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Al Teatro Comunale di Monterchi riprendono le prove di “La paura mangia l’anima” di R. W. Fassbinder

Nel 2021 Laboratori Permanenti in coproduzione con la compagnia Theater Rotwelsch di Stoccarda, ha intrapreso un lavoro sul progetto La paura mangia l’anima di Rainer Werner Fassbinder, elaborazione teatrale dal film “AngstessenSeeleauf” film del 1973.
La traduzione e la regia sono affidate ad Alberto Fortuzzi, gli interpreti principali sono Caterina Casini, Wael Habib e Mauro Silvestrini e il resto del cast è strutturato dagli allievi della scuola dei teatri ospitanti e dai cittadini interessati dei territori di volta in volta coinvolti.
Lo scorso anno il progetto ha preso corpo, strutturandosi in residenza a Sansepolcro (Ar) a maggio e agosto 2021, a Officine Caos di Torino a luglio 2021, con Diesis Teatrango presso il Teatro Comunale di Bucine (Ar) settembre/ottobre 2021 e con SettimoCielo presso il Teatro La Fenice di Arsoli (Rm) ottobre 2021, presentato al pubblico a Sansepolcro e Arsoli.

Adesso, dopo qualche mese di pausa, il progetto torna in prova al Teatro Comunale di Monterchi, il giorno 5, 6 e 11, 12, 13 febbraio con gli attori e gli allievi dei corsi di teatro di Laboratori Permanenti e attori del territorio, che si metteranno nuovamente al lavoro sul testo di Fassbinder.
Per questo appuntamento il progetto trova accoglienza a Monterchi, inserendosi all’interno di una progettazione più ampia che va a sancire e strutturare ulteriormente la collaborazione che Laboratori Permanenti porta avanti con il Comune di Monterchi.


Il teatro è aperto a chi vuole assistere alle prove, munito di green pass e mascherina FFP2.
La paura mangia l’anima è un progetto site-specific aperto e malleabile, che si adatta allo spazio che di volta in volta lo ospita e che si sviluppa in stretta relazione con l’ambiente che lo circonda. Infatti, abbiamo deciso di aprire il progetto alle comunità che andremo a incontrare: per la composizione dei personaggi del coro vengono coinvolti gli allievi delle scuole di teatro e i cittadini dei territori dei teatri dove operiamo, affinché le persone vivano la vicenda insieme ai protagonisti.
Mettere in scena La paura mangia l’anima diventa anche un pretesto per sensibilizzare la comunità partecipante su tematiche importanti quali il razzismo e l’esclusione. Lo sviluppo intende coinvolgere, sui temi presenti nel testo, i cittadini che desidereranno partecipare nei diversi territori, per farli immergere nella realtà narrata ed esserne maggiormente consapevoli.

Per info
Laboratori Permanenti 379 1253567
potete chiamare da lun. al ven dalle 9.00 alle 13.00
oppure contattarci tramite whatsapp

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Montone – Il borgo orgoglioso della “Medaglia d’onore” ricevuta da Alfredo Ricci. Riconoscimento consegnato alla nipote Annalisa nel “Giorno della Memoria”

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“La Comunità di Montone è stata davvero orgogliosa del conferimento al nostro concittadino Alfredo Ricci della “Medaglia d’onore”, in qualità di internato nei campi di prigionia tedeschi”. Sono le parole del sindaco Mirco Rinaldi, e dell’intera amministrazione comunale, appresa la notizia della cerimonia di consegna da parte del Prefetto di Perugia di undici Medaglie d’Onore, concesse dal Presidente della Repubblica a cittadini deportati ed internati nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale, tra cui Alfredo Ricci, nato e ancora residente nel borgo dell’Altotevere.
“Ho creduto opportuno – prosegue il primo cittadino – ringraziarla ufficialmente come sindaco di Montone e, con l’occasione, esprimere il mio pensiero a ridosso della Giornata della Memoria. L’istituzione di una data e di una ricorrenza così importante per ricordare le vittime dell’Olocausto è per tutti un valore assoluto. Assume poi, nel Comune di Montone, dove è nato e vive Alfredo Ricci, eroico sopravvissuto nonché testimone di quelle atrocità e barbarie, un valore ASSOLUTO.


Avremmo avuto piacere di essere presenti in questa importante giornata celebrativa ma siamo lo stesso molto lieti, come comunità, per questo riconoscimento al nostro concittadino, vero esempio dei Giusti.
È questo un momento di grande difficoltà legata a molteplici fattori, come quelli sanitari, economici, sociali, ma la negazione dei diritti, la violenza e la sopraffazione, si stanno riaffacciando prepotentemente. C’è un PATRIMONIO della MEMORIA che dobbiamo assolutamente preservare e far conoscere. Alfredo Ricci, rappresenta LA MEMORIA, del e per il nostro territorio, di quella tremenda storia legata al totalitarismo nazista e al genocidio di tutte le categorie indesiderate o considerate inferiori, per razza, sesso, religione.
Mai come oggi, nella società globalizzata, occorrono modelli positivi, esempi inoppugnabili, ai quali ispirarsi per costruire percorsi basati sul rispetto umano. Le “armi” di queste persone sono il contrario della sopraffazione, della negazione! Solo con immane sacrificio, profonda sofferenza, durissime privazioni, si sono opposti eroicamente, riconquistando dignità e rispetto dei diritti umani.


