Ogni mattina, in Altotevere, decine di ragazzi salgono su un pullman che li porta oltre il confine. La scuola è in Toscana, la residenza in Umbria. Fino a ieri quel tragitto restava fuori da “Umbria Vai”, l’abbonamento annuale al trasporto pubblico a 70 euro. Da adesso non più: la misura è stata estesa agli studenti umbri iscritti in istituti delle regioni confinanti.
A rivendicarlo è Sinistra Italiana – AVS Altotevere, che parla di un intervento «fortemente voluto» dall’assessore regionale Fabio Barcaioli. I numeri, dicono, dicono già qualcosa: circa 6.400 abbonamenti sottoscritti nelle prime settimane. Segno, secondo il gruppo, che la misura risponde a un bisogno concreto e non a un’esigenza costruita a tavolino.
Il punto che i promotori sottolineano di più è il metodo. Davanti alle criticità emerse dopo l’avvio, la Regione ha scelto di correggere anziché considerare chiuso il provvedimento, proseguendo il confronto con Busitalia, le società consorziate e il Fondo Sociale Europeo. «Costruire politiche pubbliche capaci di ascoltare i territori», è la definizione che ne danno. E per una zona di confine come l’Altotevere, aggiungono, la differenza si vede subito: i percorsi scolastici e le relazioni tra territori non si fermano alla linea tra Umbria e Toscana.
Poi arriva la replica alle critiche di queste settimane, quelle sul presunto ceto medio tagliato fuori dalla soglia ISEE di 30mila euro. Qui SI-AVS mette sul tavolo il Rapporto ISEE 2024 del Ministero del Lavoro: in Umbria i nuclei familiari con ISEE ordinario pari o inferiore a quella cifra sono 105.492, su 125.602 dichiarazioni presentate. L’84%.
«Sostenere che Umbria Vai escluda il ceto medio, alla luce di questi numeri, non è un’opinione legittima: è semplicemente falso», scrivono, accusando di demagogia chi ripete quella narrazione senza guardare i dati.
Uno spiraglio, però, resta aperto. Discutere di una misura universale per tutti gli studenti è legittimo, ammettono, purché si lavori in parallelo su una redistribuzione del peso fiscale verso le fasce più ricche.
La chiusura è politica: «Quando la sinistra è al governo si vede».



