Il tema del randagismo felino e della futura oasi felina è tornato al centro del dibattito in Consiglio comunale a Città di Castello, con la risposta dell’assessore all’Ambiente Mauro Mariangeli all’interrogazione presentata dalla capogruppo di Castello Cambia, Emanuela Arcaleni.
Mariangeli ha chiarito innanzitutto che le risorse destinate alle sterilizzazioni non sono nella disponibilità del Comune. «I fondi ministeriali vengono trasferiti dalla Regione alle aziende sanitarie. All’USL Umbria 1 sono stati assegnati 167.764,50 euro ed è quindi l’azienda sanitaria, non il Comune, a gestire gli interventi di sterilizzazione e microchippatura».
Sull’istituzione dell’oasi felina, l’assessore ha spiegato che l’Amministrazione ha avviato un percorso per individuare nuove aree. Il sito inizialmente ipotizzato all’interno del canile comprensoriale è stato ritenuto non idoneo dalle associazioni di volontariato, mentre la proposta successiva, nell’area di Madonna del Latte, presenta criticità tecniche e idrogeologiche che ne impediscono la realizzazione.
«La gestione della futura oasi felina sarà sicuramente oggetto di attenzione da parte di questa amministrazione. Stiamo valutando più siti idonei per costruire un sistema sostenibile di gestione delle colonie feline che garantisca tutela degli animali, controllo sanitario e decoro urbano», ha affermato Mariangeli, annunciando anche l’impegno a completare l’installazione della cartellonistica dedicata alle colonie feline.
La risposta non ha soddisfatto Emanuela Arcaleni, che ha accusato l’Amministrazione di non aver dato seguito agli impegni assunti. «Dopo due anni non è stato fatto ancora nulla. C’è una totale mancanza di attenzione verso un problema che riguarda il benessere animale e il lavoro delle volontarie», ha dichiarato la consigliera, sottolineando come nel vicino Comune di San Giustino sia già in fase avanzata il percorso per la realizzazione di un’oasi felina.
Nel dibattito è intervenuto anche il presidente del Consiglio comunale Luciano Bacchetta, che ha ricordato come già in passato fosse stata valutata l’ipotesi di realizzare un’oasi felina nell’area del canile di Lerchi. «Può essere una scelta impegnativa anche dal punto di vista economico, ma credo sia un atto di grande civiltà e penso che uno sforzo andrebbe fatto», ha osservato.



