I genitori di Città di Castello pretendono certezze. Il Ministero applichi la sentenza del TAR

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Dopo la straordinaria vittoria dello scorso 29 maggio, quando il TAR dell’Umbria ha accolto il ricorso contro il dimensionamento scolastico, noi genitori siamo profondamente delusi dall’incertezza che continua a gravare sul futuro della scuola a Città di Castello. Quella del Tribunale Amministrativo è una sentenza di primo grado, un atto chiaro e immediatamente esecutivo che tutela il nostro territorio e che ci aspettavamo venisse recepito senza esitazioni. Invece, continuiamo ad assistere ad un’inerzia amministrativa come se la sentenza definitiva – e né la sospensiva prima – fossero mai state emanate. Fatto questo che alimenta la confusione proprio nel momento in cui famiglie, studenti e docenti dovrebbero programmare serenamente il prossimo anno scolastico.  

​La scuola pubblica non può essere lasciata in questo stato di perenne precarietà e stasi. È il momento che il Ministero dell’Istruzione, attraverso l’Ufficio Scolastico Regionale (USR), faccia il suo dovere: la sentenza del TAR va applicata e rispettata subito, dando immediata esecuzione a quanto stabilito dai giudici amministrativi per l’anno 2026/2027. Non c’è più tempo per le esitazioni o per l’inerzia burocratica dell’amministrazione centrale.  

Questo stallo rischia inoltre di ripercuotersi sulla logistica: se il Ministero insisterà a ignorare la sentenza, si creerà un inevitabile problema di gestione degli spazi nei plessi, costringendo il Comune a interventi d’emergenza. Ma sia chiaro che ogni eventuale disagio per gli studenti sarà da imputare esclusivamente alla condotta dell’amministrazione scolastica centrale. La priorità assoluta resta lo sblocco della situazione amministrativa.

​I nostri figli hanno bisogno di certezze, non di continui rinvii. La scuola è un bene della comunità e merita decisioni tempestive, trasparenti e responsabili.

​Per questo motivo, chiediamo che venga convocato con la massima urgenza un incontro pubblico tra l’Ufficio Scolastico Regionale, l’Amministrazione comunale, la dirigenza scolastica e le famiglie, affinché il Ministero applichi la sentenza e illustri chiaramente i provvedimenti assunti. Come genitori continueremo a vigilare e a mobilitarci nell’interesse esclusivo dei nostri figli.

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