Pozzi ormai a secco a Felceto, Marchigliano, Bizzi e Coldipozzo: l’interrogazione dei consiglieri Brunelli (Pd) e Tanzi (Psi) al Consiglio comunale di Città di Castello

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I pozzi e le riserve private, a Felceto, sono esausti. Siccità e cambiamenti climatici hanno fatto il resto, e per le famiglie delle località Felceto, Marchigliano, Bizzi e Coldipozzo si è arrivati a un razionamento di fatto dell’acqua. È da qui che parte l’interrogazione presentata dai consiglieri comunali Roberto Brunelli (Pd) e Ugo Tanzi (Psi) al sindaco e alla giunta di Città di Castello.

Nell’area, ricordano i due consiglieri, vivono nuclei familiari con persone con disabilità e soggetti fragili, per i quali la disponibilità continuativa di acqua potabile è un requisito primario e non differibile, legato alla cura e all’igiene personale. Sulla stessa zona insistono agriturismi, strutture ricettive e nuove attività imprenditoriali: l’assenza di un’infrastruttura idrica pubblica, sostengono Brunelli e Tanzi, le mette in svantaggio rispetto ad analoghe strutture servite dalla rete e rischia di disincentivare nuovi investimenti.

Il nodo è il tratto di acquedotto pubblico in località Felceto. L’opera era stata inserita da Umbra Acque nella programmazione degli interventi sul territorio comunale, poi è stata radiata dall’elenco delle priorità con motivazioni generiche di natura economico-finanziaria. Per i due consiglieri si determina così una disuguaglianza nell’accesso a un servizio essenziale tra cittadini dello stesso Comune, sulla sola base di dove abitano. Nel testo si richiamano la risoluzione Onu 64/292 sul diritto all’acqua, il Codice dell’ambiente, il decreto legislativo 18/2023 sulle acque destinate al consumo umano e la legge 104/1992.

Le richieste al sindaco e alla giunta sono sei: chiedere formalmente a Umbra Acque e ad Auri una relazione dettagliata sulle motivazioni tecniche ed economiche dell’esclusione; sostenere il reinserimento dell’intervento tra le opere prioritarie; promuovere entro sessanta giorni un tavolo tecnico con gestore, Auri, uffici comunali e rappresentanti dei residenti; monitorare le condizioni di approvvigionamento delle famiglie, a partire da quelle con persone fragili, e delle attività economiche; chiedere al gestore misure temporanee di emergenza in caso di carenze che compromettano le normali condizioni di vita; riferire in Consiglio comunale sugli esiti delle interlocuzioni.

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