Primo Levi in ‘Se questo è un uomo’, si chiede se possano definirsi uomini coloro che sono privati della loro umanità cosicché non possano più difendersi o reagire. Sono dure le immagini che emergono dal racconto di ciò che si viveva in un campo di concentramento; tuttavia Levi ci ha invitato a riflettere affinché l’errore e l’orrore non si ripetano, dicendo: ‘MEDITATE CHE QUESTO È STATO’.
Su questo insegnamento continueremo ad impegnarci per conservare la memoria, rivolgendoci in particolare alle giovani generazioni con lo scopo di non dimenticare e non ripetere mai più quelle atrocità, così sarà onorato anche il concittadino Alfredo Ricci”.

La Medaglia d’onore consegnata alla nipote Annalisa Bargelli
A ritirare la medaglia per Alfredo Ricci, durante la cerimonia che si è svolta in Prefettura, è stata la nipote Annalisa Bargelli, che nel portare il toccante ricordo di quanto vissuto dal nonno, nato nel 1922, ha voluto sottolineare la gioia per questo significativo riconoscimento da parte di tutta la famiglia, e in particolare dei figli del signor Ricci, Paola e Silvano, e degli altri nipoti, Eugenia, Gianluca e Rodolfo.

La testimonianza di Annalisa Bargelli, nipote di Alfredo Ricci:
“All’epoca dei fatti – racconta – mio nonno era un militare del reparto sanità del distretto militare di Perugia. Nel giorno del suo ventunesimo compleanno, il 09/09/1943, fu fatto prigioniero dai tedeschi a Lubjiana nella ex Jugoslavia.
Deportato in Germania, in una località ancora a noi sconosciuta, fu impiegato probabilmente per scavare trincee prima e per ricostruire una linea ferroviaria poi. Nel settembre del ‘44 fu spostato nei pressi del paese di Ahlen, qui fu costretto ai lavori forzati in una fabbrica che produceva proiettili per cannoni.
Lavorò nel campo di WASTEDDER STRET 178 per un’industria metalmeccanica, tuttora operante, “BUSCHHOFF & CO” dal 1 settembre del 1944 fino alla sua liberazione.


Ricostruire la sua storia e individuare il campo di lavoro dove fu internato è stato difficile: il foglio matricolare del distretto militare di Perugia è incompleto con riferimento al suo periodo di prigionia, che va dal 09/09/1943 al giorno della sua liberazione il 01/04/1945. Ci siamo serviti dei suoi ricordi e di alcune registrazioni dei suoi racconti.
Soltanto dopo lunghe ricerche e richieste di informazioni abbiamo ricevuto un fortunato riscontro. Ringraziamo, ancora emozionati, Mr. George Wendt e Mr. UweGrupp, Kreisarchivar del distretto di Wasseralfingen per aver creato, con grande sensibilità e professionalità, un’importante rete di comunicazione e contatti che ci ha permesso di risalire alla persona giusta: il dr. KNUT LANGEWAND, responsabile dell’archivio di Ahalen, che ci ha fornito le risposte che da tanto tempo stavamo cercando.
Dall’archivio storico del distretto di WARENDORF (KREISARCHIV), a cui appartiene la città di AHLEN, abbiamo ricevuto dunque la “permit card”, documento che certifica che mio nonno fu prigioniero ad AHLEN dal 1944 al 1945 nella fabbrica di carpenteria metallica di BUSCHHOFF & CO.


Resta da ricostruire il periodo che va dal 9 settembre del 1943 all’arrivo al campo di Walstedder – Street 178 – di AHLEN.
Mio nonno fu liberato dagli americani il 1° aprile 1945 e riuscì, dopo un lungo viaggio dovuto alla distruzione delle linee ferroviarie, ad arrivare alla frontiera italiana il 24 agosto 1945.
Nonostante mio nonno, ad oggi, 99enne, presenti delle condizioni cliniche che ne determinano la totale non autosufficienza, sono sicura che riuscirà a comprendere e riconoscere l’onorificenza che ha ricevuto”.

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Forte preoccupazione dei lavoratori della filiera tabacchicola dell’Alto Tevere, dopo le ultime dichiarazioni della JTI “chiediamo immediato intervento delle istituzioni”

La filiera tabacchicola dell’Alto Tevere conta un’incidenza occupazionale di circa 2500 unità. Le recenti dichiarazioni di JTI di spostare, dalla prossima campagna produttiva, la lavorazione del tabacco greggio presso lo stabilimento di Bastia Umbra desta forti preoccupazioni, non solo ai circa 300 dipendenti assunti direttamente dal TTI, ma a tutta la filiera la quale, per un evidente effetto domino, entrerebbe in crisi nella sua interezza.
Tutti i lavoratori di questa filiera si sono sempre distinti per le loro capacità professionali negli ultimi 10 anni, senza ricevere mai una contestazione e raggiungendo dei livelli di sostenibilità ambientale e sociale altissimi, tant’è che siamo stati definiti come la “vetrina nel mondo” della multinazionale. Come risultato ad oggi rischiamo di essere liquidati senza una reale e valida motivazione se non quella meramente economica, dimostrando che in realtà la tanto decantata qualità italiana, così come i temi ambientali, si scontrano, di fatto, con il mero guadagno che la multinazionale, evidentemente insegue. Tra l’altro non comprendiamo neanche come si possa parlare di costi eccessivi laddove ogni costo di trasformazione e di struttura è sempre stato condiviso ed approvato dalla multinazionale stessa , circostanza questa ben nota anche a noi lavoratori e non solo, anche i costi di ritiro del tabacco greggio, ci risultano essere sempre stati concordati con il cliente.


