Nei giardini del Cassero, questa mattina, un platano secolare è finito sotto esame. Non una visita di routine: una vera e propria TAC, fatta con una Tomografia Sonica e un Dendrodensimetro, per capire cosa si nasconde dentro il tronco della pianta che affianca il monumento a Vittorio Emanuele II e Umberto I.
È partito così, da uno degli alberi più noti del centro storico, il giro di controlli che per tutta la settimana interesserà oltre 150 alberi tra Città di Castello e le frazioni. A occuparsene sono gli arboricoltori della divisione Ambiente e Verde urbano di Agri 2000 Net, società bolognese che lavora insieme a Formula Ambiente di Cesena, la ditta che gestisce il verde pubblico cittadino in convenzione con il Comune.
Le verifiche riguardano soprattutto piante già segnalate per criticità negli anni scorsi, ma anche alberi finiti sotto osservazione dopo i temporali violenti dell’ultimo periodo. A guidare gli esami è l’agronomo Filippo Piana, che da tempo segue la salute del patrimonio arboreo tifernate, affiancato da un collaboratore. Sul posto anche Vilma Conti, responsabile del Servizio Aree Verdi, in coordinamento con l’assessore all’Ambiente Mauro Mariangeli.
Non sono mancati curiosi e turisti, incuriositi dagli strumenti utilizzati dai tecnici e fermatisi a chiedere informazioni sugli alberi controllati.
Gli esami serviranno a stabilire le classi di rischio delle piante già monitorate e ad assegnarne di nuove a quelle non ancora ispezionate. Dai risultati dipenderanno le decisioni future: la frequenza dei prossimi controlli, gli interventi di manutenzione necessari e, nei casi più critici, eventuali abbattimenti.
Il censimento del verde pubblico tifernate va avanti dal 2016. Tra il 2022 e il 2024 sono state 484 le piante georeferenziate e controllate nelle aree più frequentate, lungo strade, vicino a edifici e punti luce. Dal 2025 è iniziato un nuovo triennio di lavoro, con l’obiettivo di ampliare la schedatura e proseguire il monitoraggio.
Un controllo rapido sulla vulnerabilità degli alberi nelle zone colpite dal maltempo del 30 giugno ha già permesso di ispezionare alcuni punti sensibili: i giardini del Cassero, piazzale Ferri, il parco Langer, il parco di Rignaldello, piazza Garibaldi e le vie XI Settembre, Neruda, Vittorio Veneto, Verga e Risorgimento.



