Una domanda che sembra semplice e non lo è: come suona una Nazione? Da qui parte l’incontro in programma martedì 8 settembre alle 19 al Complesso di San Domenico, nuovo capitolo della collaborazione tra il Festival delle Nazioni e l’Università degli Studi di Perugia.
A guidare la riflessione sarà Marco Moschini, direttore del Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione dell’ateneo perugino. Il titolo dell’appuntamento è “Come suona una Nazione? Note tedesche tra identità, musica e pace”, e il taglio è quello degli studi umanistici: capire in che modo la musica tedesca abbia contribuito a costruire l’identità culturale di un Paese, tra eredità storiche e prospettive di pace. L’ingresso è libero ed è previsto un aperitivo.
Due ore più tardi, alle 21 e nella stessa sede, si passa dalla teoria alla pratica. Il Festival propone “Metti una sera a Sanssouci. Tra Federico il Grande di Prussia e la famiglia Bach”, un percorso musicale dentro le corti europee del Settecento.
Sul palco un ensemble di rilievo. Al pianoforte Ramin Bahrami, artista in residenza del Festival, affiancato dal flauto del direttore artistico Massimo Mercelli. Con loro Gabriele Piera Nunzi al violino, terzo premio al Paganini nel 1990, Luca Ranieri alla viola e Cecilia Berioli al violoncello.
La serata è pensata come un blocco unico: prima le parole, poi le note, con lo stesso filo conduttore a legarle. È una formula che il Festival delle Nazioni sta portando avanti da tempo, cercando di affiancare alla programmazione concertistica momenti di approfondimento aperti alla città.
Il concerto è a pagamento. Biglietti e informazioni sul sito www.festivalnazioni.com.



