Via libera definitivo in consiglio comunale con 14 voti a favore. Contraria Castello Civica, astenuti Lega, Castello Cambia e Unione Civica Tiferno
Il consiglio comunale di Città di Castello ha approvato in via definitiva la variante alla parte operativa del PRG, denominata “PRG-PO 2”. Il provvedimento attiva sei ambiti di trasformazione a destinazione prevalentemente residenziale: a Pesci d’Oro, a Regnano, due nei pressi dell’ospedale, a Cerbara e a Madonna del Latte.
Una settima area, a Riosecco, sarà attivata in parte per la costruzione della nuova caserma della Compagnia della Guardia di Finanza. Si tratta di circa 5.400 metri quadrati che il Comune dona al Demanio.
Hanno votato a favore i 14 consiglieri di PD, PSI, Lista Civica Luca Secondi Sindaco e Gruppo Misto-Azione. Castello Civica ha votato contro, mentre Lega, Castello Cambia e Unione Civica Tiferno si sono astenute. Delle 13 osservazioni presentate dai cittadini, ne sono state accolte in parte quattro, riguardanti Cerbara, Regnano e Madonna del Latte.
La variante interviene anche sulle zone produttive, dove potranno insediarsi servizi per formazione, sport e cultura, ostelli e soggiorni studio, senza consumo di nuovo suolo. Negli edifici esistenti sarà possibile ricavare fino a due alloggi da 120 metri quadrati al servizio delle attività artigianali.
Per il sindaco Luca Secondi e il vicesindaco Giuseppe Stefano Bernicchi il percorso «non è stato calato dall’alto, ma è stato partecipato e tiene conto dei cambiamenti in atto nella società».
Critiche dalla minoranza. Emanuela Arcaleni (Castello Cambia) ha citato la perdita di quasi mille residenti in cinque anni: «Pensare di attrarre altri residenti semplicemente con nuove costruzioni, non la ritengo una strategia opportuna». Andrea Lignani Marchesani (Castello Civica) ha motivato il voto contrario sostenendo che «questo PRG in questo momento non sta realizzando gli obiettivi che si era prefisso». Valerio Mancini (Lega) ha parlato di occasioni perse negli ultimi 15 anni.
Il sindaco ha replicato che «le scelte urbanistiche non possono tenere conto unicamente del calo demografico». Secondi ha spiegato che a fronte del calo della popolazione crescono i nuclei familiari.