Detto ciò, oltre alla reale impossibilità di un riassorbimento occupazionale del nostro territorio diventa veramente inaccettabile anche la circostanza che in queste settimane la realtà sia stata completamente distorta, arrivando addirittura a propagandare questa scelta irresponsabile come una grande impresa diretta a salvare la filiera tabacchicola umbra e ad incrementarne e stabilizzarne l’occupazione.
L’unico dato di fatto è che con la cooperativa agricola di trasformazione “TTI”, dal 2011, noi lavoratori , con il contributo anche di una importante percentuale di manodopera femminile, abbiamo sempre lavorato da novembre a giugno in stabilimento e da giugno ad ottobre in campagna o presso i centri di cura, con la garanzia, così, di poter percepire uno stipendio tutto l’anno, utile per la sopravvivenza e la dignità nostra e delle nostre famiglie. Se chiude la trasformazione salta tutta l’organizzazione, verranno a mancare oltre 60.000 giornate di lavoro.

A noi lavoratori sembrano assurde ed incoerenti certe decisioni che vanno esattamente nella direzione opposta rispetto a quella di incrementare il lavoro e ridurre le forme di assistenza.
Per questo motivo siamo veramente preoccupati per il nostro futuro lavorativo, confidiamo, pertanto, nell’intervento immediato delle Istituzioni, che sollecitiamo con forza, affinché le stesse si faccino carico di tale situazione e trovino una soluzione per mantenere il processo produttivo nel TTI e di conseguenza preservare tutti i posti di lavoro.

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Coronavirus: Umbria ancora in zona bianca per occupazione posti in terapia intensiva

In Umbria al momento su 127 posti letto di terapia intensiva, ne risultano occupati 11. Degli 11 ricoverati, 2 sono in fase di trasferimento in altro setting assistenziale: lo rende noto il commissario per la gestione dell’emergenza covid in Umbria, Massimo D’Angelo, precisando che “la misura per l’attribuzione dei colori alle Regioni, in base al decreto ministeriale n. 105, tiene conto sia dei posti letto attivi, che di quelli attivabili, per cui l’Umbria con 86 posti già attivati e 41 attivabil

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Al via le vaccinazioni per gli studenti delle scuole primarie umbertidesi

Iniziano questa settimana le vaccinazioni rivolte agli studenti dai 5 agli 11 anni nelle scuole primarie di Umbertide. Grazie alla collaborazione tra Comune, Usl Umbria 1, le dirigenze didattiche del I e del II Circolo e della Croce Rossa Italiana, i bambini potranno essere vaccinati su base volontaria all’interno dei propri istituti scolastici.Mercoledì 2 febbraio  alla scuola primaria di Vittorio, presso la palestra adiacente l’edificio scolastico, dalle ore 8.30 in poi partiranno le vaccinazioni per gli alunni dai 5 agli 11 anni del secondo Circolo didattico di Umbertide. L’ingresso avverrà da via Capitini 2, accedendo dalla porta riservata ai fruitori della palestra .Per gli studenti del Primo Circolo Didattico, invece, la data utile per le vaccinazioni sarà sabato 5 febbraio, sempre dalle 8.30. Le somministrazioni delle dosi avverranno all’interno dei locali della scuola  primaria Garibaldi in via Bremizia, accedendo dal parco.“E’ una bella notizia – affermano il sindaco Luca Carizia e l’assessore comunale all’Istruzione, Alessandro Villarini – Con questa modalità viene fornito un servizio importante contro la diffusione del Covid rivolto ai più piccoli che potranno vaccinarsi all’interno delle proprie scuole. Un sentito ringraziamento va alla direttrice del distretto Altotevere della Usl Umbria 1, Daniela Felicioni e alle dirigenti scolastiche del I e del II Circolo, Silvia Reali e Raffaella Reali e la Croce Rossa Italiana per la grande collaborazione dimostrata nell’intraprendere questo percorso che va incontro a tante famiglie del territorio”.“Abbiamo accolto con favore la proposta della Usl Umbria  1 di effettuare le vaccinazioni all’interno degli edifici scolastici – dichiarano le dirigenti Raffaella e Silvia Reali – per venire incontro alle esigenze delle famiglie  evitando  loro lunghi spostamenti  e al contempo  consentendo  ai bambini di affrontare questo delicato  momento  in un ambiente  familiare”.

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Valentina Lodovini incontra il pubblico di Città di Castello

Martedì 2 febbraio alle ore 19.00 presso il Nuovo Cinema Castello, Valentina Lodovini incontrerà il pubblico in sala per parlare del suo percorso professionale che l’ha portata ad essere una delle attrici di punta del teatro e del cinema italiano. Al termine dell’incontro la proiezione del film FORTAPÀSC interpretato dal compianto Libero de Rienzo e dalla stessa Valentina Lodovini.
Coordinerà l’incontro il critico cinematografico Andrea Fioravanti.

L’attrice, in tournee con “Tutta casa letto e chiesa”, una pièce dirompente sulla condizione femminile firmato da Dario Fo e Franca Rame, testimonia con la sua performance una sensibilità particolare nei confronti del tema.

Valentina Lodovini è uno dei volti più noti del panorama televisivo e cinematografico italiano, ha lavorato con registi del calibro di Sorrentino, Risi, Mazzacurati, Placido Chiesa, Miniero, ed ha vinto un David di Donatello come miglior attrice non protagonista per il film Benvenuti al Sud di Luca Miniero del 2010.

