Quarantotto ore, non una di più. È il tempo che la giunta Carizia dice di aver avuto per rimettere mano al piano economico della Tari prima che venisse approvato dall’assemblea dei sindaci di Auri. Il risultato, spiega l’assessore all’ambiente Francesco Cenciarini, è un taglio del 10% sulle bollette 2026 degli umbertidesi.
Cenciarini, che è anche segretario provinciale della Lega a Perugia, racconta che gli uffici comunali, esaminando il piano ricevuto da Auri, si sono accorti di alcune voci di spesa che secondo loro non dovevano finire sulle bollette dei cittadini. Da lì la richiesta ad Auri di rifare i conti, e la riduzione poi arrivata. Dice di non cercare applausi, perché tutelare i cittadini dalle tasse è il suo mestiere. Ma su un punto non transige: respinge la versione data dal Pd locale, a cui contesta di aver tirato in ballo la Regione in questa storia. La Regione, dice, non c’entra nulla. E ricorda un dettaglio non da poco: nel 2024, l’anno a cui si riferiscono i dati, la giunta Proietti in Regione non si era ancora insediata.
A ruota arrivano anche i consiglieri comunali leghisti Giovanni Dominici, Alessio Silvestrelli e Alessio Ferranti, che ringraziano l’assessore e parlano di un Comune che avrebbe fatto “la sua parte” per difendere i cittadini. Più duro il giudizio sul Pd, accusato di essersi intestato un risultato che non gli appartiene, con affermazioni definite prive di riscontro tecnico.



