C’è una foto che a Monterchi tutti ricordano: una ragazza sconosciuta, nel 1983, che indossa un abito uscito dal suo atelier, quello di Pina Alberti. Quella ragazza si chiamava Monica Bellucci, e quella sfilata al teatro degli Illuminati segnò l’inizio della sua strada verso il successo internazionale.
Oggi la città saluta Cesidia Baldesi, per tutti “Pina” Alberti, scomparsa a 92 anni. Dal 1960 al 2001, insieme alla sorella Tecla, ha portato avanti il suo atelier nel centro storico, diventando per quasi quarant’anni un punto di riferimento per intere generazioni della valtiberina umbro-toscana. Maestra dell’eleganza, sapeva interpretare i gusti e curare l’immagine di chi varcava la sua porta.
Nel suo atelier sono passati nomi che oggi appartengono alla storia del cinema e dell’arte italiana: Valeria Ciangottini, Sergio Endrigo, Giulio Bosetti, Carlo Fuscagni, Catherine Spaak. E poi Alberto Burri, uno dei più grandi maestri dell’arte contemporanea, che lì si sentiva di casa, spesso in compagnia dell’amico e collaboratore Nemo Sarteanesi.
Nel 2023, per la Giornata Internazionale della Donna, il Comune le aveva conferito un riconoscimento ufficiale, su proposta del giornalista Massimo Zangarelli. Alla cerimonia c’erano il sindaco Luca Secondi, il vicesindaco Giuseppe Bernicchi, gli assessori Michela Botteghi e Benedetta Calagreti, il presidente del consiglio comunale Luciano Bacchetta e i familiari: il figlio Luigi, giornalista, e la figlia Anna Maria.
Il cordoglio dell’amministrazione comunale ricorda in Pina Alberti “una donna che ha innovato con la sua creatività il modo di vestire e di curare la propria immagine”, come ha sottolineato il sindaco Secondi, esprimendo vicinanza alla famiglia e definendo la sua storia “un esempio da consegnare alle giovani generazioni”.