L’incontrò sarà l’occasione di parlare delle tappe fondamentali della sua carriera, del suo spettacolo, del suo impegno come personaggio pubblico, ma anche del suo legame con il territorio a cui l’attrice è fortemente legata.

La serata vorrà essere anche il tentativo salutare e omaggiare Libero De Rienzo, che il 15 luglio dello scorso anno a soli 44 anni, ci ha lasciato, ed ha privato il cinema di uno dei volti più freschi e irriverenti dell’intero panorama.
Valentina Lodovini fu la compagna di avventura di Libero De Rienzo di uno dei film più importanti del panorama del cinema di impegno civile italiano.
L’opera è Fortapàsc del 2009 diretto da Marco Risi, che racconta la breve esistenza e la tragica fine del giornalista Giancarlo Siani. Libero De Rienzo e Valentina Lodovini e interpretarono rispettivamente il giornalista impegnato contro la camorra ucciso con dieci colpi di pistola Giancarlo Siani e la sua coraggiosa e solare compagna Daniela.
Fortapàsc è uno dei manifesti generazionali che più ha segnato l’immaginario collettivo. Nel film erano presenti tutti gli ingredienti per definire una istantanea spietata ed insieme poetica degli anni Ottanta: c’era la toccante vicenda personale di Giancarlo Siani, giovane martire della camorra, c’era la presa di coscienza di molti giovani che attraverso la libertà pensiero pagata con la precarietà del lavoro denunciavano il mondo dei tangentisti e dei faccendieri, ed infine c’era la musica di Vasco Rossi che in alcune scene aumenta il rimpianto di ciò che è accaduto al giovane giornalista napoletano, e purtroppo successivamente al suo interprete.

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Questa sera dalle ore 21,15 su Retesole e Televaltiberina.it torna in Primo Piano, ospite l’Assessore Michela Botteghi

Torna In Primo Piano. Ospite del programma condotta da Michele Tanzi, l’Assessore del Comune di Città di Castello, Michela Botteghi.

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PNRR, costituito il gruppo di lavoro del Comune. Ecco da chi è composto. Il sindaco: “Necessaria un’unica cabina di regia”

SANSEPOLCRO – In Comune a Sansepolcro si è costituito il gruppo di lavoro che sarà attivo per i finanziamenti del Pnrr. Palazzo delle Laudi ha quindi approntato i nomi – di amministratori della cosa pubblica e tecnici – che sono già operativi per mettere a punto lo strumento di ripresa che giunge dall’Europa e i fondi ad esso collegati.

“C’è la necessità fondamentale di racchiudere in un unico documento le grandi opere che potranno contribuire allo sviluppo e alla creazione della nuova Sansepolcro – commenta il sindaco Fabrizio Innocenti – Per questo abbiamo deciso di costituire una cabina di regia tecnico-politica che sovrintenda le attività propedeutiche alla costituzione del Piano di Ripresa e Resilienza, con il compito di coordinare le azioni e le richieste relative a queste fonti di finanziamento”.

Del gruppo di lavoro fanno parte il sindaco, il vicesindaco, l’assessore al bilancio, gli assessori di volta in volta coinvolti alla luce della materia oggetto di valutazione, il segretario generale, il responsabile del servizio Lavori Pubblici, il responsabile del servizio Finanziario, il responsabile del servizio Istruzione Cultura, i responsabili dei settori di volta in volta coinvolti. Il dipendente comunale Carlo Menci è stato nominato segretario del gruppo di lavoro, che si è riunito nei giorni scorsi. Ulteriori incontri sono già in calendario a breve.

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Ampliare le strisce rosa in città”: mozione dei consiglieri Leveque, Lignani Marchesani e Rossi (Fratelli d’Italia)

Con una mozione i consiglieri di Fratelli d’Italia Riccardo Leveque, Andrea Lignani Marchesani ed Elda Rossi propongono all’assemblea elettiva comunale di impegnare il sindaco Luca Secondi e la giunta ad “ampliare le strisce rosa presenti in città”.

Per i rappresentanti della minoranza è necessario “prevedere con un apposito regolamento un permesso ad hoc e sottrarre alle strisce blu, previo accordo con l’Edarco, almeno cinque stalli negli spazi adiacenti al centro storico da adibire a parcheggi per mamme in attesa o per genitori con figli minori di due anni”.

Nel richiamare la normativa vigente che invita le amministrazioni comunali e gli enti proprietari di parcheggi a prevedere stalli rosa dedicati a donne in gravidanza o a genitori con figli di età inferiore a due anni, Leveque, Lignani Marchesani e Rossi rilevano che “nel nostro Comune sono quasi totalmente assenti i parcheggi rosa e comunque completamente inesistenti nell’area del centro storico e nelle strisce blu in gestione, ma non di proprietà dell’Edarco”.

“Inserire alcune strisce rosa tra gli stalli dell’Edarco rappresenterebbe anche una risposta allo spopolamento del centro storico, reso ancor più evidente nel periodo di pandemia” per i consiglieri di Fratelli d’Italia, che evidenziano come “l’Edarco potrebbe trovare un complessivo giovamento negli incassi da una politica di rilancio che potrebbe di gran lunga compensare gli spazi resi gratuiti”.

“Il Comune potrebbe prevedere con l’allargamento della convenzione una percentuale delle multe per improprio utilizzo degli spazi rosa all’Edarco, dando sempre in gestione agli ausiliari del traffico detti spazi rosa”, propongono gli esponenti della minoranza, reputando “opportune le sanzioni massime maggiorate previste dalla sopraccitata norma per improprio uso degli spazi di parcheggio per diversamente abili, mamme in gravidanza, genitori con figli inferiori ai due anni, carico e scarico commerciale”.

