Trentamila euro di Isee, e un euro di troppo. È su questa soglia che i giovani di Forza Italia hanno deciso di aprire il fronte contro la Regione.
Il gruppo degli studenti delle scuole superiori di FI Giovani Umbria, coordinato da Sabrina Barrucci e Andrea Urbani, contesta l’impianto di “Umbria Vai”, la misura di agevolazione sul trasporto pubblico regionale che consente di sottoscrivere l’abbonamento a 70 euro. Nel mirino non c’è lo sconto in sé, ma chi ne resta fuori.
Il ragionamento dei giovani azzurri si articola su tre punti. Il primo: gli universitari accedono alla tariffa agevolata senza alcun limite di reddito, mentre agli studenti delle superiori viene applicata una soglia Isee. Il secondo: dentro la stessa platea di ragazzi si crea una divisione tra chi rientra nel parametro e chi no. Il terzo riguarda il meccanismo, che secondo Barrucci e Urbani manca di progressività. Con un Isee di 30.000 euro si paga 70 euro; con 30.001, sostengono, si arriva a quasi 300. Più del quadruplo per un euro di differenza.
Da qui la richiesta alla Giunta: estendere l’abbonamento a 70 euro a tutti gli studenti umbri, cancellando il tetto Isee. “Non è una semplice questione economica”, scrivono i due responsabili, “è una questione di diritto allo studio e di pari opportunità”.
Nel comunicato c’è anche una rivendicazione di paternità politica. I giovani di FI ricordano il “Pass Tpl” introdotto nel 2023, quando la Regione era guidata dal centrodestra e il Comune di Perugia da Andrea Romizi, e contestano il costo attuale della misura: dieci euro in più rispetto agli anni precedenti, un rincaro che considerano ingiustificato per famiglie già sotto pressione.
L’affondo è rivolto direttamente alla presidente Stefania Proietti e all’assessore Fabio Barcaioli, accusati di presentare la misura sui social in modo, secondo FI Giovani, propagandistico.
Dalla Regione, per ora, nessuna replica. La partita, con la campagna abbonamenti in corso, è appena cominciata.



