliare del trentaduenne, che era alloggiato in una struttura ricettiva di Tuoro sul Trasimeno, ha consentito di recuperare e sottoporre a sequestro ulteriori 6,0 grammi di cocaina e 3,4 grammi di hashish, oltre a 140,00 euro in contanti ritenuti provento dell’attività illecita. Informato il Magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Perugia, il trentaduenne è stato dichiarato in stato di arresto e trattenuto in camera di sicurezza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa della celebrazione del rito direttissimo. L’acquirente, invece, è stato segnalato alla Prefettura competente quale “assuntore”.
I Carabinieri della Stazione di Pietralunga, a conclusione di una articolata attività di indagine svolta nelle scorse settimane, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica, due persone che si sarebbero rese responsabili di truffa aggravata in concorso.
I denunciati, due italiani di 55 e 35 anni residenti in altra provincia, secondo le risultanze investigative, avrebbero utilizzato un noto sito web, per truffare un 31enne di Pietralunga, che tramite il predetto portale aveva chiesto un preventivo per assicurare la propria autovettura. Stabilito il prezzo, il 31enne aveva provveduto ad effettuare alcune ricariche su carte Postepay per pagare il costo della polizza per un totale di € 350,00.
La sorpresa è stata però enorme, quando fermato dopo qualche giorno per un controllo, si è visto sequestrare l’autovettura e comminare una sanzione di € 866,00 poiché il veicolo non risultava affatto assicurato. Al 31enne, quindi, non è rimasto che rivolgersi ai Carabinieri per denunciare quando subito. I militari dell’Arma quindi, in poco tempo sono riusciti ad individuare i due presunti truffatori, pluripregiudicati con precedenti specifici, che attraverso il predetto sito erano riusciti ad irretire il 31enne, che aveva pensato di riuscire ad acquistare la polizza con uno sconto apprezzabile. Sito web che, peraltro, risultava già oggetto di segnalazione da parte dello stesso “Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni”, facilmente reperibile sul web, poiché inserito in una lista di 22 siti irregolari.
Quarta giornata della Trasparenza del comune di Città di Castello. “Per il nostro ente questo obbligo di legge è diventato un’occasione per approfondire i temi della conoscibilità della Pubblica amministrazione che di certo è la strada maestra per il controllo diffuso ma anche della sussidarietà e quindi di una collaborazione tra società civile e istituzioni”: il sindaco tifernate Luca Secondi presenta la IV Giornata della Trasparenza del comune di Città di Castello, in programma giovedì 10 febbraio 2022 alle ore 10.00 nella Sala 43 della Biblioteca comunale Carducci e in diretta streaming sul canale You Tube del comune di Città di Castello.
Ospite dell’iniziativa, Francesco Merloni, già presidente e membro dell’ANAC, l’Autorità Anticorruzione italiana, autore con Alberto Pirni del volume “Etica per le istituzioni”, che fa il punto sulle innovazioni normative che hanno attraversato la pubblica amministrazione dalla privacy ad oggi. Saranno presenti il sindaco, Luca Secondi, il Professor, Enrico Carloni, docente Politiche dell’Anticorruzione e della Trasparenza dell’Università di Perugia, il segretario generale del comune di Città di Castello, Bruno Decenti. Prenotazione obbligatoria giuseppina.metucci@comune.cittadicastello.pg.it, fino a posti disponibili. Triage all’ingresso – Green pass rafforzato e obbligo mascherina FFP2.
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