Nell’osservare che la legislazione vigente “rappresenta ancora oggi un semplice indirizzo, ma comunque l’inserimento dei ‘parcheggi rosa’ nella normativa dello Stato è un passo avanti”, Leveque, Lignani Marchesani e Rossi sottolineano che “privilegiare maternità e prima infanzia può essere una risposta significativa al calo democratico e al dramma delle culle vuote, che purtroppo coinvolge anche il nostro comune, non esente da un piccolo, ma costante, decremento demografico”.

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Controlli di Carabinieri e Municipale, il plauso di Rivi. Sinergia che dà frutti importanti durante l’attività serale del weekend 

SANSEPOLCRO – Un weekend di controlli e di verifiche sotto numerosi punti di vista a Sansepolcro. E’ quello appena passato, che ha visto l’azione congiunta di Carabinieri e Polizia Municipale. Sabato sera la loro attività si è concentrata nella zona di Porta del Ponte, la Strada Statale 258 Marecchiese, le località Dogana e Le Forche, San Leo e Gricignano.

La sinergia ha permesso di individuare persone alla guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di sostanze stupefacenti; denunciare tre ragazzi per detenzione di stupefacenti ai fini personali e possesso di armi atte ad offendere; infine è stato fatto un sequestro preventivo di 5 fucili da caccia, 1 pistola e 130 munizioni a seguito delle minacce di un 40enne ad un donna.  

“Ci tengo a ringraziare l’Arma dei Carabinieri per il grande lavoro svolto nella città di Sansepolcro lo scorso week end – commenta l’assessore Alessandro Rivi – L’attività di controllo effettuata con l’impiego di

5 pattuglie in tutta la Valtiberina e i risultati ottenuti sono di grande rilievo. Riteniamo che il presidio delle Forze dell’Ordine nelle fasce serali e notturne del fine settimana sia una garanzia e una tutela per tutta la collettività di altissimo valore sociale. Nell’occasione, come amministrazione comunale abbiamo dato il nostro contributo con la presenza di una pattuglia della nostra Polizia Municipale nel turno serale, che ha operato in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri”.

L’assessore Rivi ci tiene a “ringraziare personalmente anche gli operatori del nostro Comando di Polizia Municipale, guidati dal Comandante Antonello Guadagni, per il lavoro svolto. La sicurezza resta un tema fondamentale per questa amministrazione. Sicurezza intesa come diritto a vivere la vita cittadina in serenità: per gli esercenti, per i cittadini, per i tanti giovani che legittimamente vogliono uscire e vivere il contesto sociale, ma anche, ovviamente, per tutti i residenti. Continua il nostro impegno e il nostro forzo in una programmazione dell’attività di controllo, anche di fronte all’avvicinarsi del periodo primaverile ed estivo”.

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Truffa sul web: scatta la denuncia per uomo italiano di 28 anni

Al termine di una rapida attività di indagine, i Carabinieri della Stazione di Città di Castello hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica una persona, presunta responsabile ditruffa aggravata, posta in essere sul web.

Anche in questo periodo, infatti, dopo il lungo lockdown che ha interessato il nostro paese nei mesi addietro, è rimasta altissima l’attività di compravendita realizzata tramite i più comuni siti web e, purtroppo, sono parallelamente rimasti numerosi anche i reati posti in essere da parte di malfattori che vedono nella rete terreno fertile per facili guadagni.

In tale contesto i Carabinieri hanno denunciato un uomo italiano di 28 anni, domiciliato fuori Regione che, con artifizi e raggiri, avrebbe indotto un 40enne tifernate a versare in suo favore la somma di € 250 tramite bonifico, con la convinzione di procedere alla compravendita di un frigorifero su di un noto sito internet di compravendita.

Purtroppo, dopo il pagamento la tifernate ha capito di essere stataverosimilmente truffata. Presentata la denuncia del caso ai Carabinieri della Stazione di Città di Castello, che sempre più spesso si trovano ad effettuare indagini di questa tipologia, i militari hanno avviato gli accertamenti del caso, riuscendo a risalire ed identificare il presunto autore della truffa, peraltro già conosciuto dai Carabinieri per analoghi fatti. 

L’uomo è stato quindi denunciato alla competente Autorità Giudiziaria di Perugia.

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Oltre mille vaccinazioni effettuate durante l’attività straordinaria della Usl Umbria 1

Sono state più di mille le vaccinazioni effettuate nelle due giornate di attività vaccinale straordinaria che la Direzione Generale dell’Usl Umbria 1, in collaborazione con i medici di assistenza primaria (medici di famiglia e di continuità assistenziale), ha organizzato nelle domeniche del 23 e 30 gennaio in tutti i sei Distretti.

L’iniziativa è stata promossa allo scopo di ampliare l’offerta vaccinale anti Covid-19 e di rendere un servizio migliore alla popolazione. “Siamo soddisfatti della buona riuscita di questa attività straordinaria e ringrazio gli operatori che si sono adoperati affinché tutto si svolgesse al meglio”, afferma Gilberto Gentili, direttore generale dell’Usl Umbria 1. Ringraziamenti a cui si è unito anche il dottor Marco Caporali, medico di medicina generale che ha coordinato la due giorni di vaccinazioni, che ha ribadito che “tutto si è svolto nella massima tranquillità, secondo le nostre aspettative”.

