Tari, Baglioni (Lega): “A Castello sale, a Umbertide scende: la sinistra impari da noi”

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Da una parte una tassa che sale, dall’altra una che scende. È questo il confronto che il segretario della Lega di Città di Castello, Giorgio Baglioni, mette sul tavolo per attaccare la giunta Secondi: a Città di Castello la Tari aumenta del 3%, a Umbertide, guidata dal centrodestra, cala del 10% per le famiglie e del 12,5% per le imprese.

Per Baglioni non è un dettaglio da poco, ma la prova che si può amministrare diversamente: basta guardare a Umbertide, dice, e al lavoro del sindaco leghista Luca Carizia. Da lì allarga il discorso alla Regione, tirando in ballo l’aumento fiscale deciso dalla giunta Proietti nel 2025, che secondo quanto confermato dall’assessore Tommaso Bori rimarrà in vigore fino al 2029. Sempre la stessa ricetta, secondo il segretario: quando in cassa manca qualcosa, la sinistra la va a cercare nelle tasche dei cittadini invece di tagliare sprechi e inefficienze.

La Lega, dice Baglioni, dimostra ogni giorno che si può fare diversamente, con i conti in ordine e meno tasse per chi vive e lavora sul territorio. E guarda già al 2027, quando Città di Castello tornerà al voto: da una parte, sostiene, una sinistra che continua ad alzare le tasse, dall’altra la Lega e il centrodestra, che a suo avviso hanno già dimostrato con i fatti di saper fare il contrario.

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