Ridotte del 51% le emissioni rispetto al 2022, oltre il 92% dell’elettricità arriva da fonti rinnovabili. Più di 300 dipendenti nei cinque siti tifernati
Città di Castello continua a rappresentare il centro industriale e tecnologico di CMC Packaging Automation, che ha pubblicato il proprio Sustainability Report 2025, dedicato ai risultati raggiunti sul fronte ambientale, sociale e della governance.
Fondata nel 1980 e oggi attiva a livello internazionale nel settore dell’automazione per il packaging, CMC mantiene nel territorio tifernate cinque siti produttivi e operativi, con oltre 300 dipendenti. A livello globale il Gruppo conta invece 535 addetti, con una presenza che si estende tra Europa e Nord America.
Tra i dati principali contenuti nel rapporto figura una riduzione del 51% dell’impronta complessiva di gas serra rispetto al 2022, mentre il 92,8% dell’elettricità utilizzata proviene da fonti rinnovabili.
Sul fronte della sicurezza sul lavoro, nel 2025 CMC ha inoltre ottenuto la certificazione ISO 45001. Nel marzo 2026 è arrivato anche un altro riconoscimento: la medaglia Silver EcoVadis, che colloca l’azienda nell’85° percentile delle imprese valutate e nel top 5% del proprio settore.
Il report dedica spazio anche all’impatto delle tecnologie sviluppate a Città di Castello. Sulla base di modelli LCA e di ipotesi operative standardizzate, nel 2025 i sistemi CMC sarebbero associati a circa 147.895 tonnellate di cartone risparmiato.
«La sostenibilità, per CMC, non è un esercizio narrativo. È un insieme di decisioni, verificate attraverso i dati, che influenzano il modo in cui progettiamo e costruiamo i nostri sistemi e il modo in cui i nostri clienti rafforzano le proprie supply chain», sottolinea Francesco Ponti, CEO e Chairman di CMC Packaging Automation.
Il CMC Sustainability Report 2025 sarà disponibile sul sito dell’azienda nella sezione dedicata a Sustainability & Impact.




