Assestamento di bilancio, Fratelli d’Italia Città di Castello: «La prudenza contabile non può diventare l’alibi di una programmazione che non c’è»

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I consiglieri comunali Elda Rossi e Riccardo Leveque (Fratelli d’Italia) contestano l’utilizzo di oltre 5 milioni di euro di avanzo per finanziare spese correnti. E tornano sul nodo ZTL: «Varchi mai attivati, ma i cittadini continuano a pagare i permessi»

Non convince Fratelli d’Italia la variazione di assestamento generale al bilancio approvata dal Consiglio Comunale. Durante la seduta, i consiglieri Elda Rossi e Riccardo Leveque hanno espresso una serie di rilievi critici sulle scelte dell’Amministrazione, giudicando insoddisfacente la replica del Sindaco e della maggioranza, che ha ricondotto tutto al principio di prudenza contabile.

«Non è una questione di prudenza, ma di mancanza di programmazione e progettazione», affermano i due esponenti di FdI, sottolineando come richiamare il principio di prudenza nella redazione del bilancio di previsione, e sostenere che solo con il rendiconto si sia potuto conoscere il risultato di amministrazione, «significhi descrivere una procedura contabile, non giustificare una scelta politica».

Al centro delle critiche c’è soprattutto l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione. A soli sette mesi dall’approvazione del bilancio di previsione, e dopo undici variazioni già approvate, il Comune ha dovuto attingere a oltre 5 milioni di euro di avanzo per finanziare attività che, secondo l’opposizione, «avrebbero dovuto essere previste fin dall’inizio».

Per i consiglieri di FdI, l’avanzo dovrebbe rappresentare una risorsa straordinaria da destinare soprattutto al rafforzamento degli investimenti. In questa variazione, invece, viene impiegato anche per sostenere la spesa corrente: manutenzioni ordinarie, viabilità, verde pubblico, patrimonio comunale, cultura, turismo e sviluppo economico. «Voci che non hanno carattere eccezionale — spiegano — ma costituiscono la normale attività di un’Amministrazione. Se queste risorse emergono soltanto in sede di assestamento, significa che il bilancio di previsione non era costruito sui reali fabbisogni della città».

A rendere ancora più evidente la fragilità della programmazione, secondo Rossi e Leveque, sono anche i numeri della gestione finanziaria: al 9 luglio il Comune aveva incassato appena il 18% delle somme che gli spettano, mentre circa 37 milioni di euro devono ancora essere riscossi. «Un’Amministrazione che fatica a incassare ciò che le è dovuto — osservano i consiglieri — dovrebbe programmare con ancora maggiore attenzione, non correggere continuamente il bilancio durante l’anno».

Capitolo a parte per la Zona a Traffico Limitato, definita dai due consiglieri «il simbolo di una programmazione che cambia continuamente direzione». Da anni, ricordano, i varchi elettronici vengono annunciati e poi rinviati, mentre il Comune continua a chiedere a cittadini e residenti del centro storico di pagare i permessi per accedere a una zona che, di fatto, non è mai entrata in funzione con i varchi elettronici.

Non solo: in bilancio erano state previste anche ingenti entrate derivanti dalle multe che quei varchi avrebbero dovuto generare, salvo poi doverle ridimensionare perché la ZTL non è mai stata realmente attivata. «Si continua a fare cassa con una ZTL che esiste sulla carta — denunciano Rossi e Leveque — mentre cittadini e attività economiche aspettano da anni una decisione definitiva».

Per i due consiglieri, dopo anni di rinvii, modifiche e incertezze, «è arrivato il momento di avere il coraggio di ripensare complessivamente il progetto della ZTL», valutando se l’attuale modello sia ancora adeguato alle esigenze del centro storico, dei residenti e delle attività economiche.

«L’assestamento generale avrebbe dovuto confermare la solidità della programmazione — concludono i consiglieri di Fratelli d’Italia —. Ha invece certificato il contrario: un bilancio che continua a essere corretto, una gestione che ricorre all’avanzo per finanziare spese ordinarie, una capacità di riscossione che resta debole e scelte che arrivano solo quando i problemi sono già esplosi. Questa non è prudenza amministrativa, è l’ennesima dimostrazione di una programmazione che rincorre gli eventi invece di governarli».

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