Nel primo semestre 2026 oltre 400mila prestazioni ambulatoriali e 19mila operazioni. Migliorano anche i tempi di prenotazione al Cup
Più prestazioni, più interventi chirurgici e un recupero significativo delle liste d’attesa. Sono i dati con cui la Usl Umbria 2 fotografa l’attività svolta nei primi sei mesi del 2026, all’interno di un percorso di rafforzamento dei servizi sanitari e di riorganizzazione dell’assistenza.
Da gennaio a giugno sono state erogate 400.198 prestazioni specialistiche ambulatoriali, senza considerare l’attività di laboratorio. Il dato cresce del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Nello stesso arco di tempo sono state effettuate circa 100mila prestazioni attraverso i Percorsi di Tutela, lo strumento utilizzato per garantire l’accesso alle cure ai cittadini con priorità clinica quando i normali tempi di prenotazione non possono essere rispettati.
In aumento anche l’attività chirurgica. Nel primo semestre dell’anno sono stati eseguiti 19.007 interventi, il 12,1% in più rispetto al 2025. Secondo quanto comunicato dall’azienda sanitaria, è stato inoltre recuperato il 40% degli interventi che si trovavano nelle liste d’attesa.
Un risultato reso possibile anche dall’estensione delle sedute ambulatoriali, diagnostiche e chirurgiche nelle ore pomeridiane, serali e nei giorni festivi, grazie al lavoro di medici, specialisti, tecnici sanitari e personale radiologico.
Sul fronte delle prenotazioni, a giugno la percentuale delle prestazioni disponibili entro i tempi previsti è salita dal 53,39% al 67,43%, con un miglioramento di quasi 14 punti rispetto al mese precedente. Il tasso di occupazione delle agende del Cup regionale si attesta invece al 79%.
La Usl Umbria 2 sta lavorando anche a una riorganizzazione dell’assistenza specialistica, con una distinzione più chiara tra primo accesso, controlli e completamento dei percorsi diagnostici e terapeutici. L’obiettivo è evitare esami non necessari e rendere più semplice e continuo il percorso dei pazienti.
Prosegue inoltre lo sviluppo della telemedicina, delle televisite e del teleconsulto, per rafforzare il collegamento tra ospedale, territorio, medici di famiglia e specialisti.
«Vogliamo costruire un sistema sanitario che accompagni il cittadino lungo tutto il percorso di cura, mettendo in rete professionalità, tecnologie e organizzazione», afferma il direttore generale Roberto Noto. «I risultati raggiunti dimostrano che investire sul personale e sull’integrazione tra ospedale e territorio produce benefici concreti».