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I manifesti della “gentilezza” e del “sorriso” hanno colorato la città. Successo per l’iniziativa dell’Oratorio Don Bosco e della Società rionale “San Giacomo”

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I manifesti della “gentilezza” e del “sorriso” hanno colorato la città – Positivo bilancio della originale iniziativa dell’Oratorio Don Bosco e della Società rionale “San Giacomo” – Pina Giogli, Presidente Oratorio Don Bosco. “esperienza unica e coinvolgente, da ripetere”.
I manifesti della gentilezza, del sorriso, del rispetto e dell’amore: pochi ma incisivi slogan scritti in bella evidenza su sfondi colorati ed affissi in varie zone della città. “Basta col bullismo, aiuta i tuoi compagni”, “Mandiamo in crisi per sempre la tristezza”, “Super omaggi a chi rispetta gli altri”, questi alcuni degli slogan alquanto eloquenti che hanno caratterizzato l’originale campagna di sensibilizzazione al sorriso e alla gentilezza ideata e messa in atto dalla Società Rionale San Giacomo e resa possibile grazie all’estro e alla creatività dei ragazzi e dei docenti dell’oratorio Don Bosco, storico punto di riferimento di intere generazioni di tifernati. Dopo le lunghe e grandi limitazioni delle attività collettive, dovute alla pandemia, i volontari dell’Oratorio Don Bosco hanno ideato un vero e proprio laboratorio creativo che ha realizzato i colorati manifesti particolarmente apprezzati dalla cittadinanza. “Ci è sembrato importante, in questi momenti – hanno precisato i responsabili dell’oratorio – recuperare la sperimentazione, la conoscenza e la manualità collettive, con il fare insieme che, purtroppo, in questo periodo si sono persi, sostituiti da esperienze didattiche e ludiche quasi esclusivamente individuali. La caratteristica saliente si è rivelata la ideazione e stampa di manifesti da affiggere, per catturare l’attenzione e raggiungere un pubblico più vasto possibile con slogan dei poster che hanno fatto riferimento alla pubblicità ingannevole, appropriandosi della sua particolare grafica aggressiva e delle immagini d’impatto visivo, trasmettendo però messaggi positivi”. Il laboratorio creativo è stato ideato per far lavorare due gruppi distinti di volontari: un gruppo di ragazzi grandi per realizzare i poster da affiggere e un gruppo di bambini che hanno imparato la composizione a stencil delle parole con sagome di piccole lettere. Il laboratorio, svolto l’estate scorsa nel cortile del Seminario Vescovile, è stato suddiviso in due fasi: progetto, realizzazione ed affissione finale. Nella prima si è compiuta l’ideazione di frasi con sentimenti e atteggiamenti positivi, partendo dalle parole-chiave, tratte dalla pubblicità ingannevole (SCONTI, GRATIS, BASTA, NON PIU’, FINE, CRISI, OMAGGIO, SAGRA, FESTA, LIBERTA’, ecc.). Queste parole sono state ritagliate su cartone pesante e spruzzate con lo spray nero su fogli fluorescenti Inoltre a queste parole spruzzate sono stati aggiunti i messaggi a pennarello, con una efficace ma brevissima frase che inviti il passante a riflettere su pensieri volti alla fratellanza, amicizia, gentilezza, amore e altri sentimenti positivi. Per far lavorare i più piccoli, senza uso di spray o altro, i docenti hanno pensato di far loro scrivere parole positive, riprendendole da quelle dei grandi, su strisce di cartoncino, utilizzando mascherine metalliche, con spugna e colori acrilici. Tutte queste parole in libertà, sono state affisse all’ingresso dell’Oratorio, per completare i messaggi. La seconda fase ha previsto l’affissione dei manifesti nei luoghi pubblici o negozi di Città di Castello, effettuata dai bambini accompagnati da nonni e genitori, portando gentilezza e buoni sentimenti in ogni angolo della città. “Un’esperienza senza dubbio positiva, nata grazie alla intuizione e lavoro di tanti volontari. A loro dobbiamo questa bellissima iniziativa”, ha dichiarato la Presidente dell’Oratorio Don Bosco, Pina Giogli.

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Il progetto P.A.S. (Promozione dell’agricoltura sociale) al vaglio della terza commissione consiliare, “Servizi e partecipazioni”.

I riflettori della commissione “Servizi e partecipazioni”, puntati sul progetto P.A.S. (Promozione dell’agricoltura sociale) che ha visto il Comune di Città di Castello come capofila, insieme alle municipalità spagnole della Ribera Alta e il Comune portoghese di Lousada, per condividere ed esplorare modelli e buone pratiche relativi all’agricoltura sociale e al suo valore aggiunto, in termini economici e sociali. La terza commissione consiliare permanente, presieduta dal consigliere, Claudio Serafini (lista civica Luca Secondi sindaco) ha analizzato e discusso i risultati del progetto finanziato dalla Comunità Europea.

All’incontro in videoconferenza ha partecipato l’assessore alle Politiche Sociali, Benedetta Calagreti. “Nel corso del 2021 – ha relazionato il presidente della commissione, Claudio Serafini – si sono svolte varie attività di scambio, sia virtuali che in presenza, che hanno coinvolto insieme al comune i partner locali, La Cooperativa “Rondine”, “Le Cascine”, la Caritas ed altri rappresentanti territoriali dell’agricoltura sociale, gli operatori sociali, le realtà di impresa che in diverse forme e modalità contribuiscono allo sviluppo di modelli virtuosi. Il Comune di Città di Castello, col supporto della Fondazione Villa Montesca, ha ospitato i partner ed i rappresentanti spagnoli e portoghesi a Settembre 2021 ed ha a sua volta partecipato ai workshop che si sono tenuti in Spagna e Portogallo, presentando il proprio modello di agricoltura sociale a vocazione inclusiva e sistemica”.

