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All’Abbazia di Montecorona oltre 100 musicisti per la pace e la libertà in Ucraina

Sono stati oltre 100 i musicisti che con le loro note sabato 23 aprile all’Abbazia di Montecorona hanno fatto partire il proprio messaggio per la pace e la libertà in Ucraina.
Al termine del concerto, avvenuto alla presenza di un pubblico numeroso, sono stati raccolti 780 euro che sono stati devoluti al Comitato di Zona della Croce Rossa Italiana per supportare le famiglie ucraine in fuga dalla guerra presenti nel territorio.
Alla serata, promossa dal Chorus Fractae Ebe Igi e patrocinata dal Comune di Umbertide e dell’Associazione Regionali Cori Umbria (Arcum) hanno preso parte il sindaco Luca Carizia, la vicesindaco Annalisa Mierla e il presidente del Comitato della Croce Rossa di Città di Castello, Francesco Serafini.


Il concerto ha visto alternarsi la Banda Città di Umbertide diretta dal maestro Galliano Cerrini, l’Orchestra Giovanile “I Concertisti” diretta dal maestro Gianfranco Contadini, il Chorus Fractae “Ebe Igi” e il Coro Gospel Altotiberino diretti dal maestro Paolo Fiorucci e il Coro “Città di Piero-Domenico Stella” di Sansepolcro diretto dai maestri Bruno Sannai e Paolo Fiorucci, che hanno dato vita a un ricco e assortito programma musicale. La serata ha visto anche come soliste la cantante Carla Pucci nel corso dell’esecuzione di “C’era una volta il West” da parte della Banda Città di Umbertide e della soprano Alessandra Benedetti che ha accompagnato l’orchestra “I Concertisti”.
La serata è stata introdotta dai saluti del sindaco Luca Carizia, della presidente del Chorus Fractae Ebe Igi, Elvira Monni e del presidente della CRI Francesco Serafini.
Nel corso del suo intervento il sindaco si è congratulato con tutte le realtà musicali del territorio che si sono unite per questa nobile iniziativa e ha ricordato il valore della pace e dell’importanza delle musica come mezzo per raggiungerla. Il sindaco ha quindi ringraziato tutte le realtà associative che in questo momento sono impegnate nel territorio per l’accoglienza delle persone ucraine in fuga dalla guerra.


Durante concerto una signora ucraina, Maria Boyko e il nipote Mykhailo Nagornyak hanno letto una poesia in lingua ucraina tradotta in simultanea in italiano: “Il cielo è con noi. Sei arrivato a casa mia con quale diritto. Questo territorio è la mia terra, questa Ucraina è il mio stato. Sei un invasore e prove non ce l’hai. Sei venuto a casa mia, ospite non richiesto e da nemico. Con le scarpe sporche hai calpestato la mia anima. Con le mani grondanti di sangue spari al cuore della mia terra. Non hai paura del giudizio divino che un giorno arriverà anche per te. Lupo mascherato da gregge e dimenticato da Dio. Ricordati che Dio e il cielo sono con noi”.
Successivamente il pedagogista Aldo Manuali ha interpretato un monologo tratto dal film “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin.
La serata si è conclusa con l’esecuzione da parte di tutti gli oltre 100 musicisti che hanno preso parte all’evento dell’inno nazionale ucraino “Šče ne vmerla Ukraïny” e dell’Inno di Mameli, entrambi diretti dal maestro Galliano Cerrini.

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‘Doceno’, convegno di studi su uno dei figli illustri di Sansepolcro. Tre giorni dedicati a Cristofano Gherardi tra il Borgo, S. Giustino e Città di Castello

SANSEPOLCRO – “Siamo lieti di ospitare la prima giornata di questo convegno internazionale su Cristofano Gherardi, detto Doceno o Bocino, grande pittore nato nel 1508 a Sansepolcro e che ha lavorato tra San Giustino e Città di Castello”. Con queste parole l’assessore alla Cultura del Comune di Sansepolcro Francesca Mercati presenta il convegno dal titolo “Sempre la cappa a rovescio – Cristofano Gherardi tra capriccio e diligenza”. L’evento è nato dalla sinergia delle tre amministrazioni comunali e prevede tre giornate di approfondimento. Saranno presenti i più autorevoli studiosi del periodo. La prima giornata è in programma il 5 maggio alle 14,30 al Museo Civico di Sansepolcro con la sessione “Le fonti e la formazione”. Interverranno Eliana Carrara ed Emanuela Ferretti, Antonino Caleca, Paolo Celi, Marco Droghini e Frank Dabell. E’ obbligatoria la prenotazione a uno dei seguenti numeri: 0575 732283 – 0575 732231.

La seconda sarà il 6 maggio al Museo del Duomo di Città di Castello con la sessione del mattino (ore 9,30) dal titolo “Cristofano Gherardi nei cantieri vasariani”. Interverranno Marco Pierini, Laura Teza, Daniele Simonelli, Mattia Giancarli, Elisa Bonaiuti e Sara Borsi. Si continuerà alle 14:30 con la III sessione, “Raccontare il contesto”. Interverranno Andrea De Marchi, Emanuele Zappasodi, Silvia Ginzburg e Paolo Violini, Alessandro Delpriori, Francesca Mavilla ed Elena Squillantini (per prenotarsi: 075 8554705, museoduomo@lineanet.net).

