Mestieri artigiani, l’allarme in commissione: “Un patrimonio che rischia di sparire”

Data:

Ci sono mestieri che a Città di Castello hanno fatto la storia dell’economia locale, e che oggi faticano a trovare chi li impari. È da qui che è partita la discussione in terza commissione consiliare, presieduta da Claudio Serafini, chiamata a esaminare la mozione del consigliere Pd Roberto Brunelli sulla tutela dei mestieri tradizionali e artigianali.

Brunelli lo ha detto chiaramente: si tratta di un patrimonio di competenze e professionalità che rischia di ridursi anno dopo anno, schiacciato tra il calo degli addetti e la difficoltà a trovare giovani disposti a raccogliere il testimone. Un tema che in commissione ha trovato terreno fertile: al tavolo si sono seduti il presidente della scuola di Arti e Mestieri “G.O. Bufalini” Giovanni Granci, la consigliera del Cda Paola Baldicchi e il direttore Marco Menichetti, insieme a tutti i consiglieri commissari e all’assessora Letizia Guerri.

Dalla discussione, lunga e sentita, è emersa una convinzione condivisa: l’artigianato non è un settore da nostalgici, ma una leva concreta per l’economia della vallata, radicata in una tradizione di piccola e media impresa che però oggi ha bisogno di essere accompagnata, non lasciata a se stessa. I rappresentanti della Bufalini hanno rivendicato con orgoglio i risultati della scuola, presa a modello anche fuori provincia, ma hanno anche messo sul tavolo un problema concreto: senza nuove strutture e servizi, diventa più difficile partecipare ai bandi pubblici che potrebbero garantirle un futuro.

Guerri ha chiuso i lavori indicando la strada da seguire: prima un confronto diretto con imprese, scuola e commercio per capire cosa serve davvero al territorio, poi un percorso partecipato per ridisegnare il ruolo della Bufalini nei prossimi anni. La commissione si aggiorna quindi a breve per fissare questi due appuntamenti.

Un problema, va detto, che va ben oltre i confini di Città di Castello: secondo Unioncamere, nei prossimi tre anni l’Italia cercherà 22-25mila professionisti del legno e dell’arredo, e tra 75 e 85mila tra fonditori, saldatori, lattonieri e montatori di carpenteria metallica. Mestieri che mancano ovunque, non solo qui.

Commenti

Share post:

spot_imgspot_img

Popular

More like this
Related