“Ho avuto l’opportunità di partecipare attivamente a questo interessante progetto – ha precisato l’assessore Calagreti – grazie al quale tre realtà differenti si sono confrontate ed hanno preso spunti per lo sviluppo dell’agricoltura sociale. Un’agricoltura nella quale, la nostra comunità, integra il soggetto svantaggiato e lo rende parte attiva nello sviluppo dell’economia del territorio. Il sistema sociale di Città di Castello sta ormai da anni sradicando il preconcetto secondo il quale la persona svantaggiata, dal punto di vista fisico, mentale o esperienziale, viene considerata come soggetto passivo su cui riversare una politica puramente assistenzialista. La difficoltà può rappresentare un’opportunità di riscatto e rinascita, dando un contributo importante al proprio territorio.” I consiglieri, Elda Rossi (Fdi) e Massimo Minciotti (Pd) hanno sottolineato “l’importanza di collegare questa progettualità al mondo della formazione”, concetto che l’assessore Calagreti ha concordato in pieno, sottolineando come fra gli obiettivi “ci sia proprio quello di creare un sistema educativo che insegni la valorizzazione del proprio territorio e stimoli i giovani ad investire nel settore agricolo per creare un circolo economico virtuoso”.

Sono intervenuti nel dibatto anche il capogruppo Pd, Gionata Gatticchi, Luigi Gennari e Ugo Tanzi (Psi) che hanno sottolineato “l’importanza di coinvolgere la realtà sportiva nel processo di inserimento e reinserimento sociale dei soggetti svantaggiati”. CDCNOT/22/01/31/COMINLINEA/56/GGAL

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Umbertide ha ricordato l’appuntato Donato Fezzuoglio a sedici anni dal suo sacrificio

Questa mattina Umbertide ha ricordato a sedici anni dalla sua scomparsa Donato Fezzuoglio, l’appuntato dei carabinieri medaglia d’oro al valor militare, che perse la vita il 30 gennaio 2006 nel tentativo di sventare una rapina ai danni del Monte dei Paschi di Siena in via Andreani.La cerimonia è iniziata con la deposizione delle corone di alloro alla lapide eretta nel luogo in cui il militare fu colpito a morte, dove autorità militari e civili si sono stretti intorno al dolore della vedova, Emanuela Becchetti, del figlio Michele e dei familiari tutti.Erano presenti il sindaco del Comune di Umbertide Luca Carizia, il vicecomandante della Legione Carabinieri Umbria colonnello Stefano Savo, il comandante provinciale colonnello Stefano Romano, il comandante della Compagnia di Città di Castello maggiore Giovanni Palermo, il maresciallo Antonio Raganato comandante della stazione dei Carabinieri di Umbertide, il vescovo di Gubbio, Monsignor Luciano Paolucci Bedini, il viceprefetto di Perugia, Nicola De Stefano, il vicario del questore di Perugia, Maria Grazia Corrado, la vicesindaco Annalisa Mierla, l’assessore Alessandro Villarini, il comandante della Polizia Locale, Maggiore Gabriele Tacchia, il consigliere provinciale Giovanni Dominici e rappresentanti delle associazioni combattentistiche e dell’Arma.

“Per il sedicesimo anno consecutivo tutta la nostra comunità si stringe per ricordare il suo eroe – afferma il sindaco Luca Carizia – Donato era un servitore dello Stato, un figlio, un fratello un marito, un padre e un amico, un carabiniere che ha onorato fino all’ultimo istante la divisa che orgogliosamente portava e ha sacrificato la sua vita per difendere noi, i suoi concittadini, affrontando con coraggio quei banditi che lo hanno tolto all’affetto dei suoi cari, dell’Arma dei Carabinieri e degli umbertidesi. Sedici anni sono passati da quel drammatico 30 gennaio, ma il ricordo di Donato Fezzuoglio resta vivo in tutti noi. Perchè Donato è qui.

E’ ogni giorno nel lavoro dei suoi colleghi, è ogni giorno nel ricordo di Emanuela e di tutti i suoi cari, ogni giorno vive con suo Michele. A Michele, va il pensiero più grande. Hai avuto un padre straordinario, un esempio per te e per tutti i tuoi coetanei. Oggi è doveroso rinnovare il ringraziamento a tutti i membri delle Forze dell’Ordine che con coraggio e dedizione quotidianamente sono al servizio delle nostre comunità e hanno in Donato un punto di riferimento importante che fa svolgere la loro missione a tutela di tutti noi”.

Al termine della toccante cerimonia civile, il vescovo Monsignor Luciano Paolucci Bedini ha letto la preghiera di suffragio in memoria del giovane carabiniere: “Dio della vita e Signore della storia, affidiamo a te il nostro fratello Donato e tutte le vittime della violenza che ancora insanguinano le nostre mani di uomini – ha detto il presule – Tu Signore dell’eternità custodisci la loro vita, che è ormai nel tuo grembo e fa che nessuna vita umana sia più calpestata, disprezzata e annientata. Custodisci tu la loro memoria, rendila ricordo e insegnamento perenne dell’orrore assurdo, del lutto, del degrado devastante che umilia la tua creazione. Per Cristo nostro Signore”. 