La terza e ultima sarà sabato 7 maggio con il gran finale al Castello Bufalini di San Giustino. Alle 9:30 la IV sessione, “L’impresa di una vita. Gli affreschi di Castello Bufalini”, sarà moderata da Angelo Maria Monaco e vedrà gli interventi di Antonio Pinelli, Veruska Picchiarelli, Emilie Passignat, Federica Caneparo e Fabrizio Biferali. Infine la V sessione, che vedrà protagonista il team di restauratori che sta lavorando nelle sale affrescate da Gherardi nei dieci anni trascorsi a Castello Bufalini: Maria Cristina Tomassetti, Paolo Pettinari, Verdiana Chiucchiurlotto e Alessandro Fonti (per prenotarsi: 075 856115, drm-umb.castellobufalini@beniculturali.it).

Cristofano Gherardi nacque a Sansepolcro nel 1508. Venne bandito da Firenze con l’accusa di aver partecipato alla congiura che aveva portato all’assassino di Alessandro de’ Medici. Trascorse pericolosamente gli anni da esule a un passo dal confine toscano, lavorando tra Città di Castello e San Giustino. Girava con le scarpe spaiate e la cappa a rovescio. E’ stato un pittore di grande spessore.

Il convegno è organizzato dalla Direzione Regionale Musei Umbria – Castello Bufalini, con il contributo dei tre Comuni coinvolti e il patrocinio della Regione Toscana e della Regione Umbria.

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“Controlli in materia di reddito di cittadinanza: Carabinieri denunciano un presunto illecito.”

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Nell’ambito dei controlli svolti per verificare la corrispondenza e la sussistenza dei requisiti dichiarati dai beneficiari del c.d. Reddito di Cittadinanza, i militari della Stazione di Magione, unitamente ai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del lavoro di Perugia, hanno deferito in stato di libertà una donna ritenuta presunta responsabile di aver percepito indebitamente il beneficio in argomento.

All’atto della presentazione della domanda, la signora, infatti, avrebbe omesso di dichiarare all’INPS di essere ospite di una comunità terapeutica, per seguire un percorso di riabilitazione.

Gli accertamenti hanno permesso di quantificare la somma che, secondo gli investigatori, sarebbe stata indebitamente percepita nel periodo che va dal mese di ottobre 2021 ad aprile 2022: si tratta di 4.340,00 €.

La donna è stata deferita in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Perugia poiché ritenuta responsabile, in via presunta, di aver violato la normativa che disciplina il “Reddito di Cittadinanza”, ossia la Legge n.26/2019.

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Dalla tribuna dello stadio, del palazzetto, della piscina e di altri impianti con un QR Code. Si chiama “Visita Città di Castello” il progetto innovativo destinato a cambiare in meglio le abitudini degli “sportivi-turisti”

Scoprire ristoranti e strutture dedicate all’ospitalità, avere tutti i riferimenti per poter prenotare, programmare subito dopo una visita ai musei e luoghi d’arte e cultura, decidere di partecipare ad un evento inserito nel ricco cartellone delle manifestazioni cittadine ed eventi di vario genere durante una partita di calcio, volley, basket, gare di nuoto, atletica, ginnastica, cross ed altro di sportivo, ora si può. Basterà inquadrare con il proprio smartphone o tablet il “QR Code” posizionato in bella vista sullo schienale delle poltroncine delle tribune o su luoghi ben indicati negli impianti sportivi ed il gioco è fatto. Prima si esulta per un gol o una gara vincente della propria squadra o atleta del cuore e poi in diretta si prenota un posto al ristorante, al museo o ad un evento per festeggiare in compagnia, evitando file o spiacevoli sorprese. A Citta’ di Castello, definita numeri alla mano, la città dello sport con oltre 14mila praticanti (uno su tre in base al numero di abitanti), impegnati a livello agonistico o amatoriale in una delle oltre 40 discipline fruibili nel territorio attraverso circa 120 società, hanno sempre creduto nel binomio fra sport e turismo tanto da investire ora su un progetto destinato a cambiare in meglio le abitudini quotidiane.

Per questo è nata e si è concretizzata in un progetto a portata di “click” l’idea del QR Code “Visita Città di Castello”. L’iniziativa dedicata al turismo sportivo all’interno degli impianti di gestione comunali prenderà il via oltre che nei palazzetti e stadi (due squadre militano nello stesso girone del campionato di calcio serie D) a partire proprio dai campionati nazionali di ginnastica UISP in programma dal 26 maggio al 5 giugno ee subito dopo dall’11 al 12 giugno con la 35esima edizione del meeting di nuoto ”Trofeo Galluzzi” e la 25esima edizione del “Tifernum Tiberinum”, riservato ai ragazzi, dal 16 al 19 giugno presso le piscine comunali. Nelle postazioni dedicate agli spettatori sarà applicato un adesivo contenente un QR Code che inquadrato con il proprio smartphone darà la possibilità di accedere al sito, “www.cittadicastelloturismo.it” e conoscere così gli eventi in programma in città, visionare le strutture ricettive e accedere mediante link, alla piattaforma ‘Rim Shop” da cui si potrà, in un click, prenotare i biglietti museali. “Il QR code è uno strumento facile ed immediato che abbiamo imparato ad utilizzare – hanno precisato gli assessori al Turismo e Commercio, Letizia Guerri e Riccardo Carletti ed il Presidente Polisport, Stefano Nardoni, questa mattina in sede di presentazione del progetto direttamente dalla tribuna dello stadio “Corrado Bernicchi” – e che darà la possibilità a tutti coloro che arriveranno nella nostra città per seguire una competizione sportiva nazionale, regionale o per una domenica di campionato, in un solo click di scoprire la nostra città. In una regione come l’Umbria ‘cuore verde l’Italia’ lo sport può e deve essere un elemento centrale per le politiche turistiche.

