Crescono i tentativi di smishing che sfruttano il nome di enti sanitari. L’obiettivo può essere il furto di dati personali, bancari o credito telefonico
Un messaggio che parla di una visita, di una pratica sanitaria o di una comunicazione urgente può sembrare del tutto credibile. Ed è proprio su questo che fanno leva i truffatori.
La Regione Umbria, attraverso Umbria in Salute, mette in guardia i cittadini dai tentativi di smishing, cioè truffe realizzate tramite SMS che utilizzano il nome del CUP o di altri enti sanitari per spingere le persone a cliccare su link sospetti, rispondere al messaggio o chiamare numeri a pagamento.
L’obiettivo può essere quello di sottrarre dati personali, credenziali di accesso, informazioni bancarie o credito telefonico.
Non tutti gli SMS inviati dagli enti sanitari sono naturalmente falsi. Promemoria e conferme di appuntamenti possono arrivare realmente via messaggio, ma è importante controllare alcuni elementi.
Un messaggio autentico deve provenire da un mittente riconoscibile, fare riferimento a un appuntamento noto e soprattutto non deve chiedere dati personali o bancari.
La Regione invita quindi a non agire d’impulso e a verificare ogni comunicazione dubbia utilizzando esclusivamente i recapiti, gli sportelli e i servizi digitali ufficiali del CUP.
La raccomandazione, in caso di SMS sospetto, è chiara: non cliccare sui link, non rispondere e non chiamare il numero indicato nel messaggio.
Particolare attenzione viene chiesta anche nei confronti delle persone anziane o più fragili, spesso maggiormente esposte a questo tipo di raggiri.