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Sorpresa alla guida della propria auto mentre stava telefonando. Multa e decurtazione di 5 punti della patente per una donna di 42 anni

Nei giorni scorsi, come da prassi consolidata soprattutto nei fine settimana, i Carabinieri della Compagnia di Città di Castello sono stati impegnati nei controlli del rispetto delle prescrizioni conseguenti all’epidemia da coronavirus, ma anche quelli su strada.

Nel contesto delle verifiche finalizzate a riscontrare il rispetto delle prescrizioni conseguenti all’epidemia da coronavirus, sono controllate oltre 200 persone ed ispezionati circa 50 esercizi commerciali, senza rilevare infrazioni.

Massimo è stato anche l’impegno per contrastare le violazioni in materia di codice della strada, in conseguenza del quale sono state elevate alcune sanzioni, tutte inerenti la sicurezza alla guida e condotte particolarmente pericolose.

In tal senso, i Militari del Nucleo Radiomobile della Compagnia, durante i servizi dedicati al controllo della circolazione stradale, in località Promano del comune di Città di Castello, hanno sorpreso e sanzionato un 28enne residente in area, che guidava la propria autovettura nonostante la patente di guida gli fosse stata revocata perché scaduta e mai rinnovata. Al giovane, quindi, è stata comminata una sanzione amministrativa € 3570, oltre al sequestro del mezzo a lui in uso.

I Militari della Stazione Carabinieri di Citerna invece, durante un posto di controllo alla circolazione stradale, hanno sorpreso in località Case Basse del comune di Citerna una 42enne alla guida di un’utilitaria, mentre aveva una mano impegnata per telefonare con il suo smartphone.
Alla donna è stata quindi comminata una sanzione amministrativa di € 165 con 5 punti da decurtare sulla patente.

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Da oggi e’ attivo il bando di concorso per la Borsa di Studio “Angiolino e Giovanni Acquisti

L’Associazione Cultura della Pace, il Comune di Sansepolcro (Assessorato alla Cultura) e le ACLI di Sansepolcro (Circolo “Adriano Olivetti”) comunicano che da oggi, 30 gennaio, Giornata Mondiale per l’educazione alla Nonviolenza, anniversario della morte di Gandhi, è attivo il bando di concorso per la Borsa di Studio “Angiolino e Giovanni Acquisti”, pari a € 1000. Il bando è visibile nel sito dell’Associazione Cultura della Pace, sezione Borsa di Studio “Angiolino e Giovanni Acquisti” e in quello del Comune di Sansepolcro.

Le tesi specialistiche dovranno arrivare alla Commissione entro e non oltre il 10 Dicembre 2022 e andranno ad aggiungersi alle 62 tesi già stampate e presenti nella Biblioteca Comunale di Sansepolcro. La giuria, presieduta dal Prof. Antonino Drago, massimo esperto di difesa popolare nonviolenta e già vincitore del Premio Nazionale “Cultura della Pace-Città di Sansepolcro” nel 2000, comunicherà la tesi vincente il 31 gennaio 2023.

Sarà un’ulteriore occasione per una profonda riflessione sui meccanismi della violenza e su come rispondere in modo nonviolento ad ogni forma di intolleranza e di odio.

Sansepolcro si conferma, con questo ulteriore bando, significativo centro di studio sulla nonviolenza e della sua applicazione nel quotidiano.

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Città di Castello – Biglietti esauriti per Valentina Lodovini, martedì 1 febbraio 2022 al Teatro degli Illuminati


Biglietti esauriti a tre giorni dalla rappresentazione per lo spettacolo di Valentina Lodovini, nel programma della Stagione di prosa e danza del Teatro degli Illuminati martedì 1 febbraio 2022. Un classico di Dario Fo e Franca Rame, il monologo “Tutta casa, letto e chiesa”, che ha già registrato il tutto esaurito, così come il primo appuntamento con la Stagione di prosa, affidato a Giuseppe Pambieri. “Valentina Lodovini è un’attrice molto apprezzata e molto conosciuta, inoltre la sua formazione teatrale ha preso le mosse a Città di Castello” dichiara l’assessore alla Cultura Michela Botteghi “siamo molto felici dunque che torni al Teatro degli Illuminati e siamo altrettanto felici della risposta con cui il pubblico tifernate sta premiando la stagione di prosa.

Dopo quasi due anni di stop, tornare a teatro era un esigenza sentita e stiamo lavorando per ampliare l’offerta culturale. Tutta casa, letto e chiesa, tratto dal popolare testo di Dario Fo e Franca Rame, è uno spettacolo sulla condizione femminile, in particolare sulle servitù sessuali della donna, uno spettacolo dove si ride, e molto. Il primo debutto è stato a Milano, alla Palazzina Liberty, nel 1977, in appoggio alle lotte del movimento femminista.

Da allora è tuttora allestito in oltre trenta nazioni. Valentina Lodovini interpreta quattro diversi personaggi femminili: una casalinga che all’interno della famiglia ha tutto, al di fuori della considerazione, dell’essere trattata come una persona e rispettata in quanto tale, non solo usata come oggetto sessuale e come domestica senza stipendio né pensione; una donna subalterna all’uomo nell’atto sessuale; un’operaia sfruttata tre volte, in fabbrica, in casa e in camera da letto; e un’Alice nel paese senza meraviglie, protagonista del disincantato atto finale. La Stagione di prosa e danza del Teatro degli Illuminati è realizzata in collaborazione con il Teatro Stabile dell’Umbria.

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