Festival delle Nazioni, al via la 59ª edizione: Ramin Bahrami apre il programma

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Città di Castello protagonista della musica internazionale, tra grandi interpreti, giovani talenti e contaminazioni tra musica e teatro

È partita la 59ª edizione del Festival delle Nazioni, uno degli appuntamenti culturali più importanti dell’estate di Città di Castello e dell’Alta Valle del Tevere. Ad aprire il festival, giovedì 27 agosto nella Chiesa di San Domenico, è stato Ramin Bahrami, artista in residenza, con il concerto Beethoven al Chiaro di Luna.

Il pianista ha proposto un percorso attraverso la grande tradizione musicale tedesca, accostando Bach, Beethoven, Mozart e Schumann. Al centro della serata la celebre Sonata n. 14 “Al Chiaro di Luna” di Beethoven, insieme al Concerto nach italienischem Gusto e al Capriccio sopra la lontananza del fratello dilettissimo di Bach, alla Fantasia in re minore di Mozart e alle Scene infantili di Schumann.

Il festival prosegue venerdì 28 agosto con un doppio appuntamento. Alle 18.30, al Complesso di San Domenico, spazio ai finalisti della nona edizione del Concorso nazionale Alberto Burri, dedicato ai giovani musicisti e alle formazioni cameristiche. Tredici gli ensemble impegnati nella prima fase della competizione, con i finalisti chiamati a esibirsi davanti al pubblico. Al vincitore andrà un premio di 5 mila euro, metà del quale sarà assegnato al termine della manifestazione e metà attraverso un concerto nella prossima edizione del concorso.

Alle 21, ad Anghiari, all’Auditorium Mascagni, sarà invece protagonista il teatro musicale con Enoch Arden, melologo per voce recitante e pianoforte su musica di Richard Strauss e testo di Alfred Tennyson. Sul palco Caterina Casini e Marco Scolastra, in una coproduzione del Festival delle Nazioni con l’associazione culturale Laboratori Permanenti.

Una storia di amore, lontananza e destino che unisce la parola alla musica e che Scolastra ha voluto dedicare alla memoria dell’attore Elio Pandolfi, con il quale aveva condiviso per anni questo lavoro.

Il Festival delle Nazioni entra così nel vivo con un programma che, ancora una volta, porta a Città di Castello e nei comuni del territorio interpreti di primo piano, accanto a giovani musicisti e progetti capaci di mettere in dialogo linguaggi diversi.

La 59ª edizione guarda alla grande musica europea, ma anche alla capacità della musica di raccontare storie, creare incontri e valorizzare i luoghi che la ospitano.

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