Oltre cento iscritti, un comitato costruito da zero e ora una lettera di dimissioni. Marcello Rigucci non è più il coordinatore di Futuro Nazionale a Città di Castello. L’addio, con effetto immediato, è stato comunicato attraverso una nota inviata alle redazioni.
Secondo quanto riferisce lo stesso Rigucci, sarebbero venute meno le condizioni che lo avevano spinto ad aderire al progetto del partito di Roberto Vannacci, nato con l’idea di «un vero cambiamento». Al centro delle sue critiche ci sarebbe l’organizzazione regionale, con la quale, a suo dire, il confronto non avrebbe prodotto risultati.
Nella nota l’ex coordinatore elenca alcune richieste che avrebbe avanzato al coordinamento umbro e che, sempre secondo la sua versione, sarebbero rimaste senza risposta. La prima: un comitato composto da un rappresentante per ciascuno dei Comuni capofila, da inserire nell’organigramma regionale per competenze e nomine. La seconda: affidare i vari settori a persone qualificate. La terza: maggiore autonomia a livello comunale.
Rigucci richiama anche la sua esperienza nella Lega, conclusa con le dimissioni da consigliere provinciale e comunale, e parla di uno scenario che a suo giudizio sarebbe «già visto». Tra le ragioni della scelta cita inoltre alcuni insulti che dice di aver ricevuto, episodi che avrebbero incrinato il rapporto di collaborazione. Nella lettera esprime poi la convinzione che, con gli attuali rappresentanti, in Umbria non cambierebbe nulla.
La parte finale della nota sposta la questione sul piano legale. Rigucci diffida dall’utilizzare i dati personali degli iscritti del comitato tifernate, richiamando la normativa sulla privacy, e annuncia che in caso contrario sarebbe pronto a rivolgersi alle vie legali.
Resta da capire come si riorganizzerà Futuro Nazionale in Altotevere. Al momento non risultano repliche da parte del coordinamento regionale, che potrebbe fornire la propria versione dei fatti.