La consapevolezza della bellezza del nostro patrimonio culturale, della qualità della nostra offerta turistica, dalla ristorazione all’accoglienza fino al tessuto commerciale, la volontà di far conoscere, a tutti coloro che frequentano i nostri impianti sportivi, la città di Alberto Burri e Raffaello e quello che può offrire. Per questo – hanno concluso Guerri, Carletti e Nardoni – abbiamo deciso di credere nel turismo sportivo, nell’indotto che queste manifestazioni regionali e nazionali riescono a creare in un territorio.”

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Movimento 5 Stelle “Sansepolcro Città delle bambine e dei bambini, alcune proposte”

Abbiamo visto che nel prossimo consiglio comunale di sabato 30 aprile sarà discussa una mozione con cui si richiede al Consiglio comunale di aderire al progetto “Città amiche dei bambini e delle bambine”, progetto promosso e portato avanti da Unicef Italia.

Ci fa molto piacere che ci sia occasione di trattare un tema che era centrale anche nel nostro programma elettorale e, proprio in virtù dell’attenzione da noi sempre destinata all’argomento, vogliamo presentare a tutto il Consiglio comunale delle proposte che possano completare e migliorare la mozione in oggetto, rendendola anche più concreta e calata nel territorio.

Ricordiamo prima di tutto che il progetto “Città delle bambine e dei bambini”, nato a Fano nel 1991, è da tempo esportato in molte città italiane e nel Mondo. Anche a Sansepolcro negli anni ’90 vennero avviati alcuni interessanti progetti che seguivano questo modello.

Il senso del progetto è quello di porre il bambino come punto di riferimento delle scelte politiche, inducendo a rivedere i convenzionali parametri di programmazione e di governo. Una città a misura di bambino è una città che non lascia indietro nessuno: riallaccia i legami sociali e riattiva i contesti culturali, è una città accogliente e inclusiva e attenta a tutte le fasce “deboli”, come diversamente abili e anziani. 

Si tratta di un piano a lungo termine di trasformazione urbana, ma prima ancora culturale di una città.

È necessaria la capacità di fissare obiettivi ambiziosi eimmaginare come la propria città possa evolversi nella direzionedella qualità della vita e del benessere, per diventare una cittàradiosa, accogliente, sostenibile. Il progetto si sviluppa infatti supiù fronti, in molteplici azioni integrate e intende permeare tuttigli ambiti di sviluppo e di gestione di un contesto cittadino.

Ecco, in breve, alcune azioni che potremmo mettere in atto da subito:- la riqualificazione di un quartiere pilota a misura di bambino;- la creazione e la promozione di una rassegna di eventi che riguardino il gioco, le aree museali e i parchi;- La formazione del “Consiglio dei Bambini”, un organo consultivo che si riunisce periodicamente e che formula proposte che nascono da un punto di vista diverso rispetto a quello dell’amministratore “adulto”;

Anche le scelte ambientali di fondo saranno guidate da questafilosofia, come i progetti di mobilità sostenibile per migliorare laqualità dell’aria fino ad arrivare ad azioni più mirate alladiffusione della cultura della sostenibilità. Questa trasformazione urbana e culturale porta il tessuto sociale a rigenerarsi, i bambini ad acquisire senso di appartenenza e la città intera ad appassionarsi a se stessa, con conseguente incremento del senso civico e di cura del bene comune, a partire dai più piccoli.

Ci auguriamo che l’Amministrazione e tutto il consiglio comunale vogliano prendere in considerazione queste nostre proposte.

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Pallavolo serie B/M: Goran Maric (ErmGroup San Giustino) “primo obbiettivo raggiunto, per i play off daremo tutto, ma ci serve il calore dei nostri tifosi”

“Siamo riusciti a centrare entrambi gli obbiettivi, play off e primo posto in regular season, ora si azzera tutto. Dobbiamo lavorare e dare ancora di più se vogliamo raggiungere la serie A3. Non sappiamo ad oggi quali saranno le formazioni che affronteremo, ma siamo padroni del nostro destino. Faccio un’appello a tutti i nostri tifosi, ci serve il loro sostegno, perchè da soli è molto più difficile e complicato. Oggi le regole covid ci consentono di raggiungere la capienza del 100%, questo rispettando le norme che conosciamo, green pass e mascherina FFP2”.

https://www.facebook.com/primo.notizie/videos/1686782438333941
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Attivazione degli screening per neoplasie allo stomaco in alto tevere. Mozione del consigliere Gionata Gatticchi (Pd)

sull’attivazione degli screening per neoplasie allo stomaco in alto tevere
L’obbiettivo di questa mozione, è quello di tutelare e garantire il diritto alla salute dei nostri cittadini attraverso azioni concrete, come l’attivazione nel nostro territorio degli screening relativi alla ricerca delle neoplasie allo stomaco, particolarmente aggressive nella zona dell’Alto Tevere.
Il cancro è ad oggi la prima causa di morte per le persone tra i 45 e i 64 anni e si stima che in Europa, entro il 2035, i casi potrebbero raddoppiare. Dagli anni ‘80, fino a pochi anni fa, nella nostra Regione i morti per cancro erano in calo dell’1% l’anno e, secondo le dichiarazioni rilasciate nell’aprile 2008 dal Direttore dell’Oncologia Medica di Perugia, tale risultato si doveva “alla buona ricerca e assistenza umbra. […] La diffusa campagna di screening provvederà a rendere questi risultati ancora più soddisfacenti”.


