Un lavoratore è rimasto ferito nello stabilimento. I sindacati: “Nessun imprenditore può chiedere velocità a scapito della salute”
NARNI – Un nuovo incidente sul lavoro riaccende l’attenzione sulla sicurezza negli stabilimenti umbri. È accaduto alla Tarkett di Narni, azienda attiva nella produzione di pavimenti e rivestimenti ecosostenibili, dove un lavoratore è rimasto ferito.
A esprimere solidarietà e vicinanza al lavoratore sono Fabio Benedetti, segretario organizzativo regionale Uil Umbria, e Doriana Gramaccioni, segretaria generale Uiltec Umbria. Ma insieme agli auguri di pronta guarigione arriva anche una nuova richiesta di maggiore attenzione sul tema della sicurezza.
“Esprimiamo solidarietà e vicinanza al lavoratore rimasto ferito – affermano – ma questi stati d’animo si accompagnano all’indignazione per l’ennesimo infortunio sul lavoro della nostra regione”.
Un episodio che arriva a poco più di una settimana dalla tragedia di Valtopina, dove ha perso la vita un operaio di appena 20 anni.
I sindacati richiamano anche i dati Inail, secondo i quali nei primi otto mesi del 2026 gli infortuni sul lavoro in Umbria sarebbero aumentati del 5,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nella nota viene inoltre evidenziato come la provincia di Perugia presenti un dato peggiore rispetto a quella di Terni.
“Auguriamo al lavoratore una pronta guarigione”, sottolineano Benedetti e Gramaccioni, che ribadiscono poi un concetto: la sicurezza non può essere considerata un costo.
“Il nostro richiamo resta quello di non considerare mai la sicurezza, con le sue pratiche e i suoi protocolli, come un costo. Nessun imprenditore può lucrare sulla pelle dei lavoratori, chiedendo velocità a scapito della salute”.
Nel loro intervento Uil e Uiltec esprimono inoltre apprezzamento per il lavoro avviato dal neoprefetto di Terni Paolo Canaparo, citando in particolare l’istituzione di un Osservatorio sulla sicurezza sul lavoro.
La richiesta dei sindacati resta quindi quella di mantenere alta l’attenzione e di rafforzare tutte le azioni di prevenzione, perché dietro ogni numero relativo agli infortuni c’è una persona, una famiglia e una comunità che ne subisce le conseguenze.





