Da quando le bollette dei rifiuti sono arrivate divise in due, nei bar e nelle piazze del paese girano più o meno sempre le stesse domande. Proviamo a mettere in fila quelle che tornano più spesso.
Ho già pagato a giugno, quindi so quanto spendo quest’anno?
No. La rata di giugno e quella in scadenza il 15 settembre sono un anticipo, calcolato sulle tariffe dell’anno scorso. Il conto aggiornato arriva con l’ultima rata, a dicembre.
Allora la TARI è aumentata o no?
Per ora non si può dire. Il Consiglio comunale ha approvato le nuove tariffe il 30 luglio, ma per sapere cosa significano in euro su una casa di cento metri quadri, o su un negozio, bisogna leggere le tabelle allegate. È lì che si vedrà se la differenza si sente.
C’è qualche sconto?
Sì, ed è la novità di quest’anno. Lo ha annunciato l’assessore al Bilancio e Tributi Andrea Guerrieri in una nota del Comune diffusa il 21 maggio 2026 attraverso il servizio Cittadino e Provincia della Provincia di Perugia: il nuovo bonus sociale rifiuti riduce del 25% la TARI alle famiglie con ISEE sotto i 9.796 euro, soglia che sale a 20mila euro per chi ha almeno quattro figli a carico. Non serve presentare domanda, spiegava il Comune: la riduzione viene applicata in automatico, a condizione che il nucleo abbia fatto l’ISEE.
“Una misura giusta e attesa”, l’ha definita l’assessore, “un sostegno concreto che si rivolge a una platea ampia di nuclei familiari in condizioni di fragilità economica”. Ed è proprio per applicarla che le bollette sono state divise: il bonus andava riconosciuto entro giugno, le nuove tariffe si potevano approvare solo a fine luglio.
E adesso cosa aspettiamo?
Il saldo di dicembre. Che è poi il punto delicato: dicembre è il mese in cui le famiglie fanno i conti stretti e in cui molte piccole attività, tra affitti, utenze e scadenze fiscali, tirano la riga sull’anno. Una bolletta che arriva in quel momento senza che nessuno abbia potuto farsi un’idea in anticipo pesa il doppio.
Ci sono quattro mesi. Il tempo per rendere leggibili le tariffe anche a chi non mastica la materia: due esempi bastano, una famiglia media e un’attività commerciale, con la cifra a fianco. È la cosa che chiunque abbia una casa o una serranda da alzare vorrebbe sapere prima, e non aprendo l’ultima busta dell’anno.