Tuttavia emerge come in Umbria vi sia una particolare incidenza dei tumori allo stomaco, più alta della media nazionale nella zona dell’Alto Tevere. Il controllo e decremento degli indici di mortalità si deve al miglioramento delle terapie e delle diagnosi precoci che, in Umbria, in particolare per il cancro alla mammella e per quello al colon, sono state incrementate tramite il potenziamento dei sistemi di screening. Gli screening pesano sul sistema sanitario infinitamente meno del costo di cura di una neoplasia: uno screening costa 5 euro a persona, un tumore 150 mila euro a individuo.


Considerato che l’Umbria è passata da eccellenza nazionale nella pianificazione e nella adesione agli screening, ad essere una delle regioni più inefficienti nei sistemi di prevenzione delle patologie cliniche, con questa mozione chiediamo che il nostro comune promuova un confronto con la Regione per verificare lo stato di riorganizzare dei servizi di screening oncologico (LEA) fortemente compromessi dalla situazione emergenziale COVID-19, monitorando e sollecitando il lavoro attualmente in corso sul Registro Tumori umbro. Si chiede inoltre che la Regione provveda all’attivazione nel nostro territorio degli screening relativi alla ricerca delle neoplasie allo stomaco, particolarmente aggressive nella zona dell’Alto Tevere, attraverso la proposta di sperimentazione già depositata e approvata dalla Regione Umbria, ma mai realizzata.

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Le condoglianze del sindaco Luca Carizia e dell’Amministrazione all’assessore Villarini e alla sua famiglia per la scomparsa del caro padreFranco

Il sindaco Luca Carizia, la Giunta comunale e l’Amministrazione tutta si stringono intorno all’assessore Alessandro Villarini e a tutta la sua famiglia per la scomparsa del caro padre, il dottor Franco Villarini.Laureato in Agraria, il dottor Franco Villarini è stato un apprezzato e stimato professionista che ha svolto egregiamente il lavoro di agronomo. Nel corso della sua esperienza professionale aveva anche ricoperto il ruolo di insegnante.Ad Alessandro, ai fratelli Paolo, Stefano e Maria Rita e a tutti i suoi familiari giungano l’abbraccio più affettuoso e le più sentite condoglianze. 

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Il 28 aprile si riunisce il Consiglio Comunale di Umbertide

Torna a riunirsi in presenza in Municipio il Consiglio Comunale di Umbertide. Con la fine dell’emergenza sanitaria l’assise cittadina è stata convocata dal presidente Marco Floridi in seduta ordinaria per giovedì 28 aprile alle ore 18.30 presso la Sala del Consiglio.Questi i punti all’ordine del giorno:1) Approvazione verbali precedenti sedute;2) Comunicazioni;3) Approvazione della relazione sulla gestione e dello schema di rendiconto dell’esercizio 2021;4) Variazione n. 1 al Bilancio di previsione 2022/2024;5) Adesione all’Associazione “Distretto del cibo Appennino e Tevere”.“Con la fine dell’emergenza sanitaria – dice il presidente Floridi – il Consiglio comunale torna nella sua casa.

Per la prima volta in questa consiliatura, l’assemblea si riunirà nella Sala del Consiglio e questo non può che essere un onore per tutti noi. Anche questo alto momento istituzionale fa parte del graduale ritorno alla normalità dopo due anni segnati dall’emergenza Covid. Potranno essere presenti anche i cittadini all’interno dell’aula per seguire la seduta. Il pubblico che prenderà parte alla seduta dovrà indossare la mascherina”.Come di consueto i lavori del Consiglio comunale potranno essere seguiti in streaming accedendo al canale Civicam del Comune di Umbertide o cliccando sull’icona “Comune di Umbertide in diretta” presente sul sito istituzionale dell’ente.

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Lo scorso sabato la cerimonia di intitolazione dell’Aula Magna al Preside Prof. Sergio Polenzani e della Biblioteca al Prof. Franco Nestri

