Discarica Le Crete, Patto Avanti Umbria: “Discarica ampliata dalla Tesei. Vergognoso silenzio sull’ampliamento di Borgogiglione e Belladanza”

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La destra umbra getta la maschera. Il teatrino politico e gli attacchi contro la Presidente Proietti e l’assessore De Luca sono solo un maldestro tentativo di coprire le proprie gravissime responsabilità e nascondere gli ampliamenti di Belladanza e Borgogiglione, autorizzati nel 2022 e nel 2023, e quello de Le Crete già deliberato ed ereditato dall’attuale Giunta Proietti.

La sindaca Tardani e i suoi alleati soffrono di una clamorosa amnesia selettiva, ma le carte e i documenti ufficiali non si possono cancellare con la propaganda. L’ampliamento della discarica di Orvieto è una firma del centrodestra. L’avvio dell’istruttoria tecnica del PAUR per Le Crete non è una scelta della Giunta Proietti, ma un atto tecnico-amministrativo dovuto degli uffici, avviato su istanza del gestore privato.

Come si legge nell’avviso pubblico del 15 luglio 2026, il progetto è stato presentato «in ottemperanza di quanto riportato nella DGR n. 2 del 05/01/2022», firmata dalla Giunta regionale di centrodestra guidata da Donatella Tesei. Fu quella delibera a pianificare l’estensione di 1 milione di metri cubi delle discariche regionali, riservandone 350.000 a Orvieto. Dove si nascondeva la sindaca Tardani nel 2022 mentre la sua stessa parte politica firmava l’ampliamento?

La destra che oggi parla di ambiente è la stessa che a fine 2024 aveva lasciato l’Umbria con un’autorizzazione straordinaria per l’ingresso di 50.000 tonnellate di rifiuti extra-regionali. Solo l’8% era prodotto in Umbria: il restante 92% proveniva da Campania, Lazio, Marche e Puglia, esaurendo i nostri impianti pubblici a tariffe minime.

La storiella secondo cui il termovalorizzatore della destra avrebbe chiuso le discariche è una menzogna. Nel DGR 1135/2022, Le Crete veniva definita una «infrastruttura permanente nello scenario a regime», destinata a rimanere aperta oltre il 2030 per accogliere ceneri pesanti e scorie prodotte dalla combustione.

Al contrario di chi ha governato svendendo salute e territorio ai privati, la Giunta guidata da Stefania Proietti, insieme all’assessore Thomas De Luca e al presidente di AURI Andrea Sisti, ha impresso una svolta radicale: blocco dell’afflusso dei rifiuti extra-regionali, tutela della capacità residua delle discariche, tariffa puntuale per famiglie e imprese virtuose e massimo imponibile per i rifiuti speciali provenienti da fuori regione, così da disincentivarne l’importazione.

È stato inoltre archiviato il folle e costoso progetto dell’inceneritore da 200 milioni di euro, puntando sull’80% di raccolta differenziata e sul recupero reale di materia.

Dietro l’improvviso ambientalismo elettorale si celano i grandi interessi economici intorno allo smaltimento dei rifiuti che manovrano la destra per impedire che l’Umbria diventi una regione modello di economia circolare.

In tutto questo, qual è il ruolo della sindaca Tardani? Nel Consiglio Direttivo di AURI del 27 dicembre 2024 ha votato contro la programmazione che riduceva ed equilibrava i flussi di smaltimento e al CAL ha abbandonato l’aula al momento del voto sulla legge regionale sull’economia circolare.

La sindaca Tardani smetta di coprire le macerie lasciate dalla Giunta Tesei. Il Patto Avanti e la Giunta Proietti continueranno a lavorare per ripulire i loro disastri e fare dell’Umbria una regione finalmente sostenibile, circolare e libera dal ricatto delle lobby dei rifiuti.

I partiti del Patto Avanti Umbria

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