Ci sono voluti pochi giorni di pioggia per far riemergere un problema che a San Sisto molti pensavano risolto. Strade allagate, tombini che non reggono, auto costrette a rallentare tra pozzanghere che sembravano piccoli laghi. Immagini che i residenti hanno documentato e fatto girare, e che ora arrivano dritte in Consiglio comunale.
A muoversi sono Augusto Peltristo, capogruppo di Fare Perugia–Forza Italia, ed Edoardo Gentili, consigliere dello stesso gruppo, che annunciano un’interrogazione. Il loro ragionamento è semplice: a San Sisto si scava e si lavora da mesi. C’è il cantiere del BRT, certo, ma c’era stato promesso anche altro — il rifacimento del collettore fognario, un intervento pensato apposta per far defluire meglio l’acqua piovana. Doveva essere la soluzione. Invece, alla prima pioggia forte, il quartiere è tornato a impantanarsi.
“È indispensabile capire se il collettore fognario e l’intera rete di smaltimento delle acque funzionino correttamente” dicono i due consiglieri, che non si fermano solo alle grandi opere. Puntano il dito anche su qualcosa di più semplice, quasi banale: caditoie e tombini intasati da foglie e aghi di pino, mai puliti a dovere. Piccole trascuratezze che, sommate, trasformano un temporale in un’emergenza.
Con l’interrogazione, Peltristo e Gentili chiedono al Comune di fare chiarezza: cosa non ha funzionato, se i controlli sono stati fatti, e soprattutto cosa si intende fare perché non capiti di nuovo. “I cittadini hanno il diritto di aspettarsi opere realmente efficaci” concludono. Un modo per dire che a San Sisto, di scuse per un altro allagamento, non ne restano più.



