Dopo la scelta di Luca Secondi di non ricandidarsi, Unione Civica Tiferno e Umbria Civica avviano il dialogo in vista delle elezioni di primavera. Ambiente, sicurezza, sanità, sociale e sviluppo economico tra i temi indicati come prioritari.
Un percorso politico aperto, costruito partendo dai problemi della città e senza pregiudiziali nei confronti di partiti, associazioni, movimenti civici e singoli cittadini. È la strada indicata da Unione Civica Tiferno e Umbria Civica in vista delle prossime elezioni amministrative di Città di Castello.
La decisione è maturata durante la riunione del direttivo alla quale hanno partecipato il segretario regionale Nilo Arcudi, il consigliere provinciale Filippo Schiattelli, il segretario di Umbria Civica Città di Castello Graziano Fiorucci, il coordinatore di Umbria Civica Alto Tevere Fabio Buschi, il responsabile Sanità di Umbria Civica Alto Tevere Luigino Orazi e i responsabili di zona.
Al centro del confronto anche la scelta del sindaco Luca Secondi di non rendersi disponibile per una nuova candidatura. Dal direttivo è arrivato il riconoscimento per l’impegno dimostrato nel corso del mandato, insieme al rispetto umano e politico per la sua decisione.
Lo sguardo è ora rivolto al futuro della città. Tra i temi considerati più urgenti sono stati indicati l’ambiente, la sicurezza, la sanità, il sociale e le prospettive di sviluppo economico. Questioni sulle quali, secondo Unione Civica, sarà necessario costruire risposte concrete per permettere a Città di Castello di rafforzare il proprio ruolo di riferimento dell’Alto Tevere e di quarta città dell’Umbria.
Le realtà civiche, secondo quanto emerso dalla riunione, possono offrire un contributo importante in vista della scadenza elettorale di primavera. L’obiettivo dichiarato è promuovere un’azione politica pragmatica, riformista e liberale, mettendo al centro la qualità della vita dei cittadini e le possibilità di crescita del territorio.
Il percorso viene quindi avviato senza indicare, almeno per il momento, alleanze o candidature. La priorità sarà quella di aprire un confronto ampio, partire dai contenuti e arrivare alla costruzione di un programma condiviso, capace di riunire competenze, esperienze e sensibilità diverse.