Sabato 23 Aprile si è svolta presso il Liceo Plinio il Giovane di Città di Castello la cerimonia di intitolazione dell’Aula Magna al Preside Prof. Sergio Polenzani e della Biblioteca al Prof. Franco Nestri, recentemente scomparsi. L’evento, organizzato dallo Staff di Dirigenza del Liceo Plinio, ha visto la partecipazione di un nutrito pubblico e di tante autorità cittadine, regionali e nazionali. Molti gli interventi che hanno testimoniato lo spessore degli uomini di cui si è celebrata la memoria. Il Dirigente del Liceo Plinio il Giovane, Angelo Stumpo, dopo aver salutato le Famiglie Polenzani e Nestri e ringraziato la platea, ha messo in evidenza il senso della dedica: il Preside Polenzani all’interno dell’Aula Magna “ha svolto il proprio ruolo di guida e riferimento della comunità scolastica, che è fatta di relazione, confronto e dialogo e questo spazio è dunque quella piazza ideale in cui si forma lo studente che diventa il cittadino di domani; la Biblioteca, luogo della conoscenza e dello studio, si sposa con quei valori che hanno animato il Prof. Nestri, che del Liceo è stato per tantissimi anni docente di Storia e Filosofia, strappato alla professione e alla scuola in modo troppo repentino”. E’ intervenuta anche la ex Dirigente del Liceo Eva Bambagiotti, che del Preside Polenzani ha sottolineato l’impegno nella scuola e nel tessuto civile e culturale tifernate; del Prof. Nestri “la ricchezza di un rapporto costruito sulla condivisione e sulla dialettica del confronto aperto”. Ha preso la parola il Sindaco Luca Secondi, il quale ha messo in luce come “attraverso la scuola e le figure che la sorreggono possa nascere una società le cui fondamenta siano eticamente solide. Il ricordo di questi due personaggi” – ha continuato il Sindaco – “serve a chi resta per consolidare la memoria e per ispirare sentimenti di professionalità e passione”. Il Vice-sindaco Bernicchi ha voluto ribadire come simbolicamente queste dediche siano di tutta la città, riconoscendo la bontà dell’azione civile di Polenzani e Nestri. In particolare, l’ing. Bernicchi ha ricordato la presenza del Preside Polenzani nel panorama cittadino, sia culturale che sportivo, a sottolineare come il Preside sia stata una figura a tutto campo, che ha lasciato tanti segni. L’ultimo intervento è stato quello dell’On. Anna Ascani, ex allieva del Liceo Plinio il Giovane. Ascani ha ricordato il ruolo di guida del Preside Polenzani, la sua attenzione e la cura per gli studenti tutti, la sua passione politica; ha poi letto delle parole cariche di gratitudine e affetto sincero per il Prof. Franco Nestri, di cui è stata discepola. A seguire, lo svelamento delle targhe da parte delle Famiglie Polenzani e Nestri e il commosso applauso di tutti i presenti.Non

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Denunciato per aver violato norme ambientali, il contenuto rimosso da un’abitazione terremotata, individuato il presunto responsabile

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La Stazione Carabinieri Forestale di Norcia (Pg), impegnata nello svolgimento del turno di vigilanza 1515 e a seguito di una segnalazione pervenuta dalla centrale operativa 112, viene inviata su un’area privata del comune di Cascia per verificare un abbruciamento di rifiuti.

Arrivati sul posto i militari rinvengono un cumulo di cenere da cui emerge che sono stati incendiati mobili, sedie, materassi per un volume presunto di circa 3/5 mc di materiali.

All’arrivo i militari verificano che il fuoco era oramai quasi spento, non rilevando altri danni nelle vicinanze; il tutto viene prontamente documentato, relazionato e consegnato ai colleghi della competente Stazione Carabinieri Forestale di Cascia.

Nei giorni successivi i Forestali continuano gli accertamenti le indagini, che portano al deferimento presso la Procura della Repubblica di Spoleto del presunto responsabile per combustione illecita di rifiuti non pericolosi ai sensi del D. Lgs 152/2006. Tale normativa, nata per frenare i danni all’ambiente, anche a seguito degli eventi verificatisi nella “terra dei fuochi”, prevede che per chiunque appicchi il fuoco a rifiuti abbandonati o depositati in maniera incontrollata in aree non autorizzate è punito con la reclusione da due a cinque anni, oltre ad essere obbligato al ripristino dello stato dei luoghi, al risarcimento del danno ambientale e, infine, al pagamento delle spese per la bonifica.

I militari hanno inoltre presunto che il materiale fosse stato rimosso da un’abitazione interessata dai danni del terremoto Umbria-Marche del 2016 prima di essere stato infiammato illecitamente.

Visto, in ultimo, l’imminente inizio dei lavori di ricostruzione delle abitazioni terremotate, i Carabinieri Forestali temono che si possano verificare altri fatti similari; per tale motivo è importante conoscere che, nel caso vi sia la necessità di rimuovere i contenuti delle abitazioni interessate da danni lievi, oltre all’autorizzazione per accedere agli edifici, è necessario avvalersi di ditte autorizzate che possano portare i rifiuti urbani pressi i centri di raccolta comunali.

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L’Auri aggiudica in via definitiva al raggruppamento temporaneo d’imprese Sogepu ed Ecocave la gara per la gestione dei rifiuti in Alta Umbria 

“L’aggiudicazione definitiva a Sogepu, in raggruppamento temporaneo di impresa con Ecocave, della gara per la gestione dei rifiuti in Alta Umbria segna un ulteriore, importante, passo in avanti verso l’affidamento finale del servizio e conferma la qualità dell’offerta tecnica ed economica presentata dalla nostra società partecipata”. Il sindaco Luca Secondi accoglie con soddisfazione la determinazione dell’Auri relativa alla procedura ristretta per l’affidamento in concessione del servizio pubblico locale di gestione integrata dei rifiuti urbani nel Sub Ambito n. 1 dell’Umbria. La gara, che riguarda l’ambito territoriale dei 14 comuni di Citerna, Città di Castello, Costacciaro, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Gubbio, Lisciano Niccone, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, San Giustino, Scheggia e Pascelupo, Sigillo, Umbertide, è finalizzata all’affidamento del servizio per 15 anni con un valore dell’appalto di 270 milioni di euro. In base alla normativa vigente, l’efficacia dell’aggiudicazione è subordinata al completamento del procedimento di verifica dei requisiti generali da parte dell’Auri. “Fiduciosi nella conclusione favorevole dell’iter di affidamento definitivo del servizio – afferma Secondi – diamo atto a Sogepu del lavoro estremamente serio e professionale con cui insieme a Ecocave si è aggiudicata una procedura di gara strategica per il sistema regionale della gestione dei rifiuti, nel quale Città di Castello, con la propria impiantistica, potrà essere in futuro un punto di riferimento ancora più solido e affidabile”.

