Ospedale di Città di Castello, 14 nuove camere e nuovi macchinari. I sindacati: “Ora servono risposte su attese e personale”

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Confronto tra Cgil, Cisl, Uil, pensionati e direzione ospedaliera. Al centro anche i primariati vacanti e il futuro dell’ospedale di Umbertide

Quattordici nuove camere di terapia semi-intensiva, nuovi macchinari per la Radiologia e l’impegno a coprire gli incarichi ancora vacanti. Ma restano sul tavolo due problemi che i cittadini conoscono bene: le liste d’attesa e la carenza di personale.

È il quadro emerso dall’incontro tra Cgil, Cisl, Uil, le rappresentanze dei pensionati e la direzione dell’ospedale di Città di Castello, rappresentata dalla dottoressa Calagreti.

I sindacati sono arrivati al confronto portando con sé le segnalazioni raccolte nelle proprie sedi: visite che richiedono tempi lunghi, difficoltà nell’accesso ad alcuni servizi e preoccupazioni legate agli organici.

La prima novità riguarda il quinto piano dell’ospedale tifernate, dove sono state realizzate 14 camere di terapia semi-intensiva. L’attivazione è prevista entro la fine di settembre. In caso di una nuova emergenza sanitaria, le stanze potranno essere convertite rapidamente in posti di terapia intensiva.

Sul fronte delle liste d’attesa, la direzione ha spiegato che è già in corso un piano aziendale. L’obiettivo è aumentare la capacità di risposta, utilizzare meglio le apparecchiature e lavorare anche sull’appropriatezza delle richieste.

Un ruolo importante dovrebbe averlo la Radiologia, dove potranno essere utilizzati nuovi macchinari di ultima generazione già in dotazione al reparto.

Poi c’è il personale. I sindacati hanno chiesto chiarimenti sulle carenze di organico e sugli incarichi di primariato ancora scoperti. Da parte della direzione è arrivata l’indicazione di voler procedere alla copertura dei posti vacanti, insieme a nuove assegnazioni per il personale del comparto.

Il confronto si è allargato anche a Umbertide, dove i lavori per l’Ospedale di Comunità hanno accumulato ritardi dopo i problemi con la prima impresa incaricata. Il vecchio contratto è stato risolto a febbraio, mentre il nuovo appalto è stato firmato il 23 giugno e il cantiere consegnato al nuovo operatore il 15 luglio.

Per il miglioramento sismico dell’ospedale, invece, durante i lavori sono emerse criticità che hanno reso necessaria una variante tecnica. Ora manca l’autorizzazione regionale per poter ripartire.

Sul futuro del presidio umbertidese, però, la linea ribadita è chiara: nessun ridimensionamento. Al contrario, è prevista la qualificazione di alcuni reparti.

Cgil, Cisl, Uil e pensionati hanno valutato positivamente anche il rapporto di collaborazione avviato tra la direzione ospedaliera e quella sanitaria territoriale.

Il prossimo passaggio è già fissato: un nuovo incontro in autunno, questa volta con la partecipazione anche della dirigenza del distretto sociosanitario dell’Usl Umbria 1.

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