Sansepolcro, ADESSO sui servizi alla disabilità: «Sul 30% servono chiarezza e risposte»

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Gentili: «Le risorse possono anche essere rimaste le stesse, ma se diminuiscono le ore di assistenza per famiglie e utenti il risultato non cambia»

Non fermarsi alla parola “tagli”, ma capire cosa sta realmente accadendo ai servizi. È la posizione di ADESSO Riformisti per Sansepolcro sulla possibile riduzione del 30% dell’assistenza scolastica, domiciliare-educativa e sociosanitaria gestita dall’Unione dei Comuni della Valtiberina.

Secondo il movimento, la questione va affrontata partendo dai numeri. Le risorse stanziate potrebbero infatti non essere diminuite, ma la quota pro capite versata dai Comuni per i servizi sociali è ferma da anni, mentre sono cresciuti costo del lavoro, inflazione e numero delle persone che necessitano di assistenza.

«Se fino a ieri con una determinata cifra acquistavamo 100 ore di assistenza e oggi ne possiamo acquistare 70, formalmente lo stanziamento non è stato tagliato. Ma per chi riceve il servizio significa comunque avere il 30% di assistenza in meno», osserva Michele Gentili, capogruppo di ADESSO Riformisti.

Il movimento pone poi un’altra questione: la revoca di 715mila euro di finanziamento PNRR destinati al progetto di cohousing per persone con disabilità. Una vicenda che ha costretto l’Unione ad accantonare una somma equivalente utilizzando una parte consistente dell’avanzo di amministrazione.

ADESSO precisa di non avere elementi per sostenere che esista un collegamento diretto tra le due vicende. Chiede però all’Unione di spiegare se quell’accantonamento abbia ridotto gli spazi finanziari disponibili e, soprattutto, per quali ragioni il finanziamento sia stato perso.

Da qui la richiesta di mettere sul tavolo alcuni dati: quanto è stato speso per questi servizi nel 2025 e quanto nel 2026, l’aumento del costo orario con il nuovo affidamento, come si arriva alla riduzione del 30% delle prestazioni e quante risorse servirebbero per evitarla.

«Dire che sulla disabilità non si taglia è facile e siamo tutti d’accordo», conclude Gentili. «La domanda è perché siamo arrivati a settembre sapendo da tempo che costi e bisogni stavano aumentando, senza trovare le risorse necessarie per mantenere gli stessi livelli di assistenza».

Per ADESSO, quindi, la priorità è trovare una soluzione che impedisca che eventuali errori amministrativi o scelte politiche finiscano per pesare sulle persone più fragili e sulle loro famiglie.

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