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Malattia Renale Cronica, sabato 30 aprile un convegno a Citta’ di Castello

La Malattia Renale Cronica è una delle malattie croniche più diffuse. Colpisce circa il 7-10% della popolazione ed è, purtroppo, in continua progressione anche a causa dell’invecchiamento generale della popolazione. In Italia si stima che circa 4,5 milioni di individui abbiano una Malattia renale , circa 50.000 sono in trattamento dialitico e altrettanti sono portatori di trapianto di rene. A fronte di una così ampia e complessa popolazione di pazienti con malattia renale, l’entità della diffusione della malattia renale cronica è piuttosto misconosciuta nell’opinione pubblica. Un problema che tocca tanto la popolazione generale quanto i decisori pubblici. In estrema sintesi, le malattie renali spesso esordiscono in modo asintomatico e vengono diagnosticate solo quando già evolute verso stadi molto avanzati, nei quali le terapie disponibili sono ormai poco o nulla efficaci.

I pazienti nefropatici, quando raggiungono lo stadio più avanzato di malattia, sono pertanto destinati a eseguire un trapianto o la dialisi. Il paziente con malattia renale cronica, inoltre, è quello che più di tutti accomuna e assomma una serie di comorbidità che richiedono un impegno di team multidisciplinari da un punto di vista medico-sanitario. È quello che più di ogni altro ha bisogno di una road map diagnostica estremamente variegata e ampia. Il paziente nefropatico ha un’altissima probabilità di mortalità per altre cause (ictus, infarto, patologie polmonari, gastroenteriche, neoplastiche, infettive…) proprio perché gravato da tante comorbidità. Una classe di pazienti fragile in maniera emblematica, come è stato ampiamente dimostrato dagli esiti della pandemia da Sars-Cov-2, durante la quale la Società Italiana di Nefrologia ha registrato una mortalità da 8 a 10 volte superiore rispetto alla media della popolazione generale. Un paziente su 3 è deceduto. Un dato allarmante, le cui ragioni sono da ricercarsi negli aspetti organizzativi, logistici e peculiari dei pazienti stessi che non solo hanno una maggiore suscettibilità ad essere infettati dal virus SARS-COV-2, ma, hanno un decorso molto più severo rispetto al resto della popolazione generale.

I soggetti con malattia renale in fase avanzata e che necessitano di dialisi devono recarsi, tre volte per settimana, in ambienti ospedalieri dove vengono trattati per 4-5 ore, in stanze che accolgono un numero spesso elevato di altri pazienti, in stretto contatto anche con gli operatori sanitari. Il trasferimento dei pazienti da casa o dalle residenze sanitarie è assicurato, in una elevata percentuale, da sistemi di trasporto convenzionati che si fanno carico di più persone contemporaneamente. L’infezione da SARS-COV-2 può provocare con elevata frequenza un danno renale anche grave (che necessita spesso della dialisi) sia in soggetti con funzione renale normale e ancor più in pazienti con malattia renale cronica, portando a un rapido peggioramento del quadro clinico. Abbiamo per questi motivi creato un momento di riflessione, chiedendo a scienziati di fama indubbia di raccontarci per prepararci alle sfide future.

L’associazione AMARE da sempre si occupa di sostenere la Nefrologia del nostro territorio, arricchendo i nostri reparti di tecnologie ed emozioni, mantenendosi vicina alle istituzioni, alle associazioni dei malati, ai malati. Non meno importante è l’attività di promozione della salute di cui questo incontro rappresenta uno dei tanti.

Lettura magistrale
“perchè i nefrologi dovrebbero occuparsi di Covid 19?”
Prof. Giuseppe Remuzzi

” I numeri della pandemia Covid -19 nei centri dialisi Italiani”.
Prof. Paolo Reboldi

“di necessità virtù”
“modelli organizzativi di risposta alla pandemia”
Prof. Antonio Selvi

Sabato 30 Aprile ore 15 sala del Museo Diocesano

La sua presenza sarebbe oltremodo gradita e preziosa

Sempre grato
Dr Alessandro Leveque

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29 aprile 2022 a San Domenico la celebrazione eucaristica, in onore di Santa Caterina da Siena Patrona d’Italia 

Il 29 aprile 2022 – alle ore 18,00 presso la chiesa di San Domenico- si terrà una solenne celebrazione eucaristica, presieduta da Mons. Domenico Cancian Vescovo di Città di Castello, in onore di Santa Caterina da Siena Patrona d’Italia e d’Europa, Dottore della Chiesa. Una donna eccezionale che ha dedicato tutta la sua esistenza a Dio e al popolo, proclamata nel 1939 Patrona d ìtalia assieme a S. Francesco. Caterina nella fede trovò l’ispirazione per partecipare alla vita della sua città soccorrendo i poveri e i malati.

