Approvata all’unanimità la mozione di Alessandra Forini. Nel mirino anche i 34 assegni sanitari mancanti alla Muzi Betti e le liste di attesa
Il tema delle Rsa e della non autosufficienza arriva al centro del dibattito politico di Città di Castello. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione presentata dalla consigliera Alessandra Forini (Pd), integrata con le proposte arrivate nel corso della discussione da maggioranza e opposizione.
Al centro ci sono soprattutto gli aumenti delle rette, che stanno diventando sempre più difficili da sostenere per molte famiglie. Alla Asp Muzi Betti, è stato ricordato in aula, la retta è passata da 3.150 a 3.300 euro al mese, pari a circa 110 euro al giorno.
La mozione impegna il sindaco e la giunta a farsi parte attiva nei confronti di Regione Umbria, Usl Umbria 1 e Conferenza dei sindaci per chiedere un monitoraggio dei costi e contrastare aumenti ritenuti ingiustificati, oltre a rafforzare i contributi destinati alle famiglie che non riescono a sostenere la spesa.
Ma il problema non riguarda soltanto le rette. Nel confronto in aula è emersa anche la questione dei posti convenzionati e delle liste di attesa.
Particolare attenzione è stata riservata alla Muzi Betti, per la quale è stata evidenziata la necessità di verificare la mancata copertura di 34 assegni sanitari rispetto ai 90 previsti dall’accordo contrattuale. La richiesta inserita nella mozione è quella di individuare con Regione e Usl risorse, tempi e modalità per ripristinare le coperture.
Il Consiglio ha inoltre chiesto la convocazione di una commissione consiliare specifica, alla quale invitare Regione, Usl Umbria 1, servizi sociali comunali e rappresentanti delle strutture, compresi il presidente e il direttore sanitario della Muzi Betti.
L’obiettivo sarà fare chiarezza sui costi, sulle liste di attesa, sui criteri di accesso e sulla disponibilità dei posti, ma anche affrontare più in generale il tema dell’assistenza agli anziani fragili e non autosufficienti.
Nel dibattito sono intervenuti rappresentanti di tutti i gruppi consiliari. Il sindaco Luca Secondi ha ribadito la necessità di sostenere le Rsa del territorio, sottolineando in particolare il lavoro svolto dalla Muzi Betti.
Ma secondo il primo cittadino la discussione deve guardare oltre le sole strutture residenziali. «L’istituzionalizzazione deve essere considerata l’aspetto residuale, l’ultima soluzione», ha spiegato Secondi, indicando come priorità anche assistenza domiciliare, caregiver, assistenza professionale e strutture intermedie come i centri diurni.
La mozione approvata chiede infine di trasmettere il documento anche al Governo e alla Regione, portando il problema dell’assistenza alla non autosufficienza fuori dai confini comunali.
Una votazione unanime che, almeno su questo tema, mette d’accordo il Consiglio comunale: le rette delle Rsa, i posti convenzionati e il sostegno alle famiglie sono questioni che non possono più essere rimandate.
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