Rifiuti a Terni, Auri replica all’esposto di Codici Umbria: “Nessun costo coperto due volte”

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L’Autorità chiarisce i dati del Pef: indicatore H al 29,57%, corrispettivi dei consorzi pari al 46,8% dei costi operativi degli imballaggi e oltre 787mila euro sottratti ai costi a carico degli utenti

Auri interviene sul Piano economico finanziario del servizio rifiuti del Comune di Terni e risponde alle contestazioni sollevate da Codici Umbria, chiarendo che i dati del Pef devono essere letti nel loro complesso e che non esiste alcuna doppia copertura dei costi.

Uno dei punti al centro delle osservazioni riguarda l’indicatore H, utilizzato da Arera per misurare il contributo dei sistemi di responsabilità estesa del produttore alla copertura dei costi della raccolta degli imballaggi.

Auri riconosce che nel prospetto di sintesi era presente un errore materiale di compilazione, successivamente corretto, ma precisa che questo non ha avuto alcun effetto sul calcolo della tariffa né sulle entrate tariffarie.

Una volta correttamente valorizzato, l’indicatore H risulta pari al 29,57%, superiore sia al valore storico del 22,15% sia all’obiettivo del 25,65% fissato da Arera per Terni.

L’Autorità interviene anche sul confronto tra i ricavi derivanti dai consorzi di filiera e i costi della raccolta differenziata. Secondo Auri, non è corretto mettere a confronto direttamente i circa 1,24 milioni di euro di corrispettivi per gli imballaggi con l’intera componente dei costi di raccolta differenziata, che comprende anche organico, verde, ingombranti, Raee, tessili, inerti e altre attività.

Considerando esclusivamente i costi riferibili alla raccolta degli imballaggi, i corrispettivi riconosciuti dai consorzi coprono circa il 46,8% dei costi operativi. Il dato scende al 29,57% includendo anche costi comuni e costi di capitale, secondo la metodologia prevista da Arera.

Auri chiarisce inoltre che i ricavi riconosciuti dai consorzi del sistema Conai sono contabilizzati correttamente e non devono essere confusi con i ricavi derivanti dalla libera commercializzazione dei materiali.

Un altro elemento riguarda il beneficio diretto per gli utenti. Su circa 1,24 milioni di euro di corrispettivi, 787.265 euro vengono portati direttamente in diminuzione dei costi riconosciuti al gestore, con un effetto positivo sulla tariffa.

L’Autorità sottolinea anche il dato della raccolta differenziata a Terni, superiore al 78%, evidenziando però come restino margini di miglioramento soprattutto sul fronte della qualità dei materiali conferiti.

Infine, Auri ribadisce che il sistema tariffario definito da Arera non consente che lo stesso costo venga coperto due volte e che il tema di un maggiore contributo economico da parte dei produttori di imballaggi riguarda il sistema nazionale degli accordi Anci-Conai e il principio “chi inquina paga”, non la contabilizzazione del Pef comunale.

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