Grazie al suo carisma riuscì a convincere Papa Gregorio XI a lasciare la sede di Avignone, dove da circa settantanni risiedeva la Curia papale, per fare ritorno a Roma nel 1377, perché la città di Pietro era il simbolo dell’universalità della Chiesa. Per questa sua incessante azione San Giovanni Paolo II l’ha definita “messaggera di pace”. Nel 1999 è stata proclamata Patrona d’Europa e San Giovanni Paolo II nel discorso di canonizzazione ha sottolineato: “Instancabile fu l’impegno che Caterina profuse per la soluzione di molteplici conflitti che laceravano la società del suo tempo. La sua opera pacificatrice raggiunse sovrani europei quali Carlo V di Francia, Carlo di Durazzo, Elisabetta d’Ungheria, Ludovico il Grande d’Ungheria e Polonia, Giovanna di Napoli. Significativa la sua azione per riconciliare Firenze con il Papa.” Il libro e il giglio sono le “icone” di S, Caterina. Richiamano la dottrina e la purezza, “virtù” che accompagnano la mistica toscana, che aveva descritto Cristo come un ponte gettato tra il Paradiso e la terra. Una similitudine a cui la religiosa domenicana si affida nel Dialogo della Divina Provvidenza, capolavoro della letteratura spirituale che con l’Epistolario e la raccolta delle Preghiere ha fatto sì che venisse proclamata Dottore della Chiesa nel 1970 da S. Paolo VI. Una vita impostata sia all’amore verso Dio che verso il prossimo. Tra le tante azioni si dedicò alla cura dei malti, soprattutto a quelli afflitti da malattie gravi e contagiose come la peste. Per questo suo apostolato verso i sofferenti è anche patrona del Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana. Una carismatica donna, capace di parlare ancora oggi a tutti, perché i messaggi che ci ha lasciato sono di grande modernità. Una figura da conoscere, o riscoprire e l’omelia che terrà Mons. Cancian, il prossimo 29 aprile, ci sarà di aiuto in questo percorso.

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Continuano gli eventi culturali nel Salone Gotico del Museo diocesano di Città di Castello 

Continuano gli eventi culturali nel Salone Gotico del Museo diocesano di Città di Castello. Domani 27 aprile alle ore 18.00, si terrà la presentazione del libro di Paolo Micheli dal titolo A’sta pandemia…damoje ‘verso Europa Edizioni.


Una veste insolita dell’autore, Presidente della Corte d’Appello Penale di Perugia che si cimenta con poesie e sonetti che nascono dal difficile momento vissuto in isolamento pandemico, come riflessione su valori umani, morali ed etici legati all’esistenza tutta personale e professionale. Una sorta di diario che fa tappa anche a Città di Castello, come strumento di resilienza con temi importanti quali la comunicazione (Sonetti “Er diritto e la scienza” “Fatte er vaccino”), il femminicidio (Nun à amore”“La festa de le donne”, “Esse donne a Kabul”) ma anche la genitorialità (“La procreazione”) e le discriminazioni (Angeli e fate” “La solidarietà” ).

Non potevano mancare sonetti legati alla dimensione più personale e agli affetti dell’autore e alle sue passioni (’Na madre’ – “Oggi canto”, il calcio (“Nun sai perde” “La mano de Dio”).
Dopo i saluti istituzionali dell’Assessore alle pari opportunità Letizia Guerri ad introdurre i lavori sarà l’Avvocato Nada Lucaccioni e seguire l’Avvocato Giuseppe Fanfani ne discuterà con l’autore.
Per partecipare all’evento è necessario esibire il Super Green Pass e uso della mascherina FFp2.

Per informazioni. 075 8554705 museo@diocesidicastello.it

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A Città di Castello esperti di ambiente da tutta Europa per DIALOGUES

Sono arrivati a Città di Castello da Norvegia e Turchia, da Germania, Austria Svizzera e Portogallo, Bulgaria e Grecia oltre che dall’Italia, i 25 partner del progetto europeo DIALOGUES – finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020 – ospiti di Alleanza per il Clima Italia, rete europea di 1.800 città impegnate nella salvaguardia del clima a livello locale. Il sindaco, Luca Secondi e l’assessore all’ambiente, Mauro Mariangeli, che hanno ricevuto la delegazione il 26 aprile nella Sala Consiliare hanno ricordato il ruolo storico del Comune per questa iniziativa.

“Ospitiamo ormai dal 1990 Alleanza per il Clima Italia come iniziativa che prima di altri ha risposto in modo concreto alle sfide di un clima che cambia. Oggi non parliamo più solo delle tecnologie ambientali, per quanto siano importanti l’efficienza energetica e le energie rinnovabili, ma merita più che altro l’attenzione anche degli enti locali il ruolo dei cittadini nella transizione energetica. In un momento dove molte famiglie e piccole e medie imprese fanno fatica ad affrontare l’aumento delle bollette di metano ed elettricità, il Comune deve trovarsi al loro fianco per combattere la povertà energetica e sostenere il settore produttivo. Sono questioni che il progetto DIALOGUES affronta con al centro il concetto della cittadinanza energetica, vale a dire mettere i cittadini e le cittadine in grado di diventare parte attiva in questa rapida trasformazione del settore energetico, una sfida da affrontare non solo per i cambiamenti climatici, ma anche per i drammatici impatti della guerra in Ucraina sul settore energetico.

Facciamo i migliori auguri – hanno concluso Secondi e Mariangeli – a questo gruppo di eccellenza scientifica europea in questo progetto d’avanguardia voluto dall’Unione europea e seguiremo con interesse i risultati, non per ultimo per allinearci con gli obiettivi europei e i fondi del PNRR per sostenere la profonda transizione verso un futuro senza fossili.” Andrea Kollmann, dell’Istituto per l’Energia dell’Università di Linz (Austria), Lead partner di DIALOGUES, ringraziando il Sindaco e l’assessore all’ambiente – per le parole calorose di benvenuto, ha sottolineato l’importanza di Città di Castello per i lavori che andranno avanti fino all’aprile del 2024 per concretizzare un concetto astratto come cittadinanza energetica in una collaborazione diretta con attori locali e nello specifico nel centro tifernate il Comune, la Caritas e l’Università per le Tre Età, UNITRE.

