La portacolori del Filirun Team percorre 177,654 chilometri in 24 ore e conquista un doppio risultato di prestigio ai Campionati Italiani: secondo posto assoluto femminile e titolo tricolore nella categoria Master F45
Ventiquattro ore di corsa. Un giorno intero sulle gambe, attraversando fatica, stanchezza e quei momenti nei quali, prima ancora del fisico, è la testa a chiederti di fermarti.
Marcella Martini, però, ha continuato. E alla fine di quelle ventiquattro ore è arrivato un risultato che vale molto più di una semplice posizione in classifica.
A Verona, nel fine settimana del 19 e 20 settembre, l’atleta del Filirun Team ha conquistato il secondo posto assoluto femminile ai Campionati Italiani individuali della 24 ore su strada, laureandosi contemporaneamente Campionessa Italiana Master F45.
Un doppio risultato di grande prestigio, maturato al termine di una prova durissima nella quale Martini ha percorso 177,654 chilometri in 24 ore.
Davanti a lei, nella classifica assoluta femminile, soltanto Elsie Cargniel Bergamasco della Bergamo Stars Atletica, prima con 183,192 chilometri. Terza Michela Giacomuzzi dell’Atletico Bastia con 176,038 chilometri.
I dati della classifica assoluta e del chilometraggio sono quelli ufficiali FIDAL, mentre la conquista del titolo italiano nella categoria Master F45 è stata confermata direttamente dal coach dell’atleta.
La competizione si è disputata nell’ambito della Lupatotissima, appuntamento storico dell’ultramaratona italiana che quest’anno ha ospitato il Campionato Italiano della 24 ore.
Una gara difficile persino da raccontare a chi è abituato alle distanze tradizionali. Non c’è un traguardo fissato a 10, 42 o 100 chilometri: si corre contro il tempo, cercando di coprire la maggiore distanza possibile nell’arco di un’intera giornata.
Per chi aveva seguito Marcella Martini nei mesi scorsi, il risultato di Verona rappresenta anche un’altra tappa di un percorso costruito passo dopo passo.
Quando l’avevamo incontrata negli studi di Primo Piano Notizie e Televaltiberina insieme al suo allenatore Giovanni Terzini, aveva raccontato una storia iniziata quasi per caso nel 2018, dopo la nascita del secondo figlio. Da quelle prime uscite erano arrivate progressivamente la maratona, le gare da 50 chilometri, il Passatore e poi la 100 chilometri.
Un cammino nel quale la componente mentale ha avuto un peso sempre maggiore. Nelle ultramaratone, infatti, la preparazione fisica è soltanto una parte della sfida: prima o poi arriva il momento in cui bisogna riuscire a gestire il dolore, la stanchezza e soprattutto la tentazione di fermarsi.
Verona, da questo punto di vista, rappresenta forse la prova più significativa affrontata finora.
Correre per ventiquattro ore significa entrare in una dimensione completamente diversa anche rispetto a una 100 chilometri. Marcella Martini non si è limitata a portare a termine la gara: ha percorso quasi 178 chilometri, è salita sul secondo gradino del podio assoluto femminile dei Campionati Italiani e ha conquistato il titolo tricolore Master F45.
Due risultati che premiano un percorso costruito lontano dai riflettori, attraverso allenamenti, sacrifici e una passione cresciuta anno dopo anno.
Dalle prime corse iniziate quasi per ritagliarsi uno spazio personale a un podio assoluto ai Campionati Italiani della 24 ore, di strada Marcella Martini ne ha fatta davvero tanta.
E, guardando i numeri di Verona, la sensazione è che abbia ancora parecchia voglia di correre.



