Il vino porta in città produttori, appassionati e operatori da tutta Italia. Masterclass, degustazioni, talk e iniziative nel centro storico: la seconda edizione guarda già al 2027
SANSEPOLCRO – Il vino ha riempito Sansepolcro. E lo ha fatto portando con sé persone, storie, produttori e tanta voglia di stare insieme. La seconda edizione di B.E.V.I. – Borgo Eccellenze Vinicole Italiane si è chiusa con numeri e riscontri che raccontano una manifestazione in crescita, capace di coinvolgere il centro storico e di attirare l’attenzione degli addetti ai lavori.
Oltre mille le presenze registrate nella giornata di domenica al Borgo Palace Hotel, dove hanno trovato spazio più di 100 cantine provenienti da tutta Italia, ciascuna con almeno tre etichette. Ma il cuore dell’evento non è stato soltanto lì.
Il sabato Sansepolcro è diventata una vera città del vino. Le degustazioni itineranti hanno portato il pubblico nei locali del centro, con momenti di grande partecipazione e file davanti ai punti di assaggio. Ristoranti, commercianti e attività del territorio hanno aderito alla manifestazione, accompagnando i vini con le specialità gastronomiche locali.
Anche il centro storico ha fatto la sua parte, tra musica, iniziative dei commercianti e live painting. Un’atmosfera di festa che ha resistito anche alla variabilità del meteo e che ha trasformato B.E.V.I. in un appuntamento capace di andare oltre la semplice degustazione.
Grande attenzione anche per le masterclass ospitate all’auditorium di Santa Chiara, dedicate ad alcune delle eccellenze della produzione italiana. A guidarle sono stati il sommelier Luca Gardini e il presidente di Ais Toscana Cristiano Cini. Tra i protagonisti Civettaja, Cepparello, Biondi Santi, Mascarello Monprivato, Sandrone Aleste, Le Vigne e Guado al Tasso.
Sono state inoltre premiate due realtà che hanno contribuito a portare il vino italiano nel mondo: Mascarello Giuseppe e Figlio e Marchesi Antinori. Il riconoscimento è stato realizzato in forma di opera-gioiello, in bronzo e argento, su disegno di Laura Inghirami ispirato alla Pala di Brera di Piero della Francesca.
Alla biblioteca comunale Dionisio Roberti si è invece parlato di territorio e viticoltura. La giornalista Chiara Martinelli ha condotto un talk sulle caratteristiche geologiche dei terreni, con particolare attenzione alla Valtiberina e alla Toscana. Tra gli interventi quello del geologo biturgense Stefano Farinelli. Spazio anche al vinsanto, al confronto tra generazioni e culture e alle esperienze di giovani produttori che stanno scommettendo sul futuro della viticoltura locale.
Protagonisti Simone Dori dell’azienda Aliotti di Caprese Michelangelo, Enrico Bigiarini e Daniele Para di Ombraluce di Pieve Santo Stefano e Nicoletta Saldi della Cantina Semonte di Gubbio.
Non è mancato neppure il legame tra vino, cultura e promozione turistica. I giornalisti arrivati a Sansepolcro hanno avuto modo di conoscere il patrimonio artistico della città, dalla Resurrezione di Piero della Francesca alla Deposizione del Rosso Fiorentino, passando per il Museo Arti e Mestieri, l’Oratorio di San Rocco, l’Archivio Inghirami e il campanile della cattedrale.
La manifestazione si è conclusa con la serata allo Scorpione, tra conviviale, produttori, sponsor e lo spettacolo del cantante Alessandro Ristori.
«Siamo più che soddisfatti – ha commentato Tommaso Inghirami, ideatore di B.E.V.I. – Sansepolcro e il territorio hanno risposto a gran voce al nostro appello. Dal Piemonte fino alla Sicilia siamo riusciti di nuovo a portare a Sansepolcro l’eccellenza della produzione vinicola nazionale. L’obiettivo era rendere protagonista la nostra città e questo è ciò che più ci sta a cuore».
Sulla stessa linea Cristiano Cini, presidente regionale Ais: «Riscuotere successo non è mai facile, per cui quanto lo si raggiunge la cosa diventa ancora più gratificante. Merito del grande team che ci lavora e della regia dell’amministrazione comunale. Presto inizieremo a marciare spediti verso la terza edizione».
Un bilancio positivo, dunque, per B.E.V.I., che dopo due edizioni ha già trovato una propria identità. E Sansepolcro, per un fine settimana, è riuscita a trasformare il vino in un’occasione per raccontare se stessa: attraverso i suoi prodotti, ma soprattutto attraverso la sua storia, la sua cultura e il suo territorio.



