Dopo il via libera in commissione, la proposta di legge arriva giovedì in Consiglio regionale. Il centrosinistra si rivolge anche alle opposizioni e ricorda la battaglia di Laura Santi.
Sul fine vita il centrosinistra umbro prova a cercare un’intesa anche con le opposizioni. La proposta di legge ha superato ieri l’esame della Terza commissione e giovedì 22 ottobre arriverà in Consiglio regionale per il voto. Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra accolgono con soddisfazione il primo risultato, ma chiedono che in Aula il confronto non si fermi alle appartenenze politiche.
La questione è delicata e riguarda da vicino le persone che, in condizioni di sofferenza e nei casi previsti dalla Corte costituzionale, chiedono di poter accedere al suicidio medicalmente assistito. La proposta Liberi Subito, sostenuta da quasi cinquemila firme raccolte in Umbria, punta a definire tempi e procedure per dare seguito a queste richieste.
Per i segretari e coordinatori regionali dei tre partiti è arrivato il momento di dare una risposta a quei cittadini che hanno sottoscritto la proposta.
«L’Umbria è una regione da sempre antesignana nell’applicazione dei diritti di tutte e di tutti», ricordano nella nota congiunta, criticando il ritardo del Parlamento nell’affrontare la materia con una legge nazionale. Un vuoto che, secondo le tre forze politiche, non può continuare a lasciare senza risposte chi si trova ad affrontare situazioni tanto difficili.
Nel comunicato c’è anche un passaggio dedicato a Laura Santi, la giornalista perugina che ha portato avanti per anni la propria battaglia sul fine vita. Una vicenda personale diventata, nel tempo, una questione pubblica, capace di coinvolgere cittadini, associazioni e istituzioni.
«Ha trasformato una sofferenza privata in una battaglia collettiva», scrivono Pd, M5S e AVS. Per loro, l’approvazione della legge sarebbe anche un modo per rendere omaggio al suo coraggio e al percorso che ha contribuito ad aprire.
Ma è soprattutto guardando al voto di giovedì che arriva l’appello politico. I tre partiti chiedono al centrodestra di non considerare il provvedimento una battaglia tra maggioranza e opposizione. Ricordano che anche a livello nazionale, su questi temi, le posizioni all’interno dello stesso schieramento non sono sempre coincidenti.
Da qui l’auspicio di un voto di coscienza, nel quale ogni consigliere possa valutare il testo senza sentirsi vincolato da una contrapposizione politica.
«I diritti non sono appannaggio di qualcuno, ma di tutti e per tutti», sottolineano i rappresentanti delle tre forze politiche, che si augurano una convergenza più ampia possibile.
Il confronto, naturalmente, resta aperto. In commissione Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno votato contro e le distanze sul provvedimento sono ancora evidenti.
Giovedì toccherà al Consiglio regionale decidere. Per Pd, Movimento 5 Stelle e AVS l’auspicio è che si possa scrivere, come affermano nella nota, «una pagina di buona politica, di coraggio e di civiltà», nel rispetto delle diverse sensibilità e dei limiti fissati dalla Corte costituzionale.



