Le foreste italiane si incontrano ad Assisi: strategie, gestione sostenibile e futuro verde al centro del grande evento ANARF e AFOR

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Nella cornice del Monte Subasio e della Basilica di San Francesco si è aperta la tre giorni nazionale dedicata al patrimonio boschivo. Tra i tavoli istituzionali, la Carta dei Principi e la prima “Giornata delle Foreste Regionali”, i vertici del settore e delle istituzioni tracciano la rotta per un’economia verde e vicina alle aree marginali

(Assisi)  Custodire, valorizzare e far vivere il patrimonio forestale italiano non più soltanto come riserva naturale isolata, ma come motore di sviluppo, presidio contro i cambiamenti climatici e risorsa fondamentale per le aree interne e marginali. Con questi obiettivi di respiro nazionale ha preso il via ad Assisi la tre giorni promossa dall’ANARF(Associazione Nazionale per le Attività Regionali Forestali) in stretta collaborazione con l’AFoR Umbria.

Un appuntamento di altissimo profilo istituzionale e tecnico che unisce il confronto strategico tra le agenzie forestali di tutta Italia — ospitato nella suggestiva cornice del Sacro Convento e della Basilica di San Francesco — con l’apertura esperienziale al territorio, culminando nella prima edizione della Giornata delle Foreste Regionali sul Monte Subasio.

Una strategia comune per il futuro dei boschi italiani

Al centro del dibattito vi è la necessità di ripensare il ruolo delle foreste pubbliche e dei demani regionali di fronte alle sfide imposte dalla crisi climatica e dalla fragilità idrogeologica del Paese.

A sottolineare la portata storica e operativa dell’appuntamento è Ottavio Anastasi, Amministratore Unico di AFoR Umbria: «L’incontro è stato importantissimo, perché qui sono riunite tutte le agenzie forestali d’Italia e si discuterà su come è la gestione dei demani, sul futuro che ci aspetta in vista dei cambiamenti climatici, e su una strategia comune da tenere per la gestione delle foreste, del verde e di tutto il patrimonio forestale italiano».

Anastasi evidenzia inoltre la duplice direttrice dell’azione regionale: non solo manutenzione, ma una vera e propria rivitalizzazione del bosco per contrastare l’isolamento delle zone periferiche:

«Innanzitutto su come farlo vivere, non solo come fare la manutenzione e la gestione, ma su come renderlo proprio vivo e attrattivo per le aree marginali, che sono spesso isolate per via di comunicazioni e digital divide. Noi lo vogliamo rivalutare ripartendo dal bosco».

La Carta dei Principi e la rotta dell’ANARF

Il convegno nazionale raccoglie i frutti di un percorso avviato con forza nel 2024, culminato nell’approvazione della Carta dei Principi della gestione forestale sostenibile, ratificata dalla stragrande maggioranza delle regioni italiane. Il presidente dell’ANARF, Antonio Casula (Agenzia FoReSTAS), rimarca con orgoglio la portata di questo traguardo:

«Qui ad Assisi portiamo avanti un programma molto importante per l’ANARF. La Carta dei Principi va a indicare dieci principi di gestione sostenibile che possono essere applicati per dare un futuro ai nostri boschi e al nostro ambiente. È stata approvata dalla maggior parte delle regioni d’Italia, ed è questo un motivo di vanto, di orgoglio e una manifestazione evidente di sensibilità verso questi argomenti da parte di tutto il Paese».

Un concetto ribadito con forza anche da Pietro Pellegrini, presidente di UNIAT, che pone l’accento sulla tutela del territorio:

«Viviamo in un periodo in cui dell’utilizzo del suolo non si fa mai un uso preciso; spesso e volentieri si spreca il suolo senza capire quanto sia utile e importante per la vita delle persone. Quando parliamo di bosco e di aree protette, parliamo di qualcosa che deve sopravvivere a noi per il bene nostro e di chi ci seguirà».

Il valore della vivaistica pubblica e la tutela ambientale

La salvaguardia del patrimonio boschivo passa inevitabilmente attraverso le competenze tecniche e la sinergia tra i corpi dello Stato e le agenzie operative. Valter Cirillo, Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco dell’Umbria, rimarca la centralità della cooperazione interistituzionale: «Siamo molto contenti di poter partecipare a questo evento perché, tra i compiti istituzionali dei Vigili del Fuoco, oltre alla tutela della vita umana c’è anche la salvaguardia dell’ambiente. È un grande compito che cerchiamo di espletare al meglio con tutte le nostre risorse, anche attraverso convenzioni con gli altri enti che hanno competenza sul territorio».

Sulla stessa lunghezza d’onda si innesta l’intervento di Paolo Fratini, Amministratore Unico di Umbraflor, che accendeVenerdi 23 ottobre (seconda giornata): si è tenuta la visita guidata al Bosco di San Francesco (area gestita dal FAI con il supporto di AFoR), simulazione e analisi delle stazioni della futura Giornata delle Foreste Regionali presso l’Eremo delle Carceri sul Monte Subasio, seguita da momenti di approfondimento e pranzo tipico. 

Sabato 24 ottobre: La prima edizione della Giornata delle Foreste Regionali tra Costa di Trex e gli Stazzi, con un calendario ricchissimo di eventi gratuiti e a prenotazione: dai percorsi di benessere visivo (metodo Bates e occhiali stenopeici) alle passeggiate dedicate alle erbe spontanee con l’Accademia Italiana Piante Spontanee, dai trekking multidisciplinari lungo il Subasio alle degustazioni curate dalla Pro Loco di Costa di Trex. E ancora, la presentazione del libro sull’Acquedotto del Sanguinone firmata dalla Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, la dimostrazione di cerca e cavatura del tartufo con l’associazione Tuber Terrae, i canti a cappella dell’Ananda Joy Choire la straordinaria partecipazione dell’associazione Qua lo Zoccolo con i cani impegnati nella pet-therapy all’ospedale Silvestrini. 


Una tre giorni che consacra l’Umbria a capitale nazionale della cultura boschiva, dimostrando che la tutela della natura è il pilastro più solido per costruire il futuro delle comunità locali. i riflettori su un anello fondamentale della catena ecologica: «La vivaistica, anche a livello pubblico e regionale, ha un’importanza strategica nella gestione delle nostre foreste e dei nostri boschi. Noi curiamo i boschi da seme: il nostro vivaio parte dai semi e ricostituisce le piante autoctone. Oggi, per salvaguardare il nostro patrimonio forestale, c’è sempre più necessità di una vivaistica pubblica, senza la quale in Italia non avremmo neanche centrato gli obiettivi del PNRR».

Il programma della tre giorni: tra convegni, escursioni e innovazione sociale

La manifestazione si è articolata in momenti di studio e laboratori sul campo. Giovedi 22 ottobre (prima giornata): si è svolta la riunione assembleare dei soci ANARF e convegno tecnico presso la Basilica di San Francesco con interventi di rilievo sul monitoraggio dei demani forestali (tra cui Roberto Tonetti per la Regione Lombardia, Sara Maltoni di FoReSTAS, Francesco Grohmann della Regione Umbria e Raoul Romano del CREA FL), seguiti da tavoli di partecipazione interregionale, e visite guidate.

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