“Solo nella misura in cui riusciremo ti rendere operativa la cittadinanza energetica sul luogo con i direttamente interessati potremmo dare delle indicazioni operative all’Unione europea per la prossima fase delle politiche energetiche che dovranno vedere un coinvolgimento molto più attivo dei cittadini, delle cittadine. e delle istituzioni locali sotto varie forme, dalle comunità energetiche ai cambiamenti comportamentali di ognuno di noi per un futuro sostenibile.”

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Città di Castello: procede il progetto di toponomastica al femminile, i ragazzi dell’istituto Franchetti Salviani con Anpi e Spi Cgil per ridurre il divario

Il riconoscimento del contributo delle donne alla crescita politica e sociale del Paese passa anche attraverso i nomi delle vie e dei luoghi pubblici. A Città di Castello, però, solo il 5% della toponomastica è dedicata a personaggi femminili. Di questa disparità si sono resi ben conto gli studenti dell’Istituto Tecnico Franchetti Salviani i quali, dietro invito e con la collaborazione della locale sezione dell’Anpi e dello Spi Cgil, hanno intrapreso un percorso di ricerca volto alla valorizzazione e alla riscoperta di figure importanti di partigiane, sindacaliste e donne della Costituente, con l’intento di intitolare loro una serie di rotatorie in un percorso stradale che abbraccia il centro cittadino.


Il progetto è stato presentato nella mattina di venerdì 22 aprile presso l’aula magna dell’istituto scolastico alla presenza di rappresentanze dell’Anpi e dello Spi Cgil, nonché dell’assessora alle politiche scolastiche del Comune di Città di Castello, Letizia Guerri.
Il percorso ha preso avvio dall’analisi della situazione attuale, che rivela la scarsissima presenza delle donne nello stradario cittadino, come è stato chiaramente illustrato dagli studenti della classe V G AFM CAT, coordinati dalla prof. Giulia Gaggi. La classe IV G CAT , guidata dai professori Simone Palermo e Giovanni Tuscano, ha individuato il percorso viario con le rotatorie proposte per le intitolazioni. Significativamente il percorso andrà a collegarsi con la via delle Scienziate, le cui rotonde sono state intitolate a donne di scienza a seguito di un progetto simile, realizzato alcuni anni fa dallo stesso Istituto Tecnico.


A seguire le classi IV B Chimico, IV E Grafico e IV D Informatico, coordinate rispettivamente dai docenti Federica Barni, Urbano Pierucci e Raffaella Camicia, hanno illustrato le biografie di partigiane, sindacaliste e donne della Assemblea costituente. Gli studenti hanno raccontato all’uditorio, con video e presentazioni, le vicende interessanti e coinvolgenti di donne che hanno speso la loro vita ed il loro impegno nella lotta per la Liberazione, per i diritti dei lavoratori e le lavoratrici, per la giustizia e l’uguaglianza.


Anna Maria Pacciarini, presidente della sezione dell’ANPI di Città di Castello, e Patrizia Venturini, segretaria della Lega Spi CGIL dell’Alto Tevere, si sono complimentate con gli studenti e gli insegnanti per il contributo significativo che il lavoro svolto fornisce al riconoscimento del ruolo femminile nella crescita politica e sociale dell’Italia, e per la capacità della scuola di svolgere il ruolo fondamentale di educazione alla cittadinanza attraverso il coinvolgimento attivo e partecipe dei giovani.

Il progetto prevede un’ulteriore, necessaria fase operativa con la presentazione alla Commissione toponomastica del Comune della proposta di intitolazione delle otto rotatorie ad altrettante donne, individuate tra i nomi di cui hanno illustrato le vicende.
“In definitiva – commentano Anpi e Spi Cgil – un’iniziativa che coniuga coinvolgimento e collaborazione, propositività e ricerca, cittadinanza e consapevolezza”.

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Scuola: Scalfi (Azione) ”aiutare bambini Ucraini, ma senza togliere fondi al supporto psicologico scolastico ”

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“Giusto aiutare i profughi ucraini certo, ma stanziando fondi ad hoc e non dividendo i già pochi finanziamenti per la scuola. Due anni di pandemia hanno evidenziato quanto sia importante uno sportello psicologico per supportare docenti e ragazzi nelle scuole. E destinare fondi agli sportelli psicologici scolastici significa aiutare anche i ragazzi ucraini, perciò la logica del togliere da una parte per dare all’altra è completamente infondata.”

Così in una nota scrive Laura Scalfi, membro della Direzione Nazionale di Azione con delega alla scuola, riguardo il dimezzamento dei fondi previsti dalla legge di Bilancio destinati al supporto psicologico negli istituti scolastici per sopperire all’esigenza di aiuto per i bambini profughi ucraini.

“Le scuole devono essere uno scudo per i ragazzi e devono rappresentare un aiuto e un sostegno concreto per chi ha disagi o anche solo ha necessità di essere ascoltato. Un ambiente scolastico inclusivo e aperto al dialogo: questa è la scuola che dobbiamo costruire. L’emergenza ucraina – continua Laura Scalfi – è un problema serio a cui far fronte in maniera strategica e strutturale. Togliere da una parte per aiutare un’altra, escludendo così un approccio integrato e trasversale, non è di certo la soluzione” conclude. 

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